martedì
26 Maggio 2026

Giacomo Poretti alla biblioteca Classense

Venerdì 20 febbraio alla biblioteca Classense di Ravenna Giacomo Poretti, del celebre trio Aldo, Giovanni e Giacomo, ha dialogato con lo scrittore Matteo Cavezzali per il ciclo di incontri di Invèl, scuola di narrazioni di ScrittuRa Festival.

Poretti e Cavezzali hanno parlato della scrittura come forma di comicità e riflessione partendo dall’ultimo libro di Poretti “La fregatura di avere un’anima” (Baldini+Castoldi).

Qui sopra il video integrale dell’incontro.

Un Ravenna rimaneggiato torna al Benelli: in arrivo una Sambenedettese in crisi e senza tifosi

Sarà un Ravenna molto rimaneggiato quello che tornerà di nuovo in campo al Benelli, per la seconda partita consecutiva davanti ai propri tifosi, contro la Sambendettese (calcio d’inizio alle 17.30 di sabato 21 febbraio). Soprattutto nel reparto offensivo, dove oltre al lungodegente Motti mancheranno lo squalificato Okaka e anche il trequartista Viola (un paio di settimane di stop per un problema muscolare all’adduttore). «Una brutta notizia – commenta il nuovo allenatore dei giallorossi Mandorlini – Viola è un giocatore che stavo cercando di recuperare, ci avevo parlato. Dalla prossima settimana, perlomeno, Motti tornerà ad allenarsi con la squadra».

Saranno indisponibili anche gli infortunati Falbo e (novità dell’ultima ora) Di Marco, oltre agli squalificati Bani e Anacoura. Sulla fascia sinistra quindi rientrerà dal primo minuto capitan Rrapaj, mentre in porta farà il suo debutto da titolare Poluzzi. Rientra tra i convocati Donati dopo uno stop più lungo del previsto. Ma è probabile che il resto della formazione (con Italeng al posto di Okaka) sia la stessa di quella che sabato scorso ha battuto la Juventus Next Gen finendo la partita addirittura in nove uomini. «Mi pare che qualcuno abbia dato scontato quella vittoria – commenta Mandorlini in conferenza stampa, ricordando il suo debutto sulla panchina contro i bianconeri – mentre invece è stata una grande prova, perché non è semplice giocare così tanto in inferiorità numerica senza prendere gol».

Difficile presentare la squadra avversaria, una Sambenedettese in crisi (finita in piena zona play out) che ha però appena cambiato l’allenatore, con l’ingaggio di un tecnico esperto come Roberto Boscaglia. I marchigiani non potranno neppure fare affidamento sul calore dei propri tifosi: il prefetto di Ravenna ha infatti vietato la trasferta per motivi di sicurezza. Una decisione contro cui protesteranno anche i “rivali”, padroni di casa, che si asterranno dal tifare nel corso del primo tempo.

Tornando al campo di gioco, il Ravenna secondo in classifica tenterà di sfruttare il fattore campo, sperando magari in un passo falso delle più dirette rivali: la capolista Arezzo è attesa dall’insidiosa trasferta di Gubbio, mentre l’Ascoli (2 punti sotto i giallorossi) ha un impegno sulla casa più facile sul campo del Pontedera, penultimo in classifica.

Lavori alla scuola “Pasini”, Fratelli d’Italia: «Colpa del Comune se verranno persi 660mila euro di fondi Pnrr»

I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Patrizia Zaffagnini e Nicola Grandi puntano il dito contro il Comune di Ravenna per la possibile perdita di un finanziamento Pnrr da 660mila euro destinato ai lavori della mensa e dell’aula magna della scuola primaria “Bruno Pasini”.

