venerdì
20 Marzo 2026

Lo Ior dona al reparto di Anatomia Patologica un dispositivo per migliorare le diagnosi tumorali

Il Santa Maria delle Croci si dota di un nuovo macchinario di ultima generazione: si tratta di un microtomo rotativo automatico, del valore di circa 18 mila euro, donato al reparto di Anatomia Patologica dallo Ior – Istituto Oncologico Romagnolo. La consegna è avvenuta ieri (10 dicembre) alla presenza del direttore del reparto Luca Saragoni.

Il macchinario sarà utile per migliorare la qualità di lavoro e di analisi svolta dall’Unità Operativa, sempre più centrale nel trattamento dei tumori: la strada della personalizzazione delle terapie e della somministrazione di trattamenti su misura del singolo paziente può essere intrapresa solo conoscendo “l’impronta digitale” della malattia di cui soffre. Ecco che quindi il ruolo dell’anatomo-patologo diventa fondamentale per fornire sempre maggiori indicazioni su quali siano le strategie che possano offrire le migliori prospettive di risposta e di sopravvivenza, e da “medicina dei morti”, che indagava meramente sulla causa dei decessi delle persone tramite le autopsie, tale disciplina diviene ancor più rilevante grazie ad esami sui campioni di tessuti e cellule prelevati dai pazienti.

La donazione avviene praticamente a due anni di distanza esatti dal precedente intervento dello Ior all’interno del reparto di Anatomia Patologica: a dicembre 2023 è infatti stato consegnato un altro dispositivo di ultima generazione, un microscopio del valore di 15 mila euro utilizzabile sia nel setting assistenziale, grazie alla possibilità di mostrare live, da remoto, i vetrini per discutere le caratteristiche delle lesioni e dare il proprio contributo nella scelta del trattamento più appropriato per ciascun paziente, sia in quello prettamente didattico, a beneficio degli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e dei colleghi di altre Unità Operative.

«L’unità di Anatomia Patologica del Santa Maria delle Croci riveste un ruolo centrale nei percorsi diagnostico-terapeutici delle malattie oncologiche – commenta il professore Saragoni -. Le fasi pre-analitiche diagnostiche rappresentano momenti cruciali e propedeutici al conseguimento di diagnosi accurate. Al fine di garantire una gestione clinica appropriata e tempestiva dei pazienti è necessario dotare il laboratorio di Anatomia Patologica delle risorse umane e tecnologiche necessarie e di organizzazioni funzionali al raggiungimento di tale obiettivo. A questo proposito, il potenziamento di una delle fasi pre-analitiche, il taglio delle sezioni di tessuto ottenute da biopsie e/o pezzi operatori, è da considerarsi strategico. L’acquisizione di uno strumento come il microtomo che riceviamo oggi, impiegato in tale fase, consentirà, a fronte di una riorganizzazione delle attività di laboratorio, di incrementare la produttività, migliorando significativamente i tempi di risposta delle diagnosi. All’Istituto Oncologico Romagnolo che ha reso possibile la donazione del suddetto strumento, vanno i miei più sentiti ringraziamenti».

La chiosa della cerimonia di inaugurazione è stata affidata infine a Mario Pretolani, Vicepresidente Ior e Consigliere per il territorio proprio di Ravenna. «Sappiamo come il tempismo, in un percorso di cura di una diagnosi oncologica, rivesta un’importanza fondamentale. Per questo abbiamo accolto con grande entusiasmo la richiesta del professore Saragoni di partecipare a questa iniziativa nell’ottica di una parola chiave che ispira da sempre la nostra attività: integrazione. Come Ior riteniamo fondamentale che tutti i professionisti, non solo gli oncologi, che partecipano al percorso di cura di un paziente facciano rete per dare ai pazienti della Romagna le migliori prospettive: l’auspicio è che con questo strumento l’Anatomia Patologica venga concretamente supportata nel suo ruolo sempre più centrale all’interno delle equipe multidisciplinari». 

Nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata la regione italiana con più raccolta differenziata

Nel 2024 l’Emilia-Romagna è stata la prima regione in Italia per raccolta differenziata di rifiuti. Lo dice il Rapporto Rifiuti Urbani 2025 appena redatto dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale controllato dal ministero per l’Ambiente.

