giovedì
18 Giugno 2026

De Pascale e la sanità in Emilia-Romagna: «Troppi vengono da fuori regione, non ce la facciamo più»

«In questo momento il problema principale dell’Emilia-Romagna è il nostro storico motivo di orgoglio e cioè l’enorme pressione di persone da fuori regione che si vengono a curare qui. Non ce la facciamo più, non riusciamo più a soddisfare i nostri cittadini e l’enorme pressione delle altre regioni che si vengono a curare in Emilia-Romagna e ci stanno intasando il sistema e lo dico con rispetto».

Lo ha detto il presidente della Regione Michele de Pascale, a 24 Mattino su Radio24, parlando delle risorse per la sanità. (Ansa.it)

Il questore chiude un bar per quindici giorni: all’interno era stata sequestrata della cocaina

Il questore di Ravenna ha disposto la sospensione della licenza di un bar di Massa Lombarda, con la conseguente chiusura temporanea del locale, per quindici giorni. Il provvedimento è stato eseguito nella giornata di oggi, 7 novembre, ai danni del Caffè Stella d’Oro.

I motivi della chiusura risiedono nella “tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica” – secondo la polizia – «venuta meno più volte», tanto da indurre il questore ad applicare l’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps).

Nel 2022 e nel 2024 il locale era già stato chiuso per gli stessi motivi, in quanto all’interno era stata sequestrata della droga. Anche qualche giorno fa, nell’ambito di un servizio straordinario della polizia, sono stati ritrovati e sequestrati circa venti involucri contenenti cocaina.

Lavori da oltre 650mila euro al parcheggio di Largo Giustiniano. Si perderanno alcune decine di posti auto

Lunedì 10 novembre partiranno i lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione del parcheggio di largo Giustiniano, in pieno centro a Ravenna, sul retro della basilica di San Vitale e del Museo Nazionale. Il progetto, del valore complessivo di 655mila euro, è della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, che lo finanzia con 600mila euro. La restante somma sarà messa a disposizione dal Comune di Ravenna, che si è occupato anche dell’affidamento dei lavori e seguirà tutte le attività ad esso collegate.

Il progetto prevede il mantenimento del parcheggio a raso con il rifacimento del manto superficiale, in asfalto per le corsie di manovra e in calcestruzzo drenante e verde “armato” per i 210 posti auto, di cui 4 riservati a persone disabili, 4 per la ricarica delle auto elettriche e 10 riservati alla Guardia di Finanza, la cui sede confina con il parcheggio e ha accesso e uscita solo attraverso di esso. Saranno realizzati marciapiedi e cordoli per una migliore sicurezza dei pedoni e definizione delle aree verdi perimetrali; verrà rifatta la pubblica illuminazione. Al momento i posti auto, compresi quelli per disabili e per la ricarica delle auto elettriche, sono 250 (da noi personalmente contati uno a uno, considerando anche alcuni al momento non utilizzabili perché già recintati come zona cantiere), mentre nella relazione tecnica del progetto della Soprintendenza si parla di 230 posti auto presenti prima dei lavori (sul sito del settore Turismo del Comune invece è indicato 225). In ogni caso, saranno alcune decine i posti auto che andranno persi, anche perché gli stalli passeranno da una larghezza attuale di 2 metri circa a una preventivata di 2,5 metri.

L’avvio del cantiere interesserà la sola parte nord del parcheggio per circa 70 posti auto, lasciando fruibili la maggior parte dei posti auto esistenti. Questa limitata area dei lavori rimarrà fino alla fine del periodo natalizio.

Ravenna, vietato abbassare la guardia: al Benelli arriva la Torres in crisi profonda

A distanza di soli sei giorni, si alza ancora il sipario allo stadio Bruno Benelli. Sabato 8 novembre (calcio d’inizio ore 17.30) il Ravenna affronterà la Torres, in un quasi testacoda. I giallorossi, secondi in classifica con 30 punti, sono reduci da una vittoria di valore contro l’Ascoli e affronteranno i sardi, penultimi ad appena 7 punti. La Torres non vince dalla prima giornata di campionato (23 agosto) ed ha appena esonerato il mister, l’ex giocatore di Napoli e Juventus Michele Pazienza, che sarà sostituito al Benelli dall’allenatore ad interim Marco Sanna. La squadra di Sassari è reduce da ottimi campionati di Serie C: nella stagione 2024-2025 ha chiuso in terza posizione, mentre l’anno precedente è arrivata seconda, lottando a lungo con il Cesena poi promosso in serie B. La rosa annovera giocatori di categoria, come il difensore Mercadante, il centrocampista Sala e l’attaccante Musso, autore di 3 gol, sugli appena 5 della formazione sarda in questo campionato.

