mercoledì
27 Maggio 2026

Cisl: «Lavorare in stazione è insicuro: dopo i casi di molestie, ora un’auto vandalizzata»

L’autovettura di una lavoratrice di una ditta addetta alle pulizie nella stazione di Ravenna è stata vandalizzata mentre era parcheggiata nell’area interna dello scalo. L’episodio sarebbe avvenuto il 19 gennaio ed è stato reso noto alla stampa ieri, 21 gennaio, dal sindacao Fit-Cisl che torna a segnalare problemi di sicurezza nel contesto della stazione dopo che il 13 gennaio aveva segnalato tre episodi di molestie ai danni di lavoratrici dello stesso ambito. Secondo Cisl la persona denunciata per molestie continuerebbe a frequentare saltuariamente l’ambiente ferroviario, ignorando un cosiddetto Daspo urbano, un provvedimento emesso dal questore per imporre l’allontanamento di persone da determinate zone della città.

«L’episodio del danneggiamento all’auto – si legge nella nota della Cisl – rappresenta un segnale inequivocabile della scarsa sicurezza che regna ormai stabilmente attorno al perimetro della stazione. Il personale percepisce ormai l’intera area esterna e i parcheggi dedicati come una “zona franca” dove il controllo scarseggia, trasformando il semplice atto di recarsi al lavoro in un motivo di ansia e preoccupazione per la propria incolumità e per i propri beni».

Nel comunicato la Fit-Cisl riferisce, inoltre, di aver inviato una segnalazione formale contro la società delle lavoratrici al centro delle vicende: «Una totale assenza di iniziativa, nonostante l’azienda sia in possesso delle copie delle denunce: nessuna comunicazione, nessun contatto telefonico e nessuna manifestazione di vicinanza o attenzione nei confronti delle persone coinvolte. Questo silenzio denota uno scarso senso di responsabilità e un disinteresse preoccupante verso la tutela della dignità e del benessere dei lavoratori. L’immagine che ne emerge è quella di una realtà focalizzata esclusivamente sulla produttività, a discapito delle persone che garantiscono i risultati quotidiani». Il sindacato confida che la committenza valuti con attenzione il comportamento tenuto dall’azienda.

A breve potrebbe prendere avvio un confronto con le istituzioni. «I contatti intercorsi nei giorni scorsi con il sindaco Alessandro Barattoni hanno confermato la comune volontà di avviare un confronto», afferma il segretario della Cisl Romagna, Roberto Baroncelli, aggiungendo che sarebbe arrivata assicurazione per calendarizzare al più presto un incontro con la prefettura.

Al Mic di Faenza apre una mostra sugli hausmaler, i “pittori indipendenti” su porcellana

La porcellana degli hausmaler in Europa nel Settecento” è la nuova mostra che sarà allestita nella Project Room del Mic di Faenza dal 25 gennaio al 22 febbraio a cura di Alessandro Biancalana.«Questa esposizione – afferma la conservatrice Valentina Mazzotti – è il frutto di tanti anni di studio e di collezionismo, condotti da Biancalana, sul tema degli hausmaler e anticipa il suo volume monografico che verrà presentato al Mic di Faenza il 21 febbraio alle 17. Inoltre il Settecento europeo sarà una tematica di grande interesse per il museo nel prossimo biennio e vedrà la realizzazione di un percorso espositivo dedicato».

Ma chi sono gli hausmaler? La traduzione letterale è “pittore in casa”, sono i pittori su porcellana del XVIII secolo che non volevano essere vincolati da un contratto fisso con una fabbrica ed eseguivano il lavoro con un rapporto autonomo e nel proprio laboratorio. Ma non è possibile riunirli sotto una unica denominazione: sono argentieri e orafi, smaltatori, pittori, o soltanto girovaghi. Definiti spesso in maniera dispregiativa (“pittori truffa” a Vienna, “pittori pasticcioni” a Meissen), sono invece artisti di grande spessore e di grande estro. Si sviluppano maggiormente nell’area tedesca, in Boemia e Slesia, ma anche in Inghilterra (China painter) e in Olanda si assiste ad una loro diffusione, anche al femminile: ricordiamo le sorelle Auffen Werth, Sabina e Anna Elisabeth di Augsburg, alcune tra le più grandi tra pittrici su porcellana e maiolica del XVIII secolo. Si possono però identificare alcune località dove vi è stata una fioritura maggiore con l’affermarsi, per così dire, di una scuola decorativa: Norimberga, Dresda, Augsburg, Bayreuth, Memmingen.
Il fenomeno, seppur intralciato dalle industrie ufficiali, tanto che alcuni hausmaler terminarono la loro vita in carcere per questa loro attività, prosegue per tutto l’Ottocento con la creazione di veri e propri laboratori di pittura, e giunge anche fino a noi, mantenendo vivo un settore importante della decorazione ceramica.

