giovedì
18 Giugno 2026

Strade, 800 incidenti nel primo semestre 2025 in provincia: 16 morti e mille feriti

A Bologna è stato sottoscritto oggi, 17 novembre, un protocollo di collaborazione triennale tra enti pubblici – l’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, la sezione dell’Emilia-Romagna dell’Associazione dei comuni italiani (Anci) e l’Unione delle provincie (Upi) dell’Emilia-Romagna – finalizzato alla collaborazione in materia di sicurezza stradale e salute urbana.

L’accordo stabilisce la collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e le rappresentanze emiliano-romagnole di Anci e Upi per promuovere un approccio condiviso alla sicurezza stradale e alla salute urbana, valorizzando il ruolo dei territori e delle amministrazioni locali.

Il patto intende rafforzare il dialogo con i Comuni per raccogliere fabbisogni e criticità e stimolare politiche e interventi, anche integrati, che migliorino le condizioni di sicurezza nelle aree urbane ed extraurbane. In particolare, i Comuni medio piccoli riceveranno un supporto nella progettazione della sicurezza stradale favorendo interventi di riduzione dell’incidentalità nella programmazione delle infrastrutture.

Tra le azioni previste rientrano la costruzione di reti multiscopo con soggetti istituzionali, scolastici, sanitari e associativi, la definizione di checklist tecniche e politiche utili agli operatori e lo sviluppo di sistemi per acquisire e rendere disponibili dati di qualità sugli incidenti. È, inoltre, in programma un focus sulla ciclabilità e sulla moderazione del traffico, con indicazioni progettuali basate sulle linee guida regionali. E ancora, saranno attivati percorsi formativi e iniziative di sensibilizzazione sui costi sociali dell’incidentalità e sulle soluzioni disponibili, oltre alla definizione di materiali e campagne integrate che connettano sicurezza, risparmio e qualità dell’aria e il rafforzamento delle politiche soft indirizzate ad orientare positivamente i comportamenti della collettività.

Il protocollo è stato firmato in occasione degli Stati generali della sicurezza stradale, voluti dalla Regione Emilia-Romagna. Per la prima volta in assoluto, la Regione ha deciso di dar vita a un importante momento di confronto tra istituzioni, enti, associazioni, mondo della ricerca, cittadine e cittadini, per mettere in rete e condividere riflessioni sulle azioni in corso, sulle criticità ancora aperte e sulle possibili soluzioni per rendere le strade più sicure per tutti.

Il confronto arriva all’indomani della giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, che si celebra ogni anno la terza domenica di novembre.

Nel corso della giornata di lavori sono stati presentati anche i dati provvisori, elaborati dall’Ufficio Statistiche della Regione Emilia-Romagna, dell’incidentalità sulle strade della regione relativi ai primi sei mesi del 2025.

A livello regionale, da gennaio a giugno 2025 si registra una lieve inversione di tendenza riguardo agli esiti degli incidenti stradali. Infatti, a fronte di un numero degli incidenti in calo di 24 casi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 8.125 a 8.019. Aumenta, con 5 vittime in più, il numero dei decessi (che passa da 128 a 133) e quello dei feriti, che passa da 10.463 a 10.579 (+116).

In particolare sempre confrontando il primo semestre 2024 con lo stesso periodo del 2025:

  • in provincia di Bologna gli incidenti passano da 1.925 a 1991, i decessi da 25 a 26 e i feriti da 2.483 a 2.658;
  • nel Ferrarese calano tutti gli indicatori con gli incidenti che passano 574 a 537, i decessi da 15 a 11 e i feriti da 736 a 712;
  • nella provincia di Forlì-Cesena gli incidenti passano da 719 a 742, i decessi da 14 a 10 e i feriti da 904 a 941;
  • nel Modenese gli incidenti da 1,324 a 1.331, i decessi da 17 a 25 e i feriti da 1756 a 1715;
  • in provincia di Parma gli incidenti passano da 848 a 834, i decessi da 9 a 10 e i feriti da 848 a 834;
  • nel Piacentino gli incidenti passano da 694 a 668; i decessi da 16 a 18, i feriti 694 a 668;
  • in provincia di Ravenna gli incidenti passano da 813 a 794, i decessi sono 16 invariati e i feriti da 1.044 a 1.069;
  • in provincia di Reggio Emilia gli incidenti passano da 875 a 864, i decessi da 8 a 12 e i feriti da 1.150 a 1.130;
  • a Rimini gli incidenti passano da 699 a 702, i decessi da 8 a 5 e i feriti da 848 a 852.

