giovedì
19 Marzo 2026

Il commento dei mister. Stellone: «Ravenna e Arezzo si giocheranno la B fino alla fine»

Nell’analizzare la terza sconfitta in campionato del suo Ravenna, mister Marco Marchionni prende in esame entrambe le frazioni di gioco. «Nel primo tempo abbiamo fatto meglio, cercando di fare le cose che avevamo preparato e infatti abbiamo creato diverse situazioni pericolose. Nel secondo tempo abbiamo fatto invece più fatica, non siamo riusciti a giocare con continuità». I meriti sono anche degli avversari. «Loro hanno bravi giocatori che sanno tenere la palla e ci hanno messo in difficoltà. Hanno anche difeso molto bene ed erano sempre ben messi in campo». Sul rigore dubbio che ha deciso la partita, Marchionni usa il solito fair-play: «I ragazzi mi hanno detto che il tocco c’è stato».

«Del pareggio dell’Arezzo non ci deve interessare – ha detto ancora l’allenatore del Ravenna -. Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi, perché oggi in ogni caso ci è mancata la vittoria».

Il mister della Vis Pesaro, Roberto Stellone, è naturalmente soddisfatto. «Una bella vittoria e una bella partita. Affrontavamo una squadra forte, abbiamo fatto una gara attenta, vincendo tanti duelli. Non ci siamo disuniti. Abbiamo fatto un’ottima gara contro una squadra forte, che ha reso meno, ma per meriti nostri».

Rispondendo a una domanda su quale sia la favorita per la B, Stellone ha risposto: «Arezzo, Ascoli e Ravenna sono tre squadre forti, ma le rose più attrezzate credo le abbiano l’Arezzo e il Ravenna, nonostante l’Ascoli giochi forse un miglior calcio. Osservando l’andamento del campionato fino ad oggi, penso che Arezzo e Ravenna si giocheranno la promozione fino alla fine».

Le pagelle del Ravenna che ha perso a Pesaro: insufficiente (anche) la coppia d’attacco

Ecco le pagelle del Ravenna che ha perso contro la Vis Pesaro (qui tabellino e cronaca).

ANACOURA 5,5: tra i pali si fa trovare pronto, con i piedi invece va a pochi millimetri dal disastro nel secondo tempo, uscendone “pulito” solo dopo alcuni minuti di revisione al monitor da parte dell’arbitro, che decide di non dare il secondo rigore della serata.

DONATI 6: partita di sostanza, impreziosita da un cross da serie A che i compagni non riescono a trasformare in gol (35′ st DA POZZO sv).

ESPOSITO 6: solita sicurezza, prova a far partire l’azione con la consueta personalità, oggi però non sempre con i tempi giusti.

SCARINGI 6: fa il suo sia da braccetto di sinistra che da centrale nei quattro.

CORSINELLI 5,5: in difficoltà sulla fascia, poco propositivo (14′ st VIOLA 6: ci prova, senza trovare la posizione più efficace. Ma un angolo calciato alla sua maniera e una bella palla per Tenkorang – che poi reclama un rigore – fanno ben sperare per il girone di ritorno).

TENKORANG 6: tra i più attivi dei suoi, si inserisce con i tempi giusti ma gli manca il guizzo finale.

ROSSETTI 5,5: meno sicuro e propositivo del solito, qualche fallo di troppo e una palla persa nella propria trequarti nel primo tempo che poteva costare molto cara (29′ st FALBO sv).

DI MARCO 6: mezzo punto in più per la bella percussione e la palla con il “contagiri” che serve a Spini nel primo tempo per l’occasione più ghiotta dei giallorossi (14′ st LONARDI 6: prova a dare ordine, ma non riesce a innescare il cambio di passo nel finale).

RRAPAJ 6: forse il migliore dei suoi per una ritrovata vitalità e per l’intraprendenza, oltre alla solita generosità. Va anche vicino al gol (35′ st MOTTI sv).

SPINI 5,5: il primo controllo è sempre una meraviglia, le iniziative sempre interessanti, ma oggi sbaglia anche (quasi) sempre la misura dei cross e dei tiri, compreso quello da distanza ravvicinata che calcia sull’esterno della rete e poteva invece portare in vantaggio il Ravenna. Nel finale un bel inserimento da destra poteva portare al pareggio.