«Attorno al 1715 fu probabilmente Bartholomäus Seuter (1677-1754), orafo, incisore, coloritore di seta ad essere uno dei primi artisti a servirsi della porcellana europea di Meissen, – precisa il curatore Alessandro Biancalana – eseguendo fini decorazioni a cineserie in oro graffito sul corpo della porcellana e grandi bouquet di fiori europei policromi sulla maiolica. Da quel momento fu un fiorire di botteghe e di decoratori indipendenti che si cimentarono in questa attività».

L’inaugurazione si terrà sabato 24 gennaio alle ore 17. Ingresso libero.

Info
0546697311
info@micfaenza.org

 

 

Il geologo: «Fiumi trascurati per anni e ora presentano il conto da pagare»

Le scelte fatte e non fatte da chi ha governato il territorio negli ultimi decenni e i cambiamenti del clima, dovuti anche alle azioni dell’uomo, mettono la Romagna di fronte a un periodo di incertezze e rischi per la sicurezza idrogeologica. È la sintesi estrema del lavoro di analisi svolto dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po per elaborare il corposo progetto di variante al piano per l’assetto idrogeologico (Pai) che comprende i fiumi romagnoli. Il Pai è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d’uso riguardanti la difesa dal rischio idrogeologico del territorio.

La documentazione – elaborata con la collaborazione delle università di Bologna, Parma e Brescia e i politecnici di Milano e Torino – è stata adottata il 18 dicembre dalla conferenza istituzionale permanente (Cip), l’organo decisionale delle Autorità di bacino distrettuale, composto da ministri e presidenti delle Regioni. Si sono aperti così i 90 giorni per inviare osservazioni da parte di tutti gli interessati, per poi proseguire nel percorso verso l’approvazione definitiva con decreto della presidenza del Consiglio dei ministri.

Circa 1.500 chilometri di fiumi sotto esame, da Bologna a Rimini. Sono state analizzate più di 1.400 sezioni e quasi 300 ponti. Un corposo lavoro di aggiornamento del quadro conoscitivo, necessario dopo l’alluvione di maggio 2023, individuando gli interventi che contribuiscono a garantire la messa in sicurezza di ogni asta fluviale (i dettagli, fiume per fiume, a questo link).
«La crescente vulnerabilità del sistema antropico – si legge in un passaggio della relazione generale – è direttamente collegata sia ai cambiamenti climatici sia alle trasformazioni territoriali generate nel recente passato. Infatti, l’incremento delle temperature globali ha provocato eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi, che si sono tradotti in impatti sempre più severi, amplificati da fattori antropici quali l’espansione incontrollata delle aree urbane, il progressivo consumo del suolo naturale e la sua impermeabilizzazione».

Anche l’ex presidente dell’ordine regionale dei geologi, Paride Antolini, ha letto le carte. «L’Autorità ha fatto un notevole sforzo con simulazioni e modelli. Sono stati presi in considerazione eventi con tempi di ritorno di 50, 200 e 500 anni. Sono stati ipotizzati gli effetti di piogge per durate variabili da tre a 18 ore. Un’operazione di analisi idrologica e idraulica finalizzata a capire le condizioni di pericolosità in cui siamo».

Misurato lo stato di rischio, si è passati a definire come intervenire. E qui Antolini è preoccupato: «La mole di interventi necessari per la messa in sicurezza è talmente importante che servirà una quantità enorme di tempo e di risorse, cose che invece scarseggiano. Il tempo è poco perché gli eventi estremi sono sempre più frequenti e le risorse sappiamo che mancano per tanti altri contesti. Bisognerà prendere delle decisioni e non possiamo perderci in polemiche».

Il riferimento va al collega Claudio Miccoli, ex funzionario della Regione che ora si candida a sindaco di Faenza con Lega e Forza Italia e ha annunciato di voler andare nella direzione opposta del Pai «L’Autorità di bacino è la massima istituzione in questa materia – taglia corto Antolini –. Non ha senso mettere in discussione la sua competenza o la sua autorevolezza. Anche se dopo aver visto contestare le posizioni espresse dalla medicina ai tempi del Covid non mi stupisce più nulla».