La percentuale di differenziata in Emilia-Romagna è 78,9. In Veneto 78,2. Seguono Sardegna (76,6), Trentino-Alto Adige (75,8), Lombardia (74,3) e Friuli-Venezia Giulia (72,7). Tra queste regioni, l’Emilia-Romagna è quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari a 1,7 punti rispetto ai valori del 2023. Superano l’obiettivo del 65 percento anche Marche (71,8), Valle d’Aosta (71,7), Umbria (69,6), Piemonte (68,9), Toscana (68,1), Basilicata (66,3) e Abruzzo (65,7).

Analizzando i dati provinciali, emergono differenze legate alle specificità territoriali e alle scelte organizzative delle amministrazioni locali. Tra le province più virtuose spiccano Reggio Emilia con l’84,4 percento (+1,1), Modena all’84,2 (+5,5) e Forlì-Cesena con l’83,2 (+1,5). Seguono Ravenna all’80,7 (+2,4), Parma al 79,8 (+0,2), Ferrara al 76,9 (-0,2), Bologna al 75,1 (+1,5), Piacenza al 74,2 (+1,2%) e Rimini al 69,2 (+0,4).

Raccolta fondi per pagare alloggi temporanei alle famiglie sfrattate

Alcune associazioni di volontariato di Ravenna, che si occupano di aiuto ai bisognosi e inclusione, promuovono l’iniziativa Dona Domus per richiamare l’attenzione della cittadinanza, delle istituzioni e delle organizzazioni locali sul tema dell’emergenza abitativa. L’iniziativa ha anche lo scopo di aiutare le persone che sono esposte al rischio concreto di vivere per strada, poiché temporaneamente impossibilitate a trovare un posto dove poter dormire, accogliendo e pagando, compatibilmente con le risorse disponibili, sistemazioni provvisorie in hotel e b&b locali in attesa dell’attivazione delle misure di accoglienza. Chi volesse contribuire può inviare donazioni, fiscalmente detraibili, a Arci Ravenna Aps, Iban IT80F0854213103000000228900, causale Erogazione liberale progetto “Dona Domus”. Le associazioni promotrici sono comitato Rompere il silenzio, Arci, Femminile Maschile Plurale, Avvocato di strada. Per informazioni di tipo amministrativo è attivo il numero 0544/219721.

«Il problema della casa può essere ormai considerato come una vera e propria emergenza nazionale – si legge in un comunicato per i giornalie –, recentemente confermata dai dati forniti dall’Anci secondo cui in Italia ci sono 9,6 milioni di abitazioni non occupate a fronte di quasi 4 milioni di famiglie bisognose di un alloggio, con l’esecuzione quotidiana di ben 134 sfratti».

L’acquisto di una casa richiede disponibilità economiche, garanzie e adempimenti che non tutte le persone sono in grado di affrontare. Il mercato degli affitti è contratto e offre poco, per di più a canoni elevati e con oggettive difficoltà di accesso dovute alle condizioni poste dai proprietari e alle insufficienti abitazioni disponibili; l’edilizia residenziale pubblica non riesce a soddisfare le richieste dei numerosi nuclei iscritti nelle graduatorie.

«In tale contesto, per le organizzazioni che si occupano di aiutare le persone bisognose è purtroppo sempre più frequente, anche a Ravenna, la necessità di affrontare gravi situazioni di emergenza abitativa, in particolare nei casi limite di persone che si ritrovano per strada in quanto private, per le più svariate ragioni, della propria casa e impossibilitate a trovare una immediata ricollocazione. Questa condizione di estremo disagio, che inevitabilmente colpisce le fasce economicamente più deboli della popolazione, può protrarsi anche per alcuni giorni a causa della mancanza di posti nei servizi di accoglienza locali (dormitori e case famiglia, le cui liste di attesa sono spesso lunghe) oppure per la difficoltà di attivare immediatamente il sistema di accoglienza comunale (nei fine settimana o, comunque, nel tempo necessario ad espletare le procedure di inserimento)».

In via Mazzini 24 alberi di Natale fatti all’uncinetto dalle volontarie del Filo Rosso

Un gruppo di donne volontarie ha realizzato 24 alberi di Natale all’uncinetto per addobbare le colonne di via Mazzini a Bagnacavallo in occasione delle festività di fine anno. Le volontarie fanno parte del gruppo “Filo Rosso” nato due anni fa per lavorare all’uncinetto e stare insieme condividendo principi di solidarietà, aiuto, libertà e pace. Il gruppo ha partecipato al 25 aprile, all’8 marzo e ai mercatini estivi con prodotti (rose, coccarde, farfalle, borse, pupazzi) interamente creati dalle volontarie. Tutto viene realizzato con materiale di riciclo, dalla lana alla stoffa, e ogni manufatto è destinato a iniziative pubbliche e benefiche. L’eventuale ricavato viene sempre destinato al centro antiviolenza “Demetra – donne in aiuto”.