Marco Marchionni avrà tutti i suoi effettivi a disposizione per la partita di domani, salvo Motti, ancora ai box per la pubalgia. Durante la conferenza stampa, l’allenatore ha voluto alzare l’attenzione per la gara contro la Torres, per evitare passi falsi: «Sono una squadra forte, che sta facendo al di sotto delle aspettative. Tutti ora ci vogliono mettere in difficoltà, quindi noi dobbiamo essere bravi ad affrontare la gara con ancora più cattiveria e determinazione rispetto all’Ascoli. Dopo la bella vittoria di una settimana fa, dobbiamo evitare cali mentali ed approcciare la partita nella maniera giusta per far emergere il nostro valore. Sappiamo che non sarà una passeggiata».

In stagione il Ravenna ha vinto 12 partite su 14 e l’allenatore laziale non ha intenzione di fermarsi: «I ragazzi stanno facendo qualcosa di incredibile e non cambierei nessuno di loro. È bello lavorare per puntare a qualcosa di importante. Se a maggio guarderemo gli altri dalla tv vuol dire che avremo sbagliato qualcosa, ma i ragazzi sanno che non siamo lassù per caso. Per la vittoria del campionato se ne parlerà a marzo dato che Ascoli e Arezzo sono costruite per vincere. Ci sono tutti i presupposti per continuare a stupire se si lavora bene sul rettangolo di gioco, a prescindere dai valori».

L’uomo del momento in casa giallorossa è senza alcun dubbio Stefano Okaka. L’ex attaccante della Roma ha risolto tre partite in una settimana, e ora si candida ad una maglia da titolare contro la Torres. Marchionni, non si è però sbilanciato sulla formazione: «Nella mia testa ci sono tanti dubbi, perché i dubbi me li mettono i ragazzi durante la settimana. So che chi chiamerò in causa partirà alla grande, ma sono consapevole che la differenza la farà poi chi subentrerà nel secondo tempo».

A 24 ore circa dal calcio d’inizio la Curva Nord risulta già sold out mentre restano alcune centinaia di biglietti disponibili in parterre.

Porto, ottobre mese da record. In dieci mesi traffici in aumento dell’8 percento

Il porto di Ravenna nel periodo gennaio-settembre del 2025 ha movimentato complessivamente 20.230.285 tonnellate, in aumento del 7,3% (quasi 1,4 milioni di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Gli sbarchi sono stati pari a 17.720.402 tonnellate e gli imbarchi pari a 2.509.883 tonnellate (+8,6% e -1% rispetto ai primi 9 mesi del 2024).

Il numero di toccate delle navi è stato pari a 1.963, in aumento del 2,6% (52 toccate in più).

Analizzando le merci per condizionamento, nei primi 9 mesi del 2025 si evince che le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 15.883.231 tonnellate, sono aumentate del 4% (615 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre i prodotti liquidi, con una movimentazione di 4.347.054 tonnellate, sono aumentati del 21,2%.

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 4.344.629 tonnellate di merce, ha registrato nel periodo gennaio-settembre 2025 una crescita pari al 21,4% (764 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. I materiali da costruzione hanno registrato una movimentazione complessiva di 3.434.646 tonnellate, in rialzo del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (218 mila tonnellate in più), grazie in particolare alle materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo. Per i prodotti metallurgici, sono state movimentate 4.341.591 tonnellate in calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 (quasi 205 mila tonnellate in meno). Per quanto riguarda i prodotti petroliferi, sono state movimentate 2.938.293 tonnellate, quasi 768 mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+35,4%), grazie soprattutto alle navi dirette al rigassificatore; negativi invece, i prodotti chimici (-17,4%), con 666.476 tonnellate e i concimi, pari a 1.214.928 tonnellate (-4,5%).

