mercoledì
27 Maggio 2026

Parcheggi e Ztl, anche La Pigna contro il nuovo piano: «Divieti illegali, rincari ingiustificati e favoritismi»

Anche in casa La Pigna non è stato gradito il nuovo piano sosta annunciato dal sindaco Barattoni a fine 2025. «Queste delibere vanno ad impattare molto sull’appeal del centro» – apre la conferenza stampa Veronica Verlicchi, capogruppo della lista d’opposizione. Così come a Fratelli d’Italia, che ha fatto partire una petizione, non è piaciuta la modalità di introduzione del piano. «Innanzitutto noi chiediamo che ci sia una sospensione del progetto per il fatto che non è stato presentato in consiglio comunale, neppure in veste di informativa – tuona Verlicchi -. Il fatto è molto grave, dato che i cittadini hanno il dovere di essere coinvolti attraverso il consiglio comunale, vero organo che li rappresenta. Così come le associazioni di categoria, chiediamo dei correttivi».

Sono essenzialmente quattro le proposte per la correzione del piano. In primis viene chiesto di sospendere la delibera che vieta la circolazione e la sosta delle auto ibride ed elettriche nei tratti di Ztl. «Non si può vietare – afferma la lista d’opposizione -. È in palese violazione con l’articolo 7 comma 9 bis del Codice della Strada. La giurisprudenza consolidata prevede per i Comuni la possibilità di adottare limitazioni, ma non consente il divieto».

Secondo La Pigna è giusto che vengano rivalutate le tariffe della sosta ferme dal 2012, ma «l’aumento va ben oltre la rivalutazione Istat». Proporzionalmente con i dati nazionali sull’inflazione riportati dalla lista, la tariffa oraria per le zone 4 e 5 sarebbe dovuta aumentare da 0,35 a 0,44 euro. «Invece la Giunta ha previsto una tariffa oraria per la nuova zona 3 (che comprende le vecchie zone 3 e 4) di 1 euro, ovvero un incremento del 125%. Ci pare un aumento scellerato ed ingiustificato, se non per la necessità di aumentare gli incassi del Comune per sostenere la spesa corrente».

La Pigna chiede anche di rivedere il contratto di servizio affidato dal Comune ad Azimut per la gestione delle aree di sosta. «È eccessivamente oneroso. Ad Azimut viene riconosciuto un aggio del 50%, decisamente elevato rispetto alla media del 35% presente sul mercato». Nel 2025 l’incasso del totale della sosta ravennate ammonta a 2 milioni e 790mila euro, di cui circa 1 milione e 395mila per Azimut. «Una riduzione del 10-15% dell’aggio sarebbe sufficiente per evitare gli aumenti sconsiderati delle tariffe. Abbiamo calcolato che se si desse ad Azimut il 35% dell’entrate totali, si avrebbe un risparmio annuale di 418mila euro sulle uscite comunali».

La lista civica si è concentrata poi sia sui contrassegni di accesso, che sulle mancate comunicazioni riguardanti i permessi di carico-scarico in zona a traffico limitato. Infatti, tra i nuovi possessori del contrassegno S – che consente la libera circolazione e il posteggio in Ztl – figurerebbero anche il sindaco e il vicesindaco. «Un privilegio tipico della casta – dice Veronica Verlicchi – . Barattoni e Fusignani non svolgono servizi di pubblica autorità al contrario delle altre categorie coinvolte. In evidente conflitto di interessi hanno votato questa nuova versione del contrassegno S in quanto in quella precedente non erano inclusi, ma ugualmente e illegittimamente possessori. Come funzione istituzionale, dovrebbero avere il contrassegno Sp (che permette “solamente” il posteggio negli stalli blu al di fuori della Ztl ndr), in dote ad assessori, consiglieri comunali e provinciali».

