sabato
20 Giugno 2026

In tanti in piazza a Ravenna per Capodanno. La nuova ordinanza non ha “spento” i botti

In tanti anche quest’anno hanno scelto di trascorrere il Capodanno in piazza del Popolo a Ravenna, cantando e muovendosi a ritmo delle note gospel dell’americano Knagui, sul palco con la sua Soul of Gospel Revue nell’ambito della rassegna natalizia organizzata come ormai tradizione dallo staff del festival Spiagge Soul. Dopo gli auguri dell’assessore Fabio Sbaraglia, la serata è proseguita dopo mezzanotte anche con il set di Lelli, storico dj della scena funk italiana.

A questo link la gallery fotografica di Massimo Argnani

Quello di quest’anno era anche il primo Capodanno a Ravenna con in vigore l’ordinanza che vietava i “botti” (dai fuochi d’artificio ai petardi), ma come ampiamente prevedibile, poco o nulla è cambiato rispetto agli anni scorsi, con anche le centralissime piazze del Popolo, XX Settembre e Kennedy che sono state teatro di scoppi di vario genere, nonostante la vicinanza con il municipio e la presenza in via Mentana poco dopo mezzanotte anche di una pattuglia della polizia locale. Segnalati tantissimi botti anche nel resto della città, come ormai tradizione, senza però al momento alcun danno registrato.

Botti Piazza Kennedy
I residui dei petardi lanciati in piazza Kennedy

Nel 2025 all’ospedale di Ravenna sono nati 1.289 bambini, mai così pochi. La prima classe 2026 è Larissa

Si chiama Larissa, pesa 3.010 grammi ed è nata alle 6.27 di oggi, 1° gennaio. È la prima classe 2026 (residente a Russi) venuta alla luce all’ospedale di Ravenna, dove in tutto il 2025 sono nati solo 1.289 bambini. Mai così pochi nella storia recente, in continuo calo da oltre dieci anni.

L’ultimo nato del 2025 a Ravenna è stato invece Enea Alvaro, alle 21.11 del 31 dicembre (residente a Porto Fuori).

Nell’altro, unico, ospedale in cui è possibile partorire in provincia, quello di Faenza, il primo classe 2026 è nato alle 9.04, si chiama Diego e pesava 3.610 grammi.

I parti del 2025 all’ospedale di Faenza sono stati 265; complessivamente il dato provinciale è quindi di 1.554, record storico negativo.

Il nuovo spettacolo di burattini del Teatro del Drago alla festa della Befana dell’Almagià

Dopo la pausa natalizia, riapre il sipario sulla XXXVII edizione de Le Arti della Marionetta, con una grande festa dedicata alla Befana. Martedì 6 gennaio infatti riparte la stagione teatrale organizzata e diretta dal Teatro del Drago/Famiglia d’arte Monticelli con il secondo appuntamento della sezione “Almagià in Festa”: un pomeriggio per festeggiare insieme l’arrivo del nuovo anno e della dolce nonnina.

Alle ore 16.30 tutti i bambini potranno cimentarsi in un divertente laboratorio artistico a tema a cura di Teatro del Drago, e partecipare al rituale gioco dello scambio dei doni, con il quale portando un gioco o un libro in buono stato se ne potrà ricevere un altro in regalo.

Alle ore 17.30 farà il suo ingresso l’eroe della baracca dei burattini, Fagiolino FanFan, protagonista di una nuova avventura, Il grande incantesimo, nuova produzione della storica Famiglia d’Arte Monticelli/Teatro del Drago che porta in scena l’arte popolare nella sua forma più autentica, arricchita da una sorprendente veste musicale.

Al termine dello spettacolo si aspetterà l’arrivo della Befana, condividendo una merenda offerta da Famila, main sponsor della stagione.

La biglietteria sarà aperta martedì 6 gennaio dalle 10.30 alle 12.30 e il pomeriggio a partire dalle ore 16 all’Almagià (via dell’Almagià 2, zona Darsena – Tel. 392.6664211).

