venerdì
20 Marzo 2026

Intervento da 200mila euro per il restauro del Voltone del Savini

Grazie a un investimento del valore di 200mila euro sarà restaurato il Voltone del Savini, passaggio coperto di collegamento tra piazza XX Settembre (piazza dell’Aquila) e piazza del Popolo. La giunta comunale ha recentemente approvato il progetto esecutivo relativo all’intervento.

L’intervento è quindi finalizzato al restauro conservativo e alla rimozione dei depositi superficiali con l’obiettivo di restituire all’opera la sua chiara lettura cromatica. Al restauro delle volte si aggiungerà il risanamento dall’umidità delle pareti previa campagna di saggi stratigrafici per la determinazione degli strati sovrapposti di intonaci e tinteggi fino al vivo della muratura o a decorazioni pittoriche. Esclusa la presenza di decorazioni pittoriche, si procederà con la demolizione dell’intonaco e la realizzazione di nuovo intonaco deumidificante. La tinteggiatura sarà realizzata in maniera compatibile con i supporti e le tecniche esistenti.

«Sono molto soddisfatto di questo progetto – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – che riguarderà lavori di restauro del voltone affrescato nell’Ottocento dal nostro illustre concittadino Gaetano Savini. È un altro importante passo di valorizzazione del centro storico, in particolare della zona che funge da ingresso in piazza del Popolo da piazza XX Settembre. Completeremo infatti l’intervento con la sistemazione della fontanella posta sulla colonna attigua al voltone».

Il voltone è dedicato a Gaetano Savini (Ravenna 10 gennaio 1850 – Pesaro 13 marzo 1917), artista, cartografo, storico e archeologo. Da giovane intraprese un percorso di studi artistici, prima all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e poi in quella di Bologna; terminò gli studi a Firenze dove si laureò nel 1876. Ebbe cattedra all’Accademia di Belle Arti di Pisa per poi passare a quella di Ravenna dove insegnò fino al 1910. Nel 1882 dipinse la volta della sala del Consiglio nel palazzo comunale di Ravenna, mentre l’anno successivo affrescò il ‘voltone’. Si dedicò agli studi su Ravenna antica e pubblicò in proposito diverse monografie e molti articoli sui quotidiani locali. Famose sono le sue piante, mappe e prospettive della città. Ebbe frequentazioni e discussioni con uomini di cultura suoi concittadini tra cui Corrado Ricci e Santi Muratori. Dopo la sua morte, il fratello Giovanni Savini raccolse le sue opere e le propose in una mostra donandole alla città.

Auto in fiamme dopo l’incidente, è morta una 58enne che tornava a casa dal turno di notte

La vittima dell’incidente stradale avvenuto stamani, 5 dicembre, a Piangipane è Nina Cristian, una donna di 58 anni nata in Romania e residente a Santerno.

L’incidente è avvenuto poco dopo le 8 in via Canala, nei pressi dell’incrocio con via Bartolotte: uno scontro frontale nella corsia opposta a quella di marcia della donna che era alla guida della sua vettura verso Piangipane. Nell’impatto è stata coinvolta anche una terza auto che viaggiava verso Ravenna e non ha potuto evitare i due veicoli incidentati. Dallo scontro è divampato un incendio. Gli occupanti delle altre due auto sono usciti dagli abitacoli da soli, sono in ospedale a Cesena ma non hanno ferite gravi.

Cristian stava rientrando a casa dopo il turno di lavoro di notte all’ospedale di Ravenna: dal 2018 lavorava come operatrice socio-sanitaria (Oss) nel reparto di pronto soccorso.

L’orchestra ravennate “Luigi Cherubini” da Papa Leone XIV per il concerto di Natale

In Vaticano, quest’anno il Natale ha il suono dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini: venerdì 12 dicembre, alle 18 nell’Aula Paolo VI, Riccardo Muti guiderà la formazione da lui fondata nel concerto in onore e alla presenza di Papa Leone XIV, alla sua prima Solennità natalizia da Pontefice. Il concerto, in diretta televisiva su Rai 2, sarà un omaggio musicale al Santo Padre per l’inizio del suo ministero petrino, a cui si uniranno gli auguri della curia romana, degli officiali dei Dicasteri e di tutti coloro che operano presso la Santa Sede e sono stati invitati all’appuntamento. L’evento sarà anche l’occasione per il Santo Padre di consegnare al maestro Muti il Premio Ratzinger, riconoscimento attribuito ogni anno a personalità eminenti nel campo della cultura e dell’arte.

