sabato
14 Marzo 2026

Il bilancio dell’Opera di Santa Teresa, cresce in città la richiesta di servizi a bassa soglia

A Ravenna le condizioni di fragilità e di povertà sono in aumento. Lo dimostrano in parte i dati sulle attività di accoglienza presentati dallOpera di Santa Teresa del Bambino Gesù per il 2025.
In particolare, il servizio Docce, Guardaroba e Ristoro, una delle attività cardine della fondazione, è stato utilizzato da 554 persone. Rispetto al 2024, è aumentato in generale il numero di servizi erogati: sono state garantite 3810 le docce (circa 14 al giorno) a fronte delle 3257 del 2024, donati 8681 vestiti (una media di 32 capi al giorno) rispetto ai 6451 del 2024 e le colazioni offerte sono più che raddoppiate rispetto all’anno scorso, passando da 6443 a 12.276 (circa 45 al giorno)
«Numeri che evidenziano una crescita del bisogno – spiegano dall’opera di carità -. Gli utenti del servizio, infatti, non sono più, e solo, persone senza fissa dimora o che versano in grave stato di emergenza abitativa. Oggi, fra queste, c’è anche chi pur avendo una casa, si rivolge a Santa Teresa perché, tra utenze e spese, non riesce ad arrivare a fine mese».

Per dare un supporto concreto oltre la mera accoglienza, con 153 di questi utenti sono stati avviati percorsi di accompagnamento nellaccesso ai servizi del territorio, ad attività formative, nella ricerca di un lavoro o di una casa.

Ai servizi giornalieri si aggiunge quello di ospitalità a medio-lungo termine, con la Casa della Carità Don Angelo Lolli che nel 2025 ha dato ospitalità a 42 richiedenti (in linea con i 44 dello scorso anno). Dopo i lavori di ampliamento, che hanno interessato una parte della Casa e portato la sua capienza fino a 50 posti letto, nei primi due mesi del 2026, sono state accolte già 25 persone. Qui vivono uomini e donne che non hanno più una casa o fanno fatica a trovare un affitto. Ci sono ultra ottantenni che pur avendo una pensione dignitosa sono finiti per strada perché sfrattati, alcuni nuclei familiari, principalmente donne sole con bambini, e lavoratori.

Per quanto riguarda l’accoglienza del dormitorio Cardinal Tonini, da ottobre 2025 a oggi si sono registrate 30 presenze, con una permanenza media di 24 giorni: circa la metà sono in attesa di chiamata da parte delle autorità competenti, in quanto richiedenti asilo, il 15 per cento di loro è uscito dal progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione del Ministero dellInterno), ma non hanno un posto in cui vivere. Gli altri hanno potuto partecipare ai corsi di italiano e ai tandem linguistici avviati all’Opera di Santa Teresa. Inoltre, gli è stato dato supporto nella ricerca di un’occupazione, nei rapporti con servizi del territorio o assistenza sanitaria attraverso l’Ambulatorio della Solidarietà. Infine, l’ambulatorio della Solidarietà Suor Argia Drudi ha erogato 173 visite a 115 pazienti (nel 2024 se ne registrarono 89, destinate a 62 pazienti).
Il servizio di medicina generale nasce grazie all’impegno della Croce Rossa, dell’Ordine dei Medici e del Lions club e si rivolge ai frequentatori del servizio Docce sprovvisti di tessera sanitaria valida, in modo da garantire loro comunque le prime cure necessarie.

Più del 50 per cento dei pazienti ha unetà compresa tra i 20 e i 40 anni. L’ambulatorio è gestito da medici in pensione o volontari e da infermiere della Croce Rossa ed è collocato sempre all’interno di Santa Teresa. È aperto tutti i giovedì, dalle 10 alle 12.

«La nostra accoglienza – afferma don Alain González Valdés, direttore dellOpera di Santa Teresa – si caratterizza per il coinvolgimento degli ospiti nelle nostre attività. Oltre a contribuire a tenere puliti gli alloggi e gli spazi in comune della Casa della Carità, molti di loro fanno volontariato al servizio Docce, al dormitorio, si occupano della gestione del magazzino, della dispensa e di tante altre attività interne. Un modo per aiutarsi gli uni con gli altri. Nel suo impegno per la carità, l’Opera vuole dare continuità al lavoro di Don Angelo Lolli svolto quasi 100 anni fa, ormai, e cioè occuparsi delle povertà e dei bisogni della società». Oltre all’impegno degli stessi ospiti, l’organizzazione conta
su circa 80 volontari che garantiscono il buon funzionamento delle attività.