Il Pavimento di Montalbini resta (ancora per poco?) a Porta Adriana. Aspettando la Soprintendenza…

In attesa di conoscere il parere della Soprintendenza sulla possibilità di mantenere a Porta Adriana l’apprezzato “Pavimento” di Nicola Montalbini (qui la recensione della nostra Serena Simoni), il Comune di Ravenna ha disposto una proroga all’allestimento dell’opera d’arte realizzata nell’ambito della Biennale di mosaico contemporaneo. Domenica 18 gennaio, quindi, il Pavimento di Montalbini non verrà smantellato, come invece previsto inizialmente, in attesa di conoscere il suo futuro.

Dal Comune ci fanno sapere che si è comunque al lavoro su un “piano B”, nel caso arrivasse dalla Soprintendenza un rifiuto alla richiesta di lasciare l’opera d’arte a Porta Adriana. L’obiettivo è quello di renderla comunque visibile a cittadini e turisti in un luogo pubblico, ancora da definire, anche in accordo con l’artista stesso.

Mondo del calcio in lutto per la morte di Oreste Pelliccioni. Riportò il Ravenna in C dopo il fallimento

Lo sport romagnolo è in lutto per la morte (giovedì 15 gennaio) di Oreste Pelliccioni, vulcanico dirigente di diverse squadre di calcio della zona, molto apprezzato dagli addetti ai lavori. Pelliccioni fu anche grande protagonista della ripartenza del Ravenna Calcio dopo il fallimento del 2001. Prima come direttore generale e poi come direttore sportivo, dal 2001 al 2004 conquisto con i giallorossi due promozioni consecutive, dall’Eccellenza alla Serie C.

Aveva 75 anni e negli ultimi anni era stato segnato da un grave incidente domestico. I funerali si terranno nella sua San Marino, sabato mattina al Santuario di Valdragone.

Riprendono i lavori alle fogne in via Martiri Fantini. Modifiche alla viabilità per un mese

Riprendono dal 19 gennaio i lavori di adeguamento del sistema fognario delle acque meteoriche in via Martiri Fantini a Cervia. Per circa un mese sono previste modifiche alla viabilità per chi entra a Cervia provenendo dalla statale 16 Adriatica per le modifiche nel tratto compreso tra via Pacinotti e via Curie.

I veicoli in ingresso su via Martiri Fantini dalla strada statale saranno deviati su via Maccanetto, mentre non ci saranno modifiche per chi proviene da Cervia e si dirige in uscita verso la strada statale. Per chi accede a Cervia fino al termine dei lavori si consiglia di utilizzare le entrate di Via Pineta Formica (zona artigianale Malva) e di via G. Di Vittorio (zona Terme).

Le modifiche si rendono necessarie per proseguire con i lavori alla rete pubblica delle acque bianche gestiti da Hera nell’ambito del “Progetto Pnrr Adeguamento Sistema Fognario”, iniziati a dicembre scorso e consistono nella realizzazione di un nuovo tratto di linea fognaria destinata al collettamento delle acque meteoriche lungo via Martiri Fantini, via Palazzone e via dei Giacinti, in sostituzione e potenziamento della rete esistente.

Per l’intera durata delle modifiche alla viabilità verranno collocati adeguata segnaletica informativa e monitoria, dispositivi di segnalazione, barriere di protezione, illuminazione notturna e ogni accorgimento previsto per tutelare la sicurezza dei residenti, dei lavoratori e degli utenti della strada.

Concerti gratuiti e itineranti alla domenica al Mercato coperto. «La cultura per noi è fondamentale»

Il mercato coperto di Ravenna lancia tre giornate (che potrebbero diventare di più) all’insegna della musica dal vivo. Spettacoli gratuiti, senza l’obbligo di sedersi per il pranzo, pensati per rallegrare le domeniche del centro storico: l’appuntamento è per il 18 e 25 gennaio e l’8 febbraio, da mezzogiorno alle 15, con il concerto itinerante del sassofonista ravennate di fama nazionale Alessandro Scala, accompagnato da Fabrizio Tarroni alla chitarra: sonorità calde e avvolgenti tra jazz, bossanova, standard internazionali e soul-pop. Come detto, si potrà semplicemente fare una passeggiata all’interno del mercato di piazza Costa, gustare un bicchiere di vino o una piadina, oppure scegliere tra le tante proposte delle botteghe. Confermata anche la presenza del carrello dei bolliti e del carrello dei dolci fatti in casa, un omaggio alla tradizione che proseguirà fino a fine febbraio. Il piano superiore del Mercato (così come tutti i sabati e le domeniche) sarà utilizzabile liberamente per potersi sedere e mangiare o bere qualcosa, appena acquistato nel mercato, senza servizio al tavolo.

