martedì
26 Maggio 2026

La stazione dei carabinieri di Traversara riapre sedici mesi dopo l’alluvione

Riapre dopo sedici mesi dall’alluvione la stazione dei carabinieri di Traversara, a Bagnacavallo. I militari torneranno nella propria sede domani, lunedì 9 febbraio, dopo un periodo trascorso tra stazione mobile dei carabinieri e la vicina stazione di Villanova di Bagnacavallo per garantire la continuità del servizio di controllo del territorio.

Soprattutto nelle prime settimane a seguito dell’alluvione di settembre 2024, infatti, si sono resi necessari diversi servizi esterni, soprattutto nelle ore serali, per evitare fenomeni di “sciacallaggio” delle abitazioni rimaste isolate e incustodite.

La rottura degli argini del Lamone causò gravi danni alla caserma di via Traversara 16, tra inondazioni di acqua e fango e deposito di detriti. Oggi lo stabile si presenta ristrutturato e messo in sicurezza, grazie all’intervento del provveditorato interregionale per le opere pubbliche – sede operativa di Ravenna. Dopo numerosi sopralluoghi, anche in collaborazione con la prefettura di Ravenna, l’amministrazione comunale e con i cittadini, il provveditorato ha finanziato e iniziato i lavori nel gennaio 2025, affidandoli ad una società edile del territorio che in meno di un anno ha concluso gli interventi.

Il ripristino ha interessato i locali del piano terra, gli archivi e i sistemi di comunicazione, il consolidamento delle fondamenta, il rifacimento degli impianti elettrici ed idraulici e la sanificazione degli ambienti. Con tale ristrutturazione sono state aggiornate anche le tecnologie ed i mezzi a disposizione dei militari e migliorata l’accoglienza per i cittadini.

Aggredisce i genitori e all’arrivo del 112 cerca di rubare una pistola ai carabinieri

Si ubriaca in casa e aggredisce i genitori, quando questi chiamano il 112 per provare a calmarlo ha provato a rubare la pistola dalla fondina di un agente. È sucesso a Faenza, nella serata di venerdì 6 febbraio. Il ragazzo, un italiano poco più che ventenne, è stato quindi arrestato con l’accusa di resistenza, tentato furto e minacce.

La notizia è riportata con maggiori dettagli dai principali quotidiani in edicola oggi.

Secondo quanto riferito dal padre, il ragazzo sarebbe tornato a casa con alcune birre, con le quali avrebbe sostituito la cena. Avrebbe poi iniziato a inveire improvvisamente contro i genitori, minacciandoli di morte e provando a raggiungere la cucina per prendere un coltello. A quel punto però il padre l’avrebbe costretto a uscire di casa chiedendo un intervento del 118. Dopo nemmeno un’ora trascorsa in ospedale, il ragazzo è tornato indietro, riprendendo a minacciare violentemente i genitori di morte. Erano circa le 23 di sera e il padre ha deciso di avvisare il 112.
La presenza dei militari in casa però non è servita a calmare il giovane che, al contrario, avrebbe colto l’occasione per provare a rubare la pistola d’ordinanza dalla fondina agganciata al cinturone di uno dei carabinieri. Dopo essere stato fermato grazie a un intervento dei colleghi, il ragazzo è stato arrestato per resistenza a pubblico e ufficiale e tentata rapina.

Il ragazzo si trovava in uno sgabuzzino in compagnia di una ragazza minorenne, che è stata poi riaffidata dai carabinieri alla propria famiglia. Sul giovane pendeva dal 2023 un avviso orale del questore per cambiare condotta di vita. Dopo una notte trascorsa in una cella di sicurezza, come disposto dal pm di turno Stefano Stargiotti, ieri mattina è comparso davanti al giudice Cosimo Pedullà e al vpo Simona Bandini. A difenderlo, l’avvocato Matteo Olivieri.

Il giudice, dopo avere convalidato l’arresto, ha applicato la misura dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento al padre, con l’udienza fissata a fine marzo.

La capolista Olimpia Teodora vince (3-1) anche il derby contro Forlì

La capolista Olimpia Teodora parte con una vittoria nel girone di ritorno e continua la fuga in testa alla classifica del girone B del campionato nazionale di B1 di volley. Al Pala Costa le ravennati hanno superato in rimonta nel derby Forlì, 3-1 (22-25, 25-21, 25-18 e 25-22 i parziali). Salgono così a 13 le vittorie su 14 partite disputate per le ravennati, sempre più lanciate verso la nuova serie A3 (saranno promosse le prime tre di ogni girone).

Prossimo impegno per l’Olimpia Teodora sul campo dell’Anderlini Modena, penultima.

L’allenatore del Ravenna spiega il calo del secondo tempo: «Campo pesante e modulo diverso»

Il risultato finale (vittoria 1-0, Corsinelli 16′ pt) vale la seconda vittoria nelle sei giornate del girone di ritorno e lascia soddisfatto il Ravenna, ma nel secondo tempo contro il Carpi è stata tanta la sofferenza dei giallorossi. Una spiegazione prova a darla l’allenatore del Ravenna, Marco Marchionni: «Ci capita spesso e non ho una spiegazione precisa. Sicuramente siamo una squadra che spende tanto nella corsa e questo a volte ci fa perdere lucidità perché è fatica tenere per 90 minuti».

Nel caso specifico di oggi, 7 febbraio, il mister vede anche una conseguenza dell’uso prolungato di un modulo finora utilizzato solo per brevi spezzoni quando la squadra era in cerca di rimonta. Stavolta invece il 4-3-1-2 (che diventava 4-3-3) è stata la scelta iniziale: «È uno dei tanti schieramenti che possiamo utilizzare. Questa volta volevamo avere tre giocatori davanti con qualità per facilitare gli inserimenti dei centrocampisti. Però è un modulo che abbiamo usato meno e può anche mancare qualche automatismo nella gestione».

Sull’affanno della ripresa ha inciso anche la pesantezza del campo (come ormai accade da tempo, nel periodo invernale il fondo “Benelli” accusa il colpo) e la condizione di alcuni singoli: «Il terreno è pesante e questo, oltre a stancare di più, non facilita certe giocate di giocatori tecnici come Viola. Poi abbiamo visto che qualcuno non ha la condizioni ottimale. Bani è appena arrivato e ha finito con i crampi».

Vittoria, pesantezza del campo e necessità di trovare energie fresche portano Marchionni a concedere un giorno libero alla squadra in visto dell’impegno in calendario giovedì 12 a Terni e poi il 15 in casa con la Juventus Next Gen: «Questa settimana penso che sia un momento cruciale del nostro campionato. Abbiamo ritrovato la vittoria, se faremo altre prestazioni convincenti potremo riaccendere l’entusiasmo che si era un po’ spento».

