lunedì
23 Marzo 2026

«Così il Comune farà scomparire l’unica scuola elementare del centro»

L’annuncio da parte del Comune di voler trasferire, a partire da settembre 2027, la media Damiano nell’edificio che oggi ospita la storica elementare Mordani (nell’omonima via del centro di Ravenna), facendo a cascata traslocare le classi della primaria in un’ala della media Guido Novello, continua a non convincere tutti. In particolare, dopo il nostro editoriale in cui si sottolineava che perlomeno, in questo modo, l’edificio di via Mordani sarebbe rimasto una scuola, alcuni genitori della primaria ci hanno contattato per poter spiegare meglio le loro perplessità.

«A sorprenderci e deluderci è stata innanzitutto la modalità con cui ci è stata comunicata la scelta – raccontano Angela Longo e Debora Ferrari – perché dallo scorso maggio, quando si è saputo che non si sarebbe riuscita a fare la prima per mancanza di iscritti, nonostante i bambini da stradario ci fossero, ci siamo impegnati, insieme alle insegnanti, per capire le criticità del Mordani e rilanciare la scuola nel suo edificio storico in una città che sta cambiando, sostenuti dalla giunta comunale sia in un incontro in Municipio che alla festa di fine anno della scuola. Gli insegnanti hanno organizzato tre open day per l’autunno, uno dei quali si è già svolto. Ora abbiamo in programma i prossimi (22 novembre e 13 dicembre, ndr). Ma cosa potremo dire alle famiglie? La Novello ora non è attrezzata per accogliere due scuole di grado diverso, e una scuola primaria ha necessità differenti come ad esempio la mensa, spazi adeguati all’esterno, ingressi separati. A questo punto il Comune, se veramente interessato alle sorti dell’unica scuola pubblica primaria del centro, avrebbe già dovuto presentare il progetto, ma tutto tace. Nessuna delle parti coinvolte è stata convocata, mentre crediamo che la scuola si faccia insieme e il Comune dovrebbe ascoltare e sostenere le esigenze che da tempo a parole vengono sostenute, e benissimo, in campagna elettorale, ma successivamente disattese nei fatti. Ora il rischio, per noi certezza, è che, con lo spostamento, la scuola, senza un vero progetto, perda ancora più attrattività e nel giro di pochi anni scompaia l’unica elementare pubblica del centro storico. Da questa amministrazione ci aspettavamo altro, in campagna elettorale è stato detto spesso che il centro non deve desertificarsi o rimanere solo uno spazio turistico, per questo crediamo che la battaglia per una scuola pubblica come il Mordani riguardi tutti e non solo noi che ci abbiamo iscritto i figli o vorremmo iscriverli». Un timore comprensibile, soprattutto ora, a poche settimane dall’apertura delle iscrizioni. «Non vogliamo fare una battaglia legata esclusivamente all’edificio, ma chi vorrà iscrivere i figli in una scuola sapendo che dopo un anno saranno trasferiti in un edificio che non sappiamo ancora come sarà adattato e quanto e come dureranno i lavori?».

Vero è che sicuramente tra gli elementi di attrattività del Mordani c’è proprio la bellezza della scuola, la sua identità, il progetto legato a Roberto Bachi, alunno ebreo vittima dell’Olocausto. «Si cancella l’identità storica della scuola Mordani come se non valesse nulla. Io non so se ci fossero o meno delle scelte migliori – dice Chiara Bencivelli -. So di certo che ci si poteva prendere il tempo per valutare tutte le opzioni possibili in condivisione con chi la scuola la vive e la fa!».

In realtà, stando alle dichiarazioni rilasciate dagli amministratori, la scelta sembra ormai irreversibile. Quello su cui invece sicuramente si può cercare di trovare da adesso un vero confronto è come la Novello potrà accogliere al suo interno una primaria, con tutte le esigenze del caso, con un progetto che rilanci il comprensivo del centro e anche come l’attuale Mordani sarà a sua volta in grado di accogliere gli studenti delle medie Damiano senza perdere nulla della sua attuale bellezza.

