mercoledì
27 Maggio 2026

Riqualifica dell’area tra via Drei e via Gentili: in arrivo un parco urbano attrezzato e nuovi parcheggi

Dopo anni di attesa, Faenza si avvia verso la riqualifica dell’area tra via Dre e via Gentili. L’intervento sarà realizzato grazie alla collaborazione tra pubblico e privato con il Gruppo Ritmo Srl.

La società ha infatti acquisito un lotto di circa 60mila metri quadrati, al centro di un progetto di trasformazione avviato nel 2010 e rimasto finora incompiuto. Oggi, la previsione per l’inaugurazione del primo fabbricato residenziale è prevista nella prossima primavera. Il piano di riqualificazione prevede la cessione al Comune di circa 10mila metri quadrati tra strade pubbliche e parcheggi, contribuendo così in modo significativo al miglioramento della viabilità e dei servizi dell’area. A questo si aggiunge la realizzazione di un nuovo grande parco urbano di circa 15mila metri quadrati, destinato a diventare un punto di riferimento per i residenti della zona.

Il parco si collegherà con l’esistente Giardino di via Fornarina, ampliandone la superficie e le funzioni. Il progetto ambientale prevede la piantumazione di oltre 3 esemplar di alberi, cespugli e siepi, oltre a nuove dotazioni di arredo urbano come illuminazione pubblica, panchine, tavoli da picnic, un’area giochi attrezzata per bambini e un’area di sgambamento cani.

Accanto a questi spazi pubblici sorgeranno circa 80 tra appartamenti, villette e ville in gestione al gruppo immobiliare: «Con questo intervento – fanno sapere dalla società – il Gruppo Ritmo si propone non solo come operatore immobiliare, ma come attore attivo nella rigenerazione urbana di Faenza, città dove è stata anche inaugurata una sede in corso Garibaldi, portando a compimento un progetto bloccato da anni e restituendo alla città un’area strategica trasformata in un nuovo spazio di relazione, verde e servizi».

Al via a primavera i lavori per la variante tra Argenta e Ponte Bastia: collegherà Ravenna al ferrarese

Dopo anni di attesa, sta per partire il cantiere della variante alla SS16 tra Argenta e Ponte Bastia, al confine della provincia di Ravenna. Si tratta di un investimento di oltre 250 milioni di euro.
La partenza dei lavori del primo stralcio (di circa 8 km) è fissata a primavera, con la chiusura dei cantieri prevista entro i prossimi 4 anni. Questa la risposta dell’assessora Irene Priolo all’interpellanza del consigliere Paolo Calvano che, insieme ai colleghi Marcella Zappaterra, Eleonora Proni e Niccolò Bosi aveva richiesto un sollecito ad Anas per un cronoprogramma definitivo.
«Dopo il superamento dell’ultimo ostacolo burocratico, avvenuto con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha rigettato i ricorsi, Anas ha avviato le procedure di gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, stipulando poi il contratto con l’impresa aggiudicataria – spiega l’assessora -. Ora il progetto esecutivo è in aggiornamento, e l’elaborazione finale redatta dall’affidatario sarà presto sottoposta a Regione e Ministero dell’Ambiente per le ultime procedure di verifica» 
Il consigliere Calvano ha quindi ribadito come la variante sia un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio ferrarese, per dare gambe alla Zona Logistica Semplificata e rafforzare il collegamento con il Porto di Ravenna. Al contempo, la variante libererà il centro abitato di Argenta dal traffico pesante, garantendo una riduzione dell’inquinamento e il miglioramento della sicurezza stradale: «L’impegno della Regione, su un’infrastruttura attesa dalla fine degli anni Novanta, permette oggi di dare certezze a un territorio che attende risposte da decenni. Le istituzioni regionali continueranno a monitorare l’avanzamento delle procedure affinché il cronoprogramma venga rispettato, garantendo la conclusione dei lavori entro il 2030» conclude Calvano.