Oltre a nuove opere attualmente inesistenti, come casse di colmata o argini, il Pai evidenzia la necessità di manutenzione profonda per le opere già esistenti, cioè gli argini. «Non deve sfuggire che in tutte le monografie dedicate ai singoli fiumi viene sottolineata la necessità di opere per evitare collassi in caso di sormonto. Sono km e km di argini da adeguare».
Se la relazione dell’Autorità di bacino richiede manutenzioni, la deduzione è che questa è la grande mancanza degli ultimi anni (ipotesi alla base anche dell’inchiesta della procura che ha indagato 12 persone). «Con eventi climatici meno impattanti abbiamo avuto un lungo periodo senza incidenti – riassume l’esponente del comitato tecnico-scientifico Agire – e ci siamo convinti che sarebbe andata avanti così. E invece di investire nella cura del territorio, si è preferito investire in rotonde, supermercati e lottizzazioni. I cambiamenti del clima hanno accelerato, le precipitazioni sono più intense e ci hanno trovato impreparati. “È arrivata la cambiale da pagare”. Adesso dobbiamo correre ai ripari, con una sola possibilità: dare più spazio ai fiumi, altrimenti non ci salviamo».

Antolini si augura che gli amministratori pubblici sappiano capire la gravità del momento. Anche con decisioni impopolari: «Faccio un esempio riferito a Cesena, dove vivo. C’è un ponte da alzare per la sicurezza. Sento dire che potrebbe essere evitato per non coprire la visuale di alcune case vicine. Se ragioniamo così, alla prossima piena quelle case potrebbero avere problemi peggiori di una visuale coperta». 

Servono 12 casse di laminazione per contenere 30 milioni di metri cubi di acqua

Le alluvioni in Romagna del biennio 2023- 2024 hanno reso più noti a tutti i nomi dei principali fiumi che bagnano il territorio e che hanno causato i dissesti più importanti. In provincia di Ravenna si tratta di Lamone, Fiumi Uniti (creati dalla confluenza di Montone e Ronco), Senio e Santerno. Per ognuno sono previsti interventi dal piano di assetto idrogeologico (Pai) dell’Autorità di bacino (vedi questo link). Il documento non indica costi e tempi.

Lamone, 97 km
Il suo bacino imbrifero comprende la sua vallata e quella del Marzeno, ha una superficie complessiva di 530 kmq (510 alla chiusura del bacino montano), di cui 60 in territorio toscano, per la maggior parte coincidente col comune di Marradi (Firenze).
Si prevede l’adeguamento e il potenziamento del sistema difensivo per il contenimento dei livelli idrici in corrispondenza dell’edificio delle terme di Brisighella, in destra idraulica.
A valle di Brisighella, all’altezza del nucleo abitato di Sarna nei pressi dell’attraversamento stradale di via Molino del Rosso, sono localizzati tre interventi. Tre casse di laminazione fuori linea, prive di opere di regolazione in alveo. La realizzazione prevede il ribassamento del piano campagna e la realizzazione di arginature. Il volume utile è stimato in circa 1,5 milione di mc in sinistra idraulica e 600mila mc in destra.

Marzeno, 33 km
Sorge nel comune di Modigliana, alla confluenza dei torrenti Acerreta e Tramazzo e termina nel Lamone in corrispondenza della città di Faenza.
Realizzazione, adeguamento e potenziamento del sistema difensivo per il contenimento dei livelli idrici in corrispondenza del centro abitato di Marzeno posto in sinistra idraulica, a difesa centro abitato e degli insediamenti produttivi. È previsto, inoltre, il rimodellamento delle prospicienti aree golenali in destra idraulica per consentire l’espansione dell’onda di piena.
A valle del centro abitato di Marzeno due interventi. In sinistra idraulica, in corrispondenza del nucleo abitato di Santa Lucia, una cassa da 1,6 milioni di mc. In destra idraulica, in corrispondenza del nucleo abitato di San Martino, una cassa da 630mila mca.
In corrispondenza di Faenza, il contenimento dei livelli idrici a difesa dell’abitato è attuato grazie ad una pluralità di interventi che sono stati valutati considerando come ultimata l’area di laminazione di via Cimatti attualmente in fase di realizzazione. Sono previsti rialzo e ringrosso dell’argine destro del fiume Lamone subito a valle dell’area via Cimatti, in adiacenza al quartiere di Borgo Durbecco. Tale rialzo dovrà avere uno sviluppo lineare che si estende fino al Ponte delle Grazie.
Un’area di laminazione in sinistra idraulica del fiume Lamone, in corrispondenza del meandro del quartiere di Orto Bertoni con tre possibili soluzioni: 1) la rimozione di un tratto di argine esistente del fiume Lamone al fine di consentire lo sfioro delle portate di piena dell’evento di riferimento nell’area del meandro; 2) la costruzione di rilevati arginali, connessi all’argine esistente, al fine di compartimentare l’area e difendere l’abitato e l’area cimiteriale posti in prossimità di tale area di laminazione; 3) eventuale riprofilatura del piano campagna all’interno del meandro per massimizzarne la capacità di laminazione.
In corrispondenza della confluenza tra Lamone e Marzeno un’area di laminazione nel meandro di via don Giovanni Verità e area compresa tra la via suddetta e il torrente Marzeno mediante l’adeguamento del rilevato arginale esistente e la creazione di nuovi argini. Risulta necessaria la delocalizzazione degli edifici presenti.

