venerdì
20 Marzo 2026

Abbandonano il cane gettandolo da un’auto in corsa lungo la statale Romea

La polizia locale di Ravenna è intervenuta nella giornata di ieri, domenica 7 dicembre, per salvare un cane abbandonato – letteralmente gettato da un’auto in corsa – sulla statale Romea. Il cane è stato recuperato e messo in salvo dagli agenti, in collaborazione con l’associazione Amici degli Animali.

Un gesto di inciviltà che potrebbe costare una denuncia ai proprietari, se individuati. Il cittadino che ha segnalato il fatto alla polizia locale non è riuscito a prendere nota della targa dell’auto, ma ha fornito una dettagliata descrizione del modello. Ora, con l’aiuto delle immagini delle telecamere lungo la statale, gli inquirenti potrebbero risalire all’identità dei padroni del cane.

Un mosaico ravennate omaggia Andy Warhol sulla sua tomba negli Stati Uniti

Dopo quattro anni di lavoro e di scambi internazionali, Tulips, il mosaico realizzato dall’associazione Dis-Ordine di Ravenna per la tomba di Andy Warhol nel cimitero cattolico bizantino di St. John, a Pittsburgh (Stati Uniti) ha raggiunto la sua destinazione finale. Ora adorna la tomba del grande artista.

L’opera nasce da un’idea dell’associazione e rappresenta un sentito omaggio al grande artista americano, padre della Pop Art, che aveva profondi legami con il mondo bizantino e con l’Italia. Il mosaico, ispirato a un disegno originale realizzato appositamente dall’artista Francesco Clemente, amico personale di Warhol, ritrae due tulipani, i fiori preferiti dall’artista. È stato realizzato con smalti vetrosi originali della vetreria Orsoni di Venezia da Sofia Laghi e Isabella Merendi, con la supervisione di Elena Pagani e Marcello Landi e l’assistenza tecnica di Tommaso Bonzi ed Edoardo Missiroli. L’opera misura 89x26x4 centimetri ed era stata presentata ufficialmente al Mar, Museo d’Arte della città di Ravenna, prima della sua partenza per gli Stati Uniti.

Il progetto ha avuto una lunga gestazione: è nato nel 2021, in occasione di un incontro alla Casa Matha di Ravenna dedicato ad Andy Warhol e ai suoi legami con Dante. In quell’occasione, Marcello Landi fu particolarmente colpito dalla conferenza di Angela Vettese, intitolata “Dante dentro Andy Warhol”.

«L’idea – racconta Landi, presidente di Dis-Ordine – è nata un po’ per caso e un po’ per volontà. È un gesto simbolico, un modo per colmare il rammarico di non essere riusciti, negli anni ’80, a portare Warhol a Ravenna per una grande mostra».

«Grazie a questa importante iniziativa dell’associazione Dis-Ordine – dichiara l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – la nostra città rende omaggio a uno dei massimi protagonisti dell’arte del secolo scorso. Ancora una volta il linguaggio musivo dimostra la sua forza contemporanea e collega Ravenna al mondo. Ringrazio sentitamente l’associazione per il lavoro tenace e prezioso che ha permesso questo risultato straordinario».

Il mosaico, destinato a una tomba rimasta spoglia a eccezione delle iconiche bottiglie di Coca Cola e lattine di zuppa Campbell lasciate dai visitatori, vuole essere un segno tangibile di riconoscenza e di bellezza. Grazie alla collaborazione di Eleonora Gardini e Damiana Leoni, il progetto è stato presentato al nipote di Warhol, Donald Warhola, che ne ha approvato la realizzazione e la collocazione. «Avremmo voluto utilizzare un soggetto tratto direttamente dai fiori di Warhol – aggiunge Landi – ma non è stato possibile. È stato proprio Francesco Clemente, amico e collaboratore dell’artista, a offrirci il disegno dei tulipani, che si è rivelato perfetto. Il mosaico gli è piaciuto moltissimo».