Doppia richiesta di pagamento per ticket già saldati: Cgil evidenzia l’errore di Ausl Romagna

Richieste di doppio pagamento per ticket sanitari già saldati: Cgil e Federconsumatori Ravenna evidenziano l’errore di Ausl Romagna che nelle ultime settimane ha portato diversi cittadini agli sportelli del sindacato, lamentando la nuova richiesta di rimborso per prestazioni sanitarie in realtà già pagate.

Contattati dagli operatori di Cgil e Federconsumatori, gli uffici dell’Ausl Romagna hanno quindi riconosciuto un errore di sistema che ha portato l’azienda a inviare alcune comunicazioni errate riguardanti il “Recupero Ticket”. Al termine di alcune verifiche interne, sono già partite le comunicazioni di rettifica verso gli utenti. «Chi non la dovesse però ricevere può comunque rivolgersi ai nostri sportelli per ricevere assistenza – comunicano dal sindacato -. con la comunicazione dell’azienda e la ricevuta di pagamento dei ticket».

Un investimento da 2,5 milioni per finanziare venti progetti di sicurezza tra i comuni dell’Emilia-Romagna

Sicurezza. Venti progetti per città più sicure e vivibili, oltre 2,5 milioni di euro dalla Regione nel 2025 per gli Accordi di programma con Comuni e Unioni. De Pascale: “Una delle criticità più sentite dalle cittadine e dai cittadini e una sfida per le istituzioni. Come Emilia-Romagna rafforziamo il nostro impegno più che raddoppiando le risorse per il 2026

Un patto istituzionale con il Governo, i Comuni e le amministrazioni territoriali: il presidente scrive alla premier Meloni, al ministro Piantedosi e a tutti i presidenti di Regione. Secondo i dati 2023 forniti dall’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano sulla distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio, in Emilia-Romagna sono 235 gli agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100mila abitanti, tra i valori più bassi a livello nazionale

 

La Regione Emilia-Romagna stipula venti accordi per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità con altrettanti Comuni e Unioni, grazie ad un investimento oltre 2,5 milioni di euro per promuovere interventi di rigenerazione urbana, potenziamento della videosorveglianza e attività di mediazione sociale e culturale. Si tratta di risorse più che raddoppiate rispetto al 2025, per intervenire su un aspetto considerato oggi prioritario dalla Regione, soprattutto a fronte dei dati forniti nel 2023 dall’Osservatorio dell’Università Cattolica di Milano sulla distribuzione delle forze dell’ordine in Italia. L’Emilia-Romagna infatti risulta tra gli ultimi posti, con 235 poliziotti e carabinieri ogni 100mila abitanti, tra i valori più bassi a livello nazionale. L’Emilia-Romagna è anche in fondo alla classifica delle regioni per il rapporto tra forze di polizia e criminalità, che è pari a 0,13, uno dei più critici in Italia.

Gli accordi interesseranno anche la provincia di Ravenna, con quattro progetti finanziati per un totale di 455.500 euro. All’interno del Comune sarà avviato il progetto “Sicurezza integrata dell’area antistante lo studentato e del sottopasso di collegamento con la stazione delle autolinee”, con un intervento di riqualificazione dell’area tra le piazze Luigi Carlo Farini e Aldo Moro, Viale Pallavicini e nel sottopasso di collegamento e agli Speyer. In particolare, si prevede il rifacimento dell’intero sottopasso e dei giardini, che saranno valorizzati anche con l’inserimento di arredi urbani e attrezzature sportive destinate ai residenti e ai ragazzi del vicino studentato. Verrà inoltre potenziata la rete comunale di videosorveglianza e dell’illuminazione pubblica. Infine verrà avviato un programma di riduzione del danno, inclusione e mediazione sociale, con il potenziamento del servizio di educativa di strada e dalla promozione di iniziative di animazione socioculturale. Il costo totale per le iniziative nella città di Ravenna è di 165mila euro, e la Regione assicura un contributo di 132 mila euro. 

