giovedì
18 Giugno 2026

Allerta meteo arancione per lo stato del mare: «Attenzione alle ingressioni marine»

Dalla mezzanotte di oggi, venerdì 21 novembre, alla mezzanotte di domani, sabato 22, sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna e del comune di Cervia l’allerta meteo numero 114, arancione per stato del mare e gialla per criticità costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. Fino alla mezzanotte di oggi è in vigore invece l’allerta 113 gialla per temporali, vento e stato del mare.

Per la giornata di sabato 22 novembre, in particolare, “sono previste condizioni di mare agitato al largo della costa meridionale della regione, con altezza dell’onda prevista superiore a 3,2 metri, mentre al largo del tratto di costa settentrionale l’altezza sarà leggermente inferiore, con mare molto mosso. Inoltre, nelle prime ore della notte, sul settore orientale non si escludono temporali sparsi di breve durata, con possibili effetti associati occasionali e venti forti che interesseranno anche il litorale costiero. Si prevedono condizioni del mare sotto costa che potranno generare localizzati fenomeni di ingressione marina ed erosione dei litorali”.

«Raccomando – dichiara il sindaco Alessandro Barattoni – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, non accedere a moli e dighe foranee e prestare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge».

Museo Baracca, nuove acquisizioni e via libera al restauro con un nuovo bookshop

Nella serata di martedì 18 novembre il museo Baracca di Lugo ha presentato le sue ultime acquisizioni: sei fotografie originali e un busto in gesso che ritrae l’asso dei cieli entrano a far parte del nuovo percorso espositivo e degli allestimenti della casa museo.

Le sei nuove fotografie originali di Francesco Baracca (con rispettive cornici dell’epoca) appartengono al patrimonio del museo e sono rientrate grazie a un accordo con l’aeroclub Baracca di Lugo: immagini che vanno ad arricchire il percorso espositivo della casa museo offrendo uno sguardo più intimo e autentico sull’asso dell’aviazione italiana (una di queste, per esempio, risale al 29 agosto del 1913 e immortala Francesco che vola insieme al padre Enrico, a bordo del suo Nieuport a Taliedo).

È stato inoltre presentato, dopo un restauro conservativo, un busto in gesso risalente agli anni Venti del Novecento realizzato dallo scultore Solazzi e raffigurante Francesco Baracca, esposto grazie a un accordo di comodato con la Fondazione del monte di Bologna e Ravenna e su cui il museo sta realizzando una serie di ricerche per confermare che si tratti o meno dello stesso autore del sarcofago in bronzo conservato presso la tomba di Baracca.

Come sottolineato dall’assessore Gianmarco Rossato, «si arricchisce così il il patrimonio e l’offerta dell’istituzione lughese che si prepara, nel 2026, a festeggiare il suo centenario della nascita e apertura con ulteriori trasformazioni e ampliamenti. È già al lavoro un tavolo di coordinamento che coinvolge tutte le realtà vicine al mondo dell’aviazione e della storia locale e presto saranno annunciate le prime iniziative».

Sempre in vista del centenario, è stato approvato dalla giunta comunale il 20 novembre il progetto esecutivo di restauro dei proservizi dell’ala nord e sud del museo Baracca.
«L’obiettivo è ampliare un percorso di fruizione che dalle sale del museo si estende agli ambienti adiacenti dei pro servizi, che saranno destinati alla sala delle cartoline nell’ala sud e alla sala dei resti del velivolo tedesco nell’ala nord – sottolinea l’assessore Rossato -. L’obiettivo complessivo e futuro nel quale si inserisce tale ampliamento mira a completare il percorso museale con sale destinate sia alla mostra stabile, sia a esposizioni temporanee, integrando gli ambienti con una sezione didattica, un nuovo bookshop e uno spazio di accoglienza per il pubblico».

Raccolti quasi 14mila euro alla cena dello Ior: serviranno per l’assistenza domiciliare

Ieri sera, giovedì 20 novembre, la Ravenna che lotta contro il cancro si è ritrovata a cena al Grand Hotel “Mattei” per il “Charity Dinner” dell’Istituto Oncologico Romagnolo. 114 persone hanno risposto all’appello dello Ior, volto a sostenere e implementare il servizio d’assistenza domiciliare per non far sentire sole e abbandonate quelle persone che affrontano le fasi terminali del percorso di malattia di un proprio affetto.

