venerdì
27 Marzo 2026
Trasporti

Al porto di Ravenna ora si può fare bunkeraggio di Gnl, il rifornimento da nave a nave

La capitaneria ha regolamentato le procedure sia in rada che nel Candiano. E aumentano i pescaggi in alcune banchine

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Al porto di Ravenna da oggi, 27 marzo, le navi possono fare rifornimento di gas naturale liquefatto (Gnl) da altre navi dedicate al servizio, senza impiegare impianti fissi, sia in porto e sia in rada. È l’effetto di un’ordinanza firmata dal comandante del porto Maurizio Tattoli al termine di un lavoro congiunto con l’Autorità portuale e i vigili del fuoco. Dopo Trieste e Genova, Ravenna è il terzo scalo in Italia dotato di una regolamentazione specifica per il rifornimento nave-nave.

Una nave cisterna trasporta il prodotto combustibile venduto dalla società petrolifera e lo consegna direttamente alla nave da rifornire. In linguaggio mercantile si usa il termine bunkeraggio (dal verbo inglese to bunker). La procedura in Italia ha origini all’inizio del secolo scorso, con la diffusione delle navi a propulsione a vapore, che venivano rifornite di carbone con chiatte trainate da rimorchiatori. Il trasbordo del carbone veniva effettuato con ceste a spalla dai caricatori. Oggi il Gnl rappresenta, secondo i dati di settore, il carburante alternativo attualmente più diffuso tra gli armatori nel percorso di riduzione delle emissioni nel trasporto marittimo.

«L’ordinanza – spiega Tattoli – è imperniata sull’analisi del rischio quale strumento per individuare gli eventuali elementi critici delle operazioni e definire adeguate misure di mitigazione. Si tratta di una modalità che permette l’integrazione delle operazioni nel contesto delle infrastrutture già presenti».

Secondo il sindaco Alessandro Barattoni il rifornimento “ship to ship” è di importanza strategica per la competitività dello scalo: «Poter fare rifornimento in sicurezza mentre le navi sono attraccate comporta infatti una serie di opportunità, come ad esempio diventare punto di riferimento per le navi che transitano nel Mediterraneo».

Sempre nell’ottica di rafforzare la competitività del porto, da fine marzo entrerà in vigore una nuova ordinanza a proposito di pescaggi che interesserà diverse banchine e il bacino di evoluzione San Vitale consentendo di raggiungere in alcuni punti pescaggi fino a 10,8 metri. Al molo crociere sarà possibile accogliere navi fino a 330 metri di lunghezza e 41 metri di larghezza.

«Dietro un’ordinanza sui pescaggi – prosegue Tattoli – vi è un processo complesso che integra sicurezza della navigazione, tecnica nautica, idrodinamica e organizzazione dei servizi tecnico-nautici, che ci tengo a ringraziare per la grande disponibilità e professionalità che dimostrano ogni giorno. Le valutazioni che facciamo con loro riguardano l’intero percorso della nave, dall’accesso alla rada fino all’ormeggio, includendo canali, curve, strettoie e manovre nei bacini di evoluzione. Il pescaggio massimo deve essere compatibile con ogni segmento del tragitto, garantendo un equilibrio complessivo tra sicurezza della navigazione ed efficienza operativa».

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