LUCIANI 5: lavoro sporco davanti, con alcune sponde che fanno respirare la squadra, senza però riuscire a essere mai pericoloso. Decisivo suo malgrado per il rigore (anche se parecchio dubbio) causato in fase difensiva.

Un Ravenna poco “feroce” perde a Pesaro (1-0). Ma l’Arezzo (al momento) non ne approfitta

VIS PESARO-RAVENNA 1-0
Vis Pesaro
(3-4-1-2): Pozzi; Ceccacci (46′ Di Renzo) , Grimasso, Bove; Zoia, Pucciarelli (91′ Tonucci), Paganini, Vezzoni; Giovannini (72′ Berengo); Nicastro (85′ Ascione), Stabile (72′ Di Paola). A disp: Guarnone, Fratti, Nina, Beghetto, Ascione, Ventre. All. Stellone.
Ravenna Fc (3-5-2) : Anacoura; Donati (80′ Da Pozzo), Esposito, Scaringi; Corsinelli (59′ Viola), Tenkorang, Rossetti (74′ Falbo), Di Marco (59′ Lonardi), Rrapaj (80′ Motti); Spini, Luciani. A disp: Stagni, Borra, Mandorlini, Calandrini, Zagrè, Castellacci, Menegazzo. All. Marchionni.
Arbitro: Gianquinto Edoardo. Assistenti: Vitale, Leonardo.
Recupero: 3′, 5′
Reti: 39′ Paganini (R)
Ammoniti: Rossetti, Giovannini
Calci d’angolo: 4-3
Tiri (di cui in porta): 8(6) – 8(2)
Falli: 14-19
Fuorigioco: 2-2
Note: 2.199 spettatori, di cui 501 ospiti.

Un Ravenna poco feroce esce sconfitto dal fortino della Vis Pesaro (imbattuta in casa) senza demeritare ma con l’impressione di non essersela giocata fino in fondo. Decisivo il rigore realizzato da Paganini  sul finire del primo tempo (concesso dopo alcuni minuti di revisione al monitor per un fallo molto dubbio di Luciani).

Da segnalare sullo 0-0 un’occasionissima sprecata da Spini su assist di Di Marco e nella ripresa una traversa scheggiata sempre da Paganini che poteva portare sul 2-0 la Vis Pesaro (che recrimina anche per un altro rigore, su svarione di Anacoura). Non tantissime altre le occasioni, con Marchionni che ha provato a pareggiarla schierando contemporaneamente due punte (Motti e Luciani) e due trequartisti (Viola e Spini).

Il Ravenna – alla terza sconfitta in campionato – resta al comando con 2 punti di vantaggio sull’Arezzo (fermato sul 3-3 in casa contro il Pineto) che però domenica prossima potrà superare i giallorossi vincendo in casa della Torres fanalino di coda nell’ultima giornata del girone d’andata (il Ravenna riposerà, avendo dovuto giocare contro il Rimini, escluso dal campionato).

CLASSIFICA: Ravenna* 41; Arezzo 39; Ascoli 33; Guidonia 26; Pineto e Carpi 25; Forlì e Vis Pesaro 24; Ternana, Campobasso e Pianese 22; Juventus Next Gen 20; Gubbio 19; Livorno e Sambenedettese 18; Bra 14; Pontedera 13; Perugia 12; Torres 10 (* una partita in più).

Il sogno europeo rivissuto al Teatro Sociale di Piangipane

È tornato al Teatro Socjale di Piangipane l’evento teatrale L’Europa non cade dal cielo. Cronistoria sentimentale di un sogno. Lo spettacolo prodotto dalle Albe/Ravenna Teatro, con il contributo del centro Europe Direct della Romagna, dopo il debutto nel 2023, ha girato tutta l’Italia e viene riproposto a Ravenna nelle giornate del 14, 15 e 16 dicembre con eventi specifici per famiglie, scuole e dibattiti serali, inclusi due incontri con l’esperto Pier Virgilio Dastoli (qui l’intervista di Ernesto Moia) per approfondire il futuro dell’Unione Europea, offrendo un’ulteriore occasione di riflessione critica su di essa.

Il testo della rappresentazione, ideata e diretta da Alessandro Argnani, è opera della storica Laura Orlandini; la narrazione, accompagnata da un’ottima playlist musicale curata da Alessandro Luparini e Roberto Magnani, è corredata da immagini e filmati di repertorio raccolti in un video per la regia di Alessandro Penta.

