domenica
22 Marzo 2026

Milano Marittima si prepara al Natale con “Mare d’Arte Festival”: inaugura l’installazione di Marinella Senatore

Mare d’Arte Festival, la rassegna culturale diretta di Gianluca Orazi e organizzata in collaborazione con Sky Arte, torna a Milano Marittima in occasione delle feste, trasformandosi nell’anteprima invernale dell’edizione 2026. Il 30 novembre, nella rotonda Primo Maggio, verrà inaugurata We Rise by Lifting Others di Marinella Senatore, opera già esposta in contesti di rilievo internazionale, come il Noor Festival di Riyad e Unlimited ad Art Basel, vetrina mondiale dell’arte contemporanea, che rimarrà allestita nella Città Giardino per tutte le festività natalizie. L’inaugurazione sarà accompagnata dalla performance canora di Sara Bertolucci, tra arie d’opera e performance teatrali. Le esibizioni d Bertolucci sono in programma anche il 6,7, 26 dicembre e 5 gennaio 2026.

L’opera propone una nuova riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione. Al suo interno contiene diverse citazioni, come “We Rise By Lifting Others” (attribuita all’avvocato e oratore americano Robert G. Ingersoll) e “I Contain Multitudes” (tratta da Song of Myself di Walt Whitman) che vogliono lanciare il messaggio di superare le divisioni sociali, ribadendo l’impegno dell’artista nel creare connessioni tra le comunità attraverso l’arte.
Senatore, considerata una delle artiste italiane contemporanee più note al mondo, 
ha realizzato dipinti, collage, installazioni, video, fotografie e performance intorno a tematiche sociali e questioni urbane, come l’emancipazione e l’uguaglianza, i sistemi di aggregazione e le condizioni dei lavoratori. Gli appuntamenti culturali proseguono il 14 dicembre, alle ore 18, sempre alla Rotonda Primo Maggio, dove è in programma una tappa del tour di Dardust, “Urban Impressionism Tour”. Il famoso pianista, produttore e compositore tra i più influenti e premiati, porterà nella Città Giardino il suo stile personalissimo e innovativo, ridisegnando i confini di classico e contemporaneo. 

Il 13 dicembre invece verranno inaugurate le “Tavole Ottometriche Poetiche” dedicate a Dante, firmate dall’artista Alessandro D’Aquila. Saranno visibili fino al 6 gennaio 2026 all’Umami Café di viale Gramsci.

«Siamo entusiasti di annunciare l’anteprima di Mare d’arte che per Natale diventa un eccezionale percorso di arte contemporanea, che unisce le straordinarie opere di Marinella Senatore e Valerio Berruti installata al molo la scorsa estate. “We Rise by Lifting Others” di Marinella Senatore, insieme alla suggestiva “Sirena” di Berruti, invita i visitatori a immergersi in un’esperienza unica, dove la luce (entrambe le opere sono illuminate) diventa il filo conduttore di un dialogo visivo e emozionale –  commenta l’assessora alla Cultura Federica Bosi -. Questa iniziativa rappresenta non solo un arricchimento culturale per la nostra comunità, ma anche un’opportunità per riflettere sui temi dell’unione e della solidarietà, elementi chiave del messaggio degli artisti».

Una riproduzione in scala della Cappella degli Scrovegni in mostra a Castel Bolognese

La grande volta e le pareti affrescate di oro e blu, le rappresentazioni di tre episodi della bibbia lungo la navata e le personificazioni delle sette virtù e i setti vizi lungo lo zoccolo: la Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto tra il 1303 e il 1305 su commissione di Enrico Scrovegni, arriva a Castel Bolognese in una fedelissima riproduzione fotografica in scala 1:4.

L’installazione sarà visitabile da mercoledì 12 novembre, negli spazi della chiesa di San Francesco, in via Emilia Interna 70. Dotata di una complessa struttura che comprende anche la volta, la mostra consente di ammirare le scene fin nei minimi particolari, allo scopo di apprezzare poi quelle originali, visibili a grande distanza e in un tempo assai ridotto (la visita ha una durata complessiva di circa 15 minuti).

«È davvero emozionante osservare la riproduzione delle scene, riportate all’antico splendore dopo i restauri del 2002, soffermarsi ad ammirare il Giudizio Universale, poi alzare gli occhi e vedere la volta stellata con i medaglioni del Cristo, della Vergine e dei profeti, e vedere con quale fedeltà sono state riprodotte le mura perimetrali con le lesene, gli archetti e le sei monofore della parete meridionale» raccontano gli organizzatori.

