mercoledì
01 Aprile 2026
allarme

Guerra in Iran. Legacoop: «Aggravio di 1,8 milioni annui per le cooperative agricole della provincia»

Pesa il rincaro di carburanti, energia e fertilizzanti. Il presidente Lucchi: «Chiediamo prolungamento del taglio delle accise e il rilancio del credito d’imposta per l’autotrasporto»

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Il rincaro dei carburanti e dei costi energetici mette in difficoltà le imprese romagnole. Con il termine del taglio alle accise previsto per il 7 aprile, Legacoop Romagna lancia l’allarme e chiede interventi strutturali per sostenere le filiere produttive, ormai a rischio di gravi effetti economici a catena.

Secondo il monitoraggio del centro studi di Legacoop, l’aumento dei costi di produzione, aggravato dalla guerra in Iran, sta colpendo tutti i settori. Le cooperative agricole della provincia di Ravenna, con 12mila ettari coltivati, denunciano rincari senza precedenti: il gasolio agricolo è passato da 0,67 a 1,38 euro al litro, mentre fertilizzanti come l’urea e il concime azotato hanno visto aumenti rispettivamente fino all’84% e al 33%. Solo per le operazioni di marzo, le sette cooperative braccianti ravennati stimano un aggravio di circa 30mila euro a settimana, con un impatto annuo complessivo di 1,8 milioni di euro.

Anche altre realtà del territorio risentono dei rincari. Apofruit Italia segnala un aumento del 10% dei costi di trasporto e container raddoppiati a 10mila euro, mentre Terre Cevico prevede un incremento dei costi energetici per il 2026 superiore ai 200mila euro, oltre alla sospensione di commesse estere. Ad Alfosine, Fruttagel stima un aumento complessivo dei costi tra 4 e 5 milioni di euro, tra energia, trasporti e imballaggi. Per i lughesi di Icel, produttrice di cavi elettrici, i rincari energetici potrebbero superare i 696mila euro annui, senza considerare le materie prime e i trasporti.

«Le imprese romagnole stanno affrontando una serie di crisi senza precedenti – commenta Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna –. Dopo la pandemia, la guerra in Ucraina e l’alluvione, ora la situazione in Medio Oriente rischia di generare inflazione e recessione. Servono risposte concrete e strutturali, non solo interventi emergenziali». Tra le misure indicate come più efficaci, oltre al prolungamento del taglio delle accise, c’è il rilancio del credito d’imposta per l’autotrasporto, già sperimentato all’inizio della crisi ucraina.

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