Nuovo ambulatorio infermieristico a Lugo. Sarà accessibile gratuitamente su appuntamento

A partire da lunedì 3 novembre verrà attivato il nuovo ambulatorio infermieristico, in grado di accogliere l’utenza del comune di Lugo. L’ambulatorio è situato in viale Masi n. 22 al piano primo, nello stesso edificio che ospita il Cup, e sarà aperto lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Fornirà le seguenti prestazioni infermieristiche: medicazioni semplici e complesse, desutura, gestione e sostituzione del cateterismo vescicale, educazione sanitaria alla gestione delle stomie, gestione degli accessi venosi centrali e educazione sanitaria e orientamento percorsi assistenziali. L’accesso è gratuito su appuntamento, con prescrizione del medico di medicina generale o del medico specialista.

«Si tratta di un nuovo servizio a disposizione dei cittadini lughesi – sottolinea la dott.ssa Federica Boschi, direttrice del Distretto Sanitario di Lugo – che è stato illustrato ai medici di medicina generale di Lugo il 29 ottobre scorso. Di fatto questa scelta anticipa quello che diventerà strutturale all’interno della Casa della Comunità di Lugo, attualmente in costruzione. Presso questa sede, infatti, si creeranno le condizioni per una collaborazione permanente tra la componente medica, quella infermieristica e quella sociale a beneficio di una presa in carico integrata dei bisogni degli utenti».

«Il cambiamento in corso nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali sta portando tante novità a cui i cittadini si stanno abituando, esprimendo anche un generale apprezzamento della rapidità ed efficacia delle prestazioni – è il commento della Sindaca di Lugo e Presidente dell’Unione, Elena Zannoni -. Mi riferisco alle Case di Comunità, ai CAU, agli infermieri di famiglia, che sono partiti in 6 comuni della Bassa Romagna in questi mesi, e a questo nuovo servizio, che poi troverà collocazione nella nuova Casa di Comunità. Di fatto si semplifica il percorso dei cittadini per prestazioni più routinarie portandole fuori dall’ospedale, in un rapporto di presa in carico che si realizza tra medico di base e assistenza infermieristica».

La ravennate Alice Bordet premiata dal presidente Mattarella con il titolo di Alfiere del Lavoro

Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha incontrato e premiato nel suo ufficio di Palazzo Merlato Alice Bordet, 19enne studentessa insignita del titolo di Alfiere del Lavoro dal presidente Sergio Mattarella. La ravennate è stata riconosciuta dal Quirinale come una delle 25 migliori studentesse d’Italia. 

Alice si è diplomata con lode al liceo scientifico Oriani e ha iniziato da poche settimane il percorso di studi all’Università di Bologna, dove è iscritta al corso di ‘Medicine and Surgery’, laurea di Medicina in inglese, per formarsi ad operare in contesti internazionali.

«Mi ha raccontato di aver partecipato per diversi anni – dichiara il sindaco Barattoni – alle Magliette Gialle, progetto di volontariato e cittadinanza attiva voluto dal Comune e rivolto a ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni, che le ha permesso di fare esperienza a Classis e di conoscere lo stabilimento Insieme a Te di Punta Marina. A lei, i migliori auguri nel prosieguo di una carriera scolastica davvero promettente».

«Questo incontro mi offre inoltre l’opportunità di ribadire , a tutti i giovani, un messaggio che sto portando avanti ogni giorno, dalle scuole agli spazi sportivi – prosegue Barattoni -: le porte del Comune sono aperte, spalancate, alle vostre visioni, idee, critiche e suggerimenti che, come in questo caso, rappresentano un arricchimento per tutta la comunità e per mettere le nuove generazioni nelle condizioni di realizzare il loro domani».

Faenza riconosciuta dall’Unesco come città creativa: sono 408 in tutto il mondo

Faenza è da oggi città creativa Unesco per l’artigianato e le arti popolari. Grazie alla sua identità ceramica rientra nella “Rete delle Città Creative Unesco”, creata nel 2024 per promuovere la cooperazione internazionale tra le città che vedono nella creatività un motore per lo sviluppo urbano sostenibile. Ad oggi sono 408 i centri abitati premiati, appartenenti ad oltre 100 paesi e divisi in sette settori: musica, letteratura, artigianato e arti popolari, design, media arts, gastronomia e cinema. In particolare, per l’ambito dell’artigianato e delle arti popolari, le altre città italiane insignite dal riconoscimento sono Fabriano, Carrara, Biella e Como.