Secondo i due esponenti di opposizione, la vicenda dei lavori di demolizione e ricostruzione avrebbe già prodotto «effetti gravissimi», tra cui la quasi certa perdita del cofinanziamento Pnrr a fronte di un milione di euro già stanziato dal Comune e il fallimento della procedura di affidamento dell’appalto. I consiglieri attribuiscono la responsabilità a una verifica ritenuta insufficiente sulle capacità tecnico-organizzative dell’impresa appaltatrice. Zaffagnini e Grandi ricordano che il contratto con la ditta aggiudicataria, affidataria dei lavori nel 2023, è stato risolto il 25 marzo 2025 per grave inadempimento e ritardi nell’esecuzione. A loro avviso, l’impresa presentava già elementi di fragilità economica e organizzativa che avrebbero dovuto emergere da controlli più approfonditi da parte dell’ufficio tecnico comunale.

I due consiglieri sostengono inoltre che, tra maggio 2024 e febbraio 2025, i sopralluoghi della direzione lavori avrebbero evidenziato avanzamenti minimi, carenza di personale e attrezzature inadeguate, fino alla risoluzione del contratto e alla necessità di individuare una nuova impresa con il cantiere ancora nelle fasi iniziali. Tutto ciò, sempre secondo Fratelli d’Italia, comporterebbe la perdita definitiva dei fondi Pnrr e un ulteriore aggravio per i conti comunali.

Zaffagnini e Grandi chiedono quindi chiarimenti su come il Comune intenda recuperare i danni e sollecitano verifiche più rigorose nell’assegnazione degli appalti pubblici.

Aumentano i biglietti dei monumenti di proprietà statale: «Atto dovuto per l’aumento dei costi e la valorizzazione»

Dal 1° aprile entrerà in vigore la revisione delle tariffe di ingresso alle sedi dei Musei nazionali di Ravenna. Quelle attualmente in vigore – fanno sapere dai Musei – «sono sostanzialmente ferme almeno dal 2013, con interventi limitati nel 2016 e 2017. In questo stesso arco di tempo, tuttavia, i Musei nazionali di Ravenna hanno conosciuto un importante percorso di sviluppo: nuovi apparati didascalici e informativi, percorsi di visita ripensati, ampliamento e valorizzazione delle collezioni, maggiore attenzione all’accessibilità e alla qualità dell’esperienza. Un impegno costante che ha reso i siti sempre più accoglienti, leggibili e coinvolgenti».

Tra le novità più significative, il nuovo allestimento accessibile del Mausoleo di Teodorico, in fase avanzata di realizzazione e in apertura nel mese di marzo, con l’esposizione stabile di materiali originali provenienti dal Museo Nazionale. Il biglietto d’ingresso per il mausoleo è quello che vedrà l’aumento più sensibili, passando dagli attuali 4 ai 6 euro per l’intero. Per gli altri siti l’aumento sarà invece di 1 euro (Sant’Apollinare in Classe da 5 a 6 euro; Museo Nazionale da 6 a 7 euro; Battistero degli Ariani da 2 a 3 euro; Palazzo di Teodorico da 2 a 3 euro; Villa Romana di Russi da 3 a 4 euro). Sono poi previsti due biglietti cumulativi validi per sei giorni (Mausoleo+Battistero+Palazzo a 7 euro; Mausoleo+Battistero+Basilica+Museo+Palazzo a 14 euro) e abbonamenti validi per 6 o 12 mesi per tutti e sei i siti.

«La revisione tariffaria rappresenta un atto dovuto – si legge ancora nella nota dei Musei -, reso necessario dall’evoluzione dell’offerta e dall’aumento dei costi di gestione e valorizzazione, ma è pensata in un’ottica di equilibrio e gradualità anche in rapporto alle altre realtà del territorio. Le previsioni di legge relative a gratuità e agevolazioni saranno ampliate con riduzioni per gruppi superiori a 10 unità e per i soci degli enti convenzionati. Verrà prevista inoltre una tariffa scontata per gli abbonamenti di persone maggiori di 65 anni. Il nuovo sistema punta a favorire una fruizione più ampia e integrata, grazie a biglietti cumulativi con validità di 7 giorni e ad abbonamenti semestrali e annuali particolarmente vantaggiosi, che consentono di visitare e rivedere i sei siti, costruendo un’esperienza culturale distribuita nel tempo».

