martedì
24 Marzo 2026

Alcune centinaia di persone al corteo contro il trasloco della scuola Mordani deciso dal Comune

Alcune centinaia di persone, tra adulti e bambini, a Ravenna hanno partecipato stamani, 18 ottobre, a un corteo che chiedeva al Comune di mantenere la scuola elementare Mordani nella sua sede storica nell’omonima via e non trasferirla all’interno della scuola media Guido Novello (piazza Caduti) dove ci sarebbero spazi liberi per ospitarla. Al corteo da via Mordani a piazza Kennedy hanno partecipato genitori e alunni attuali, insegnanti, ex alunni e futuri alunni.

Il trasferimento, nei piani del Comune, è la soluzione per utilizzare l’edificio di via Mordani per le medie Damiano che oggi sono in via Ghiselli in un immobile di proprietà della curia per cui il Comune paga un affitto annuale di circa 145mila euro. Il contratto è in scadenza nell’agosto 2027 e il Comune non intende rinnovarlo per ridurre i costi e perché la denatalità sta liberando, e ne libererà sempre di più nei prossimi anni, spazi in altri plessi scolastici già di proprietà comunale, come appunto Mordani e Guido Novello.

I genitori della Mordani, promotori della colorata protesta fatta anche portando in manifestazione i propri figli, ritengono illogica l’imposizione del Comune di Ravenna di spostare la primaria: «Soprattutto non siamo d’accordo con il modo e i tempi con cui la decisione è stata presa e comunicata». Va ricordato che il trasloco avverrebbe dall’anno scolastico 2027-2028 ed è stato annunciato nei giorni scorsi. Va anche ricordato che quest’anno la Mordani, per la prima volta, non è riuscita a raggiungere il numero minimo di iscritti sufficiente per una classe prima, ma non chiuderà e non è intenzione del Comune chiuderla, ma solo spostarla. Infine, va ricordato che gli spostamenti non andrebbero a incidere sul personale e sull’organizzazione degli istituti comprensivi: non ci sarà l’accorpamento tra Guido Novello e San Pier Damiano che pareva una delle ipotesi al vaglio.

Una nota inviata alla stampa ieri, metteva nero su bianco altre motivazioni della protesta: «Crediamo in un centro non solo fruito dai turisti, crediamo che lavorare in un ambiente adatto e di piccoli numeri possa aiutare a risolvere le nuove sfide della scuola, crediamo che si possa ancora trovare un equilibrio sostenibile tra piccoli numeri e grandi accorpamenti, perché nella scuola bisogna sempre investire e non pensare al puro calcolo economico, perché soprattutto crediamo che la scuola vada progettata insieme, nel tempo e per tempo».

Nell’ottavo centenario della morte, una mostra di mosaico dedicata a San Francesco

Nell’anno che inaugura l’ottavo centenario della morte di San Francesco, la biblioteca Oriani di Ravenna ospita una mostra intitolata “Ravenna racconta Francesco” allestita in occasione della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo. Stamani, 18 ottobre, l’inaugurazione. Sarà visitabile fino al 2 novembre.

In mostra i lavori di Annafietta, Barbara Liverani Studio, Dimensione Mosaico, Koko Mosaico, Pixel Mosaici, che sotto il marchio “Racconti Ravennati” realizzano progetti artistici in modo collettivo, e Luciana Notturni. Attraverso più di trenta creazioni, una riflessione sul Santo di Assisi.

La mostra è promossa dalla Cna di Ravenna, realizzata con la collaborazione del Comune e Mar e con il contributo di Assicoop Romagna Futura Agente Generale Unipol.

Elisa Brighi, portavoce delle mosaiciste associate, e Suor Anastasia, curatrice della mostra, hanno illustrato come l’esposizione nasca dal desiderio di attualizzare il messaggio di San Francesco attraverso il linguaggio del mosaico. «Un messaggio che, a distanza di secoli, mantiene intatta la sua forza nei valori di pace, condivisione, rispetto per il creato e semplicità di vita».

La mostra è visitabile tutte le mattine dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 12.30 e i martedì e venerdì anche al pomeriggio (15-18.30).