Beatrice Bassi
Beatrice Bassi

«Il Mercato coperto – commenta l’Ad Beatrice Bassi – è un luogo unico nel suo genere per Ravenna: siamo sempre aperti, 365 giorni l’anno; ci si può venire per fare la spesa, un aperitivo, mangiare, passeggiare. Io credo che in un luogo del genere la cultura debba avere un ruolo fondamentale, anche come forma di aggregazione, con eventi di qualità e allo stesso tempo popolari, come appunto i concerti di Scala e Tarroni, che avranno anche il compito di rallegrare un po’ questo mese di gennaio sempre un po’ triste…».

Tra le iniziative culturali in programma prossimamente – ci anticipa Bassi – anche due presentazioni di libri. La prima il 29 gennaio con il ricordo di Rocco Chinnici, magistrato simbolo della lotta alla mafia: suo nipote, capitano dei carabinieri di Faenza, Alessandro Averna Chinnici, a cent’anni dalla nascita del nonno ha scritto il libro “L’Italia di Rocco Chinnici. Storie su un giudice rivoluzionario e gentile”, insieme a Riccardo Tessarini, per Minerva Edizioni. Il 5 febbraio, invece, si parlerà di arte con uno dei nomi più illustri di questo ambito in Italia, Massimo Pulini, artista lui stesso, critico e storico dell’arte, che presenterà il suo volume su Guido Cagnacci, con le fotografie di Gilberto Urbinati.

Da segnalare infine anche l’inaugurazione, lunedì 19 gennaio alle 18.30 (ma nel locale, sempre di Casa Spadoni, di fronte a San Vitale, il cocktail bar 44°12°) della mostra “Arte senza confini” in cui pittura, scultura e mosaico dialogano lungo un percorso che vuole mettere al centro l’arte come linguaggio universale. La mostra è a cura dell’associazione “Ravenna incontro l’arte” e resterà visibile gratuitamente fino al 16 febbraio.

Incendio nel piazzale dei camion della Consar: pompieri al lavoro per più di 3 ore

Un incendio si è sviluppato nella notte tra il 15 e il 16 gennaio nel piazzale di sosta dei camion della ditta di autotrasporti Consar in via Vicoli a Ravenna, alle porte della città. L’intervento dei vigili del fuoco è iniziato alle 2 e ci sono volute oltre tre ore di lavoro per mettere in sicurezza l’area. Al momento non è noto quanti veicoli siano stati coinvolti. Sul posto è intervenuta anche la polizia che si sta occupando del caso. Secondo le prime indicazioni dovrebbe trattarsi di un episodio accidentale.

 

L’Itip “Bucci” di Faenza vince un concorso sulla memoria dell’Olocausto e sarà premiato da Mattarella

L’istituto tecnico industriale professionale “Bucci” di Faenza ha conquistato il primo posto nella sezione riservata alle scuole superiori della 24esima edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”. Il progetto ha coinvolto gli studenti di quattro classi (tre quinte e una quarta) guidati dalla professoressa Pelizzoni.

Una delegazione di studenti, guidata dalla dirigente Izzi e dai professori Tricarico e Pelizzoni, sarà ricevuta il 27 gennaio al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella e dalle più alte cariche dello Stato per la cerimonia di premiazione ufficiale.

In precedenza, dal 15 al 21 gennaio, un’altra delegazione di alunni con le professoresse Pelizzoni e Bruno affronterà un viaggio della memoria itinerante: da Roma a Bologna, passando per il Binario 21 a Milano, fino a Cracovia e al campo di sterminio di Auschwitz.

