sabato
20 Giugno 2026

Aumentano le tariffe delle strisce blu in centro storico

Il Comune di Ravenna aumenterà le tariffe dei parcheggi a pagamento in centro storico a partire dal 1° marzo 2026. Lo ha stabilito una delibera di giunta approvata stamattina, che introduce un nuovo piano per le soste nelle strisce blu. Mentre ad oggi esistono cinque zone tariffarie, da un minimo di 35 centesimi a un massimo di 1,20 euro all’ora, dal prossimo anno le zone saranno tre: 1 euro, 1,5 euro e 2 euro all’ora. Per le due zone più vicine al centro storico sarà introdotta anche la prima mezz’ora gratuita, «un’agevolazione che va a favore sia del commercio, permettendo le soste gratis per gli acquisti brevi, sia dei genitori che portano i propri figli a scuola in auto», ha detto il sindaco Alessandro Barattoni durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo piano soste.

Nelle prossime settimane, ha annunciato il primo cittadino, saranno organizzate alcune assemblee pubbliche per illustrare le novità ai residenti del centro. Il nuovo piano del Comune infatti non si limita ad aggiornare le tariffe delle strisce blu, bensì comprende una seconda delibera con nuove norme per le zone a traffico limitato (Ztl). Tutte le misure erano state preannunciate da Barattoni durante la campagna elettorale.

«L’attuale piano era invariato dal 2012 – ha sottolineato il sindaco – e le nuove tariffe restano comunque molto più competitive rispetto agli altri capoluoghi del nord Italia e alle città a noi vicine». Tuttavia, ha aggiunto, «era necessario semplificarle e adeguarle ai tempi». La prima mezz’ora di gratuità sarà calcolata in automatico dai parchimetri e sarà possibile usufruirne solo una volta al giorno. Sarà necessario richiedere ed esporre il biglietto anche nel caso in cui si voglia usufruire solo dei trenta minuti gratis. Dal 1° marzo, con l’entrata in vigore delle nuove tariffe, i parchimetri inizieranno a richiedere anche l’inserimento della targa. Il Comune non dovrà sostituire le macchine, che sono già predisposte con l’apposita tastiera, ma dovrà solo aggiornare i loro software.

La mappa delle aree di sosta a pagamento

Gli orari della sosta a pagamento restano invariati, dalle 8.00 alle 18.30 dal lunedì al sabato. Queste invece sono le nuove tariffe nel dettaglio:

  • Zona tariffaria 1 (in rosso): 2 euro all’ora con la prima mezz’ora gratuita.
  • Zona tariffaria 2 (in giallo): 1,5 euro all’ora con la prima mezz’ora gratuita e la possibilità di abbonamento giornaliero a 8 euro.
  • Zona tariffaria 3 (in verde): 1 euro all’ora con la possibilità di abbonamento giornaliero a 4 euro e abbonamento mensile a 35 euro.

A queste si aggiunge la zona tariffaria speciale in largo Giustiniano, con una tariffa unica giornaliera di 3,30 euro e possibilità di abbonamento mensile a 45 euro. Nella mappa seguente è possibile vedere il dettaglio delle tre nuove zone tariffarie.

Il Comune introdurrà le strisce blu in alcune nuove strade, «per un totale di circa 50 posti auto a pagamento in più», ha detto il sindaco. Si tratta di via Venezia, via Giovanni Falier (nel tratto da via Venezia a circonvallazione Rotonda dei Goti), via Gastone de Foix, via Adeodato Ressi, via Port’Aurea (nel tratto da circonvallazione al Molino a via San Pietro Crisologo). I principali parcheggi gratuiti in prossimità del centro storico resteranno con le strisce bianche (Orto Siboni, via Fiume Montone Abbandonato, via Renato Serra, via Monsignor Lanzoni, piazzale Natalina Vacchi).

Le nuove regole per le Ztl

La seconda delibera approvata stamane riguarda i permessi per accedere al centro storico, anch’essi aggiornati rispetto all’ultima delibera del 2012. Le nuove norme scatteranno dal 1° gennaio 2026 e non consentiranno più l’accesso alle Ztl per i possessori di auto ibride ed elettriche. Resteranno validi fino alla scadenza i permessi già rilasciati. «Le Ztl non servono solo a ridurre l’inquinamento, ma anche a non congestionare il centro storico di mezzi», ha argomentato Barattoni, evidenziando che le auto ibride a Ravenna hanno superato le tremila unità contro le 890 del 2020, mentre le elettriche sono passate da 100 a 675 negli ultimi cinque anni.