Marchionni: «Con l’Arezzo una delle partite che tutti vogliono giocare». Di Marco unico out

«Pochi avrebbero scommesso sul Ravenna in testa alla classifica alla decima giornata e invece ci siamo e ora deve essere un piacere giocare contro l’Arezzo che è a pari punti». L’allenatore dei giallorossi, Marco Marchionni, presenta così il big match di domani al Benelli (fischio d’inizio alle 14.30, biglietti già esauriti).

Unico assente sarà Tommaso Di Marco, ormai sulla via del recupero dopo l’infortunio («Dalla prossima settimana lo avremo di nuovo in gruppo»). Il modulo di gioco iniziale dovrebbe essere il 3-5-2 consolidato, ma in questa stagione si sono visti cambi in corso: «L’anno scorso le alternative possibile erano 3-5-2 o 3-4-1-2, quest’anno invece abbiamo più varianti perché ho a disposizione giocatori che possono fare più ruoli. Di base però ci deve essere sempre la sicurezza dei ragazzi in quello che fanno».

La posizione di classifica che sorprende gli addetti ai lavori non è invece una sorpresa per Marchionni: «Quando ho visto il gruppo che si stava formando mi sono reso conto subito che la società stava componendo una rosa di qualità. Quello che forse non mi aspettavo è di segnare così tanti perché di solito sono abituato al contrario, a subire pochi gol. Ma se va così bisogna saperne approfittare».

Sull’avversario poche parole e tutte positive: «Una squadra forte costruita per vincere il campionato. Per noi deve essere un piacere, sono le partite che ogni giocatore deve avere voglia di giocare. Siamo solo alla decima giornata, la stagione è ancora lunga. Adesso è bello confrontarsi con una realtà così strutturata per continuare a misurare il nostro livello».

Prima di campionato: la Consar ospita Porto Viro battuta due settimane fa in allenamento

Comincia il campionato 2025-2026 del Porto Robur Costa nella pallavolo di serie A2 maschile. Il Pala De Andrè torna a riaprire le sue porte: domani, 19 ottobre, alle 18 la Consar Ravenna ospita l’Alva Inox 2Emme Service Porto Viro. E l’obiettivo è quello di partire nel modo migliore, cioè con una vittoria, come avvenne nella passata stagione, quando i successi iniziali di fila furono quattro, preludio poi al totale finale di 20.

Ravenna e Porto Viro si sono affrontate e studiate due settimane fa nell’allenamento congiunto al Pala Costa, vinto dalla Consar per 3-1, ma è chiaro che questa volta, con i tre punti in palio, sarà tutta un’altra sfida, che coach Valentini potrà affrontare con la squadra al completo visto il pieno recupero dal problema alla spalla destra di Hristiyan Dimitrov, che aveva saltato gli ultimi due test amichevoli.

«Ci aspettiamo una partita complessa – ammette il capitano Riccardo Goi al via per l’undicesima stagione a Ravenna – sia perché Porto Viro ci ha sempre dato fastidio sia perché ha un organico con giocatori che hanno esperienza da vendere. Penso ad Erati, a Sperandio, a Pinali che l’anno scorso ha vinto questo campionato con Cuneo. Dovremo tenere un livello di gioco alto».

Il precampionato della Consar annovera due pareggi e due vittorie con prestazioni e qualità del gioco in crescita. «Siamo reduci da un buon precampionato e da una buona preparazione fisica e tecnica. E se c’è una cosa che mi ha colpito di questo gruppo è l’attitudine al lavoro in palestra – riconosce il libero della Consar – poi è chiaro che non siamo ancora a un livello ottimale e non potremmo esserlo a questo punto della preparazione così come credo non lo sarà Porto Viro. Dovremo quindi nascondere  un po’ quelli che sono i nostri difetti e fare risaltare le cose che in questo momento ci vengono meglio».

Duo arbitrale al femminile per questa prima partita di campionato della Consar. Prima arbitra sarà Claudia Angelucci di Avezzano, seconda arbitra Beatrice Cruccolini di Perugia.

Infine una novità che riguarda la copertura mediatica della categoria: anche la A2 sbarca su Dazn. Eccezionalmente, la prima giornata sarà visibile sul canale You Tube di Dazn. La trasmissione in maniera integrale delle sfide della A2 si aggiunge così alle due gare per turno di SuperLega Credem Banca trasmesse sulla piattaforma, con l’aggiunta di una terza partita scelta tra le migliori di ogni mese. Dazn inoltre trasmetterà le partite di Cev Champions League, i migliori incontri europei della Cev Cup e della Challenge Cup, oltre al Mondiale per club e le sfide della nazionale italiana campione del mondo.