«Pelizzoni è stata in grado di incanalare le riflessioni dei ragazzi e trasformarle in un artefatto meritevole del primo premio – commenta la preside Izzi –. Questo riconoscimento dimostra che la formazione tecnica e quella umanistica corrono su binari paralleli di eccellenza. In un momento cruciale come quello delle iscrizioni per il nuovo anno scolastico, l’Itip “Bucci” lancia un messaggio chiaro alle famiglie: scegliere questa scuola significa offrire ai propri figli non solo competenze tecniche d’avanguardia, ma anche opportunità civiche di livello nazionale. La storia non la si studia solo sui libri, ma anche nei luoghi che hanno segnato il mondo».

La prima edizione del concorso “I giovani ricordano la Shoah” è stata bandita nel 2001 al fine di promuovere studi e approfondimenti sul tragico evento che ha segnato la storia europea del ‘900. Il concorso ha come oggetto la produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario. Gli elaborati possono articolarsi in qualsiasi forma espressiva, attraverso, ad esempio, ricerche, saggi, articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura o di scultura, attività musicali, cortometraggi, spot, campagne pubblicitarie, anche utilizzando più forme e canali espressivi, comprese le tecnologie informatiche. Gli elaborati, frutto di originalità e autonomia espressiva e operativa, potranno anche essere l’esito di un lavoro collegiale, svolto da una o più classi. Nel 2024 fu il liceo classico Alighieri di Ravenna a vincere il concorso.

De Pascale al Rasi parla di cambiamenti climatici e del “futuro di Ravenna”

Mercoledì 21 gennaio, alle 20.45, al teatro Rasi di Ravenna si svolgerà l’evento “Dialogo sul clima: l’esperienza del territorio e le politiche in campo per il futuro di Ravenna”. Interverranno il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, la presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, l’ex comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna Luca Manselli e il meteorologo Pierluigi Randi. Modererà il dibattito la giornalista Silvia Manzani. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’iniziativa è promossa dal Centro locale di adattamento climatico (Clac) del Comune, nato nel 2025 grazie al progetto europeo Action. Il Clac propone iniziative per divulgare la conoscenza dei temi legati al cambiamento climatico e per sensibilizzare su azioni e strategie di adattamento. Si inserisce tra le attività di comunicazione previste dal Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima del Comune (Paesc).

Al termine della tavola rotonda verrà proiettato “Romagna mia – storie di alluvioni”, pluripremiato documentario di Paolo Melandri e Pier Damiano Benghi, prodotto da Solar Moving.it e patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, sugli eventi meteorologici verificatisi in Emilia-Romagna a maggio 2023 e nell’autunno del 2024 raccontati attraverso le voci di chi li ha vissuti.

Vestiva le sue Barbie in Brasile, poi un master con Vogue. Ora fa corsi di sartoria a Ravenna

«La moda è un’arte concreta, come la scultura. Si parte sempre dal tessuto: va guardato, toccato, sentito, e solo alla fine disegnato. Le accademie moderne sono quasi esclusivamente teoriche e i più giovani disegnano abiti che non potranno mai essere realizzati, perché mancano le basi della sartoria. Se il lato pratico della moda sparirà, il danno per il settore sarà enorme». Marlene Oliveira è una sarta e fashion designer di origine brasiliana ma, dai primi anni ’90, di adozione ravennate.

È stato proprio il sogno della moda a portarla in Italia da giovanissima, dopo una borsa di studio firmata da Vogue vinta al primo anno di università. La passione per il fashion design però nasce da molto più lontano, dalla prima Barbie ricevuta in dono da bambina: «Abituata com’ero ai pupazzi, la trovai bellissima – racconta Oliveira -. Mi stancai presto del suo vestito, e decisi di confezionargliene dei nuovi, raccogliendo gli scarti di tessuto con cui lavorava mia madre e tagliandoli e cucendoli come potevo. Quando le altre bambine si accorsero che la mia Barbie aveva ogni giorno un abito diverso, riuscii a trasformarlo in un piccolo business giocoso. Da lì ho capito che la mia strada sarebbe stata quella». Negli anni ‘80 però le università di fashion design scarseggiavano, soprattutto nella zona del Brasile in cui viveva, e la scelta ricadde sulla facoltà di Design Industriale: «Almeno potevo continuare a disegnare – spiega Oliveira – Un giorno un collega mi mostrò un’edizione internazionale di Vogue, che conteneva all’interno una call mondiale per designer emergenti. A mia insaputa aveva già inviato tre miei bozzetti alla redazione e pochi mesi dopo ricevetti una busta a casa: conteneva 800 mila lire e un invito a Milano per un master retribuito alla Domus Academy. Ho chiesto un permesso studio e uno al lavoro e sono partita senza pensarci due volte».