«Abbiamo voluto contribuire all’abbellimento della nostra città – spiega Antonella Bezzi del “Filo Rosso” – attraverso un lavoro di gruppo delle volontarie che tutti i lunedì pomeriggio si ritrovano nella saletta comunale delle associazioni in via Bedeschi». Il laboratorio di uncinetto si tiene il lunedì pomeriggio dalle 15 alle 17 ed è aperto a tutte e a tutti. Per informazioni: antonella.bezzi@libero.it.

Nuovo casello A14 a Solarolo, il ministero risponde a Bakkali (Pd): non c’è una data certa di inizio lavori

La deputata ravennate Ouidad Bakkali (Pd) ha presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti riguardo ai ritardi nella realizzazione del nuovo casello autostradale Solarolo-Castel Bolognese, inserito nel progetto di potenziamento della A14 con quarta corsia dinamica nel tratto Ponte Rizzoli-Ravenna. «Gli annunci del 2022 prevedevano l’avvio dei lavori nel marzo 2023 e il completamento entro il 2026 – si legge in una nota divulgata dal Partito democratico di Ravenna per illustrare l’iniziativa di Bakkali –. Tuttavia, ad oggi non vi sono informazioni ufficiali sul reale stato di avanzamento dell’opera, mentre emergono preoccupazioni riguardo alla sospensione degli investimenti programmati da parte di Autostrade per l’Italia».

Il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, nel corso della risposta alla parlamentare, ha precisato che l’intervento di ampliamento alla quarta corsia è stato dichiarato di pubblica utilità con decreto del 3 marzo 2022 e che, da allora, sono state avviate le attività preparatorie: espropri, risoluzione delle interferenze, monitoraggio ambientale e bonifica bellica, comprensive anche delle aree destinate al nuovo svincolo Solarolo-Castel Bolognese. È stato inoltre riferito che il reparto bonifica campi minati del Genio Militare di Padova ha concluso le operazioni di bonifica e collaudo delle aree interessate e che i lavori propedeutici del cosiddetto Lotto 0B sono in fase di ultimazione.

Il sottosegretario ha evidenziato che non sono emerse criticità ostative alla realizzazione dell’opera, mentre restano da completare le procedure autorizzative e l’aggiornamento del quadro economico-finanziario del Concessionario. L’approvazione del nuovo Piano Economico-Finanziario 2025-2029 costituirà un passaggio decisivo per la prosecuzione dell’iter. Il cronoprogramma, una volta avviate tutte le attività, prevede una durata dei lavori pari a 60 mesi.

A margine della risposta, l’onorevole Bakkali ha dichiarato: «Prendiamo atto degli elementi forniti dal Governo, ma non possiamo ritenerci soddisfatti. A distanza di anni dagli annunci iniziali, siamo ancora in una fase di semplice interlocuzione con il concessionario e manca completamente una data certa per l’avvio dei lavori. Per un territorio come quello faentino e per l’intera area provinciale, caratterizzati da un tessuto produttivo dinamico che ha bisogno di infrastrutture adeguate, il rispetto dei tempi è fondamentale. Lo stesso vale per la mobilità dei cittadini che per ragioni di lavoro o studio percorrono quel tratto nevralgico. Chiediamo che il Governo renda pubblico un nuovo e aggiornato cronoprogramma, chiaro e verificabile».

Zona stazione: la trasformazione dell’ex scalo merci in spazio per bus e taxi è costata 2,9 milioni

Ci sono voluti due anni e tre mesi di lavori con una spesa di 2,9 milioni di euro per realizzare il progetto di rigenerazione dell’area della stazione ferroviaria di Faenza. Sono dettagli resi noti dal Comune oggi, 11 dicembre, in occasione della cerimonia ufficiale di inaugurazione (ma l’area è operativa dagli inizi di settembre). I costi sono stati coperti per due milioni dal Comune e per la parte restante dal bando rigenerazione urbana dello Stato.