Se consideriamo la tipologia di strada nel primo semestre del 2025 il maggior numero di incidenti è avvenuto sulle strade urbane dove sono stati 5.727, facendo registrare 50 morti e 7.133 feriti, mentre sulle strade extraurbane gli incidenti sono stati 2.382, con 83 decessi e 3.446 feriti.

Considerando la tipologia di veicolo coinvolto tra gennaio e giugno 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024 i decessi di soggetti a bordo di autovettura passano da 48 a 54, da 31 a 28 quelli a bordo di motocicli, da 12 a 20 i ciclisti e da 20 a 16 i pedoni.

In piazza a Cervia è già arrivato l’albero di Natale

È arrivato oggi (17 novembre) a Cervia il grande abete che sarà collocato in piazza Garibaldi e addobbato per le festività natalizie. Anche quest’anno l’albero è stato donato a Cervia da Pinzolo-Madonna di Campiglio, Comune in provincia di Trento legato alla città del sale con un Patto di Amicizia e città ospite dell’edizione 2025 dello Sposalizio del Mare.

L’albero è un grande abete rosso che proviene dai boschi del comprensorio attorno a Madonna di Campiglio, in una zona soggetta a un piano di taglio programmato, che prevede tagli saltuari di piante per garantire una continua presenza di alberi. La gestione dei boschi di proprietà del Comune di Pinzolo è certificata da anni mediante l’adesione volontaria a un protocollo internazionale Pefc, sistema di coltivazioni di boschi con criteri ecosostenibili. La procedura di tagli selettivi è considerata importante per assicurare la crescita di piante di diverse età e per la sicurezza idrogeologica dei versanti e dei pendii che scendono lungo le vallate, per fare in modo che le forti piogge non rechino danni o non generino frane che potrebbero diventare pericolose per i centri abitati. Nella gestione ambientale di un territorio, infatti, i piani di assestamento forestale programmano ogni anno piani di taglio per garantire la rinnovazione naturale e artificiale di un bosco.

L’allestimento dell’albero natalizio sarà come sempre a cura del Servizio Verde per quanto riguarda l’installazione e gli addobbi luminosi ecosostenibili a Led, «che permettono di ottenere un’elevata luminosità (quattro volte maggiore delle lampade tradizionali), un’elevata efficienza, una riduzione di consumi elettrici del 40-50% e un’alta affidabilità», scrivono dal Comune.

L’accensione dell’abete natalizio è prevista ormai da tradizione consolidata nel pomeriggio dell’8 dicembre all’imbrunire, in una grande festa collettiva.

Grazie all’amicizia instaurata negli anni con il Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio, insieme al grande abete rosso arriveranno in dono due alberi per la Casa del Volontariato e per il Circolo Pescatori La Pantofla, oltre ad altri abeti di differenti dimensioni, che serviranno per gli allestimenti nel territorio.

Continua il sogno di Massa Lombarda: battuta Santa Margherita Ligure nell’andata della semifinale scudetto

Il Circolo Tennis Massa Lombarda ha superato 4-2 il Tc Santa Margherita Ligure nell’incontro di andata della semifinale scudetto del campionato di serie A1 maschile.

Ancora una volta, come già nella fase a gironi dove erano arrivate tre vittorie in altrettante giornate, l’Oremplast Tennis Arena di Massa Lombarda si conferma un fortino per la squadra capitanata da Michele Montalbini (affiancato come vice da Alessio De Bernardis), grande rivelazione di questa edizione del massimo campionato nazionale (16 le compagini in gara) che vede il club romagnolo alla nona partecipazione, la terza di fila dopo le sei vissute fra 2016 e 2021. Dopo il primo posto conquistato nel girone 3 (13 punti) e una storica qualificazione ai play-off, la cittadina d’origine di Sara Errani (il padre Giorgio è presidente del club da un paio d’anni) ha vissuto un’altra domenica dalle forti emozioni, in particolare per coloro che hanno affollato l’impianto di via Fornace di Sopra.

