Torna da maggio Romagna in Fiore, la rassegna green del Ravenna Festival, con nove appuntamenti diffusi in altrettanti comuni di Romagna. Tra le novità di questa terza edizione, nuovi palchi a cielo aperto nelle cornici naturali di Fontanelice, Cotignola, Santa Sofia, Bertinoro e Brisighella, mentre vengono riconfermate le location di Modigliana, Faenza, Forlì e Ravenna, alla Torraccia. I nomi più attesi spaziano dal pop di Irene Grandi al cantautorato di Motta, Nicolò Fabi e Eugenio Finardi, per arrivare al combat folk della Bandabardò, alle sonorità dialettali di Davide Ambrogio, e ancora la taranta del Canzoniere Grecanico Salentino, il sax di Enzo Avitabile, e il sound brasiliano di Zé Ibarra.
«Questa rassegna è caratterizzata da una forte dimensione ambientale e sociale – commenta Franco Masotti, curatore di Romagna in fiore – anche quest’anno abbiamo selezionato artisti consapevoli, che aderiscono con entusiasmo al progetto e con cui crediamo di condividere un idem sentire».
Come da tradizione infatti, gli appuntamenti saranno pomeridiani (distribuiti nei quattro fine settimana di maggio) e i luoghi di spettacolo saranno raggiungibili solo a piedi o in bicicletta e i concerti si svolgeranno senza palchi ingombranti o luci artificiali e, quando possibile, sarà utilizzata l’energia di accumulatori. Con l’idea di mantenere la musica accessibile per tutti, i biglietti avranno un prezzo fisso simbolico di 5 euro, e sono disponibili alla Biglietteria del Teatro Alighieri oppure online. Disponibile anche un carnet sostenitore per i nove concerti (50 euro) che include la t-shirt dell’edizione 2026.
«Ricordiamo tutti la nascita di Ravenna in Fiore nel 2024, come risposta all’alluvione – commenta Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione -. Questa piccola rassegna nata nel solco delle immagini di quei ragazzi che cantavano “Romagna Mia” armati di badile e sporchi di fango è diventata in poco tempo uno degli appuntamenti più attesi sul territorio, diventando una proposta non solo culturale, ma sociale, identitaria e green, non solo per la sua natura a basso impatto, ma per come riesce a sensibilizzare il pubblico alla sostenibilità offrendo una nuova forma di fruizione dello spettacolo».
Il programma:
Venerdì 1 maggio la rassegna si apre alla Torre di Fornione di Fontanelice. In questo territorio che deve probabilmente il nome alla presenza di antichissime fornaci di origine romana (diverse le tombe etrusche e romane rinvenute nella zona), si esibisce l’erede di una cultura altrettanto antica – il polistrumentista Davide Ambrogio si è ispirato alla tradizione orale della sua Calabria per creare un proprio linguaggio musicale originale. Il suo più recente album, Mater Nullius (Viavox, 2025) esplora l’alienazione dell’uomo moderno dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. L’opening act è dell’artista bolognese Laura Agnusdei, che con il suo sassofono esplora territori ibridi tra retaggi jazz, improvvisazione, composizione elettroacustica e tanto altro ancora.
Sabato 2 maggio la destinazione è Cotignola, per la precisione nell’Arena delle Balle di Paglia, unico anfiteatro di paglia della Romagna. Tra spazi riservati al teatro, narrazioni, land-art, esplorazioni e incontri poetici è in programma l’incontro con la Bandabardò, la band fiorentina che si autodefinisce il più “scatenato, appassionante, roboante e colorato” gruppo folk italiano in attività.
Domenica 3 maggio ci si prepara per il concentrato di energia ed emozioni che sempre accompagna le esibizioni del Canzoniere Grecanico Salentino, ingranaggio fondamentale della Notte della Taranta che da oltre cinquant’anni contribuisce a preservare e rinnovare la cultura popolare del Salento, visita la foresta di Montebello, presso Modigliana. Nata negli anni Cinquanta come parte integrante di un programma nazionale di rimboschimento, la riserva è un polmone verde popolato anche di piante inaspettate: cedri e pini da tutti il mondo, larici giapponesi, cipressi dell’Arizona, rarità come il pino bruzio…una sorta di giardino botanico forestale a pochi passi dal Monte della Chioda.
