lunedì
30 Marzo 2026
Camera di Commercio

«Nell’incertezza globale, l’economia ravennate resiste»: Prometia ipotizza un +0.6% di valore per il 2026

I dati dell'Osservatorio di Unioncamere. Trend positivo per edilizia e export, rallentamento per le vendite al dettaglio

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Tra guerre, dazi e incertezza le imprese ravennati non hanno alcuna voglia di mollare, con un aumento del 3.5 percento sulle esportazioni e uno scenario ipotizzato da Prometia di una crescita del valore aggiunto del +0.9 percento per il 2026. A rallentare in provincia è il commercio al dettaglio, mentre edilizia e industria manifatturiera restano in positivo.

Questi i dati estrapolati dall’’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio e presentati nella mattinata di oggi (30 marzo) alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio, Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, Guido Caselli, direttore del centro studi di Unioncamere Emilia Romagna e dei vertici di istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, in occasione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali.

L’indagine della Camera di commercio mette a confronto le informazioni provenienti dall’indagine congiunturale camerale tra le imprese fino a 500 dipendenti, sottolineando la tenuta dell’attività dell’industria manifatturiera ravennate che aumenta la produzione industriale del +0,9 percento, con +0,7 percento di ordini e +2,5 percento di ordini dall’estero. Gli indicatori del quarto trimestre indicano poi un pieno recupero rispetto al 2024, con un +2,4 percento; fatturato +1,4 percento; ordini +1,9 percento e ordini dall’estero +3 percento). Nonostante i numeri positivi, si evidenzia però un rallentamento rispetto al triennio 2021-2023 e con forti discontinuità settoriali. In negativo le attività artigiane manifatturiere (produzione -2,4 percento nel confronto con il 2024 e -2,7 percento di ordini), mostrando però valori meno pesanti rispetto a quelli registrati l’anno precedente (rispettivamente, -4,3 percento e -4 percento). Anche l’attività produttiva subisce una contrazione, in linea con il trend regionale (-0,7 percento).

La dinamica tendenziale del comparto delle costruzioni ravennate si mantiene invece positiva (+1,5 percento per il volume d’affari nella media tendenziale del 2025) dimostrando così che il settore ha saputo reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari, seppur con una riduzione della velocità rispetto al +2,7 percento realizzato mediamente nel 2024. Il trend favorevole si è riscontrato per il nono trimestre consecutivo (+0,9 percento la variazione tendenziale del quarto trimestre del 2025, rispetto al corrispondente trimestre del 2024), lasciandosi però alle spalle la forte crescita del biennio 2021-2022, in quanto la riduzione delle detrazioni fiscali (ex 110%) ha comportato un netto calo negli investimenti per il recupero abitativo. Il volume d’affari dell’artigianato edile resiste con un debole +0,4 percento, con forti instabilità infra-annuali. A livello regionale, la costruzione non riprende slancio (-0,7 percento), come pure l’artigianato edile (-1,4 percento).

Il commercio al dettaglio ravennate realizza per le vendite un debole +0,4 percento, scoraggiato dall’inflazione e consumi prudenti, con risultati contrastanti tra i vari settori: il commercio al dettaglio di prodotti alimentari, il più colpito dall’inflazione, segna il +0,9 percento. Ipermercati, supermercati e grandi magazzini segnano invece il +1,7 percento, ma il commercio non alimentare scende del -0,2 percento (a livello regionale tocca invece il -0,3 percento).

Per quanto riguarda invece il turismo, i dati di fonte regionale relativi al 2025, al confronto con il 2024, delineano un quadro molto positivo per la provincia di Ravenna: 1.749.275 gli arrivi (+9 percento sul 2024) e 7.241.692 le presenze (+6,1 percento). È stato un anno favorevole che vede premiato sia il mare sia la città d’arte e con risultati incoraggianti anche per gli altri centri della provincia. Gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat confermano la ripresa dell’export delle imprese ravennati, grazie alla loro capacità di reagire e di riposizionarsi, nonostante i dazi Usa ed il clima di incertezza che caratterizza sempre di più lo scenario internazionale. Nel 2025, hanno infatti messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale del +3,5 percento, rispetto all’anno precedente, crescita in linea con quella dell’export nazionale (+3,3 percento) e più intensa rispetto a quella regionale (+1,3 percento); inoltre, in ambito regionale, dopo Parma (+5,3 percento), Ravenna è la provincia con maggior crescita tendenziale dell’export.

Complessivamente, da gennaio a dicembre del 2025, sono state esportate merci per un valore pari a circa 5.738,4 milioni di Euro (a valori correnti) e la crescita tendenziale rilevata, equivale a quasi 194,8 milioni di Euro in più rispetto all’anno prima. Tra le mete principali, l’Europa e in particolare i Paesi Ue, grazie al proseguimento della ripresa del commercio verso la Germania (+6,3 percento), primo partner commerciale della provincia, confermandone la centralità per le imprese ravennati. Per gli USA, scesi al quarto posto come paese di sbocco delle imprese esportatrici ravennati, nell’anno in esame, l’export ha perso ulteriore slancio (-31,1 percento).

« L’impresa è un bene di comunità, non è un’isola, è il nodo di una rete in cui relazioni economiche e legami sociali si intrecciano in modo indissolubile. Quando chiude l’impresa si spegne il territorio, e non possiamo permetterlo – commenta Giorgio Guberti -. Oggi sembra mancare ancora la comprensione che quando cessa un’attività di impresa, viene meno l’intero ecosistema produttivo e sociale di cui quell’impresa era parte integrante. In gioco c’è la perdita silenziosa di un patrimonio produttivo che il territorio ha impiegato decenni a costruire e che difficilmente riuscirà a ripristinare. Anche per questo offriamo quotidianamente opportunità sia alle imprese nascenti sia a quelle già avviate per favorire collaborazioni, promuovendo, in particolare, l’implementazione dell’intelligenza artificiale, di processi di Open Innovation e di internazionalizzazione. Alta l’attenzione sulle infrastrutture, con particolare riferimento alle criticità legate al trasporto stradale e ferroviario, e sui giovani. Serve un patto generazionale tra chi ha la visione del domani e chi ha costruito l’esperienza di ieri».

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