Per incentivare la visita integrata del territorio, chi presenterà alla Villa romana di Russi un biglietto emesso nei 7 giorni precedenti per uno dei siti ravennati potrà accedere con tariffa ridotta.

Alla scoperta del cimitero monumentale di Ravenna grazie a un gioco e mappe interattive

“Cimitero dal vivo” è il progetto di Panda Project che continua a raccontare il cimitero monumentale di Ravenna e a stimolare cittadini e visitatori a scoprirlo. Si tratta di un progetto di aggregazione reso possibile grazie alla collaborazione di più associazioni per la creazione di mappe interattive, il gioco urbano R-tales e un percorso audio che unisce momenti teatrali a passaggi più introspettivi.

Sono state ultimate le mappe interattive – grazie all’associazione Spazi indecisi di Forlì – che permettono di visitare il monumentale attraverso percorsi tematici che intrecciano memoria, arte e storia della città. Oltre alla versione online (consultabile tramite un Qr Code) saranno disponibili anche in formato cartaceo allo Iat di piazza San Francesco.
La mappa e il gioco urbano propongono percorsi interattivi che accompagnano i visitatori alla scoperta dei personaggi sepolti al cimitero monumentale che hanno fatto la storia della città, come Luigi Rasi e Filippo Mordani, immergendoli tra misteri, memorie collettive e meraviglie artistiche.

Per presentare al pubblico i risultati del progetto è stato organizzato un appuntamento il 28 febbraio alle 15.30 all’interno del monumentale. Verranno condivisi i percorsi per scoprire il luogo e conoscere la storia di Ravenna e sarà possibile prendere parte al gioco “R-tales” (si può giocare a squadre e qualificarsi) e in aggiunta si può seguire il percorso audio nei sotterranei con il supporto del team di progetto.
Attraverso il gioco, eventi storici prendono vita grazie all’interpretazione di attori e attrici del territorio e non solo, tra cui Claudio Morganti, Alessandro Renda, Enrico Caravita e Denis Campitelli.
La partecipazione all’evento ha un costo di 9 euro ed è gratis per i minori di 14 anni. La prenotazione è obbligatoria sul sito di Visit Ravenna: https://www.visitravenna.it/it/cimitero-dal-vivo-alla-scoperta-del-monumentale-con-mappe-suoni-e-percorsi-interattivi

«I cimiteri – dichiara l’assessore alle Politiche culturali Fabio Sbaraglia durante la presentazione alla stampa – sono luoghi di raccoglimento e di memoria, ma sono anche luoghi in cui la storia di una comunità si stratifica e costruisce identità. Questo progetto, di cui si parla da 3-4 anni, si è concluso grazie a una rete di collaboratori che ha dimostrato la solidità del piano. L’iniziativa è un nuovo strumento per scoprire e conoscere uno dei luoghi più significativi della nostra città».

«Forse non tutti sanno quello che abbiamo realizzato per il cimitero monumentale – aggiunge Delia Trice di Panda Project – per questo siamo felici di accogliere le persone il 28 febbraio e mostrare loro cosa offre la nuova mappa. Abbiamo puntato sulla valorizzazione del monumentale e speriamo che diventi per la comunità un luogo da vivere nella quotidianità, come già succede in altre città europee, dove dei cimiteri monumentali non si ha più “paura” anzi, vengono vissuti come parchi dove poter leggere un libro».

“Cimitero dal Vivo” è vincitore del Bando Pnrr finanziato dall’Unione europea.

Le ore di cassa integrazione straordinaria in provincia di Ravenna nel 2025 sono state il triplo del 2024

Il monte ore totale di cassa integrazione (Cig) in provincia di Ravenna è sceso da 3,96 milioni nel 2024 a 3,18 nel 2025, ma la cassa integrazione straordinaria (Cigs) è triplicata, passando dalle 419mila ore del 2024 a una quota che nel 2025 ha superato la soglia di 1,3 milioni di ore. Sono dati resi noti da Cisl Romagna.