L’allestimento è promosso dalla Libreria Itaca, in collaborazione con la Parrocchia di San Petronio e il patrocinio del Comune di Castel Bolognese e ha collezionato oltre 150 allestimenti con più di un milione di visitatori. Fra il 2017 e il 2018, nell’ambito del progetto “Giotto fa scuola”, si è inserita in una circuitazione di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto e reso protagonisti tanti ragazzi delle scuole superiori. A Castel Bolognese, saranno gli studenti delle seconde classi della Scuola Secondaria di I grado “G. Pascoli” a fare da ciceroni nelle visite guidate per la propria scuola, oltre che per le scolaresche di quarta e quinta delle Scuole Primarie castellane.

Gli appuntamenti aperti alla cittadinanza nell’ambito dell’evento di Castel Bolognese partono mercoledì 12 novembre (ore 20.45) con la presentazione e inaugurazione della mostra, alla presenza del sindaco Della Godenza, dell’arciprete Don Marco Bassi, di Eugenio Dal Pane, Fondatore di Itaca e Silvana Capanni Docente, esperta d’arte, presidente Università per Adulti di Lugo. Venerdì 21, sempre alle 20.45, al Salone Libreria Itaca (via dell’Industria 249) verrà presentato il libro Storia di Gesù. Un dono sceso dal cielo. Domenica 23 alle 18.30 è in programma alla Chisa di San Francesco il Concerto delle bande del Senio, in onore di Santa Cecilia.

L’esposizione è visitabile fino al 26 novembre, dalle 10 alle 12.30 nei giorni feriali e dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 nei prefestivi e festivi. L’ingresso e le visite guidate sono gratuiti.

Torna a Faenza il Noam Film Festival: cinque giorni di grande cinema, incontri e masterclass

Torna a Faenza, dal 12 al 16 novembre, il Noam Film Festival con una terza edizione che conferma la sua vocazione di respiro internazionale portando in città ospiti nazionali, internazionali, masterclass e circa 40 film in rassegna.

Tra le novità più attese, l’anteprima sulla distribuzione nazionale di The Smashing Machine di Benny Safdie, pellicola acclamata alla Mostra del Cinema di Venezia con protagonista Dwayne Johnson (The Rock). È la vera storia di un ex wrestler (proprio come Johnson), che fu tra i primi combattenti delle arti marziali miste alla fine degli anni Novanta. L’interpretazione di Johnson in The Smashing Machine è stata la sorpresa di Venezia 2025, dove ha trionfato per la Miglior Regia, e con ogni probabilità il film sarà in lizza per i prossimi Oscar. La pellicola uscirà nelle sale italiane solo dal 19 novembre 2025.
Un’altra opera molto attesa è
Atropia, diretta da Hailey Gates, attrice e regista statunitense nota per film come Uncut Gems e il reboot di Twin Peaks. Si tratta del primo lungometraggio di Gates, e vede la partecipazione di attori e attrici molto celebri, come Callum Turner, Chloë Sevigny e Alia Shawkat, tra gli altri. La pellicola vanta anche la produzione di Luca Guadagnino. Atropia è stato selezionato al Sundance Film Festival, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria nella categoria dedicata ai lungometraggi drammatici statunitensi. Tra i film in concorso spicca anche Rebuilding, del regista statunitense Max Walker-Silverman, la pellicola drammatica messicana, El diablo fuma (Ernesto Martínez Bucio) che ha vinto il premio per la miglior opera prima alla Berlinale 2025 e Anna Kiri, film canadese diretto dal giovane regista Francis Bordeleau.

Come ogni anno il festival si divide in diverse sezioni, come Noam Lab & Youth (sezioni competitive di cortometraggi), Noam Extra (Fuori Concorso) e Noam Classic. All’interno di quest’ultima rassegna verrà omaggiato, come film di apertura (12 novembre), Robert Redford, uno dei più grandi attori della storia del cinema, recentemente scomparso – con la proiezione del celebre Butch Cassidy and the Sundance Kid. La chiusura vedrà invece l’omaggio a David Lynch,  con la proiezione del capolavoro Mulholland Drive.