Nel dopo partita ai microfoni della sala stampa anche il portiere Francesco Joyce Anacoura. Nei 90′ minuti una parata decisiva ha evitato un autogol nel finale: «Come ho fatto non lo so. Sono quelle parate di istinto, che vengono senza pensarci e va bene così». L’estremo difensore assicura che l’arrivo dell’esperto Giacomo Poluzzi dal mercato non ha destabilizzato il titolare fin qui: «L’arrivo di Jack non ha cambiato il mio focus. Sono tranquillo e continuo a fare il mio lavoro con il massimo impegno».

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Carpi: assist visionario di Viola. Italeng generoso, ma…

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Carpi (qui cronaca e tabellino).

ANACOURA 6: un paio di piccole incertezze e un salvataggio decisivo, quasi a sua insaputa, in mischia.

CORSINELLI 7: mezzo punto in più per il gol che decide la partita, ringraziando il portiere avversario, ma arrivato comunque al termine di un bel inserimento. Spinge con continuità e i tempi giusti, manda in porta anche Italeng, che però sbaglia (27′ st Da Pozzo sv).

BIANCONI 6: normale amministrazione, non si nota lo scarso utilizzo degli ultimi mesi.

ESPOSITO 6,5: a suo agio anche in una difesa a quattro, almeno in attesa di test più probanti, si fa vedere in diverse occasioni pure nella metà campo avversaria, con la solita personalità.

BANI 6: debutto assoluto dopo solo un paio di allenamenti: giocatore di sicuro affidamento, fa partire l’azione con naturalezza nel primo tempo, qualche affanno in più nella ripresa, fino al cambio (dal 34′ st Solini sv).

TENKORANG 5,5: corre tanto, nel primo tempo è anche pericoloso, ma con la palla nei piedi sbaglia troppe scelte ed è spesso impreciso.

LONARDI 6: sembra sempre poter fare qualcosa di più, come se si gestisse. La sua presenza in mezzo è comunque importante, un bel cross per Italeng e nel secondo tempo è bravo in fase di rottura.

ROSSETTI 6: sempre intelligente dal punto di vista tattico, poco altro da segnalare oggi.

VIOLA 6,5: può sicuramente fare di più, soprattutto nella gestione delle palle sporche. Ma dopo due partite passate interamente in panchina, non era facile ripartire dal primo minuto. Come è naturale che sia, le giocate tecniche più belle della gara sono le sue, compreso l’assist visionario per il gol di Corsinelli. Qualche palla persa di troppo nella ripresa, ha bisogno di continuità per entrare in forma (dal 34′ st Spini sv).

FISCHNALLER 5,5: piuttosto impalpabile, spesso troppo lontano dalla porta, sacrificandosi per la squadra. Sembra debba ancora entrare in completa sintonia con i compagni. Ha il merito di entrare nell’azione del gol di Corsinelli (dal 27′ st RRAPAJ 6: qualche errore tecnico e tanta grinta).

ITALENG 6: sicuramente generoso, svaria su tutto il fronte d’attacco, dando una grossa mano alla squadra. Ma da un attaccante si chiede più precisione davanti alla porta o nell’ultimo passaggio. Comunque in crescita (dal 39′ st OKAKA 6: gli diamo il voto nonostante i pochi minuti per la sua capacità di caricarsi la squadra sulle spalle e rendere più elettrizzante l’aria del Benelli al termine di un secondo tempo per il resto davvero di basso livello…).

Il Ravenna torna alla vittoria, ma nel secondo tempo rischia contro il Carpi. Basta un “gollonzo” di Corsinelli

RAVENNA-CARPI 1-0
RAVENNA (4-3-2-1): Anacoura; Corsinelli (27′ st Da Pozzo), Bianconi, Esposito, Bani (34′ st Solini); Tenkorang, Lonardi, Rossetti; Viola (34′ st Spini), Fischnaller (27′ st Rrapaj); Italeng (39′ st Okaka). A disp.: Stagni, Poluzzi, Mandorlini, Calandrini, Zakaria. All.: Marchionni.
CARPI (3-5-2): Sorzi; Zagnoni, Panelli (41′ st Stanzani), Rossini; Pietra, Figoli, Rosetti (1′ st Tcheuna), Casarini (19′ st Gaddini), Cecotti (19′ st Verza); Giani, Sall. A disp: Scacchetti, Porta, Rigo, Stanzani, Lombardi, Mahrani, Giva, Puletto, Benvenuto. All.: Cassani.
ARBITRO: Dini di Città di Castello.
RETI: 16′ pt Corsinelli.
AMMONITI: Panelli, Zagnoni.
TIRI (in porta): 10 (3)-7 (2)
ANGOLI: 7-5.

A questo link le nostre pagelle del Ravenna

Tutto sembrava andare come doveva andare: finalmente un Ravenna con tre giocatori offensivi subito in campo (Marchionni abbandona il suo amato 3-5-2 per virare verso un 4-3-2-1 con Viola e Fischnaller ai lati di Italeng) e finalmente il gol del vantaggio nei primi venti minuti (Corsinelli su cioccolatino di Viola, ma soprattutto grazie alla papera del portiere avversario) per aprire una partita che sembrava quasi già in tasca. Complice un Carpi apparso nel primo tempo troppo leggero e non in grado di mettere in difficoltà i più esperti giallorossi (fatta eccezione per un ottimo Giani).

Ma il gol che doveva chiudere la partita nel primo tempo non arriva (Italeng se lo divora davanti al portiere servito da Corsinelli, Fischnaller calcia fuori dal limite dopo un triangolo con Tenkorang) e nella ripresa, ancora una volta, il Ravenna sembra non averne più (complice forse anche un campo molto pesante). Così la squadra di Marchionni si limita a difendersi, rischiando tantissimo in un paio di occasioni (il neo entrato Verza spara alto di testa da buona posizione e Anacoura evita un clamoroso autogol), tornando a difendere a 5 negli ultimi 15 minuti e alla fine portando comunque a casa la vittoria, positiva per i 3 punti e poco più. Non proprio da squadra che vuole provare ancora a vincere il campionato, ma al momento va bene anche così… L’Arezzo torna momentaneamente distante 4 punti, in attesa dell’impegno casalingo dei toscani contro la Pianese.

