È ufficialmente iniziata ieri, 25 febbraio, l’attività del nuovo Osservatorio dinamico del paesaggio romagnolo che si è insediato a Faenza. Sarà uno strumento di monitoraggio costante, di progetto permanente fondato sulla raccolta dei dati e delle informazioni, sulla ricerca di saperi e valori locali, sulla elaborazione di possibili indicatori quali-quantitativi da affiancare ad attività di informazione e formazione degli stakeholders. L’accordo per la nascita dell’Osservatorio vede il sostegno di diversi soggetti pubblici: la Provincia; l’Università di Bologna con il dipartimento dei Beni Culturali del campus di Ravenna; i Comuni di Ravenna, Cervia, Russi e Faenza; le Unioni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina; il Parco del Delta del Po e il Parco della Vena dei Gessi; i Consorzi di Bonifica della Romagna e della Romagna Occidentale.
Tra le azioni che si intendono sviluppare ci sono la raccolta delle documentazioni qualitative e quantitative disponibili nelle principali banche dati pubbliche e private accessibili; la partecipazione delle istituzioni e delle popolazioni alla discussione delle policy necessarie ad affrontare la gestione e progettazione dei paesaggi locali; la raccolta di documentazioni storiche, documentarie, cartografiche e fotografiche sulla storia ed evoluzione dei paesaggi romagnoli, con l’organizzazione di mostre, incontri e pubblicazioni; la raccolta di documentazione ed analisi dei dati, indicatori quali-quantitativi per valutare l’efficacia delle politiche adottate, in grado di individuare i trend ambientali, sociali e culturali riferibili ai contesti territoriali affrontati; la promozione ad una scala più ampia di quella comunale la conoscenza e la sensibilizzazione della comunità romagnola sui temi del paesaggio.
«Questo è il risultato di un percorso iniziato molti tempo fa – commenta Mario Neve, professore di Geografia al campus di Ravenna – e diventato un vero e proprio progetto dell’Università quattro anni fa con l’intenzione di rafforzare i legami con il territorio. Il paesaggio ci è sembrato il tema più inclusivo di tutti. È stato molto importante, per raggiungere questo risultato, il contributo della Provincia di Ravenna nel riuscire ad aggregare e realizzare il nostro progetto. L’originalità di questo accordo sta nel tenere insieme divulgazione sul paesaggio e ricerca universitaria. Il territorio sarà infatti chiamato a essere parte attiva non solo sul versante della comunicazione/divulgazione ma anche dal punto di vista della ricerca, e questo rappresenta una novità assoluta».
La presidente della Provincia, Valentina Palli (sindaca di Russi), sottolinea l’innovazione data dall’unione di più soggetti diversi in un progetto permanente: «Si unisce ricerca e territorio, inteso come sistema economico-ecologico-culturale, ricerca accademica e valori e saperi locali. Queste iniziative valorizzano il territorio nella sua interezza, le nostre comunità, restituendo a tutti un quadro integrato del sistema ambientale e paesaggistico del nostro bellissimo territorio».
L’Osservatorio, che ha sede a Faenza al museo di Storia Naturale, entrerà nella rete degli Osservatori regionali. In programma già un incontro a Riolo Terme sull’attualissimo tema della riclassificazione delle aree montane (data ancora da definire).
L’Osservatorio ha come principali riferimenti quadro i princìpi della Convenzione europea del paesaggio, che hanno ispirato gli strumenti di gestione del paesaggio italiano, le politiche paesistiche della Regione Emilia-Romagna e la Nuova strategia europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, cui si è riferita la stessa Regione per la definizione della propria Strategia unitaria di mitigazione e adattamento per i cambiamenti climatici.