A Cervia, prenderà il via “Sicuricervia, comparto San Giorgio”, un progetto pensato per migliorare sicurezza e vivibilità nei pressi della stazione ferroviaria e dell’ospedale San Giorgio, attraverso interventi di prevenzione integrata e cura dello spazio urbano. Si prevede il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di telecamere di videosorveglianza e il posizionamento di nuovi arredi urbani come panchine, pensilina del bus e ancoraggi performanti per biciclette. Si pensa poi ad azioni di animazione sociale e culturale, con la realizzazione di eventi e l’allestimento di esposizioni temporanee in collaborazione con le associazioni locali. Il costo totale del progetto è di 125mila euro, finanziato per 100mila dalla Regione.

Russi concentra invece le iniziative di prevenzione nella frazione di San Pancrazio, con “San Pancrazio sicura – Spazi vivi per una comunità attiva”: oltre al potenziamento del sistema di videosorveglianza, l’area della scuola primaria Lama e il parco Silvestroni godranno di nuova illuminazione e del ripristino e rafforzamento delle recinzioni, dell’adeguamento degli arredi e della riqualifica del campo sportivo, con attività di animazione educativa e sportiva. Infine, sarà implementato un servizio di sorveglianza sussidiaria. Il costo totale del progetto è di 120.400 euro, con un contributo di 95.500 dalla Regione.

Infine, per i comuni dell’Unione della Romagna Faentina partirà il progetto “Sicurezza Urbana in Unione, per una migliore socialità”: al centro ci saranno le nuove generazioni, con azioni mirate alla prevenzione delle condotte antisociali, al contrasto della dispersione scolastica e alla costruzione di percorsi educativi e formativi, anche grazie alla collaborazione con scuole, enti del terzo settore e aziende del territorio. È previsto inoltre il potenziamento del sistema di videosorveglianza in alcune zone sensibili del Parco Bucci e Parco della Rocca a Faenza. Sarà inoltre avviata, in accordo con la Prefettura di Ravenna, la sperimentazione della figura degli Street Tutor, con compiti di mediazione sociale e supporto alle attività di prevenzione dei rischi nei pressi di locali pubblici e durante eventi. Il costo totale del progetto è di 160mila euro, con un finanziamento regionale pari a 128mila euro. 

«La sicurezza è oggi una delle principali criticità segnalate dai cittadini e rappresenta una sfida che Comuni, Regioni e Governo devono affrontare insieme – afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale -. Come Emilia-Romagna abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno, più che raddoppiando nel 2026 le risorse messe a disposizione per sostenere i progetti di Comuni e Unioni. I fatti di cronaca registrati anche in queste ultime settimane dimostrano quanto sia urgente affrontare questo tema con serietà, superando le divergenze politiche e costruendo un patto istituzionale per la sicurezza pubblica fondato su un forte coordinamento territoriale».

Rubano cosmetici in una profumeria del centro: arrestate due ragazze di 19 e vent’anni

Si aggiravano tra make-up e profumi come due ragazze qualunque, ma stavano strappando i dispositivi antitaccheggio per intascarsi i cosmetici: due giovani, di 19 e vent’anni, sono state sorprese a inizio settimana in possesso della refurtiva rubata all’interno della profumeria di via IV novembre, nel pieno centro di Ravenna. A causa della rimozione forzata dei dispositivi di sicurezza, i prodotti non sarebbero più idonei alla vendita, costando alle ragazze l’accusa di furto aggravato. Una volta fermate dagli agenti della polizia di stato, sono state accompagnate negli uffici della Questura per le formalità di rito.

In un primo momento, l’autorità giudiziaria ha disposto per loro gli arresti domiciliari, convalidato dal giudizio successivo e con obbligo di firma in questura per tre volte a settimana. Nella stessa giornata, il personale di polizia si è trovato alle prese anche con un tentativo di furto, che ha portato alla denuncia di un minorenne albanese sorpreso mentre cercava di rubare all’inernod el centro commerciale “Gallery” di Ravenna.

