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04 Aprile 2026
Mostre

Tornano i progetti per Spazio Neutro con “Rifugio plastico. Abitare il confine” di Francesca Pasquali

8 aprile 2026 | 18:00
Mar - Museo d’Arte della città di Ravenna - Via di Roma 13, Ravenna

Le strutture esposte ricordano grandi bozzoli, che qui si trasformano in rifugi, e costituiscono un nuovo paesaggio estraniante dal consueto contesto museale.

Descrizione fornita dagli organizzatori

Al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, nella Arts & New Media Room, riprende la programmazione di Spazio Neutro con il primo progetto del 2026, Rifugio plastico. Abitare il confine di Francesca Pasquali (8 aprile – 24 maggio 2026), a cura della conservatrice del MAR Giorgia Salerno.

Artista bolognese, Francesca Pasquali inaugura questa nuova edizione con una riflessione sul tema dell’abitare, inteso come dimensione mutevole e stratificata. La casa si configura come un’entità fluida, capace di trasformarsi in relazione ai bisogni, alle possibilità ed esigenze di chi la vive: spazio intimo e protettivo e talvolta luogo instabile e inospitale. La dimora può essere transitoria, distante dalle proprie radici culturali, salvezza temporanea e tuttavia capace di custodire pensieri, memorie e segreti.
É un confine che dà origine ora alla precarietà ora alla stabilità.

Le strutture esposte ricordano grandi bozzoli, che qui si trasformano in rifugi, e costituiscono un nuovo paesaggio estraniante dal consueto contesto museale. In Rifugio plastico è così ricreata una dimensione intima in cui il pubblico può scegliere se entrare, sostare o sedersi, superare la soglia. Il materiale impiegato dall’artista, lontano dal suo contesto di utilizzo industriale, viene applicato per realizzare dimore fittizie, paesaggi artificiali. La casa, così, pur transitoria diviene il luogo che scegliamo di vivere o abbandonare, fino a coincidere con la nostra stessa identità: noi siamo, in ultima istanza, la nostra casa.

Spazio Neutro si configura come un progetto volto a offrire al pubblico una prospettiva alternativa nella visione e nella comprensione dell’opera d’arte.

Se il museo, nella sua accezione più tradizionale, prescrive distanza, compostezza e silenzio, qui tali convenzioni vengono riconsiderate e ribaltate. I principi museologici e museografici lasciano spazio a una relazione più diretta, dinamica e partecipata con le opere e con l’ambiente che le accoglie.

Ideato e diretto da Giorgia Salerno, conservatrice e curatrice delle collezioni del Museo, il progetto coinvolge artisti contemporanei invitati a ripensare il proprio lavoro in relazione allo spazio e al visitatore, offrendo nuove modalità di fruizione e una piena esperienza dell’opera. Al centro della programmazione si colloca inoltre un’attenzione costante verso le questioni più urgenti del dibattito museale internazionale, dall’evoluzione del museo relazionale ai processi di decolonizzazione delle collezioni, fino alle implicazioni delle intelligenze artificiali generative.

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