Incendio nella notte in un calzaturificio di Bagnacavallo – FOTO

Maxi incendio nella notte tra domenica e lunedì nella zona artigianale di Bagnacavallo, in via Tarroni. Verso l’1 di notte sono infatti state segnalate fiamme allo stabilimento del Calzaturificio Emanuela. Per domare le fiamme è stato necessario l’intervento di diverse squadre di vigili del fuoco provenienti anche da fuori provincia (Bologna, Imola e Forlì). Dopo alcune ore di lavoro, l’incendio è stato domato e sono iniziati i lavori di bonifica del sito.

Per quanto riguarda le cause, sono ancora al vaglio tutte le ipotesi, anche se in un primo momento quella dolosa non era considerata la più probabile.

Le foto della gallery in alto sono di Massimo Argnani.

Ecco i nuovi gotti in ceramica per la Nott de Bisò

È partito ufficialmente il conto alla rovescia per la chiusura dell’anno del Palio del Niballo che per la comunità faentina si identifica storicamente con la serata del 5 gennaio e la tradizionale Nott de Bisò. Oggetto emblematico che unisce i due tratti caratteristici di Faenza è il gotto, la ciotola in ceramica faentina destinata storicamente al bisò (il vin brulè). La vendita dei singoli gotti e della brocca avrà luogo come da consuetudine il 5 gennaio in Piazza del Popolo negli stand rionali presenti in Piazza del Popolo, mentre i servizi completi composti da brocca e sei gotti (con gli stemmi dei cinque Rioni) sono invece acquistabili nelle sedi rionali a partire dall’8 dicembre.

Per l’acquisto in prevendita si possono contatttare le cinque sedi rionali ai seguenti numeri: Borgo Durbecco: 392 3720116; Rione Giallo: 327 3621866 (whatsapp); Rione Nero: 334 7048247 (whatsapp) – 0546 681385; Rione Rosso: 347 9743667; Rione Verde: 335 7000994 – 0546 681281.

Il decoro del gotto cambia ogni anno e viene scelto dal Comitato per il Niballo con la collaborazione della ceramista Vittoria Monti e del Museo Internazionale delle Ceramiche. Quest’anno il decoro scelto è “l’Astrolabio o sfera armillare per studiare gli astri”. L’ampio repertorio decorativo del pavimento in maiolica della cappella Vaselli, nella basilica di San Petronio a Bologna, rappresenta una delle più ricche e affascinanti “enciclopedie” figurative del Rinascimento. Realizzato intorno al 1487 e attribuito al ceramista faentino Pietro Andrea, il pavimento raccoglie i motivi più consueti dell’epoca: temi amatori (cuori trafitti, strette di mano), creature fantastiche, simboli religiosi e segni zodiacali, fino ai celebri ornati “a occhio di penna di pavone” e gotico-floreali. Accanto a queste decorazioni compaiono elementi più insoliti, probabilmente scelti per riflettere gli interessi filosofici, musicali e scientifici di un committente pienamente inserito nella vivace cultura del tempo. Tra essi spicca la sfera armillare, antico modello astronomico formato da anelli concentrici che rappresentano i principali cerchi della volta celeste. Lo strumento scientifico è incorniciato dal motivo della “palmetta persiana”, diffuso nella seconda metà del Quattrocento e ispirato ai tessuti orientali, qui presentato nella forma di una rosetta a sei petali arrotondati.

Crea scompiglio all’interno di un supermercato, poi lancia una bici in strada e rovescia un cassonetto: arrestato

Nel corso del pomeriggio di sabato 6 dicembre i carabinieri del Radiomobile di Faenza hanno arrestato un uomo per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di un cittadino di origini africane, pluripregiudicato. Ubriaco e sotto l’effetto di droghe, l’uomo ha prima molestato commessi e clienti all’interno di un supermercato del centro di Faenza, poi, una volta uscito, ha lanciato in strada una bicicletta e rovesciato un cassonetto, brandendo una bottiglia di birra.

Giunti sul posto, i carabinieri sono stati aggrediti dall’uomo e costretti a utilizzare lo spray urticante in dotazione. Sono quindi scattate le manette e per il cittadino africano si sono aperte le porte della casa circondariale di Ravenna.