Lo spettacolo ripercorre la storia dell’integrazione europea dal dopoguerra a oggi, narrata attraverso gli occhi dei due giovani e bravissimi attori, Camilla Berardi e Massimo Giordani, che la collegano alla vita quotidiana, usando immagini e musica per mostrare come l’Unione Europea sia vissuta e percepita dalle diverse generazioni, dai sogni ideali alle sfide attuali, attraverso un racconto che mescola storia, miti, musica e i cambiamenti sociali. Uno spettacolo che galvanizza perché supera la mera rappresentazione e diventa ponte tra generazioni e storia; un’esperienza vivace, accessibile, che dimostra come il palco possa essere potente strumento di educazione civica e formazione storico/culturale, capace di connettere adulti e adolescenti attraverso una narrazione informale che riesce a rendere “solide” idee che riguardano la pace, la libertà e l’importanza di istituzioni comuni, per superare i nazionalismi e diffondere, in questo caso, conoscenza della storia europea. Un teatro che parla al presente, ispirando riflessione e partecipazione attiva, che non si limita a informare sulla storia, ma la rende densa di significato; trasformando la conoscenza da astratta a concreta, da nozionistica a esperienziale.

Stazione riqualificata: all’esterno più luce, nell’atrio un’aula studio e archeologia in mostra

Più accessibile, più luminosa, più accogliente: così vuole essere la stazione ferroviaria di Ravenna ora che si è concluso un intervento di riqualificazione durato quasi tre anni e costato 15 milioni di euro, finanziati da Rete ferroviaria italiana (Rfi, gruppo Ferrovie dello Stato) e ministero dei Trasporti. Stamani, 15 dicembre, l’inaugurazione alla presenza del sindaco Alessandro Barattoni, del presidente della Regione Michele de Pascale e dell’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi.

I lavori, realizzati con la stazione sempre aperta al pubblico, hanno apportato diversi miglioramenti per i viaggiatori. Le quattro banchine sono state innalzate a +55 cm come da standard europeo per agevolare l’entrata e l’uscita dai convogli senza dislivelli. Sono stati posizionati nuovi percorsi tattili per le persone con disabilità. Potenziati i sistemi di illuminazione con tecnologia led – soprattutto all’esterno in piazza Farini per aumentare la sicurezza della zona – e gli impianti di informazione al pubblico sia visiva che sonora. Inseriti tre nuovi ascensori per il collegamento fra tutte le banchine di partenza e arrivo dei treni. La riqualificazione è stata estesa anche al sottopassaggio. Manutenzione delle coperture e pulizia delle facciate in mattoni a vista. Realizzata una nuova sala d’attesa e rinnovati i servizi igienici.

La riqualificazione ha reso possibile anche il recupero di spazi non più utilizzati, ora disponibili per nuove funzioni. In particolare, un’area in un’ala al piano terra del fabbricato sarà destinata a ciclofficina e velostazione, con accesso autonomo dall’esterno oltre che dall’atrio, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’intermodalità. Già lanciata una manifestazione di interesse che ha portato all’individuazione di un possibile gestore del servizio che sarà lo stesso che attualmente gestisce la velostazione all’esterno.

Inoltre, sempre da oggi, torna anche l’edicola in stazione a Ravenna. Lo spazio al piano terra è stato preso in gestione da una società che ha già altre edicole in altre stazioni della regione.

Al primo piano della stazione, reso trasparente nel suo affaccio, troverà spazio una sorta di aula studio dotata di servizi igienici dedicati con accesso esclusivo riservato agli studenti. Gli ambienti sono già ultimati, manca l’ascensore. Il progetto per la sua fruizione è curato dal Comune di Ravenna e dovrebbe prendere avvio nell’estate 2026. Al momento sono ancora da definire le modalità di accesso, ma l’idea di fondo è che possa essere un ambiente in dialogo con il futuro studentato in costruzione sull’altro lato della strada.

Ma il recupero del primo piano del fabbricato regala già oggi un nuovo colpo d’occhio a chi entra nell’atrio. In sostituzione delle pareti sono state create ampie vetrate trasformate in vere e proprie teche espositive che mettono in risalto i reperti archeologici ritrovati negli scavi per il prolungamento del sottopassaggio pedonale nel 2019: cinquanta frammenti architettonici provenienti dalla spoliazione di edifici romani poi reimpiegati nelle mura tardoantiche della città di Ravenna.