«È un onore poter coronare il calendario di attività 2025 dell’Orchestra Cherubini con un concerto tanto prezioso: suonare in presenza del Santo Padre nella splendida aula progettata da Pier Luigi Nervi è un privilegio che i musicisti affronteranno con gioia sincera e, allo stesso tempo, grande senso di responsabilità – sottolinea Stefano Rossetti, Presidente della Fondazione Cherubini – Il contesto di quest’appuntamento è reso ancora più emozionante dal conferimento del Premio Ratzinger al Maestro Muti, che è stato per altro legato a Papa Benedetto XVI da un rapporto di amicizia e vicendevole stima. Al Maestro vanno le nostre più vive congratulazioni per il riconoscimento, sempre grati per le inesauribili energie che dedica alla nuova generazione di musicisti. Desideriamo inoltre ringraziare il ministero della Cultura, con il ministro Alessandro Giuli e il sottosegretario On. Gianmarco Mazzi, e la Cassa di Ravenna spa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con i rispettivi presidenti Antonio Patuelli e Mirella Falconi Mazzotti, per aver reso possibile con il loro sostegno la partecipazione di orchestra e coro».

Dopo 14 mesi riapre il ponte di Ragone: lavori conclusi con più di sei mesi di ritardo

Per domenica 7 dicembre 2025 è in programma la riapertura al transito del ponte sul fiume Montone tra San Pancrazio e Ragone, al confine tra i comuni di Russi e Ravenna, che era chiuso da 14 mesi per lavori. Il cantiere della Provincia ha demolito il vecchio ponte, non più sicuro, e ne ha costruito uno nuovo nella stessa posizione. La riapertura arriva con un ritardo di oltre sei mesi: le opere dovevano concludersi a primavera 2025.

Il nuovo ponte ha superato ieri, giovedì 4 dicembre, le cosiddette prove di carico. Ora è in corso il montaggio del guardrail. La ricostruzione del ponte è stata fatta con struttura metallica; è stata inoltre adeguata la sezione stradale ed è stato realizzato un percorso protetto per pedoni e utenze deboli.

Il cantiere resterà attivo anche dopo la riapertura: i lavori proseguiranno infatti a strada aperta per il completamento delle opere di finitura, senza ulteriori impatti significativi sulla viabilità.

«Dopo aver sopportato i tanti, ma purtroppo inevitabili, disagi apportati dal cantiere – dichiara la presidente della Provincia Valentina Palli –, i cittadini di San Pancrazio e Ragone potranno nuovamente vivere insieme le festività natalizie. Voglio in tal senso porgere un sentito ringraziamento, anche personale, alla struttura tecnica della Provincia di Ravenna per l’impegno e l’abnegazione sempre dimostrati, ma ancora più preziosi nel contesto di un cantiere come questo, che nel corso della sua evoluzione ha presentato nuove e importanti criticità».

Promettevano 3 milioni di rendita con un investimento di 30mila euro: tre uomini arrestati

Con la promessa di investimenti finanziari in Romania con rendimenti clamorosi (profitti da tre milioni di euro a fronte di 30mila euro di capitale investito), tre persone sono riuscite a ottenere soldi da una sessantina di persone, alcune anche in situazione di crisi finanziaria o che avevano perso la casa durante l’alluvione. Dal punto di vista della guardia di finanza di Ravenna, però, si tratta di truffa e abusivismo finanziario con un profitto illecito di circa un milione di euro. I tre sono indagati e sono stati arrestati per un’ordinanza di custodia cautelare: in carcere per un uomo di Treviso, ai domiciliari (con braccialetto elettronico) per due professionisti ravennati. Sequestrati i profitti.