«I dati in questo senso sono eclatanti, e raccontano come 4 caregiver su 10 sviluppino una malattia cronica che non avevano prima della diagnosi del caro che si trovano a seguire – ha spiegato nel corso della serata Fabrizio Miserocchi, direttore generale Ior – in due casi su tre si tratta di due o più patologie, tra cui disturbi psichiatrici, muscolo-scheletrici, cardiovascolari e gastrointestinali. Questo studio, pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità pochi mesi fa, racconta un’emergenza: dietro i gesti quotidiani d’amore e dedizione che abbiamo nei confronti di un malato cui siamo legati da affetto o parentela si nasconde un prezzo altissimo da pagare, molto spesso a causa del fatto che non abbiamo aiuti che possano sollevarci dal peso emotivo di questa abnegazione. La perdita di autonomia progressiva che colpisce una persona che non riesce a guarire dal cancro porta a doversi fare carico di questioni delicate come dignità e igiene: non tutte le famiglie possono permettersi un supporto professionale in questo senso, e anche per quelle con una situazione economica più stabile trovare la persona giusta non è sempre facile. È a questa situazione di emergenza che vuole porre rimedio lo Ior, grazie alla collaborazione di operatrici socio-sanitarie qualificate e formate a prendersi cura delle persone più in difficoltà direttamente al loro domicilio, in maniera totalmente gratuita».

Grazie alla partecipazione dei singoli e ai contributi convinti di sponsor come Abr Impianti Srl, Rosetti Marino Spa, Vivai Landi, Confesercenti, Cna e Confartigianato il “Charity” è stato in grado di raccogliere quasi 14.000 euro, che saranno utilizzati proprio allo scopo di espandere il servizio sulla provincia bizantina. È stato Mario Pretolani, vicepresidente Ior, a spiegare tramite i dati in suo possesso quanto sia importante e richiesta l’assistenza domiciliare. «Solo nel 2024, e solo per il territorio di Ravenna, Lugo e Faenza, sono state 109 le famiglie che hanno richiesto questa attività: solo due anni prima erano 48. Gli accessi effettuati dalle nostre operatrici socio-sanitarie al letto dei pazienti più in difficoltà della provincia sono stati quasi 1.500: tante, tante ore trascorse a garantire sollievo alle persone nelle fasi terminali della malattia, ma anche e soprattutto a non far sentire soli gli affetti che di solito si sobbarcano il peso di una quotidianità che si fa via via sempre più difficile».

All’Almagià va in scena uno spettacolo su eutanasia e fine vita

Le numerose domande che accompagnano la questione della libera scelta sul fine vita sono il tema di uno spettacolo proposto dalla Stagione dei Teatri di Ravenna alle Artificerie Almagià sabato 22 novembre alle 21 e domenica 23 novembre alle 16. Il Jk Opole Theatre, con il Teatros del Canal di Madrid e l’International Divine Comedy Festival, porta in scena I’m nowhere/Desvanecimiento, un dramma psicologico diretto da Norbert Rakowski, regista tra i più importanti e innovativi della Polonia e del nuovo teatro europeo al suo debutto in Italia.

Quando nel 2018, all’età di 104 anni, il botanico britannico David Goodall dichiarò apertamente di non avere alcun desiderio di vivere e di volersi sottoporre all’eutanasia, divenne un caso mediatico e le sue parole furono interpretate in tutto il mondo. Chi dovrebbe decidere delle nostre vite? La legge? I progressi della medicina? I tribunali? La Chiesa? Noi stessi? Siamo abbastanza responsabili da prendere decisioni irreversibili?

Domande che riguardano il credo religioso come la conoscenza scientifica, la natura delle leggi e la coscienza umana. I dilemmi etici sull’eutanasia sfidano le nostre convinzioni, affrontano le norme sociali e ci costringono ad attraversare ambiguità morali che ogni individuo, e la società nel suo insieme, devono decifrare. La performance – in parte basata sul testo di Ivan Vyrypaev Znikanie (Scomparsa) – si offre come luogo immaginario per riflettere sulle scelte profonde e sulla dignità di ogni singolo viaggio; è un invito al pubblico a viaggiare in profondità nella propria coscienza, a confrontarsi con le proprie convinzioni sulla vita e sulla morte e ad acquisire una comprensione più profonda dell’esperienza umana. Non si tratta solo dell’atto dell’eutanasia in sé, ma della miriade di sentimenti, convinzioni ed esperienze che lo circondano.