I contenitori, con 159.177 TEUs, sono incrementati del 4,0% rispetto al 2024 (6.156 TEUs in più); in termini di tonnellate, la merce trasportata nel periodo, pari a 1.771.420 tonnellate, è cresciuta del 4,1%, mentre il numero di toccate delle navi portacontainer è pari a 342, una toccata in meno rispetto al 2024.

In calo il risultato complessivo dei 9 mesi del 2025 per trailer e rotabili, in diminuzione del 13,4% per numero di pezzi movimentati (61.849 pezzi, 9.591 in meno rispetto al 2024) e del 5,2% in termini di merce movimentata (1.254.522 tonnellate).

Al Terminal Crociere di Ravenna si sono registrati 70 scali di navi da crociera (contro i 67 scali dello stesso periodo del 2024), per un totale di 228.724 passeggeri (-5,2%), di cui 195.402 in “home port”.

Nel comprensorio portuale di Ravenna il traffico ferroviario nel periodo gennaio-settembre 2025 ha registrato complessivamente 5.736 treni, 82 treni in meno (-1,4%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Sono state trasportate via treno 2.780.421 tonnellate di merce, in aumento del 4,3% rispetto al 2024, mentre il numero di carri, pari a 53.956, è cresciuto dello 0,5% rispetto ai primi 9 mesi del 2024. L’incidenza del traffico ferroviario sul traffico marittimo nei 9 mesi risulta il 13,7%.

Dai primi dati rilevati, per il mese di ottobre 2025, si stima una movimentazione complessiva pari a oltre 2,7 milioni di tonnellate, in crescita (+14,2%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, risultando uno dei mesi migliori di sempre per il porto di Ravenna. Positiva anche la stima dei primi 10 mesi 2025 che dovrebbe raggiungere una movimentazione complessiva di quasi 23 milioni di tonnellate, in aumento di circa l’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Aveva rubato pochi euro a una fiorista, individuato un anno dopo grazie all’analisi del Dna del Ris di Parma

I carabinieri della stazione di Russi hanno denunciato un 69enne già noto alle forze dell’ordine, in quanto ritenuto essere l’autore di un furto aggravato avvenuto più di un anno fa ai danni di un negozio di fiori del paese.

Era la mattina dell’8 ottobre 2024 quando la titolare si era accorta che qualcuno, durante la notte, dopo aver rotto la finestra sul retro, era entrato nel suo locale mettendo tutto a soqquadro e rubando i pochi euro del fondo cassa.

La vittima aveva così contattato il 112 e i carabinieri avevano effettuato un minuzioso sopralluogo con rilievi tecnico-scientifici, anche su alcune tracce di sangue lasciate con ogni probabilità dagli autori del reato. Gli elementi raccolti sono stati poi analizzati dagli specialisti del Reparto Investigazione Scientifiche (Ris) di Parma, che a seguito di sofisticate analisi di laboratorio sono riusciti ad estrapolare un profilo di Dna risultato compatibile con quello del 69enne.

L’uomo, attualmente detenuto per altri fatti, è stato così denunciato alla procura anche per furto aggravato.

Un laboratorio di teatro aperto a persone con disabilità, caregiver, operatori socio sanitari ed educatori

È possibile iscriversi a Il Teatro è di tutt*: il laboratorio di Nerval Teatro aperto a persone con disabilità, caregiver, operatori socio sanitari ed educatori. Il laboratorio è previsto per sabato 22 (ore 15 – 17.30) e domenica 23 novembre (ore 10 – 12.30) a Ravenna, al Teatro Lo Zodiaco, in viale Enrico Mattei 24.

«Il teatro è di tutti, è uno strumento per darsi delle risposte, per confrontarsi con i propri limiti e donarsi alla comunità». Questa breve citazione di Maurizio Lupinelli, fondatore insieme a Elisa Pol di Nerval Teatro, esprime perfettamente il portato di necessità e azione poetica che sta alla base delle due grandi esperienze laboratoriali che la compagnia porta avanti sul territorio nazionale, ovvero il Laboratorio Permanente di Rosignano e il laboratorio Il teatro è differenza di Ravenna. Due progetti “gemelli” rivolti a persone disabili e fortemente connessi ai territori in cui sono attivati.