Terminato il periodo di formazione, con il volo di rientro già prenotato, l’incontro fortuito con Ravenna: «Un’amica mi invitò a visitare la “città di Dante” nei miei ultimi giorni in Italia. In quei giorni però trovai anche l’amore, e andare via era diventato ancora più difficile». Il distacco fu breve: solo 20 giorni dopo arrivò un’altra lettera, questa volta firmata da Gianni Versace, professore dell’Academy che, colpito dal lavoro di Oliveira, le propose un periodo lavoro all’interno della sua casa di moda. Da qui per la designer sono partiti gli anni da pendolare tra Ravenna e Milano, le collaborazioni con altri grandi brand e i bozzetti acquistati da Cavalli. Con la prima gravidanza però, i ritmi della moda e la distanza tra Ravenna e Milano erano difficili da sostenere, così l’idea fu quella di provare a portare la moda in città: «Purtroppo però Ravenna non è ricettiva da questo punto di vista. È come una bellissima donna con un orribile vestito addosso. Anche oggi, mi capita di lavorare molto più spesso con realtà cesenati e forlivesi. Questa città potrebbe diventare un polo importante, ma resta indietro». Per oltre 15 anni la sua produzione è andata avanti all’interno dell’Atelier Oliveira, nel centro storico di Ravenna: «Purtroppo negli ultimi periodi la richiesta era principalmente di riparazioni e rammendi. Sembra non esserci spazio per la creatività sartoriale: cammino per il centro e vedo donne vestite tutte allo stesso modo, con i colori e i modelli che i negozianti hanno scelto di mettere in vetrina in quella stagione. Dovremmo riscoprire l’individualità».

Oggi, infatti, la sua attività si concentra principalmente nella conduzioni di corsi per aspiranti fashion designer, spesso già laureati in ambito moda, che hanno bisogno di un approccio pratico per dare vita al loro brand: «Le università di moda sono diventate esclusivamente tecniche – spiega la designer -. È sbagliato, perché la moda si fa facendo, non ipotizzando. Così come per ogni forma d’arte, è molto più importante “andare a bottega”, in questo caso laboratorio, che consumarsi gli occhi sulla teoria, lasciarsi guidare da chi è più esperto per correggere gli errori e poi trovare un proprio stile personale». Tra le altre cause di impoverimento del settore, anche l’abuso della tecnologia: «Vedo giovani che giocano a fare il designer con il tablet in mano, le figure umane già fatte e gli schizzi pre-salvati che non sanno nemmeno tenere in mano una matita». I corsi di Oliveira coprono le tre basi del fashion design: figurinismo (il disegno del bozzetto), modellismo (il passaggio a cartamodello) e sartoria (la realizzazione effettiva del capo) e si svolgono in piccole classi di circa 3 allievi alla volta per garantire un approccio didattico attento e personalizzato. Le date e gli aggiornamenti sui corsi in partenza vengono comunicati sulle pagine social Marlene Oliveira/@Atelier Marlene Oliveira.

«Una volta le donne italiane erano le meglio vestite al mondo – conclude Oliveira -. Ammirate e invidiate per il loro stile, vorrei che tornasse ad essere così. Dovremmo imparare ad ascoltare il nostro gusto, scegliere capi e colori che ci valorizzano non quelli che qualcuno ha scelto per noi. Riscopriamo mercatini dell’usato e atelier, l’unicità del capo che rispecchia quella del nostro essere». 