Salario minimo negli appalti a Bagnacavallo, le associazioni di categoria sono contrarie

Il salario minimo garantito a 9 euro lordi l’ora è stato uno dei temi promossi dalle forze di centrosinistra alle ultime elezioni regionali e amministrative. In mancanza di una legge nazionale, la promessa era quella di introdurlo – almeno per tutti coloro che lavorano, per quanto indirettamente ovvero tramite appalti – per gli enti locali interessati.

Il primo ad agire in questo senso in provincia è stato il Comune di Bagnacavallo che ha adottato le linee guida per la tutela della retribuzione minima salariale negli appalti pubblici, definite dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Le linee guida prevedono, nelle procedure di gara basate sull’offerta economicamente più vantaggiosa, la possibilità di introdurre criteri premiali per gli operatori economici che si impegnino a garantire ai lavoratori un salario orario lordo non inferiore a 9 euro, nel rispetto della normativa vigente e dei contratti collettivi di riferimento. La misura può essere estesa anche agli affidamenti diretti. «Il Comune e l’Unione, in qualità di stazioni appaltanti, manterranno il pieno controllo sull’applicazione dei contratti collettivi e sul rispetto delle condizioni dichiarate, sia in fase di affidamento sia durante l’esecuzione dei servizi».

Ma la decisione non è piaciuta alle associazioni di categoria che hanno emanato un comunicato stampa congiunto dove si critica l’operato dell’Amministrazione. Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confimi e Confcooperative della Bassa Romagna hanno innanzitutto sottolineato «di non essere state adeguatamente coinvolte nel percorso decisionale. Dopo un unico incontro di confronto svoltosi nel mese di agosto, non sono infatti seguite ulteriori occasioni di discussione e approfondimento». Non solo, pur dicendo di condividere l’obiettivo, le organizzazioni d’impresa «ritengono che le linee guida adottate rappresentino uno strumento inadeguato e potenzialmente dannoso rispetto alle finalità dichiarate. In particolare, le associazioni esprimono forte preoccupazione per il rischio di indebolire il sistema della contrattazione collettiva nazionale, ritenuta lo strumente più efficace per garantire retribuzioni adeguate e contrastare concretamente il lavoro irregolare».

A tre giorni dalla chiusura delle prevendite, sono 400 i tifosi ravennati che hanno comprato il biglietto per Arezzo

Sono circa 400 i tifosi ravennati che hanno comprato il biglietto per il big match di domenica 1 marzo ad Arezzo (calcio d’inizio alle 17.30), con i giallorossi che faranno visita alla capolista del girone B con la speranza di riaprire il campionato (al momento il Ravenna è secondo a -7, ma con una partita in più). Se per il Ravenna è quindi un’ultima spiaggia per quanto riguarda le speranze di poter ancora lottare per il primo posto (ma sarà comunque importante cercare di mantenere il secondo), per l’Arezzo potrebbe invece rappresentare una sorta di festa anticipata, con la città toscana che ha risposto alla grande, esaurendo in pochi giorni i quasi 7mila biglietti disponibili (con il sindaco che ha emanato un’ordinanza per aggiungere ulteriori 500 biglietti nella curva locale).

L’auspicio per il Ravenna è che possa continuare a buon ritmo anche la prevendita nel settore ospiti, con altri 400 tagliandi a disposizione dei tifosi giallorossi. Si tratta di una trasferta libera, con l’unico vincolo che è rappresentato dall’obbligo di fidelity card, che si può sottoscrivere comunque al momento dell’acquisto del biglietto. La prevendità terminerà sabato 28 febbraio alle 19.