Ora Nerval Teatro apre le porte del proprio laboratorio a tutta la cittadinanza ravennate e in particolare a persone con disabilità, caregiver, operatori socio sanitari ed educatori, senza limiti di età (da 12 anni in su) e senza necessità di esperienze pregresse.

È possibile iscriversi fino al 20 novembre, inviando una mail a info@nervalteatro.it oppure contattando il numero 345 7687121. Il laboratorio è gratuito, previo tesseramento (5 euro).

Nicola Dalmonte sarà il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico

Sono iniziate in questi giorni le assemblee congressuali dei circoli del Partito Democratico della provincia di Ravenna che porteranno al rinnovo degli organismi dirigenti locali e culmineranno nel congresso provinciale.

Il percorso congressuale rappresenta un momento di confronto e partecipazione per le iscritte e gli iscritti, chiamati ad eleggere i nuovi segretari di circolo, comunali e il segretario provinciale del Partito Democratico di Ravenna (l’effettivo successore del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni).

La candidatura a segretario provinciale è sostenuta unitariamente e vede in Nicola Dalmonte, vicesindaco di Solarolo e attuale responsabile dell’organizzazione del Pd provinciale, la figura proposta per guidare la federazione nei prossimi anni. Nella sua mozione, Dalmonte richiama la necessità di tornare «nei luoghi della vita reale, nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei mondi dell’associazionismo, dell’impresa e del volontariato, diventando una forza capace di rigenerare la democrazia, di ricostruire fiducia, di tornare a parlare alle persone, soprattutto a chi si sente escluso o invisibile».

«È da questa consapevolezza – scrive Dalmonte nel documento congressuale – che deve ripartire una forza progressista: dal senso di comunità, dall’idea che l’altro non è un nemico o un concorrente, ma una parte di noi. Contro l’individualismo imperante, che la destra trasforma in ideologia e in strumento di divisione, noi dobbiamo affermare la cultura della cura, dell’empatia e della responsabilità reciproca. Dove loro costruiscono muri e alimentano paure, noi dobbiamo costruire ponti e generare fiducia — costruttori di ponti in un mondo di fiumi. Essere democratici e progressisti oggi significa proprio questo: restituire alla politica la sua dimensione umana, farne uno spazio di incontro e di solidarietà, capace di unire ciò che il rancore e la disuguaglianza dividono.»

L’insediamento dell’assemblea per la proclamazione del segretario si svolgerà nei primi giorni di dicembre, al termine delle assemblee di circolo che stanno coinvolgendo l’intero territorio.

Daini in città: a Ravenna spuntano tra le case dell’ex Villaggio Anic

A Ravenna, portando fuori il cane, c’è la possibilità di avere un incontro ravvicinato con un daino. È ciò che è successo all’ex Villaggio Anic, nei pressi del campo da baseball. Da qualche giorno, infatti, come confermato dall’associazione Amici degli Animali, due daini si aggirano nell’area compresa tra le Bassette (via Romea Nord), il quartiere San Giuseppe e via Sant’Alberto.

I due esemplari maschi, di cui uno pomellato, provengono dalla zona di Lido degli Estensi e sono impegnati nel brucare l’erba, senza recare alcun disturbo ai cittadini. L’associazione ha tentato di fermare i due daini per riportar loro nel proprio habitat naturale, ma la velocità degli animali non ha consentito la provvisoria cattura.

 

Minaccia di uccidere la moglie e il figlio dell’uomo accusato di aver ucciso suo padre: arrestato

Il figlio del 70enne investito davanti alla propria casa di Porto Cosini lo scorso 16 ottobre, morto poi dopo alcuni giorni in ospedale, è stato arrestato per stalking. Il 38enne René Giachi è accusato infatti di aver minacciato di morte la moglie e il figlio di Carlo Piccolo, il 37enne in carcere con l’accusa di omicidio volontario del padre di René, Edi Giachi.

Lo ripota il Corriere Romagna in edicola oggi, 7 novembre.