Ambulante al mercato senza autorizzazione: sequestrati furgone e 740 vestiti

Nel corso di controlli effettuati al mercato ambulante di piazza Sighinolfi, la polizia locale di Ravenna oggi, 18 ottobre, ha accertato la presenza di un commerciante cui era stata revocata l’autorizzazione il 3 ottobre scorso. Il 49enne residente nel Ravennate, quindi, stava occupando abusivamente un posteggio del mercato. Gli agenti hanno sequestrato ai fini della confisca 741 capi di abbigliamento, 13 stendini in metallo, 9 manichini in plastica e l’autocarro utilizzato.

Omicidio Genini: un anno fa un dito rotto in una lite, ma il codice rosso non si attivò

Un anno prima di essere ammazzata a coltellate dal 52enne compagno Gianluca Soncin, la 29enne Pamela Genini riportò la frattura di un dito della mano destra durante una lite nell’abitazione dell’uomo a Cervia e al pronto soccorso di Seriate (Milano), dove si rivolse per essere medicata, disse che gli episodi di violenza erano aumentati di frequenza e gravità nei sei mesi precedenti, che era stata minacciata con un’arma e riteneva Soncin capace di ammazzarla.

Sono dettagli delle indagini sull’omicidio del 14 ottobre scorso, avvenuto nell’abitazione della donna a Milano, che si apprendono dalla lettura delle pagine del quotidiano Il Corriere della Sera di oggi, 18 ottobre.

La lite risale al 3 settembre 2024. Nell’abitazione di Cervia intervennero i carabinieri, ma la ragazza non fece denuncia. La mattina successiva, alle 10.33, la giovane si presentò all’ospedale lombardo e ci restò per circa cinque ore. Genini raccontò della lite con Soncin e questo avviò il protocollo chiamato Brief Risk Assessment: uno strumento standardizzato per identificare vittime di violenza ad alto rischio, valutando 5 domande specifiche su frequenza/gravità degli atti, uso di armi, minacce di morte, violenza in gravidanza e gelosia dell’aggressore. Una risposta positiva a 3 domande indica un elevato rischio di violenza grave e permette di attuare un intervento tempestivo. Genini diede 4 risposte positive, ma il cosiddetto Codice Rosso non si attivò. Anche questo è un aspetto che dovrà essere chiarito dalle indagini.

La visita in pronto soccorso cominciò con la ricostruzione dei fatti della sera precedente. Queste le parole sul referto medico riportate dal Corsera: «Buttata a terra e colpita alla testa con pugni, trascinata poi per i capelli per diversi metri. Inoltre ha lanciato oggetti addosso provocandole un trauma al IV dito mano dx. Plurimi graffi agli arti inferiori. Le strappava una ciocca di capelli. Nega violenza sessuale in questa occasione, avvenuta però in passato».

La prognosi fu di 20 giorni, un tempo inferiore ai 40 che avrebbero fatto partire d’ufficio l’indagine per lesioni personali. Con la cosiddetta “riforma Cartabia” (Dlgs 150/2022) una serie di reati prima procedibili di ufficio sono divenuti procedibili a querela di parte, al dichiarato fine di “decongestionare” il carico degli uffici giudiziari. Per le lesioni personali la procedibilità a querela, originariamente limitata a quelle condotte che avessero prodotto una malattia fino a 20 giorni, è stata estesa, in linea generale, alle lesioni sino a 40 giorni, salvo alcune specifiche eccezioni previste.

I medici milanesi allertarono comunque le forze dell’ordine con il consenso della paziente che arrivarono in ospedale. Sul documento dell’ospedale si legge: “Alle 15.37 colloquio con le forze dell’ordine non vi è indicazione ad attivazione del codice rosso”.