Controlli in cantiere: accordi fraudolenti e evasione di contributi in quattro aziende del ravennate

Accordi di distacco solo sulla carta, utilizzati in realtà per avere manodopera a basso costo ed evitare il pagamento dei contributi. Questo è quanto scoperto dagli operatori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna (Itl), durante un controllo in un cantiere edile della città. I controlli hanno permesso di recuperare contributi non versati per oltre 80 mila euro.

Le indagini sono partite nel 2025, soffermandosi sulla posizione lavorativa di 20 operai. Dalle verifiche sarebbe emerso che due delle quattro imprese operanti nel cantiere avrebbero sottoscritto accordi di distacco “non genuini”: secondo gli ispettori, si sarebbe trattato solo di un pretesto formale per fornire lavoratori all’azienda esecutrice, azzerando di fatto i costi del lavoro. Anche le altre due società avrebbero utilizzato lo stesso metodo con l’intento di disporre di manodopera abbattendo gli oneri del lavoro, ma in questo caso, senza nemmeno stipulare un finto contratto di distacco.

Gli ispettori avrebbero inoltre appurato che le ore di lavoro indicate in busta paga non corrispondono a quelle effettivamente svolte: le ore lavorative sarebbero state registrate solo parzialmente (per risparmiare sugli obblighi d contributo) e in alcuni casi non sono state segnate quelle di straordinario. Uno degli operai sarebbe stato inoltre pagato in contanti, violando la norma che prevede dal 2018 il pagamento dello stipendio con modalità tracciabili.

Il caso del mosaico di Porta Adriana arriva sulla scrivania del ministro alla Cultura

La decisione delle Soprintendenza di far rimuovere il mosaico di Porta Adriana, come prevedibile, ha scontentato tutti. E anche la politica si ritrova compatta. In prima battuta, per esempio, era stata Forza Italia (con una nota del capogruppo Alberto Ancarani) a definire «inaccettabile» la scelta, «un grave errore che mette in discussione il rapporto tra istituzioni dello Stato e comunità ravennate». Lo stesso Ancarani aveva invitato i parlamentari del territorio a occuparsi del caso dell’opera d’arte di Nicola Montalbini, realizzata nell’ambito della Biennale di mosaico contemporaneo e destinata a essere smantellata nei prossimi giorni.

Ed ecco che la deputata ravennate del Partito Democratico, Ouidad Bakkali, comunica il giorno dopo di aver presentato un’interrogazione in Commissione parlamentare in cui chiede al Ministro quali siano le motivazioni alla base della decisione negativa assunta dalla Soprintendenza e se, per quanto di competenza, intenda intervenire per favorire almeno una ricollocazione dell’opera in uno spazio pubblico e centrale della città.

«Su questa vicenda – sono le parole di Bakkali – si è espresso in modo chiaro e unanime l’intero Consiglio comunale di Ravenna, senza divisioni politiche, e il sindaco e l’assessore hanno messo in campo ogni possibile interlocuzione istituzionale. A questo si è aggiunta una mobilitazione spontanea della cittadinanza, testimoniata anche dalla raccolta firme, e la piena disponibilità dell’artista a lavorare insieme al Comune per una collocazione alternativa, pubblica e accessibile, che consenta di continuare a fruire dell’opera. Ciò che rende questa vicenda particolarmente significativa è il fatto che una comunità si sia riconosciuta in un’opera d’arte, sentendola come parte del proprio spazio pubblico e della propria identità. Quando l’arte pubblica riesce a generare relazioni, rigenerare luoghi e costruire senso di appartenenza, è necessario che le istituzioni sappiano ascoltare e dialogare.
Ancora più rilevante è che sia la cittadinanza stessa a chiedere di poter partecipare ai processi che riguardano il patrimonio culturale: un segnale democratico prezioso, che merita attenzione e rispetto».

