venerdì
06 Marzo 2026
autotrasporto

Guerra e caro gasolio, l’allarme di Cna: «Fino a 2.400 euro in più per ogni tir»

Chieste misure urgenti al Governo, tra cui «la sterilizzazione delle accise» e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario

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Cresce la preoccupazione tra le imprese dell’autotrasporto per il nuovo aumento dei carburanti legato alla guerra in Iran e alle tensioni internazionali. Cna Fita Ravenna segnala che, in soli quattro giorni, i rincari del gasolio si traducono già in un aggravio stimato di oltre 2.400 euro l’anno per un mezzo pesante che percorre circa 100mila chilometri.

Secondo l’associazione, se l’aumento dei prezzi dovesse proseguire si potrebbe arrivare a un ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro, con un impatto che potrebbe raggiungere i 13mila euro di costi aggiuntivi annui per ogni camion.

Per questo Cna Fita chiede al Governo misure urgenti di sostegno, tra cui «la sterilizzazione delle accise» e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario per le imprese del settore, esteso anche a AdBlue e gas per autotrazione. L’associazione sollecita inoltre verifiche sulla trasparenza dei prezzi alla pompa e tempi più rapidi per il rimborso delle accise anticipate dagli autotrasportatori.

«Gli imprenditori sono molto preoccupati per l’impennata dei costi. Le imprese stanno investendo per adeguarsi alle nuove normative ambientali e tecnologiche, ma con questi rincari i costi operativi rischiano di diventare insostenibili», spiegano Davide Cassani e Franco Ventimiglia, presidente e responsabile di Cna Fita Ravenna. Secondo l’associazione, è necessario prevenire possibili speculazioni e tutelare un settore strategico per l’economia e per la tenuta delle catene di approvvigionamento.

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