Inoltre i mezzi ibridi inizieranno a pagare la sosta nelle zone blu, mentre l’elettrico continuerà a non pagare. La novità riguarda anche i residenti del centro storico senza posto auto, che però potranno ottenere un permesso annuale al costo di 50 euro. Nuovi permessi sono stati pensati anche per gli artigiani, i commercianti e i traportatori di merci in centro storico. «Abbiamo deciso di sperimentare queste novità per stimolare una mobilità diversa, frutto di un piano sosta che regolamenti l’accesso alle Ztl, favorisca nuove piste ciclabili e implementi il trasporto pubblico locale, anche per migliorare la circolazione in tutti i suoi aspetti», ha dichiarato Barattoni.

La nuova delibera guarda anche all’implementazione del trasporto pubblico, «come dimostra l’avvio della sperimentazione relativa alla gratuità della linea 80 – a cui, dal prossimo autunno, se ne aggiungeranno altre – utile per raggiungere con facilità il centro città anche dal forese e per una maggiore intermodalità nella zona urbana», ha concluso il primo cittadino.

Finisce con l’auto nel fiume Montone, 80enne esce da solo e si salva

Ha perso il controllo dell’auto mentre faceva manovra, finendo nel fiume Montone, ma è riuscito a uscire prima di andare del tutto sott’acqua. Sfiorata la tragedia per un 80enne che ieri sera, intorno alle 22, è uscito dalla carreggiata della provinciale Prada, all’altezza del ristorante Da Luciano.

Sul posto sono intervenuti la polizia locale di Forlì, i carabinieri di Ravenna e il 118 con auto medica. L’anziano era sotto shock e inizialmente non sarebbe riuscito a riferire se ci fossero altre persone a bordo della sua utilitaria. Per questo le forze dell’ordine hanno chiamato i vigili del fuoco con una squadra di sommozzatori, che hanno appurato che l’auto era vuota.

La dinamica dell’incidente è ancora poco chiara, ma è certo che l’uomo ha fatto tutto da solo, compresa l’uscita dall’auto mentre si stava immergendo. L’80enne è stato portato all’ospedale di Ravenna. L’automobile dovrebbe essere rimossa nella giornata di oggi.

Faenza, 35enne violento allontanato dalla compagna

Maltrattava la compagna con insulti e botte, fino a ispezionarle le mutandine per capire se fosse stato tradito. Ora il 35enne di Faenza dovrà mantenere un distanza minima di 500 metri dalla donna e indossare il braccialetto elettronico. La vicenda è raccontata dal Resto del Carlino di Ravenna in edicola oggi. L’uomo ha anche problemi di tossicodipendenza, tanto che in un’occasione avrebbe costretto la sua fidanzata a dargli il bancomat per prelevare i 50 euro necessari ad acquistare una dose di cocaina. E la sua gelosia aveva raggiunto livelli di paranoia tali da avere costretto la compagna a cambiare numero di telefono e chiudere i profili social.

Ieri mattina il 35enne avrebbe dovuto essere interrogato dal gip Janos Barlotti ma, riferisce il Carlino, non si è presentato. Le sue manifestazioni di aggressività erano arrivate alle minacce di morte per la donna e i suoi gatti, ma si erano spinte anche a svariate percosse, soprattutto sotto effetto di cocaina.

Regali e panettoni per i bambini ricoverati all’ospedale di Ravenna

Il reparto di pediatria dell’ospedale di Ravenna ha cercato di regalare qualche sorriso ai piccoli pazienti ricoverati sotto le feste di Natale. Tra il 22 e il 24 dicembre sono arrivati regali, sorrisi e un’atmosfera di festa, grazie alla generosità di alcune associazioni e volontari.

Il 22 dicembre la Pro Loco di Lugo ha organizzato una visita di Babbo Natale, entrato nel reparto per distribuire regali ai bambini ricoverati; mentre il 23 dicembre la Pasticceria Michele Stella di Ponte Nuovo ha portato i panettoni per tutti i giovanissimi pazienti e l’associazione di volontariato CDS di Lugo ha donato dei giocattoli. Lo stesso ha fatto il giorno dopo, 24 dicembre, il gruppo “Bella Situazione” di Ravenna.

«Il Reparto di pediatria esprime un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile queste bellissime iniziative, contribuendo a portare un po’ di gioia e speranza ai bambini costretti a trascorrere le festività lontano da casa», recita una nota dell’Ausl Romagna. «La solidarietà e l’affetto dimostrato sono un dono inestimabile, che fa sentire la comunità più vicina anche nei momenti più difficili».