«Non buttiamo in retorica un patrimonio mondiale…»

«Italia sì, Italia no, Italia gnamme, se famo du spaghi
Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi
Una pizza in compagnia, una pizza da solo
Un totale di due pizze e l’Italia è questa qua»
(Elio e le Storie tese, “La Terra dei Cachi”)

La cucina italiana patrimonio Unesco dell’umanità ormai è un tormentone, ne parlano tutti e in tanti ne rivendicano il merito. E nessuno può disconoscere l’orgoglio e l’euforia del Bel Paese a tavola. Oltre a sbandierarlo, adesso che ce ne facciamo di questo titolo? Ne parliamo con il ravennate Franco Chiarini, infaticabile gourmet, fine degustatore e conoscitore di ingredienti e preparazioni culinarie, già tra i fondatori di Slow Food e di ChefToChef Emilia-Romagna, associazione di gourmet e cuochi, produttori e artigiani del cibo.

«Certo siamo un patrimonio mondiale ed è un bene – esordisce Chiarini – ma il rischio è di buttarla in retorica e di strumentalizzazioni propagandistiche, e poi di non capirne il senso profondo, restando alla superficie di una sorta di ricettario nazionale, del divismo creativo degli chef da copertina, oppure di tradizioni o categorie di tutela ingessate e anacronistiche. D’altra parte, bisogna ringraziare, invece chi, come Massimo Bottura, il cuoco italiano pensante oltreché spadellante, fin dagli esordi ha colto e coltivato un vasto sistema di relazioni nel mondo della gastronomia, che non è solo estro ma anche sostanza, intrecci fra dimensioni sociali ed economiche, oscillazioni fra alto e basso, miseria e nobiltà».

Perché c’è chi ci ha insegnato che nell’arco temporale non c’è solo la Grande storia ma anche innumerevoli Microstorie che rivelano varianti e mutamenti…
«Certo, è da tempo che anche l’identità gastronomica è stata svelata come serie di scambi e contaminazioni, che si sono evolute nel tempo. Paradossalmente si parla di “patrimonio immateriale” ma si tratta del concetto più ampio di “cultura materiale”, in cui il mangiare, la cucina, hanno un loro primato. E questo metodo di comprensione lo dobbiamo alla scuola storica francese degli Annales del secolo scorso e anche a vari studiosi italiani, da Ginzburg a Camporesi da Meldini a Montanari, tanto per citarne alcuni…».

Quindi come interpretare questo riconoscimento mondiale?
«Cogliamo l’occasione e rendiamo esplicita questa sapienza e profondità di pensiero, queste ricerche, sul senso autentico del cibo e della cucina. Perché purtroppo sono molteplici, troppi, i protagonisti e gli addetti del mondo dell’alimentazione e della ristorazione incoscienti o refrattari a questa visione che va ben oltre i limiti del proprio mestiere. Oggi abbiamo il dovere di prendere in mano, anche in termini di sviluppo economico, la situazione delle reti sociali e professionali che ruotano intorno al cibo – contadini, allevatori, artigiani, industrie di trasformazione, commercianti, ristoratori, aggiungo architetti e medici specialisti in alimentazione, e infine consumatori consapevoli».

E poi che cosa si combina?
«Bisogna immaginare un progetto fondato su di un areale di diffusione e condivisione concreta di scambi, un territorio dove sperimentare i legami, le convenienze, le responsabilità. Prima si parlava di storie, attualmente gli interscambi nella filiera alimentare e gastronomica restano ancora troppo casuali, improvvisati, effimeri. Servirebbe una pianificazione più puntuale e sistematica, un’alleanza più solida e consapevole fra i vari attori del settore se vogliamo puntare a un futuro non occasionale. Non mi sembra ci siano tante altre strade…».

Ti riferisci a una sorta di distretto della gastronomia, sulla falsariga di altri settori dell’economia?
«Proprio così, perimetri di dimensioni territoriali dove ci sono le condizioni per ottenere profitto abbattendo i costi, anche sociali e ambientali, dove la domanda incontra efficacemente l’offerta. Dove però entrambe si fondano sulla richiesta e proposta di qualità. Che è un equilibrio fondamentale anche per “salvare” certi prodotti tipici della biodiversità, che altrimenti rischiano di scomparire, e riqualificare, ad esempio, il mercato (compresa la grande distribuzione) e la ristorazione».