Prosegue così il percorso di valorizzazione dei reperti rinvenuti: attraverso un’importante attività di archeologia preventiva – nata dalla collaborazione fra Rfi e Soprintendenza – è stato portato alla luce un tratto significativo delle mura tardoantiche, testimonianza preziosa della storia urbana della città.

L’iniziativa si propone di restituire visibilità a un nucleo di reperti inediti, ora collocati in quattro teche espositive realizzate lungo il perimetro interno dell’atrio della stazione e raccontati grazie a tre vetrine digitali per offrire un’esperienza di fruizione innovativa e accessibile. Una sorta di museo a libera fruizione per i viaggiatori.

La Soprintendenza: «Aspettiamo il progetto del Comune per il mosaico di Montalbini»

La Soprintendenza di Archeologia e Belle arti di Ravenna non ha ancora ricevuto richieste ufficiali dal Comune per trasformare da temporanea a permanente l’installazione dell’opera in mosaico “Il Pavimento” realizzata da Nicola Montalbini in via Cavour in occasione della Biennale di Mosaico Contemporaneo (qui la nostra recensione). Il prossimo 18 gennaio si chiuderà la Biennale e l’installazione di Montalbini dovrà essere rimossa. Una petizione ha raccolto settecento firme per chiedere la sua permanenza e alla Soprintendenza spetta il parere vincolante.

L’opera, ideata da Montalbini con l’associazione Marte e la collaborazione del Gruppo Mosaicisti di Marco Santi e l’Accademia di Belle Arti, si trova sotto Porta Adriana da ottobre. È stato l’assessore comunale alla Cultura a sottolineare il ruolo cruciale dell’ente statale per il futuro de “Il Pavimento”: «II Comune ha rilasciato l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico – ha detto Fabio Sbaraglia al quotidiano Il Corriere Romagna alla fine di ottobre –. Porta Adriana è un bene culturale tutelato e vincolato. Per questo motivo, la permanenza nel futuro del mosaico in quella posizione dipenderà dal necessario parere della Soprintendenza con cui come amministrazione siamo in dialogo».

Nella mattinata di oggi, 15 dicembre, la soprintendente Federica Gonzato ha partecipato all’inaugurazione dei lavori di riqualificazione della stazione ferroviaria di Ravenna – con la realizzazione di alcuni spazi espositivi per i reperti archeologici recuperati dagli scavi del sottopasso – e a margine dell’evento ufficiale ha risposto ad alcune domande dei cronisti sulle sorti de “Il Pavimento”.

«Il Comune è il committente dell’opera – ha detto Gonzato – e a noi ha chiesto un parere per una permanenza temporanea. Su quello ci siamo espressi a suo tempo. Se ora vogliono renderla permanente, aspettiamo ci presenti un progetto per la sua conservazione. Siamo aperti al dialogo, ma potremo esprimere un parere solo di fronte a un progetto concreto che definisca i dettagli di come si intende mantenere il mosaico. E non è detto che aver concesso un parere positivo per l’esposizione temporanea significhi che dovrà essere positivo anche il parere per una presenza definitiva. Per fare solo un esempio: cambia il tipo di installazione sul pavimento preesistente. Questo non significa che siamo contrari, significa che aspettiamo un progetto concreto per dare un parere».

Oltre alle settecento firme di cui si è già parlato, il coro di chi chiede di tenere l’opera conta anche diversi esponenti politici di minoranza e di maggioranza, nonché commercianti e associazioni di categoria. Il Comune ha quindi un mese di tempo per elaborare un piano da presentare alla Soprintendenza.

Nuovi percorsi ciclabili, investimento da 1 milione di euro. Saranno abbattuti 54 alberi, ma ne saranno piantati 30 in più

La giunta del Comune di Lugo, nella seduta del 4 dicembre, ha approvato il progetto esecutivo per la riqualificazione di tre percorsi urbani: in via Brunelli, in via Malerbi e nelle vie Canaletto, De’ Brozzi, Corelli, Da Ponte. Si tratta di tre comparti del capoluogo i cui spazi saranno completamente reinterpretati dal punto di vista della mobilità, per consentire una mitigazione dei pericoli legati al traffico veicolare e favorire la circolazione di pedoni e biciclette.