Montone (70 km), Ronco (75) e Fiumi Uniti (10)
I Fiumi Uniti costituiscono il più importante sistema idrografico della Romagna, composto da due corsi d’acqua principali, Montone e Ronco, originariamente dotati di foci distinte, che confluiscono presso Ravenna in seguito all’inalveamento artificiale del secolo XVIII. Il bacino ha una superficie complessiva di 1.241 kmq, suddivisibile nei due sottobacini del Rabbi-Montone (531 kmq) e del Bidente, che cambia il suo nome in Ronco a Meldola (626 kmq).
Per il Montone, nel tratto compreso tra la confluenza del rio Cosina e il Cer nell’area faentina, si prevede la realizzazione di tre aree a tracimazione controllata, poste sia in sinistra che in destra idraulica, in cui poter invasare un volume di circa 6,5 milioni di mc, interessando un areale di circa 500 ettari interamente ad uso agricolo.
Nel tratto a monte della confluenza di Montone e Ronco nei Fiumi Uniti (alle porte della città di Ravenna) è prevista un’area di tracimazione controllata, posta tra le due aste arginate: 900 ettari per un volume laminato pari a circa 4 milioni di mc.

Senio, 101 km
L’ultimo degli affluenti di destra del fiume Reno, si forma alla confluenza del rio di Campanara e del fosso della Aghezzola, che nascono alle pendici del monte Carzolano (1.187 mslm), in Toscana.
I primi 17 km sono in provincia di Firenze. Il bacino del Senio si chiude a Ponte del Castello (SS9 via Emilia), presso Castel Bolognese (270 kmq).
Si prevede l’adeguamento e il potenziamento del sistema difensivo per il contenimento dei livelli idrici in corrispondenza del centro di Isola (in sinistra) e della porzione dell’abitato di Riolo Terme prospiciente il corso d’acqua, presso il ponte della Sp306 (in destra e sinistra).
Tra Riolo e Tebano, a monte della confluenza del torrente Sintria, in destra una cassa di laminazione fuori linea, priva di opere di regolazione in alveo e attuata senza ribassamenti del piano golenale.
Il volume utile è stimato in 1,3 milioni mc. A valle della confluenza del torrente Sintria, è strategico il completamento delle casse di laminazione in località Cuffiano da 3,5 milioni di mc.
Tra Tebano e Ponte del Castello, in sinistra, il contenimento dei livelli idrici a difesa dell’abitato di Castel Bolognese è attuato grazie ad un nuovo sistema arginale, arretrato rispetto all’esistente e posto in prossimità dell’abitato, che si sviluppa, a partire da via Ghinotta, lungo i limiti dell’edificato per poi piegare verso est, pressoché parallelo alla via Emilia, fino a Ponte del Castello. In destra, il contenimento dei livelli idrici, a difesa della periferia occidentale di Faenza, è attuato potenziando (rialzo e ringrosso) il sistema arginale esistente lungo la sponda destra del rio Celle ed estendendolo verso monte fino alla Sp66.

Santerno, 103 km
Nasce sull’appennino imolese e confluisce nel Reno. Il Pai analizza il tratto compreso tra Castel del Rio a confluenza Reno, per circa 70 km.
A monte dell’A14 tra Imola e Castel Bolognese è prevista, in destra, la realizzazione di una cassa di laminazione fuori linea, priva di opere di regolazione in alveo e attuata con ribassamenti dei piani golenali. Il volume utile complessivo è stimato in 3,6 milioni di mc.
Il ponte di San Bernardino è uno dei punti critici. Nella zona di Mordano è prevista un’area di esondazione controllata, limitata a sud e a est dagli assi autostradali, ad ovest da via del Condotto, a nord da Valentonia e via Ordiere per circa 900 ettari complessivi. In zona Villa San Martino una cassa di laminazione da 7,5 milioni di mc.

Savio e Bevano gli altri corsi in provincia
Altri corsi d’acqua di minore consistenza toccano la provincia ravennate.
Il torrente Bevano origina dalle colline presso Bertinoro, il suo bacino di complessivi 320 kmq è quasi esclusivamente di pianura. Nel tratto iniziale funge da collettore di numerosi canali di bonifica e la sua foce in Adriatico è l’unica lasciata alla libera divagazione.
Il fiume Savio ha un bacino imbrifero chiuso a San Carlo di circa 639 kmq. Si snoda lungo un percorso tortuoso di 61 Km nel tratto collinare, ove raccoglie anche il contributo del suo affluente Borello, e per altri 27 Km in quello pianeggiante.