E questo territorio potrebbe essere la Romagna?
«Beh, come dice l’etnologo e poeta Giuseppe Bellosi, “c’è domanda di Romagna”, ed è una possibile prospettiva, come dicevo, di sperimentazione. In campo alimentare ed enogastronomico ha una filiera ricca ma ancora eccessivamente frammentata che però ha le potenzialità per fare squadra».

A proposito della Romagna della ristorazione, anche qui la retorica di caplet, tajadel e gardela, che vede i locali sempre pieni, non rende giustizia a una diffusa sommarietà e sciatteria dell’offerta culinaria…
«Secondo la cosiddetta “società signorile di massa”, osservata dal sociologo Luca Ricolfi, la gente non rinuncia agli agi del consumismo, fra cui il privilegio di mangiar fuori appena può. Una consuetudine dove la qualità e cortesia in tavola sono relative, conta più la quantità e la convivialità. Il rapporto domanda e offerta allora tende al ribasso».

Torniamo a un progetto di valorizzazione e salto di qualità del campo agroalimentare ed enogastronomico, quali sarebbero gli obiettivi e i fautori?
«Uno è quello sociale che va dalla battaglia politica sul diritto all’alimentazione al contrasto alla povertà che non può prescindere da un intervento fattivo e concreto delle istituzioni pubbliche. Non si può limitare a interventi occasionali di certi ristoratori illuminati e solo al volontariato laico ma emergenziale. Quello che dovrebbe essere un piano sistematico oggi è delegato al mondo cattolico, con le pur encomiabili mense per i poveri. Ma non si risolve il problema delle diseguaglianze sociali solo con la carità. Tanto per fare un esempio, a Ravenna, l’iniziativa sperimentale sul “piatto sospeso” da donare a chi ne aveva bisogno in un locale o in un negozio gastronomico è fallita per mancanza di organizzazione e di sostegni pubblici e privati. D’altra parte, bisognerebbe educare i cittadini sul tema dello spreco alimentare e alla cucina di recupero degli scarti. Oggi ci si limita a delegare Hera alla raccolta differenziata del “rifiuto organico” per farne del compost».

E per il ramo della ristorazione e del consumo di cibi?
«Dopo varie ricerche in campo scientifico, sulla struttura e composizione biochimica delle materie prime, oggi sarebbe opportuno sfruttare e divulgare per chi sta in cucina le ricerche in campo medico e nutraceutico, cioè degli alimenti dotati di proprietà curative e preventive per la salute. Che potrebbe e dovrebbe chiarire tutte le problematiche legate ad allergie e intolleranze a materie prime alimentari come cereali, formaggi, latte crudo, tanto per fare qualche esempio, senza sottovalutazioni ma anche senza allarmismi privi di fondamento».

E come fare con la base produttiva e di trasformazione delle materie prime?
«La dimensione e funzione economica primaria è importantissima ma non può prescindere oggi e in futuro dalla sostenibilità ambientale e biologica. La salvaguardia della biodiversità e della salubrità dei prodotti è una premessa fondamentale. Sono le radici e la struttura dell’albero dell’alimentazione ed è stupido e controproducente inquinarne il legno o segare il ramo sui cui sediamo e fondiamo la tavola che vogliamo buona e sana».

E che fine farà la “cucina di casa”, l’alimentazione domestica?
«È già estinta, perché non c’è più la famiglia, o almeno quella che conoscevamo un tempo. Si abita magari sotto lo stesso tetto ma ci sono tempi e modi diversi di cibarsi, esigenze molteplici, problematiche di intolleranze alimentari o ideologie salutiste. C’era un’economia e una praticità alimentare che oggi è impossibile da perseguire e conciliare. Bisognerà rivedere e ripensare anche a questo fattore dirompente, con la progressiva scomparsa delle nonne e delle mamme casalinghe. Altro che retorica o nostalgia della famigliola riunita attorno al desco della buona cucina italiana, romagnola nel nostro caso».

