venerdì
19 Giugno 2026

Sgomberato un accampamento sotto il ponte di via Faentina. C’erano anche anatre e galline

È stata sgomberata in queste ore dalla polizia locale l’area di via Sirotti, sotto il cavalcavia di via Faentina, alle porte di Ravenna. Sono stati identificati due uomini di 45 anni (uno di origine rumena e l’altro di nazionalità marocchina) e una 40enne italiana, accusati di occupazione abusiva.

Sul posto sono state ritrovate ingenti quantità di rifiuti e materiali vari, oltre a diversi utensili in buono stato ma di dubbia provenienza, dispositivi elettronici, un monopattino e una bicicletta elettrica, più altri velocipedi e parti di essi, tutti sequestrati per ulteriori accertamenti.

Durante l’operazione gli agenti hanno inoltre trovato alcuni volatili — due anatre e due galline – che sono stati affidati a un’associazione animalista del ravennate per le cure necessarie. In particolare, una gallina giaceva legata e quasi agonizzante.

Al termine degli accertamenti, le persone coinvolte sono state denunciate per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 633 c.p. (invasione di terreni o edifici). Inoltre, il 45 enne marocchino, regolare sul territorio, è stato accompagnato al comando della polizia locale per essere foto-segnalato e denunciato anche per i reati di maltrattamento di animali e “acquisto di cose di sospetta provenienza”.

La polizia locale ha fatto intervenire anche Hera per una prima parziale bonifica dell’area e programmare ulteriori attività di risanamento per il completo ripristino del sito.

Centinaia di donne ai corsi di autodifesa. «Lavoriamo sulla prevenzione»

Cinque lezioni gratuite in pieno centro, a Ravenna, per imparare le basi dell’autodifesa: ha preso il via lo scorso 20 ottobre la terza edizione di “Donna In-Difesa”, organizzata da Crisalide Odv con il patrocinio del comune di Ravenna. L’appuntamento è tutti i lunedì, dalle 20 alle 21 al First Floor del Palazzo di Vetro di via Gardini. Per accedere al corso è richiesto il tesseramento all’associazione.

Alla prima lezione hanno partecipato circa 30 donne, ma gli organizzatori preventivano una quarantina di adesioni ai prossimi incontri. Nel triennio, oltre 400 ravennati hanno frequentato il corso, da giovanissime accompagnate dalle madri fino a over 70. Le lezioni si suddividono tra un’introduzione teorica e un focus pratico, gestito da Alessandro “Iron” Savini, istruttore qualificato Ikmi di Krav Maga con specializzazione di Kapap e tecniche di anti aggressione femminile. «Vogliamo trasmettere consapevolezza – spiega Savini -. ragioniamo in maniera intima e psicologica sul fatto che aggressioni e violenze non succedono solo in televisione: la preparazione fa la differenza».

Le tecniche insegnate appartengono alla disciplina del Krav Maga, ma non si concentrano sullo scontro, quanto su come prevenire un’aggressione e sulle relative tecniche di fuga. «Anche i dispositivi più diffusi per l’autodifesa, come spray al peperoncino o piccoli oggetti contundenti, possono rivelarsi uno svantaggio per la vittima, se usati impropriamente – continua l’istruttore -. alla fine di ogni incontro mostriamo allarmi sonori o piccoli strumenti di difesa, spiegandone il corretto utilizzo». L’iniziativa è stata ideata da Antonella Valletta, presidente dell’associazione Crisalide e autrice del libro Ho smesso di tremare sulla sua storia di “sopravvissuta” a un infanzia segnata dalla violenza.

«Le lezioni introduttive sono pensate per rendere le donne del territorio più forti, consapevoli e sicure, ma è necessario tempo e esercizio per perfezionare la tecnica e rispondere istintivamente» conclude Savini. Ogni anno infatti circa il 10 percento delle partecipanti sceglie di continuare il proprio percorso con corsi avanzati di autodifesa alla palestra Dream Fitness di Cesenatico, dove è nato il progetto e dove, al termine delle lezioni nel Ravennate, sarà riproposto per il quarto anno.

Il ciclo di incontri in città è realizzato con il sostegno di Caffè Belli, Officina della Musica, Medicina Podium, Accademia dei Blandizi e con l’Associazione pugliese gemellata “Fermi con le Mani”.