 

Controlli agli Speyer e in centro: droga e contanti sequestrati e due denunce per rissa

Proseguono i controlli della questura di Ravenna sul territorio, con particolare attenzione alla zona degli Speyer: nella giornata di ieri, gli agenti della polizia di stato hanno fermato due cittadini tunisini di 19 e 24 anni, trovati nei pressi di cinque involucri di stupefacenti. La perquisizione dei soggetti ha portato poi al rinvenimento e al sequestro di circa 600 euro in contanti, ritenuti i proventi dello spaccio. Per entrambi sono scattati i provvedimenti previsti dalla legge.

Un secondo intervento ha invece impegnato gli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico per la sedazione di una rissa nei pressi di un noto locale del centro. L’allarme sarebbe stato lanciato da alcuni presenti preoccupati per l’episodio: dalle prime ricostruzioni, la rissa avrebbe coinvolto circa sei o sette persone. Al momento due presunti responsabili sono stati identificati e denunciati all’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini per individuare gli altri partecipanti e chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

Sorvegliato speciale e ai domiciliari, viene sorpreso in centro. Aveva infranto il divieto di avvicinamento all’ex

Sottoposto alla sorveglianza speciale e con obbligo di permanenza domiciliare, è stato sorpreso dalla polizia di stato di Faenza in giro per il centro cittadino: nella serata di ieri (6 febbraio) i controlli degli agenti su persone sottoposte a misure restrittive hanno permesso di individuare e bloccare l’uomo.

Si tratta di un 34enne di origine straniera regolare sul territorio, scoprendo che solo poco prima aveva violato un’altra prescrizione, raggiungendo l’ex compagna nonostante il divieto di avvicinamento.
Al momento del controllo l’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol, avrebbe reagito minacciando e aggredendo gli agenti. Per questo motivo è stato arrestato con l’accusa di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero di turno ha disposto per lui gli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.

Continuano inoltre i controlli sul territorio per contrastare episodi di illegalità e situazioni di degrado legate alla movida del fine settimana: nella stessa serata sono state identificate circa cinquanta persone, con servizi mirati nei locali pubblici e negli altri punti di ritrovo frequentati dai giovani.

Viola i domiciliari per andare al bar. 33enne arrestato per evasione a Ravenna

Arrivati in centro città per una segnalazione di schiamazzi, i carabinieri della compagnia di Ravenna hanno individuato e arrestato un 33enne evaso dai domiciliari.

Durante il controllo nei pressi di un bar, infatti, gli agenti della sezione radiomobile hanno notato un uomo seduto a un tavolo che, alla vista dell’auto di servizio si sarebbe dato improvvisamente alla fuga.

Il soggetto, un cittadino italiano di nazionalità russa già noto alle forze dell’ordine perchè agli arresti domiciliari è stato prontamente riconosciuto e bloccato nelle vie adiacenti. Al momento del fermo, l’uomo si trovava in evidente stato di ubriachezza, tanto da richiedere il supporto di un secondo equipaggio per procedere all’arresto.

Condotto presso gli uffici del Comando provinciale e al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato ricondotto alla propria abitazione, dove è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari al termine dell’udienza per direttissima.

La prima volta della direttrice artistica Anna Leonardi. Il “saluto” di De Rosa: «Decuplicato il patrimonio della fondazione»

L’edizione 2026 del Ravenna Festival sarà la prima da direttrice artistica per la 35enne Anna Leonardi, finita suo malgrado al centro delle polemiche in questi mesi e anche negli ultimi giorni per la richiesta di maggiore trasparenza del decano dell’opposizione, Alvaro Ancisi. Nel frattempo, sul sito del Festival è stato pubblicato – come auspicato dallo stesso Ancisi – il contratto di Leonardi (50mila euro lordi annui fino al 2028), che nella mattinata di oggi (7 febbraio) ha presentato il programma della rassegna, senza fare come prevedibile minimamente cenno alla vicenda.

A questo link il programma del Ravenna Festival 2026

L’incarico di Leonardi era stato annunciato ufficialmente l’estate scorsa: avrebbe dovuto ricoprire il ruolo insieme al marito, il violoncellista Michele Marco Rossi, che invece rinunciò poi al ruolo all’inizio di ottobre, dopo l’uscita della notizia del suo rinvio a giudizio per presunti maltrattamenti e violenza sessuale dopo una denuncia del 2023 di un’ex fidanzata per fatti che risalgono a una decina di anni fa. Ad annunciare in anteprima i due nuovi direttori artistici era stata, durante la presentazione del Festival di un anno fa, la presidente onoraria Cristina Mazzavillani Muti, quest’anno rimasta invece in silenzio in platea.

Ad affiancare Leonardi alla direzione artistica sarà invece per l’ultimo anno Angelo Nicastro, mentre quella di questa mattina all’Alighieri è stata la prima presentazione senza l’altro storico direttore artistico, Franco Masotti.

Sarà probabilmente l’ultimo Festival anche per il sovrintendente Antonio De Rosa – il cui contratto scade al 31 dicembre prossimo – che ci ha tenuto a ringraziare il pubblico (80mila persone coinvolte nell’ultima edizione con un incasso di 900mila euro – ha rivelato) e a sottolineare la crescita della fondazione Ravenna Manifestazioni da quando ne è diventato sovrintendente, alla fine del secolo scorso: «Il patrimonio della fondazione in questi anni è decuplicato, grazie agli accantonamenti e a una visione chiara del futuro». Rinnovando l’appello alla politica per continuare a finanziare il mondo della cultura.

Camerani senza riscaldamento: gli alunni saranno trasferiti temporaneamente tra Torre e Don Minzoni

La scuola primaria Camerani è senza riscaldamento: gli alunni si preparano a un trasferimento temporaneo in altri due istituti della città. Da lunedì 9 febbraio, otto classi saranno trasferite alla scuola primaria Torre e sei classi negli spazi della secondaria Don Minzoni.

Il trasferimento si è reso necessario per garantire la continuità del servizio scolstico a seguito della rottura della conduttura di adduzione principale dell’impianto di riscaldamento della scuola primaria Camerani.

L’intervento di ripristino si presenta complesso. La soluzione individuata per consentire agli alunni di rientrare al più presto nella loro sede prevede l’installazione di un impianto di riscaldamento con pompe di calore in ciascuna aula. L’installazione richiederà un periodo stimato di circa due settimane, durante le quali i ragazzi saranno appunto riassegnati negli spazi di Torre e Don Minzoni.