Veronica Pivetti a Russi con “L’inferiorità mentale della donna”

«Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto». Così esordiva Paul Julius Moebius, assistente nella sezione di neurologia di Lipsia, nel suo compendio del 1900. Secondo le sue teorie, le donne sarebbero dotate di crani più piccoli, di un peso cerebrale insufficiente e, soprattutto, di una totale mancanza di giudizio autonomo. Non solo: le donne che pretendono di pensare sarebbero moleste e la riflessione non farebbe che peggiorarle. Sono proprio le produzioni pseudo-scientifica di inizio Novecento a dare forma allo spettacolo L’inferiorità mentale della donna, liberamente ispirato all’omonimo trattato di Paul Julius Moebius e con Veronica Pivetti come protagonista.
Nei panni di una moderna Mary Shelley, Pivetti porterà lo spettacolo al Teatro Comunale di Russi venerdì 27 febbraio (ore 20.45), contrapponendo ai mantra del pensiero reazionario un’ironia graffiante e spunti di riflessione contemporanea. Lo spettacolo svela le teorie che per decenni hanno preteso di dimostrare l’inferiorità femminile. Lo spettacolo dà voce a quelle bizzarre convinzioni medico-scientifiche che hanno costruito il vero “mostro” della modernità: la donna. A queste affermazioni si affiancano le posizioni del medico e criminologo italiano Cesare Lombroso, che sosteneva come le donne mentissero e uccidessero più facilmente, trovando perfino nei proverbi popolari la conferma delle proprie tesi.

Lavori su via Attilio Monti: il ponte mobile resterà chiuso per l’intera giornata di sabato 28

È in programma per sabato 28 febbraio un intervento di i manutenzione straordinaria della pavimentazione stradale in via Attilio Monti, nel tratto compreso tra la rotonda Finlandia e la rotonda Belgio, incluso il pontemobile. Per consentire lo svolgimento dei lavori, la strada resterà chiusa al traffico dalle 7 alle 21.

L’intervento riguarderà in particolare la corsia lato mare, dove sono presenti diversi dissesti della pavimentazione, con l’obiettivo di ripristinare adeguate condizioni di percorribilità e migliorare la sicurezza della circolazione.

Il trasporto scolastico sarà regolarmente garantito e non subirà deviazioni, inoltre potranno comunque circolare i veicoli diretti alle attività di via Monti, via Cavalcoli/Boldrini e via Manfredi; sul posto è già stata posizionata la segnaletica di preavviso. I lavori risultano particolarmente importanti anche in vista della chiusura del ponte in via Trieste sullo scolo Lama, programmata, salvo imprevisti, dal 9 marzo, che comporterà un incremento dei flussi su percorsi alternativi.

Riapre la pizzeria al Villaggio del Fanciullo: inclusione sociale e spazi dedicati ai bambini

Dopo la chiusura della Pizzeria Carletto, da sabato 28 febbraio, tornerà una pizzeria al Villaggio del Fanciullo (via del Pino 102) di Ponte Nuovo. Si chiamerà “Il Villaggio” e accanto alla dimensione gastronomica, il locale rappresenta anche un’opportunità concreta di apprendimento per alcuni giovani coinvolti nelle attività della realtà promotrice, che qui possono avvicinarsi al lavoro della ristorazione e imparare un mestiere in un contesto quotidiano e reale.

La pizzeria accoglierà quindi ragazzi della Fondazione Villaggio del Fanciullo, che da anni dedica particolare attenzione all’assistenza delle fasce deboli della popolazione. L’attività svolta dalla Fondazione è finalizzata a dare assistenza, ad educare, ad istruire e a fare beneficenza a tossicodipendenti, alcolisti, immigrati, emarginati in genere, nel rispetto e nella promozione dei diritti dell’uomo.

All’interno dei locali, che saranno aperti tutte le sere con orario 18:30 – 22:30 con giorno di riposo il martedì, ci sarà particolare attenzione alle famiglie:  è stato creato uno spazio bimbi protetto con all’esterno ampi spazi giochi e aree attrezzate che permettono ai bambini di muoversi liberamente all’aria aperta.

Il “Mar dei piccoli” si chiude con migliaia di presenze tra bambini e accompagnatori

Centinaia di bambini tra le sale del museo: si è chiusa negli scorsi giorni la quarta edizione de Il Mar dei piccoli, la rassegna che dal 31 gennaio al 22 febbraio ha trasformato il museo della città in uno spazio di incontro e creatività dedicato ai più piccoli, con mostre-gioco, performance e spettacoli per ragazzi.

L’iniziativa, promossa dal comune di Ravenna (assessorato alla scuola e infanzia e assessorato alla cultura), ha confermato e superato il successo delle precedenti edizioni, con migliaia di presenze registrate (tra bambini, accompagnatori e adulti singoli) e una felice collaborazione con istituzioni, scuole e artisti del territorio.