Contro una compagine di livello assoluto, costruita per puntare dichiaratamente allo scudetto (dopo le semifinali raggiunte lo scorso anno), che ha dominato il girone 2, I padroni di casa hanno avuto il carattere per ribaltare una sfida iniziata tutta in salita. Nei primi due singolari, infatti, Lorenzo Rottoli, bloccato dalla tensione per l’importanza della posta in palio, ha raccolto tre game contro un solidissimo Filippo Romano, mentre Francesco Forti si è dovuto inchinare alla potenza di Francesco Maestrelli (n.154 Atp), con qualche rimpianto per il break di vantaggio non sfruttato nel secondo set. A ridare corpo alle speranze dei tifosi locali ci hanno però pensato il forlivese Jacopo Bilardo, perfetto nel testa a testa fra giocatori “vivaio” con Luca Castagnola, e Giulio Zeppieri, che nel match fra i numeri uno, davvero dagli alti contenuti tecnici, non ha lasciato scampo ad Andrea Pellegrino (n.139 della classifica mondiale), così da chiudere in parità i singolari. Il capolavoro per il team targato Oremplast (la famiglia Pagani è da tempo partner del sodalizio romagnolo in un progetto sportivo legato al territorio che ha pochi eguali nel panorama nazionale) è venuto dai doppi, dove Zeppieri e Rottoli (riscattando la prova individuale) hanno sconfitto in due set lo svizzero Remy Bertola (n.239 Atp) e Giacomo Nosei e in contemporanea Bilardo e Forti (seppur debilitato da un attacco febbrile il 26enne di Cesenatico ha fatto fino in fondo la sua parte) sono riusciti a mettere sotto una coppia di spessore quale Maestrelli-Romano, che solo qualche giorno prima aveva disputato il Challenger di Lione, firmando un prezioso 4-2 in vista del match di ritorno, in programma domenica 23 a Santa Margherita Ligure.

«Dopo il sorteggio per gli abbinamenti delle semifinali, pur consapevoli della difficoltà dell’impegno, i ragazzi avevano mostrato carica promettendo di mettere il cuore sul campo – commenta Fulvio Campomori, dirigente del Ct Massa Lombarda – e sono stati di parola, cogliendo un’affermazione di prestigio, a cui probabilmente pochi credevano dopo l’esito dei primi due match. Invece ancora una volta lo spirito di gruppo e l’amicizia che lega tutti i componenti della squadra hanno permesso un altro exploit, condiviso con tutte le persone che erano all’Oremplast Tennis Arena. Un risultato che ci consente di giocarci le nostre carte nella decisiva sfida in trasferta».

«Abbiamo centrato un successo importante, certo, però non abbiamo ancora ottenuto nulla perché serviranno altri 3 punti a Santa Margherita Ligure – ricorda capitan Montalbini frenando gli entusiasmi – e non sarà per nulla facile ottenerli, sia per la superficie in erba sintetica che per il valore degli avversari, che potrebbero anche schierare Pedro Martinez, davisman spagnolo. Servirà dunque un’altra impresa da parte di questo gruppo di ragazzi».

La gara di ritorno in Liguria varrà l’accesso alla finale per il titolo tricolore (7 e 8 dicembre allo Stampa Sporting Torino), con la vincente della semifinale fra Match Ball Firenze e Sporting Selva Alta Vigevano (3-3 l’incontro di andata in Toscana).

Ravenna vince a Imola, Faenza cade a Chiusi: risultati, tabellini e classifica

Vince l’OraSì Ravenna, perde la Tema Sinergie Faenza. Ecco il resoconto e la classifica delle partite delle due squadre della provincia di Ravenna impegnate nel girone B del campionato nazionale di Serie B di basket (giunto alla 12esima giornata).

L’OraSì Ravenna conquista una vittoria pesantissima al PalaRuggi, superando la Virtus Imola 73-87. Una gara iniziata in salita, con i giallorossi costretti a inseguire fino al -17, ma trasformata grazie a una reazione di grande personalità, lucidità e presenza mentale.

Virtus Imola-OraSì Ravenna 73-87 (parziali 27-18, 23-33, 14-23, 9-13)
Virtus Imola: Pollini 12, Giorgi 9, Boev 4, Errede (n.e), Baldi 7, Tambwe (n.e), Kucan 18, Metsla (n.e), Mazzoni 7, Sanviti 0, Castellino 7, Melchiorri 9.
OraSì Basket Ravenna: Naoni (n.e), Brigato 13, Jakstas 12, Ghigo 2, Cena 14, Feliciangeli 3, Dron 18, Paolin 18, Paiano 5, Morena 2.

La Tema Sinergie Faenza deve recriminare per come ha approcciato alla gara. La sconfitta in casa di Chiusi non è infatti figlia della “lotteria dei tiri liberi” nel finale, ma del primo quarto dove la squadra ha concesso 33 punti e di un primo tempo nel quale l’Umana ne ha messi ben 54. Decisamente troppi come ha sottolineato coach Pansa in conferenza stampa, parlando però anche della grande reazione avuta nel secondo tempo che ha portato alla rimonta e ad arrivare ad un passo dalla vittoria.