«Un riconoscimento di grande prestigio – dichiara il presidente della Regione, Michele de Pascale- che rende merito all’importante patrimonio artistico-culturale della ceramica faentina nota in tutto il mondo e alla sua capacità di continuare la tradizione anche guardando all’innovazione e al futuro. Dopo Bologna per la Musica, Parma per la Gastronomia e Modena per le Media Arts, abbiamo ora nella nostra regione una nuova città della Romagna che entra nella rete delle Città creative Unesco e può contribuire alla valorizzazione turistica di un settore, quello dell’artigianato e delle arti popolari, identitario per la nostra storia e la nostra comunità. Un ulteriore motivo di soddisfazione e un altro tassello della grande bellezza dell’Emilia-Romagna».

«Questa nomina – spiega il sindaco di Faenza Massimo Isola – ci riempie di orgoglio e di responsabilità perché riconosce nella ceramica non solo una tradizione, ma una forma viva di cultura e di innovazione, rappresentando, al tempo stesso, un riconoscimento straordinario per Faenza e per tutta la Romagna. Il risultato premia l’intera città e testimonia la resilienza e la forza di un’intera comunità che ha saputo non solo preservare il suo patrimonio, ma anche rinnovarlo, superando momenti di grande difficoltà».

Sono arrivate anche le congratulazioni dell’assessore alla cultura del comune di Ravenna Sbaraglia, che ha annunciato di costruire le condizioni per proporre la città bizantina e il mosaico: «Far parte di questa rete significa aver posto la cultura e le attività creative come fulcro dei propri piani di sviluppo urbano sostenibile, superando i confini nazionali per promuovere legami e iniziative con altri territori e comunità con i quali scambiare buone pratiche. Sappiamo quanto lungo e complesso sia il percorso compiuto e ancor di più risulta prestigioso e meritato il risultato. Abbiamo seguito con partecipazione l’iter di Faenza a cui ci lega un rapporto di grande amicizia, ma anche di comune sensibilità e responsabilità verso tecniche e linguaggi dell’artigianato e dell’arte che trovano nella ceramica e nel mosaico espressioni importantissime e identitarie. Anche per questo riteniamo, sull’esempio di Faenza, che per Ravenna si debba aprire una fase che miri a costruire solide condizioni affinché possa strutturarsi la possibilità di una candidatura autorevole a città creativa Unesco per il mosaico. Il lavoro compiuto in questi anni e la partecipazione della città e degli operatori alla costruzione delle ultime Biennali sono basi solide e incoraggianti da cui poter partire».

Basket, l’Orasì non sa più vincere: anche San Severo fa festa al Pala Costa

Halloween è arrivato con qualche ora d’anticipo al Pala Costa. Una brutta Orasì perde la quinta gara della stagione (su 7 giornate), la quarta di fila e la seconda nel giro di quattro giorni davanti al proprio pubblico. È dalla seconda giornata contro Nocera, recuperata l’8 ottobre, che la squadra di Coach Auletta non trova la vittoria. Contro l’attrezzata San Severo dell’ex coach Bernardi si sono viste tante lacune sotto il punto di vista delle soluzioni offensive, condite da una bassa percentuale al tiro (35% da due e 28% da tre).

L’avvio è tutto sommato positivo per i giallorossi, che partono con intensità grazie a una palla rubata di Brigato e al contropiede finalizzato da Ghigo. La difesa regge bene nei primi minuti e l’OraSì trova anche la via del canestro con la tripla di Paiano e la concretezza sotto canestro di Jakstas. Il primo quarto si chiude con San Severo avanti di una lunghezza (13-14) a dimostrazione dell’equilibrio, apparente, fra le due squadre. Nel secondo quarto Ravenna costruisce qualche buona soluzione, aiutata da qualche giocata energica di Brigato e dal bonus prematuro degli ospiti. San Severo, però, è più precisa e trova ritmo in attacco e risponde: Si va all’intervallo in perfetta parità, 31-31, con un canestro di grande qualità sulla sirena di capitan Dron che fa balzare in piedi il Pala Costa.