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Pontedera: Da Pozzo e Falbo, ingressi decisivi

Le pagelle del Ravenna che ha superato in rimonta il Pontedera (qui cronaca e tabellino)

ANACOURA 6,5: può fare poco sul gol dopo pochi secondi di Nabian, poi ha il merito di restare in piedi nell’uno contro uno di fine primo tempo sempre contro l’attaccante. Nel finale si fa trovare pronto anche su un tiro da fuori.

SCARINGI 5,5: nella dormita generale di inizio gara è forse il più colpevole sul gol: attirato dal pallone, lascia scoperta la zona dove poi arriva il tap-in vincente. Verso metà primo tempo passa terzino sinistro, che non è proprio il suo ruolo (1′ st LUCIANI 7: non troppi palloni giocabili, segna due gol, uno annullato per fuorigioco, l’altro – girata da centravanti puro – fondamentale per la rimonta).

ESPOSITO 6,5: partita meno scintillante del solito, ma l’eleganza con cui serve l’assist potenziale per Spini a ridosso del novantesimo vale mezzo punto in più.

SOLINI 6: normale amministrazione, un po’ sorpreso, come gli altri, sul gol iniziale.

DONATI 6: stranamente impreciso, ha comunque il merito di spingere sulla destra nel primo tempo. Un po’ troppo nervoso, esce spaccando quello che trova a tiro e lanciando una di quelle imprecazioni (eufemismo) che arriva pulita fino alla tribuna stampa (DA POZZO 6,5: la sgassata che porta al gol di Luciani è un piccolo capolavoro, decisivo per la rimonta).

TENKORANG 6,5: qualche strappo che alza la squadra, qualche inserimento importante terminato fuori misura, fino allo zampino nel gol di Luciani.

ROSSETTI 6: primo tempo propositivo, accorcia in avanti e prova a dare velocità alla manovra. Nella ripresa cala e rischia qualcosa in mischia (LONARDI 6,5: entra benissimo nei primi minuti, andando anche vicino al gol. Poi sbaglia qualcosa che non dovrebbe, fino al pallone recuperato di testa che porta al gol di Okaka).

DI MARCO 6: tante iniziative, molto dinamismo, non così tanta concretezza (34′ st VIOLA 6,5: di incoraggiamento, ma anche per come mette giù due volte il pallone, facendo vedere tutta la sua classe. Bel lancio per Okaka e un paio di corner per scaldare il sinistro in vista delle prossime partite).

RRAPAJ 5,5: oggi la generosità non basta, il capitano mette in campo poca qualità, sia da esterno che da mezzala. Come se fosse un po’ inceppato, ma ci può stare (22′ st FALBO 6,5: come ormai ci ha abituato, un paio di cross importanti, uno fondamentale per il gol di Okaka).

SPINI 7: ispiratissimo, nonostante non sia mai realmente pericoloso a parte il palo da fuori (con gol annullato a Luciani) e il colpo a botta sicura nel finale di gara, salvato da un miracolo del portiere. Tante iniziative importanti, tra le sue migliori partite (al netto di gol e assist).

OKAKA 7,5: gioca spesso spalle alla porta, aiuta comunque la squadra. Nel primo tempo si mangia un gol che per fortuna poi si è scoperto essere in fuorigioco. Il colpo sottoporta che decide la partita è una chicca da bomber di razza.

Tutta la follia di Ravenna-Pontedera: toscani subito in vantaggio, Luciani e Okaka la decidono nel recupero

RAVENNA-PONTEDERA 2-1
RAVENNA (3-5-2): Anacoura; Scaringi (1′ st Luciani), Esposito, Solini; Donati (40′ st Da Pozzo), Di Marco (34′ st Viola), Rossetti (22′ st Lonardi), Tenkorang, Rrapaj (22′ st Falbo); Spini, Okaka. A disp. Borra, Stagni, Mandorlini, Motti, Calandrini, Zagre, Bianconi, Sermenghi, Menegazzo. All. Marchionni.
PONTEDERA (4-3-2-1): Vannucchi; Cerretti, Corradini (32′ st Pretato), Vona Perretta; Faggi (45′ st Pietrelli), Scaccabarozzi, Manfredonia; Vitali, Ianesi (34′ st Bassanini); Nabian (45′ st Battimelli). A disp. Raffi, Strada, Milazzo , Gueye, Tarantino, Paolieri, Tempre, Anfolfi. All. Banchieri
RETI: 1′ pt Nabian, 49′ st Luciani, 57′ st Okaka.
SPETTATORI: 3.960 (abbonati 2.735, ospiti: 65).