Il premio alla carriera del Noam invece sarà assegnato alla regista newyorkese Eliza Hittman, che sarà in città durante la manifestazione anche per introdurre la retrospettiva a lei dedicata. Prima della cerimonia di premiazione Hittman terrà una masterclass pensata ad hoc per l’occasione. Infine, il Noam Faenza Film Festival ospiterà anche due giurie distinte per la premiazione dei film in concorso: quella relativa ai lungometraggi sarà presieduta dal giornalista e documentarista Casey Kauffman, affiancato da due faentini d’eccezione: l’attrice Benedetta Cimatti e il regista Andrea Tagliaferri. La giuria dei cortometraggi, invece, sarà composta dal regista Vito Palmieri, dall’attrice Cecilia Bertozzi e dall’esperta di cinema Joana Fresu de Azevedo.
Infine, tra gli ospiti che prenderanno parte ai numerosi eventi in programma ci sono il giornalista sportivo
Federico Buffa, il regista e content creator Mauro Zingarelli ed Emanuele Mengotti, regista e autore della mostra di polaroid Western Simulacrum, che sarà allestita nei giorni del festival presso la Galleria Comunale della Molinella – nello spazio Meet Noam. Sabato 15 novembre sarà presente a Faenza anche il nuovo Ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Lozano. Il programma completo delle proiezioni, degli incontri e delle masterclass è consultabile online.

«La terza edizione del nostro Festival completa un ciclo che ha cercato di portare a Faenza un evento giovane e innovativo, capace da un lato di legare le realtà attive in ambito cinematografico del territorio, e dall’altro di presentare al pubblico eventi e proiezioni di livello nazionale e internazionale – commenta Andrea Valmori, direttore artistico del Noam -. Ci terrei a porre l’attenzione sugli eventi serali proposti quest’anno perché le collaborazioni con la Cineteca di Bologna, I Wonder Pictures, Lucky Red e Minerva Pictures portano all’evento moltissimo e completano l’attività di selezione fatta in giro per il mondo lavorando con produzioni e distribuzioni internazionali (più di 100 i titoli tra cui siamo stati chiamati a scegliere). Siamo stati presenti a Berlino, Cannes, Tribeca (New York) e Venezia e la ricerca e la cura nella selezione dei prodotti che presentiamo quest’anno ha portato alla sua piena maturazione le traiettorie tratteggiate nelle due edizioni precedenti».

È Händel il protagonista della Trilogia. Ne parla Ottavio Dantone

La Trilogia d’autunno del Ravenna Festival (in programma dal 12 al 16 novembre, ne parliamo qui) è, ormai, uno degli appuntamenti più amati e seguiti dal pubblico ravennate che frequenta il teatro Alighieri. Questa breve rassegna offre, infatti, agli amanti della musica l’opportunità di godere di titoli operistici anche al di fuori della consueta stagione invernale, costituendo, così, un gustoso antipasto sonoro.
Da qualche anno è l’Accademia Bizantina a essere protagonista di queste rappresentazioni novembrine il cui direttore, il maestro Ottavio Dantone, ha gettato uno sguardo interessante sulla proposta della rassegna.

RAVENNA 2/11/2025. RAVENNA FESTIVAL TRILOGIA D' AUTUNNO. Prove Alcinia
Ottavio Dantone

La Trilogia di quest’anno è tutta incentrata su Händel, un gigante su cui si sa già molto, quindi partiamo da qualcosa di curioso: cosa c’è di innovativo nel teatro händeliano, in particolare in queste opere?
«L’innovazione è vibrante soprattutto nella scrittura. Tra i tre titoli proposti, l’opera decisamente più innovativa è senz’altro l’Orlando, una delle più curiose produzioni di Händel, insieme al Serse. Nell’Orlando Händel adotta una struttura drammaturgica molto più snella: poche sono le arie col da capo, molti gli accompagnati, i recitativi secchi sono stringati. E poi la durata complessiva dell’opera: circa due ore e mezza, quando normalmente nel Settecento si superavano le tre, quattro, anche cinque ore. Questo snellimento anticipa, oserei dire, la riforma operistica di trent’anni dopo. Non è ancora quella riforma, ma è un’idea più moderna dell’opera».

Come reagì il pubblico dell’epoca a questo cambiamento?
«Sebbene l’opera fosse lodata dalla critica, non piacque al pubblico. Piacque al re e agli intenditori, ma, tra gli altri, non al protagonista, il celebre Senesino, che aveva solo tre arie col da capo. C’è poi da dire che la follia di Orlando risultava grottesca, persino comica e Senesino percepì ridicolizzato il suo personaggio. Ciò portò alla rottura con Händel e fece sì che il cantante passasse alla compagnia concorrente, della nobiltà teatrale, capeggiata da Porpora e Farinelli. Questa defezione mise Händel in difficoltà e lo obbligò, di fatto, a dedicarsi all’oratorio, creando una forma peculiarmente inglese, che gli permise di reinventarsi».