Il cuore dell’intervento è il cosiddetto hub intermodale, cioè lo spazio per la sosta degli autobus (che lasciano la caotica autostazione in via delle Ceramiche) e i taxi, realizzato in una porzione riqualificata dell’ex scalo merci, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Ora è più facile lo scambio di passeggeri tra gomma e ferro: le due pensiline collegano idealmente i due poli. All’interno dell’hub sono state realizzate sei fermate bus, integrate con un edificio di servizio che ospiterà la sala d’attesa, i servizi igienici a disposizione degli utenti e un locale deposito. A completare l’intervento, un parcheggio pubblico da 25 posti auto al quale si può accedere da piazza Cesare Battisti e da via Laghi.

Contestualmente, la piazza Cesare Battisti è stata completamente ridisegnata per valorizzarne lo spazio originario: «Non più nodo di traffico – si legge nella nota diffusa dal Comune –, ma luogo accogliente e ordinato, con viabilità ripensata, con aree dedicate alle biciclette, altri spazi per i taxi e percorsi pedonali protetti. La nuova pavimentazione chiara, in conglomerato bituminoso trasparente con inerti a vista, richiama lo spirito delle foto storiche e contribuisce a ridurre l’effetto “isola di calore”». Gli interventi hanno incluso anche la demolizione di vecchi edifici di servizio, la riqualificazione e il riuso di due piccoli immobili per attività di ristorazione, e il riordino della rotonda di via Scalo Merci con una corsia di fermata per autobus urbani e spazi di sosta breve.

La rigenerazione si è fondata su tre linee guida fondamentali. La creazione di un hub della mobilità integrata, che connettesse treno, autobus urbani ed extraurbani, auto, biciclette e percorsi pedonali; la promozione della mobilità sostenibile, con percorsi ciclabili sicuri e spazi pedonali ampi che incentivassero l’uso della bicicletta e degli spostamenti a piedi e la riqualificazione dello spazio pubblico, «con la trasformazione di un’area che se prima era di solo transito la modificasse in un luogo esteticamente bello e allo stesso tempo funzionale e sicuro, capace di innescare processi di rigenerazione urbana anche nelle zone circostanti».

L’inaugurazione di oggi ha preso avvio dalla rotatoria con al centro il Monumento alla Fraternità fra i popoli dello scultore-ceramista Carlo Zauli, noto come Cubo alato, recentemente restaurato grazie al contributo della Bcc. Da qui autorità e convenuti, accompagnati dai rappresentanti del mondo del Palio, hanno raggiunto, in corteo, dietro al gonfalone della città, il nuovo hub intermodale. Il piazzale dell’hub è stato intitolato a Cassandra Pavoni, nobildonna faentina del Rinascimento, protagonista della vita culturale e politica cittadina, scelta come simbolo di impegno e lungimiranza.

Il sindaco Massimo Isola ha affermato che «l’intervento offre la possibilità di affrontare meglio un tema per noi fondamentale, quello del trasporto pubblico. Questo percorso si inserisce in un progetto più ampio, che prevede un utilizzo rinnovato e potenziato della bicicletta, con il bike sharing: una flotta di 150 biciclette nuove, moderne, già disponibili in queste settimane».

I lavori sono stati appaltati al consorzio Ciro Menotti, con esecuzione affidata alla consorziata Acmar, mentre le pavimentazioni sono state realizzate da Sintexcal, Unione Asfalti e Italposa e la segnaletica è curata dalla ditta Emmea. Il team di progettazione ha visto impegnati lo studio Lbla per l’elaborato architettonico e la direzione lavori; Instudio Ingegneri Associati per le strutture, Studio Cortesi e Novatech Studio per gli impianti, e l’ingegnere Marescotti per la sicurezza. I tecnici dell’Area Lavori Pubblici dell’Unione coinvolti sono stati gli ingegneri Patrizia Barchi e i tecnici del Servizio infrastrutture del Comune di Faenza, Laura Dalpiaz, Marco Folli, Filippo Fagnocchi, Azzurra Mainetti e Eleonora Visani, oltre al Servizio Mobilità.

Inutilizzato da anni, ora il serbatoio pensile sarà demolito. Inaugurato nel 1964 dall’onorevole Zaccagnini

Il serbatoio pensile in via Ravenna a Castel Bolognese sarà demolito. Per eseguire i lavori sarà necessario chiudere la strada nel tratto tra via Mazzini e via Primo Maggio dal 15 al 23 dicembre. Per i residenti del tratto interessato al provvedimento verrà garantito l’accesso ciclo-pedonale. La circolazione nelle vie adiacenti rimarrà inalterata.

