Sono partiti i lavori di riparazione e consolidamento del ponte sullo scolo Tratturo in via Sammartina, tra Lugo e Villa San Martino. Nel tratto centrale della strada, tra le intersezioni con via Villa e via Canaletta, è stata interrotta l’accessibilità a veicoli, pedoni e biciclette, ad esclusione dei residenti. Diversamente da quanto previsto inizialmente, fin dall’inizio del cantiere in questo tratto non saranno consentiti il transito veicolare, pedonale e ciclabile, a causa del cedimento di una banchina a monte del vecchio manufatto. I lavori per il consolidamento del ponte, affidati all’azienda lughese Colletti Costruzioni Edili Srl, avranno una durata di 90 giorni, salvo imprevisti o avverse condizioni meteorologiche.
Alla guida senza patente e assicurazione, nascondeva un tubo di metallo dietro al freno a mano
Nel fine settimana tra il 27 febbraio e il 1 marzo, i carabinieri della compagnia di Lugo hanno intensificato i posti di blocco e i controlli lungo le vie principali di Lugo, Massa Lombarda e Conselice per prevenire e sanzionare eventuali episodi di guida in stato di alterazione psicofisica. Le operazioni si sono svolte soprattutto in fascia pomeridiana e serale, portando alla confisca di un’auto e all’emissione di una denuncia per porto d’armi abusivo.
Nel corso di uno dei controlli delle autovetture in transito, infatti, il personale dell’aliquota radiomobile ha fermato un cittadino di origine marocchina già noto per le diverse irregolarità in ambito di circolazione stradale. L’uomo infatti non avrebbe nemmeno dovuto trovarsi alla guida, perché la sua patente era già stata sospesa a tempo indeterminato. Inoltre, il veicolo su cui si trovava è risultato sprovvisto di copertura assicurativa Rca ed era stato sospeso dalla circolazione per omessa revisione.
Fermato dai carabinieri, l’uomo è sceso repentinamente dall’auto e alla richiesta di esibire i documenti di guida e di soggiorno avrebbe risposto di non averli con sé. Il comportamento ha insospettito i militari, che hanno quindi deciso di approfondire il controllo con una perquisizione del mezzo. All’interno è stata ritrovata una “chiave a tubo” di 30 centimetri, nascosta sotto la leva del freno a mano, pronta ad essere impugnata rapidamente. La presenza dell’attrezzo e la sua posizione non sono state ritenute giustificabili con un’eventuale necessità di riparazione del mezzo.
All’automobilista sono state contestate le molteplici violazioni al Codice delle Strada ed stato denunciato a piede libero per porto abusivo di armi e violazione degli obblighi inerenti al soggiorno, per non aver esibito i documenti. L’auto invece è stata sottoposta al fermo amministrativo di 90 giorni e al sequestro amministrativo finalizzato alla confisca.
La Casa delle Donne sposta la bandiera della pace su richiesta del Comune: «Di cosa avete paura?»
A seguito di interrogazioni e question time presentati dall’opposizione in consiglio comunale a Ravenna, il Comune ha chiesto all’associazione che coordina la Casa delle Donne di rimuovere dal balcone che affaccia su via Maggiore la bandiera della pace e lo striscione a sostegno di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. «Chi ha paura della pace? – si chiede la Casa delle Donne in un comunicato inviato alla stampa –. Come dobbiamo interpretare la delega alla Pace recentemente istituita in giunta?». Quest’ultimo riferimento è al ruolo di Hiba Alif, assessora di Avs.
La Casa delle Donne ha accettato «con grande amarezza» la proposta del Comune di spostare i vessilli alle finestre dell’edificio adiacente, sede dei servizi sociali comunali, affacciate su via Landoni. «Non rinunciamo all’idea di voler vivere in un mondo di pace né rinunciamo all’idea che le istituzioni debbano essere tra i principali agenti di pace. Abbiamo impiegato 30 anni per ottenere la Casa delle donne e non abbiamo alcuna intenzione di ritirarci o di tacere».
La questione delle bandiere esposte era già stata affrontata nel settembre 2024: «Pensavamo di aver risolto. In seguito a un’interlocuzione con la prefettura e con il Comune, avevamo infatti concordato che gli striscioni potessero essere esposti, purché collocati a distanza dalle bandiere istituzionali della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea e previa autorizzazione tramite nulla osta del gabinetto del sindaco. Autorizzazione che avevamo ottenuto, esponendo così la bandiera della pace e lo striscione con la scritta “Cessate il fuoco” alle finestre».