Quindi l’innovazione händeliana si vede soprattutto nell’Orlando?
«Sì, è un capolavoro assoluto, anche se il pubblico dell’epoca non ne comprese la portata. Alcuni lo considerano tra le opere più riuscite di Händel, insieme al Serse. Io personalmente ritengo Orlando e Serse le più interessanti, per il coraggio con cui affrontano libretti non convenzionali, e per la libertà con cui Händel sperimenta nuove soluzioni drammaturgiche e musicali».

E Alcina dove si colloca in tutto ciò?
«Alcina, che segue l’Orlando, torna a una struttura più tradizionale, con alternanza tra recitativi secchi e arie col da capo. È basata sugli eroi della Gerusalemme liberata e, pur mantenendo alcuni accompagnati, ha una struttura più familiare al pubblico. Il libretto, poi, si prestava a macchine sceniche ed effetti speciali, all’epoca molto apprezzati. Fu un grande successo, anche perché combinava una narrazione avvincente con una scrittura musicale più vicina ai gusti dell’epoca».

Si diceva degli oratori, come si colloca il Messiah rispetto agli altri?
«Il Messiah è diverso: tratta della nascita di Cristo e ha una scrittura più severa rispetto agli altri. Non ci sono personaggi che interagiscono, ma c’è una narrazione continua, come se fosse un evangelista, un narratore a raccontare. Gli altri oratori, invece, pur essendo di argomento biblico, presentano personaggi e relazioni drammatiche: Händel, trovandosi in difficoltà per la concorrenza teatrale, si dedicò all’oratorio in lingua inglese utilizzando, però, uno stile decisamente operistico. Il Messiah però resta fuori da questo schema: è una sequenza incredibile di cori e arie, ma non ha una vera relazione con lo stile operistico».

All’epoca era in voga quella che oggi chiamiamo teoria degli affetti. Si applica anche al Messiah?
«Sì, ma non riguarda l’interazione tra personaggi, bensì è legata alla conoscenza degli stilemi, dei codici retorico-musicali. È una questione di struttura e retorica musicale, materie che Händel padroneggia con grande finezza».

Una curiosità: nel Messiah ci sono molte arie senza viole. È una scelta stilistica?
«Sì, succede spesso anche nelle opere italiane. Gli italiani scrivevano spesso solo una parte di violini all’unisono e le viole, quando tacevano, raddoppiavano il basso. È una scelta voluta, una scrittura meno verticale e più orizzontale, una condotta che Händel riprende e adatta al suo stile».

Il video dei rapinatori all’assalto della gioielleria Sì Anelli al centro commerciale Esp

Agili a scavalcare il bancone del negozio e abili a maneggiare un punteruolo per forzare le vetrine, maschere di carnevale che coprono tutto il volto e copricapi in testa: è la descrizione dei due rapinatori che hanno assaltato la gioielleria Sì Anelli al centro commerciale Esp di Ravenna nella serata del 10 novembre così come si può vedere nel video in questa pagina che è stato pubblicato stamani, 12 novembre, in esclusiva da Il Corriere Romagna con un articolo firmato da Federico Spadoni.

Il negozio nel centro commerciale di via Bussato ha un bancone centrale a forma pentagonale: i malviventi lo scavalcano con un balzo e cominciano ad aprire gli espositori mandando in frantumi i vetri e poi arraffano tutto quello che possono per riempire sacchi posizionati dentro a un carrello della spesa. Nello stesso momento altri due rapinatori stavano facendo la stessa a cosa a La Gioielleria, altro negozio di preziosi poco distante. Un quinto uomo probabilmente in attesa all’esterno per garantire la fuga con due auto, ritrovate in seguito. Il bottino totale dovrebbe essere di circa 200mila euro, ma le stime precise sono ancora in corso di quantificazione.

Secondo quanto riporta anche l’altro quotidiano locale, Il Resto del Carlino, ci sono divergenze tra i testimoni a proposito dell’accento dei componenti del commando: qualcuno dice di aver riconosciuto un italiano perfetto e chi invece parla di inflessione esteuropea.

La direzione del centro commerciale Esp, struttura nella galassia di Coop Alleanza 3.0, ha scelto di non rispondere a alcune domande di Ravenna&Dintorni sull’episodio avvenuto poco prima della chiusura, mentre nel centro erano presenti clienti e senza che il servizio vigilanza sia riuscito a intervenire perché intercettato dai malviventi. Avremmo voluto raccogliere informazioni su come è organizzato il servizio di vigilanza, ma la direzione si è limitata a poche parole: «Il centro è sicuro».