Ravenna, bilancio 2025 della polizia: 254 arresti e 1.187 denunce. Rimpatriate 17 persone

Nel 2025 in provincia di Ravenna la polizia di Stato ha arrestato 254 persone (tra le quali 16 minorenni) e denunciato ulteriori 1.187 persone per vari reati, in particolare contro la persona, il patrimonio e per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; in quest’ultimo contesto sono stati sequestrati 75 chilogrammi di droga, dei quali 8,3 di cocaina e oltre 66 di hashish. Sono le cifre più significative in tema di ordine pubblico dell’attività svolta dalla questura. I dati sono aggiornati al 15 dicembre e sono stati presentati alla stampa oggi, 29 dicembre, dal questore Gianpaolo Patruno che dirige gli uffici di via Berlinguer dallo scorso luglio.

Patruno si dice soddisfatto del bilancio della questura, in particolare per il dato che riguarda i rimpatri di stranieri non in regola con le norme sul permesso di soggiorno. L’ufficio Immigrazione, oltre alle verifiche in ordine al possesso dei requisiti richiesti per la permanenza sul territorio dei cittadini stranieri, ha svolto l’istruttoria per l’espulsione di 114 persone, nonché con l’accompagnamento alla frontiera di 17 soggetti (imbarcati su aerei) e 11 ai centri per il rimpatrio (Cpr).

Circa duemila gli operatori impiegati in oltre 400 manifestazioni sportive ed eventi che hanno interessato il territorio della provincia, a cui sommare 32 specifici servizi cosiddetti ad “Alto Impatto” con l’ausilio anche delle altre forze di polizia nelle zone con maggiori criticità e luoghi con elevato afflusso di persone.

L’attività di controllo del territorio, svolta dagli equipaggi delle volanti e dei commissariati di Faenza e Lugo, ha visto l’identificazione di circa 56mila persone e la verifica di 16mila veicoli, dei quali 19 posti sotto sequestro; 183 le contestazioni per violazioni al codice della strada con il ritiro di documenti a 26 persone; effettuati anche circa tremila controlli, intensificati nel periodo delle festività, a persone sottoposte a misure restrittive giudiziarie presso la propria abitazione.

La polizia scientifica ha effettuato 128 sopralluoghi, 280 analisi di sostanze stupefacenti e sottoposto a rilievi fotodattiloscopici oltre quatromila soggetti accompagnati in ufficio per una loro esaustiva identificazione.

L’attività della polizia amministrativa ha visto il rilascio di circa 13.500 passaporti nonché le verifiche di 45 circoli e locali pubblici; tra questi, in relazione a criticità emerse sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica, il questore ha emesso nove provvedimenti di chiusura temporanea.

Sotto il profilo della prevenzione, le istruttorie della divisione Anticrimine nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha permesso al Questore di emettere oltre 340 provvedimenti, tra i quali 101 fogli di via con divieto di ritorno e 76 Dacur (divieto di accesso alle aree urbane, detto anche Daspo urbano) nei confronti di altrettante persone, con divieto di accesso a determinate aree urbane e zone della città per un anno, nei confronti di coloro che hanno tenuto condotte che minano la sicurezza e il decoro urbano – allo scopo di tutelare la vivibilità e la fruibilità degli spazi pubblici -, o nei confronti di soggetti, perlopiù giovani, rilevatisi pericolosi e autori di reati contro il patrimonio o la persona in locali pubblici.

In tema di violenza di genere, 34 gli ammonimenti emessi dal questore nei confronti per lo più di uomini autori di violenza domestica o atti persecutori nei confronti della compagna o ex partner.

La polizia stradale nel corso dell’anno ha effettuato 997 pattuglie di vigilanza e pronto intervento, percorrendo circa 290mila km e rilevando 168 sinistri stradali; controllate circa ottomila persone e 5.700 veicoli, elevate 6.050 contravvenzioni al codice della strada, sequestrati 106 automezzi ed effettuati 143 fermi amministrativi; denunciate 47 persone per reati per lo più per la guida in stato di ebrezza.

Al porto la polizia di frontiera ha identificato oltre 300mila persone, per lo più croceristi giunti in città e controllate 2300 navi.

La polizia postale, nell’ambito delle proprie specifiche attività, ha raccolto 343 denunce, arrestando due persone per delitti inerenti la pedopornografia e denunciando ulteriori 350 persone per reati connessi alla rete.

Cervia, partono le gare per le concessioni balneari: approvate le linee guida

Tutte le 289 concessioni demaniali marittime di Cervia stanno per andare a gara. La giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo che serviranno a delineare la cornice entro la quale definire le procedure di evidenza pubblica necessarie per riaffidare i titoli scaduti. È la prima amministrazione romagnola a farlo. Secondo quanto scritto nella delibera, gli uffici competenti dovranno approvare i bandi «entro il 31 maggio 2026» e pubblicarli subito dopo, perciò è probabile che le procedure saranno concluse entro la fine del prossimo anno.