I progetti saranno realizzati grazie al bando regionale per la promozione della mobilità ciclabile rivolto ai Comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti 2024-2027, attraverso il quale la città di Lugo si è aggiudicata un contributo di 656.191 euro. La restante quota di 343.808 euro sarà invece a carico del Comune.

I nuovi percorsi ciclabili saranno collegati a quelli esistenti e alla ciclovia San Vitale da Bologna-Ravenna (la bicipolitana) di prossima attuazione.

I comparti interessati dai progetti sono nel centro storico di Lugo, a partire da via Brunelli, dove sarà realizzata una connessione ciclabile con le vicine scuole “Capucci” e “Gherardi”. In questi giorni sono in corso i lavori di abbattimento degli alberi, per consentire il rifacimento dei sottoservizi stradali.

Sempre a Lugo in centro storico sarà riqualificato il comparto di via Malerbi, per la connessione in sicurezza della scuola “Garibaldi”, l’istituto “Sacro cuore” e la scuola di musica “Malerbi”, per scongiurare i parcheggi impropri delle auto.

A Lugo ovest e Lugo nord sarà infine realizzata una connessione con la scuola “Corelli” e con la futura scuola “La Filastrocca”, che interesserà le vie Canaletto, De’ Brozzi, Corelli, Da Ponte.

Un’attenzione particolare riguarda il verde urbano, che – al termine dei lavori – guadagnerà 30 alberature. I lavori renderanno necessario l’abbattimento delle attuali piante in via Brunelli (27 alberi) e via Corelli (27 alberi), che saranno compensati con la piantumazione di 84 alberi, alcuni di prima grandezza, con una collocazione adeguata alle nuove conformazioni stradali: saranno infatti messi a dimora 7 alberi in via Brunelli e 77 in via Corelli. Anche le aiuole avranno una dimensione adeguata alla salute delle piante e al loro apparato radicale.

I lavori nei tre comparti saranno realizzati nel corso del 2026 e 2027.

«Questo contributo ci dà l’opportunità di intervenire su comparti che, oltre alla problematica dell’accessibilità e della sicurezza per pedoni e ciclisti, presentano criticità soprattutto ai sottoservizi – sottolinea Veronica Valmori, assessora ai Lavori pubblici -. Via Brunelli, via Corelli e via F.lli Malerbi saranno oggetto di una vera e propria ristrutturazione, mentre su via Canaletto si interverrà per limitare la velocità come più volte richiesto dalla locale consulta, collegando inoltre attraverso un semaforo pedonale i quartieri di Lugo ovest e Lugo nord. Al termine dei lavori, le strade saranno più sicure e funzionali, favorendo una mobilità ciclabile urbana e incentivando gli spostamenti casa-scuola in modo che l’outdoor education, fiore all’occhiello delle nostre strutture, continui anche durante i tragitti quotidiani».

Spostate le corriere, nuovi posti auto a ridosso del centro di Faenza

In seguito allo spostamento del capolinea delle autocorriere presso il nuovo hub intermodale di piazzale Cassandra Pavoni, nell’area dell’ex scalo merci, l’Amministrazione Comunale di Faenza ha ridefinito l’assetto della controstrada di viale delle Ceramiche inserendo nuovi stalli per la sosta. La soluzione individuata permette di ottimizzare gli spazi precedentemente occupati dai mezzi di trasporto pubblico, ora integrati stabilmente nel polo a fianco della stazione ferroviaria.

Grazie alla liberazione del lato stradale opposto al marciapiede (nella direzione di marcia Imola-Forlì), sono stati creati 14 nuovi posti auto con strisce blu, ai quali si aggiunge uno stallo riservato ai veicoli al servizio di persone con disabilità. Ulteriori cinque posti auto sono stati ricavati con disposizione a spina di pesce nel tratto compreso tra la stazione di servizio Eni e il Bar delle Autocorriere. «Questi nuovi parcheggi potenziano la dotazione della zona, offrendo una risposta concreta alla richiesta di sosta a ridosso del centro storico», si legge in una nota del Comune.