Umana Chiusi-Tema Sinergie Faenza 84-81 (parziali: 33-19; 54-40; 64-61)
UMANA CHIUSI: Steviano, ne, Balducci, Natale ne, Falorni ne, Bertocco 14, Lorenzetti 7, Candotto, Gravaghi 30, Raffaelli ne, Petrucci 7, Rasio 20, Minoli 6. All.: Zanco
TEMA SINERGIE FAENZA: Bianchi ne, Rinaldin 3, Stefanini, Mbacke 2, Vettori 17, Van Ounsem 18, Longo, Fragonara 16, Santiangeli 9, Fumagalli 16. All.: Pansa

Classifica: Livorno 22; Virtus Roma 20; Juvecaserta e Latina 18; Luiss Roma 16; Faenza e San Severo 14; Andrea Costa Imola e Jesi 12; Ferrara e Casoria 10; Chiusi, Ravenna e Quarrata 8; Piombino 6; Virtus Imola, Pesaro, Fabriano e Nocera 4.

Terza vittoria consecutiva per la Consar, che resta nel gruppo di testa del campionato

Terza vittoria consecutiva per la Consar Porto Robur Costa Ravenna, che resta così nel gruppo di testa del campionato di A2 di volley maschile. Al Pala Francescucci di Casnate con Bernate la squadra ravennate ha superato 3-1 (25-18, 19-25, 25-19, 25-17 i parziali) la Campi Reali Cantù, ultima in classifica e ancora a secco di vittorie.

Dopo cinque giornate sono cinque le squadre (tra cui la Consar) nel giro di 2 punti in testa alla classifica.

Screenshot

Il commento del coach Valentini: «Queste partite sono così, vanno prese con le molle e affrontate nel modo più adeguato. E infatti i ragazzi hanno avuto un bell’approccio e vinto bene il primo set. Poi però siamo mancati in attacco nel secondo set e siamo andati in difficoltà nonostante una buona ricezione. Il contrattacco nel terzo set ci ha permesso di prendere quel vantaggio che poi la squadra ha saputo mantenere mentre nell’ultimo set abbiamo tenuto un buon cambio palla e fatto bene la fase muro-difesa. Ci aspettavamo una gara difficile e un avversario tenace e così è stato. Torniamo a casa con tre punti importanti e contenti del lavoro che stiamo facendo».

Il tabellino
Cantù-Ravenna 1-3 (18-25, 25-19, 19-25, 17-25)
CAMPI REALI CANTU’: Martinelli 2, Penna 2, Taiwo 6, Candeli 7, Meschiari 13, Ivanov 12, Butti (lib.), Pertoldi 1, Quagliozzi 8, Bonacchi. Ne: Gonzales, Maletto, Bianchi (lib.). All.: Zingoni.
CONSAR RAVENNA: Russo 2, Dimitrov 18, Bartolucci 14, Canella 6, Zlatanov 11, Valchinov 10, Goi (lib.), Gottardo 3, Ciccolella, Giacomini, Bertoncello 1. Ne: Iurlaro, Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Manzoni di Lecco e Marconi di Pavia.
NOTE: Durata set: 22’, 25’, 26’, 25’, tot. 98’. Cantù (2 bv, 16 bs, 8 muri, 13 errori, 39% attacco, 55% ricezione), Ravenna (9 bv, 22 bs, 12 muri, 6 errori, 49% attacco, 62% ricezione).

Domenica prossima, 23 novembre, si torna al Pala De André contro Lagonegro, settima.

 

 

La provincia di Ravenna perde tre posizioni ma è 14esima in Italia per la qualità della vita

La provincia di Ravenna perde tre posizioni rispetto all’anno scorso ma resta ampiamente nella” top 20″ della classifica della Qualità della Vita del 2025 stilata da Italia Oggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma.

Indagine che vede Bologna al terzo posto assoluto, in Italia, dietro Milano, prima, e Bolzano, seconda.

Nel dettaglio, su 107 province esaminate, quella del capoluogo regionale ha raccolto 915 punti guadagnando una posizione rispetto alla classifica del 2024. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, la provincia di Parma con 815 punti si è classificata nona, salendo di una posizione sul 2024 e quella di Reggio Emilia, con 814 punti, decima, avanzando di 9 posizioni sull’anno precedente.

Fuori dalla “Top Ten”, Modena è risultata 11esima con 810 punti e 6 posizioni guadagnate; Rimini, 12esima con 807 punti e 21 posizioni guadagnate; Forlì-Cesena, 13esima con 799 punti e 3 posizioni guadagnate; Ravenna 14/a con 791 punti e 3 posizioni perse rispetto al 2024 (superata quindi dalle altre due province romagnole); Piacenza 32esima con 688 punti e 14 posizioni guadagnate e Ferrara, 36esima con 667 punti e 9 posizioni perse rispetto all’anno precedente.