La Consar batte Lagonegro (3-1) e si qualifica alle semifinali di Coppa Italia

Come seppe fare due mesi fa in campionato, la Consar Ravenna ripete vittoria e punteggio (3-1) contro la Rinascita Lagonegro anche nei quarti di finale della Del Monte Coppa Italia di A2 e si qualifica per le semifinali: il 4 febbraio giocherà a Pineto, contro l’Abba, a sua volta impostasi su Siena.

Tesa e contratta nel primo set, dove subisce l’iniziativa e il gioco degli ospiti, ispirati da Cantagalli (8 punti), la formazione di Valentini annuncia il cambio di passo e di ritmo con il break di 7-0 all’inizio del secondo set, poi vinto non senza qualche patema, e dal terzo assume il comando della partita trovando molti punti nel suo tridente Zlatanov (18)-Dimitrov (19)-Bartolucci (14 punti, con tre ace e 4 muri e Mvp), che alla lunga si rivelano indigesti per la difesa ospite, e in Gottardo un efficace innesto a gara in corso.

E domenica (25 gennaio) si torna di nuovo alle vicende del campionato con la lunga trasferta a Taranto.

Il tabellino
Ravenna-Lagonegro 3-1 (17-25, 25-23, 25-17, 25-20)
CONSAR RAVENNA: Russo 5, Dimitrov 19, Canella 4, Bartolucci 14, Zlatanov 18, Valchinov 5, Goi (lib.), Gottardo 5. Ne: Iurlaro, Ciccolella, Giacomini, Bertoncello, Gabellini, Asoli (lib.). All.: Valentini.
RINASCITA LAGONEGRO: Sperotto 3, Cantagalli 19, Tognoni 5, Arasomwan 6, Raffaelli 12, Armenante 8, Fortunato (lib.), Pegoraro 4, Mastracci, Andonovic. Ne: Esposito, De Angelis (lib.), Sanchi. All.: Kantor.
ARBITRI: Ciaccio di Altofonte e Pazzaglini di Roma.
NOTE: durata set: 28’, 35’, 26’, 31’, tot. 120’. Ravenna (6 bv, 15 bs, 17 muri, 13 errori, 38% attacco, 59% ricezione), Lagonegro (4 bv, 8 bs, 12 muri, 14 errori, 34% attacco, 53% ricezione). Spettatori: 596. Mvp: Bartolucci.

«Porta Adriana è già un bene culturale, non ha bisogno di elementi aggiuntivi»

«Porta Adriana è già un bene culturale – con una sua essenza, una sua storia, una sua anima – che non ha bisogno di elementi aggiuntivi. Il nostro compito è quello di preservare i linguaggi storici e culturali di un elemento; permettere la lettura globale di un’opera che è già opera di per sé».

Sono le tanto attese parole di Federica Gonzato, soprintendente ad Archelogia, Belle Arti e Paesaggio (anche) della provincia, al centro del caso del giorno a Ravenna e dintorni, avendo respinto le richieste arrivate dal Comune di mantenere a Porta Adriana il tanto apprezzato “Pavimento” di Nicola Montalbini, opera d’arte realizzata appositamente per la Biennale di mosaico contemporaneo, conclusa nei giorni scorsi.

«Abbiamo dato il permesso di allestire il Pavimento a Porta Adriana, in quanto luogo di cultura in grado di ospitare una delle tante opere di un festival – continua Gonzato, da noi contattata al telefono -, così come tanti altri luoghi di cultura in città, e così come capita a Venezia per la Biennale, per esempio. Ma il nostro parere era legato solo a quella specifica richiesta, per un evento temporaneo, in quanto non andava a pregiudicare la storia del monumento. Una volta terminato l’evento, per noi viene meno il motivo stesso per cui era stato concesso il permesso. Anzi, proprio per occasioni come queste, è bene preservare questi spazi per eventuali eventi futuri, lasciarli liberi».

Gonzato sottolinea poi un aspetto forse passato in secondo piano. «Il nostro non è stato un giudizio di merito sull’opera di Montalbini, giudicarla non è il nostro compito, che è invece quello di preservare anche la memoria dell’antico, seguendo le normative del codice dei Beni culturali. Ed è quello che abbiamo fatto».

La soprintendente apre però a futuri sviluppi. «Ci fa piacere che l’opera sia stata tanto apprezzata e siamo già al lavoro con il Comune per trovarle un’altra collocazione, magari anche nelle vicinanze, ancora è presto per dirlo, ma da parte nostra c’è la massima apertura».

