Riolo Terme alla fine del 2024 aveva 5.812 residenti (116 in più rispetto al 2019 pre Covid): mai così tanti da metà dell’Ottocento. Proprio nella pandemia potrebbe stare una delle ragioni dell’aumento demografico. Così la pensa la sindaca Federica Malavolti: «È stato un periodo in cui diverse persone hanno deciso di trasferirsi lontano dalle città, in cerca di più spazi aperti. Nella località di Toranello, nel nostro comune ma a poca distanza da Imola, hanno preso la residenza persone che lì avevano una seconda casa. Così come ci siamo accorti che abbiamo delle giovani coppie arrivate da fuori regione perché hanno scelto di vivere qua e lavorare da remoto tramite internet».
Tra i numeri demografici è significativa anche la quota di residenti stranieri: 14 percento, superiore al 12 della media provinciale. «Al dato contribuisce la presenza di un centro per richiedenti asilo, ma anche l’arrivo di persone da fuori. Abbiamo esempi di persone che hanno sposato abitanti di Riolo e hanno scelto di trasferirsi qui». Allora potrebbe sembrare che lo spopolamento non sia un problema per il comune sulle colline faentine, ma Malavolti è preoccupata lo stesso per il taglio del suo municipio dalla lista dei comuni montani.
La prima cittadina mette in fila le cifre annuali della ricaduta: 76mila euro dal Fondo per le montagne italiane (Fosmit), 44mila euro dal piano assistenziale-organizzativo (Pao) delle piccole comunità e 150mila euro per azzerare le rette dell’asilo nido per 28 famiglie. «Possono sembrare cifre basse – commenta Malavolti –, ma non lo sono per un Comune come il nostro. E sono pur sempre risorse che il Comune dovrà prendere da altre parti e quindi rinunciare ad altro. Non credo che Riolo possa essere considerato al pari di un comune di valle. Il dissesto idrogeologico c’è e causa danni da ripristinare che arrivano anche a 250mila euro all’anno. Ma banalmente da noi la neve arriva ancora in inverno ed è un costo di manutenzione in più. Perché devo ritrovarmi a decidere se ridurre i servizi della biblioteca solo perché lo Stato decide che non siamo più un Comune parzialmente montano?».
Il piccolo comune sui primi rilievi dell’Appenino faentino può vantare alcune realtà economiche di rilievo: otto alberghi di cui 3-4 aperti tutto l’anno, le terme con 80 dipendenti, l’istituto alberghiero con 120 lavoratori. «Abbiamo avuto un aumento del turismo del 25 percento, un risultato mai avuto prima, e apriremo un nuovo ufficio Iat. Ma non possiamo pensare che questo territorio non abbia bisogno di essere aiutato».
Non manca il tentativo di mantenere viva l’offerta di servizi. Nel 2023 il Comune ha speso 190mila euro per acquistare una palazzina da un privato: al posto dei sei appartamenti nascerà la nuova biblioteca. Il progetto di fattibilità realizzato da uno studio di architettura di Milano stima un costo di tre milioni di euro: «Siamo alla ricerca di finanziamenti, anche tramite l’adesione a bandi pubblici». A giugno partirà il cantiere per la riqualificazione energetica della vecchia biblioteca (500mila euro, fondi Atuss) dove gli spazi sono assegnati alle associazioni locali. «Sono in fase di ultimazione i lavori del nuovo asilo nido: 3,2 milioni di euro tutti concessi dal Pnrr. Il prossimo mese è prevista l’inaugurazione della copertura del campo da tennis e calcetto: tre anni di lavori, costati 312mila euro con fondi del Comune. E pensare che all’inizio dovevano bastarne 240mila, poi sono arrivati i rincari dei materiali».
Se il carattere di montanità dovesse essere definito in base ai danni da dissesto idrogeologico, Riolo avrebbe voce in capitolo mettendo sul tavolo diversi danni ai ponti: «Lo scorso novembre abbiamo inaugurato il nuovo ponte di Isola realizzato con 600mila euro stanziati dal commissario straordinario: era un vecchio Bailey degli anni Cinquanta, crollato a settembre 2024 dopo che era stato chiuso un anno. Entro la fine del 2026 vorremmo avviare la costruzione della passerella pedonale delle terme. Sarà finanziata dal commissario e stiamo lavorando sulle osservazioni al progetto che impone rampe molto alte per la sicurezza idraulica».