Oggi il Comune torna a chiedere di conformarsi al Dpr 121/2000: «Ci propone di spostare i vessilli alle finestre dell’edificio adiacente, sede dei servizi sociali comunali, affacciate su via Landoni. È quindi difficile comprendere le ragioni di questa nuova richiesta perché non sono stati approvati nuovi decreti sull’uso o sull’esposizione della bandiera della pace, né sono state emanate normative analoghe. Continuiamo a sostenere che la normativa richiamata riguarda il cerimoniale e l’uso delle bandiere della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea, e non ha nulla a che vedere con l’esposizione di cartelli o striscioni. Il Dpr 121/2000 richiama semmai l’autonomia normativa e regolamentare degli enti locali proprio in materia di esposizione sulle facciate degli immobili comunali. Risulta quindi incomprensibile il coinvolgimento della prefettura in una questione che rientra pienamente nelle competenze del Comune».
Pur avendo spostato le bandiere e lo striscione, le associazioni femministe hanno domande per destra e sinistra: «Chiediamo all’opposizione perché tanta ossessione per ciò che esponiamo alle nostre finestre. Davvero in un mondo a ferro e fuoco non esistono temi più urgenti, importanti e concreti per la città? Chiediamo alla maggioranza perché non esercita l’autonomia normativa che le spetta».
L’Unione della Romagna Faentina cerca volontari per il Servizio civile universale: tante le iniziative sul territorio
L’Unione della Romagna Faentina è alla ricerca di nuovi volontari per dare vita ai progetti del Servizio civile universale. Si tratta di oltre 2839 iniziative, in programma tra il 2026 e il 2027, sia in Italia (per le quali si cercano 64.479 operatori) che all’estero (dove verranno inviati 1485 volontari). I progetti hanno una durata compresa tra 8 e 12 mesi e prevedono un impegno di 25 ore settimanali, su cinque o sei giorni. Ai candidati selezionati sarà riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro, con eventuale adeguamento sulla base della variazione Istat. L’avvio in servizio è previsto entro il 30 ottobre 2026.
Le candidature potranno essere presentate entro le ore 14 dell’8 aprile, per un solo progetto a persona. È possibile visionare tutti i progetti in partenza direttamente nella pagina dedicata al bando, e presentare poi la domanda online tramite la piattaforma DOL. Sarà richiesta la verifica dello Spid o l’utilizzo di una carta di identità elettronica.
Molte delle iniziative in partenza sono in programma anche sul territorio della Romagna Faentina, alcune delle qualipromosse sia dall’Unione stessa sia da enti e realtà associative locali, a conferma della forte rete di collaborazione che caratterizza il territorio. Tra questi si citano piani di inclusione sociale e sostegno alle persone fragili, iniziative di valorizzazione culturale e museale, promozione della lettura e dell’innovazione digitale nelle biblioteche. Tra le opportunità attive figurano iniziative come “In ascolto e in azione”, “Azioni per il cambiamento”, “Comunità educante 2026”, “Un gioco di squadra 2026”, “La bellezza di un sorriso”, nonché i progetti promossi direttamente dall’Unione nell’ambito dei programmi “Sguardi di Bellezza” e “Inclusione e valorizzazione: cultura e idee per nuove opportunità”, che mettono a disposizione complessivamente 51 posti sul territorio.
Cervia prepara le misure di sicurezza per l’estate: 30 vigili urbani in più e videosorveglianza
In vista della stagione turistica 2026, Cervia prepara le prime misure per contrastare il fenomeno della malamovida che ha segnato gli ultimi anni. Ci sarà un rafforzamento del presidio territoriale tramite l’assunzione di 30 agenti di polizia locale a tempo determinato il via libera e verrrà sviluppato il piano di videosorveglianza relativo al comparto San Giorgio per avere un monitoraggio più efficace delle aree sensibili, integrato con i sistemi già esistenti in città.
I temi sono stati trattati questa mattina, 5 marzo, in prefettura a Ravenna durante una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Raffaele Ricciardi.
L’incontro è stato espressamente richiesto Michele Formiglio, il commissario straordinario del Comune che regge la località dopo la decadenza di sindaco e consiglio, per l’esame congiunto delle relative tematiche e per illustrare le linee d’azione dell’amministrazione comunale in tema di sicurezza urbana. Nel corso dell’incontro è stata ribadita la massima attenzione da parte delle forze dell’ordine per quanto concerne il presidio di sicurezza nei luoghi maggiormente sensibili dell’intero territorio comunale.