LE PAGELLE DEL RAVENNA

Fino al 90esimo il Ravenna capolista stava perdendo in casa contro la penultima, al termine di un secondo tempo che era stato fino a quel momento un grande spot per il tennis, con il calcio che ne stava uscendo invece distrutto tra interruzioni per Fvs, crampi veri o inventati, battibecchi, sceneggiate, rigori assegnati e poi revocati, cartellini scambiati. Poi il colpo di coda di uno sport che definire imprevedibile è dire poco. Dieci minuti di recupero (che erano forse pure pochi…) e due gol dei padroni di casa che ribaltano la partita prima con Luciani e poi, al 12esimo minuto circa di overtime (allungato per i cambi del Pontedera, la rete dello stesso Luciani e un’ammonizione), con Okaka di tacco (o quasi), ancora una volta, come contro l’Ascoli.

Tre punti pesantissimi che permettono ai giallorossi di allungare in testa alla classifica a +3 sull’Arezzo (davanti alla tv, i toscani avranno masticato amarissimo…), seppur con una partita in più.

Il Pontedera aveva costruito la propria gara sul gol di Nabian dopo pochi secondi, complice una disattenzione difensiva generale dei giallorossi. Da segnalare il debutto casalingo di Viola (un po’ tardivo) e un Donati inferocito dopo il cambio. Per il resto, il Ravenna ci aveva provato senza essere davvero mai troppo pericoloso. Fino al novantesimo…

Storica impresa del Circolo Tennis Massa Lombarda, è campione d’Italia

Con una vittoria 4-1 sui campi indoor di Torino contro il Match Ball Firenze, il Circolo Tennis Massa Lombarda si aggiudica il titolo di campione d’Italia del tennis a squadre.

Un risultato storico per il piccolo circolo romagnolo presieduto da Giorgio Errani.

Dopo una stagione di ottimi risultati, oggi la squadra del capitan Michele Montalbini si è distinta con un 3-1 nei singolari per poi aggiudicarsi definitivamente la vittoria nei doppi, con un 2-6 6-4 10-7 decisivo di Lorenzo Rottoli e Jacopo Bilardo contro Ferrari e Sciahbasi.

Le congratulazioni per l’impresa arrivano anche da Stefano Sangiorgi, sindaco di Massa Lombarda che dedica alla squadra un post sui social: «Non ci sono parole se non grazie per aver portato Massa Lombarda sullo scalino più alto d’Italia. Un circolo piccolo come il nostro ha realizzato un’impresa da titani […] Complimenti agli atleti, agli allenatori, al direttivo del circolo tennis e tutti coloro che hanno contribuito a questo straordinario risultato».

A Siena la settima vittoria di fila della capolista Consar Ravenna

Come nello scorso campionato, la Consar incamera al PalaEstra di Siena la settima vittoria di fila, imponendosi oggi come allora 0-3. In quel frangente era la terza di ritorno, questa volta è la nona di andata e  i numeri sontuosi della squadra di Valentini risaltano ancora di più: otto successi in nove gare (era 6-3 il computo del torneo scorso) e ben sette punti in più. Per la qualità del gioco che sta esprimendo, la consapevolezza acquisita e la varietà di soluzioni, la formazione ravennate sta legittimando il suo primato e il suo status di big della A2. Se ne è accorta anche l’Emma Villas Siena che ha faticato fin dalle prime battute e non ha mai dato l’impressione di poter rovesciare l’andamento di una gara comandata da Ravenna, che manda in doppia cifra quattro giocatori e ha in Bartolucci e Dimitrov un ottimo contributo a muro (9 punti in due).