Il programma del Ravenna Festival 2026, dedicato a San Francesco: da Toni Servillo al dialogo tra Cacciari e Muti

È stato presentato questa mattina (7 febbraio), al Teatro Alighieri, il programma della XXXVII edizione del Ravenna Festival, “Nacque al mondo un sole”. Questo il titolo della rassegna che in questa stagione omaggia la figura di San Francesco d’Assisi, con le parole XX verso del Canto XI del Paradiso di Dante. «Nessun altro santo, oggi, sembra esercitare il fascino profondo e diffuso di Francesco d’Assisi, il poverello di dio che parla agli animali e incontra il sultano, fa esperienza della prigionia di guerra e scrive in volgare la sua lode del creato. In un presente dominato dal capitalismo, dallo sfruttamento delle risorse naturali e umane, dalla crescita dell’intolleranza, dalle logiche della prevaricazione, Francesco è il santo di un nuovo umanesimo: non appartiene più solo ai credenti, ma anche a coloro che invocano la pace, la sostenibilità, il dialogo fra culture e religioni, la solidarietà» spiegano gli organizzatori. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Alessandro Barattoni, l’assessora alla cultura Gessica Allegni, Antonio De Rosa, sovrintendente del Ravenna Festival e i direttori artistici Anna Leonardi e Angelo Nicastro.

Il programma:

Se il concerto inaugurale del 21 maggio vede il ritorno di Anne-Sophie Mutter a Ravenna, violino solista nel concerto con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, è Riccardo Muti a dirigere l’Orchestra Cherubini in Nobilissima visione di Paul Hindemith, dal balletto sulla vita del santo, per poi conversare con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto. Muti è impegnato anche l’1 e 2 giugno, alla guida di coristi da tutt’Italia in due giorni di lezioni e prove per la seconda edizione di Cantare amantis est, poi sul podio della Cherubini per un secondo concerto a fine giugno e con The Philharmonic Brass a luglio.

Il fil rouge francescano continua invece con la prima de Il Santo folle che Guido Barbieri ha scritto sull’incontro di Francesco con il sultano d’Egitto su musica di Marcello Fera, il dittico di appuntamenti Da Greccio al presepe napoletano in ricordo di Roberto De Simone, la ricostruzione musicale del Cantico delle creature dell’Ensemble Micrologus, l’Opera da quartiere: Francesco e il lupo nei quartieri di Ravenna (mentre OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli porta in scena gli artigiani del territorio), l’intervento dello storico Franco Cardini con laReverdie e la performance audiovisiva Nessun cielo è senza luce.

Si ritorna alla storica sede di spettacolo della Rocca Brancaleone, restituita alla cittadinanza e ai visitatori dopo un imponente intervento di recupero e valorizzazione, con serate a tutto jazz come quelle Stefano Bollani All Stars o con Pat Metheny, ma anche appuntamenti di musica e cinema come Fantasia in Concert Live to Film. Felice ritorno anche al Mausoleo di Teodorico, nell’anno in cui ne ricorre il 1500° anniversario della morte, con una lectio dello storico dell’arte Jacopo Veneziani.

La sezione danza include Murmuration Level 2 di Sadeck Berrabah, Infinite Approach di Yoann Bourgeois e la Sergio Bernal Dance Company con Rango e Bolero. Tra gli appuntamenti teatrali l’Antigone di Sofocle nella riscrittura di Marco Martinelli (il dialogo con Pompei continua nella rimessa in scena delle Baccanti di Micha van Hoecke), Storia del nuovo cognome di Fanny & Alexander, Viaggio in Occidente del Grande Teatro di Lido Adriano, la dedica ad Allegra Byron di Elena Bucci e Paolo Baioni ai Musei Byron e del Risorgimento e Luṣ di Ermanna Montanari, Daniele Roccato e Luigi Ceccarelli su testo di Nevio Spadoni.

Fra gli ospiti del programma che continua fino all’11 luglio Kent Nagano, Nicola Piovani e Toni Servillo, Filippo Gorini e Giovanna Baviera in due residenze, la Münchener Kammerorchester con Enrico Onofri e Arsenii Moon, Giuseppe Gibboni e Pietro Fresa, Nik West, Jeff Mills, Dulce Pontes, The Chanticleer, Ambra Angiolini, Emma Nolde, Massimo Recalcati, Fabio Canino…

Con Ravenna Festival 2026 si rinnovano due segmenti di programmazione molto amati dal pubblico, Romagna in fiore e la Trilogia d’Autunno: la rassegna ecosostenibile e diffusa torna dall’1 al 24 maggio per quattro fine settimana di concerti all’aperto in spazi verdi della Romagna, mentre la Trilogia – dal titolo Mozart 1791 – è al Teatro Alighieri dal 13 al 17 novembre.

L’attrattiva, il fascino, la forza spirituale che San Francesco esercitò già sui suoi contemporanei hanno lasciato viva traccia nella letteratura e nella pittura del XIII e XIV secolo. E furono terziari francescani – quindi laici impegnati a seguire gli insegnamenti del santo – sia Dante che Giotto, quei “maggiori fabbri del volgare europeo” letterario e pittorico, come li definisce Massimo Cacciari in Doppio ritratto: San Francesco in Dante e Giotto (Adelphi, 2012). Proprio con Cacciari, prendendo spunto da quello scritto più volte rieditato, conversa Riccardo Muti a coronamento della serata che lo vede sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per l’esecuzione di Nobilissima visione di Paul Hindemith.

È invece sotto gli auspici di un altro santo – Agostino d’Ippona – ma anche nella consapevolezza di come il canto fosse per Francesco occasione di comunione con il creato ed espressione di gratitudine, il progetto Cantare amantis est (1 e 2 giugno): ispirato dalle parole di Sant’Agostino su come il canto sia proprio di coloro che amano; un invito, dunque, a fare comunità cantando insieme (le informazioni di partecipazione saranno disponibili prossimamente).

La dimensione del canto ha ampio spazio nella programmazione, dalle esperienze corali di Vox Clamantis, The Chanticleer e dei cori da camera Vikra e del Conservatorio di Ljubljana fino al “canto alla viola” di Giovanna Baviera, al fado di Dulce Pontes o al cantautorato di Emma Nolde. E, considerato quanto il canto sia maturato come espressione immediata e vibrante della vita contemplativa anche fra gli ordini minoritici, è ragionevole supporre che Francesco cantasse il Cantico delle creature, capace di racchiudere l’essenza del suo messaggio di fratellanza. Significativamente ospitato nella Basilica di San Francesco, il concerto Giullari di Dio dell’Ensemble Micrologus di Patrizia Bovi ne propone per la prima volta la ricostruzione musicale insieme a laudi coeve recentemente riscoperte.