Ad oggi il Comune di Cervia è in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), prevista per il prossimo febbraio, poi intende partire con le procedure selettive. Il decreto 131/2024 del governo Meloni ha imposto di concluderle entro il 30 giugno 2027, ma vista la complessità dell’iter e i probabili ricorsi, per i Comuni è necessario iniziare con almeno un anno di anticipo. L’Agcm non ritiene valido il termine del 30 giugno 2027 perché il Consiglio di Stato aveva imposto di concludere i bandi entro il 2024; per questo ha fatto ricorso contro molti Comuni che hanno atteso, tra cui Cervia.

Quali attività andranno a gara

I bandi riguarderanno tutte le concessioni esistenti sul litorale, a partire dai 216 stabilimenti balneari pubblici e i 44 stabilimenti balneari a uso privato delle colonie. Ma dovranno essere riaffidate anche 7 concessioni relative a scuole, depositi e noleggi di imbarcazioni, 5 negozi, 3 ristoranti, 3 uffici, 2 piscine, il cantiere nautico sulla darsena lato Milano Marittima e il traghetto che attraversa il portocanale. La delibera del Comune indica anche un ormeggio, un giardino a servizio di uno stabilimento balneare e cinque concessioni “non assegnate”. Per tutti i titoli da riaffidare, gli uffici municipali hanno già predisposto le schede tecniche con gli elementi catastali, le planimetrie e le pratiche edilizie.

I criteri dei bandi

Saranno gli uffici comunali a scrivere i bandi nelle prossime settimane. La delibera del Comune si limita a indicare le linee di indirizzo da seguire. Nello specifico, il municipio di Piazza Garibaldi ha individuato tre ambiti per valutare i partecipanti: offerta tecnica, esperienza professionale e offerta economica.

Per quanto riguarda la parte tecnica, dovranno essere privilegiati gli interventi di riqualificazione delle strutture esistenti «con riferimento alla precarietà degli impianti, alla qualità dei manufatti […], al loro inserimento nel contesto ambientale e paesaggistico e alla loro qualità estetico-formale». Nel dettaglio, vinceranno i candidati che proporranno l’utilizzo di «materiali e soluzioni innovative finalizzate al contenimento dei consumi energetici», il «miglioramento dei servizi pubblici (wc, arredo urbano, spogliatoi, docce)», l’accessibilità ai disabili e agli animali di affezione. Punteggi premianti anche per chi favorisce il «prolungamento della stagione balneare con servizi offerti per tutto l’anno, l’organizzazione di attività di intrattenimento per minori, adulti e/o anziani all’interno della struttura balneare o comunque funzionali alla promozione turistica» e le sinergie col sistema ricettivo.

Nel punteggio professionale, avrà la priorità chi ha già esperienza nel settore balneare, turistico e ricettivo, «anche quando le strutture sono ubicate su beni diversi dal demanio». Punteggi bonus per chi promette di assumere più personale, soprattutto se under 36, e per chi ha utilizzato la concessione «come fonte prevalente di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare nei cinque anni antecedenti» al bando. Infine, la parte economica valuterà con più favore chi presenterà offerte per contribuire agli «investimenti pubblici destinati a interventi per la valorizzazione naturale della località o per opere pubbliche funzionali alla riqualificazione dell’arenile».

L’incognita degli indennizzi

Il decreto nazionale 131/2024, approvato un anno fa, ha lasciato aperta la questione degli indennizzi per i concessionari uscenti. I criteri per calcolarli avrebbero dovuto essere individuati da un decreto attuativo da approvare entro il 31 marzo 2025, ma il governo non lo ha mai fatto. Perciò i Comuni sono stati lasciati soli ad affrontare il da farsi. In Italia alcune amministrazioni hanno avviato lo stesso i bandi decidendo per contro proprio, mentre altre hanno preferito aspettare.

La giunta cervese ha preso tempo, scrivendo nella delibera che «in relazione a ciascun lotto, prima dell’indizione della gara, deve essere determinato l’indennizzo eventualmente spettante al concessionario uscente con riferimento agli investimenti non ancora ammortizzati e l’eventuale disponibilità a trasferire le opere di proprietà, quale alternativa allo smontaggio, fermo restando l’eventuale adozione del decreto del ministero delle Infrastrutture e trasporti in tema».