Le pagelle del Ravenna che ha pareggiato a Livorno: Esposito ancora tra i migliori

ANACOURA 5,5: poco o mai impensierito, sul gol subìto forse poteva essere più attento e intraprendente, in fase di uscita o tra i pali, a scelta.

ESPOSITO 6,5: probabilmente il migliore in campo, sempre preciso, sempre elegante, ma anche efficace; la solita grande personalità. Dal basso la squadra esce bene soprattutto per merito suo.

BIANCONI 6: attento, fa il suo dovere sia al centro che a sinistra, quando ormai il Ravenna è quasi solo impegnato ad attaccare.

SCARINGI 5,5: schierato braccetto a sinistra al posto di Solini (assente per motivi famigliari), si nota subito che non è a suo agio come quando gioca a destra. Usa troppo le braccia sugli avversari, soprattutto con un arbitro molto fiscale (e piuttosto casalingo) come quello di Livorno. Torna a destra e si fa notare per un cross svirgolato (dal 15′ st CORSINELLI 5,5: pronti, via e viene colpito da una sassata in faccia. Pian piano cerca di riprendersi, ma non incide come si poteva sperare, soprattutto nei cross).

DONATI 6: aggressivo e intraprendente come al solito, ma con risultati meno importanti del solito.

TENKORANG 6: si rivede con i suoi inserimenti, fa gol (poi annullato, non per colpa sua) e va vicino a farne altri due, ma con la palla nei piedi sbaglia diverse volte le scelte e deve sicuramente crescere nella gestione.

LONARDI 6: Preciso, sia in fase difensiva che in quella di possesso. Potrebbe fare di più nella metà campo avversaria, con le sue qualità.

ROSSETTI 6: tra i migliori come sempre nelle scelte, imbuca splendidamente per Zagre in occasione del gol poi annullato nel primo tempo, servirebbe più costanza negli inserimenti offensivi, da mezzala (dal 15′ st DI MARCO 6: ha il merito di procurarsi il rigore. Poco altro da segnalare).

RRAPAJ 5,5: opaco, forse è la parola giusta. Non sempre pulito, poco servito dai compagni, meno intraprendente del solito (dal 15′ st FALBO 5,5: non riesce a dare il cambio di ritmo rispetto a Rrapaj, gestendo male qualche pallone, pur tentando di spingere di più).

ZAGRE 5,5: si lancia bene nello spazio in occasione del gol poi annullato, ha un’altra mezza occasione, sicuramente poco servito, ma dovrebbe altrettanto sicuramente farsi vedere di più (dal 17′ st: OKAKA 5,5 si divora un gol da due metri, gestisce male un paio di palloni di schiena, ma la sua presenza si fa sentire e i difensori del Livorno vanno decisamente più in apprensione).

SPINI 6,5: un palo esterno, la freddezza sul rigore, alcune belle giocate ma anche tanti errori nell’ultimo passaggio, nell’ultimo dribbling, nello scarico.

Solo un pareggio (in rimonta) a Livorno del Ravenna, che scivola al secondo posto – Tabellino – Classifica

LIVORNO-RAVENNA 1-1
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Gentile (1′ st Mawete), Noce, Monaco (1′ st Baldi), Haveri; Peralta (15′ st Bonassi), Hamlili, Marchesi (26′ st Pannaioli); Biondi; Dionisi (41′ st Cioffi), Di Carmine. All. Venturato
RAVENNA (3-5-2): Anacoura; Scaringi (15′ st Corsinelli), Esposito, Bianconi; Donati, Tenkorang, Lonardi (15′ st Di Marco), Rossetti, Rrapaj (15′ st Falbo); Spini, Zagre (17′ st Okaka). All. Marchionni
RETI: 23’ pt Gentile, 37′ st Spini.
Ammoniti: Gentile, Bianconi, Lonardi, Bonassi, Dionisi, Hamlili.

Se mai qualcuno vi dovesse chiedere cosa significa quella solita frase sul calcio “che viene deciso dagli episodi”, fategli vedere Livorno-Ravenna e arrivate al minuto 19 del primo tempo. Imbucata di Rossetti, il portiere avversario anticipa Zagre ma lascia la palla a Tenkorang che a porta vuota porta in vantaggio i giallorossi, fino a quel momento padroni del campo. Dopo alcuni minuti di revisione al monitor però, l’arbitro annulla tutto per un presunto fallo a inizio azione di Scaringi. Da quella punizione, il Livorno troverà il gol dell’1-0 che cambierà del tutto l’andamento del primo tempo, con il Ravenna che a fatica riuscirà ad affacciarsi nuovamente verso la porta di Seghetti. La prima frazione di gioco finisce così, 1-0, zero spettacolo, tanti falli, tempo effettivo ai minimi termini.