Nella stessa Basilica la prima de Il Santo folle, nuovo lavoro commissionato dal Festival a Guido Barbieri, che ne firma il testo, e al compositore Marcello Fera su un episodio dell’agiografia di Francesco dal grande fascino narrativo – quello collocato durante la Quinta Crociata, nel 1219, quando il santo avrebbe attraversato il Mediterraneo per predicare la pace nel campo dei Crociati in Egitto. A San Francesco anche lo storico medievista Franco Cardini per raccontare il santo accompagnato dall’ensemble laReverdie con laudi umbre e fiorentine del Duecento e Trecento.

È il mestiere invece al centro di OperaPaese per Ravenna del compositore Giorgio Battistelli, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. In una nuova versione per Ravenna e in collaborazione con CNA e Confartigianato, quest’audace operazione di teatro musicale rende protagonisti artigiani del territorio con quel loro mondo di utensili, gesti e suoni a rischio d’estinzione.

San Francesco è spesso ricordato anche come l’ideatore del presepe, quando l’allestì a Greccio per il Natale del 1223: il dittico di appuntamenti Da Greccio al presepe napoletano rende omaggio a questa tradizione e a Roberto De Simone. Da una parte un concerto proposto da uno dei massimi esperti del barocco napoletano quale Antonio Florio, con la sua Cappella Neapolitana, il soprano Leslie Visco e il mezzosoprano Marta Fumagalli tra ninnenanne, cantate, tarantelle e pastorali. Dall’altra, la Cantata dei pastori del gesuita Andrea Perrucci (1698), che De Simone portò in scena con la sua Nuova Compagnia di Canto Popolare nel 1974 e che quest’anno arriva a Ravenna nella sua ultima rivisitazione di e con Peppe Barra.

La radicalità del pensiero di Francesco è al centro della prima di Nessun cielo è senza luce, una performance audiovisiva di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana che costruisce una drammaturgia sonora e visiva in cui testi storici dei primi francescani entrano in dialogo con riflessioni contemporanee sul rapporto tra umano e non umano, spiritualità e tecnologia, azione politica e crisi ambientale. Spiritualità francescana e romualdina è invece il tema su cui si confrontano il francescano Pietro Maranesi e il camaldolese Alessandro Barban per il tradizionale appuntamento sulle Viae Sancti Romualdi.

Un altro celebre episodio della vita del santo – quello dell’incontro con il lupo che terrorizza la città di Gubbio – è all’origine di Opera da quartiere: Francesco e il lupo, uno spettacolo commissionato dal Festival con la regia di Marco Montanari, il libretto di Silvia Rossetti e le musiche di Giorgio Babbini eseguite dall’Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani; in scena Rendy Anoh, Marco Montanari e un gruppo di giovani attori, impegnati di replica in replica nei quartieri di Ravenna che si candideranno per ospitare il progetto.

Romagna in fiore ritorna per la terza edizione dall’1 al 24 maggio, con nove appuntamenti pomeridiani nei fine settimana: la destinazione sono località della Romagna di grande valore paesaggistico e culturale, da raggiungere a piedi o in bicicletta per assistere a concerti rigorosamente green (il programma dettagliato sarà svelato prossimamente).

Spazio poi alle letture: se il critico letterario Gianfranco Contini faceva del Cantico delle creature il primo monumento letterario italiano – il primo testo, cioè, a tentare consapevolmente di modellare il volgare (umbro in questo caso) sugli strumenti della retorica e dello stile – la dedica al santo è l’occasione per questa edizione di Ravenna Festival per proporre una costellazione di incontri fra letteratura e spettacolo dal vivo.

Già appartengono al teatro i testi di Sofocle e Euripide che quest’anno guidano il dialogo del Festival con il Parco Archeologico di Pompei: Antigone è “rimesso in vita” da Marco Martinelli e gli adolescenti del territorio partenopeo, mentre Miki Matsuse riprende Baccanti del compagno d’arte e vita Micha van Hoecke. Il Grande Teatro di Lido Adriano ha scelto invece di esplorare uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese, il cinquecentesco Viaggio in Occidente attribuito all’erudito Wú Chéng’ēn.

Un’altra compagnia del territorio, Fanny & Alexander, torna invece a confrontarsi con Elena Ferrante attraverso il secondo volume del fumetto di Mara Cerri e Chiara Lagani sull’Amica geniale; Storia del nuovo cognome è la storia dell’amicizia fra due donne, sullo sfondo corale di una città-mondo dilaniata da contraddizioni. Elena Bucci (Le belle bandiere) è in scena e firma libretto, drammaturgia e regia de La bambina inglese, spettacolo su musica di Paolo Baioni dedicato alla figlia di Lord Byron e ospitato ai Musei Byron e del Risorgimento.

È da sempre vocazione del Trebbo in musica a Cervia-Milano Marittima conciliare note e parole e, per la sua settima edizione, la speciale rassegna creata ad hoc per la città del sale trova ispirazione in autori italiani e non. È di Stefano Benni La misteriosa scomparsa di W, soliloquio…di gruppo con una protagonista in crisi di identità che Ambra Angiolini porta in scena con la regia di Beatrice Cazzaro, musiche originali di Dardust e installazioni in plastica rigenerata della Cracking Art. Il celebre podcaster Pablo Trincia si confronta invece con Truman Capote e la sua non-fiction A sangue freddo: in questo caso al pianoforte c’è Leonardo Marino.

Il confronto con la realtà e le modalità della sua narrazione sono fondamentali anche nell’eredità di Pier Paolo Pasolini, al centro del concerto – ma anche reading, omaggio e orazione – P.P.P. Profezia è Predire il Presente del chitarrista e compositore Massimo Zamboni della storica band CCCP, in scena con Erik Montanari, Cristiano Roversi, Anna Della Rosa e il Coro Interculturale di Reggio Emilia diretto da Gaetano Nenna. A Cervia non può mancare anche un secondo omaggio – quello a Grazia Deledda a cent’anni dal suo Nobel per la letteratura: il tributo porta la doppia firma della poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri e della tromba di Paolo Fresu ed è in collaborazione con l’Associazione “Grazia Deledda, un Nobel a Cervia”.