Bakkali invita inoltre il Ministro della Cultura a visitare personalmente l’opera, «affinché possa rendersi conto di ciò che questa esperienza rappresenta: un esempio concreto di come l’arte possa animare gli spazi pubblici e creare cittadinanza».

In Bassa Romagna passeggiate per neo genitori o in attesa di diventarlo

Partono tra pochi giorni le “Passeggiate per genitori in attesa e neo-genitori” in sei luoghi della Bassa Romagna, un ciclo di eventi promossi dall’Ausl Romagna e che si avvarranno del contributo di un tecnico dell’attività motoria e di alcune operatrici del Centro per le famiglie dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Un’iniziativa che rientra nel quadro della promozione degli stili di vita sani nei primi 1.000 giorni di vita del bambino. Le passeggiate saranno momenti informali di benessere, confronto e socializzazione tra le vie dei comuni della Bassa Romagna. Le camminate in programma sono sei, una al mese con partenza alle 10 del mattino, e saranno condotte da tecnici dell’Attività motoria del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di Ravenna.

Si partirà martedì 27 gennaio a Lugo, in piazza Martiri della Libertà 1, per poi proseguire il 17 febbraio a Cotignola, con ritrovo e partenza da piazza Vittorio Emanuele II 31, il 17 marzo a Fusignano, in corso Renato Emaldi 115, il 28 aprile a Massa Lombarda, in piazza Matteotti 16, il 26 maggio ad Alfonsine, in piazza Gramsci 1, e il 23 giugno a Bagnacavallo, in piazza della Libertà 12.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione consigliata attraverso i canali del Centro per le famiglie, ossia i numeri di telefono 0545 299397 e 366 6156306, oppure la mail centrofamiglie@unione.labassaromagna.it.

La comunità iraniana di Ravenna scende in piazza: «La sola partecipazione è un atto di solidarietà»

Uccisioni in strada, accesso alle comunicazioni bloccato e repressione: la comunità iraniana di Ravenna scende in piazza sabato 24 gennaio, per richiamare l’attenzione sulla grave situazione che sta affliggendo in questo momento il Paese. L’appuntamento è in piazza Andrea Costa alle 16, per dare origine al corteo che raggiungerà piazza del Popolo alle 17. 

Dall’8 gennaio, in seguito al blocco dell’accesso a internet imposto dal regime, la voce della popolazione iraniana è stata silenziata. Le proteste sono tutt’ora in corso in molte città del Paese, con forti azioni di repressione contro i cittadini e le cittadine che continuano a chiedere diritti umani fondamentali, democrazia e libertà. 

«Questa iniziativa nasce per sostenere chi oggi, con grande coraggio, continua a protestare e a resistere nonostante i rischi, e per contribuire a mantenere alta l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo – spiegano gli organizzatori -. La vostra partecipazione sarebbe per noi di grande valore. Crediamo che il vostro supporto possa aiutare ad amplificare le richieste di chi sta lottando in Iran per diritti e libertà fondamentali. Accoglieremmo con gratitudine qualsiasi forma di sostegno, attraverso la partecipazione alla protesta, la diffusione di informazioni o la condivisione dell’evento».

Sedici mesi dopo l’alluvione, un futuro per Traversara: destinati quasi 3 milioni alla sicurezza del borgo

Per la prima volta dall’alluvione del settembre 2024, Traversara di Bagnacavallo ritrova una prospettiva concreta di futuro: la nuova ordinanza della struttura commissariale (numero 56, consultabile online) va a destinare quasi 3 milioni di euro per una prima fase di messa in sicurezza della zona rossa, tramite una bonifica ambientale e alcune opere di demolizione delle infrastrutture più colpite e una seconda fase dedicata alla ricostruzione pubblica e privata che possa consentire un rapido ritorno alla normalità.