Il commento di coach Valentini: «Faccio i complimenti ai ragazzi per la bella partita che hanno giocato. C’è stato un ottimo approccio, subito 4-1 per noi, e poi nel primo set una buona gestione e un buon lavoro sul cambio palla. Bene anche in difesa e al servizio. Il secondo set è stato perfetto. Nel terzo abbiamo avuto un momento in cui abbiamo dato spazio a Siena per la sua rimonta però nel finale siamo stati bravi a tenere il cambio palla e a lavorare con il break muro-difesa. Una vittoria importante, significativa che ci dà ulteriore entusiasmo e stimoli per continuare a migliorare ogni volta di più».

Il tabellino
Siena-Ravenna 0-3 (23-25, 17-25, 21-25)
EMMA VILLAS CODYECO LUPI SIENA: Hoff 1, Nelli 14, Compagnoni 5, Ceban 5, Randazzo 12, Benavidez 8, Piccinelli (lib.), Rocca 1, Mastrangelo. Ne: Matteini, Bragatto, Bini, Maletaj, Baldini (lib.). All.: Morando (Petrella squalif.).
CONSAR RAVENNA: Russo, Dimitrov 13, Bartolucci 13, Canella 6, Zlatanov 13, Valchinov 10, Goi (lib.), Gottardo, Ciccolella, Giacomini 1, Bertoncello. Ne: Iurlaro, Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Nava di Monza e Selmi di Modena
NOTE: Durata set: 31’, 26’, 32’, tot. 99’, Siena (4 bv, 11 bs, 8 muri, 8 errori, 37% attacco, 42% ricezione), Ravenna (4 bv, 10 bs, 12 muri, 5 errori, 44% attacco, 41% ricezione).

CLASSIFICA: Ravenna 24; Prata 22; Aversa 19; Brescia 18; Pineto 17; Catania 14; Siena 13; Massa 12; Lagonegro e Fano 11; Macerata 10; Taranto 9; Porto Viro 6; Brianza 3. 

Nuova vita per il Rustichello: la storica trattoria di via Maggiore riaprirà per Natale

Si apre un nuovo capitolo per la storia del Rustichello: la storica trattoria all’angolo tra via Maggiore e la circonvallazione San Gaetanino riparte con la nuova gestione di Emanuele Bello. La riapertura è prevista entro Natale.

L’idea è quella di mantenere vivo il legame con la tradizione del locale aperto nel 1987 dalla famiglia Marozzi: la formula sarà sempre quella della trattoria, con protagonisti i piatti della cucina romagnola e qualche tipicità pugliese legata alle origini del nuovo proprietario.

Bello ha un’esperienza trentennale nel settore della ristorazione e, nel ravennate, ha lavorato nelle cucine di Chalet, Punta Turquesa (Lido Adriano), Dribbling e Ai Fanti.

Anche il nome del locale resterà quasi lo stesso, con l’aggiunta di un rimando al nuovo gestore: “Bello al Rustichello”. Il ristorante sarà aperto a pranzo e cena e disporrà di una settantina di coperti, oltre che di una veranda dove sarà possibile fermarsi per l’aperitivo.

L’opera d’arte “aliena” (in cerca di casa) che respira l’aria di Ravenna

Qual è la giusta distanza da mantenere davanti a un alieno? Come approcciarlo e cosa
imparare da lui? Con queste domande l’artista e scrittrice Oriana Persico accoglie negli
spazi del Centro di Ricerca Ambiente, Energia e Mare (Craem) di Marina di Ravenna
una quarantina di ravennati (tra artisti, dipendenti della pubblica amministrazione e insegnanti) per presentare il loro nuovo concittadino dalle sembianze aliene.