Completati i progetti per il rifacimento dei ponti ferroviari di Boncellino e Sant’Agata

Sono stati completati e inoltrati agli enti locali i progetti definitivi per la ricostruzione dei ponti ferroviari di Boncellino e Sant’Agata sul Santerno, gravemente colpiti dalle alluvioni del 2023.
A comunicare gli ultimi aggiornamenti del Ministero dei Trasporti è il gruppo provinciale di Fratelli d’Italia: per completare i lavori servirà un finanziamento totale di 80 milioni di euro (50 per Boncellino e 30 per Sant’Agata) che saranno reperiti nell’ambito della Convenzione Quadro sottoscritta tra il commissario straordinario e Rfi, con formalizzazione prevista entro dicembre 2026.

Il ponte di Boncellino sarà sostituito da una nuova travata metallica rialzata di 1,5 metri sopra l’argine, con adeguamento della livelletta ferroviaria (quota del binario), degli impianti di trazione elettrica e segnalamento, oltre al consolidamento delle opere d’arte (spalle e sostegni) e del rilevato ferroviario (terrapieno).

Il ponte di Sant’Agata sul Santerno prevede invece una nuova struttura con franco idraulico di 1,5 metri, accompagnata dall’adeguamento altimetrico del tracciato ferroviario per circa 3 km, comprendente anche la fermata di Sant’Agata e le opere collegate.

«Fratelli d’Italia continuerà a svolgere un monitoraggio passo dopo passo – comunicano dal partito -. affinché questi progetti non restino sulla carta ma si traducano in cantieri concreti e in infrastrutture sicure per i cittadini».

Un parco storico-naturalistico tra la saline per valorizzare paesaggio e reperti di “Cervia Vecchia”

Dall’unione tra paesaggio, tradizione e archeologia nascerà il nuovo parco storico-naturalistico delle saline di Cervia: l’amministrazione ha approvato il protocollo d’intesa per l’avvio dei lavori. Il progetto prevede un investimento di 100mila euro, messi a disposizione dal Comune, con l’obiettivo di creare un’area capace di coniugare la valenza ambientale e culturale delle saline, con particolare attenzione ai siti archeologici di Cervia Vecchia e Prato della Rosa.

Negli ultimi anni, infatti, le attività di ricerca archeologica condotte da Comune, sovrintendenza e università di Bologna, hanno permesso di scoprire reperti di rilevante interesse, capaci di attestare l’importanza del sito a livello nazionale e internazionale. Oltre a fornire un contributo per la conoscenza del patrimonio storico del territorio, i reperti rappresentano un’opportunità di di valorizzazione, tutela e fruizione pubblica dell’area anche in ambito culturale e turistico. Gli impegni del Comune previsti dal protocollo riguardano quindi il coordinamento delle attività del Comitato scientifico; la messa a disposizione delle risorse tecniche ed economiche per gli scavi; l’attivazione di azioni di valorizzazione e promozione del territorio, come incontri pubblici di approfondimento o allestimento di esposizioni temporanee dei reperti rinvenuti nell’area.

Va in questa direzione anche l’implementazione dei musei cittadini, con l’iscrizione del Musa nel sistema museale nazionale nel 2022 e le attività dell’Ecomuseo del Sale e del Mare, oltre alla futura apertura del Museo delle Acque.

La realizzazione del parco coinvolgerà direttamente anche la Regione Emilia-Romagna, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, il Comune di Cervia, l’Università di Bologna (Dipartimento di Storia Culture e Civiltà), l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po, la srl Parco della Salina e l’Associazione “Gruppo Culturale Civiltà Salinara”.

«Questo protocollo d’intesa pone le basi del recupero e della valorizzazione dell’area di maggiore pregio storico, archeologico paesaggistico ed ambientale del nostro territorio – commenta la giunta cervese -. L’obiettivo è anche quello di potenziare l’offerta turistica della nostra località, incentivando le importanti risorse culturali e ambientali esistenti. Il Parco Archeologico è uno degli obiettivi fondamentali del programma di mandato e l’impegno per rendere fruibili ed accessibili le sue ricchezze è una priorità».

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: ecco le iniziative nel Comune di Ravenna

Martedì 27 gennaio ricorre l’81° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta nel 1945. La data è stata istituita per celebrare il Giorno della Memoria e ricordare la Shoah, la deportazione e lo sterminio nei campi di concentramento di milioni di persone. Il Comune di Ravenna, insieme ad altre istituzioni e realtà del territorio, ha organizzato un programma di iniziative, che si svolgeranno già a partire da giovedì 22 e fino a giovedì 29 gennaio. 