Dall’Agata e la saga di Leo Paletti a Marina Mortea: «Spero aiuti gli adolescenti a vivere in maniera più leggera»
L’universo fantasy ideato dallo scrittore ravennate Simone Dall’Agata sarà l’argomento del secondo appuntamento della rassegna “Tra pagine e biscotti”, l’iniziativa della biblioteca di Piangipane dedicata ai giovani lettori e alle loro famiglie che unisce la lettura a un momento conviviale. Il 6 marzo dalle 16.30 l’autore 41enne – art director, illustratore e sceneggiatore – accompagnerà il pubblico alla scoperta di “Leo Paletti e il Grimorio delle Ombre”, primo volume della saga animata da vampiri, maghi e streghe. Ci sarà modo di fare merenda in condivisione ascoltando curiosità, retroscena, segreti di scrittura e magari qualche anticipazione sul terzo capitolo della saga che uscirà nell’autunno 2026.
Leo Paletti è un adolescente di 12 anni che vive con i nonni e i tre si trasferiscono sulla costa nella località di Marina Mortea. I dubbi sulla nuova casa e sul passato della sua famiglia non fanno altro che infittirsi e, quando il ragazzo trova tre chiavi d’argento nella soffitta, inizia un’avventura tra i misteri della città insieme al suo nuovo gruppo di amici.
Dall’Agata, com’è nato Leo Paletti?
«È un personaggio che mi porto dentro da molto tempo e che ha visto la luce nel 2020 quando sono tornato a vivere a Marina Romea, il mio paese di nascita. Ho iniziato a scrivere semplicemente per buttare giù i miei pensieri, però, a maggio 2023 c’è stata l’alluvione e il computer con cui stavo scrivendo è finito sott’acqua. In quel momento mi sono giurato che se fosse sopravvissuto l’avrei pubblicato e per fortuna è successo».
Perché ha scelto proprio il nome Leo Paletti?
«Non c’è un motivo preciso. Leo è un nome che mi è sempre piaciuto, Paletti perché cercavo un cognome che identificasse il personaggio ma senza spiegarlo troppo bene. Quello mi è sembrato un buon nome e tra l’altro mi hanno contattato molti Paletti da tutta Italia per chiedermi se avessero un futuro come cacciatori di vampiri».
Qual è il personaggio a cui è più affezionato?
«Per ogni personaggio mi sono ispirato ad amici, parenti, conoscenti o amici che purtroppo non ci sono più, quindi sono fortemente affezionato a tutti in ugual modo. Allo stesso tempo questo aspetto mi gioca contro, perché quando dovrei far accadere delle cose spiacevoli tendo a non farlo».
Perché ha scelto di rivolgersi ai ragazzi?
«Ho sempre avuto una naturale inclinazione a farlo. Scrivere per adulti è estremamente bello, ma per il tipo di fantasy che piace a me sarebbe un pò limitante. Per me, parlare con i ragazzi è un modo per guidarli, aiutarli nella crescita e a vivere i problemi adolescenziali in maniera leggera».
C’è stato un particolare momento in cui ha percepito l’impatto del suo lavoro sui giovani lettori?
«Durante una delle presentazioni del libro, una signora si è avvicinata per farmelo firmare e mi ha raccontato che si era appena trasferita a Ravenna con la sua famiglia. Suo figlio, un ragazzino introverso e timoroso di aprirsi ad un mondo nuovo, attraverso il mio racconto è riuscito a trovare nuovi amici. Quel giorno non ho potuto conoscerlo proprio perché era a giocare con i suoi compagni».
Di solito come reagiscono i ragazzi durante gli incontri?
«Ogni ragazzo è diverso. Alcuni sono più timidi rispetto ad altri e hanno paura di dire qualcosa di sbagliato, ma appena si sentono a loro agio nascono conversazioni molto interessanti. Alcuni li ho personalmente ringraziati perché mi hanno dato delle idee per proseguimenti di avventure future».
Quali sono gli aspetti che catturano maggiormente l’attenzione dei giovani lettori?
«Beh, una cosa che non avrei mai pensato sono le relazioni amorose. Ragazzi e ragazze di tutte le età sono molto interessati al rapporto che si crea tra i personaggi, soprattutto quelli tra i quali si respira aria di complicità».
I romanzi contengono messaggi per i giovani?