Fausto Piazza

Sassatelli lascia la presidenza di Ravennantica: guiderà l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna

Dopo oltre otto anni, il professor emerito Giuseppe Sassatelli lascia la presidenza della fondazione Ravennantica. Lo ha comunicato all’Amministrazione comunale di Ravenna all’indomani della sua nomina a presidente per il prossimo triennio dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, uno dei più antichi centri culturali e scientifici italiani. Sassatelli sarà anche presidente della classe di Scienze Morali.

Pur non essendoci incompatibilità tra le due cariche, Sassatelli ha deciso di lasciare Ravennantica (di cui era presidente dal 2017), proprio alla vigilia del rinnovo dei rappresentanti del Comune di Ravenna all’interno della fondazione, per cui è ora online un avviso pubblico.

«Siamo certi – sottolinea l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, inviando le sue «più vive congratulazioni» a Sassatelli – che la sua guida dell’Accademia delle Scienze sarà preziosa tanto quanto lo è stata quella della Fondazione RavennAntica. E a tal proposito lo ringrazio sinceramente per il grande impegno e il lavoro profuso in questi anni, sia in qualità di presidente ma in precedenza anche di consigliere di amministrazione».

Da presidente della fondazione, Sassatelli si è tra l’altro in particolare occupato dell’allestimento e dell’inaugurazione delle due nuove sezioni del Museo Classis (“Abitare a Ravenna” e “Pregare a Ravenna”); del rinnovo dell’accordo di valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico ravennate con particolare riferimento alle relazioni con il ministero della Cultura; delle importanti attività connesse al finanziamento e ai lavori di allestimento (in corso) dei locali del museo Classis destinati ad accogliere la cosiddetta “barca di Teodorico”.

Saldi invernali al via dal 3 gennaio in Emilia-Romagna

È fissato per sabato 3 gennaio l’inizio dei saldi invernali in Emilia-Romagna. La stagione degli sconti, che durerà 60 giorni (fino al 3 marzo), si apre, spiega Confcommercio, con prospettive positive, in linea con il trend di ripresa dei consumi interni registrato nell’ultima parte dell’anno.

«I saldi invernali rappresentano un appuntamento fondamentale non solo per i consumatori, che possono accedere a prodotti di qualità a prezzi vantaggiosi, ma soprattutto per le nostre imprese che, dopo un autunno complesso, puntano su questo evento per dare respiro alla liquidità e rinnovare il magazzino», dice Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Emilia Romagna.

«In Emilia-Romagna – continua Postacchini – le previsioni sono positive: i cittadini emiliano-romagnoli mostrano voglia di normalità e fiducia nel futuro. I consumatori riconoscono nel negozio tradizionale un presidio di fiducia, trasparenza e servizio che il canale online non può replicare».

Le novità fiscali, in particolare la riduzione della pressione Irpef e la detassazione dei premi e degli aumenti contrattuali, potranno dare la spinta necessaria, conclude l’associazione, a trasformare l’interesse in acquisto concreto. (fonte Ansa.it)

Ordinanza anti botti a Ravenna. Un anno fa il vicesindaco Fusignani era contrario. L’opposizione: «Incoerenti»

«Abbiamo scelto di non applicare ordinanze specifiche per vietare i botti di Capodanno per due motivazioni principali: da un lato, esistono normative che rendono queste ordinanze illegittime; dall’altro, un’ordinanza ha senso solo se è realmente applicabile. In questo senso è emblematico il caso dell’allora Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, il cui divieto non solo non fermò i botti, ma li moltiplicò, persino sotto casa sua. Lo stesso succede in tutti quei comuni che scelgono la strada dell’ordinanza». Lo diceva in consiglio comunale il vicesindaco Eugenio Fusignani un anno fa. Una dichiarazione che colpisce in particolare oggi, per la decisione di questi giorni della nuova giunta del Comune di Ravenna (con lo stesso Fusignani confermato vicesindaco alla Sicurezza) di vietare invece con una specifica ordinanza fuochi d’artificio, petardi e botti per la notte di Capodanno.