I carabinieri di Seriate acquisirono il referto e lo inviarono a Cervia per competenza. I militari di Cervia trasmisero a loro volta a Seriate l’annotazione dell’intervento in casa del 3 settembre (quando fu sentita anche una vicina), chiedendo ai colleghi bergamaschi di sentire la 29enne e raccoglierne la denuncia. Ma Pamela si rifiutò. Secondo il Corriere della Sera nella banca dati della forze dell’ordine venne inserito un intervento per «presunta violenza di genere», senza seguito. Nulla finì nel software “Scudo”, adottato per monitorare gli interventi “spia” anche in assenza di denuncia.

Il Corriere Romagna di oggi riporta alcuni passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare per Soncin. Emerge che l’uomo usava oppiacei e cocaina, ma anche farmaci come il Contramal (oppiaceo sintetico) e Xanax che prendeva in una farmacia di Cervia senza ricetta. Un tassello in più per ricostruire non solo la personalità di Soncin ma anche lo stile di vita che conduceva, a quanto pare grazie anche all’aiuto economico del padre, titolare di un’azienda di pellame ad Arzignano (Vicenza) di cui Soncin si è dichiarato dipendente prima di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Consigliere comunale muore poco dopo la morte della madre, probabile malore per entrambi

Un consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Bagnacavallo, il 57enne imprenditore agricolo Gianfranco Rambelli, è morto nella serata di ieri, 17 ottobre, poco dopo il decesso della madre, Anna Luisa Baldini di 88 anni.

Secondo le informazioni disponibili, sembra che entrambi siano morti per un malore: prima la donna e poi l’uomo dopo aver chiamato i soccorsi e tentato invano di rianimarla. Sono state disposte le autopsie, i carabinieri eseguiranno accertamenti investigativi per escludere altre ipotesi, come un’eventuale intossicazione alimentare. Madre e figlio vivevano insieme a Bagnacavallo. Rambelli aveva tre fratelli, non era sposato e non aveva figli.

Il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, proclamerà una giornata di lutto cittadino nel giorno dei funerali, non ancora fissato, in segno di partecipazione e rispetto, con l’esposizione delle bandiere a mezz’asta.

Giacomoni e il presidente del consiglio comunale, Lorenzo De Benedictis, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del consigliere comunale: «Pur nella diversità delle posizioni politiche, Rambelli era una persona franca e diretta, animata da un profondo amore per la sua città e da un forte senso civico. Ha sempre partecipato con impegno alla vita amministrativa, contribuendo al dibattito pubblico con passione e convinzione».

La direzione provinciale di Fratelli d’Italia a Ravenna si stringe alla famiglia di Gianfranco Rambelli: «Componente del direttivo provinciale, l’impegno politico e sociale di Gianfranco è stato particolarmente intenso e trasversalmente apprezzato. La sua tenacia e il suo ricordo non saranno dimenticati».

Tentato omicidio: arrestato un uomo accusato di aver investito con l’auto il padre di un rivale

Un uomo di 37 anni originario di Napoli, ma residente a Porto Corsini, è stato arrestato dai carabinieri di Ravenna con le accuse di tentato omicidio aggravato e danneggiamenti per i fatti accaduti nella piccola frazione ravennate verso le 22 del 16 ottobre. Alla guida di un’auto in via 6 dicembre 1944, il 37enne ha investito un 70enne, padre di un 38enne con cui l’investitore aveva rapporti tesi, probabilmente per questioni di denaro. L’anziano è ancora ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena in gravi condizioni per un’emorragia cerebrale. L’arresto è arrivato poche ore dopo l’accaduto, la notizia è riportata dai quotidiani locali, Il Resto del Carlino e Il Corriere Romagna, nell’edizione di oggi, 18 ottobre.

Ancora non è stata ben delineata con precisione la dinamica dell’accaduto, ma pare che i fatti si siano svolti in due momenti ravvicinati ma distinti. Dopo una telefonata dai toni minacciosi, il 37enne sarebbe andato a casa del rivale, in via 6 dicembre 1944, e usando un gancio da traino per roulette avrebbe mandato in frantumi il lunotto della Subaru del 38enne parcheggiata nel vialetto dell’abitazione per poi andarsene. Poco dopo sarebbe tornato con una bottiglia piena di liquido infiammabile, forse benzina. A quel punto in strada ci sarebbero stati padre e figlio, richiamati dall’azione precedente, e sarebbe nata una lite. Il 37enne avrebbe gettato il liquido addosso all’anziano e sulla vettura per poi montare in auto e andarsene. In quel momento avrebbe bruscamente frenato per ingranare la retro e investire il 70enne.