«Prestazioni aggiuntive non pagate al personale del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Ravenna»

La Fp Cgil denuncia il mancato pagamento delle prestazioni orarie aggiuntive svolte dal personale del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Ravenna durante l’estate. Secondo il sindacato, nel periodo di luglio e agosto – in piena emergenza ferie e con carenze di personale ormai croniche – l’Azienda ha chiesto agli operatori sanitari di coprire turni extra, oltre l’orario contrattuale, in regime di Prestazione Oraria Aggiuntiva, che prevede una tariffa più alta rispetto allo straordinario. Gli operatori, sottolinea la Cgil, hanno accettato con senso di responsabilità, «rinunciando al proprio tempo libero per garantire la continuità assistenziale».

Tuttavia, dopo l’erogazione delle prestazioni, l’Azienda avrebbe ritrattato le condizioni pattuite, negando i compensi previsti. In una nota di risposta al sindacato, la Direzione Infermieristica e Tecnica di Ravenna ha sostenuto che le attivazioni siano avvenute «in conformità al regolamento aziendale», ma per la Fp Cgil si tratta di una giustificazione insufficiente: «È stata la stessa Azienda a chiedere quei turni a determinate condizioni – afferma il sindacato – salvo poi cambiare posizione nel mese di settembre».

La Fp Cgil parla di «grave precedente» e critica l’assenza di una presa di posizione chiara da parte della Direzione Assistenziale dell’Ausl Romagna, che «dovrebbe fornire indicazioni uniformi alle direzioni infermieristiche territoriali».

«In un momento in cui il Servizio sanitario è in grande difficoltà, con carichi di lavoro pesanti e stipendi fermi, questo atteggiamento è inaccettabile», conclude il sindacato, che chiede all’Ausl di riconoscere quanto dovuto ai lavoratori. «In caso contrario – avverte la Fp Cgil – siamo pronti a tutelare il personale nelle sedi opportune».

Un nuovo spazio per le sculture di Mirella Saluzzo

La Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna ha inaugurato lo Spazio Mirella Saluzzo, un luogo pensato per promuovere e valorizzare la produzione plastica dell’artista con una selezione di opere realizzate negli ultimi vent’anni della sua attività. Sito in via Francesco Negri 33 a Ravenna, lo spazio è stato creato dalla fondazione per ospitare una mostra permanente di oltre quindici lavori di grandi dimensioni già esposti nelle personali tenute da Mirella Saluzzo dal 2004 al 2024 in varie città italiane, al fine di ricostruire per sintetiche campionature il percorso creativo ed espositivo dell’artista.

Secondo il progetto allestitivo di Pasquale Fameli, direttore artistico di Fondazione Sabe, la mostra elude un ordinamento meramente cronologico delle opere per stabilire dialoghi e confronti tra lavori appartenenti a cicli differenti, al fine di evidenziare i motivi di continuità esistenti tra le soluzioni plastiche.

La scelta di focalizzarsi sugli ultimi vent’anni è dovuta alla necessità di osservare e comprendere le evoluzioni del percorso di Mirella Saluzzo dopo la pubblicazione della monografia di Luciano Caramel (Mirella Saluzzo. Sculture 1989-2003, Essegi, Ravenna 2004) che ne compendiava i primi quindici. All’apertura dello spazio seguirà infatti la realizzazione di una seconda monografia sulla produzione successiva, con saggi di Pasquale Fameli e di Francesco Tedeschi, la cui uscita è prevista per il 2026.

L’apertura dello Spazio Mirella Saluzzo segna l’avvio del progetto finalizzato alla creazione di una collezione d’arte della Fondazone Sabe.

Lo spazio resterà aperto dal giovedì al sabato dalle 16 alle 19 a ingresso gratuito. Informazioni: info@sabeperlarte.org.

Aveva occupato abusivamente la casa popolare di un disabile: arrestato 50enne per “atti persecutori”

Avrebbe occupato abusivamente la casa popolare di un 60enne disabile, arrivando anche a molestarlo, minacciarlo e picchiarlo. Ora deve rispondere di “atti persecutori”. La polizia lo ha arrestato nei giorni scorsi al termine di una serie di accertamenti. Si tratta di un cinquantenne tunisino, un conoscente della vittima (entrambi sono in cura al Sert), con diversi precedenti.