Una petizione chiede di illuminare la ciclabile del mare. Il sindaco: «Siamo d’accordo». Un’impresa privata potrebbe puntare sul fotovoltaico

Le tematiche riguardanti i percorsi ciclabili sono state al centro dell’incontro che il consiglio direttivo di Fiab Ravenna ha avuto con il sindaco Alessandro Barattoni in occasione della consegna della petizione con la quale la Federazione italiana ambiente e bicicletta chiede all’amministrazione comunale di realizzare l’illuminazione della ciclabile per il mare, dal Pala De André alla rotonda tra viale delle Americhe e viale dei Navigatori, all’ingresso di Punta Marina.

«Il progetto ci vede concordi – ha commentato il sindaco – al punto che nel mio programma di mandato proponevo un intervento di illuminazione notturna a basso impatto proprio su questa pista. Ritengo infatti che il progetto, utile a cittadini e turisti, consentirebbe una migliore fruizione della pista e garantirebbe una maggiore sicurezza. Abbiamo apprezzato, quindi, l’interessamento, e ci siamo impegnati a cercare fondi e risorse per realizzare l’intervento».

Il primo firmatario, Nevio Senni, vicepresidente di Fiab Ravenna, ha sottolineato come l’illuminazione della ciclabile sia una necessità evidenziata dai numerosi fruitori di quel percorso. «Tante persone infatti che si recano al mare in bici non restano la sera negli stabilimenti balneari di Marina di Ravenna e Punta Marina perché manca l’illuminazione della ciclabile. Sarebbe inoltre un incentivo anche per i molti cicloturisti attratti dalle bellezze della nostra costa, che potrebbero pedalare verso il mare anche nelle ore serali».

«La richiesta da noi avanzata per la Ciclabile del mare – ha aggiunto Andrea Navacchia, presidente Fiab Ravenna – rientra nell’ottica di incentivare sempre più la mobilità sostenibile. La nostra iniziativa riguarda sia la sicurezza che l’economia, perché punta a favorire un settore in continua crescita come quello del cicloturismo e rientra nell’impegno che da sempre portiamo avanti sul fronte della ciclabilità a Ravenna». Navacchia ha inoltre ricordato che dalla città verso i lidi ci sono tre direttrici ciclabili: la Ciclovia Adriatica verso i lidi nord quali Porto Corsini, Marina Romea e Casal Borsetti; la Ciclabile del mare verso Marina di Ravenna e Punta Martina; la Ciclabile di via Bonifica da Porto Fuori verso Lido Adriano e poi Lido di Dante. «Dopo questa nostra petizione – ha concluso il presidente di Fiab – non escludiamo in futuro altre simili iniziative sempre sul fronte della ciclabilità».

Per quanto riguarda l’iter della petizione, dopo il controllo delle quasi 500 firme da parte dell’Ufficio protocollo, approderà in commissione consiliare e quindi in consiglio comunale. Se non ci saranno ostacoli si ragionerà su come poter realizzare l’opera: con un finanziamento comunale oppure, ipotesi ora allo studio, con il sostegno economico di imprenditori privati. In quest’ultimo caso il progetto già presentato prevede di dar vita all’illuminazione della ciclabile grazie a fonti energetiche rinnovabili e l’installazione di impianti fotovoltaici.

Pista ciclabile tra Classe e Fosso Ghiaia, l’obiettivo è iniziare i lavori nell’autunno del 2026

La consigliera comunale del Partito democratico Fama Lo ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale per chiedere aggiornamenti sulla progettazione e sui tempi di realizzazione della pista ciclabile di collegamento tra Classe e Fosso Ghiaia, attesa da anni dai cittadini delle due località.

Come riportato nella risposta dall’assessore Massimo Cameliani, l’intervento prevede un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro, con quota regionale pari all’80% e  comunale del 20%. Il finanziamento è già garantito e il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica è stato approvato in linea tecnica il 30 dicembre 2024.

Entro il 2025 sarà avviata la procedura di esproprio e aggiornata la documentazione progettuale, seguita dalla Conferenza dei Servizi, che definirà gli ultimi passaggi autorizzativi. L’avvio dei lavori è stimato per la fine dell’autunno 2026, con una durata prevista di circa dieci mesi.

«La realizzazione della pista ciclabile tra Classe e Fosso Ghiaia – afferma la consigliera Fama Lo – rappresenta un intervento molto atteso dalla cittadinanza e di grande importanza per la sicurezza e la mobilità sostenibile del nostro territorio. Continueremo a monitorare ogni fase del percorso progettuale e amministrativo affinché l’opera possa essere completata nei tempi previsti».