Nella ripresa il Ravenna con calma (forse troppa) torna padrone del gioco e si impossessa per lunghi tratti della metà campo avversaria, senza creare però tantissimo, tolto il palo esterno di Spini e la traversa da due passi di Okaka, pochi istanti prima del calcio di rigore conquistato da Di Marco e realizzato da Spini a 8 minuti dalla fine della partita. Ne nasce un forcing finale che però non porta al vantaggio giallorosso (che anzi rischiano di capitolare). Finisce 1-1, con l’Arezzo che supera in testa alla classifica il Ravenna.

CLASSIFICA: Arezzo 35; Ravenna 34; Ascoli 31; Guidonia 23; Pineto 22; Ternana e Carpi 21; Vis Pesaro, Forlì e Campobasso 20; Gubbio 18; Pianese e Juventus Next Gen 17; Sambenedettese 16; Pontedera 12; Livorno 11; Bra 10; Perugia 9; Torres 8; Rimini -4.

Raffica di furti a Fusignano, per il 28enne arrestato scatta il divieto di dimora in provincia di Ravenna

Dopo l’arresto all’alba del 14 novembre, il giudice ha imposto la misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Ravenna al presunto ladro che avrebbe messo a segno colpi a raffica a Fusignano.

Finito in manette in quanto colto in flagrante dopo un ultimo furto in un supermercato, il 28enne – italiano, originario di Lugo, senza fissa dimora – come rivela il Carlino Ravenna in edicola oggi (16 novembre), era già stato denunciato a inizio ottobre per altri sei colpi messi a segno nel giro di una settimana. Tutti in locali, tabaccherie o market della zona e tutti da poche centinaia di euro.

«In piazza per la pace, la giustizia climatica e la difesa dei beni comuni. Peccato non ci fosse il sindaco…»

Riceviamo e pubblichiamo un’intervento dell’attivista per il clima e i diritti umani Marina Mannucci.

Venerdì 14 novembre, a Ravenna, in piazza Andrea Costa, in contemporanea con le mobilitazioni svoltesi in tutto il mondo per mettere in risalto i negoziati internazionali della Cop30 di Belém, in Brasile, si è svolta la manifestazione No al genocidio No all’ecocidio, promossa dal Coordinamento ravennate della campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile.

Giustizia climatica, utilizzo di energie fossili, conflitti, spese militari, militarizzazione, politiche di sicurezza sono fattori interconnessi. Inquinamento, desertificazione, cambiamenti climatici sono aggravati dalle guerre e dall’uso di combustibili fossili; spese militari, politiche securitarie e incapacità di garantire la giustizia climatica a tutti i popoli indeboliscono la democrazia e la capacità di affrontare le crisi. Le ultime tre Conferenze delle Parti (Cop) si sono svolte in Paesi (Egitto, Emirati Arabi, Azerbaijan) a forte dipendenza dai combustibili fossili e, nonostante gli avvertimenti scientifici, hanno prodotto risultati deludenti; inoltre, il ritiro dal trattato da parte degli Stati Uniti ha indebolito l’efficacia delle azioni globali, compromettendo gli obiettivi a lungo termine stabiliti nell’Accordo di Parigi del 2015 con effetti a catena sulle politiche ambientali ed energetiche di altri paesi.

In Emilia-Romagna le mobilitazioni del 14 novembre hanno avuto l’obiettivo di sollecitare anche la rapida presa in esame e approvazione di quattro proposte di legge d’iniziativa popolare che riguardano la gestione sostenibile di acqua, energia, rifiuti e consumo di suolo e che, da quasi tre anni, giacciono indiscusse nei cassetti della Regione, con grave vulnus dei processi di democrazia partecipata che spesso le istituzioni dicono di sostenere. A Ravenna, diverse associazioni, reti sociali e singole/i cittadine/i hanno partecipato alla manifestazione per opporsi alle politiche di guerra e di devastazione ambientale; un’azione collettiva dal basso che implica un’etica della cura reciproca e della responsabilità verso la comunità e l’ambiente. Il linguista, filosofo e attivista Noam Chomsky ritiene le/gli attiviste/i agenti di cambiamento e attribuisce loro un ruolo cruciale nel plasmare il futuro, specialmente in questioni di pace e diritti umani (e anche di diritti ambientali, aggiungo io). Non si può, però, nascondere che la presenza e il sostegno del sindaco della nostra città (o di un suo rappresentante), di area Pd, partito che formalmente si colloca nell’alveo di centro-sinistra, avrebbe dato una bella sferzata di energia a una mobilitazione che ha toccato temi cruciali come la pace, la giustizia climatica e la difesa dei beni comuni, scompigliando “ordini prestabiliti” e combinando l’uso di strumenti istituzionali a pratiche politiche che richiamano a una democrazia di base. Un’occasione persa.