Secondo le indagini, il figlio della vittima avrebbe manifestato intenti vendicativi nei confronti dell’arrestato e dei suoi familiari, con minacce esplicite pronunciate in luoghi pubblici e appostamenti nei pressi dell’abitazione della donna. La Procura ha richiesto una misura cautelare, accolta dal giudice, che ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. In attesa del dispositivo, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Forlì.

La moglie dell’indagato, insieme al figlio, è stata collocata in una struttura protetta.

Quella sera del 16 ottobre, secondo quanto ricostruito, Piccolo si era recato a casa dei Giachi in una sorta di spedizione punitiva legata a piccoli debiti di droga. La lite è degenerata, con Piccolo accusato di aver investito volontariamente il padre del rivale, sceso in strada per dare manforte al figlio.

La protesta dei lavoratori delle farmacie private: «La trattativa per il rinnovo del contrato è ferma»

I sindacati esprimono grande soddisfazione per l’alto numero di adesioni in provincia allo sciopero nazionale dei lavoratori delle farmacie private, che avrebbe portato alla chiusura totale di diverse farmacie nella mattinata di giovedì 6 novembre. «In molte di quelle rimaste aperte era presente soltanto il titolare, mentre i dipendenti hanno aderito alla protesta – si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil -. L’astensione dal lavoro ha raggiunto circa l’80% del personale delle farmacie private della provincia di Ravenna».

I lavoratori hanno organizzato un presidio davanti alla sede provinciale di Federfarma (via Faentina 30) a Ravenna per chiedere il rinnovo del contratto collettivo.

I sindacati denunciano che la trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto nell’agosto 2024, è ferma. «Federfarma continua a mostrarsi indisponibile a riconoscere incrementi retributivi in linea con l’aumento del costo della vita e a prevedere soluzioni normative adeguate al ruolo che questi lavoratori svolgono ogni giorno al servizio della salute pubblica».

Ravenna e Cervia sott’acqua entro trent’anni?

Tutte le frazioni balneari di Ravenna e l’intera città di Cervia potrebbero finire sott’acqua entro trent’anni, se non adotteremo subito adeguate politiche di mitigazione della crisi climatica. Ma sarà comunque necessario individuare strategie di adattamento e difesa rispetto alle inondazioni ormai inevitabili nel litorale romagnolo. Lo afferma il nuovo rapporto annuale della Società geografica italiana, presentato nei giorni scorsi a Roma, che quest’anno è stato dedicato alle coste della nostra penisola. Intitolato “Paesaggi sommersi” e curato da Filippo Celata (Università Sapienza di Roma) e Stefano Sorini (Università Ca’ Foscari di Venezia) col contributo di oltre 50 ricercatori, è la prima pubblicazione che affronta la gestione dei litorali nella sua complessità, dall’eccessiva urbanizzazione alle infrastrutture, dall’erosione alle varie economie che si sono sviluppate sulle coste e che oggi si invita a ripensare. Non solo il turismo, ma anche l’agricoltura, l’edilizia e tutto ciò che insiste lungo la fascia costiera, compresi gli ecosistemi degradati a causa dell’intervento antropico, come dune e aree umide.

Il recente dibattito pubblico sui litorali, sottolinea l’introduzione del rapporto, «si è quasi esclusivamente concentrato sulla querelle relativa alla direttiva Bolkestein» e alle gare delle concessioni balneari, e «colpisce che venga discusso senza quasi alcun riferimento agli effetti della crisi climatica o alle problematiche ben più ampie relative alla gestione delle coste nel nostro Paese». In particolare, si sottolinea, «la crescente artificializzazione di tratti sempre più ampi dei nostri litorali» e la tendenza a insediarsi vicino al mare hanno provocato un «continuo consumo di suolo, quasi sempre mal pianificato». In questo senso il comune di Ravenna è il settimo in Italia per l’aumento dei residenti nella fascia costiera: qui dal 1980 a oggi le persone che vivono a meno di un chilometro dal mare sono incrementate di 9mila unità. In classifica ci sono altre due città romagnole, Rimini (+15mila residenti a meno di un km dal mare, secondo in Italia) e Bellaria Igea Marina (+5mila, in dodicesima posizione). Il fenomeno è in controtendenza rispetto alla media nazionale, dove la popolazione residente lungo le coste si è lievemente ridotta nell’ultimo mezzo secolo; ma al contrario delle altre regioni, «in Emilia-Romagna la crescita è persistente». Per accogliere queste persone si sono costruite molte case, che però rischiano di trovarsi presto circondate dall’acqua. In tutta la provincia di Ravenna, la Società geografica ha contato 10mila edifici a uso abitativo che sono a rischio di sommersione: è il sesto valore più elevato d’Italia, dopo Venezia (82mila edifici), Ferrara (32mila), Lucca (28mila), Rovigo (23mila) e Roma (11mila).