«Il Giorno della Memoria – afferma il sindaco Alessandro Barattoni – è la commemorazione sentita e profonda delle vittime della Shoah nei terribili campi di concentramento nazisti, ma deve essere anche altro. Purtroppo ciò che è accaduto ha insegnato finora poco, forse nulla. Ma la posta in gioco – la convivenza civile e in pace tra i popoli, nel rispetto delle differenze e delle idee di ciascuno – è troppo alta perché si possa anche solo per un momento pensare di abdicare al dovere della memoria e a quello dell’impegno a fare di tutto perché ciò che è accaduto non accada mai più.
Non possono esserci gerarchie degli oppressi e del dolore, ma è fondamentale affermare e coltivare, attraverso il ricordo di ciò che è stato, il rispetto e il valore di ogni singola vita umana al di là di ogni ideologia, appartenenza sociale, politica o geografica».

Giovedì 22 gennaio, alle 10, nella sala Nullo Baldini, in via Guaccimanni 10, sul tema “La Shoah dopo la Shoah: oltre gli usi strumentali della più grande tragedia” avrà luogo la presentazione del libro “Questa terra è nostra da sempre” con l’autore Arturo Marzano (Università Roma Tre) Laterza, Fact Checking, 2024); introduzione a cura di Alessandro Luparini, direttore Fondazione Casa di Oriani e Giuseppe Masetti direttore Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia. L’evento è promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e dalla Fondazione Casa di Oriani. 

Martedì 27 gennaio, alle 9, nell’atrio della stazione ferroviaria di Ravenna si terrà l’Omaggio alla lapide in memoria degli ebrei transitati per la stazione di Ravenna con destinazione Auschwitz, alla presenza del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni e del presidente del Consiglio comunale Daniele Perini. Seguirà lettura dedicata al tema della memoria a cura degli studenti e delle studentesse del liceo classico Dante Alighieri; alle 10.30, nella scuola primaria Mordani, in via Mordani 5, sul tema “Memoria, memorie”, alunne e alunni coordinati dalla comunità educante del plesso Mordani ricorderanno con letture, canti e riflessioni il progetto “Un compagno di scuola, Roberto Bachi, Auschwitz, matricola n. 167973”, e i suoi promotori Danilo Naglia, Sergio Squarzina, Silvano Rosetti e il direttore didattico Giorgio Gaudenzi; alle 11 a Piangipane, al Cimitero di guerra, in via Piangipane, 24, avrà luogo l’omaggio dell’Amministrazione comunale ai Caduti della Brigata ebraica; alle 17 nella sala Nullo Baldini, in via Guaccimanni 10, presentazione del documentario Album(s) d’Auschwitz di Blanche Finger e William Karel (Francia, 2011) – Storia della più autorevole fonte iconografica dello sterminio. Introduzione a cura di Giuseppe Masetti direttore Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia; evento promosso dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna. 

Mercoledì 28 gennaio, alle 9.30, nella sala del Consiglio comunale, in piazza Del Popolo 1, si svolgerà la Consulta delle ragazze e dei ragazzi dedicata al Giorno della Memoria: Odio, discriminazione, pregiudizio sempre lo stesso dolore – Riflessioni in occasione del “Giorno della Memoria”. Sono previsti i saluti del sindaco Alessandro Barattoni cui seguirà l’apertura dei lavori da parte del presidente della Consulta che prevedono riflessioni con lettura a cura di Nicoletta Bacco della biblioteca Classense ed Esercizi di Democrazia-ripasso: Legge 20 luglio 2000, n. 211 “Istituzione del ‘Giorno della Memoria’” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” – coordina i lavori l’assessore alla Partecipazione Giancarlo Schiano.

Giovedì 29 gennaio, alle 10.30, al teatro Rasi, in via Di Roma 39, Marco Baliani parlerà “Del coraggio silenzioso”, quattro storie, un invito a riflettere sul valore delle scelte individuali e sulla forza etica di un coraggio discreto e silenzioso, dedicato agli studenti della Romagna, gratuito per tutti gli istituti scolastici (prenotazione obbligatoria); eventuali posti disponibili saranno aperti alla cittadinanza fino a esaurimento; segreteria organizzativa: Romagna Iniziative tel. 351.2802008 info@romagnainiziative.it

L’Istituzione biblioteca Classense propone “Per non dimenticare”, un percorso bibliografico rivolto a ragazze e ragazzi scaricabile alla pagina https://www.classense.ra.it/wp-content/uploads/2025/01/GiornodellaMemoria-2025.pdf  o reperibile nelle biblioteche e “Triangoli d’odio”, simbologia e semiologia dello sterminio, percorso di letture alla pagina di Scoprirete: https://scoprirete.bibliotecheromagna.it/opac/list/triangoli-dodio/527373618710

Il calendario delle iniziative promosse dal servizio Decentramento rivolte alle scuole sul territorio comunale è consultabile al link: https://www.comune.ra.it/il-comune/decentramento/

Riqualifica dell’area tra via Drei e via Gentili: in arrivo un parco urbano attrezzato e nuovi parcheggi

Dopo anni di attesa, Faenza si avvia verso la riqualifica dell’area tra via Dre e via Gentili. L’intervento sarà realizzato grazie alla collaborazione tra pubblico e privato con il Gruppo Ritmo Srl.

