venerdì
13 Marzo 2026
lavoro

Cgil lancia l’allarme per gli 80 rider cittadini: «Chiediamo giusto riconoscimento economico e contrattuale»

Per sabato 14 marzo il sindacato organizza una mobilitazione: «Vengono pagati poco più di 2 euro a consegna e lavorano mediamente 12 ore al giorno»

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«In Italia ci sono circa 30.000 ciclofattorini, a Ravenna stimiamo che i rider si attestino attorno alle 80 unità – spiega Serena Savini, segretaria generale del Nidil Ravenna -. Per lo più sono lavoratori di nazionalità pakistana o afghana che svolgono questo mestiere come impiego prevalente, sono inquadrati come lavoratori autonomi, vengono pagati poco più di 2 euro a consegna e lavorano mediamente 12 ore al giorno».

Proprio per questo la Cgil – assieme alle categorie di Nidil, Filcams e Filt – ha proclamato per sabato 14 marzo una giornata di mobilitazione nazionale dei rider. A Ravenna, alla mattina, si terrà alla Camera del lavoro di via Matteucci un’assemblea delle categorie interessate dalla mobilitazione per poi effettuare volantinaggio nelle vie del centro, con l’obiettivo di informare le persone al tema. «I rider ricevono paghe anche inferiori fino al 90% rispetto ai minimi della contrattazione collettiva – dichiara il sindacato -, non garantendo, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione, un’esistenza libera e dignitosa».

Il Nidil Cgil da anni conduce una battaglia per il riconoscimento di maggiori diritti a questa categoria di lavoratori, i cui ostacoli risultano maggiori nel rinnovo del permesso di soggiorno e nelle pratiche per i ricongiungimenti familiari: «Siamo intervenuti tramite la contrattazione con Assodelivery (l’associazione di categoria del settore), vertenze e cause pilota, interventi nel caso di blocco dell’account (di fatto un licenziamento) in un contesto in cui il lavoratore non ha a che fare con un datore di lavoro in carne e ossa con cui interfacciarsi, ma con un’applicazione che si basa su sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale. L’azione sindacale ha portato a un miglioramento delle condizioni contrattuali, tuttavia è certo che senza una modifica del quadro normativo non sarà possibile superare l’attuale modello di sfruttamento e garantire ai rider stabilità lavorativa e salari adeguati».

Il sindacato ritiene necessario superare l’attuale sistema retributivo basato sul cottimo, cancellare i falsi autonomi e garantire compensi dignitosi e maggiore tutela della salute e sicurezza. «Serve l’avvio di un percorso di stabilizzazione dei rider attraverso l’assunzione con il Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, riconoscendo così diritti, tutele e condizioni economiche dignitose: salari più alti, ferie retribuite, copertura economica per malattia e infortunio».

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