Al ritorno dallo spogliatoio, la gara rimane a basso punteggio, con tanti errori e pochi canestri. Jakstas trova la tripla del momentaneo vantaggio (39-37), ma San Severo reagisce con un mini-parziale. Da questo momento in poi la squadra ospite acquisisce sempre più fiducia e, riesce a chiudere il terzo periodo avanti 51-57. Nell’ultimo quarto Ravenna prova a rientrare in campo con carattere: Brigato e Paolin accorciano fino al -3 alimentando le speranze del PalaCosta. Poi un’altra tripla del fenomeno in maglia nera Lucas (21 punti per lui) indirizza definitivamente la partita. L’OraSì prova a restare agganciata fino al 70-75 con alcune buone difese e qualche palla rubata ma, a due minuti dalla fine, una tripla di Bugatti spezza definitivamente il ritmo della rimonta. La partita si chiude sul risultato di 70-79 per San Severo.

Di fronte ad una classifica deficitaria, e ad un’imminente trasferta a Roma contro la Luiss, la delusione di Coach Auletta è palpabile: «Oggi per la prima volta ho visto una squadra nervosa, abbiamo affrontato una San Severo in grande fiducia e con giocatori di grande talento. Per questo abbiamo avuto un atteggiamento sbagliato giocando con frenesia e forzando alcune giocate. Dobbiamo capire che le partite non si vincono individualmente ma di squadra, dobbiamo mettere davanti a tutto il collettivo e il sistema per riuscire a fare prestazioni importanti e portare a casa i risultati».

Tabellino:

Primo quarto: 13-14; Secondo quarto: 18-17; Terzo quarto: 20-26; Quarto quarto: 19-22

FINALE: 70-79

OraSì Basket Ravenna

Cena 6, Paolin 10, Brigato 15, Paiano 3, Feliciangeli 0, Jakstas 16, Dron 11, Morena 2, Ghigo 7, Venturini (n.e), Catenelli (n.e), Saviotti(n.e).

Allianz Pazienza San Severo

Bandini 2, Mobio 16, Bugatti 15, Gattel 3, Gherardini 12, Petrushevski (n.e), Ndour 2, Morelli 6, Lucas 21, Scredi (n.e), Todisco 2.

Spazi urbani più sicuri e inclusivi: videosorveglianza e street tutor vicino ai locali

L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina ha elaborato un progetto per contrastare fenomeni di disagio e marginalità sociale attraverso percorsi di inclusione, responsabilizzazione e riqualificazione urbana. L’investimento pubblico è di 160mila euro, di cui 128mila da un contributo della Regione in virtù di un accordo di programma sottoscritto dai due enti.

L’obiettivo è intercettare le situazioni di disagio giovanile prima che evolvano in forme di emarginazione sociale, contrastare la dispersione scolastica e creare nuove opportunità educative nei luoghi più frequentati dalle ragazze e dai ragazzi. Allo stesso tempo, promuovere iniziative di mediazione sociale e culturale nei quartieri più fragili, rafforzando il senso di comunità e la qualità della vita negli spazi pubblici.

Il progetto promosso dall’Unione pone al centro le nuove generazioni, con azioni mirate alla prevenzione delle condotte antisociali, al contrasto della dispersione scolastica e alla costruzione di percorsi educativi e formativi, anche grazie alla collaborazione con scuole, enti del terzo settore e aziende del territorio. Sono previsti laboratori socio-occupazionali e attività di orientamento per favorire la partecipazione e l’inclusione dei ragazzi, oltre al potenziamento della videosorveglianza nei parchi Bucci e della Rocca di Faenza, luoghi sensibili per la socialità giovanile. Come previsto dalla normativa regionale, sarà inoltre avviata – in accordo con la prefettura di Ravenna – la sperimentazione della figura degli street tutor, con compiti di mediazione sociale e supporto alle attività di prevenzione nei pressi di locali pubblici e durante eventi.