«Questo picco della Cigs – si legge in un comunicato – certifica che le difficoltà del polo industriale ravennate sono passate da una gestione legata a rallentamenti ciclici, come quelli che avevano portato al record di 831.608 ore complessive nel solo mese di luglio 2024, a crisi aziendali di natura complessa e strutturale. La triplicazione della straordinaria rappresenta l’indicatore più chiaro di una riorganizzazione industriale profonda che sta interessando i siti produttivi della provincia».

L’analisi dei flussi relativi agli ammortizzatori sociali nelle tre province della Romagna delinea un panorama economico in profonda trasformazione. I dati elaborati dall’Osservatorio Cisl Romagna evidenziano come il passaggio dal 2024 al 2025 non sia stato caratterizzato da una semplice variazione dei volumi, ma da una mutazione della tipologia di assistenza richiesta dalle imprese. Complessivamente, le ore autorizzate nel territorio romagnolo sono passate dalle 14.129.434 del 2024 alle 12.222.468 del 2025, segnando una flessione aggregata del 13,5 percento. «L’incremento rilevante della cassa straordinaria è un segnale di criticità che si stanno spostando da una dimensione temporanea a una strutturale».

In conclusione, il bilancio del biennio evidenzia che, pur a fronte di un calo delle ore complessive a Ravenna e Rimini, la “qualità” dell’intervento sociale è peggiorata. «L’industria romagnola è in una fase estremamente delicata – afferma il segretario generale Cisl Romagna, Francesco Marinelli –. La flessione del 13,5 percento delle ore totali non deve trarre in inganno: non siamo di fronte a una ripresa, ma al sintomo di una pericolosa mutazione della crisi. Siamo passati da rallentamenti ciclici a una vera e propria ristrutturazione del sistema produttivo. Casi come quello di Ravenna, dove la cassa integrazione straordinaria è triplicata, o la sofferenza cronica del calzaturiero nel Rubicone e della metalmeccanica, confermano che le imprese affrontano nodi strutturali che non si risolveranno in tempi brevi. Dietro questi numeri vivono persone e famiglie la cui stabilità è a rischio. Ogni ora di integrazione salariale si traduce in una perdita di potere d’acquisto e in un’incertezza che logora il quotidiano di migliaia di lavoratori. Non possiamo permettere che il welfare diventi una condizione cronica o, peggio, l’anticamera della chiusura definitiva delle fabbriche. In questo scenario, l’assistenza non può più essere un semplice sussidio passivo, ma deve evolversi in un ponte dinamico verso il futuro. In quest’ottica, la riqualificazione professionale e la formazione continua non sono più semplici opzioni, ma rappresentano l’unico binario reale per gestire la transizione industriale. Dobbiamo investire con decisione sulle politiche attive, guidando il transito dei lavoratori tra i vari comparti per evitare che le crisi aziendali sfocino in un dramma sociale permanente».

Cisl Romagna chiede che i piani industriali siano vincolanti e legati a investimenti certi che guardino oltre l’emergenza: «È fondamentale che la formazione diventi un pilastro obbligatorio durante i periodi di sospensione, trasformando le ore di fermo in opportunità di crescita professionale. Serve un patto per il lavoro che metta in rete istituzioni e imprese per gestire i flussi occupazionali, affinché nessuno sia lasciato solo in questo cambiamento. La nostra priorità resta la tutela del reddito delle famiglie, un obiettivo che si raggiunge solo rigenerando il tessuto industriale e trattenendo valore e competenze nel nostro territorio».