Le indagini coordinate dalla procura della Repubblica sono iniziate, anche, da alcuni servizi giornalistici che stavano ponendo in luce una serie di presunte truffe perpetrate dai professionisti ravennati. Nell’ambito della gestione di un centro elaborazioni dati che si occupava di adempimenti fiscali, i due proponevano ai propri clienti soluzioni finanziarie destinate alla realizzazione di progetti di investimento con il conseguimento di elevate rendite finanziarie in Romania.

Oltre a intercettazioni telefoniche e ambientali, il nucleo di polizia economico-finanziaria ha ascoltato le presunte vittime della truffa e ha perquisito i locali nel centro di elaborazione dati e le abitazioni degli indagati.

In taluni casi veniva proposto ai clienti la possibilità di ottenere ingenti profitti sotto forma di finanziamenti a fondo perduto erogati da soggetti terzi, che potevano essere conseguiti a seguito dell’apertura di società estere e della presentazione di progetti imprenditoriali da realizzare attraverso quest’ultime (circa 50 le società aperte in territorio romeno). In altri casi, l’investimento veniva descritto come un’operazione di finanza strutturata finalizzata ad ottenere dei profitti elevatissimi tramite algoritmi e mediante sistemi di circolazione del denaro attraverso più Paesi al mondo, prima del ritorno dei capitali in Italia.

Per mettere in moto l’affare era richiesto sempre il versamento di una somma iniziale variabile (che poteva arrivare sino a circa quarantamila euro), che veniva trasferita all’estero (in violazione delle norme antiriciclaggio o di monitoraggio fiscale, secondo le Fiamme Gialle). Alcuni clienti sono stati accompagnati in Romania per procedere agli adempimenti formali connessi alla costituzione o all’acquisto di partecipazioni di società romene.

Quando i profitti tardavano e i clienti chiedevano la restituzione dei capitali investiti, partiva il carosello di scuse per posticipare i rimborsi, fino a sostenere che il rientro dei denari avrebbe subito ritardi o sarebbe stato ostacolato anche dall’intervento nel frattempo eseguito dagli investigatori.

Il Comune vende una palazzina di 370 mq a San Pancrazio: la richiesta è 135mila euro

Il Comune di Russi mette in vendita un immobile di provenienza dall’Agenzia del demanio: si tratta di un fabbricato in disuso a San Pancrazio, in via Molinaccio 86, proposto al prezzo di 134.520 euro.

L’edificio, individuato al catasto al foglio 36 mappale 890, è composto da due subalterni rispettivamente di 341 e 31 mq. L’immobile rientra nel patrimonio comunale e la vendita è gestita direttamente dall’amministrazione. Gli interessati all’acquisto possono trovare tutte le informazioni e la modulistica necessarie per presentare l’offerta sul sito del Comune, nella sezione “Altre procedure e concessioni” all’interno di “Bandi di gara e appalti”. L’avviso resterà valido fino a eventuale revoca o modifica da parte dell’amministrazione comunale.

Per informazioni, sopralluoghi e ulteriori dettagli è possibile rivolgersi all’Area Lavori pubblici e Patrimonio del Comune di Russi, Ufficio Gestione beni immobili, in via Babini 1, negli orari di apertura al pubblico (dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30, martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17). Contatti: telefono 0544 587607/23, e-mail lavoripubblici@comune.russi.ra.it, Pec pg.comune.russi.ra.it@legalmail.it.

Cento anni di MarePineta: in arrivo un libro di memorie storiche e una club house con 18 nuove suite

Un secolo di MarePineta: il primo hotel di lusso di Milano Marittima compirà cent’anni nel 2026 e festeggia con un omaggio alla località e alla sua memoria storica. 

Inaugurato tra il 1926 e il 1927, negli anni l’hotel è diventato il simbolo di quella Milano Marittima “del bello”, delle cartoline anni ’90, tanto cara a chi l’ha vissuta e che oggi si vuole ritrovare e celebrare. Per farlo, verrà realizzato un libro di memorie, arricchito da fotografie storiche e testimonianze di personalità che hanno segnato la vita del resort, ma anche degli amici, dei cittadini e di chiunque porti con sé un pezzetto della storia centenaria dell’hotel che oggi vuole condividere. La stesura del libro sarà curata da Francesca Masi, direttrice di RavennAntica. Le interviste partiranno a gennaio.
Oggi il resort è proprietà del Gruppo Salaroli: «Cento anni sono una responsabilità. La responsabilità di tramandare il valore della storia, impegnarci per riportare Milano Marittima al suo splendore e guardare verso il futuro con nuove visioni» commenta l’amministratore unico Davide Salaroli.