La società ha infatti acquisito un lotto di circa 60mila metri quadrati, al centro di un progetto di trasformazione avviato nel 2010 e rimasto finora incompiuto. Oggi, la previsione per l’inaugurazione del primo fabbricato residenziale è prevista nella prossima primavera. Il piano di riqualificazione prevede la cessione al Comune di circa 10mila metri quadrati tra strade pubbliche e parcheggi, contribuendo così in modo significativo al miglioramento della viabilità e dei servizi dell’area. A questo si aggiunge la realizzazione di un nuovo grande parco urbano di circa 15mila metri quadrati, destinato a diventare un punto di riferimento per i residenti della zona.

Il parco si collegherà con l’esistente Giardino di via Fornarina, ampliandone la superficie e le funzioni. Il progetto ambientale prevede la piantumazione di oltre 3 esemplar di alberi, cespugli e siepi, oltre a nuove dotazioni di arredo urbano come illuminazione pubblica, panchine, tavoli da picnic, un’area giochi attrezzata per bambini e un’area di sgambamento cani.

Accanto a questi spazi pubblici sorgeranno circa 80 tra appartamenti, villette e ville in gestione al gruppo immobiliare: «Con questo intervento – fanno sapere dalla società – il Gruppo Ritmo si propone non solo come operatore immobiliare, ma come attore attivo nella rigenerazione urbana di Faenza, città dove è stata anche inaugurata una sede in corso Garibaldi, portando a compimento un progetto bloccato da anni e restituendo alla città un’area strategica trasformata in un nuovo spazio di relazione, verde e servizi».

Al via a primavera i lavori per la variante tra Argenta e Ponte Bastia: collegherà Ravenna al ferrarese

Dopo anni di attesa, sta per partire il cantiere della variante alla SS16 tra Argenta e Ponte Bastia, al confine della provincia di Ravenna. Si tratta di un investimento di oltre 250 milioni di euro.
La partenza dei lavori del primo stralcio (di circa 8 km) è fissata a primavera, con la chiusura dei cantieri prevista entro i prossimi 4 anni. Questa la risposta dell’assessora Irene Priolo all’interpellanza del consigliere Paolo Calvano che, insieme ai colleghi Marcella Zappaterra, Eleonora Proni e Niccolò Bosi aveva richiesto un sollecito ad Anas per un cronoprogramma definitivo.
«Dopo il superamento dell’ultimo ostacolo burocratico, avvenuto con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha rigettato i ricorsi, Anas ha avviato le procedure di gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, stipulando poi il contratto con l’impresa aggiudicataria – spiega l’assessora -. Ora il progetto esecutivo è in aggiornamento, e l’elaborazione finale redatta dall’affidatario sarà presto sottoposta a Regione e Ministero dell’Ambiente per le ultime procedure di verifica» 
Il consigliere Calvano ha quindi ribadito come la variante sia un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio ferrarese, per dare gambe alla Zona Logistica Semplificata e rafforzare il collegamento con il Porto di Ravenna. Al contempo, la variante libererà il centro abitato di Argenta dal traffico pesante, garantendo una riduzione dell’inquinamento e il miglioramento della sicurezza stradale: «L’impegno della Regione, su un’infrastruttura attesa dalla fine degli anni Novanta, permette oggi di dare certezze a un territorio che attende risposte da decenni. Le istituzioni regionali continueranno a monitorare l’avanzamento delle procedure affinché il cronoprogramma venga rispettato, garantendo la conclusione dei lavori entro il 2030» conclude Calvano.

Doppia richiesta di pagamento per ticket già saldati: Cgil evidenzia l’errore di Ausl Romagna

Richieste di doppio pagamento per ticket sanitari già saldati: Cgil e Federconsumatori Ravenna evidenziano l’errore di Ausl Romagna che nelle ultime settimane ha portato diversi cittadini agli sportelli del sindacato, lamentando la nuova richiesta di rimborso per prestazioni sanitarie in realtà già pagate.

Contattati dagli operatori di Cgil e Federconsumatori, gli uffici dell’Ausl Romagna hanno quindi riconosciuto un errore di sistema che ha portato l’azienda a inviare alcune comunicazioni errate riguardanti il “Recupero Ticket”. Al termine di alcune verifiche interne, sono già partite le comunicazioni di rettifica verso gli utenti. «Chi non la dovesse però ricevere può comunque rivolgersi ai nostri sportelli per ricevere assistenza – comunicano dal sindacato -. con la comunicazione dell’azienda e la ricevuta di pagamento dei ticket».

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