«Sì, cerco di inserire dei messaggi di coraggio che diventano parte integrante della storia. Nel secondo volume, per esempio, l’insegnamento è che per vivere veramente bisogna lanciarsi. Il mio protagonista fa tutto per errore: sbaglia, ne paga le conseguenze ma alla fine riesce a recuperare».
Ho letto che le piacerebbe adattare i romanzi sotto forma di videogioco o serie tv. Ci sono sviluppi riguardo a questo progetto?
«C’erano, ma purtroppo non dipende da me. La casa editrice ha deciso di investire aprendo una libreria a proprio marchio. L’adattamento del romanzo sotto forma di videogioco rimane comunque un progetto in campo e potrebbero esserci sviluppi, anche se non ho ancora informazioni precise a riguardo».
Un’ultima domanda: Leo Paletti avrà sempre la stessa età o lo vedremo crescere in altri romanzi?
«Il terzo uscirà verso settembre/ottobre 2026, poi dovrebbero uscirne altri tre in modo da creare una doppia trilogia. I primi si concentrano sulla vita di Leo ragazzino, mentre gli ultimi vedranno il protagonista a 15/16 anni, un’età in cui inizia a vivere esperienze più adulte».

Controlli straordinari tra Lugo e Massa Lombarda: arrestato un ricercato per reati finanziari
Un’operazione ad “alto impatto” della polizia di stato tra i comuni di Lugo e Massa Lombarda ha portato all’arresto di un cittadino ricercato per reati finanziari.
Nella giornata di ieri, 4 marzo, il personale del commissariato di Pubblica sicurezza di Lugo, con l’ausilio di pattuglie del Reparto prevenzione crimine di Bologna, ha svolto verifiche su oltre cento persone e all’interno di diversi esercizi commerciali.
Durante i controlli, è stato rintracciato un cittadino italiano sessantenne, su cui pendeva un ordine di carcerazione di 3 anni emesso dalla procura della Repubblica di Roma per reati finanziari. L’uomo è stato quindi fermato e accompagnato nella casa circondariale di Ravenna. Durante il servizio non sono emerse ulteriori criticità, e i pregiudicati identificati durante i controlli sono stati segnalati alla divisione anticrimine per l’eventuale emissione di misure di prevenzione.
Khamenei ucciso, la gioia degli iraniani a Ravenna: «Festeggiamo per chi ancora in patria non può farlo»
«Ci siamo scambiati un paio di messaggi sul gruppo telegram della comunità iraniana-ravennate: “se volete uscire, ci troviamo in piazza a festeggiare”. Alla fine eravamo in quasi 50, tra amici e passanti che si sono fermati a ballare e cantare con noi». Una delle organizzatrici delle manifestazioni a sostegno del popolo iraniano (che ci chiede di restare anonima per motivi di sicurezza) racconta del ritrovo di sabato 28 febbraio, in piazza San Francesco a Ravenna, per festeggiare la morte della guida suprema dell’Iran Ali Khamenei, tra musica e soli e leoni delle bandiere. Una nuova manifestazione è in programma domenica 8 marzo, in piazza del Popolo, dalle 17 alle 18.
L’ayattolah è stato ucciso nel corso dell’operazione “Furia Epica”, condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele, ancora in corso nel paese. «Ho ricevuto un messaggio da mio fratello nelle prime ore di sabato mattina – spiega la giovane – diceva solo “lui non c’è più”. Da quel momento però non sono più riuscita a mettermi in contatto con la mia famiglia».
Dalle rivolte dello scorso 8 e 9 gennaio, l’accesso alle comunicazioni in Iran è ancora precario, con linee telefoniche spesso interrotte e nessuna rete internet. «Spero che tutta la mia famiglia sia in casa, come consigliato da Usa e Israele. Questo governo di terroristi ha occupato la nostra terra per quasi 48 anni – continua -. La caduta di Khamanei è un momento storico per noi, che ha richiesto un alto sacrificio umano. Ma a chi è in Iran non è permesso di festeggiare: abbiamo visto video delle guardie dell’Irgc che continunano a sparare a chi prova a manifestare. A Ravenna, abbiamo festeggiato anche per chi ancora non può farlo».