Lo spettacolo (durata 100 minuti) è in lingua polacca e spagnola, con sovratitoli e voce fuori campo in italiano. I biglietti (intero 12 euro) sono disponibili su www.ravennateatro.com.

Riflessioni sociali e politiche alla biblioteca Oriani
In occasione dello spettacolo, sabato 22 novembre alle 17 alla sala Spadolini della Biblioteca “Oriani“ di Ravenna (via Corrado Ricci), ci sarà l’incontro “Riflessioni sul tema del fine vita“, in cui intervengono Alessandro Argnani, codirettore di Ravenna Teatro; Maia Cornacchia, filosofa, ideatrice della Pratica di Lavoro Organico; Giovanni Gordini, consigliere Regionale per il gruppo Civici con de Pascale e vicepresidente della Commissione Sanità; Matteo Mainardi, consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni e responsabile delle iniziative sul fine vita; Norbert Rakowski, regista dello spettacolo. L’incontro, a ingresso libero, sarà coordinato da Andrea Pocosgnich.

Il parco alluvionato rinasce con un campo da basket grazie alle donazioni dei privati

Giovedì 20 novembre è stato inaugurato il parco Claudio Cavina a Fornace Zarattini, riqualificato dopo i danni dell’alluvione del 2023. L’intervento, finanziato con una donazione di 110 mila euro da parte di Ferriera Valsabbia, Pontenossa ed Ecoacciai, ha previsto la realizzazione di un campo da basket e di un camminamento pedonale per una lunghezza di 115 metri sul lato sud di via Monsignor Giuseppe Fabbri (da via Faentina fino all’ingresso del centro sportivo), un tratto fino ad oggi privo di marciapiede e ora reso più sicuro per il passaggio pedonale. I lavori hanno incluso lo scavo e la realizzazione della soletta in cemento armato con finitura liscia, oltre all’installazione dei due canestri che completano il nuovo spazio sportivo.

Inoltre, grazie a una donazione di UniCredit, che aveva già contribuito alla realizzazione della nuova area fitness inclusiva nel giardino Augusto Rotondi, sempre a Fornace Zarattini, è stata realizzata una nuova recinzione in ferro lungo i tre lati del perimetro del parco, sostituendo quella precedente in legno. Si tratta di iniziative che la banca ha sostenuto attraverso il suo programma “Ri-Generare” con il quale ha destinato 800mila euro con l’obiettivo di sostenere la realizzazione di 8 progetti utili alla rigenerazione dei territori colpiti dall’alluvione, recuperando spazi dedicati alla socialità come campi sportivi, sale polivalenti e parchi.

Sarannno presenti all’inaugurazione il sindaco Alessandro Barattoni; Giovanni Battista Brunori e Stefano Gaburri, consiglieri sia di Ferriera Valsabbia che di Ecoacciai; Alessio Girelli, responsabile amministrativo di Ferriera Valsabbia; Alberto Segurini, agente di Ferriera Valsabbia; Christian Boninsegna, area manager di UniCredit, e rappresentative giovanili delle squadre Junior basket Ravenna, Cral Enrico Mattei – sezione basket, Capra team e Compagnia dell’albero – sezione pallacanestro.

L’allarme degli ambientalisti: «Vogliono abbattere i pini monumentali al mausoleo di Galla Placidia»

La sezine di Ravenna dell’associazione ambientalista Italia Nostra e il comitato Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna hanno inviato a Soprintendenza e Diocesi una formale diffida all’abbattimento dei pini al mausoleo di Galla Placidia, «prima che sia stato adempiuto l’obbligo di trasparenza e di condivisione dei risultati con la cittadinanza – vista l’importanza del sito – e prima che ne siano stati analizzati – in tempi celeri – i contenuti da esperti di chiara fama per conto di cittadini e associazioni».

Cittadini e associazioni denunciano di aver atteso invano di ricevere notizie «sul destino dei 12 maestosi e monumentali pini domestici che da almeno 80 anni caratterizzano uno dei siti più preziosi al mondo – si legge nella nota inviata alla stampa -. La Soprintendenza non ha risposto nonostante i solleciti, ma nella giornata di giovedì 20 novembre è apparso un cartello a sua firma che preannuncia abbattimenti imminenti. Tra l’altro, con stupore si apprende che la più antica Soprintendenza d’Italia non conosce nemmeno il simbolo di Ravenna, di Roma e dell’Italia intera! Nell’avviso infatti parla di “pini marittimi”, quando invece anche i più sprovveduti sanno che si tratta di pini domestici, o italici».

