lunedì
13 Aprile 2026
Incidente alle Bassette

Operaio morto, i sindacati criticano la prefettura: «È ora di firmare i protocolli pronti da mesi»

Cgil, Cisl e Uil: «Sembra che solo alle organizzazioni sindacali interessi fare passi avanti con azioni concrete di prevenzione»

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Dopo la morte di un lavoratore di 21 anni a Ravenna, le segreterie territoriali dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil fanno una richiesta formale alla prefettura «affinché assuma il ruolo attivo e continuativo di presidio e coordinamento sul tema della sicurezza sul lavoro affidatole dal “Patto territoriale per la prevenzione degli infortuni, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e la legalità”, convocando con la periodicità prevista la cabina di regia, promuovendo il lavoro dell’Osservatorio e stimolando iniziative straordinarie di controllo».

I sindacati usano toni critici per descrivere la condotta tenuta da altri soggetti coinvolti nella battaglia per garantire la sicurezza sui loghi di lavoro: «Da un po’ di tempo a questa parte, al di là delle parole di circostanza, sembra che solo alle organizzazioni sindacali interessi fare passi avanti con azioni concrete di prevenzione. Per questo chiediamo a tutti una chiara assunzione di responsabilità».

I rappresentanti dei lavoratori sollecitano la definizione e la sottoscrizione di protocolli stringenti sugli appalti pubblici e privati, che garantiscano trasparenza, tracciabilità delle responsabilità e piena tutela dei lavoratori lungo tutta la filiera: «I testi ormai condivisi da mesi devono essere al più presto sottoscritti superando ogni colpevole indugio o reticenza».

I segretari territoriali Manuela Trancossi (Cgil), Roberto Baroncelli (Cisl) e Carlo Sama (Uil) ricordano un momento tragico del passato che ha segnato una svolta locale e non solo: «Dopo la tragedia della Mecnavi nel 1987, il nostro territorio ha sempre mostrato concretezza nell’approccio al tema della salute e sicurezza sul lavoro, introducendo tramite protocolli tra le parti sociali elementi di garanzia anche aggiuntivi rispetto alla normativa. La sicurezza sul lavoro non è un elemento accessorio né comprimibile: è un diritto fondamentale e indisponibile. Continuare a morire di lavoro, soprattutto a 21 anni, è un fallimento che non può più essere tollerato».

Il 21enne Rayan Lassoued – nato a Rimini, residente a Cesena e operaio di una ditta edile di Cesenatico – è il primo morto sul lavoro in provincia di Ravenna nel 2026 (nel 2025 in totale sono stati 8) e per i sindacati «non siamo di fronte a una fatalità, ma siamo di fronte all’ennesima tragedia che impone una assunzione di responsabilità chiara e immediata da parte di tutti i soggetti coinvolti nei processi produttivi e nei sistemi di appalto».

Cgil, Cisl e Uil ritengono non più rinviabile un rafforzamento strutturale dei controlli, con un incremento significativo dell’attività ispettiva e una vigilanza rigorosa sull’effettiva applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza. «È altrettanto urgente intervenire sui meccanismi degli appalti, sia pubblici che privati, e dei subappalti, contesti nei quali troppo spesso si annidano condizioni di lavoro inadeguate e compressioni dei diritti».

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