PneumOs. La Conoscenza dell’Aria è Open Source è l’opera “data-poietica” di Persico, capace di trasformare i dati sulla qualità dell’aria nel Ravennate in un respiro musicale e al tempo stesso quasi umano. L’opera è stata commissionata dal Comune di Ravenna nel 2022, nell’ambito del programma europeo Dare – Digital environment for collaborative Alliances to Regenerate urban Ecosystems in middle-sized cities. L’obiettivo era quello di tradurre i dati raccolti da tre centraline meteo presenti in darsena in un’opera d’arte, accessibile ai cittadini e integrata nello spazio pubblico. Il progetto sposa perfettamente l’identità artistica di Persico che, con il suo centro di ricerca culturale Her: She Loves Data, utilizza da anni dati, algoritmi e intelligenze artificiali per fare arte e analizzare le trasformazioni del presente. «L’intuizione è quella di vedere i dati come un nuovo tipo di materiale, concreto e in grado di generare qualcosa di fruibile, come il marmo per i grandi scultori del passato – spiega Persico -. In questo caso danno respiro a un organo cibernetico, ma possiamo immaginarli anche come impulsi sulla tuta di un performer, o come un ritmo su cui muoversi».

L’idea è quella di sensibilizzare i cittadini ai fenomeni complessi del contemporaneo, estrapolando i dati dagli schemi e dai fogli di calcolo per dare loro un corpo materico. PneumOs funziona esattamente come un diaframma umano che, come quello di un cittadino qualunque di Ravenna, permette di respirare l’aria della città: attraverso un sistema di ricezione ubiqua è in grado di ottenere i dati dai ricettori (attualmente, come detto, dalle tre centraline meteo che monitorano gli agenti inquinanti Pm2.5, Pm10, biossido di azoto, di zolfo e monossido di carbonio, ma si punta a implementare il progetto con i rilievi ufficiali di Arpae). I dati vengono trasmessi dai ricettori ai neuromediatori attraverso una connessione internet stabile e costante.

PneumOS DSC00360

L’interfaccia della creatura aliena si presenta invece come un “effettore terminale” protetto da un involucro esterno, una cupola in plexiglass che funge da
cassa toracica a vista, ed è composto da un apparato respiratorio (la sacca in pelle siliconica, che si rilassa e contrae al ritmo del diaframma, emettendo un leggero soffio) e uno fonatorio, con cinque membrane sonore (sorta di tamburi) sviluppate su strutture tubolari, alcune formazioni papillari e ventose e piumaggio alla base. Quasi tutti gli elementi sono stampati in 3D. I dati sulla qualità dell’aria vengono trasmessi ai tamburi sotto forma di vibrazioni, grazie a un eccitatore elettrodinamico che percuote le membrane, trasformando il rilievo in suono.
Lo standard europeo dell’air quality definisce sei diversi scaglioni di qualità, da buona
a pessima e, a seconda dello scaglione attuale in cui si trova la città, l’opera cambia il suo
canto, passando da tonalità armoniche e melodiose (con toni alti e rilassanti) a una sono-
rita rotta e cupa, capace di evocare uno stato di ansia e simulare l’affanno di un respiro
di aria malata: «Un’opera da ascoltare e auscultare – secondo l’autrice – e con cui creare
una relazione di scambio».
A completare l’estetica dell’installazione, una struttura metallica che protegge i supporti hardware, di un rosa cartonesco e quasi innaturale: «Il colore del mio lutto – precisa Persico -. il rosa della carne viva sotto l’amputazione, della metamorfosi della morte che mi ha portata ad allontanarmi da quello che prima era il mio colore, il nero». Oltre al prodigio tecnologico e alla valenza di divulgazione e fruibilità scientifica, infatti, PneumOs cela nei suoi meccanismi una metafora chiave nella vita dell’artista, quella dell’ultimo respiro del suo “simbionte” Salvatore Iaconesi, compagno nell’arte e nella vita (e co fondatore di Her: She Loves Data), scomparso tra le sue braccia, a causa di un tumore, nell’estate del 2022. «PneumOs è il suo respiro che viene restituito al mondo, e il mio che torna a cercare aria dopo tre anni di apnea, come un messaggio di speranza nel mondo».
Il soft-robot è stato recentemente esposto all’Expo di Osaka, in Giappone, respirando ininterrottamente per mesi l’aria di Ravenna all’interno del padiglione dedicato all’Italia. È proprio in vista dell’esposizione universale che PneumOs si è arricchito di un nuovo indicatore luminoso, che rischiara la sacca in pelle con un bagliore freddo e chiaro (aria buona) o che si spegne in un riflesso opaco e flebile (aria pessima).