La vicenda inizia già alcuni anni fa, quando anche alla nostra redazione arrivano segnalazioni per la presunta pericolosità dei pini, che secondo alcuni metterebbero a rischio anche i monumenti storici. «I pini che collegano visivamente la Basilica col Mausoleo – continua la nota degli ambientalisti – costituiscono un contesto straordinario tra i più ammirati al mondo e sono ovviamente tutelati per legge come il preziosissimo ambito monumentale a cui appartengono. La loro distruzione, dunque, non può avvenire senza tutte le più attente e approfondite valutazioni, tese ovviamente a tutelare per primo il Mausoleo paleocristiano, ma in secondo luogo anche il filare alberato, arrivando alla rimozione solo dopo aver percorso tutte le alternative possibili, compresa quella del ripristino in caso di albero irrecuperabile».

Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna e Italia Nostra si sono attivati mesi fa, «sia organizzando un sopralluogo con uno dei massimi esperti italiani, che ha trovato visivamente i pini in buona salute, sia chiedendo di capire che cosa si stava preparando per il filare, tramite un accesso atti. Nessuna risposta. Dopo un sollecito e diversi mesi trascorsi, risponde la Soprintendenza, comunicando di aver informato della richiesta atti il soggetto controinteressato, ovvero la Diocesi. Soggetto che, a questo punto, potrebbe essersi opposto alla richiesta di trasparenza. Passano i mesi e nulla viene più comunicato, tantomeno gli atti e i risultati di eventuali prove effettuate. Ricordiamo, tra l’altro, che le prove a trazione che vengono nominate nell’avviso apparso giovedì, non sono la prova “definitiva” per condannare gli alberi, sempre che ci sia la volontà di salvarli, e vanno anch’esse analizzate a fondo e confrontate, come capitato per casi analoghi anche di recente. Un episodio di opacità intollerabile, tanto più grave perché riguarda un patrimonio universale della collettività non solo ravennate. Chi siamo per distruggere ciò che ci è stato tramandato, togliendolo al godimento delle future generazioni?».

Ora il cartello che annuncia abbattimenti e gli ambientalisti che lanciano «un appello al sindaco di Ravenna affinché si attivi presso Diocesi e Soprintendenza per scongiurare un danno irreparabile a un patrimonio storico unico della nostra città che rischia di andare distrutto senza nemmeno sapere perché».

«Un’università per gli adulti, perché il bisogno di conoscenza ci accompagna per tutta la vita»

Da quarantuno anni, l’Università Giovanna Bosi Maramotti per la formazione permanente degli adulti offre alla città un percorso di Lifelong Learning, con la possibilità per studenti di ogni età di iscriversi a corsi di approfondimento, lezioni di lingua e laboratori. La proposta formativa è marcatamente trasversale: dai corsi di storia (dall’archeologia all’arte contemporanea) fino alle scienze, passando per sociologia, filosofia, musica, cinema e letteratura, ma anche macramè, scrittura creativa e costume ravennate.
La scuola nasce da un’associazione di promozione sociale e affianca al lavoro dei docenti quello dei volontari. Sabato 22 novembre (ore 9) il Teatro Rasi ospiterà la presentazione del nuovo anno scolastico. Interveranno la nuova presidente, Elsa Signorino (già assessora alla cultura del Comune di Ravenna e parlamentare dal 1995 al 2001) e l’ex vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, per una conferenza aperta alla cittadinanza sulla figura di Pier Paolo Pasolini.

Signorino, come nasce questo nuovo incarico?
«Da circa un anno ho deciso di impegnarmi nel volontariato, partecipando all’Aps Università Giovanna Bosi Maramotti per la formazione permanente degli adulti. Al seguito della rinuncia di Guido Ceroni al ruolo, che rimane comunque attivo all’interno dell’associazione, gli organi interni hanno deciso di affidare questo incarico a me. Ho accettato con grande piacere, soprattutto considerando a chi è intitolata l’associazione: Giovanna Bosi Maramotti, grande intellettuale, donna di governo e mia meravigliosa insegnante».