Marina Mannucci

Il sindaco e la sicurezza: «Problema in tutta Italia, indipendentemente dal colore politico. Più agenti in strada»

A seguito dell’assemblea annuale di Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), tenutasi nei giorni scorsi a Bologna, il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, interviene sul tema della sicurezza urbana. Pubblichiamo integralmente il suo intervento inviato in redazione.

«Nei giorni scorsi – scrive il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – ho partecipato, per la prima volta da sindaco, all’assemblea annuale di Anci a Bologna, e uno dei temi maggiormente dibattuti è stato quello della sicurezza urbana. Una notizia che giudico positivamente, perché la sicurezza è una componente fondamentale della libertà delle persone: se ci si sente meno sicuri, ci si sente anche meno liberi».

«Sindaci e sindache di tutte le regioni, che guidano città più o meno grandi, sono concordi su come il tema sia prepotentemente in cima alle richieste dei cittadini e alla lista delle priorità di cui si preoccupano ogni giorno, nonostante la Costituzione assegni allo Stato la competenza esclusiva in fatto di ordine e sicurezza pubblica. Il compito dello Stato è, infatti, quello di garantire la sicurezza dei suoi cittadini attraverso il coordinamento degli organi di Polizia e della sicurezza pubblica, che esercita attraverso la Prefettura e la Questura con la collaborazione delle Forze dell’ordine, Polizia e Carabinieri. Il Comune e i sindaci hanno, in proposito, il dovere di collaborare e mettere a disposizione le proprie risorse di polizia locale per il presidio e la vigilanza del territorio».

«Secondo le rilevazioni di Anci, però, negli ultimi anni le Forze di Polizia locale hanno perso oltre 12mila dei 70mila addetti a livello nazionale e scontano anche difficoltà operative, non avendo nemmeno accesso a banche dati ministeriali che permetterebbero di avere maggiori informazioni per poter fare accertamenti, controllare veicoli, ottenere informazioni sui permessi di soggiorno, rilasciati e da rinnovare.
A livello nazionale i dati Censis 2025 hanno evidenziato che, secondo il 75,8% degli italiani – e la percentuale sale all’81,8% tra le donne – girare per strada negli ultimi cinque anni è diventato più pericoloso.
Ogni mattina, nella rassegna stampa, leggo le prime pagine di tante città vicine e lontane e le notizie di cronaca sono sempre in primo piano.
Se oggi, in tutta Italia, nelle città come nei piccoli paesi, indipendentemente dal colore politico dell’Amministrazione, i cittadini non si sentono sicuri – e questo, come dicevamo, colpisce in maniera più forte le donne – non si può pensare che il problema sia di una singola comunità, ma riguarda tutto il Paese.
Sto dicendo questo per sgombrare il campo, in un’ottica di chiarezza che deve alimentare il rapporto di fiducia e di responsabilità reciproca che mi lega alla cittadinanza, ma anche perché sono convinto sia importante diffondere una consapevolezza collettiva. Non abbiamo modelli da copiare, né soluzioni semplici per affrontare un problema che è in stretta relazione con i cambiamenti della società, i rapporti fra le persone e l’aspettativa nei confronti dell’altro».

«Il tema della sicurezza è quindi una questione ‘orizzontale’ e trasversale: è legato al sociale, all’illuminazione, al commercio di prossimità, all’urbanistica. È in relazione alle politiche giovanili, a quelle di genere, alle politiche culturali. La sicurezza è profondamente intrecciata al modo in cui una città, i paesi, i lidi, vengono vissuti e non si può pensare di affrontare un argomento così composito a compartimenti stagni, ma occorre farlo in maniera unitaria, partendo dal fatto che non si può prescindere dal rafforzamento di presìdi statali nelle città.
Servirebbe, inoltre, una stretta contro i reati predatori comuni, che vedono una costante recidiva, frutto di una scarsa effettività della sanzione, e che producono un grande allarmismo e sfiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini.