Spaccia cocaina a 75 anni. In casa aveva 20mila euro in contanti. Arrestato

Un pusher insospettabile per l’età, ma ben noto alle forze dell’ordine per il suo passato: un uomo italiano di 75 anni, residente nelle campagne tra Forlì e Ravenna, è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti. La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui due quotidiani in edicola oggi, 16 gennaio.

L’anziano, che vanta ben 15 precedenti specifici per reati legati alla droga, è stato notato dagli agenti della Squadra Mobile mentre si aggirava in auto nel centro storico di Forlì, nei pressi della Questura. Insospettiti dai suoi movimenti, i poliziotti lo hanno pedinato fino a un appartamento, dove l’uomo si è fermato solo per pochi istanti prima di ripartire: una visita lampo che ha fatto scattare l’intervento della sezione Narcotici.

La perquisizione immediata ha permesso di accertare l’avvenuta cessione di cocaina. A quel punto gli investigatori hanno esteso i controlli all’abitazione del 75enne, nel forese tra Forlì e Ravenna, dove sono stati trovati circa 70 grammi di cocaina, suddivisi in più involucri, e oltre 20mila euro in contanti. Il denaro, ritenuto provento dell’attività di spaccio, era nascosto in due casseforti ed era suddiviso in mazzette di banconote da 50 e 20 euro.

L’uomo è stato arrestato e, dopo la convalida davanti al giudice del tribunale di Forlì, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, anche in considerazione della sua lunga biografia criminale.

Chiuso viale Jelenia Gora in entrata da viale Matteotti a causa di una rottura nella fognatura bianca

A seguito di una rottura nella fognatura bianca nel tratto compreso tra viale Matteotti e l’incrocio con la II Traversa, è stato interrotto l’accesso al Viale Jelenia Gora per chi proviene da Milano Marittima. La circolazione sul viale è consentita solo per chi proviene dal quartiere Terme o da Via Ascione. Le auto che provengono dalle Terme potranno raggiungere l’accesso della Scuola primaria Mazzini e Viale Matteotti svoltando sulla II Traversa.

Per l’intera durata dei lavori, stimata in circa due settimane dalla chiusura – scrivono dal Comune di Cervia – la ditta esecutrice provvederà a collocare adeguata segnaletica informativa, dispositivi di segnalazione, barriere di protezione, illuminazione notturna e ogni accorgimento previsto per tutelare la sicurezza dei residenti, dei lavoratori e degli utenti della strada.

Post alluvione, completato il 60 percento dei lavori urgenti sugli argini

Sono 92, di cui 54 conclusi, gli interventi urgenti in provincia di Ravenna per mettere in sicurezza il territorio dopo le alluvioni del 2023. Si tratta soprattutto di lavori di ripristino e consolidamento degli argini danneggiati, per un costo totale di 134 milioni di euro. Oltre a questi, la Regione attuerà nei prossimi anni il nuovo “Piano per l’assetto idrogeologico” per ridurre il rischio di inondazioni con una serie di interventi strutturali e di adattamento (vedi articolo a questo link).

A causa della crisi climatica che provoca precipitazioni sempre più intense e violente, il pericolo di esondazioni e allagamenti è molto elevato in Romagna, dove gran parte del suolo è sotto il livello del mare. È emerso da ultimo il 25 dicembre, quando diversi cittadini di Castel Bolognese, Cotignola, Bagnacavallo e Lugo sono stati fatti evacuare in via precauzionale a causa del superamento della soglia rossa nei fiumi Senio e Marzeno. Per fortuna non è accaduto nulla, ma l’evento ha reso l’idea della “nuova normalità” che il territorio sta affrontando. «In poche ore è caduta la pioggia che normalmente cade nell’intero mese di dicembre, con una circolazione atmosferica simile a quella delle alluvioni del 2023», sottolinea Manuela Rontini, sottosegretaria alla presidenza della Regione con delega alla protezione civile. «Evacuare temporaneamente le aree più a rischio è una decisione sofferta ma fondamentale per mettere in sicurezza le persone. È la nuova realtà dovuta ai cambiamenti climatici, che non avvengono solo in Romagna ma in tutto il mondo, alla quale dobbiamo far fronte modificando i nostri comportamenti e, come istituzioni, mettendo in campo nuove opere all’altezza dei fenomeni che affrontiamo. Lo stiamo già facendo e i risultati ci sono: i lavori di questi mesi hanno permesso al sistema di tenere di fronte a ondate di piena simili a quelle di due anni fa».