Oggi l’opera è appunto tornata a Ravenna, ospitata temporaneamente negli spazi del Craem, dove può essere visitata solo in occasioni speciali o su richiesta. L’obiettivo ora è quindi quello di trovare una nuova casa per PneumOs, che sia in grado di mettere l’opera dialogo con la comunità, riscoprendo al tempo stesso la sua natura didattica e divulgativa. «Credo che offra diversi spunti di relazione con la città, anche dal punto di vista didattico: anatomia, sensibilizzazione alle tematiche ambientali e riflessione sull’arte contemporanea e sul digitale come spazio di espressività. La scuola di oggi è stata portata ad assorbire in maniera bulimica
nuove tecnologie, senza però che si riflettesse sul reale valore didattico del digitale», spiega Stefano Colarelli, fondatore di Educational.city, iniziativa pedagogica porta nelle scuole pubbliche d’Italia progetti didattici innovativi e partner scientifico del progetto PneumOs,
insieme al dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università Federico II di Napoli e al centro di ricerca dell’Università Sapienza di Roma.
La riflessione su quale possa essere il giusto spazio per l’installazione all’interno del tessuto cittadino è stato uno dei temi cardine del workshop “Incontri ravvicinati con un organo alieno” organizzato dalla curatrice d’arte Alessandra Carini al Craem, lo scorso 2 dicembre.
partecipanti, divisi in gruppi, hanno dato vita a tavoli di lavoro coordinati da Persico, per cercare di intuire il posizionamento migliore per PneumOs, riflettere su quali altri dati aperti esistono in città e su come trasformarli in esperienza e consapevolezza. Infine, un momento progettuale condiviso ha dato vita alla prima opera derivata di PneumOs: l’Albero dei futuri sciamani dell’aria, esperti di respiro della città. «Un oggetto totemico – spiega l’artista -. che è stato disassemblato per essere ricostruito e per dare un seguito alla storia di PneumOs, ampliandone il significato e legame con la città». Sui rami plastici dell’albero hanno trovato posto le idee e le visioni dei partecipanti e piccoli origami a forma di uccello, ricordo dell’esposizione in Giappone e metafora della cultura che si diffonde con naturalezza: «La nutrita partecipazione al workshop ci conferma che Ravenna ha sete e fame di arte contemporanea – conclude Carini -. il mondo della cultura deve sapere di avere un ruolo importante e non decorativo anche nell’ambito delle nuove tecnologie».

Stop al taglio dei pini di Galla Placidia, ma in caso di allerta meteo il sito resterà chiuso

Stop all’abbattimento, almeno per il momento, dei pini di Galla Placidia. Il tavolo tecnico sul tema si è riunito lo scorso 5 dicembre, alla presenza dell’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, il prefetto Raffaele Ricciardi, la soprintendente Federica Gonzato e alcuni rappresentanti dei Carabinieri Forestali e del Comune di Ravenna. Secondo quanto riportato dalla Diocesi, l’incontro è stato occasione per «esaminare le varie istanze e documenti e, in un clima di collaborazione e serenità, è stato messo a fuoco il tema della stabilità degli alberi».

Nella valutazione si è tenuto conto dell’unicità del sito, del riconoscimento Unesco e della presenza quotidiana di numerosi visitatori. «Considerando il valore inestimabile
del bene storico si è concordato di procedere con ulteriori confronti e valutazioni», scrive la Diocesi in una nota -. Ma, in attesa di arrivare a una soluzione che contemperi le varie esigenze, in caso di allerta meteo il sito resterà chiuso al pubblico, per proteggere i visitatori e il personale. Pur nella consapevolezza che questa azione non risolve il problema della tutela e della salvaguardia del monumento Unesco. L’Arcidiocesi ringrazia tutti i partecipanti al tavolo per il confronto franco e costruttivo».

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