«Il 2026 segna il nuovo inizio di un viaggio nato cento anni fa. In tutto questo tempo, la nostra storia si è legata indissolubilmente a quella della città. E per questo anniversario vogliamo celebrare e stringere questo legame – Moris Delprete, general manager del resort -. a portarci fino qui oggi è stata la capacità di crescere ed evolvere con  la città. A partire dal design, da sempre elemento distintivo del MarePineta, che passa dall’inconfondibile stile liberty al design contemporaneo del Cubo firmato da Piero Lissoni, che oggi ospita le suite. E l’aprirsi a nuove forme di accoglienza e servizio, sempre più improntate sul far sentire “a casa” il visitatore, restituendogli anche in vacanza comfort e piccole routine quotidiane». Negli ultimi anni, anche apertura all’arte, con le esposizioni di installazioni nel giardino, in accordo con il nuovo indirizzo della località, sempre più legato alla scena contemporanea, e l’attenzione allo sport, tratto che contraddistingue il resort da sempre, dal maneggio degli anni ‘70 ai primi campi da tennis fondati in città.

Ed è proprio allo sport, e in particolare al tennis, che si ispira la nuova struttura che verrà inaugurata nella stagione 2026: si tratta della nuova club house, che ospiterà 18 nuove suite nell’area del tennis club. La club house sarà realizzata in armonia architettonica con il Cubo Lissoni ed è concepita come un’estensione naturale dei campi. Gli ospiti potranno soggiornare in suite con la vista sui campi da tennis dietro la spiaggia e avere un’area colazioni e pranzi dedicata all’interno della struttura.

«Non si tratta del tentativo di attrarre un nuovo tipo di turismo per riportare ai vecchi fasti la località – spiega Delprete -, ma della risposta concreta a un’esigenza della città e dei suoi visitatori. Le persone scelgono ancora Milano Marittima per il bello, per l’eleganza, per l’accoglienza senza pari e noi vogliamo rispondere in modo moderno e innovativo a questa domanda».
Sulla stessa linea anche il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, che durante la presentazione delle iniziative legate all’anniversario ha commentato: «L’accompagnarsi continuo del sistema pubblico e del sistema privato ha creato il grande valore della nostra città. Nel caso del MarePineta, si promuove l’accoglienza turistica di una Milano Marittima vocata al bello. Una Milano marittima spesso raccontata come se stesse scomparendo ma che a me piace pensare come una località che continua e rilancia». 

Palazzo Vitelloni, ex sede della Banca d’Italia, venduto all’asta per 3,7 milioni di euro

Una società di finanza agevolata, il gruppo Finservice di Mantova, si è aggiudicata all’asta Palazzo Vitelloni a Ravenna che per oltre 150 anni è stato la sede della Banca d’Italia in città. L’operazione, del valore di 3,7 milioni di euro e finalizzata tramite la controllata Gencos, porta nel patrimonio del Gruppo un edificio storico di circa 5mila metri quadrati tra via Fantuzzi, via Gardini e via Guerrini. 

La porzione più antica dell’edificio, risalente al 1790, fu costruita su un nucleo seicentesco appartenuto alla famiglia Ginanni-Maroncelli. In seguito, passò ai Vitelloni, ai Guiccioli e ai Rasponi, fino alla cessione alla Banca d’Italia nel 1868.

Con questo investimento, Finservice completa l’infrastruttura operativa di una strategia di sviluppo avviata nel novembre 2024 con l’acquisizione di Customer Experience Italia, società specializzata nei servizi per la gestione della relazione con il cliente. Il quartier generale resta a Mantova, cuore direzionale della holding, Ravenna diventerà il presidio operativo di riferimento lungo l’asse adriatico. L’operazione segue un modello di investimento immobiliare già realizzato proprio a Mantova, dove nel 2016 Finservice ha acquisito e restaurato l’ex sede cittadina della Banca d’Italia.

