La Ca’ del Liscio di Ravenna, storica balera fondata nel 1976 da Raoul Casadei e diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della musica e del ballo romagnolo, è destinata a finire all’asta giudiziaria. Situata in via Dismano, la struttura – nota anche come Ca’ del Ballo – è stata posta in vendita dal tribunale con una base d’asta di circa 4,7 milioni di euro, nell’ambito delle difficoltà finanziarie che hanno coinvolto il Gruppo Angeletti, proprietario dell’immobile, dopo la pandemia e il ricorso a una procedura di concordato in continuità. Le trattative avviate nei mesi scorsi per un affitto o una cessione prima della vendita non hanno avuto esito, rendendo inevitabile il passaggio all’asta.
La notizia ha suscitato un forte dibattito pubblico e mediatico, riportando l’attenzione sul valore storico e culturale della Ca’ del Liscio, che negli anni d’oro richiamava pullman di appassionati da tutta Italia e ha ospitato alcune delle orchestre più importanti del panorama nazionale.
Di fronte al rischio che la struttura possa perdere la propria vocazione originaria, si moltiplicano gli appelli per salvaguardarne la memoria e la funzione culturale. Tra le voci più attive c’è quella di Giordano Sangiorgi, fondatore e direttore del Mei, che ha proposto la creazione di una cordata pubblico-privata (e anche di un’azionariato popolare) in grado di acquisire l’immobile e trasformarlo in un polo culturale multifunzionale, capace di unire spettacolo, formazione, ristorazione e un possibile museo o accademia dedicata al liscio. Anche il Club Secondo Casadei esprime ora il proprio sostegno a un progetto condiviso che possa tenere insieme tutela della tradizione e sostenibilità economica, rilanciando la Ca’ del Liscio come spazio di aggregazione e attrazione turistica.