L’ordinanza è frutto del lavoro della commissione voluta dallo stesso commissario alla ricostruzione, Fabrizio Curcio, e dalla Regione nello scorso settembre: in due mesi sono stati sette gli incontri, incluso un sopralluogo, per definire il percorso dei prossimi mesi. Il provvedimento sperimenta per la prima volta un approccio che integra interventi pubblici e privati in un’unica regia coordinata dal Comune.

Il provvedimento si basa su tre pilastri: il primo riguarda la bonifica ambientale delle aree esterne: grazie a un investimento di 725mila euro è prevista la rimozione della vegetazione infestante, dei materiali e dei rifiuti derivanti dagli eventi alluvionali, con l’obiettivo di restituire dignità e salubrità al territorio. Il secondo è dedicato al Cantiere unico per le demolizioni (a disposizione 660mila euro): si provvederà all’eliminazione dei rischi e delle condizioni di pericolo della zona rossa, una fase alla quale potranno aderire anche i proprietari privati, i cui edifici irrecuperabili potranno essere quindi demoliti a cura del Comune nell’ambito del cantiere unico, presentando successivamente l’istanza di contributo per la ricostruzione. Infine, il riassetto urbanistico e la ricostruzione pubblica: grazie a un finanziamento di 1,4 milioni di euro è prevista la riprogettazione del tessuto urbano di Traversara con la realizzazione di una nuova viabilità interna e il ripristino delle infrastrutture e dei servizi danneggiati. L’obiettivo è restituire alla sua comunità un nucleo urbano vivo. Tutti gli interventi, naturalmente, saranno finalizzati alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico dell’area. Il piano andrà adottato non oltre il 31 marzo 2026 e sarà considerato ‘prioritario’ dalla Regione Emilia-Romagna.

«Questa ordinanza è il risultato di un lavoro costruito insieme, grazie a un confronto continuo con la comunità di Traversara e a un impegno condiviso tra istituzioni – aggiunge Curcio-. Rappresenta un passaggio fondamentale per dare risposte concrete ai cittadini, in particolare a coloro che, nelle aree individuate dalla normativa, hanno richiesto la delocalizzazione. Allo stesso tempo l’ordinanza chiarisce chi deve fare cosa, suddividendo in modo trasparente le responsabilità tra i diversi livelli istituzionali, ma mantenendo un coordinamento unitario».

Per il ripristino e il rinforzo dell’argine sinistro del Lamone, è in corso l’infissione di una serie di palancole, con metodo statico attraverso il cosiddetto “sistema treno”, che lavora dalla sommità degli argini avanzando via via e appoggiandosi alle palancole stesse. Si prevede che i lavori dureranno alcune settimane. A questa prima tranche, da 7,5 milioni di euro (con risorse dell’ordinanza commissariale), ne seguirà una seconda, di uguale valore. Sempre sul Lamone, oltre a queste opere in corso nel tratto di pianura (all’altezza di Villanova), sono stati finanziati e quasi tutti conclusi, o in via di conclusione, una lunga serie di interventi di somma urgenza, tutte in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Tra queste, i lavori (per oltre 5 milioni di euro) per il ripristino degli argini in sinistra e destra idraulica sempre del Lamone nei comuni di Ravenna, Russi e Bagnacavallo (in località Traversara); le opere, in corso (1 milione 700mila euro) sull’argine sinistro del corso d’acqua danneggiato nel tratto da Ponte dell’Albergone fino a valle dell’abitato di Traversara.

Il sindaco della città, Matteo Giacomoni, commenta così la nuova ordinanza: «Ringrazio il Commissario straordinario ingegnere Curcio, tutta la struttura commissariale, la Regione Emilia-Romagna e tutti i soggetti che hanno lavorato per dare un importante impulso alla costruzione di questa Ordinanza speciale su Traversara – scrive Giacomoni in una nota alla stampa -. Aspettavamo questa pubblicazione per poter procedere con i lavori di ricostruzione e ripristino della frazione di Traversara. Questo per noi è un momento fondamentale che segna ufficialmente l’inizio della ricostruzione privata. Sappiamo che sarà un cammino impegnativo che vogliamo condividere passo passo con la comunità. Il 2026 sarà per noi l’anno della ripresa definitiva del nostro territorio».