Al via i lavori per realizzare le vasche di laminazione a Fruges: nascerà un nuovo parco pubblico con alberi e giochi

Sono iniziati in questi giorni i lavori per la realizzazione delle vasche di laminazione in via della Cooperazione, nella località Fruges, in adiacenza al campo sportivo e all’area di addestramento cani della Protezione Civile. L’intervento, che ha preso avvio nei tempi programmati, rappresenta un primo passo importante verso il miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica dell’abitato, con l’obiettivo di laminare i flussi di piena dello scolo San Giacomo e ridurre il rischio di allagamenti nelle aree urbane.

I lavori, affidati alla ditta Frantoio Fondovalle srl, sono finanziati con fondi Pnrr per un importo complessivo di 176.643,81 euro. Il progetto, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono a cura dell’ingegnere Stefano Melotti dello Studio Ims di Imola, con termine dei lavori previsto per il 15 aprile 2026.

Durante il periodo di cantiere non sono previsti disagi significativi, se non un temporaneo transito di autocarri destinati al trasporto dei materiali e alla rimozione della vegetazione. L’area di addestramento cani della Protezione Civile sarà temporaneamente spostata e ricollocata al termine dei lavori.

Una volta completato l’intervento, il progetto prevede la piantumazione di nuovi alberi e l’installazione di attrezzature di gioco per ragazzi, trasformando l’intera zona in un parco pubblico accessibile e sicuro, a beneficio della comunità di Fruges e di tutta Massa Lombarda.

 

 

Note per le redazioni

· Importo lavori: € 176.643,81 – Finanziamento: PNRR

· Ditta esecutrice: Frantoio Fondovalle srl

· Progetto, direzione lavori e sicurezza: Ing. Stefano Melotti – Studio IMS Imola

· Conclusione lavori: 15 aprile 2026

· Localizzazione: via della Cooperazione, località Fruges – Massa Lombarda

Arrestato dai carabinieri davanti alla casa dell’ex fidanzata, che stava perseguitando da mesi

Si è presentato sotto casa della ex e, minacciandola di morte, ha cercato di farsi aprire il portone d’ingresso. La donna ha però chiamato il 112 e i carabinieri giunti prontamente sul posto sono riusciti a individuare l’aggressore e ad arrestarlo.

Si tratta di un uomo di origini straniere, con trascorsi giudiziari, ritenuto ora responsabile di atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, non avrebbe mai accettato la fine della relazione sentimentale con la donna e da diversi mesi l’avrebbe importunata, cercando di costringerla a vedersi, tempestandola di chiamate e messaggi, e arrivando anche in alcune occasioni a minacciarla gravemente. L’ultimo episodio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 10 novembre – nel Faentino – e ha portato all’arresto dell’uomo.

Torna il sorriso in casa Orasì: vittoria contro Chiusi. Tema Sinergie Faenza perde a Quarrata.

Finalmente vince l’Orasì Ravenna. Il rotondo successo contro Chiusi (90-62) al Pala Costa mette fine ad una lunga serie di sconfitte. Grazie ad un ottima prestazione di squadra nel secondo tempo, i giallorossi si allontano così dalla parte calda della classifica. Invece fatica il Faenza lontano dal Pala Cattani e perde di misura a Quarrata per 79-71. Sia per Ravenna che per Faenza si deve guardare immediatamente avanti. Giovedì 13 novembre alle 20.30, i leoni bizantini accoglieranno al Pala Costa la capolista Pielle Livorno, mentre i ragazzi di coach Pansa (mercoledì 12 novembre ore 20.30) tenteranno di fare uno sgambetto all’ancora imbattuta Luiss Roma al Pala Cattani.

Contro Chiusi l’avvio di partita è stato subito incoraggiante per l’Orasì: Paiano sblocca il punteggio dopo un buon taglio, seguito da una tripla di Brigato per il 5-2. Ravenna muove bene il pallone, trovando soluzioni pulite dall’arco e chiudendo il primo quarto avanti 23-13. Nel secondo periodo la partita si alza dal punto di vista fisico e il ritmo del gioco rallenta. Gli ospiti trovano continuità e rientrano nel punteggio grazie a un buon parziale. Una tripla di Bertocco sul finale consegna agli ospiti il primo vantaggio del match, con il primo tempo che si chiude 37-38. Dopo l’intervallo lungo i ragazzi di coach Auletta rientrano in campo con grande determinazione: Ghigo apre il terzo quarto con una tripla e i giallorossi impongono il proprio ritmo, salendo a +9 dopo la bomba dall’angolo di capitan Dron. I giallorossi mettono in campo tutta la loro voglia di vincere davanti al proprio pubblico e chiude il terzo quarto sul punteggio di  59-49. Nell’ultimo quarto l’OraSì chiude definitivamente la pratica: la tripla di Paolin, il gioco da tre punti di Cena e la precisione di Dron da oltre l’arco accendono l’entusiasmo del PalaCosta e spingono la squadra di casa fino al +19 (70-51). Nel finale i giallorossi gestiscono con lucidità, mantenendo alta l’intensità e ampliando ulteriormente il divario fino al 90-62 conclusivo.