L’autore e traduttore Paolo Nori propone invece un percorso in due tappe: nel primo appuntamento La libertà affronta l’argomento attraverso Daniil Charms e Iosif Brodskij, straordinarie figure di quella letteratura russa in cui Nori è specializzato, e nel secondo La disperazione racconta anche se stesso attraverso i momenti più bui; colonna sonora di Alessandro Nidi, che la esegue dal vivo con ensemble. Completa il percorso cervese uno spettacolo ispirato dall’immaginazione di Hans Christian Andersen: Il brutto anatroccolo, con Fabio Canino e le musiche originali di Dino Scuderi eseguite dall’Ensemble Orchestra Città di Ferrara, è una parabola senza tempo sul confronto con le apparenze e il desiderio di conformità, particolarmente rilevante in un presente segnato da social media, bullismo e paura del diverso.

Ma le narrazioni non si esauriscono qui. Con Esploratori o geografi? l’esploratore Alex Bellini, noto per le sue imprese estreme, riflette sulla relazione fra due modalità di conoscenza, quella mediata e quella diretta dell’esperienza, con la musica elettronica di Luca Lagash, “esploratore” del suono. Per L’enigma del Mausoleo di Teodorico, lo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani ci accompagna alla riscoperta del monumento parte del Patrimonio Unesco di Ravenna in occasione dei 1500 anni dalla morte del re ostrogoto che fece della città la capitale del suo regno “barbaro”; la lectio al Mausoleo è accompagnata dal Quintetto dell’Orchestra Cherubini. Matteo Cavezzali propone il suo racconto Una panchina, due finestre – storia di solitudine e incontri attorno a una panchina di via Mazzini – con gli interventi musicali per viola da gamba e voce di Giovanna Baviera, che in un altro appuntamento è affiancata dall’avvocata, divulgatrice e attivista per i diritti LGBTQIA+ Cathy La Torre per un intervento sul concetto di Equità.

Arriva invece dalla Città Vecchia di Gerusalemme la testimonianza di Fra Alberto Pari, segretario della Custodia di Terra Santa, responsabile del dialogo interreligioso ed ecumenico e direttore dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme, scuola di musica creata nel 1995 e dove giovani musulmani, cristiani ed ebrei studiano insieme accomunati dalla condivisa passione per la musica; si esibiranno con la loro Orchestra d’archi.

Per quanto riguarda la musica, nel concerto di apertura della XXXVII edizione, il 21 maggio, l’impeccabile tecnica e la profondità interpretativa coltivate da Anne-Sophie Mutter nel corso di una straordinaria carriera faranno onore al Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven. Il programma del concerto con la Royal Philharmonic Orchestra guidata dal suo direttore musicale Vasily Petrenko si completa con la Sinfonia n. 5 di Mahler.

Dopo i due giorni di lezioni e prove di Cantare amantis est, Riccardo Muti sarà impegnato con la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in due concerti: quello dedicato a Nobilissima visione di Paul Hindemith e quello che si apre nel doppio segno di Verdi con l’intensità drammatica della Sinfonia dal Nabucco e la pagina di balletto “Le quattro stagioni” da I vespri siciliani, per completarsi con la Suite n. 2 da Il cappello a tre punte di Manuel De Falla. Un florilegio di compositori italiani – da Rossini a Puccini, da Martucci a Respighi… – è invece il percorso di Italiana!, in cui Muti dirige The Philharmonic Brass, l’ensemble composto da ottoni dei Berliner e dei Wiener e musicisti da altre prestigiose orchestre europee.

La sezione sinfonica vede anche il ritorno di Kent Nagano a Ravenna, sul podio della Cherubini per un programma in via di definizione, mentre con OperaPaese per Ravenna il compositore Giorgio Battistelli trasfigura in teatro musicale il lavoro artigiano, coinvolgendo artigiani romagnoli con attrezzi e suoni tipici del loro mestiere.

Diretta da Enrico Onofri, la Münchener Kammerorchester si esibisce invece in due concerti il cui arco simbolico è teso tra Classicismo, Romanticismo e Contemporanea: da una parte gli spazi sonori sacrali di Pärt, il brio dei Divertimenti di Mozart e le inquietudini di Bartók, dall’altra il disordine primordiale da La Creazione di Haydn, il grido di libertà della Quinta di Beethoven e il tormentato lirismo di Chopin con Arsenii Moon al pianoforte. Il primo dei concerti, dedicato agli under 35 e ospitato al Teatro Alighieri, sarà seguito da un DJ set in Sala Corelli, per un incontro trasversale di sensibilità e provenienze.

Altra star della nuova generazione del pianismo, Filippo Gorini è in residenza per concerti ma anche masterclass e appuntamenti in luoghi di cura e assistenza; residenza in tre appuntamenti invece per la violista Giovanna Baviera. Nel chiostro della Loggetta Lombardesca, l’ArteMandoline Baroque Ensemble dedica un concerto alla musica colta e popolare fra Regno di Napoli e Corte di Spagna e il Festival tiene a battesimo la prima collaborazione tra il violinista Giuseppe Gibboni e il pianista Pietro Fresa con le Sonate n. 1 di Beethoven e Prokof’ev. È invece interamente composto di strumenti a fiato l’Alinde Quintet dalla Repubblica Ceca, vincitore del Concorso ARD di Monaco nel 2024.

Oltre ai concerti con Muti e Nagano, l’Orchestra Cherubini sarà coinvolta in altri tre appuntamenti. Nicola Piovani la guida nel suo Padre Cicogna, racconto sinfonico per quattro voci, voce recitante (quella del pluripremiato Toni Servillo) e orchestra adattato dall’omonimo poemetto in napoletano di Eduardo De Filippo del 1969. Anche al bandoneon e autore degli arrangiamenti, Daniele di Bonaventura dirige invece la Cherubini, con Daniele Di Gregorio al vibrafono e alla marimba, in un tributo ai quarant’anni dalla storica partecipazione dell’Astor Piazzolla Modern Tango Quintet & Gary Burton a Ravenna Jazz 1986. A precedere il concerto, l’intervento dello psicoanalista e saggista Massimo Recalcati, per approfondire i rapporti interculturali che attraversano le generazioni nel loro confronto con il presente. Lo specialista della musica per film Thiago Tiberio è sul podio della Cherubini per Fantasia in Concert Live to Film, un lungometraggio con highlights di due tra i più straordinari e rivoluzionari film d’animazione Disney: “Fantasia” e il suo sequel “Fantasia 2000” (l’evento è prodotto da Disney Concerts, dipartimento di Disney Music Group, parte di The Walt Disney Company).