Porta Adriana ha un nuovo Pavimento in mosaico: l’opera di Montalbini per la Biennale

Ha creato un certo scalpore l’inaugurazione – nella serata di ieri, venerdì 17 ottobre – dell’installazione dell’artista Nicola Montalbini, che in occasione della Biennale di Mosaico Contemporaneo ha regalato a Porta Adriana un nuovo pavimento in mosaico.

Si tratta di un’opera di arte pubblica concepita appositamente per la porta di via Cavour, immaginata e realizzata da Montalbini in collaborazione con Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, l’Accademia di Belle Arti e l’associazione Marte (progetto a cura di Daniele Torcellini ed Eleonora Savorelli).

Il pavimento vuole essere sia un passaggio fisico – ci si può camminare o passare sopra anche in bicicletta -, sia un viaggio nel tempo e nelle memorie della città. “Un mosaico vivente, abitato da mostri e mostresse, creature che provengono da ricordi, letture, fantasmi del passato, citazioni dirette ad antichi mosaici e fantasticherie sul futuro”, si legge nella cartella stampa.

In tanti, sui social, stanno apprezzando l’opera d’arte. E c’è già chi chiede di lasciarla lì anche dopo il 18 gennaio, quando invece è previsto il suo smantellamento.

Licenziamenti e mancato riconoscimento dei ratei a Diemme Enologia. I sindacati proclamano lo stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil della provincia di Ravenna, insieme alla Rsu aziendale, esprimono forte preoccupazione e contrarietà per quanto sta avvenendo all’interno della Diemme Enologia, azienda storica con sede a Lugo che vanta una ottantina di dipendenti ed è punto di riferimento nella produzione di macchinari per l’enologia.

Secondo i sindacati, dopo mesi di discutibile gestione della cassa integrazione ordinaria, l’azienda ha effettuato quattro licenziamenti individuali e unilaterali, per poi richiedere successivamente alle organizzazioni sindacali l’attivazione di un altro accordo di cassa integrazione. «Un comportamento cinico e inaccettabile – dichiarano le sigle –, a causa del quale hanno perso il posto di lavoro quattro persone, mentre i lavoratori ancora in forza si vedranno ridurre ulteriormente il potere di acquisto dei propri salari e aumentare le incertezze per quanto riguarda il futuro dell’azienda. Come sempre più spesso avviene, un certo tipo di aziende scarica le conseguenze di momenti di crisi e difficoltà su lavoratori e lavoratrici. Facciamo notare che, oltre a essere un comportamento eticamente più che discutibile, questa condotta contravviene al patto per il lavoro e per il clima a cui dovrebbero attenersi le aziende della Regione e le loro rappresentanze datoriali».

A ciò si aggiungerebbe il rifiuto aziendale di riconoscere la maturazione completa dei ratei mensili (tredicesima, ferie, permessi) a tutti i lavoratori, indipendentemente dai giorni effettivamente lavorati: «Una scelta che penalizza fortemente i dipendenti – proseguono i sindacati –, già colpiti nei mesi scorsi da una significativa riduzione del salario dovuta al ricorso agli ammortizzatori sociali».

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm, unitamente alla Rsu, proclamano quindi lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e delle flessibilità, riservandosi di attuare ulteriori iniziative di mobilitazione, compresi scioperi, qualora non si aprisse un confronto. I sindacati sottolineano come «il rispetto delle persone e dei diritti dei lavoratori non possa essere considerato una variabile economica: rappresenta la base stessa su cui si fonda la dignità del lavoro e la credibilità di un’impresa».

Oltre 500mila euro per quattro interventi di messa in sicurezza a Casola Valsenio e Riolo Terme

Tre interventi a Casola Valsenio e uno a Riolo Terme, per un totale di oltre mezzo milione di euro di lavori. La Giunta dell’Unione della Romagna Faentina ha dato il via libera a quattro cantieri di ripristino e messa in sicurezza di aree fortemente colpite dagli eventi alluvionali del settembre 2024.