L’attuale configurazione, pur funzionale, verrà completata e resa definitiva con l’inizio del nuovo anno, quando è già programmato un rifacimento integrale dell’asfalto in tutta l’area con qualche minima riorganizzazione degli stalli. L’intervento di manutenzione permetterà di sanare l’usura del manto stradale, migliorando sensibilmente il decoro urbano e la sicurezza della carreggiata.

Muore in bici investito da un autocarro, denunciato il conducente che si era allontanato

Un uomo è morto in un incidente stradale avvenuto a Faenza nella notte tra il 14 e il 15 dicembre. Il 62enne operaio Jamel Beltajef era in sella a una bicicletta e percorreva via Granarolo, probabilmente diretto al lavoro, e verso le 3 nel tratto di strada tra Faenza e la frazione di Granarolo è stato tamponato da un autocarro che non si è fermato dopo l’impatto.

All’alba i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Faenza, con la collaborazione dei colleghi della stazione di Granarolo faentino, sono intervenuti dopo il rinvenimento della bici danneggiata sul ciglio della strada. La perlustrazione della zona a lato della carreggiata ha portato alla scoperta del cadavere del 62enne e dei pezzi del paraurti anteriore di un veicolo.

Analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza sui possibili tratti percorsi dal veicolo in fuga, i carabinieri hanno individuato il mezzo coinvolto e identificato l’autista. L’uomo, un 47enne italiano incensurato, è stato rintracciato dai militari mentre era fermo in una piazzola di sosta a bordo di un camion che presentava segni di impatto (non si era allontanato a piedi dal luogo dell’incidente come scritto in un primo momento su queste pagine per un errore di cui ci scusiamo con i lettori).

Il conducente accusato di omicidio stradale ha affermato di non essersi reso conto di quanto avvenuto. La misurazione del tasso alcolemico e il test per l’eventuale uso di sostanza stupefacenti hanno dato esito negativo. Il 47enne è stato denunciato per i reati di omicidio stradale, fuga del conducente dopo omicidio stradale e omissione di soccorso. Il camion è stato sequestrato.

Protesta al porto contro i traffici verso Israele, 32 persone denunciate

La polizia ha denunciato 32 persone per un blocco stradale al porto di Ravenna in occasione della manifestazione del 28 novembre scorso organizzata dall’Usb (Unione sindacale di base) contro la legge finanziaria e il governo Meloni per «dire basta alla complicità con il genocidio del popolo palestinese». I 32 denunciati sono accusati del reato di blocco stradale: alcuni, aggiunge la questura, sarebbero già noti e con precedenti. Al momento sono in corso valutazioni per l’eventuale adozione di provvedimenti di natura amministrativa.

I partecipanti in tutto erano un centinaio, un gruppo dei quali si è radunato nei pressi dell’ingresso al Terminal container per contestare il transito delle navi dirette a Israele e ha occupato la sede stradale bloccando per circa due ore l’accesso al terminal. Il blocco ha impedito ai mezzi pesanti di entrare e uscire per completare le operazioni di carico e scarico della merce, causando problemi anche alla circolazione ordinaria.

La presenza delle forze dell’ordine sul posto, riferisce la questura, ha consentito di evitare situazioni di contrasto, mediando tra i manifestanti e gli autisti dei mezzi. Decisiva, per l’identificazione dei partecipanti al blocco, viene indicata l’attività “info-investigativa” svolta dagli operatori della Digos della questura di Ravenna.

Atersir approva dieci progetti in provincia, per un totale di oltre 260 mila euro

L’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti (Atersir) ha approvato le graduatorie definitive dei progetti ritenuti idonei al finanziamento. I contributi interessano tre diverse linee: una è dedicata alla prevenzione e riduzione dei rifiuti, una ai centri comunali del riuso e una agli interventi per la montagna inerenti il Fondo d’Ambito per l’annualità 2025.

Degli oltre 4,2 milioni destinati all’Emilia-Romagna con le determinazione dirigenziali n. 305/2025 e 309/2025, più di 260 mila euro sono stati investiti sulla provincia di Ravenna, con un totale di 10 richieste di contributo da parte di 6 comuni. I comuni richiedenti sono Ravenna, Castel Bolognese, Cervia (con 5 progetti), Faenza e Lugo (due progetti)

Tra questi, nove sono progetti standard, con iniziative di riduzione e prevenzione dei rifiuti promosse direttamente dagli Enti Locali o in collaborazione con soggetti pubblici e privati. Questi possono avvenire anche attraverso la realizzazione di infrastrutture, come impianti industriali per il lavaggio per contenitori riutilizzabili, biblioteche degli oggetti, repair café, impianti per il riuso, empori solidali. Uno invece è un progetto sperimentale, ossia rivolto alla prototipazione di soluzioni innovative per limitare l’uso di beni monouso in settori specifici (come ortofrutta, ittico, food delivery e commercio al dettaglio).