L’assessora Brunelli: «Invieremo la delibera all’Agcm»

Nella nota che annuncia l’approvazione della delibera, l’assessora al demanio Michela Brunelli ha dichiarato: «In virtù delle normative nazionali che indicano come termine ultimo per la conclusione delle procedure di gara il 30 settembre 2027, la giunta comunale, insieme al dirigente e al servizio Demanio, ha deciso di fare il punto sul percorso finora svolto, attraverso una delibera che al suo interno evidenzia da un lato lo stato attuale delle concessioni e dall’altro individua le linee di indirizzo che serviranno a delineare i futuri criteri cui i bandi faranno riferimento. Tutto il percorso è stato condiviso con il nostro servizio legale, con i consulenti esterni e con la Regione Emilia-Romagna, la quale – anche attraverso l’interlocuzione scaturita dai tavoli tecnici con i Comuni della costa – sta supportando gli enti locali coinvolti in questa delicatissima fase. Inoltre, anche le associazioni di categoria e la Cooperativa bagnini sono state informate e coinvolte. La delibera sarà inviata anche all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che ci chiede contezza di quanto stiamo facendo e sollecita l’ente a procedere con i bandi di gara».

Scarica la delibera completa del Comune di Cervia >

Il questore: «Non cambierà il metodo di definizione dei limiti alla viabilità attorno allo stadio»

La questura di Ravenna non prevede modifiche al metodo applicato finora per definire le limitazioni alla viabilità attorno allo stadio Benelli per le gare casalinghe del campionato di calcio maschile di serie C. Lo ha precisato il questore Gianpaolo Patruno oggi, 29 dicembre, dedicando proprio un passaggio al tema in occasione di un incontro con la stampa locale per il bilancio dell’attività della polizia nel 2025.

«Il compito del mio ruolo – ha affermato il dirigente arrivato in viale Berlinguer sei mesi fa – è conciliare tre esigenze: la sicurezza del pubblico che va allo stadio, la sicurezza di chi abita nel quartiere e la libertà di movimento delle persone. Penso che i cittadini di Ravenna debbano essere contenti che da parte delle istituzioni ci sia la massima attenzione alla gestione dell’ordine pubblico dello stadio».

Patruno è soddisfatto di come sono andate le cose nel girone di andata che si è da poco concluso: «Ogni partita ci sono circa 4mila persone. Non ci sono stati disordini, abbiamo emesso pochissimi Daspo e solo per casi mirati. Mi auguro che si vada avanti così».

Sono però diversi, non solo tramite i social, i casi di lamentele da residenti e commerciati delle vie attorno a piazzale Sighinolfi – ripresi anche dal consigleire comunale Alvaro Ancisi che ha presentato un’interrogazione al sindaco – con segnalazioni di casi estremi in cui qualche residente ha avuto difficoltà a rientrare al proprio domicilio. «Per i residenti non è mai vietato il transito – spiega Patruno – ma può capitare che nel momento di arrivo dei pullman o di uscita dei tifosi si chieda anche a un residente di attendere qualche minuto a tutela della sua incolumità. Parliamo di un sacrificio, se di sacrificio si può parlare, che arriva una volta ogni due settimane».

Il questore ha quindi voluto riassumere l’organizzazione delle limitazioni ricordando che è un piano condiviso con il comitato provinciale per l’ordine pubblico in prefettura e noto a tutti i soggetti coinvolti: «A ogni partita viene attribuito un livello di rischio da 1 a 3 tenendo conto di diversi fattori: dai rapporti fra tifoserie, al numero di ospiti in arrivo. A ognuno dei livelli corrisponde un perimetro di chiusure e di limitazioni.

Torna la Marcia della pace a Ravenna: il programma del tragitto

Torna mercoledì 31 dicembre la “Marcia della pace” organizzata dalla Diocesi di Ravenna-Cervia, con la partecipazione di tante realtà civili e religiose del territorio. Il tema sarà «La pace sia con voi. Verso una pace disarmata e disarmante», richiamando il recente messaggio di papa Leone XIV.

La marcia partirà alle ore 15 da Porta Adriana. Il tragitto, lungo circa un chilometro, attraverserà via Cavour, piazza Andrea Costa, via 4 Novembre e piazza del Popolo, per poi proseguire verso piazza Garibaldi e concludersi in piazza San Francesco. In testa al corteo ci sarà un cartello con la scritta “Insieme per la pace” tradotta in più lingue. Il cammino sarà in silenzio e, lungo il percorso, verrà distribuito un biglietto con una frase sulla pace, pensata come invito alla riflessione personale.

In piazza del Popolo è previsto un saluto istituzionale da parte del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e dell’assessora comunale alla pace Hiba Alif. In piazza San Francesco l’arcivescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni proporrà una sintesi del messaggio per la pace di papa Leone XIV e farà un saluto finale. I bambini del gruppo “Gen 3, generazione nuova” del Movimento dei focolari distribuiranno “Il dado della pace” con frasi che aiutano a costruire rapporti di pace, mentre gli studenti dell’Istituto tecnico-commerciale “Ginanni” presenteranno il loro progetto “Il sogno della pace”, portato avanti durante l’anno scolastico. Ad accompagnare l’arrivo dei partecipanti in piazza San Francesco ci sarà anche la musica di God Vibes, il coro dei giovani dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, che proporrà canti natalizie sulla pace anche dopo gli interventi.

