«Gli interventi orientati alla semplificazione delle procedure in passato non sempre si sono tradotti in un’effettiva uniformità interpretativa, con il rischio di rallentamenti dovuti a valutazioni soggettive e a interpretazioni non omogenee da parte dei tecnici istruttori». È il commento dell’ordine professionale degli Agronomi e dei Forestali della provincia di Ravenna a proposito dell’ordinanza 55 pubblicata il 15 gennaio dal commissario straordinario alla ricostruzione dopo le alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
«Il provvedimento recepisce solo alcune delle istanze emerse nel corso degli incontri tecnici con i professionisti impegnati nella redazione delle perizie – dichiara il presidente dell’Ordine, Paolo Frontali –. In particolare si prende atto dell’apertura al riconoscimento dei danni legati agli eventi di settembre 2024 e all’introduzione di semplificazioni nelle modalità di rendicontazione dei lavori svolti in economia dalle aziende agricole. Purtroppo, solo con la pubblicazione ufficiale dell’ordinanza è stato possibile valutare la versione definitiva del testo. L’auspicio è che le criticità più volte evidenziate trovino ora risposte operative adeguate, a supporto delle imprese e dei tecnici coinvolti».
L’obiettivo del testo è aggiornare le misure di sostegno e ricostruzione a seguito degli eventi alluvionali del 2023 e 2024. L’Ordine ravennate riconosce la disponibilità e l’attenzione dimostrate dalla struttura commissariale e dal commissario Fabrizio Curcio, ma segnala che permangono timori legati alla fase applicativa: «Restuani in attesa dell’implementazione del portale Sfinge, passaggio indispensabile per rendere operative e avviare concretamente le nuove procedure».
L’ordinanza 55 evidenzia, inoltre, che sono in corso confronti per l’aggiornamento e la revisione dell’ordinanza 11. «A questo proposito – spiega ancora Frontali – ribadiamo la propria disponibilità a un confronto costruttivo, anche in fase preventiva, mettendo a disposizione l’esperienza maturata dai numerosi tecnici che sin dall’immediatezza degli eventi calamitosi del 2023 hanno assistito le aziende agricole colpite. Tra le questioni che necessitano ancora di soluzioni concrete rientrano quelle legate alle imprese interessate da gravi dissesti idrogeologici: una gestione degli acconti più favorevole, la possibilità di presentare varianti in corso d’opera per interventi soggetti ad autorizzazioni edilizie e la facoltà di accedere al credito d’imposta previsto dall’ordinanza 36».