Un unico grande coro, sotto la guida del maestro Muti: una nuova chiamata aperta a tutti

«Visto il successo straordinario, inatteso in questa misura, penso che forse nei prossimi anni valga la pena continuare»: con queste parole Riccardo Muti si congedava lo scorso anno dagli oltre tremila coristi che, accorsi da tutta Italia, avevano preso parte alla prima edizione di Cantare amantis est: il “viaggio nella coralità” voluto proprio dal Maestro nel segno delle parole di Sant’Agostino. Ecco allora che, sempre nel segno delle parole di Sant’Agostino, “cantare è proprio di chi ama”, il progetto corale, curato da Anna Leonardi torna inevitabilmente a imporsi nel cartellone di Ravenna Festival 2026, che lancia una nuova chiamata (1 e 2 giugno al Pala de Andrè) aperta a cori e coristi di tutto il Paese, cori amatoriali e professionali, cantori esperti e principianti, di ogni età e livello, per partecipare a questo evento unico: per condividere la passione per la musica e il canto riuniti in un unico grande coro, insieme al maestro Muti.

A questo link info utili e iscrizioni, che saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili e comunque non oltre le ore 24 del 15 aprile 2026.

In questa edizione del Festival dedicata a San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte, il tema di Cantare amantis est sarà quello della preghiera comune, intesa nel senso di una spiritualità che non conosce distinzioni di religione o di cultura: per lanciare al mondo, oggi più che mai, un messaggio di pace attraverso il linguaggio universale della musica. Allora, al centro di questa sorta di “masterclass”, libera e gratuita, ci saranno quattro celebri pagine corali: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito. Pagine che saranno approfondite sotto la guida di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, lunedì 1 giugno (dalle 15 alle 20) e martedì 2 giugno (dalle 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30) di nuovo sotto la volta del Pala De André.

Minacce di morte alla ex compagna chiusa in casa, 40enne arrestato in strada dalla polizia

Un 40enne romeno è stato arrestato dalla polizia per atti persecutori: nella serata del 17 febbraio scorso nel quartiere Gulli l’uomo è stato trovato nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna, una 43enne, mentre urlava minacce di morte alla donna chiusa in casa. Il comportamento dell’uomo è stato interrotto dagli agenti delle Volanti. Arresto in flagranza di reato per atti persecutori, in considerazione della gravità delle minacce e del contesto relazionale tra le parti. Il pubblico ministero di turno ha disposto il trattenimento dell’arrestato nelle camere di sicurezza della questura e poi il trasferimento in carcere in attesa della successiva messa a disposizione dell’autorità Giudiziaria.

Traversara ricorderà il centenario della nascita di Oreste Leonardi, capo scorta di Aldo Moro

Traversa si prepara a celebrare il centenario della nascita di un suo concittadino illustre: il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, medaglia d’oro al valore civile in quanto capo della scorta di Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse in via Fani il 16 marzo 1978. Leonardi nacque il 10 giugno 1926 a Torino, ma visse alcuni anni della sua giovinezza proprio a Traversara, dove il padre era di stanza come carabiniere. Dopo la morte, le scuole elementari della frazione di Bagnacavallo presero il nome di Oreste Leonardi. Le scuole sono poi state chiuse e dal 2011, in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, è il centro civico a portare il nome del militare. Il consiglio di zona presieduto da Luisa Babini, nella riunione del 10 febbraio, ha deciso di attivarsi per promuovere iniziative che ricorderanno l’anniversario imminente. I dettagli saranno definiti nel corso delle prossime settimane.

Non è l’unica iniziativa a favore della collettività deliberata dal consiglio in quella seduta. Saranno installate tre panchine (spese pagate dalla pro loco) dedicate a tre giovani donne scomparse per malattia: saranno colorate di rosso come simbolo di lotta contro la violenza sulle donne.

Infine un corso di primo intervento in collaborazione con il dottor Francesco Menchise, medico di base che ha l’ambulatorio nella frazione. Sarà un corso gratuito di alcune ore che potrà dare i primi rudimenti di pronto soccorso per affrontare emergenze di vario tipo.