Sabato 9 maggio si ritorna a Faenza, al Castel Raniero, dove fra il 1926 e il 1932 fu creata una colonia elioterapica e che oggi è “casa” dell’ormai storico festival folk La Musica nelle Aie. In scena c’è Motta, uno dei cantautori chiave della generazione millennial e una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana sin da quando, dieci anni fa, ha pubblicato l’album La fine dei vent’anni, perfetto esordio solista che già sapeva calibrare anima rock, scrittura introspettiva e melodia pop.
Domenica 10 maggio l’appuntamento è con Enzo Avitabile, musicista di lungo corso che ha veleggiato dal pop ai ritmi afroamericani, dalla musica antica della pastellessa e della zeza al canto sacro, attraverso innumerevoli collaborazioni che includono anche James Brown, Tina Turner e Pino Daniele. La scena è quella del Parco fluviale Giorgio Zanniboni a Santa Sofia, la zona verde lungo il fiume Bidente popolata di sculture e installazioni che si integrano con il paesaggio e la storia del territorio. In questo caso l’opening act è affidato al Trio Fusaifusa, originalissima band che contamina sonorità mediorientali con elettronica, afro-beat e la cultura del sufismo sub-sahariano.
Sabato 16 maggio Eugenio Finardi, sarà a Brisighella, al centro visite e rifugio Ca’ Carnè, nel cuore del Parco della Vena del Gesso. Domenica 17 maggio il Parco Urbano Franco Agosto di Forlì accoglie Irene Grandi, una delle regine indiscusse del pop italiano, tra hit indimenticabili, costante ricerca musicale e un’energia inesauribile. Il palcoscenico verde è il principale parco pubblico di Forlì, 27 ettari tra centro storico e fiume Montone in mezzo a prati, alberi e una composita fauna, come gli inquilini della caratteristica “collina dei conigli”.
Sabato 23 maggio alla Torraccia di Ravenna c’è Niccolò Fabi, che da quando ha vinto il Premio della Critica a Sanremo 1997 con Capelli ha attraversato gli ultimi trent’anni di musica italiana tra canzoni-manifesto, una poetica intensa e leggera al tempo stesso e due Targhe Tenco. Il tour estivo di Fabi si apre proprio con questo concerto alla torre, in uno dei terreni di C.a.b. Ter.ra., la più antica cooperativa agricola della provincia che nel 2023 ha sacrificato parte dei propri campi per far defluire le acque e salvare il centro storico di Ravenna dall’alluvione. Domenica 24 maggio l’appuntamento conclusivo della rassegna è alla rocca di Bertinoro, sulla cima del colle Cesubeo. Nel suo giardino la performance del cantautore brasiliano Zé Ibarra, fresco di secondo album solista: Afim esplora paesaggi sonori che fondono MPB (Musica Popolare Brasiliana), jazz e pop, combinando influenze della felice stagione brasiliana dei primi anni Settanta, con nuove sperimentazioni.
«Tutti i territori protagonisti hanno una caratteristica in comune: sono trattaversati da corsi d’acqua che sfociano nel comune di Ravenna – conclude il presidente della Regione Michele de Pascale -. noi abbiamo deciso di fare il percorso inverso, risalendoli e dando nuovo valore alla bellezza del territorio, infondendolo di arte e cultura in modo sostenibile. Già dalla prima edizione il risultato è stato sorprendente: il Ravenna Festival ha avuto modo di spostarsi in luoghi inediti e nuovi tipi di pubblico hanno avuto modo di venire in contatto con questa realtà. Confermiamo con entusiasmo l’appoggio della regione e vogliamo continuare questo cammino alla scoperta dei nostri paesaggi».
La rassegna è organizzata da Ravenna Festival con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Ater Fondazione, Provincia di Ravenna, Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni delle località interessate. Si confermano al fianco dell’iniziativa il main partner Gruppo Hera, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Tozzi Green con la sua energia verde e il partner per la mobilità Ferri The Driving Solution. Radio Bruno è la radio ufficiale, mentre il partner organizzativo è Trail Romagna.