A sottolineare il cambio di strategia dell’Amministrazione è in particolare l’ex candidato sindaco del centrodestra Nicola Grandi, oggi capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia. «Questa non è una semplice evoluzione di pensiero, si tratta di una smentita totale. Come se le dichiarazioni dello scorso anno non fossero mai esistite. E allora la questione diventa inevitabilmente una questione di credibilità». Ma secondo Grandi «c’è un altro elemento che rende questo provvedimento ancora più criticabile: la tempistica. Un’ordinanza che incide su comportamenti diffusi, radicati da decenni, e che introduce divieti e sanzioni, viene comunicata alla stampa praticamente a ridosso della sua entrata in vigore. Come si pretende che i cittadini ne siano a conoscenza? Come si può parlare di rispetto delle regole se le regole vengono rese pubbliche quando ormai non c’è più tempo per adeguarsi? Un’ordinanza efficace richiede informazione preventiva, campagna di comunicazione, coinvolgimento, gradualità. Qui invece si procede per atto improvviso, confidando forse più nell’effetto annuncio che nella reale applicabilità. Esattamente ciò che un anno fa veniva criticato. Che sia chiaro – termina Grandi -: il merito del provvedimento non è in discussione. Il rispetto per gli animali, la tutela della sicurezza delle persone, la riduzione degli incidenti e del degrado urbano sono obiettivi condivisibili e sacrosanti. Diverse associazioni e diversi consiglieri di opposizione fra cui il sottoscritto in passato avevano chiesto proprio questo, venendo messi a tacere, quasi in malo modo ma il fine non giustifica il metodo, soprattutto quando il metodo mina la fiducia dei cittadini».

Tra i vari interventi critici, anche quello della Democrazia Cristiana che ritiene che «la coerenza istituzionale e la chiarezza politica siano valori fondamentali per mantenere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Un’Amministrazione che cambia linea senza spiegazioni indebolisce la credibilità della governance locale e la partecipazione civica».

Un’ottantenne si cappotta alla rotonda e spinge una Mercedes contro il muro di recinzione di un condominio – FOTO

Incidente “spettacolare” ma fortunatamente senza gravi conseguenze nella mattinata dell’ultimo giorno dell’anno a Ravenna, in via Rubicone. Una donna over 80, alla guida di una Suzuki, ha infatti perso il controllo della propria utilitaria all’altezza della piccola rotonda all’incrocio con via Panfilia, andando a tamponare una Mercedes e finendo poi cappottata contro un’Audi parcheggiata in zona (con nessuno a bordo ma a sua volta danneggiata).

Alla guida della Mercedes un 50enne che è stato spinto sul marciapiede ciclabile (fortunatamente in quel momento deserto), contro il muretto di recinzione di un condominio.

Sul posto i soccorritori del 118 e i vigili del fuoco, che hanno liberato l’anziana, rimasta intrappolata tra le lamiere. Le due persone ferite sono state poi trasportate in ospedale, con codici di media gravità.

Ripercussioni più pesanti sul traffico, con i rilievi affidati alla polizia locale di Ravenna.

Le foto sono di Massimo Argnani.

Ecco i dieci articoli più cliccati del 2025 su Ravennaedintorni.it

Salutiamo il 2025 con la solita classifica degli articoli più letti del 2025 su Ravennaedintorni.it. Una curiosità con cui ne approfittiamo per ringraziare voi lettori per la fiducia: le visualizzazioni sono infatti aumentate del 30 percento rispetto al 2024, grazie anche al restyling del nostro quotidiano virtuale (se si considera solo il periodo della messa on line della nuova versione, dal 12 giugno, la percentuale sale fino a quasi al 40).

Ma ecco la top ten degli articoli più cliccati (che ovviamente non vuole essere una panoramica sui fatti più importanti dell’anno: spesso, come noto, clic e rilevanza della notizia non coincidono…).

Al decimo posto – tanto per ribadire il concetto – c’è una notizia di “gossip” che siamo stati i primi a rilanciare a livello locale, spulciando sui social (e in particolare su Instagram), ossia la presenza in città, lo scorso febbraio, di una leggenda dello sport come Valentino Rossi (con tanto di foto con il vicesindaco).