Raccolte quasi duecento firme contro le chiusure al traffico pre partita in zona stadio

Quasi duecento firme sono state raccolte in queste settimane contro le chiusure al traffico disposte per questioni di sicurezza dalle forze dell’ordine in occasione delle partite casalinghe del Ravenna nella zona dello stadio Benelli.

A lanciare l’iniziativa è stata la titolare del Caffè 17 di piazzale Brigata Pavia (affacciato sul settore Distinti), Valentina Meloni, che ci tiene a sottolineare come non si tratti di una protesta, ma di una richiesta di chiarezza con l’obiettivo di riuscire a ottenere un confronto con la questura e trovare soluzioni.

Residenti ed esercenti lamentano infatti chiusure troppo spesso sproporzionate (anche per la scarsa presenza o a volte addirittura l’assenza della tifoseria ospite) e troppo anticipate rispetto all’orario effettivo della partita che provocano inevitabilmente mancati incassi per gli imprenditori e disagi per chi vive in zona. Tra le richieste avanzate, oltre a quella di posticipare le chiusure, anche la possibilità di ottenere dei pass per residenti, commercianti e clienti per poter entrare nella zona “rossa” anche in orari più a ridosso della partita.

Visite mediche “anti rimpatrio”: 20 certificazioni di idoneità rilasciate su 64 casi

Nuovi aggiornamenti sull’inchiesta della procura di Ravenna sulle certificazioni mediche rilasciate dal reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” relative all’idoneità di cittadini stranieri destinatari di decreto di espulsione al trasferimento nei Centri di permanenza (Cpr) e quindi al rimpatrio.

Secondo quanto emerso dall’esame dei documenti sequestrati dalla Squadra mobile nei giorni scorsi – e quanto riportato dai due quotidiani locali in edicola oggi (20 febbraio) -, tra settembre 2024 e gennaio 2026 sono state effettuate 64 valutazioni sanitarie su altrettanti cittadini irregolari presenti sul territorio nazionale. Di questi, 20 sono stati dichiarati idonei al trasferimento nei Cpr e quindi inviati nei centri di detenzione amministrativa in vista dell’espulsione. Per 34 persone è stata invece certificata la non idoneità al trasferimento dopo la visita medica. Altri 10 destinatari di provvedimenti di espulsione non sono stati visitati, a seguito del rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sanitari previsti. La normativa stabilisce che, in caso di rifiuto agli esami infettivologici e alle valutazioni psicofisiche, la persona possa comunque essere accompagnata al Cpr per una visita in loco. Secondo quanto emerso nel corso delle verifiche, tuttavia, i centri tenderebbero a richiedere un nulla osta clinico preliminare prima dell’accoglienza, per ragioni legate alla tutela della salute dei singoli e della collettività all’interno delle strutture. Questo aspetto procedurale è tra quelli finiti all’attenzione degli inquirenti.

L’indagine, coordinata dal procuratore capo Daniele Barberini e dal sostituto procuratore Angela Scorza, vede al momento otto medici indagati su undici in servizio nel reparto. L’ipotesi di reato contestata è falso ideologico continuato in concorso in relazione alle certificazioni rilasciate. Gli investigatori hanno sequestrato dispositivi informatici e documentazione sanitaria per ricostruire modalità e criteri adottati nelle valutazioni di idoneità. Tra i materiali acquisiti figurano anche moduli prestampati e documenti informativi utilizzati per le valutazioni cliniche, oltre a eventuali comunicazioni interne e scambi di messaggi. Le verifiche puntano a chiarire se le certificazioni siano state redatte nel rispetto dei protocolli sanitari e normativi o se vi siano state irregolarità.

L’inchiesta sarebbe partita dall’analisi di un singolo referto di non idoneità ritenuto anomalo, da cui sono scaturiti ulteriori approfondimenti su altri certificati rilasciati dal reparto.