L’apertura dell’anno scolastico è dedicata a Pasolini. Cosa vi ha guidati verso questa scelta?
«Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte di Pasolini, un efferato omicidio ancora avvolto nell’ombra. In tutta Italia sono in atto celebrazioni e momenti di incontro dedicati a lui. Come ente che investe nella conoscenza continua abbiamo deciso di unirci alle iniziative, riconoscendo il valore di un intellettuale straordinario, custode di un messaggio profetico e ancora in grado di parlare al nostro tempo».

Come mai la scelta di Veltroni come relatore?
«Crediamo sia un autentico privilegio averlo con noi: il suo profilo di romanziere, regista, saggista e uomo di governo, è in grado offrirci una conversazione approfondita e stimolante sulla figura di Pasolini. Inoltre Veltroni ha avuto l’occasione di conoscerlo personalmente in gioventù, rappresentando quindi un testimone d’eccellenza».

Ad eccezione di qualche anteprima in autunno, la maggior parte dei corsi è in partenza a seguito della presentazione. Come funziona l’accesso alle lezioni?
«In quanto associazione di promozione sociale, richiediamo ai nostri studenti il tesseramento annuale, con una quota volutamente contenuta. È possibile iscriversi ai corsi desiderati fino a una settimana prima dell’avvio, versando le relative quote. Per chi frequenta più corsi, è disponibile anche la “carta d’oro”, che consente l’iscrizione a diverse lezioni a fronte di un’unica quota. Quest’anno ne sono già state vendute 28. Per sottolineare il nostro impegno sociale organizziamo invece un ciclo di conferenze gratuite e aperte alla cittadinanza, “I pomeriggi del Gufo”, momenti di scambio e divulgazione».

L’offerta formativa si è ampliata negli anni?
«Cresce ogni anno, in base agli interessi degli iscritti e alla disponibilità dei docenti. Manteniamo alta la qualità, affiancando a intellettuali dal profilo consolidato giovani di talento, laureati e qualificati, che si cimentano nell’esperienza dell’insegnamento. In cattedra si alternano esperti, docenti univer- sitari e figure importanti della vita culturale locale, ognuno con un’offerta originale e approfondita».

A chi si rivolge la vostra offerta di formazione permanente?
«La nostra missione è quella di rispondere al bisogno di conoscenza che accompagna le persone nell’arco di tutta la loro vita. Lo scorso anno abbiamo registrato 566 iscritti, per la maggior parte donne. Questo dato ci rende molto fieri: le iscrizioni femminili dell’anno scolastico 2024-2025 hanno toccato il 68 percento del totale. Un motivo di orgoglio per noi è l’alta scolarizzazione degli associati, per la maggior parte di diplomati e laureati. L’età media si è attestata sui 64 anni. Negli ultimi anni però abbiamo deciso di aprirci maggiormente verso i più giovani, con una serie di agevolazioni, anche e soprattutto per favorire un dialogo intergenerazionale».

Riguardo alla sua storia, è ancora legata alla politica ravennate? Segue il lavoro della nuova giunta?
«La mia vita è stata fortemente legata alle istituzioni, ma ho chiuso quel percorso nel 2021. È stata sicuramente un’esperienza importante, la passione di una vita. Ora però sto recuperando la mia liber- tà personale e professionale dedicandomi al volontariato: questo è il contributo che posso dare oggi alla città. Sono consapevole che il mio passato evochi determinate dinamiche, ma questo contesto è differente: completamente orizzontale e fondato sull’impegno dei volontari. Ho raccolto il testimone di una presidenza gestita finora nel migliore dei modi e desidero rinnovare il mio impegno nella va- lorizzazione di questa realtà, favorendo la collaborazione con tutte le istituzioni culturali cittadine».

Agente della polizia locale di Cervia uccisa, ergastolo all’ex comandante dei vigili Gualandi

La Corte d’Assise di Bologna ha condannato all’ergastolo Giampiero Gualandi, ex comandante 64enne della polizia locale di Anzola, che era a processo per l’omicidio volontario aggravato della collega vigilessa Sofia Stefani, 33 anni, con cui aveva una relazione extraconiugale.

La Corte, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo ha emesso il verdetto dopo sette ore di camera di consiglio.

La procuratrice aggiunta Lucia Russo aveva chiesto l’ergastolo, mentre la difesa di Gualandi di riqualificare il reato in omicidio colposo. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

La vigilessa è stata uccisa il 16 maggio da un colpo partito dalla pistola dell’ex comandante; aveva da poco preso servizio alla polizia locale di Cervia come rinforzo estivo.