La torre piezometrica, questo il nome più preciso, aveva funzione di serbatoio per la rete dell’acquedotto, ma è in disuso da tempo e neppure più utilizzata dai gestori di antenne per telecomunicazione. La sua costruzione risale agli anni ’60: venne terminata nel 1964 con l’inaugurazione alla presenza dell’onorevole Benigno Zaccagnini (scomparso nel 1989).

Terre Cevico presenta il bilancio dell’anno in chiusura: fatturato di 213 milioni e export in 90 Paesi

Terre Cevico chiude l’anno in positivo, con un 3,5 percento in più sul fatturato e una crescita del 65,2% delle esportazioni negli ultimi otto anni. La cooperativa agricola romagnola (con sedi principali tra Faenza e Lugo) ha presentato i risultati dell’esercizio finanziario nel corso dell’assemblea annuale di bilancio, al Teatro Socjale di Piangipane. L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare l’ottava edizione del Bilancio di sostenibilità del gruppo riflette un importante avanzamento verso l’allineamento agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

I dati della vendemmia 2024 vedono protagonisti 992 soci su 3.616 ettari vitati per un conferimento di uve che supera i 966.000 quintali (+9%), con la raccolta meccanizzata che rappresenta il 71% del totale. Nell’esercizio 24/25 Terre Cevico ha effettuato investimenti per complessivi 5 milioni di euro, proseguendo nel proprio piano di ammodernamento ed efficientamento tecnologico e logistico. Il bilancio di gruppo evidenzia un fatturato consolidato di 213 milioni di euro  con un utile netto di 1,979 milioni di euro (+25%); il plusvalore per i soci – ovvero il valore originato dalla differenza tra le liquidazioni dei prodotti conferiti e il prezzo di mercato – ammonta a 8,3 milioni di euro (+1,2%) mentre il patrimonio netto è di 78,5 milioni di euro. I dipendenti crescono a 523.

Per quanto riguarda il settore del confezionato a crescere è soprattutto il mercato italiano che sale a quota 88,9 milioni di euro registrando un +5,8 % sull’anno precedente (83,7 mln). L’export oggi ha un’incidenza del 44,4% sui ricavi totali di prodotto confezionato del gruppo (159,8 mln euro). Terre Cevico oggi opera, anche tramite le sue controllate, in circa 90 Paesi con leadership in alcune aree come, Regno Unito, Giappone, Svezia, Germania, Stati Uniti. Negli ultimi otto anni ha visto una forte crescita del fatturato export di vini confezionati, passato dai 42,9 milioni dell’esercizio 2017/18 ai 70,9 milioni del 2024/25. I primi tre mercati esteri di imbottigliato vedono al primo posto il Regno Unito (9,9 milioni di Euro), il Giappone (8,7 milioni di Euro) e la Svezia (7,9 milioni di Euro).

«Le vendemmie non sono più esagerate come quantità e le scelte dei consumatori cambiano, si fanno più attente al benessere ed alla convivialità contemporanea. È così che i vini bianchi, rosé e le bollicine stanno conquistando terreno, mentre i rossi strutturati, spesso più costosi e ad alta gradazione alcolica, mostrano segni di flessione – commenta il Presidente Terre Cevico Franco Donati -. I vini rossi ovviamente non scompaiono, ma nella quotidianità cedono il passo a etichette più facili da bere. Lo scenario globale poi non aiuta ed i conflitti nell’Est Europa, Medio-orientale ed i dazi di Trump creano instabilità e insicurezza nelle persone. Terre Cevico però guarda avanti ed assieme al ricambio generazionale della governance, da preparare per tempo, in azienda ragioneremo su decisioni che devono essere prese in fretta su aspetti organizzativi e strategici soprattutto per il ruolo dei vini rossi».

La vendita complessiva di vino sfuso, sommando i fatturati Italia ed export, si attesta sui 56 milioni di Euro, con un aumento in valore di +7,5%. Il canale Italia di Terre Cevico cresce in valore: il mercato nella Grande distribuzione realizza 55,8 milioni di euro (50,3 mln nello scorso esercizio) e nel canale Horeca vale 16,3 milioni di euro contro i 12,7 mln dello scorso esercizio.