La speranza ora è quella di costruire un Paese «libero e democratico, in grado di rispettare i diritti umani – spiega la portavoce -, dopotutto, siamo stati tra le prime nazioni a dare tanta importanza ai diritti. Vogliamo sicurezza per i civili, per le nostre famiglie e la possibilità di scegliere il nostro futuro». In questa direzione, la figura di Reza Pahlavi (figlio dell’ultimo scià di Persia) viene indicata come una possibile guida per la fase di transizione verso la democrazia. «In questo momento è ancora tutto molto incerto. Sappiamo che le forze armate dell’Irgc utilizzano alcune scuole come basi operative e nel frattempo continuano i bombardamenti – conclude la portavoce -. Il popolo iraniano non è ancora libero: aspetta il segnale per uscire in strada e dichiarare ufficialmente la caduta del governo. Sappiamo che Israele e Stati Uniti non stanno facendo tutto questo per aiutarci, hanno i loro interessi, ma non possiamo permetterci di perdere questa opportunità».
Torna “Pazzi di Jazz”, quando la musica arriva nelle scuole
Dal 9 marzo ritorna la tredicesima edizione di Pazzi di Jazz, una serie di incontri e laboratori in cui la musica entra nelle scuole di Ravenna avvicinando le giovanissime generazioni e le loro famiglie a questa forma d’arte.
Il percorso terminerà il 3 maggio con un concerto finale al Teatro Alighieri, inserito nel calendario 2026 del festival Ravenna Jazz e dedicato al suo fondatore, Carlo Bubani.
Il concerto finale di quest’anno, intitolato “A Song for You”, sarà un omaggio a Ray Charles. Non vedente dall’età di sei anni, ha vissuto la musica con maggiore intensità diventando un idolo pop su scala mondiale. Le sue canzoni, oltre ad essersi trasformate in evergreen, hanno fatto intendere quanto la musica con la sua forza innovatrice possa influenzare la nostra civiltà.
Il cast artistico comprende Tommaso Vittorini, il compositore che arrangerà i brani del repertorio di Ray Charles per i ragazzi della scuola media Don Minzoni, gli alunni delle scuole primarie Mordani e Pascoli e studenti degli istituti superiori.
ll sassofonista e clarinettista Mauro Ottolini che condurrà vari laboratori e prove tra il 26 marzo e l’11 aprile. Alien Dee, giovane e pluripremiato beatboxer italiano, che si occuperà dei laboratori vocali con lezioni in varie scuole concentrate tra il 9 e il 18 marzo.
Confermata anche la squadra artistica che si occuperà della lezione-concerto al teatro Alighieri il 19 marzo, un’occasione che farà convergere nella sala teatrale centinaia di studenti di varie scuole. Lo studioso Francesco Martinelli, la cantante Lisa Manara, il sassofonista-clarinettista Mauro Negri e il pianista Emiliano Pintori rievocheranno la vita e le musiche di Ray Charles.
Una serata per celebrare l’attualità di San Francesco
Mercoledì 11 marzo a Faenza si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con l’iniziativa “San Francesco, voce viva. Attualità e fascino di parole certe nel rumore dell’oggi”. Un evento per sottolineare l’attualità del santo ma anche una ricorrenza significativa per la città che ha visto l’insediamento dei Francescani a partire dal 1231.
Sarà una serata tra arte, musica e riflessioni che inizierà alle 19:30 con un “aperitivo in arte” alla Pinacoteca Comunale dove sono conservate opere sulla storia del francescanesimo faentino e verranno presentate attraverso gli interventi della storica dell’arte Luisa Renzi Donati.
Dalle 20:45 l’evento continuerà alla Sala del Consiglio Comunale, dove interverrà la professoressa Renzi Donati con un’introduzione storico-culturale e artistica sulla figura di San Francesco d’Assisi, in particolare, sull’eccezionale insediamento dei francescani a Faenza, attestato già dal 1231.
Seguirà l’intervento del poeta Davide Rondoni, Presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). La sua relazione insisterà sulla possibilità di “incontrare da vicino” la figura del santo, attraverso gesti e parole che tracciano ancora una strada percorribile da ciascuno.
In programma per la serata anche la lettura recitata del Cantico delle Creature da parte di un gruppo di ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado e, infine, dall’ascolto di brani musicali eseguiti dall’Ensemble di Musica Antica della Scuola di musica Giuseppe Sarti.
La libreria Longo festeggia un anno in piazzetta degli Ariani con i “librai per un minuto”
La storica libreria Dante di Ravenna – che prima era in via Diaz – festeggia un anno nella sua nuova sede in piazzetta degli Ariani 16A. Per questa occasione, le titolari, le sorelle Alberta e Angela Longo, hanno deciso di riproporre un’iniziativa di qualche anno fa e rivolta a tutti i lettori (e non): “Librai per un minuto”.