Il Comune di Cervia investe 160mila euro per migliorare l’illuminazione pubblica in 4 punti

Con l’approvazione di un progetto esecutivo dell’importo di 160mila euro, l’amministrazione comunale di Cervia ha messo a punto un nuovo piano di interventi di miglioramento e potenziamento degli impianti della pubblica illuminazione presenti in città e nel forese, impiegando nuovi apparecchi a Led ad alta efficienza e rispondendo in questo modo anche a esigenze che provengono dal territorio.

Obiettivo è quello di procedere alla nuova realizzazione o al completamento dell’illuminazione pubblica di strade, piste ciclabili e aree verdi, sia per adeguarla alla sicurezza stradale secondo le normative vigenti che per garantire un’ottimale fruibilità degli spazi urbani.

Gli interventi principali:

  • il prolungamento dell’impianto di illuminazione in via Romea Nord a Savio, a partire da via Martiri Focaccia fino al ponte sul fiume Savio. Il nuovo impianto, con 16 nuovi punti luce, garantirà l’illuminazione della strada e della pista ciclabile, quest’ultima molto utilizzata dai giovani che si recano al centro sportivo;
  • l’ampliamento dell’illuminazione nell’area verde di via Val Pusteria a Pinarella, con l’installazione di 3 nuovi punti luce;
  • l’ampliamento dell’illuminazione di circa 100 metri di via Crociarone a Cannuzzo arrivando da Pisignano, con la realizzazione di 3 nuovi punti luce;
  • la realizzazione di una nuova linea dell’illuminazione su via Zavattina a Pisignano, a partire dall’intersezione con via Colombarina e fino al confine comunale con Cesena, con la realizzazione di 13 punti luce che copriranno 350 m di strada, migliorando così la sicurezza per coloro che si recano nell’unica attività a servizio della comunità presente in zona.

I lavori inizieranno nei primi mesi del prossimo anno e in generale interesseranno in modo marginale la circolazione stradale.

«Con questo nuovo pacchetto di interventi confermiamo il nostro impegno nel garantire a tutta la comunità una città più sicura – ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Mirko Boschetti –. La sicurezza passa anche da una migliore illuminazione: dai percorsi quotidiani dei cittadini, agli spazi frequentati da famiglie, ciclisti e pedoni. I nuovi impianti a Led, più efficienti e sostenibili, ci permettono di rendere più fruibili e controllati tratti di territorio oggi meno illuminati, migliorando la visibilità e riducendo i rischi».

Due uomini a volto coperto, armati di pistola, hanno rubato una fiat Panda a una donna

Due uomini a volto coperto, armati di pistola, hanno rapinato una Panda (di colore chiaro) a una donna. È successo poco dopo le 8 di questa mattina (giovedì 20 novembre) a Ravenna, in via Meucci, nei pressi dell’antenna, zona parco Baronio.

I due uomini hanno minacciato la vittima, facendosi consegnare le chiavi dell’auto. Poi sono scappati a bordo della Panda, dove si trovava anche il cellulare della donna che, in stato di choc, è stata poi accompagnata in questura dai poliziotti giunti sul posto per formalizzare la denuncia.

Approvate le linee guida di project financing per rilanciare il Porto Turistico

La Giunta comunale cervese ha approvato le linee guida per le proposte di project financing, con l’idea di una nuova di rilancio del porto turistico della cittadina. La proposta andrà in discussione, per essere poi approvata dal consiglio comunale.

Dal primo gennaio 2026, infatti, il porto turistico di Cervia-Milano Marittima entrerà in una nuova fase gestionale e progettuale. Il Comune di Cervia tornerà in possesso dell’area e avvierà una procedura pubblica per la raccolta di nuove proposte volte alla valorizzazione e al rilancio del comparto del porto. Dal 2022 l’area era gestita dalla società Arco Marina Srl, e la convenzione cesserà (di comune accordo) il prossimo 31 dicembre.

«Vogliamo assicurare una futura gestione del porto turistico altamente competitiva e di qualità – commentano dal Comune di Cervia -, col fine di perseguire la riqualificazione e la promozione turistica di tutto il comparto portuale. L’obiettivo è procedere all’individuazione del futuro concessionario mediante un’operazione di finanza di progetto ad iniziativa pubblica, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e libertà».