Prometeia: l’economia ravennate nel 2026 crescerà più della media regionale e nazionale

L’economia ravennate nel 2026 crescerà dello 0,9 percento, qualche decimo di punto sopra sia al valore regionale (0,8) che alla media nazionale (0,7). È la previsione di Prometeia, società di consulenza e ricerca economica di Bologna, resa nota dalla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Prometeia ha rivisto leggermente al ribasso quanto ipotizzato tre mesi fa. Il contesto internazionale resta incerto e si riflette sulle decisioni di famiglie e imprese: il dollaro svalutato sull’euro penalizza le esportazioni, mentre le tensioni geopolitiche alimentano un clima di cautela che frena i consumi.

Nell’anno appena trascorso, il valore aggiunto ravennate ha registrato un incremento contenuto, con un profilo trimestrale irregolare e una dinamica complessiva che ha riflettuto la debolezza della domanda interna. I consumi delle famiglie sono cresciuti lentamente, frenati dall’erosione del potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione e da una propensione al risparmio che rimane elevata. Gli investimenti hanno mostrato segnali alterni: nel 2025 a soffrire, in particolare, l’Industria, che ha registrato una lieve decrescita del -0,2% (+0,1% le stime per il 2026) e l’Agricoltura (-1,2%; +5,4% le stime per il 2026). Il trend dei Servizi è risultato in modesto aumento (+0,1%; +0,8% le stime per il 2026). Buona resilienza evidenziata dal comparto delle Costruzioni (+8,6%), sostenuta in parte dalla spesa legata alla transizione digitale ed energetica.

Il settore estero – evidenzia l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio – ancora offre un contributo disomogeneo. Le esportazioni ravennati, infatti, hanno mostrato fasi di recupero, soprattutto verso i mercati extra UE, ma restano esposte al rallentamento del commercio globale. La bilancia dei pagamenti, dopo le forti tensioni del 2022, ha recuperato un saldo positivo del conto corrente, grazie soprattutto al miglioramento della componente energetica. La posizione patrimoniale netta sull’estero continua a rafforzarsi, un segnale di maggiore solidità finanziaria complessiva. Le prospettive per il quadriennio 2025-2028 delineano una crescita moderata ma progressiva, con tassi inferiori all’1% nel breve periodo e un lieve rafforzamento nel medio termine. Uno scenario che richiede politiche attente: sostenere gli investimenti produttivi, rafforzare la produttività e accompagnare la transizione economica trasformando la resilienza in crescita strutturale.

«Una crescita diffusa e sostenibile e una trasformazione strutturale – ha evidenziato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – sono passaggi fondamentali per dare vita ad un’economia più robusta. La maggior parte delle nostre imprese non ha smesso di credere nel futuro e di portare avanti piani di investimento, seppur in uno scenario funestato dall’incertezza internazionale, da un conflitto bellico tutt’ora in corso e da costi dell’energia ancora lontani da livelli che si possano ritenere anche solo accettabili. Quando parliamo di scenari dell’economia del territorio dobbiamo tenere in debito conto e apprezzare l‘importante programma messo in campo dal presidente dell’Autorità Portuale, Francesco Benevolo, per il nostro porto: missioni in Europa, eventi nazionali e partecipazione alle principali fiere, per rafforzare il posizionamento del porto di Ravenna come hub strategico per rinfuse, industria e logistica integrata nel sistema italiano ed europeo. Due settimane fa il presidente Benevolo ha presentato a Bruxelles gli asset dello scalo alle istituzioni comunitarie, anche grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, in vista della programmazione 2028-2035: un passaggio molto importante per valorizzare al massimo le opportunità che possiamo cogliere. Dopo l’attuazione della ZLS, fondamentale per spingere la crescita del PIL a velocità più che doppia, e i consistenti investimenti legati al progetto Hub portuale, le Istituzioni e le Organizzazioni di rappresentanza economica devono essere unite nel portare all’attenzione del Governo le infrastrutture prioritarie per il territorio, in una nuova visione della mobilità emiliano-romagnola che deve diventare realtà».

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