Le graduatorie complete dei progetti ammessi sono pubblicate sul sito istituzionale di Atersir.

I ricercatori del campus di Ravenna svelano vita, origini e abitudini di una comunità preistorica calabrese

Un gruppo di ricerca internazionale ha ricostruito, grazie alle più avanzate tecniche di analisi del DNA antico, la vita, le relazioni familiari e le pratiche funerarie di una piccola comunità calabrese del 1780-1380 a.C.
Le ricerche sono state portate avanti dagli studiosi studiosi del campus ravennate del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania). I resti sono stati trovati nelle profondità di Grotta della Monaca, sui monti dell’Orsomarso, nel comune di Sant’Agata d’Esaro (Cosenza).
I risultati, pubblicati sulla rivista Communications Biology, gettano nuova luce sulla storia genetica e culturale della Calabria preistorica, un territorio finora praticamente inesplorato dal punto di vista paleogenetico.
Il team ha analizzato genomi umani antichi estratti da resti ossei e dentali di oltre 20 individui rinvenuti nella grotta, uno dei siti più importanti della preistoria calabrese, utilizzata per millenni come miniera, rifugio e luogo di sepoltura. «La nostra analisi mostra che la popolazione di Grotta della Monaca aveva forti affinità genetiche con le popolazioni della prima Età del Bronzo della Sicilia, ma si distingueva per l’assenza di influssi genetici orientali – spiega il dottor Francesco Fontani, primo autore dello studio -. Ciò suggerisce che, pur in contatto con l’altra sponda dello Stretto, la Calabria tirrenica seguì traiettorie culturali e demografiche autonome durante la preistoria».
Oltre agli aspetti genetici, la ricerca ha permesso di indagare le dinamiche sociali e parentali di una comunità Protoappenninica. Dalle sepolture, forse organizzate in base al sesso e ai legami di parentela, i ricercatori hanno ricostruito alberi genealogici parziali di alcuni individui: «abbiamo identificato un caso eccezionale di unione riproduttiva tra genitore e figlio, la prima evidenza genetica di questo tipo mai documentata in un contesto archeologico – continua Fontani -. Un dato straordinario, ma di complessa interpretazione, che non va letto solo in chiave biologica, ma anche culturale: potrebbe riflettere un atto di violenza, ma anche un comportamento socialmente tollerato, o una tradizione particolare. Sicuramente rappresentavano una deviazione sostanziale rispetto alla norma. Raramente infatti assistiamo ad unione tra consanguinei stretti, e mai prima d’ora tra genitore e figlio». L’analisi dei genomi rivela inoltre che gli individui di quella zona non erano isolati: pur vivendo in un’area montuosa e difficile, mostravano segnali di mobilità e affinità genetiche con popolazioni dell’Italia centro-settentrionale. La comunità, di dimensioni ridotte, praticava un’economia prevalentemente pastorale, come suggeriscono gli isotopi e i segni di consumo di latte e derivati, nonostante i geni indicassero intolleranza al lattosio in età adulta.

Prosegue la prof.ssa Luiselli: «La Calabria, per la sua posizione geografica e la complessa storia di contatti e migrazioni, rappresenta un’area cruciale per lo studio delle popolazioni preistoriche del Mediterraneo centrale – commenta Donata Luiselli, professoressa responsabile del Laboratorio del DNA Antico del Dipartimento di Beni culturali di Ravenna -. Fino ad oggi, mancavano dati genomici antichi di popolazione sul territorio: la ricerca alla Grotta della Monaca colma in parte questo vuoto e contribuisce a ricostruire un quadro più completo delle dinamiche demografiche e culturali della preistoria italiana».
Il progetto, avviato nel 2019 e nato dalla collaborazione tra l’aDNA Lab e il Centro “Enzo dei Medici”, è stato realizzato grazie al supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza e ha già portato alla pubblicazione di altri due studi, usciti rispettivamente nel 2021 e nel 2023.

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