«La nostra è una scelta che unisce visione industriale e politica di patrimonializzazione – spiega Guido Rovesta, presidente di Finservice –. L’acquisizione di Customer Experience Italia ha rafforzato la nostra offerta e consolidato la presenza nel quadrante nord-orientale della Penisola. Ora, con Palazzo Vitelloni, diamo una sede di prestigio a questo percorso di crescita. È il nostro modo di fare impresa: unire la solidità degli asset immobiliari alla dinamicità dei servizi, contribuendo allo stesso tempo alla rigenerazione del centro storico».

Rovesta presenta le intenzioni per il futuro dell’edificio in abbandono da tempo: «Il nostro obiettivo è avviare presto un dialogo con le istituzioni locali per definire il miglior progetto di recupero: questo palazzo deve tornare a essere un luogo vivo, un presidio fisico a supporto dell’economia reale e un motore per la crescita del centro storico».

I traffici al porto di Ravenna nel 2025 sono cresciuti quasi del 9 percento

Il porto di Ravenna nel periodo gennaio-ottobre 2025 ha movimentato complessivamente 22.913.982 tonnellate, in aumento dell’8 percento (quasi 1,7 milioni di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Gli sbarchi sono stati pari a 20.093.628 tonnellate e gli imbarchi pari a 2.820.354 tonnellate (rispettivamente +9,5 e -1,9 percento rispetto ai primi 10 mesi del 2024). Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.204, 62 toccate in più rispetto al 2024.

Sono i dati elaborati dal Servizio Analisi e Statistica dell’Autorità Portuale di Ravenna.

Analizzando le merci per condizionamento, nei primi 10 mesi del 2025 si evince che le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 17.909.183 tonnellate, sono aumentate del 3,9% (680 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. I prodotti liquidi, con una movimentazione di 5.004.799 tonnellate nei primi 10 mesi del 2025, sono aumentati del 25,4%.

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 4.810.264 tonnellate di merce, ha registrato nel periodo gennaio-ottobre 2025 una crescita pari al 14,4% (605 mila tonnellate in più); i materiali da costruzione hanno registrato una movimentazione complessiva di 3.875.498 tonnellate, in rialzo del 7,4% (266 mila tonnellate in più), grazie soprattutto alle materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo. Per i prodotti metallurgici, sono state movimentate 5.030.657 tonnellate in calo dello 0,5%, mentre per quanto riguarda i prodotti petroliferi, sono state movimentate 3.435.999 tonnellate, oltre 1 milione di tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+42,9%), grazie soprattutto alle 13 navi dirette al rigassificatore con 900mila tonnellate di Gnl; negativi invece, i prodotti chimici (-17,2%), con 729.797 tonnellate; in calo nei primi 10 mesi del 2025 i concimi, pari a 1.349.776 tonnellate (-4% rispetto al 2024, con 56 mila tonnellate in meno).

I contenitori, con 176.682 TEUs, sono incrementati del 5,3% rispetto al 2024 (8.830 TEUs in più); in termini di tonnellate, la merce trasportata nel periodo, pari a 1.973.366 tonnellate, è cresciuta del 5,3% rispetto al 2024, mentre il numero di toccate delle navi portacontainer è pari a 382, 1 toccata in meno rispetto al 2024.

In calo il risultato complessivo dei 10 mesi del 2025 per trailer e rotabili, in diminuzione del 14% per numero di pezzi movimentati (68.890 pezzi, 11.170 in meno rispetto al 2024) e del 6,1% in termini di merce movimentata (1.413.890 tonnellate).

Dai primi dati rilevati, per il mese di novembre 2025 si stima una movimentazione complessiva di quasi 2,5 milioni di tonnellate, in crescita (+14,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Positiva quindi anche la stima degli 11 mesi 2025 che dovrebbe raggiungere una movimentazione complessiva di circa 25,4 milioni di tonnellate, in aumento di circa l’8,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.