Mappa

Lo scenario dipinto dalle mappe della Società geografica mostra le proiezioni sull’innalzamento del mare tra il 2050 e il 2100, incrociando diversi studi scientifici. L’Italia rischia di perdere il 20% delle proprie spiagge nel 2050 e il 40% entro il 2100, con almeno 800mila persone che dovranno spostarsi. Il fenomeno interessa tutte le regioni affacciate sul mare, ma la situazione peggiore riguarda il nord-est d’Italia, colorato con una grande macchia viola che va da Trieste a Rimini e si addentra per molti chilometri nell’entroterra, coprendo tutte le aree pianeggianti delle province di Ferrara e Ravenna. Nelle località balneari del capoluogo bizantino vivono circa 18mila persone, a cui si sommano le quasi 30mila di Cervia, molte delle quali potrebbero essere costrette a spostarsi nel giro di un paio di decenni. Ma la questione riguarda anche chi frequenta la riviera per le vacanze: a Cervia la popolazione estiva arriva a superare le 200mila persone.

In questo territorio le conseguenze dell’innalzamento del mare sono già in corso e avranno conseguenze non solo sull’abitare, ma anche sulla produzione alimentare. Il cuneo salino ha risalito il Po per oltre 20 chilometri, minacciando l’agricoltura e la disponibilità idrica, e molti campi agricoli vicino al mare già oggi accusano l’eccessiva salinità dell’acqua irrigua che compromette le coltivazioni. Tuttavia, finora l’approccio degli amministratori si è concentrato solo sui ripascimenti di sabbia e le barriere artificiali che però secondo la Società geografica «aggravano l’erosione e la vulnerabilità e saranno sempre più costose e meno efficaci». Anziché perseguire queste strategie vetuste, i ricercatori invitano a concentrarsi sul ripristino degli habitat naturali come le dune costiere e le aree umide, che svolgono un ruolo importante per la protezione della costa e l’abbattimento delle emissioni climalteranti.

«Occorrerebbe una netta inversione di tendenza», ha detto Claudio Cerreti, presidente della Società geografica italiana. «I litorali bassi, le spiagge e i loro retroterra sono edificati o artificializzati in tutta Italia. Questo impedisce alle dinamiche naturali qualsiasi possibilità di adattamento a una variazione stabile del livello del mare. Rinaturalizzare il più possibile è una prospettiva che potrebbe essere efficace». Dalla Società geografica è arrivato però anche l’invito a evitare il pessimismo: «È poco proficuo cedere ad allarmismi o catastrofismi», recita l’introduzione del rapporto. «Non tanto perché le dinamiche in atto siano reversibili. Certo, le strategie di mitigazione e riduzione delle emissioni possono ancora fare moltissimo per evitare gli scenari peggiori. Ma è ormai evidenza concreta che la crisi climatica è qui per restare e che dobbiamo ancora imparare a conviverci».

Lo studio dedica un capitolo alle piattaforme offshore per l’estrazione di idrocarburi, che vedono l’Emilia-Romagna «svolgere il ruolo di leader» con 47 impianti. Queste strutture hanno impattato su quello che la Società geografica definisce «territorializzazione del mare», con piattaforme e condotti che «oltre a impattare sul paesaggio (si pensi, ad esempio, alla piattaforma Angela Angelina, operativa dal 1997, situata a soli due km dalla costa di Lido di Dante)», hanno imposto «divieti di transito e ancoraggio, definizione di aree di rispetto» impattando talvolta negativamente sui «diversi usi della costa e del mare, in particolare navigazione, pesca, turismo, attività di monitoraggio e ricerca, protezione dell’ambiente marino».

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