«Il successo de Il MAR dei Piccoli conferma l’importanza del progetto  – afferma l’Assessore Fabio Sbaraglia -, cresciuto di edizione in edizione, grazie allo straordinario lavoro di sempre più realtà che hanno scelto di incrociare i loro percorsi unendo le forze a quelle della Fondazione RavennAntica e dello staff del Mar. L’appuntamento è già confermato per l’anno prossimo con l’auspicio che possa continuare a crescere, nella convinzione che il coinvolgimento culturale rappresenti un aspetto centrale per lo sviluppo e la crescita dei più piccoli».

La mostra-gioco Acqua, aquae ideata da Immaginante, ha coinvolto 375 bambini e 524 adulti, provenienti anche da regioni vicine. A questi si aggiungono le scuole: 43 sezioni per un totale di 846 bambini, numeri che attestano un’adesione significativa da parte del mondo scolastico. Sempre sold out anche i laboratori collaterali per famiglie, che hanno visto la partecipazione complessiva di 93 bambini e 117 adulti, così come le Letture d’arte al museo realizzate in collaborazione con la Biblioteca Classense, che hanno registrato circa 100 presenze.

Grande partecipazione anche per il programma performativo di CorpoGiochi: tra alunni delle scuole coinvolte e pubblico esterno si sono registrate circa 300 presenze complessive, in un’esperienza che ha trasformato il museo in uno spazio di relazione e confronto. Il percorso teatrale Pin’occhio. Viaggio giocoso in sette movimenti, ideato da Drammatico Vegetale e prodotto da Ravenna Teatro ha coinvolto oltre 330 bambini.

Sold out anche l’appuntamento del 21 febbraio Anima l’opera, sempre di Teatro del Drago, che ha animato le collezioni del museo attraverso il teatro di figura, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza partecipata e immersiva molto apprezzata da famiglie e visitatori. Grande riscontro infine per gli incontri proposti dalla Libreria per Ragazzi Momo con il laboratorio La cartapesta dei bambini e per i sei laboratori di mosaico In un mare di tessere, che hanno coinvolto complessivamente 251 presenze.

 

Medici indagati per certificati anti-rimpatrio: «Tutti i dati clinici sono veri, non siamo delinquenti»

Un’indagine della procura della Repubblica a Ravenna ipotizza il reato di falso ideologico per otto medici dell’ospedale cittadino per i certificati che hanno stabilito l’incompatibilità di alcune persone straniere con la detenzione nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), interrompendo quindi le procedure delle autorità che miravano all’espulsione di stranieri dall’Italia. A undici giorni dalle perquisizioni della polizia nel reparto di Malattie infettive dove lavorano tutti gli indagati, i medici e le mediche scelgono di commentare la vicenda tramite una nota scritta inviata alla stampa: «Tutti i dati clinici riportati nei certificati redatti corrispondono al vero: nessuna falsità è ravvisabile nelle certificazioni».

La nota è firmata dagli avvocati che tutelano gli indagati: Carlo Alberto Baruzzi, Francesca Cancellaro, Sonia Lama, Marco Martines, Maria Elena Monaco, Maria Virgilio. «I nostri assistiti non ci stanno a passare per delinquenti e falsificatori. Ciascuno rivendica di essersi attenuto scrupolosamente alla cornice procedurale. Parimenti, essi hanno agito nel pieno rispetto del codice di deontologia medica, che impone al sanitario di fondare le proprie determinazioni unicamente su criteri scientifici e clinici, agendo in scienza e coscienza e ponendo al centro la tutela della salute e della dignità della persona assistita».

L’indagine, secondo quanto riportato dai quotidiani locali, prende in esame il periodo tra settembre 2024 e gennaio 2026: su un totale di 64 persone straniere in attesa di espulsione, 34 sono risultate inidonee ad essere accompagnati in un Cpr, 10 hanno rifiutato la visita venendo rimessi in libertà e 20 invece sono stati accompagnati ai centri.

I professionisti sottolineano un aspetto specifico a volte passato in secondo piano nei commenti sulla vicenda da parte di politici, anche di livello nazionale: «Le conclusioni di incompatibilità alla permanenza nel Cpr costituiscono valutazioni tecnico-professionali che possono eventualmente risultare non coincidenti con le esigenze di ordine pubblico o con finalità di gestione amministrativa dei flussi migratori, ma tali esigenze restano ontologicamente estranee alla funzione sanitaria e non possono condizionare l’autonomia del giudizio medico».