L’incontro fra cinema e musica dal vivo si rinnova alla Rocca Brancaleone anche con due classici del cinema muto. L’ultima risata di Murnau (Der letzte Mann, Germania 1924), pellicola dalla collezione Friedrich-Wilhelm- Murnau-Stiftung in Wiesbaden restaurata dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, è proposta con musiche di Federico Gardella, l’informatica musicale di Carmine Emanuele Cella e la regia del suono di Tempo Reale. È invece italiano e firmato dalla prima donna regista del nostro cinema È piccerella di Elvira Notari (1922), storia napoletana di femminicidio osservata con uno sguardo neorealista ante litteram, la cui versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale, in collaborazione con ZDF-ARTE, è proiettata con musica e live electronics di Maurilio Cacciatore.

Il ricco programma alla Rocca non può non includere appuntamenti jazz. In collaborazione con Ravenna Jazz, torna in città Pat Metheny con Side-Eye III+, mentre in un’unica serata il chitarrista Matteo Mancuso propone il suo Route 96 Tour e la regina del basso Nik West presenta il suo secondo album, Moody. Stefano Bollani All Stars riunisce invece eroi riconosciuti e nuova generazione del jazz italiano: Stefano Bollani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Antonello Salis, Daniele Sepe, Ares Tavolazzi, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani. Il concerto è preceduto dalla proiezione di Tutta vita, il film documentario di Valentina Cenni che ritrae gli artisti nel corso di una residenza musicale in una casa-studio ed è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Il jazz si estende fuori porta con la formazione premio Grammy New Orleans Jazz Orchestra a Brisighella e la Glenn Miller Orchestra con Uli Plettendorff per Swing Forever a Palazzo San Giacomo, per rivivere il periodo d’oro di uno degli stili musicali più sofisticati e cosmopoliti mai creati. Il concerto a Russi è aperto da Cosimo & the Hot Coals, travolgente jazz band italiana che spazia dalla tradizione di New Orleans e dell’Hot Jazz allo Swing degli anni Venti e Trenta. San Giacomo accoglie inoltre Rap-Union, un appuntamento in collaborazione con Under Fest, il festival di hip hop underground di Ravenna.

Alla Rocca anche il concerto di Dulce Pontes, con la prima tappa italiana del tour per i 35 anni di musica della cantautrice portoghese che ha saputo sposare pop e folk alla tradizione del fado (musica Patrimonio dell’umanità Unesco) e il programma Without a Song di The Chanticleer, “orchestra di voci” tutta al maschile di San Francisco, capace di spaziare da mottetti medievali e rinascimentali a standard jazz e nuove composizioni.

Il Pavaglione di Lugo, oltre a Padre Cicogna, accoglie il concerto della cantautrice Emma Nolde con l’Orchestra La Corelli (opening act di Giulia Mei & Band) e Tomorrow Comes The Harvest, “rituale” musicale dedicato all’ignoto e alle sonorità capaci di trascendere la realtà che Jeff Mills – leggenda della techno di Detroit nel mondo – ha sviluppato con Jean-Phi Dary e Prabhu Edouard attorno all’omonimo album del 2018, a cui aveva lavorato anche il pioniere dell’Afrobeat Tony Allen, scomparso nel 2020.

Non poteva che la Basilica di San Francescoad accogliere alcuni degli appuntamenti dedicati al santo, a partire dalla nuova produzione Il Santo folle, che reimmagina l’incontro fra Francesco (il baritono Nicola Zambon) e il sultano d’Egitto (il basso Ludovico Dal Pra) attraverso una figura femminile – quella dell’aristocratica romana Jacopa de’ Settesoli (l’attrice Astra Lanz). Il testo di quest’azione scenica è di Guido Barbieri, mentre Marcello Fera ne ha composto le musiche, in cui dirigerà al violino il Conductus Ensemble, accanto al Gruppo Vocale Heinrich Schütz; alle percussioni (e come maestro di spada) Marco Zanco.

Nella stessa Basilica, lo storico medievista Franco Cardini racconta il santo accompagnato dall’ensemble laReverdie con laudi umbre e fiorentine, mentre l’Ensemble Micrologus di Patrizia Bovi si esibisce in Giullari di Dio.  A San Francesco anche il concerto Sora nostra morte corporale del Coro & Ensemble 1685 del Conservatorio di Ravenna, diretti da Antonio Greco in mottetti di Bach e nel Requiem del compositore ceco suo contemporaneo Jan Dismas Zelenka.

Ricco anche il programma nelle basiliche bizantine Patrimonio Unesco. Il primo dei due appuntamenti a San Vitale è con gli estoni Vox Clamantis, interpreti di punta ed ensemble di riferimento per Arvo Pärt; propongono il programma And I Heard a Voice, dal titolo del loro disco uscito per i novant’anni del compositore. L’iraniano Kiya Tabassian, che nel suo Paese natale ha imparato a suonare il setar alla più tenera età per poi trasferirsi in Canada, ha fondato a Montreal l’ensemble Constantinople per creare ponti e connessioni fra culture, periodi, stili e persone; a San Vitale propone Estuary con il cantastorie mandinka Ablaye Cissoko e il percussionista Patrick Graham.

Sant’Apollinare in Classe accoglie Per la nascita del Verbo con La Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio, prima parte del dittico Da Greccio al presepe napoletano (che si completa all’Alighieri con Cantata dei pastori di e con Peppe Barra), ma anche Le Poème Harmonique, diretto da Vincent Dumestre nella ricostruzione del programma con cui Bach presentò per la prima volta il suo Magnificat BWV 243a nel 1723 a Lipsia, e il Coro da camera del Conservatorio di Ljubljana, guidato da Ambrož Cˇopi nel confronto fra tradizione e contemporaneità dei repertori sacri cattolico e ortodosso.

Il Coro da camera del Conservatorio di Ljubljana, Vox Clamantis, il Coro da camera Vikra e la ravennate Cappella Musicale di San Francesco parteciperanno a In templo Domini, il tradizionale percorso di liturgie domenicali nelle basiliche cittadine che accompagna il calendario del Festival.

Quest’anno Ravenna Festival pone anche un accento particolare sulla valorizzazione di luoghi vicini e lontani, definendo il “viaggio” anche come approfondimento e riscoperta di un luogo e delle persone che lo abitano, percorso di incontro tra le stratificazioni culturali e generazionali all’interno di uno stesso territorio. È questo il caso delle residenze di Filippo Gorini, Giovanna Baviera e del coro italo-sloveno Vikra.