I dati presentati all’assemblea sono stati commentati dal presidente Donati, da Linda Faggioli, direttrice amministrativa e finanziaria, Paolo Galassi direttore generale, Eleonora Proni, consigliera regionale della regione Emilia-Romagna. Le conclusioni sono state affidate al Presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi: «I dati di bilancio 2025 di Terre Cevico, confermano il percorso di efficienza e trasparenza che il gruppo ha mantenuto in un periodo certo non facile per il mercato del vino, anche grazie allo schema organizzativo avviato meno di due anni fa. Ed è un bene che sia così, poiché Terre Cevico è espressione di punta di una cooperazione che in Romagna colloca ben 10 aziende tra le prime 30 del nostro territorio per capacità economica e dimensione. A rendermi particolarmente soddisfatto è la coerenza di un percorso di valorizzazione dei vini autoctoni, romagnoli in particolare, di efficienza nella logistica, attenzione all’innovazione di prodotto ed al packaging, che risponde perfettamente alle richieste di quella grande distribuzione commerciale italiana, che rappresenta oltre il 70 per cento del mercato di Cevico».

Paolo Novelli è il nuovo presidente della corte di giustizia tributaria di primo grado di Ravenna

Paolo Novelli è il nuovo presidente della corte di giustizia tributaria di primo grado di Ravenna al posto di Roberta Vivaldi. L’insediamento del nuovo dirigente è avvenuto stamani, 11 dicembre.

Novelli, magistrato di lungo corso, proviene dalla corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio e ricopre attualmente anche il ruolo di presidente aggiunto della sezione giurisdizionale regionale della corte dei conti per la Campania.

Novelli è stato ricevuto dal responsabile di sede della corte di giustizia tributaria di primo grado di Ravenna, Domenico Condò, che ha colto l’occasione per ringraziare la presidente uscente «per l’ottimo lavoro svolto e per il costante impegno dimostrato». L’insediamento di Novelli segna, dunque, un nuovo capitolo per l’organo che punta a consolidare il proprio ruolo di centralità nella tutela della giustizia fiscale.

Le corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado sono organi giurisdizionali deputati a decidere sui ricorsi presentati dalle parti processuali. Nel primo grado di giudizio trattasi dei ricorsi presentati dai contribuenti che ritengono infondate le richieste dell’amministrazione finanziaria e di altri enti impositori. Nel secondo grado di giudizio trattasi degli appelli presentati dai contribuenti o dall’amministrazione finanziaria e altri enti impositori che ritengono infondate le decisioni presenti nelle sentenze di primo grado.

Manutenzione in due scuole primarie: 200mila euro per facciate e impianto luci

La giunta comunale di Cervia ha approvato una nuova serie di opere di manutenzione straordinaria che interesseranno due scuole primarie, la scuola Enrico Fermi di Pisignano e la scuola Giovanni Pascoli di Cervia. Le opere verranno realizzate nel corso della prossima estate durante le vacanze scolastiche.

I lavori straordinari che ammontano a 200mila euro riguarderanno due interventi in particolare:

  • il risanamento delle facciate della scuola Fermi, mediante ripristino degli intonaci, delle cornici delle finestre e delle banchine, che si completerà con la tinteggiatura finale;
  • la sostituzione dei sistemi di illuminazione della scuola Fermi e della scuola Pascoli, con nuovi sistemi a Led, compreso i sistemi di emergenza, al fine di ottenere una consistente diminuzione dei consumi energetici.

L’assessore ai Lavori Pubblici, Mirko Boschetti, e l’assessora alla Scuola, Anna Altini, hanno dichiarato: «La manutenzione costante e programmata degli edifici scolastici rappresenta per questa Amministrazione comunale non solo una garanzia di sicurezza, ma anche una scelta strategica per conservare e allo stesso tempo innovare il nostro patrimonio pubblico. Intervenire regolarmente sulle scuole significa valorizzarle, renderle più efficienti e adeguarle alle esigenze contemporanee di studenti e personale. L’Amministrazione ha sempre investito con convinzione in questo percorso, consapevole che ambienti scolastici curati e moderni sono fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi e per la qualità della vita delle nostre comunità».