Risalendo la classifica, ecco una notizia dolorosissima, quella del giovane di cui era stata denunciata la scomparsa, ritrovato morto e ricordato in particolare dalla sua vecchia scuola, il Ginanni di Ravenna.

All’ottavo posto compare una delle tante aperture commerciali segnalate quest’anno: si tratta dell’arrivo a Ravenna della catena Kik, colosso tedesco di tessili e non food.

Ed ecco in settima posizione quello che può essere considerato senza dubbio l’evento dell’anno per Ravenna e dintorni, l’arrivo dei Reali d’Inghilterra (in particolare l’articolo più cliccato è la presentazione del mini festival del cibo allestito per l’occasione in piazza).

Il sesto articolo più cliccato del 2025 è invece un approfondimento di Alex Giuzio sul presunto calo delle presenze in spiaggia, commentato da alcuni addetti ai lavori.

Ed eccoci alla “top 5” dell’anno, aperta dalla polemica più fresca, quella dell’argine considerato abusivo dal Comune di Castel Bolognese, tagliato nel giorno di Natale come possibile soluzione per la piena del Senio. Al quarto posto c’è il cordoglio per il 54enne trovato morto in spiaggia lo scorso agosto a Marina di Ravenna, mentre ad aprire il podio c’è l’intervista di Andrea Alberizia a Marco Mascellani, il più giovane direttore di macchina del primo sottomarino costruito in Italia dopo la seconda guerra mondiale.

In seconda posizione ecco invece il classico “effetto nostalgia”, con la notizia della storica villa di Raul Gardini tra Ravenna e il mare in vendita per 9,5 milioni di euro.

L’articolo più letto dell’anno su Ravennaedintorni.it è invece un altro a tema turismo e in particolare quello che abbiamo definito il “grido di dolore” degli hotel di Marina di Ravenna, testimonianze raccolte da Leonardo Ferri con l’appello al Comune dei titolari di quattro strutture ricettive a conduzione famigliare.

Influenza verso il picco stagionale: dal 1° gennaio vaccini gratuiti per tutti

L’andamento della stagione influenzale 2025–2026 sta registrando una crescita più anticipata e costante di numero di casi rispetto allo scorso anno. In base alle stime del Sistema di sorveglianza integrata dei virus respiratori “RespiVirNet” sono 75.631 le persone in Emilia-Romagna colpite da sindrome respiratorie acute (Ari), nel periodo compreso tra il 15 e il 22 dicembre 2025 (51esima settimana epidemiologica), con un’accelerazione significativa della curva epidemica e un’incidenza settimanale totale pari a 19,39 casi su mille assistiti.

Nel complesso, il quadro mostra una maggiore incidenza nei bambini e nei ragazzi: nella fascia 0–4 anni l’intensità è alta, con un’incidenza settimanale di 63,48, (9.456 casi). Ancora più marcata risulta la situazione nei 5–14 anni, dove l’intensità raggiunge un livello molto alto, con un’incidenza di 27,93 (10.559 casi). Nella popolazione 15–64 anni l’intensità è invece bassa, con un’incidenza settimanale di 16,59 (47.089 casi). Negli over 65, l’intensità è media, con un’incidenza di 7,63 (8.527 casi). La stima dei casi da inizio epidemia è di 436.115.

Al fine di aumentare la copertura vaccinale complessiva e di ridurre la circolazione del virus nella comunità la Regione dal 1° gennaio 2026 prevede l’estensione dell’offerta vaccinale antinfluenzale a titolo gratuito a tutti i cittadini residenti o assistiti dal Servizio sanitario regionale che ne facciano richiesta, compatibilmente con la disponibilità delle scorte presenti nei frigoriferi aziendali delle Aziende sanitarie e degli studi medici aderenti alla campagna.

«I dati della sorveglianza regionale – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – ci indicano che la stagione influenzale in corso sta mostrando una crescita costante, con un impatto già evidente sui servizi sanitari. In questo contesto, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, in particolare per le persone anziane, fragili e per chi convive o lavora a stretto contatto con loro. Rafforzare la copertura vaccinale significa ridurre il rischio di complicanze anche gravi, limitare gli accessi ai Pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri e contribuire a mantenere il sistema sanitario nelle condizioni migliori per rispondere ai bisogni di tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto nelle settimane di maggiore pressione».