I 28 interventi più urgenti nel Ravennate, tutti conclusi, sono stati decisi dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale subito dopo le alluvioni di maggio 2023.
Si è trattato del ripristino di vari argini rotti dalle piene dei fiumi Santerno, Lamone, Marzeno e Savio, nei comuni di Faenza, Lugo, Castel Bolognese, Sant’Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Ravenna (in località Coccolia) e Cervia (nella frazione di Castiglione). L’importo totale è stato di 44 milioni finanziati da fondi regionali.

A questi sono seguiti altri 27 cantieri definiti dalla prima ordinanza del commissario di governo Francesco Figliuolo, approvata a fine settembre 2023, che ha destinato 21,4 milioni al Ravennate per rafforzare gli argini che non avevano ceduto, ma erano stati comunque compromessi dalle piene. Questa seconda tranche di lavori riguarda i fiumi Montone, Ronco, Santerno, Senio, Lamone e Fiumi Uniti, tra il capoluogo e il territorio collinare. 16 dei 27 interventi sono stati ultimati, 10 sono in corso e uno è ancora in fase di progettazione.

A novembre 2023 il commissario Figliuolo ha firmato una seconda ordinanza per finanziare altri 20 interventi nel Ravennate con 22,8 milioni di euro, sempre per il consolidamento di vari argini. 10 sono stati conclusi, 7 sono in corso e 3 in progettazione. I cantieri più consistenti riguardano il Santerno all’altezza di Bagnara (4,8 milioni) e il Savio nei comuni di Cervia e Ravenna (1,9 milioni). Infine il 9 settembre 2024 è arrivata la terza e ultima ordinanza con 17 interventi di completamento da 43,5 milioni – tutti ancora in fase di progettazione – lungo il Marzeno, il Lamone e il Senio, il tratto terminale del Reno e i bacini del Santerno, del Bevano e del Ronco.

A tutto ciò si aggiungono 5 milioni del Pnrr destinati alla riduzione del rischio idrogeologico, grazie ai quali sono in corso alcuni lavori di riassetto idraulico nella frazione di Fognano a Brisighella e lungo i fiumi che attraversano la provincia.
«Ma non basta», afferma Rontini. «Servono opere strutturali di messa in sicurezza, pro- gettate insieme alle comunità e alla struttura commissariale». La priorità riguarda soprattutto le casse di laminazione per le esondazioni controllate, che servono a restituire spazio ai fiumi, dopo che negli ultimi decenni i loro corsi sono stati ristretti, deviati e artificializzati. Gli argini possono essere abbattuti facilmente dalla forza dell’acqua in caso di piena, anche perché continuano a essere spesso tenuti privi di vegetazione, che è invece fondamentale per rafforzare la resistenza del terreno. Per questo non basta alzarli e allargarli, ma serve anche ripristinare i letti per accogliere l’acqua in eccesso. Tuttavia oggi lo spazio lungo le rive è in gran parte occupato da centri abitati, capannoni o terreni agricoli. Occorrerà rendere degli spazi sacrificabili in caso di esondazione, ma anche avviare alcune delocalizzazioni nelle aree più a rischio come a Traversara di Bagnacavallo. «A giugno abbiamo presentato un progetto complessivo di messa in sicurezza e lasciato spazio alle osservazioni di cittadini, comitati e mondo delle imprese, perché vogliamo che questo percorso sia il più possibile partecipato», spiega Rontini. «A breve presenteremo i progetti per ottenere le necessarie autorizzazioni e partire al più presto con i lavori». La delocalizzazione è l’aspetto più difficile: «Comprendiamo bene la delicatezza di questo passaggio, che in alcuni casi riguarda il luogo dove si è nati e cresciuti. Le procedure sono aperte: è possibile contattare gli sportelli della struttura commissariale».

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