Inaugurato l’ampliamento dell’asilo nido “Pepito”: 15 nuovi posti e adeguamenti strutturali

Dopo un anno e mezzo di lavori e un investimento di oltre 640 mila euro, inaugura a Faenza l’ampliamento del nido di infanzia “Pepito” di via Laghi 71. L’intervento, finanziato dal Pnrr, ha permesso anche di effettuare diversi adeguamenti strutturali dell’edificio. L’inaugurazione si è svolta nel pomeriggio di ieri, 10 dicembre.

L’ampliamento ha permesso di creare 15 nuovi posti per l’anno 2025/2026, passando a un totale di 84 unità. L’aumento dei posti nei nidi e scuole per l’infanzia è infatti una delle finalità principali del piano finanziato dal Pnrr, che mira a rendere più accessibili i servizi educativi per i piccolissimi. Dal punto di vista strutturale, l’opera ha permesso il pieno adeguamento sismico e normativo di tutti gli spazi. In particolare, il vecchio spazio di raccordo centrale, che presentava problemi di altezza e sicurezza, è stato demolito e interamente ricostruito per ospitare la nuova aula per le attività motorie. Contestualmente, è stato realizzato un ampliamento per ospitare una nuova sezione del nido, dotata di un ingresso separato, spogliatoi, servizi igienici per i bambini e una zona dedicata al riposo, risultando strutturalmente indipendente e sicura. Anche il ‘corpo servizi’, destinato al personale ha beneficiato di rinforzi sismici e adeguamenti. I nuovi arredi e le dotazioni interne invece sono stati finanziati dal Comune di Faenza

Per limitare al massimo i disagi di bambini e personale le fasi maggiormente invasive del cantiere sono state concentrate nel periodo estivo. Il cantiere, gestita dall’Impresa C.I.M.S. S.C.R.L. e diretta da InStudio Studio Associato di Ravenna, sotto la supervisione del Servizio Progettazione e Manutenzione Edifici – Settore Lavori Pubblici dell’Unione della Romagna Faentina, sempre in continuità con il servizio educativo.

«La giornata di inaugurazione segna un successo per la nostra comunità – commenta il sindaco Massimo Isola -. L’inaugurazione dell’ampliamento del Nido d’infanzia ‘Pepito’ non è solo la consegna di un cantiere terminato, ma è la concretizzazione di una visione politica che pone l’educazione e il sostegno alla genitorialità al centro della nostra agenda. Mettere in sicurezza e ampliare i luoghi destinati all’educazione sono opere che segnano e rimangono nel tempo. L’investimento, finanziato dal Pnrr, dimostra poi la capacità della nostra amministrazione di intercettare risorse importanti e tradurle in opere che hanno un impatto diretto sulla comunità: questo significa avere una visione solida per il futuro. L’ampliamento dei servizi 0-6 anni è, infatti, un investimento sociale, non un mero servizio: significa sostenere la conciliazione vita-lavoro delle famiglie e far sentire alle nuove generazioni che la nostra comunità è presente e vuole prendersi cura del loro futuro».

Distribuiti altri 24mila euro di aiuti dal fondo delle donazioni per gli alluvionati, accolte 49 domande

È stata assegnata la seconda tranche di contributi alle famiglie alluvionate del comune di Bagnacavallo con risorse provenienti dalle donazioni di fondi. Sono 49 le domande complessivamente ritenute ammissibili a seguito dell’istruttoria predisposta per la seconda tranche chiusa il 21 novembre.

Nello specifico, sono stati assegnati 13.750 euro di buoni spesa (su un totale di 34 domande ammesse), 6.600 euro di contributi una tantum per auto rottamate (11 domande) e 3.500 euro per i proprietari di immobili nella zona rossa di Traversara (4 domande). Sono stati perciò assegnati contributi per un valore totale di 23.850 euro, che si vanno a sommare agli oltre 140mila della prima tranche erogata in estate.

I buoni spesa saranno distribuiti ai beneficiari nel pomeriggio di giovedì 18 dicembre, dalle 14 alle 18, al centro civico di Traversara in piazza don Modanesi. Chi non potrà recarsi a Traversara quel giorno potrà successivamente prendere contatto con il Comune per concordare il ritiro (tel. 0545 280890 – comunicazioni@comune.bagnacavallo.ra.it). I contributi una tantum per i proprietari di auto rottamate e abitazioni in zona rossa saranno invece accreditati direttamente sul conto corrente dei beneficiari nelle prossime settimane.

Sul sito del Comune è disponibile la sezione dedicata alla rendicontazione delle somme raccolte.

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