«Con questi nuovi accordi di programma – sottolinea il presidente della Regione, con delega alle Politiche per la sicurezza, Michele de Pascale – portiamo avanti il percorso costruito insieme ai Comuni e alle Unioni per promuovere un modello di sicurezza urbana che tenga insieme coesione sociale, prevenzione e qualità della vita delle comunità, mettendo al centro le persone. Una parte importante di questo lavoro riguarda i giovani, la loro crescita e la possibilità, per loro, di trovare nei territori spazi, relazioni e opportunità per esprimersi e partecipare alla vita collettiva. Ma la sicurezza si rafforza anche attraverso la presenza educativa e la mediazione sociale nei quartieri, la cura degli spazi pubblici e l’attenzione verso chi vive situazioni di maggiore fragilità. Il valore di questo percorso sta nel metodo: ascolto dei territori e collaborazione con i Comuni, che conoscono da vicino le esigenze delle proprie comunità e le traducono in progetti concreti. La Regione continuerà ad accompagnarli, mettendo a disposizione risorse e competenze e sostenendo politiche che migliorino la vivibilità dei centri urbani e rafforzino la coesione sociale, con l’obiettivo di rendere le città luoghi sempre più inclusivi e attenti ai bisogni delle persone».

Minaccia una conoscente e le brucia il bucato steso: 52enne arrestato dai carabinieri

I carabinieri hanno arrestato un uomo di 52 anni che ha minacciato una conoscente e le ha bruciato il bucato steso ad asciugare. È successo a Fusignano nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. L’uomo, un italiano già noto per i suoi trascorsi giudiziari, deve rispondere di minaccia e danneggiamento.

La vicenda ha avuto inizio verso l’1.30 quando alla centrale operativa è arrivata una telefonata da una residente che segnalava delle grida d’aiuto e un forte trambusto provenire dall’appartamento della sua vicina. Le pattuglie dei carabinieri, arrivate in pochi minuti poiché già in zona impegnate nei vari servizi di controllo del territorio, hanno individuato l’appartamento.

La donna che aveva richiesto l’intervento ha raccontato di aver notato un uomo introdursi nel giardino di proprietà della vicina e che insistentemente chiedeva di entrare in casa. Al diniego della donna, l’uomo utilizzando una bottiglia contenente del liquido infiammabile, incendiava i panni che quest’ultima aveva lasciato sullo stendino.

Grazie all’aiuto di un vicino e dell’immediato intervento di un’altra pattuglia dei carabinieri, l’uomo veniva fermato e allontanato dall’abitazione. Ma anche in presenza dei militari, il 52enne continuava a minacciare la donna e le danneggiava con violenti pugni anche la buchetta postale.

Il giudice del tribunale di Ravenna, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Lavori al passaggio livello di via Naviglio, strada interrotta dal 7 all’11 novembre

Un tratto di circa duecento metri della strada provinciale Naviglio a Bagnacavallo, compreso tra via Galavotti e la strada provinciale 253 San Vitale, sarà chiuso al transito per poco più di tre giorni per lavori di manutenzione straordinaria al passaggio a livello della linea ferroviaria Castel Bolognese-Lugo-Russi. L’interruzione al transito è in programma dalle 23 di venerdì 7 novembre alle 5 di martedì 11 novembre.

Sono previste le seguenti modifiche al traffico:

  • tutti i veicoli provenienti dalla strada provinciale 8/A Naviglio (A14 – Faenza – Cotignola) e diretti alla strada provinciale 253R San Vitale devieranno sulla via Galavotti, quindi sulla via Boncellino fino all’incrocio con la strada provinciale 253 San Vitale;
  • tutti i veicoli provenienti dalla strada provinciale 253R San Vitale (Lugo – Ravenna) e diretti a Cotignola – Faenza – A 14 seguiranno il percorso inverso.

Sul posto sarà presente la segnaletica di preavviso indicante i percorsi di deviazione.