L’operazione è resa più complessa per la delicata tipologia ambientale e per l’attività legata al porto, pertanto richiede l’adozione di linee guida tecniche che possano indirizzare le proposte del privato anche nell’ottica di rispondere alle esigenze e aspettative dell’Amministrazione.

La tipologia di concessione riguarderà lavori e servizi: è necessaria la prestazione di servizi funzionali all’esercizio della nautica da diporto, oltre ai lavori di riqualificazione dell’intero complesso. Le principali direttive dell’amministrazione prevedono che sia necessario che il complesso portuale ospiti le seguenti attività: porto turistico per nautica da diporto e locali direzionali connessi; cantiere rimessaggio, rifornimento e manutenzione natanti; esercizi commerciali, sede della Capitaneria di porto.

Inoltre dovranno essere valorizzati i seguenti aspetti: riqualificazione del complesso in termini estetici, valorizzazione dei servizi offerti, fruibilità della struttura e armonizzazione delle attività turistiche, di servizio, residenziali, pubblici esercizi/commercio. Si parla poi della salvaguardia della cantieristica da diporto esistente; riqualificazione degli spazi destinati alla Capitaneria di Porto, accessibilità e sostenibilità ambientale con parcheggi e verde pubblico. Infine, la presenza attrattiva di una “terrazza sul mare” di pubblica fruizione, immaginata come collegamento con la passeggiata del Borgomarina. Secondo il progetto, i lavori dovranno garantire la piena navigabilità attraverso dragaggi e interventi in caso di emergenze di ingressione marina, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere portuali.

«L’individuazione delle linee guida per la futura gestione del porto turistico vuole definire un nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo del comparto, che tenga conto delle esigenze del territorio, delle normative in materia di concessioni e delle nuove sfide legate al turismo, alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana – commenta il sindaco Mattia Missiroli -. L’obiettivo è quello di costruire una visione moderna e sostenibile dell’area portuale, integrata con l’identità urbana e turistica della città. Questo percorso rappresenta un momento cruciale per ripensare il ruolo strategico del porto, e per trasformarlo in un’infrastruttura moderna, sostenibile e attrattiva».

Un seminario sul ruolo dei professionisti tecnici nelle emergenze di protezione civile

Il dipartimento della protezione civile e le rappresentanze degli ordini e dei collegi professionali di supporto alle attività di protezione civile l’8 ottobre hanno firmato un protocollo di intesa (qui il testo integrale scaricabile) che definisce la reciproca collaborazione nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali per la gestione delle emergenze nazionali. A Faenza si terrà un seminario aperto a tecnici e cittadinanza per illustrare l’accordo. L’appuntamento è per mercoledì 26 novembre dalle 9.30 alle 13.30 al ridotto del teatro Masini.

L’evento è organizzato dal Coordinamento attività regionale e province autonome (Car) della Struttura tecnica nazionale (Stn), l’associazione costituita nel 2020 dai Consigli di ingegneri, architetti, geometri e geologici. Dal 2023 ne fanno parte anche i Consigli di periti agrari e industriali e agronomi.

Gli interventi in scaletta illustreranno le specifiche competenze della Stn che prevede la formazione e l’aggiornamento professionale dei tecnici iscritti, favorendone così anche la crescita della consapevolezza verso gli aspetti che riguardano la tutela della sicurezza e la riduzione del rischio.

Il programma

  • Ore 9 Saluti istituzionali
  • Introduzione al convegno, a cura dell’architetto Luca Frontali (Presidente Ordine Architetti Ravenna e coordinatore attività regionali ER di STN)
  • STN. Dall’atto costitutivo alla firma del protocollo con il DPC del 08 ottobre 2025. Le attività degli Ordini e Collegi Professionali a supporto delle attività di Protezione Civile, a cura dell’Ing. Felice Monaco (Consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri e Presidente-Coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale)
  • La struttura dell’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, a cura dell’Ing. Massimo Camprini (Direttore Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile)
  • Etica e deontologia negli scenari di rischio ed emergenza, a cura dell’Arch. Walter Baricchi (ex-consigliere nazionale CNAPPC Dipartimento Protezione Civile e Coordinatore SOT Reggio Emilia)
  • Le Sezioni Operative Territoriali (SOT) di STN, a cura dell’Arch. Walter Baricchi (ex-consigliere nazionale CNAPPC Dipartimento Protezione Civile e Coordinatore SOT Reggio Emilia)
  • Dibattito.

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