OraSì Basket Ravenna: Naoni (n.e), Ghigo 9, Paolin 15, Jakstas 0, Brigato 17, Feliciangeli 5, Paiano 11, Cena 8, Dron 21, Morena 4, Venturini 0, Catenelli 0.

Umana San Giobbe Chiusi: Candotto 4, Balducci (n.e), Steviano 2, Rasio 7, Petrucc 9i, Lorenzetti 13, Bertocco 19, Raffaelli (n.e), Natale 2, Gravaghi 6.

 

A Pistoia, parte benissimo la Tema Sinergie portandosi subito sul 15-4, ma Quarrata mette in campo il suo marchio di fabbrica, ovvero l’intensità, e chiude il primo quarto avanti 19-18. Faenza non riesce a giocare la sua solita pallacanestro imbrigliata dagli avversari, ma soprattutto concede troppo a rimbalzo (ben 14 carambole offensive nel primo tempo che poi diventano 17 in totale). Il match resta sempre in equilibrio ed infatti all’intervallo la Dany conduce 37-36. Al rientro in campo Fragonara prova a far prendere l’inerzia ai suoi e in due occasioni Faenza allunga sul +5, ma al primo calo di tensione Quarrata ne approfitta. La partita continua ad essere punto a punto e decisivo diventa Molteni con la tripla del 72-67 a 1’56’’ dalla fine. La Tema Sinergie non trova il canestro e a chiuderla è Novati con la tripla del 75-67.

DANY QUARRATA: Angelucci 10, Mongelli, Lytvyn ne, Novori 13, Molteni 11, Calabrese ne , Regoli, Scandiuzzi 4, Coltro 7, Prenga 4, Tiberti 15, De Gregori ne. All.: Tonfoni
TEMA SINERGIE FAENZA: Bianchi ne, Rinaldin, Stefanini 2, Mbacke 8, Vettori 15, Van Ounsem 9, Longo 2, Fragonara 17, Santiangeli 11, Fumagalli 7. All.: Pansa

Casola Valsenio, parte il cantiere di via San Rufillo: costerà 6 milioni di euro

Aprirà ufficialmente nei prossimi giorni a Casola Valsenio il cantiere per la sistemazione di via San Rufillo, uno degli interventi più attesi dopo le frane del maggio 2023. Lo scorso 29 ottobre sono stati infatti aggiudicati e consegnati i lavori alla ditta Consap che si occuperà del cantiere, per un importo totale di 6 milioni. Il termine previsto per la consegna è in 11 mesi, stimata a settembre 2026. In questa assegnazione Casola Valsenio ha fatto da apripista rispetto agli altri centri colpiti dall’alluvione: è stato il primo Comune ad avviare una procedura speciale, occupandosi sia della progettazione tecnica che della fattibilità economica del cantiere, lasciando a Consap solo l’ultimo livello del progetto esecutivo. In questo modo è stato possibile velocizzare la procedura e arrivare all’aggiudicazione dei lavori.

Nei prossimi giorni inizieranno le attività di bonifica bellica e il posizionamento del cantiere nelle aree già disponibili. La prima fase riguarderà esclusivamente via San Rufillo, con transitabilità limitata; seguiranno poi gli interventi sulle altre strade comprese nel piano. Casola è stata la prima amministrazione a essere interpellata e ad avviare un percorso completo di progettazione, andando oltre il semplice Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), livello al quale si sono fermati quasi tutti gli altri Comuni. Questa scelta, più impegnativa, si è rivelata premiante, consentendo di anticipare notevolmente i tempi.