Alla marcia parteciperanno anche le diverse confessioni religiose presenti in città, tra cui il mondo ortodosso e quello musulmano, rappresentati da Moustapha Soufi e Moustapha Toumi. Numerose le adesioni di associazioni e realtà ecclesiali e civili: Caritas, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei focolari, Ac, Acli, Legambiente, Amare Ravenna, Capit, Opera di Santa Teresa, Il Terzo Mondo, la Comunità greco-cattolica ucraina, Linea Rosa, Villaggio globale e CittAttiva, la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, gli Uffici pastorali dell’Arcidiocesi (sociale, famiglia, migranti e apostolato del mare, giovanile-vocazionale, ecumenismo e dialogo interreligioso) e il cappellano della casa circondariale di Ravenna, don Marcelo Lopresti. Ogni realtà coinvolta porterà la sua riflessione con una frase che verrà letta in piazza San Francesco e raccolta in un libretto che verrà distribuito ai presenti.

Conselice raffresca la scuola dell’infanzia e fa un nuovo parcheggio nel 2026

Raffrescamento scuola dell’infanzia di Lavezzola (35mila euro), potenziamento della videosorveglianza sul territorio comunale (40mila euro) e riqualificazione di via Galileo Galilei per abbattere le barriere architettoniche (200mila euro). Sono alcuni degli investimenti previsti per il 2026 dal Comune di Conselice, che lo scorso 23 dicembre ha approvato l’aggiornamento del Documento unico di programmazione e il bilancio di previsione 2026-2028. Mentre nel 2025 l’amministrazione ha investito 4,9 milioni di euro in progetti, per il prossimo anno gli interventi ammonteranno a circa 1,8 milioni di euro. A quelli già citati si aggiungono la riqualificazione del quartiere del campo sportivo di Lavezzola, con anche la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico in via dei Carracci (1 milione di euro) e la copertura degli accordi quadro per la manutenzione del territorio (200mila euro).

Il bilancio di previsione 2026 del Comune di Conselice ammonta a quasi 13 milioni di euro, di cui 8,4 milioni di spesa corrente. Sul fronte delle entrate non sono previste modifiche delle aliquote dell’addizionale Irpef né dell’Imu, con previsioni d’incasso in linea con gli scorsi anni. Per quanto riguarda l’indebitamento, l’andamento è decrescente e non è previsto alcun ricorso a nuovi debiti per il 2026-2028. Al contrario, il Comune prevede una forte diminuzione nel prossimo triennio in questione, pari a circa 1 milione di euro, passando da un debito medio per abitante di 354 euro a 264 euro.

In termini di spesa corrente, la voce più sostanziosa è quella dedicata allo sviluppo sostenibile e alla tutela di territorio e dell’ambiente, ambiti ai quali andranno quasi 2,7 milioni. Di particolare rilievo saranno anche i servizi per conto terzi (1 milione e 650mila euro), gli interventi sull’assetto del territorio e l’edilizia abitativa. Il complesso della spesa corrente dedicata al welfare prevede quasi 1,5 milioni destinati ai servizi sociali e alle politiche familiari e oltre 1,3 milioni per l’istruzione e il diritto allo studio. Per la parte specifica dedicata al sociale spiccano i 290mila euro dedicati all’inserimento in strutture residenziali per minori e disabili, finanziati in larga parte da Frna, e una cifra pressoché identica prevista per l’assistenza domiciliare, il trasporto sociale e il servizio pasti a domicilio a favore di anziani e disabili. Grazie a un incremento di 40mila euro rispetto all’anno scorso, arriveranno a 210mila euro i fondi 2026 per il servizio di assistenza scolastica per  42 bambini e ragazzi certificati nel comune di Conselice. Importanti anche i 99mila euro previsti per interventi di sostegno al reddito per famiglie in disagio economico, anche questo finanziato interamente dal Comune sulla base della stima dell’anno scorso su 160 utenti.

Sul fronte dei servizi educativi è prevista una spesa complessiva di circa 1,3 milioni di euro, di cui in particolare circa 700mila per la gestione degli asili nido che attualmente prevedono 75 posti. Infine, al trasporto scolastico andranno circa 100mila euro.

