La svolta nella viabilità del futuro della città di Ravenna, secondo la visione del sindaco Alessandro Barattoni, dovrà passare dalla realizzazione di due opere: un ulteriore attraversamento del canale Candiano, chiamato anche bypass, e l’eliminazione del passaggio a livello in via Canale Molinetto con un sottopasso stradale. «Sono la mia ossessione», dice Barattoni. Siamo nel 2026 e il 44enne primo cittadino è in carica da otto mesi, ma sembra di fare un viaggio indietro nel tempo: le cronache locali riportano dichiarazioni identiche fatte almeno dagli ultimi tre predecessori di Barattoni. Significa che se ne parla da quasi trent’anni.
Entrambe le opere hanno un rapporto diretto con lo sviluppo del porto. Più merci movimentate sulle banchine significano più treni merci in entrata e uscita e più camion sulle strade.
Il primo cittadino parte dai dati dei traffici: «Ogni milione di tonnellate di merci che transita dal porto significa circa 30mila camion in strada e più treni sui binari, quindi più traffico e più tempo di chiusura dei passaggi a livello. Nel 2025 siamo arrivati a 28 milioni e vogliamo che lo scalo continui a crescere, questo ci dice che dobbiamo trovare soluzioni perché l’impatto sulla città sia il minore possibile».
Il ponte mobile presente sul Candiano fu inaugurato nel 2010, in sostituzione di uno galleggiante, e costò 11 milioni di euro: da allora il transito è gratuito. Oggi ci passano ogni giorno 800 veicoli. «È una parte dell’anello attorno alla città e nei momenti di punta si formano lunghe code su entrambi i lati».
Nei piani del sindaco c’è un secondo ponte mobile, da realizzare 700-800 metri più a valle di quello attuale: «Sto lavorando con l’Autorità portuale perché si sblocchi la situazione. Il secondo ponte sarebbe dedicato solo al traffico pesante. Deve esser apribile perché l’insediamento della Fassa Bortolo riceve duecento navi all’anno. Quando uno dei due avrà bisogno di manutenzione, ci sarà l’altro per avere comunque il collegamento a est della città».
Il presidente di Ap, Francesco Benevolo, è in sintonia con Barattoni: «Avere un solo ponte per l’attraversamento rappresenta il principale problema del porto canale di Ravenna. Che si accentua quando ci sono dei lavori, come è avvenuto la scorsa estate. Stiamo studiando la possibilità di realizzare un secondo ponte, in modo da costruire un quadrilatero stradale con rotatorie intorno a via Trieste. È un’opera difficile e costosa, perciò stiamo valutando di coinvolgere i privati attraverso meccanismi concessori. Ma bisognerà capire se l’utenza commerciale sarà disposta a pagare un pedaggio».
Il progetto di un sottopasso carrabile in via Canale Molinetto, del costo di 15 milioni di euro, compariva già in un protocollo fra le parti (Comune, Regione, Ap e Rfi) firmato nel 2015. Nel 2016 ancora si ipotizzava la progettazione nel 2017 e l’avvio del cantiere nel 2018. Al momento è ancora in corso la conferenza dei servizi aperta nel 2020.
Secondo i dati forniti da Rete ferroviaria italiana (Rfi), le sbarre chiudono in media 44 volte al giorno (40 treni regionali, 2 frecce e 2 merci) con una durata media di chiusura di due minuti e 30 secondi.
Rfi ha aggiornato il progetto per il sottopasso con le ultime prescrizioni emerse nel corso dei confronti. «A marzo torneremo in conferenza dei servizi – afferma il sindaco – nella speranza che sia l’ultima. Avremo un progetto che consente tutte le svolte attuali: questo significa, per esempio, che da via Rubicone si potrà andare in via dei Poggi, da piazza d’Armi si potrà andare in via Rubicone».
Una foto del ponte mobile poco dopo l’inaugurazione del 2010