Attualmente circa il 90% della rete viaria rurale del territorio comunale presenta ancora criticità. Molte strade restano accessibili soltanto ai residenti o ai mezzi di emergenza e vengono chiuse al traffico in occasione di eventi meteorologici intensi, causando disagi significativi alla popolazione. A Consap è stato attribuito dalla struttura commissariale il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore, mentre al Comune è rimasto il compito di vigilanza tecnica e controllo locale. Il Comune di Casola già a partire da aprile 2024 ha avviato il percorso tecnico e amministrativo finalizzato alla ricostruzione e messa in sicurezza delle principali strade comunali danneggiate dalle frane del 2023 incaricando un gruppo di progettisti per la redazione del Progetto di Fattibilità tecnico economica delle vie San Rufillo, Chiesuola, Settefonti, Capanne, Campiuno, Cerro e Cestina. Nel corso della primavera 2025 è stato nominato il nuovo commissario responsabile e, tra maggio e giugno, sono stati definiti i rapporti con i proprietari dei terreni agricoli interessati dalle opere, mediante la firma degli atti di occupazione temporanea e dei limitati atti di esproprio relativi alle aree marginali

A Casola sono stati assegnati complessivamente 36 milioni di euro, di cui 34 milioni provenienti da fondi PNRR e 2 milioni da altre fonti, destinati interamente alla ricostruzione e la messa in sicurezza della rete stradale colpita dalle frane. Il primo progetto di Fattibilità Tecnico Economica eseguito e trasmesso a CONSAP Spa a Gennaio 2025 dal Comune di Casola Valsenio è inerente la via San Rufillo. Durante l’estate, Consap ha completato la verifica dei progetti esecutivi e pubblicato la gara d’appalto per i primi interventi sulle vie San Rufillo, Chiesuola, Settefonti, Capanne, Campiuno e Cerro, chiusa il 21 luglio 2025, per un importo iniziale di 22 milioni di euro. Tra agosto e ottobre si è svolta la fase di controllo documentale delle imprese aggiudicatarie, conclusa il 29 ottobre 2025 con l’aggiudicazione dei lavori alla ditta Beozzo Costruzioni di Verona e Conscoop di Forlì.

«Fin dall’inizio ho ritenuto importante evidenziare un aspetto concreto – spiega il sindaco di Casola Valsenio Maurizio Nati –: con un bilancio comunale di circa due milioni e mezzo di euro, il Comune di Casola Valsenio non avrebbe mai potuto sostenere in autonomia interventi di questa entità, sia per la complessità amministrativa sia per la dimensione economica delle opere. Per questo la scelta di affidare a CONSAP la gestione tecnico-finanziaria dei progetti si è rivelata non solo opportuna, ma indispensabile per garantire trasparenza, capacità di spesa e una rendicontazione puntuale delle risorse. Al Comune resta un ruolo fondamentale di controllo tecnico, di presidio territoriale e di raccordo con la cittadinanza, che consente di mantenere un contatto diretto con le esigenze reali del territorio L’esperienza di Casola, primo Comune dell’area ad avviare un cantiere con questo iter speciale, rappresenta oggi un modello operativo concreto per la ricostruzione post-frane in Emilia-Romagna; un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e dal senso di responsabilità condiviso nel ricostruire in modo efficace e trasparente».

I “mattoncini” tornano al Palazzo del Podestà: a Faenza una grande festa per tutti gli appassionati di Lego

RomagnaLug, la comunità indipendente di appassionati Lego della Romagna, organizza a Faenza la seconda edizione di “Mattoncini a Palazzo”, manifestazione ludico-espositiva realizzata con il sostegno del consorzio Faenza C’entro e del negozio Lego Monobrand Store. A ospitare l’evento, nelle giornate di sabato 15 (dalle ore 14 alle 19.30) e domenica 16 novembre (dalle 10 alle 19), sarà nuovamente lo storico Palazzo del Podestà, affacciato sulla piazza centrale di Faenza (l’ingresso è gratuito).

Dopo il grande successo della prima edizione, quest’anno l’area espositiva sarà ulteriormente ampliata grazie all’utilizzo di nuovi spazi, offrendo al pubblico un percorso ricco e ancora più immersivo. I visitatori di tutte le età potranno ammirare numerose creazioni realizzate con centinaia di migliaia di mattoncini Lego: dai set ufficiali alle Moc (creazioni originali), fino a diorami tematici e ambientazioni uniche ideate dagli espositori di RomagnaLug. Non mancheranno ambientazioni dedicate al mondo Avengers, City, Friends, Nekxo, Lone Ranger, Pirati, Speed Champions, Steampunk, Star Wars, riproduzioni storiche, opere architettoniche, veicoli Technic.

Una vasta area di gioco libero permetterà inoltre ai bambini — e non solo — di cimentarsi in divertenti costruzioni con decine di migliaia di mattoncini colorati, dando libero sfogo alla fantasia.

«Il grandissimo successo di pubblico registrato l’anno scorso – ha commentato l’assessora al Turismo Simona Sangiorgi – ci ha confermato la bontà dell’iniziativa, ed eccoci alla seconda edizione di un evento che incoraggia il gioco sano e condiviso e che stimola la creatività di grandi e piccoli».

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