Il primo dei cantieri di Casola Valsenio riguarda la prosecuzione della messa in sicurezza di via Colombarina, per un totale investito di 80 mila euro. Si tratta di una delle aree più colpite dagli eventi alluvionali, già interessata da interventi emergenziali. Altra opera, del valore di 120 mila euro, riguarda il rifacimento del muro sotto-strada di via Laharnar, compromesso dal maltempo del 18 settembre 2024. Ulteriori 180 mila euro sono state infine investite per effettuare dei lavori di movimentazione del terreno e di messa in sicurezza di un versante collinare franato tra Rio Casola e Rio Peschiera, sempre nel territorio di Casola Valsenio.

Per Riolo Terme, invece, la Giunta dell’Unione della Romagna Faentina ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di un rivestimento di protezione dalle erosioni sulla sponda destra del Senio, nella parte più vicina a via Bertozzi. Intervento che punta a rimettere in sicurezza la strada comunale, dove l’erosione provocata dalle piene aveva indebolito la stabilità dell’argine e messo a rischio la viabilità.

«Si tratta di opere rilevanti nell’ottica di un ritorno sempre più graduale alla normalità per Riolo Terme e per i nostri territori più volte martoriati dalle alluvioni degli ultimi due anni – sostiene Federica Malavolti, sindaca di Riolo e componente della Giunta dell’Unione della Romagna Faentina -. Sono progetti che sbloccano risorse importanti per la messa in sicurezza dei nostri cittadini, che arrivano a compimento grazie anche a un lavoro di squadra tra amministratori, tecnici dell’Unione e della Regione Emilia-Romagna, ai quali va il ringraziamento di tutta la comunità».

«Lavorare in sinergia è fondamentale per completare l’opera di ricostruzione e di ripartenza dei nostri Comuni – sottolinea Maurizio Nati, sindaco di Casola Valsenio e assessore ai Lavori pubblici dell’Urf -. Tutti gli interventi che abbiamo approvato per i centri dell’Unione sono la testimonianza concreta di come siamo ripartiti ancora più forti di prima, consapevoli della resilienza e della capacità di rimboccarsi le maniche di tutti gli attori del nostro territorio».

Le opere sono finanziate da un decreto della Presidenza della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del piano regionale di Protezione civile per la ricostruzione post emergenza.

I genitori scendono in piazza contro il trasferimento delle elementari dal Mordani

Dopo il sit-in alla Riccardo Ricci, ora è in arrivo una manifestazione per il Mordani. Appuntamento per sabato 18 ottobre, con partenza alle ore 12 dalla scuola elementare dell’omonima via Mordani e arrivo in Piazza Kennedy. Come spiegato anche in questo articolo, i bambini della storica scuola elementare del centro storico sono destinati a trasferirsi negli spazi della media Guido Novello di piazza Caduti, in modo da lasciare spazio alle classi della media Damiano.

La scelta dell’Amministrazione è contestata dai genitori, che si sono espressi tramite una nota inviata alla stampa, in cui chiamano a raccolta «tutti coloro che hanno a cuore la scuola e la comunità cittadina».

«Riteniamo illogica l’imposizione del Comune e soprattutto non siamo d’accordo con il modo e i tempi con cui la decisione è stata presa e comunicata. Perché crediamo che la scuola sia uno dei cardini sui quali si basa una comunità cittadina, crediamo in un centro non solo fruito dai turisti, crediamo che lavorare in un ambiente adatto e di piccoli numeri possa aiutare a risolvere le nuove sfide della scuola, crediamo che si possa ancora trovare un equilibrio sostenibile tra piccoli numeri e grandi accorpamenti, perché nella scuola bisogna sempre investire e non pensare al puro calcolo economico, perché soprattutto crediamo che la scuola vada progettata insieme, nel tempo e per tempo».

«La decisione unilaterale del Comune – prosegue la nota stampa – è avvenuta senza ascoltare le necessità dei genitori, degli insegnanti e del personale scolastico, senza costruire dunque insieme e nell’interesse di tutti un percorso partecipativo. Avremmo voluto confrontarci su un progetto, su un’idea lungimirante che ponga le premesse per un miglioramento delle condizioni scolastiche di alunne e alunni che frequenteranno medie ed elementari e per tutto il corpo educante. Ma ciò non è avvenuto e a rimetterci è la nostra scuola e il futuro dei nostri figli».

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