Parco delle Dune: gara revocata da mesi, Ancisi chiede al sindaco quando sarà fatto

L’Autorità portuale di Ravenna ha revocato il bando di gara da dieci milioni di euro per la realizzazione di un parco pubblico di 18 ettari a Porto Corsini tra il centro abitato e il futuro nuovo terminal crociere in costruzione. Doveva essere una sorta di misura di compensazione per la località costiera che dovrà fare i conti con gli aumenti di traffico proprio per la nuova stazione marittima, una struttura da 18 ettari in riva al mare che punta: le previsioni per il 2026 parlano di un centinaio di attracchi e quasi 400mila passeggeri movimentati, in aumento rispettivamente del 15 percento e del 58 percento rispetto al 2025. Ora Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione con Lista per Ravenna, ha presentato un’interrogazione al sindaco «per conoscere le ragioni del suo silenzio e le sue valutazioni sul da farsi».

Quel grande spazio verde, da realizzare in un’area che Ancisi definisci «da molti anni abbandonata allo squallore e all’indecenza», è il progetto noto come Parco delle Dune: «Un’infrastruttura verde – si legge nei progetti – con cui riconfigurare gli spazi aperti, valorizzare l’ambiente e il contesto e fornire beni ecologici e culturali per il benessere dei cittadini». L’Autorità portuale aveva indetto la gara il 27 marzo scorso dando il via all’iter per arrivare a un’opera che gli amministratori locali hanno spesso e convintamente osannato.

Il 7 maggio la stessa Ap, come scrisse all’epoca il Corriere Romagna, ha revocato gli atti della gara in autotutela a causa di due criticità: il bando per la costruzione del parco non aveva ricevuto nessuna offerta entro i termini previsti e c’era la necessità di modificare il progetto per via delle interferenze con i lavori già in corso per la nuova stazione marittima, attualmente in fase avanzata. Ap si impegnava, con una gara successiva, ad appaltare solo una parte del progetto pari ai sei ettari attigui al terminal: «È la parte meno ambientale – dice Ancisi –, in cui realizzare parcheggi, opere stradali e ciclopedonali, strutture di servizio, ecc., direttamente utili a favorire transito, sosta e accessi di pullman e bus, taxi, shuttle e mezzi privati fin sotto le banchine».

Il provvedimento di revoca nulla dice sugli altri 12 ettari a servizio soprattutto del paese: una piazza d’ingresso e una piazza anfiteatro, coi gradoni formati dalle pendenze delle dune, un grande prato centrale, coi gradoni di legno vista mare, e piantumazioni, nella fascia vicina alla pineta, di 681 tra pini domestici, aceri, frassini e 3.681 tra olivelli, ligustri e ginepri.

Ma cosa significherà per la piccola frazione ravennate (circa 1.500 residenti, molti meno dei passeggeri a bordo di una nave da crociera) l’entrata in funzione della nuova stazione marittima? Ancisi la vede così: «Per arrivare ed uscire dal terminal occorre attraversare, a 200 metri di distanza, Porto Corsini, passando esclusivamente sulla via Molo Sanfilippo, molto stretta e priva di uno spazio ciclo-pedonale continuo. Aggiungendo il già esorbitante traffico locale, si è calcolato che vi transitino annualmente 600mila mezzi a motore di ogni genere e peso, una bolla d’aria soffocante e tossica. Gli abitanti patiscono inoltre  una maggiore rumorosità, consentita fino a 60 decibel di giorno e a 50 di notte. La Corte dei Conti, precisando che, in questi casi, “la normativa ambientale prevede misure di compensazione dei costi sociali”, richiama gli enti pubblici territoriali ad impegnarsi perché siano effettuati“interventi in grado di apportare benefici compensativi alla collettività”».

Nascondevano la cocaina anche sotto la macchina del caffè del loro locale: arrestate due donne

La polizia ha trovato 19 involucri in cellophane contenenti quasi 10 grammi di cocaina, nascosti sotto la macchina del caffè di un locale di Massa Lombarda. A finire in manette per spaccio le due donne che gestiscono il locale, entrambe di origini marocchine.

Intervenuti in seguito ad alcune segnalazioni, i poliziotti hanno quindi proseguito la perquisizione a casa delle due donne, trovando altri 81 grammi di cocaina e una dose di hashish. Sequestrati, così come un bilancino di precisione e 285 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio.

Durante la direttissima di giovedì mattina, il giudice ha disposto i domiciliare per una delle due donne e l’obbligo di dimora per l’altra.

