Generare energia pulita per 24.000 persone, evitare le emissioni di Co2 di oltre 9.600 tonnellate l’anno, restituire alla comunità un nuovo polmone verde di 15 ettari con 26 mila piante per aumentare il tasso di biodiversità e per favorire attività ricreative, sociali e sportive. Sono questi gli ambiziosi obiettivi dell’Energy Park Faenza, un progetto che si estende su una superficie di circa 70 ettari e che si divide in tre sezioni – un impianto agrivoltaico avanzato per la produzione di energia pulita, spazi per l’agricoltura sostenibile e una cosiddetta Urban Forest.
Alla base dell’iniziativa c’è una sinergia di entità pubbliche e private, un lungo percorso di collaborazione tra Comune di Faenza, Unione della Romagna Faentina, Società Agricola Le Cicogne s.r.l., Fondazione del Monte Faenza, Crédit Agricole Italia, Gruppo Hera, Studio Lbla e Università di Bologna.
L’impianto agrivoltaico sarà costituito da 22.296 pannelli fotovoltaici, bifacciali e rialzati 3 metri da terra, che consentono la continuità dell’attività agricola. Avrà una potenza di 14 MWp e si prevede una produzione di energia elettrica di circa 21 GWh all’anno, pari al fabbisogno di 24.000 persone, evitando al contempo l’emissione di 9.660 ton/anno di CO2, pari a quella generata da 5.800 auto a benzina.
L’Energy Park Faenza pone particolare attenzione al tema del recupero della biodiversità, intesa come la varietà di specie animali e vegetali presenti, fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi, ed oggi fortemente compromessa dall’uomo. Insieme al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna sono state condotte indagini preliminari per censire le specie presenti sul sito ed è stato studiato come recuperare la biodiversità originaria attraverso la rinaturalizzazione dell’area. Un piano di monitoraggio permetterà infine di misurare e quantificare, rispetto al contesto agrario odierno, l’accrescimento di biodiversità negli anni a venire.
Con questo scopo, accanto all’impianto agrivoltaico nascerà una Urban Forest, uno spazio di circa 15 ettari che contribuirà ad aumentare il tasso di biodiversità vegetale e animale e potrà offrire servizi ecosistemici ai cittadini. Sarà collocata nella zona più prossima alla città e sarà formata da un’alternanza di macchie arboree compatte, fasce di arbusti, radure e filari: complessivamente saranno messe a dimora oltre 26.000 piante. Parte della Urban Forest prevede una tecnica di piantumazione forestale tradizionale su circa 9 ettari, mentre su 1,5 ettari sarà adottato il metodo di rimboschimento del botanico giapponese Akira Miyawaki, una specifica tecnica per accelerare la crescita di foreste autoctone in ambienti urbani, attraverso la competizione, la crescita rapida e lo sviluppo di un ecosistema autosufficiente. Infine, 4 ettari di Urban Forest saranno accessibili alle persone, con spazi aperti e percorsi bianchi e in terra battuta che favoriranno la mobilità dolce, a piedi o in bicicletta.
Il percorso ha inizio nel 2023, con l’individuazione del sito tra Via Sant’Orsola e via Ospitalacci come un’area ideale per ospitare l’Energy Park. Da qui in poi l’iniziativa prende forma: ad agosto 2024 si conclude l’iter autorizzativo con le procedure di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e di Pas (Procedura Autorizzativa Semplificata); a dicembre 2024 il progetto risulta tra quelli ammessi per l’aggiudicazione degli incentivi al bando Agrivoltaico Pnrr (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.1) a cui è stato candidato dal Gruppo Hera; nel corso del 2025 viene portata avanti la progettazione esecutiva, che consente di avviare i lavori di realizzazione ad agosto dello stesso anno. Ora – aprile 2026 – si avvia la messa a dimora delle oltre 26 mila piante che compongono la Urban Forest.
La realizzazione dell’Energy Park è tuttora in corso e il completamento dei lavori Pnrr è previsto entro giugno 2026.