Viene poi ricordato che il coinvolgimento dei sanitari nella procedura è stabilito dalla direttiva del ministero dell’Interno del 2022 (la cosiddetta direttiva Lamorgese): valutazione sanitaria volta a verificare la sussistenza di condizioni patologiche o di vulnerabilità incompatibili con la detenzione amministrativa. «Il nostro ordinamento riconosce che la certificazione medica debba essere resa in piena autonomia professionale, sulla base di criteri esclusivamente clinici, e che l’autorità di pubblica sicurezza si limiti a richiedere l’accertamento sanitario, senza interferire nel merito della valutazione sanitaria, ne diversamente potrebbe essere».

Un investimento da oltre 500mila euro per la riqualifica del comparto San Giorgio: più sicurezza e miglioramenti urbani

Due progetti per riqualificare il comparto San Giorgio, l’area compresa tra la stazione di Cervia e l’ex ospedale San Giorgio, oggi Casa della comunità.

Grazie a un accordo di programma tra Ausl Romagna e Comune di Cervia sarà realizzata una pista ciclo-pedonale di collegamento alla stazione, con una riorganizzazione dei parcheggi e la riasfaltatura del manto stradale. L’intervento si completerà con l’implementazione di un un sistema adeguato di raccolta delle acque piovane, il rinnovamento dell’arredo urbano e del sistema di illuminazione dell’area tra stazione, obitorio e Casa della comunità, che sarà implementato con luci a led. I lavori richiederanno un investimento da 420mila euro, finanziati per 350mila da Ausl Romagna e per i restanti 70 mila dal comune.

All’intervento di miglioramento urbano si aggiungono i progetti relativi all’accordo sulla sicurezza siglato tra Comune e Regione. Con il coinvolgimento delle forze di polizia locale della città, prende ora il via la fase operativa di “SicuriCervia”: un investimento da 125 mila euro per interventi strutturali e per la creazione momenti co-progettazione condivisi con la comunità, con lo scopo di favorire attività di presidio sociale e di partecipazione civica. I fondi, finanziati per 100 mila euro dalla regione e per la restante parte dal comune, serviranno per potenziare il sistema di video sorveglianza nella zona (con 5 nuove telecamere in stazione e 7 nell’area esterna alla Casa della Comunità) e installare nuove rastrelliere per biciclette e una nuova pensilina in stazione.

Con l’idea che la sicurezza nasca, prima ancora che da illuminazione e telecamere, da comunità presente e attiva è stato poi avviato un percorso in collaborazione con il centro sociale Scambiamenti (Coop. Mosaico). Gli Operatori territoriali di comunità sono quindi al lavoro per una mappatura partecipata, attraverso un’analisi profonda di bisogni e criticità raccolta direttamente dalla voce di chi vive la zona ogni giorno (residenti, pendolari e commercianti).

La cittadinanza è invitata a contribuire attivamente compilando il questionario partecipativo sulle pagine social di Tg Street Sicuri Cervia. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con l’analisi dei dati raccolti e momenti di co-progettazione volti a trasformare le proposte dei cittadini in eventi e azioni concrete per il territorio.

Per quanto riguarda le opere realizzate dal Comune di Cervia gli interventi, conclusi di recente, hanno interessato via Tommaso Guerra, nel tratto compreso tra l’obitorio e il piazzale antistante la stazione ferroviaria. Il completamento delle opere principali è previsto entro l’estate.

Racing Bulls inaugura il Green Energy Park: a Faenza un nuovo modello di autosufficienza energetica

A pochi giorni dal via della nuova stagione di Formula 1, con il debutto fissato a Melbourne nel weekend dell’8 marzo, Visa Cash App Racing Bulls accende i motori anche sul fronte energetico. È stato inaugurato (mercoledì 25 febbraio) a Faenza il nuovo Green Energy Park che alimenterà il quartier generale della scuderia: un’area di oltre 14mila metri quadrati capace di produrre complessivamente 5,8 GWh di energia elettrica all’anno – 4,6 GWh dal biometano fornito da Caviro e 1,2 GWh dall’impianto fotovoltaico installato nel parcheggio aziendale – a cui si aggiungono 2 GWh di energia termica recuperata.