Encomio per due vigili urbani che evitarono un suicidio durante un controllo stradale

Nel corso di un controllo stradale avvenuto a fine settembre tra Massa Lombarda e Bagnara di Romagna un uomo tentò di suicidarsi con un coltello ma l’intervento dei vigili urbani, che avevano fermato la vettura, evitò il dramma. I due agenti della polizia locale della Bassa Romagna hanno ricevuto oggi, 30 ottobre, un encomio per il coraggio dimostrato. I componenti della giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna hanno ricevuto in Rocca a Lugo gli agenti Michele Dalle Vacche ed Elia Baracca.

Doveva essere solo un’ordinaria operazione di controllo automobilistico. Emersero subito molte irregolarità nella vettura non assicurata. Il conducente è apparso in stato confusionale e questo ha portato gli agenti a decidere di restare e soffermarsi a dialogare. La situazione è degenerata all’improvviso in una crisi culminata nell’estrazione, da parte del conducente, di una lama dalla sua tasca, con la quale ha cercato di togliersi la vita. L’agente Dalle Vacche è intervenuto con un braccio per evitare che la lama colpisse organi vitali e il collega Baracca, che stava redigendo i verbali, ha tolto la lama dalla mano dell’uomo che è poi stato medicato sul posto dai due agenti e quindi soccorso dall’autoambulanza per esser portato all’ospedale di Imola.

«Un intervento di questo genere evidenzia non soltanto la prontezza, la tempestività e il coraggio degli agenti, ma anche la loro capacità di comprendere le situazioni, in questo caso di disagio psicologico, in tempo utile ad evitare il peggio – commenta la presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Elena Zannoni -. Se vi foste limitati a multare questa persona, lasciandola poi andare, probabilmente nessuno l’avrebbe salvato da sé stesso. E anche per questo l’encomio nei vostri confronti è doveroso».

«Questo episodio, pur nella sua evidente drammaticità, spiega quanto sia complesso, delicato e soprattutto vicino alle persone il lavoro della Polizia locale – aggiunge Mattia Galli, sindaco delegato dell’Unione per il tema della Sicurezza -. Sottolineare il fatto che l’umanità rientra nelle qualità che deve avere agente non è retorico, e interventi di questo tipo, che possono essere il primo passo per aiutare persone in grande difficoltà, hanno una valenza sociale che è giusto rimarcare».

A Sant’Agata municipio ancora inagibile due anni e mezzo dopo l’alluvione, nuovo trasloco per gli uffici comunali

Il municipio di Sant’Agata sul Santerno è inagibile dal maggio del 2023, a causa dell’alluvione, e ora gli uffici comunali si trasferiscono dagli spazi della scuola media “Pascoli”, dove erano collocati provvisoriamente, ai locali del circolo Anspi in piazza Monsignor Rambelli.

Si tratta di un trasloco non preventivato ma necessario perché non era più possibile rimanere nell’edificio della scuola media che quest’anno ospita anche la scuola elementare. «Il trasferimento sarebbe dovuto essere nei locali della biblioteca al cui ripristino sta lavorando l’associazione nazionale Alpini – spiega il sindaco Riccardo Sabadini –. I lavori però non sono completi. Questo spostamento purtroppo comporterà oneri sul bilancio del Comune. A due anni e mezzo dall’alluvione, mancano ancora le ordinanze di ripristino del municipio, della torre civica, della biblioteca e di Casa Contadini. Intervenire su questo patrimonio con le risorse del Comune è inaccettabile: continueremo quindi a fare luce sulla nostra situazione a rivolgersi a chi ci deve dare una mano per ripristinare ciò che abbiamo perso nel maggio del 2023».

Il trasferimento al circolo Anspi si completerà a metà della prima settimana di novembre: per questa ragione nelle giornate di lunedì 3, martedì 4 e giovedì 5 novembre l’Urp, i Servizi demografici e lo sportello Sociale-Educativo del Comune saranno operativi, ma resteranno chiusi al pubblico. Per il rilascio delle carte d’identità elettroniche e le certificazioni anagrafiche sarà possibile rivolgersi ai Comuni limitrofi. Per le registrazioni di nascita e/o morte in scadenza bisognerà invece chiamare, dalle 10 alle 13, il numero 335-8181659.

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