Il pianista Filippo Gorini, ormai solista consolidato nel panorama internazionale, è in residenza a Russi, tiene una masterclass aperta ai giovani del territorio e si esibisce in strutture di cura e accoglienza, ma anche nei recital in programma a Russi nel Teatro Comunale, a Ravenna nel chiostro della Loggetta Lombardesca e nei Chiostri Danteschi e a Lugo nel Museo Francesco Baracca. La residenza di Giovanna Baviera ai Musei Byron e del Risorgimento include Soloindue, dove rende omaggio all’arte dimenticata di “cantare alla viola”, e gli appuntamenti al Mar in dialogo con Matteo Cavezzali e Cathy La Torre. In residenza all’Auditorium di San Romualdo, il Coro da camera Vikra diretto da Petra Grassi farà risuonare canti di svariate tradizioni e provenienze geografiche.

E se OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli porta in scena a teatro il tessuto artigiano della città, l’Opera da quartiere dell’Orchestra LaCorelli invita i quartieri di Ravenna a rispondere alla chiamata per ospitare lo spettacolo ispirato dal celebre episodio dell’incontro di San Francesco con il lupo. È invece nella “periferia” multiculturale di Ravenna che opera il CISIM, centro culturale e aggregativo il cui Grande Teatro di Lido Adriano propone Viaggio in Occidente, come cammino reale ma anche interiore e come creazione corale in cui si respira tutta la vitalità cosmopolita del Lido.

Il rapporto di Francesco con il corpo – quel corpo che decise di mostrare nudo spogliandosi del superfluo e delle apparenze – suggerisce per la sezione danza, da sempre una delle anime del Festival, un’esplorazione delle potenzialità espressive, simboliche e narrative del corpo anche al di fuori dei tradizionali confini e codici di questo linguaggio.

È il caso della prima italiana di Murmuration Level2 del visionario coreografo Sadeck Berrabah, la cui riflessione attorno al corpo e alla geometria dei movimenti ha conquistato palcoscenici internazionali, dai Grammy Awards a concerti di popstar mondiali fino alle Olimpiadi di Parigi e Tokyo.

Arte circense, danza, performance sono alcune delle lenti di ingrandimento di cui Yoann Bourgeois si avvale per osservare il corpo e soprattutto il corpo nello spazio: The Infinite Approach è una raccolta di “approcci”, appunto, esplorazioni ricomposte in un’unica drammaturgia di sospensioni, cadute e nuovi inizi. Appartiene al teatro danza di Micha van Hoecke Baccanti: nell’ambito del dialogo con il Parco Archeologico di Pompei, quest’anno esteso anche alla danza, lo spettacolo del coreografo russo-belga Micha van Hoecke (scomparso nel 2021) sarà ripreso dalla compagna di arte e vita Miki Matsuse in forma di laboratorio. Allievi dell’indirizzo coreutico del Polo liceale “Ernesto Pascal” di Pompei lavoreranno accanto a professionisti alla scoperta di “follia, crudeltà, dolcezza…il mistero della notte e il miracoloso disvelamento del giorno…” che, nelle parole di Micha, caratterizzano il dramma di Euripide.

Ispirazione teatrale anche per la coreografia di Rafael Aguilar Rango, che prende le mosse da La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca, dramma al femminile ambientato in un villaggio andaluso e ultima creazione del drammaturgo prima del suo assassinio durante la Guerra civile. La Sergio Bernal Dance Company, guidata dal divo del balletto classico e spagnolo, il “re del flamenco” Sergio Bernal, si esibisce anche in Bolero, altra creazione del coreografo ecuadoregno Aguilar, uno dei grandi innovatori del flamenco teatrale.

Guarda invece al cinema goldroom del gruppo nanou, secondo episodio del progetto Overlook Hotel – un riferimento all’ambientazione del romanzo Shining di Stephen King e dell’omonimo film di Stanley Kubrick del 1980. Questa volta è l’iconica e simbolica “gold room”, la sala da ballo, a diventare l’oggetto coreografico e il fattore che scatena l’immaginario.

Ravenna ospita inoltre Stars of Today Meet the Stars of Tomorrow, il gala conclusivo del master Youth American Grand Prix (YAGP) di New York: dopo cinque giorni di masterclass e workshop che porteranno in città danzatori da tutto il mondo, sul palco del Pala si esibiscono i docenti dei corsi – étoiles come Maria Khoreva del Mariinsky e Friedemann Vogel dello Stuttgart Ballet – accanto ai loro migliori allievi.

È inequivocabilmente letteraria l’ispirazione che caratterizza la sezione teatro: oltre ai già citati Antigone di Marco Martinelli, del grande romanzo cinese portato in scena dal Grande Teatro di Lido Adriano e del nuovo spettacolo dedicato alla saga di Ferrante; i Musei Byron e del Risorgimento ospiteranno La bambina inglese, nuovo lavoro commissionato dal Festival in collaborazione con Le belle bandiere e dedicato ad Allegra Byron. E se è in dialetto napoletano il testo di Eduardo De Filippo Padre Cicogna su cui si basa lo spettacolo con due celebrità del cinema italiano come Toni Servillo e Nicola Piovani, che ne firma e dirige le musiche, è in romagnolo il poemetto di Nevio Spadoni da cui Albe / Ravenna Teatro ha tratto l’omonimo LUṢ (luce) con la voce caleidoscopica di Ermanna Montanari e l’architettura sonora originale realizzata dal contrabbassista Daniele Roccato.

Infine, annunciata anche la Trilogia d’Autunno, in scena dal 13 al 17 novembre. Il titolo, Mozart 1791, omaggia i duecentosettant’anni dalla nascita del compositore, proponendo un percorso concentrato sull’anno 1791, in cui videro la luce anche La clemenza di Tito, Die Zauberflöte (Il flauto magico) e l’incompiuta Messa da Requiem in re minore K. 626 , unicum nel catalogo di Mozart. A confrontarsi con questi capolavori Chiara Muti alla regia e drammaturgia, Ottavio Dantone alla direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati.

Il trittico si apre con una nuova produzione de La clemenza di Tito (13, 16 novembre) protagonisti in scena Giovanni Sala nel ruolo di Tito, Mariangela Sicilia in quello di Vitellia, Martina Licari come Servilia; Arianna Vendittelli è Sesto mentre Paola Gardina interpreta Annio e Francesco Leone veste i panni di Pubblio.

Per L’ultimo incanto (14, 17 novembre), Chiara Muti, a partire dai personaggi e dalle arie e dialoghi di Die Zauberflöte, impagina un originale e visionario racconto della vita di Mozart con estratti dalle sue lettere e altre composizioni del 1791.

Completa la Trilogia il Requiem (15 novembre) con il soprano Silvia Frigato, il contralto Margherita Sala, il tenore Ilker Arcayürek e il basso Francesco Leone.

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