Biologico, in provincia in 18 mesi da 345 a 391 imprese. Contributi dalla Regione

In Emilia-Romaga 152mila ettari coltivati secondi i dettami green: per l’82 percento è seminativo

Prosegue l’ascesa del biologico. Sulla base delle ultime rilevazioni rese note dalla Regione Emilia-Romagna, dati aggiornati al 30 giugno scorso, sono 391 le imprese in provincia di Ravenna, di cui 270 agricole e le rimanenti 121 che si occupano di trasformazione e commercializzazione. Alla fine del 2016 erano 345 in totale nel Ravennate.

In regione la provincia che vanta il più alto numero di operatori è Parma (1.082), seguita nell’ordine da Forlì-Cesena (907), Bologna (864), Modena (802) e Piacenza (693). Completano il quadro Reggio Emilia (673), Ferrara (485) e Rimini (334).

La parte preponderante degli oltre 152mila ettari di campi coltivati secondo i dettami dell’agricoltura bio in Emilia-Romagna è rappresentata dai seminativi (82 percento). Al secondo posto della classifica vengono prati e pascoli (12), poi la vite (3), la frutta (2)  e, con percentuali via via più risicate, la frutta a guscio e l’olivo. L’ascesa del biologico negli ultimi anni sta contagiando anche il settore zootecnico, con gli allevamenti bio che ormai sfiorano quota 1.170 (+11 percento sul 2016), pari al 5 percento sul totale regionale. Particolare interesse si sta registrando per la conversione di allevamenti di bovini da latte, sia fresco che per la produzione di Parmigiano Reggiano, e di bovini da carne. In sensibile aumento anche gli allevamenti di galline ovaiole e tacchini.

Sono alcuni dei numeri che fanno da contorno alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna con un proprio stand (C13, padiglione 21) al Sana, il salone del biologico e del naturale che festeggia quest’anno il 30esimo compleanno e in programma da domani a lunedì prossimo nei padiglioni del Fiera di Bologna.

Per convincere gli agricoltori a convertirsi al biologico e compensare i maggiori costi per le aziende la Regione eroga per i primi cinque anni dopo il passaggio al metodo “naturale” un contributo che varia dai 126 ai 742 euro ad ettaro all’anno, secondo il tipo di coltura. Incentivi lievemente più bassi – da 90 a 668 euro all’ettaro – per chi si è già convertito. Per la zootecnia i contributi variano da 370 a 425 in fase di conversione e da 333 a 383 euro all’ettaro all’anno per il mantenimento. L’ultimo bando ad hoc del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, datato 2018, ha registrato un’altissima adesione, con 2.613 domande ammissibili, di cui 1.851 già finanziate, per un totale di 11,3 milioni di euro di contributi annui. Le restanti 762 domande saranno finanziate a breve, portando il totale dei finanziamenti erogati a 17 milioni di euro all’anno per i prossimi cinque.

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