«Nel 2025 abbiamo già finanziato opere importanti come il ripristino del teatro comunale di Conselice, la manutenzione delle strade, il potenziamento della pubblica illuminazione, le vasche di laminazione e la manutenzione straordinaria dell’idrovora Frattina, tutto in fase di progettazione esecutiva», afferma il sindaco Andrea Sangiorgi. «Nel 2026 introduciamo quindi nuovi investimenti che riteniamo necessari per le nostre comunità, sottolineando che, come nel bilancio di previsione dello scorso anno (dove si è partiti con un piano di investimenti comunale di 1,6 milioni e arrivati a 4,9 milioni), è probabile un loro aumento anche nel 2026 rispetto alla previsione. Mi preme inoltre evidenziare che di fronte a imposte locali che non aumentano, riduzione di trasferimenti e aumento dei costi di esercizio, i servizi previsti ai cittadini non vengono ridimensionati, a partire dal welfare territoriale».

Sport per disabili, Csi Ravenna avvia raccolta fondi per “Giocando senza frontiere”

Il comitato territoriale Csi di Ravenna ha avviato una raccolta fondi per potenziare il suo progetto di sport inclusivo “Giocando senza frontiere”. La campagna di crowdfunding è aperta fino al 7 febbraio e ha l’obiettivo di raccogliere 10mila euro. L’obiettivo è duplice: da un lato l’allargamento del numero dei partecipanti all’evento inclusivo che il Csi Ravenna organizza con la cooperativa sociale La Pieve, coinvolgendo più associazioni; dall’altro il finanziamento delle altre attività per disabili rendendole aperte tutto l’anno.

Da sette anni “Giocando senza frontiere” riunisce ragazzi e adulti con diverse abilità, provenienti dai centri diurni e residenziali del territorio, che si ritrovano per un’esperienza di sport, gioco e conoscenza reciproca. I ragazzi si cimentano in prove come la gara di velocità, la marcia dei 400 metri, la corsa delle carrozzine, la staffetta e il lancio del vortex. L’iniziativa è il culmine di un percorso annuale di attività motorie e ricreative adattate, che migliorano benessere fisico e psicologico dei partecipanti.

Anche se l’evento è totalmente gratuito, con merenda e pranzo offerti a tutti, ci sono costi logistici e tecnici che l’organizzazione deve sostenere per garantire che tutto sia perfetto e in sicurezza. Per questo il Csi ha avviato la campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Ginger.

Riapre l’ex Hotel Terminus di Milano Marittima, partita la ristrutturazione

Le impalcature erano spuntate prima di Natale e avevano destato molta curiosità. Ora il Comune di Cervia lo conferma: l’ex Hotel Terminus è stato acquistato da una nuova società e sarà ristrutturato e riaperto. Si tratta di uno storico albergo situato sul viale Cadorna, nel pieno centro di Milano Marittima. Costruito negli anni ’60, è in stato di abbandono da più di trent’anni e rappresentava una piaga per la località. La sua condizione di degrado era infatti poco in linea con gli altri hotel e i negozi del centro.

Il 23 dicembre erano state montate le impalcature, ma non si sapeva se si trattasse di operazioni di messa in sicurezza oppure di una vera e propria ristrutturazione. Le voci sulla vendita della struttura si rincorrevano da mesi senza conferma, e l’assessora all’urbanistica Michela Brunelli aveva dichiarato il 27 dicembre al Corriere di Romagna che il Comune di Cervia non era al corrente di nulla. Oggi invece una nota dell’amministrazione ha confermato di avere appreso dell’acquisizione delle quote della società attualmente proprietaria dell’ex Hotel Terminus. Si chiude così l’era di abbandono dello storico immobile, anche se ancora non si conosce la sua futura destinazione.

«Si è formalizzata in questi giorni un’importante operazione societaria che porterà a un progetto capace di valorizzare l’area e contribuire al miglioramento dell’intera zona», afferma la nota del Comune di Cervia. «A breve la società avvierà un confronto con il Comune per impostare un percorso fattibile e condiviso, con l’obiettivo di trasformare un’area che oggi appare ferma, segnata dal tempo e dal degrado, in un luogo vivo, curato e finalmente restituito alla comunità, nel cuore di Milano Marittima».

Secondo l’assessora Brunelli «questa operazione rappresenta un’opportunità straordinaria per il rilancio di un’area centrale e strategica nell’assetto urbanistico di Milano Marittima. L’ex Hotel Terminus, con la sua storia che affonda le radici nel 1928 con Villa Egle Balbo e successivamente con l’hotel stesso, è un elemento identitario della nostra città che merita di essere valorizzato. Ora si apre finalmente la possibilità di restituire a questo luogo non solo bellezza e decoro, ma anche nuova vitalità funzionale e sociale. Auspichiamo che la società presenti un progetto in grado di creare un intervento sostenibile, capace di armonizzarsi con il contesto urbano e di contribuire al miglioramento complessivo della zona».

Segrè: «Il riconoscimento Unesco sul cibo rafforza la centralità della Romagna»

Dopo il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco dell’umanità, il 15 dicembre la Regione Emilia-Romagna ha siglato un protocollo d’intesa con la Fondazione Casa Artusi per promuovere e valorizzare il patrimonio agroalimentare del territorio. Ne abbiamo parlato con Andrea Segrè, presidente della Fondazione Artusi e docente di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna.