L’insegnamento di Goldoni: «Alla fine l’amore vince sempre»

Sono due i fronti in cui l’attore ravennate Claudio Casadio sarà impegnato per la stagione teatrale 2025/26. Il cofondatore di Accademia Perduta è protagonista de Gli innamorati, nuova co-produzione della stessa, riadattamento contemporaneo della commedia di Carlo Goldoni (debutto al Masini di Faenza dal 5 al 7 dicembre, repliche il 27 e 28 gennaio al Goldoni di Bagnacavallo e il 23-25 gennaio al Fabbri di Forlì) e porterà L’Oreste in Francia dopo una fortunata tournée di oltre 250 date in tutta Italia (passando prima al Piccolo di Forlì, il 22 ottobre). Quest’ultimo è uno spettacolo di “graphic novel theatre”, con personaggi disegnati, per il quale Casadio ha vinto il Premio nazionale Enriquez come migliore attore.

Gl’innamorati è stato scritto da Goldoni nel 1759. Cosa ci racconta oggi?
«È un testo che parla di amore, un tema eterno e universale. I protagonisti sono due innamorati che non riescono a capirsi, ma alla fine l’amore trionfa sempre. Dopo l’esperienza de L’Oreste, in cui ero da solo in scena, avevo il desiderio di tornare a lavorare con una compagnia numerosa, come era accaduto col precedente lavoro La classe. Abbiamo ingaggiato otto attori, di cui cinque giovani (Valentina Carli, Leone Tarchiani, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo, ndr) e li porteremo per quattro mesi in giro per l’Italia con un’importante tournée».

Come è stato attualizzato il testo?
«Abbiamo fatto qualche taglio per renderlo più snello, ma mantenendo lo spirito della commedia goldoniana. Muovendosi fra tradizione e contemporaneità, lo spettacolo è godibile per tutti».

Ancora più contemporaneo è L’Oreste, un lavoro di graphic novel theatre in cui lei è l’unico attore in carne e ossa, in mezzo a personaggi disegnati.
«È uno spettacolo a cui tengo molto, perché tratta un tema importante e sentito come la follia. Oreste è un internato al manicomio e crede che suo padre sia sulla luna. In scena mi accompagnano le illustrazioni di Andrea Bruno, che creano figure e fantasmi. È stato un lavoro molto fortunato e sono entusiasta di portarlo a Parigi e in altre città vicine, dove lo reciterò in francese. Per Accademia Perduta si tratta di un lieto ritorno dopo dieci anni, quando il nostro Pollicino ebbe un grande successo in quel paese e fece quasi 500 repliche».

Quali sono le differenze nel mondo teatrale tra Italia e Francia?
«La Francia sa fare, programmare e amare il teatro. Lì questa arte è vissuta come un bisogno; ogni città ha un teatro e lo gestisce in modo attento e consapevole. Si dà meno importanza ai nomi famosi e c’è più curiosità di andare a vedere ogni tipo di proposta. Chi programma i cartelloni si sposta molto di più per vedere gli spettacoli e ha molta voglia di portare lavori stranieri in patria. Se funzionano, e soprattutto se sono abbastanza poetici, hanno la possibilità di girare molto».

Come è nata l’idea del graphic novel theatre?
«Durante la pandemia del Covid, quando noi attori eravamo chiusi in casa, pensavamo solo ai nuovi spettacoli da fare e a come rispettare le norme sul distanziamento. L’intuizione di recitare insieme a personaggi disegnati è emersa grazie al dialogo col festival del fumetto Lucca Comics, che aveva il desiderio di portare il teatro nel suo programma. Ne è uscito un lavoro magico e fantasioso, che è arrivato al cuore degli spettatori».

Da attore, cosa significa recitare con personaggi disegnati?
«Non lo trovo difficile; mi inserisco negli spazi e nei tempi esattamente come avviene quando condivido il palco con altri attori in carne e ossa. Anche i disegni sono dei compagni di viaggio con cui dialogare e portare avanti il gioco del teatro. Seppure io sia l’unico essere umano in scena, non faccio un monologo. La drammaturgia ha un movimento diverso e dinamico».

Ci sono altre idee in cantiere?
«La tournée de Gli innamorati proseguirà anche nel 2026/27; poi ci dedicheremo a un’altra grande produzione continuando a coinvolgere un gruppo di giovani attori. Accademia Perduta sta mettendo in piedi una sorta di factory e abbiamo nel cassetto progetti almeno fino al 2030».