«A tutto questo bisogna aggiungere un altro elemento, che è quello delle case circondariali che già soffrono, da tempo, di sovraffollamento (parliamo di oltre 63.000 persone rispetto a una capienza di 51.000) e di condizioni degradanti causate anche da strutture vetuste, con un aumento di suicidi ed episodi di autolesionismo molto forti. Lo dico perché spesso si pensa al carcere come la soluzione più semplice, ma come evidenziato sopra, il numero di queste strutture in Italia è insufficiente, nonostante nel nostro Paese ci siano già 95.000 persone – e il trend è in forte aumento – soggette a misure alternative. A questo si aggiungono i numerosi stranieri in attesa di essere rimpatriati, anche se – e occorre sottolinearlo – negli ultimi due anni gli effettivi rimpatri hanno riguardato poco più del 10% delle persone soggette a decreto di espulsione.
In questo quadro credo appaia sempre più evidente la necessità di avere più risorse per le forze dell’ordine, più agenti di polizia locale, più carceri, e via dicendo. Se, però, ci sforzassimo di andare oltre la lunga ‘lista della spesa’, credo si possa dire che non siano sufficienti solo politiche repressive e di controllo, ma che sia necessario inserire il tema della sicurezza dentro a quello della prevenzione del disagio, in particolare giovanile, e delle sicurezze in senso lato: quelle sociali e il sostegno alla fragilità, quelle economiche e le politiche dei redditi, quelle scolastiche e culturali. Come sappiamo, sono in aumento la dipendenza e lo spaccio di droghe, in particolar modo quelle a basso costo, così come sono in preoccupante crescita la detenzione e il possesso di coltelli e armi bianche, soprattutto fra i giovanissimi. Questi temi, naturalmente, interrogano in profondità l’aspetto educativo, la responsabilità genitoriale e le relazioni intergenerazionali, su cui spesso riescono a fare un grande lavoro la scuola e lo sport, seppur non possano sostituirsi all’ambito familiare».

«Per riassumere, il tema della sicurezza e delle sicurezze riguarda tutta la nostra società, non c’è nessuno che si possa sentire escluso. E concerne la libertà, che è un diritto fondamentale della persona.
Da parte mia, posso assicurare che non ho nessuna intenzione di scaricare le mie responsabilità, ma allo stesso tempo sono convinto che serva avere chiaro il quadro complessivo, e che il lavoro in corso sul cambiamento della città non possa prescindere, in tutti i suoi aspetti, da una visione integrata della sicurezza urbana.
L’obiettivo, quindi, è quello di lavorare quotidianamente per portare luce dove c’è buio, speranza dove la si è persa, costruire relazione e comunità dove ci sono solitudine e isolamento, promuovere integrazione in tutti i quartieri e con tutti coloro che hanno scelto la nostra città come il posto migliore per costruire il proprio futuro.
Stiamo facendo questo per rinsaldare un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, senza dimenticare di ringraziare quella gran parte di comunità che spesso, con le proprie segnalazioni, aiuta e consente di individuare i responsabili di singoli episodi criminali. E il ringraziamento si estende anche agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che ogni giorno svolgono con passione e professionalità il proprio impegno».

Se, per concludere, posso annunciare che come Amministrazione implementeremo le unità di strada e le politiche di prossimità, allo stesso tempo voglio ribadire che per raggiungere l’obiettivo serva anche avere una città più viva, aperta, illuminata, in cui si sta più insieme, perché non c’è miglior politica, per la sicurezza, di tante persone che vivono per più tempo e anche in modo diverso i propri spazi e i luoghi pubblici, a partire da strade, piazze e parchi».

Diciannovenne rapinato in piazza Kennedy, arrestato un 26enne: «Non ricordo, ero troppo ubriaco»

Gli hanno rubato lo smartphone in pieno centro, nei pressi della pista di pattinaggio di piazza Kennedy, nella notte tra venerdì e sabato. La vittima, un ragazzo di 19 anni, è stato avvicinato da un altro giovane che gli avrebbe colpito la mano per fargli cadere il telefono, di cui si è poi velocemente impossessato, chiedendo 20 euro per la restituzione. Il 19enne non aveva soldi con sé e non ha potuto fare altro che vedere il ladro scappare con il suo Iphone 15.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli dai due quotidiani in edicola oggi, 16 novembre.

I poliziotti, giunti poco dopo sul posto, hanno individuato il presunto rapinatore insieme a un amico e lo hanno fermato in via Diaz, dopo un tentativo di fuga. Si tratta di un 26enne originario della Guinea, con precedenti per droga. È stato trovato in possesso dello smartphone appena rubato, con tanto di carta d’identità della vittima, ed è stato arrestato per rapina e tentata estorsione.

In tribunale – scrive il Carlino – ha detto di non ricordare nulla perché troppo ubriaco. Successivamente liberato (il processo è stato rinviato in quanto l’avvocato ha chiesto i “termini a difesa”), nei suoi confronti è stato disposto il divieto di dimora in provincia di Ravenna.

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