Sabato 7 marzo dalle 11 i cittadini sono invitati a presentarsi in negozio con un libro che hanno amato per raccontarlo in un minuto «In questo breve tempo – spiegano le Longo – ognuno racconterà un libro letto per invogliare gli altri a leggerlo: questa iniziativa è piaciuta perché ha fatto circolare libri non conosciuti. In questo modo alcuni lettori sono diventati amanti di saggi e altri di graphic novel e mai l’avrebbero scoperto senza i consigli degli altri. Anche chi vorrà solo ascoltare sarà il benvenuto».
«In un momento storico difficile e incerto come questo, riuscire a continuare l’avventura dei nonni Cicci e Nino Longo in nuovo spazio più moderno, ma con i mobili restaurati della vecchia libreria, è stata una scommessa che solo grazie ai lettori potrà continuare», spiegano le titolari, che vorrebbero che la libreria diventasse un punto di incontro in centro storico.
Casola resta l’unica “montagna” in provincia. «L’effetto degli aiuti ricade anche sulla pianura»
Con la nuova legge approvata a settembre 2025, Casola Valsenio è rimasto l’unico dei 18 comuni della provincia di Ravenna a soddisfare i requisiti per la classificazione come “comune montano” (dalla lista escono Brisighella e Riolo che figuravano “parzialmente montani” nella precedente normativa).
Nella prima stesura della legge anche Casola sarebbe rimasta fuori perché il requisito era almeno il 25 percento di superficie sopra i 600 metri di altitudine. Ma il requisito è stato abbassato a 350 metri. Il sindaco Maurizio Nati, eletto nel 2024, tira un sospiro di sollievo: «Nella prima versione, di fatto, restavano montani solo i comuni delle Alpi, sarebbe stato troppo restrittivo».
Il senso di una legislazione che concede agevolazioni a certi territori più disagiati vuole essere in ultima battuta la sopravvivenza di un insediamento: «Ma non si pensi che sia un modo per dare vantaggi solo a quei territori. Contrastare lo spopolamento di un’area di montagna o collina serve per portare avanti la sua conservazione e questo è un beneficio per tutti. Credo che di recente si sia visto bene che la pianura non se la passa bene se in collina la pioggia scorre via in fretta senza essere trattenuta dal terreno…». Insomma, se il territorio diventa disabitato, anche la cura scarseggia.
Nel 2025 la località ha avuto 15 nuovi nati, un record rispetto alla media di 7-8. Ma il bilancio è comunque negativo viste le 34 morti. Il tema dell’inverno demografico è un altro degli aspetti connessi alla legislazione specifica: «Un comune montano ha la deroga per fare classi anche con meno di dieci bambini. Altrimenti si è costretti a fare le cosiddette pluriclassi che non piacciono a nessuno. E quei genitori che magari fanno i pendolari per lavoro a Faenza scelgono di spostare i figli in altre scuole contribuendo ulteriormente allo spopolamento».
Altrettanto importante è il mantenimento di aziende agricole, anche quando la logica sul breve periodo direbbe altro: « Quando una strada cede e rifarla costa milioni di euro può venire la tentazione di considerare che se serve solo un’azienda allora piuttosto conviene delocalizzare l’attività in un punto più accessibile. Ma quella porzione di collina poi chi andrà a curarla? Chi andrà in quei boschi? Chi sarà presente sul territorio per accorgersi se si sta formando una frana?». Ma fare agricoltura a Casola non è semplice: «Sono fondamentali i meccanismi di perequazione perché costi e rese in collina sono diversi dalla pianura».
Strade da rifare e smottamenti da ripristinare sono i lasciti delle alluvioni e dei dissesti cominciati nella primavera del 2023. «Per quell’anno facemmo una stima dei danni di 85 milioni di euro. Per dare un’idea si può considerare che il bilancio comunale annuale è di 2,5 milioni». Al momento la struttura commissariale ha stanziato 34 milioni e ha deciso che gli appalti siano gestiti dalla società Consap: «È sicuramente la strada necessaria. Il nostro Comune ha 14 dipendenti, compresi due operai, che bastano appena per la gestione ordinaria grazie alla sinergia con l’Unione della Romagna faentina. Purtroppo i cantieri sono partiti solo a ottobre, ormai sono passati tre anni. E per fortuna che avevamo anticipato gli studi di fattibilità così che Consap ha avuto un pacchetto già pronto. Ma parliamo di 34 milioni, gli altri 50 non so quando arriveranno».