Numeri che consentiranno allo stabilimento faentino di raggiungere l’autosufficienza energetica: l’80% del fabbisogno sarà coperto dalla Fuel Cell Nova realizzata dall’azienda imolese Cefla, mentre il restante 20% sarà garantito dal fotovoltaico. Un investimento strategico che consolida il percorso verso la neutralità carbonica, in linea con gli obiettivi fissati dalla casa madre Red Bull GmbH e dalla stessa Formula 1.

Da quest’anno, infatti, nella prima competizione mondiale di automobili, si utilizzeranno motori ibridi e alimentati da carburanti avanzati, 100% sostenibili e a zero emissioni di carbonio. «Con Cefla abbiamo perseguito questo obiettivo con un mix tecnologico dato dal fotovoltaico e dalla fuel cell con recupero di calore termico, alimentata dal bio metano prodotto dall’adiacente Caviro Extra – afferma Enrico Fastelli, direttore infrastrutture e progetti sostenibilità di Racing Bulls –. La tecnologia e la sostenibilità vanno avanti in maniera parallela: oggi la Formula 1 non è solo una competizione che avviene in pista, ma è prima di tutto una competizione tra aziende che fanno della sostenibilità e dell’implementazione della performance la loro filosofia principale».

Dopo la progettazione durata più di un anno e mezzo, l’installazione è stata completata da Cefla in sole due settimane. Nel dettaglio si tratta di un impianto di fuel cell (pila a combustibile) a ossido solido alimentato in modo sostenibile. La tecnologia sfrutta un processo chimico privo di emissioni inquinanti e acustiche e non richiede l’utilizzo di acqua. Oltre a produrre energia elettrica, la pila consente il recupero simultaneo di energia termica, che viene utilizzata per il riscaldamento dello stabilimento. Grazie all’impiego di combustibile sostenibile certificato, le emissioni di CO₂ risultano pari a zero. Un risultato che si traduce in benefici concreti per l’ambiente, attraverso la riduzione dei gas serra e l’ottimizzazione delle risorse energetiche. «Essere stati scelti da un player come Racing Bulls è un onore – dichiara il Presidente di Cefla Gianmaria Balducci. Cerchiamo di avere lo stesso loro approccio: tendere all’eccellenza con concretezza non solo per slogan. Faenza e la pianura padana beneficeranno di una migliore qualità dell’aria (risparmio di 1500 tonnellate di Co2 all’anno ndr). È solo l’inizio di un percorso virtuoso che non porta solo beneficio ambientale ma anche economico alle aziende».

Nel 2020 rapinò una tabaccheria per circa 10 mila euro: arrestato dai carabinieri durante un controllo in centro

Ricercato per una rapina risalente al 2020, è stato arrestato durante un controllo dei carabinieri della stazione di Conselice lungo le vie principali della cittadina.

Secondo la ricostruzione investigativa condotta all’epoca l’uomo, un 55enne italiano, avrebbe atteso la titolare di una tabaccheria del paese all’uscita del negozio, per poi minacciarla con un coltello e farsi consegnare l’incasso del fine settimana, una refurtiva da quasi 10 mila euro.

Le indagini condotte dai carabinieri di Lugo avevano permesso di identificare il colpevole, la cui responsabilità è stata confermata in tutti i gradi di giudizio fino alla sentenza definitiva della corte di appello di Bologna. Il 55enne è stato condotto nel carcere di Rimini, dove dovrà espiare una pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione.

Controlli tra le colonie abbandonate di Milano Marittima: otto denunce per occupazione abusiva

Vivevano da tempo all’interno delle colonie dismesse di Milano Marittima, collegando alle prese stufe elettriche per scaldarsi e fornelli. I controlli dei carabinieri della stazione locale, svolti negli scorsi giorni con il supporto del nucleo cinofili di Bologna, hanno portato alla denuncia di otto stranieri per invasione di terreno e furto di energia elettrica.

I sopralluoghi hanno evidenziato condizioni di degrado e di precarietà igienico-sanitaria, oltre che al potenziale rischio di incendio per la presenza di fiamme vive e collegamenti elettrici non sicuri. Una volta identificati gli inquilini abusivi, si è proceduto con la fotosegnalazione e con la verifica della regolarità sul territorio all’ufficio immigrazione della questura di Ravenna. Degli otto denunciati, quattro sono risultati privi di documenti ed irregolari sul territorio. Nei loro confronti è stato emesso il decreto di espulsione.

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