giovedì
05 Febbraio 2026
Territorio

Legacoop critica il piano per l’assetto idrogeologico: «In Romagna blocca 500 milioni di investimenti»

L'associazione di categoria teme ricadute negativi su molti comparti e chiede una distinzione più puntuale tra zone alluvionate e zone a rischio minore

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Legacoop Romagna critica la variante al piano per l’assetto idrogeologico (Pai) che comprende i fiumi romagnoli adottata poche settimane fa dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
«Se approvato definitivamente – si legge in una nota dell’associazione di categoria – il nuovo Pai introdurrebbe rigidità normative che bloccherebbero i piani di sviluppo di centinaia di imprese, di ogni comparto, con un impatto negativo enorme sull’occupazione e la prevedibile conseguenza di allontanare dalla Romagna buona parte dei potenziali, prossimi investimenti del sistema produttivo».

Il Pai è uno strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d’uso riguardanti la difesa dal rischio idrogeologico del territorio. La recente variante pone nuove condizioni e introduce vincoli agli interventi di ogni tipologia (urbanizzazioni ed estrattivi con successivo recupero ambientale, solo per fare alcuni esempi) nelle fasce fluviali e montane. Al momento è adottato e pubblicato, ma non ancora approvato definitivamente.

«Benché si tratti di un obiettivo difficile – si legge nella nota di Legacoop –, a questo territorio va garantita anche la possibilità di consolidare quelle condizioni di sviluppo economico e sociale che l’applicazione del nuovo impianto fermerebbe quasi completamente, cercando un punto di equilibrio fra difesa del territorio e qualità della vita futura dei romagnoli».

Legacoop porta un esempio che dovrebbe aiutare a comprendere la critica: «Da una analisi preliminare delle conseguenze sul campo, l’applicazione del Pai impedirebbe la realizzazione di oltre 500 milioni di investimenti previsti da qui al 2031 per le 360 cooperative aderenti alla sola Legacoop Romagna nei settori agroalimentare, delle costruzioni e infrastrutture, della logistica estrattiva, della manifattura, dei servizi, della grande distribuzione commerciale organizzata».

Secondo l’associazione è sbagliata la mancanza di una distinzione tra aree che hanno avuto problemi alluvionali e che quindi meritano maggiori attenzioni, ed aree nelle quali, invece, il problema è stato e sarà di dimensioni ben inferiori o, addirittura, potrebbero divenire oggetto di future opere di laminazione, a carico dei privati. «Il testo va verificato con attenzione. E va deciso, caso per caso, cosa sia possibile e necessario fare, per chi vuole intervenire, investendo sul futuro della propria impresa, per azzerare il danno. Ma considerando ogni singolo intervento potenziale e non sulla base di una decisione che non distingue aree, rischi, interventi previsti, interventi in via di realizzazione. Il nostro è un appello rivolto a tutti: Comuni, Province e Regione Emilia-Romagna, già impegnati a verificare, come noi, i contenuti del provvedimento, parlamentari locali e Governo».

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