Danilo Montanari scrittore, tra racconti e romanzo

Editore ed esperto di libri d’arte, il ravennate Danilo Montanari nasconde anche un animo da scrittore. Poco mossi gli altri mari, di recente pubblicato da Fernandel, è infatti un libro dove la scrittura è proprio ciò che incanta e ammalia.

All’apparenza una raccolta di racconti, in realtà è un libro dove i fili si intrecciano in modo sottile ma costante in una fitta tessitura che lo rende una sorta di ibrido: il consiglio è di leggerlo tutto d’un fiato per cogliere meglio i rimandi e le continue assonanze di temi, atmosfere, situazioni, riflessioni, veri e propri fiumi carsici che riaffiorano lungo le pagine.

Se il primo pensiero può correre alle Micro fictions di Jauffret, Montanari ci dice che tra le sue letture della vita ci sono i Sillabari di Parise. Inevitabile pensare anche al conterraneo Dedi Baroncelli, ma qui la prosa appare volutamente più quotidiana, i racconti restano più aperti, non c’è miniatura, ma nemmeno un semplice abbozzo. Il titolo che cita una frase così frequente delle previsioni atmosferiche fa pensare subito a qualcosa poco degno di nota, tanto da non essere nemmeno nominato, uno spazio dove non accade nulla di speciale, dove non ci sono tempeste in corso.
E così è nei quadri che compongono il libro: momenti di vita vissuta, a volte sognata, fugaci apparizioni quotidiane con pennellate precise venate spesso da un’ironia sorniona che non prende mai il sopravvento. Come fil rouge c’è la sera, l’imbrunire, lo scendere della notte. «Ricordo tutte le sere della vita, quasi nessun mattino» scrive Montanari in apertura del volume. «La sera invece ti coglie alla sprovvista, sempre allo stesso modo». E ancora: «La sera lascia le macchie sulla camicia, quelle macchie che poi non se ne vanno. Questo è.». E sono in qualche modo quelle macchie che Montanari ci racconta passando dalla prima alla terza persona, dal maschile al femminile, mettendo in scena una galleria di personaggi che vediamo in qualche caso per qualche istante della loro vita, sufficiente a farci immaginare il resto. È un libro che sfida il lettore, lo chiama costantemente in causa per riempire i vuoti, il non detto dell’autore. «Mi sembrava cercasse qualcosa e io non avevo altro da offrirle, così ho messo insieme queste poche parole. Le prenda, la prego, sono le sue, io non saprei proprio che farmene» scrive a un certo punto Montanari, quasi in una (involontaria?) e beffarda dichiarazione poetica.

E anche alla scrittura non manca la lettura, con le biblioteche personali e il Nabokov assente. Ma il libro è anche fatto dei ritratti di Ulisse, muratore e bagnino, Oreste, cacciatore in valle di folaghe, Ottavio, camionista dalla doppia vita separata da un canale, Clodio che conta i passi ogni giorno ed Egisto, edicolante che parla agli uccelli. Con queste figure l’autore disegna anche la geografia di questi luoghi, dove è nato e ha trascorso la sua vita. Ma forse, a poterci dire qualcosa su questo libro è un altro personaggio ancora, quello che scrive tre lettere al giorno per ci dice, «raccontare, per far volare le parole per farle uscire dall’affollamento che le comprime nei lunghi giorni di fatica». A lettore il piacere di coglierle e collezionarle.

Scoppia un incendio dopo lo scontro fra tre auto: una donna morta e due feriti

Un grave incidente stradale è avvenuto poco dopo le 8 di oggi, 5 dicembre, in via Canala a Ravenna, a poca distanza dall’abitato della frazione di Piangipane. Tre vetture coinvolte: dopo l’impatto è divampato un incendio e il bilancio è di una donna deceduta e due persone ferite.

A innescare il tutto è stato uno scontro frontale fra due vetture, in un tratto di strada con una leggera curva nei pressi dell’incrocio con via Bartolotte. L’auto della vittima viaggiava verso Piangipane. Una terza auto, proveniente da Piangipane, non è riuscita a evitare l’impatto.

La polizia locale di Ravenna si occupa dei rilievi. Sono in corso indagini per identificare la vittima. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il 118. La strada, che collega la statale Adriatica a Piangipane, è chiusa al traffico.

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