Cosa significa il riconoscimento Unesco per la cucina italiana e romagnola in particolare?

«Significa che la cucina italiana viene riconosciuta come pratica culturale viva, fatta di gesti quotidiani, relazioni, saperi trasmessi nel tempo. Non è un premio a una ricetta, ma al modo in cui cuciniamo e mangiamo insieme. Per la Romagna questo ha un valore speciale, perché qui la cucina è profondamente domestica e conviviale: è la cucina delle azdore, delle sfogline, delle tavole familiari e delle feste di paese. La cucina romagnola incarna perfettamente lo spirito della candidatura: semplicità, qualità degli ingredienti, legame col territorio e capacità di trasformare pochi elementi in identità condivisa. Il riconoscimento Unesco rafforza dunque la centralità della Romagna come uno dei cuori culturali della cucina italiana».

Anche nella cucina romagnola ci sono campanilismi tra città; pensiamo per esempio alle discussioni sul ripieno del cappelletto tra Ravenna e Rimini. Si può parlare davvero di differenze o si tratta di normali varianti di un’unica tradizione?

«Sono varianti legittime di un’unica tradizione. È proprio questa pluralità a rendere la cucina romagnola così ricca. Le discussioni sul ripieno del cappelletto non sono segno di divisione, ma di vitalità culturale. Ogni città, ogni valle, spesso ogni famiglia ha adattato la ricetta agli ingredienti disponibili, alle abitudini locali, alle memorie domestiche. Il riconoscimento Unesco valorizza proprio questo: non una versione “ufficiale”, bensì la diversità bioculturale che rende la tradizione viva. Il campanilismo, se resta giocoso e non ideologico, è parte integrante della nostra storia gastronomica».

L’industria alimentare oggi fornisce alimenti pronti e veloci da preparare, che rispondono ai ritmi di vita contemporanei, con poco tempo da dedicare alla cucina. Che differenza c’è fra un raviolo confezionato e uno fatto in casa, sul piano della salute ma anche della socialità?

«La differenza non è solo nel prodotto, ma nel processo. Un raviolo fatto in casa non è soltanto cibo: è tempo condiviso, trasmissione di saperi, relazione tra generazioni. È un gesto che crea comunità. Il raviolo confezionato risponde a esigenze reali della vita contemporanea, ma col venir meno del suo valore simbolico si indeboliscono la convivialità e il ruolo educativo della cucina. Non si tratta di demonizzare l’industria; al contrario dobbiamo promuovere la sua qualità. Ma non dobbiamo rinunciare del tutto alla pratica domestica, che è il vero pilastro della cucina italiana».

L’accesso al cibo sano non è per tutti. Gli alimenti processati costano meno, ma fanno anche male alla salute; mentre quelli biologici e naturali hanno un prezzo maggiore. Di conseguenza i più poveri mangiano peggio.

«È una delle grandi contraddizioni del nostro tempo ed è anche una questione di giustizia sociale. Oggi chi ha meno risorse economiche è spesso costretto a scegliere cibi meno sani, più economici ma più dannosi per la salute. Questo dimostra che il tema del cibo non è solo individuale, ma politico e culturale. Servono politiche pubbliche che rendano accessibile il cibo buono, ma anche per un’educazione alimentare diffusa, mense scolastiche di qualità, sostegno alle filiere locali. La cucina italiana patrimonio Unesco non può essere un privilegio per pochi: deve restare un bene comune, accessibile a tutti».

Il cibo è anche turismo; molte persone scelgono una meta per le vacanze anche per le sue tipicità gastronomiche. Questo vale anche a Ravenna, dove si possono mangiare i cappelletti dopo avere visitato i monumenti: oggi entrambi sono patrimonio Unesco. Nel nostro territorio il turismo gastronomico funziona o potrebbe essere promosso meglio?

«Funziona, ma può e deve essere promosso meglio. Ravenna è un esempio straordinario: qui convivono monumenti patrimonio Unesco e una cucina fortemente identitaria. Mangiare cappelletti dopo aver visitato i mosaici non è solo turismo, è esperienza culturale integrata. Il territorio ha tutte le carte in regola per rafforzare il turismo gastronomico: prodotti locali, tradizioni riconoscibili, ristorazione diffusa, cultura dell’accoglienza. Serve però una strategia più coordinata che metta insieme cultura, cibo e paesaggio, raccontando la Romagna non solo come destinazione balneare o artistica, ma come terra di cucina domestica e conviviale. Il riconoscimento Unesco può essere una leva straordinaria in questa direzione».

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