I dati sulla copertura vaccinale
Delle vaccinazioni effettuate in Emilia-Romagna (dati aggiornati al 22 dicembre), 639.717 hanno riguardato le persone di 65 e più anni, il target d’età per cui il vaccino è maggiormente raccomandato, oltre che gratuito, e per il quale si punta a superare la copertura del 60%. 187.865 vaccinazioni sono state somministrate a persone tra i 15 e i 69 anni, 83.078 ai 60-64enni e 62.517 a bambini e ragazzi fino ai 14 anni.

Dove vaccinarsi
Il vaccino potrà essere somministrato dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta aderenti alla campagna 2025–2026, dai servizi di sorveglianza sanitaria delle Aziende sanitarie, dai servizi di igiene e sanità pubblica, dai servizi di pediatria di comunità e dalle farmacie convenzionate aderenti. In farmacia possono vaccinarsi i cittadini maggiorenni che abbiano già ricevuto analoghe tipologie di vaccini e che, a seguito di valutazione dell’eleggibilità, risultino idonei alla somministrazione.

I Comuni di Ravenna e Cervia vietano fuochi d’artificio e petardi per la notte di Capodanno

Il Comune di Ravenna ha emesso un’ordinanza che vieta “l’utilizzo e lo scoppio di fuochi d’artificio, razzi, mortaretti, petardi, raudi, candele romane e simili artifici pirotecnici” nell’intero territorio comunale in occasione della notte di Capodanno.

Il divieto sarà attivo dalle ore 18 del 31 dicembre alle ore 8 del 1° gennaio.

Sono esclusi dal divieto “soggetti muniti delle autorizzazioni rilasciate dalla competente Autorità e chi utilizza prodotti quali piccole fontane, piccoli bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, bacchette scintillanti, piccole trottole, piccole girandole e palline luminose”.

«Come Amministrazione – sottolinea il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – abbiamo ritenuto di predisporre un’ordinanza che intende vietare l’utilizzo di fuochi d’artificio e simili artifici pirotecnici per tutelare non solo persone e animali, ma anche per preservare i monumenti e garantire il loro decoro. Mi appello alla responsabilità di ogni singolo cittadino e cittadina per far sì che queste regole vengano applicate nell’ottica di una maggior tutela della nostra comunità».

Un’ordinanza simile sarà in vigore anche nel comune di Cervia, dove in particolare: “Nei centri abitati di tutto il territorio comunale è vietato accendere artifici pirotecnici esplodenti di qualsiasi natura. Il divieto è valido per ogni tipo di fuoco d’artificio, benché di libera vendita, in luogo pubblico e privato, ove in tale ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi”.

Anche il Comune di Faenza in una nota inviata in questi giorni ricorda il proprio regolamento di polizia urbana, che sancisce chiaramente «il divieto di accendere fuochi, gettare oggetti accesi o utilizzare materiali esplodenti, fuochi d’artificio e oggetti similari che possano arrecare disturbo alla quiete pubblica o compromettere l’incolumità dei cittadini. La norma, valida su tutto il territorio comunale e con particolare severità nel centro storico, prevede che ogni violazione, qualora non costituisca reato, perseguibile quindi dal Codice Penale, comporti sanzioni amministrative».

Abbattuto nella notte un autovelox a Mezzano – FOTO

Qualcuno ha abbattuto nella notte tra lunedì e martedì l’autovelox sulla statale 16 a Mezzano. Un episodio che riporta alla mente le gesta di “Fleximan” che aveva colpito (lui o chi per lui) anche nel Ravennate a inizio 2024, quando furono abbattuti cinque velox in poche settimane.

Nella mattinata di oggi (30 dicembre) sono stati recuperati i resti del macchinario e sono partite le indagini di carabinieri e polizia locale, rese probabilmente più problematiche dalla fitta nebbia della notte.

Le foto sono di Massimo Argnani.

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