Legacoop cerca nuovi soci per implementare la rete di comunità energetiche rinnovabili

Legacoop Romagna cerca nuovi soci per dare vita a un modello energetico condiviso e cooperativo, capace di valorizzare la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, ridurre i costi energetici e generare benefici ambientali e sociali: sono aperte per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini le adesioni alla piattaforma “Energia Romagna”, nata per creare e gestire una rete di Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer).

Il progetto è strutturato come una piattaforma territoriale unica, all’interno della quale vengono attivate progressivamente le singole comunità: in totale sono previste 44 Cer su tutta la Romagna, con regole e servizi omogenei. Possono aderire imprese, enti e cittadini interessati a partecipare a un percorso “di prossimità”, con referenti locali e un modello costruito sui bisogni dei territori.

Il percorso è già avviato e in espansione: entro il 2026 Energia Romagna prevede diattivare in Romagna circa 6 MW in circa 10 configurazioni; a questo si somma l’ingresso della CER Circondario Imolese, che porta nel network altre 5 configurazioni in avvio e fino a 6 MW di potenza in allaccio entro lo stesso orizzonte temporale. Complessivamente, il network – che con questa adesione arriva a quattro comunità – punta quindi a mettere a terra entro il 2026 fino a 12 MW di potenza e almeno 15 configurazioni attive, rafforzando in modo significativo la crescita della rete e le ricadute positive per il territorio.

«L’obiettivo di Energia Romagna – spiega il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – è rendere semplice entrare in un modello energetico condiviso e cooperativo, dove l’energia prodotta e condivisa aumenta il valore sul territorio e anche i consumi contribuiscono a generare benefici economici e sociali per chi partecipa e per la comunità». Per aderire al progetto o richiedere ulteriori informazioni è possibile scrivere a www.energiaromagna.it o telefonare al 339 2074800.

La Soprintendenza dice no: il “Pavimento” di Nicola Montalbini dovrà essere smontato e portato via da Porta Adriana

Il “Pavimento” di Nicola Montalbini dovrà essere smantellato e portato via da Porta Adriana, come inizialmente previsto. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna (il cui parere è vincolante) ha infatti bocciato le proposte del Comune che – a furor di popolo – aveva presentato due progetti per mantenere, almeno provvisoriamente, il tappeto in mosaico dell’artista ravennate.

[+++AGGIORNAMENTO: a questo link le motivazioni della Soprintendenza+++]

Si tratta di una delle opere più chiacchierate dell’ultima Biennale di Mosaico contemporaneo, apprezzata sia alla critica (qui la recensione della nostra Serena Simoni) che al pubblico, politica (pure di centrodestra) compresa. Tanto che appunto il Comune aveva presentato a metà dicembre un primo progetto in cui proponeva di mantenere stabilmente il Pavimento a Porta Adriana, garantendo comunque la reversibilità. Non avendo ricevuto risposta dalla Soprintendenza, l’Amministrazione – ci rivela l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – ha presentato un’ulteriore richiesta che prevedeva una proroga fino a metà giugno, in modo da poter mostrare l’opera d’arte anche in alta stagione turistica. Anche questa richiesta è stata però rispedita al mittente dalla Soprintendenza, che ora intima di smantellare il “tappeto” e ripulire l’area entro domenica 25 gennaio, una settimana dopo la data di chiusura effettivamente prevista (la Biennale è terminata il 18 gennaio, con ottimi risultati in termini di visitatori).

«La nostra intenzione – spiega ora Sbaraglia – resta quella di valorizzare e mantenere fruibile il Pavimento, non in un museo, ma in quanto opera d’arte pubblica in un altro luogo del centro storico, che vogliamo individuare insieme all’artista e naturalmente alla Soprintendenza».

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