A far partire l’indagine la segnalazione alla questura dei soprusi da parte di un medico dell’Ausl. Sono quindi emersi le minacce, gli insulti e le percosse. L’arrestato avrebbe anche privato il disabile dei propri documenti, al fine di limitarne l’autonomia. Il tutto mentre occupava abusivamente l’immobile della vittima, dopo essere stato ospitato per un periodo. In più occasioni, il 60enne sarebbe stato costretto a ritirare del cibo e a consegnarlo al tunisino, che si sarebbe appropriato anche di medicinali destinati invece alla vittima. Il 60enne non aveva mai denunciato quanto stava accadendo per paura di eventuali ritorsioni o aggressioni fisiche.

Con l’arresto, ora il legittimo proprietario è potuto tornare nella propria abitazione.

Ravenna Festival, prove in corso all’Alighieri per la Trilogia d’Autunno nel segno di Händel – FOTO

La Trilogia d’Autunno del Ravenna Festival è già arrivata al Teatro Alighieri: è iniziato il percorso di prove di regia e musicali che si coronerà con il debutto delle due nuove produzioni di Orlando (mercoledì 12 novembre alle 20, replica venerdì 14) e Alcina (giovedì 13 novembre alle 20, replica sabato 15), firmate da Pier Luigi Pizzi e da Ottavio Dantone alla guida di Accademia Bizantina, e con il Messiah (domenica 16 novembre alle 17), sempre con Dantone e la Bizantina affiancati dal Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini, preparato da Lorenzo Donati.

Un trittico quindi interamente dedicato a Händel – uno degli indiscussi padri della nostra musica – ma anche un omaggio al celeberrimo poema di Ariosto da cui sono tratti personaggi e vicende messi in musica da quell’inarrivabile compositore e genio drammatico. Non a caso il titolo della Trilogia, L’invisibil fa vedere Amore, è un verso dell’Orlando furioso, popolato di fragili eroi esposti al potere dell’amore e della magia.

Seppure oggetto di appena una decina di repliche, poi dimenticato per quasi due secoli (fino alla ripresa del 1922), Orlando è senza dubbio uno dei capolavori di Händel, che lo mette in scena sul palcoscenico del King’s Theatre nel gennaio del 1733. Trasfigurando in musica il poema cavalleresco di Ariosto, Orlando si inserisce in una lunga tradizione ma nel segno di una straordinaria spinta innovativa e di una libertà formale del tutto inconsueta. E soprattutto efficacissima nel dare forma ai tormenti del protagonista, dalle pagine eroiche all’eloquenza drammatica della scena della pazzia. C’è Filippo Mineccia nei panni del paladino Orlando, perdutamente innamorato di Angelica (Francesca Pia Vitale), la principessa del Catai a sua volta legata al giovane saraceno Medoro (Elmar Hauser), di cui è invaghita anche la pastorella Dorinda (Martina Licari). Solo con l’intervento del mago Zoroastro (Christian Senn), Orlando ritornerà in sé.

Händel torna ad attingere al poema dell’Ariosto due anni più tardi, nel 1735, quando ha da poco inaugurato la sua collaborazione con il nuovo teatro londinese del Covent Garden. Sempre nell’Orlando furioso, il cavaliere Ruggiero approda sulla misteriosa isola della bellissima e potente fata Alcina, le cui arti magiche trasformano un luogo deserto e desolato in un regno di delizie. Tra inganni e disvelamenti, innamoramenti e repentini abbandoni, Alcina si dipana lungo un disegno drammaturgico musicale capace di dar conto di tutte le sfumature emotive. I ruoli di Alcina e Ruggiero sono affidati rispettivamente a Giuseppina Bridelli ed Elmar Hauser, mentre Delphine Galou è Bradamante, promessa sposa del paladino che raggiunge l’isola nascondendosi sotto l’identità del fratello Ricciardo, accompagnata dal confidente Melisso (Christian Senn). La sorella di Alcina, Morgana, è interpretata da Martina Licari e il capo delle sue guardie Oronte è Žiga Čopi.

È proprio il convergere della passione luterana, dell’oratorio italiano e dell’anthem corale inglese a dar vita a quel polittico musicale che, fin dalla prima esecuzione a Dublino nel 1742, «sfugge dalle mani del suo autore ed entra nella leggenda e nel mito» (Alberto Basso). Il Messiah è una luminosa rappresentazione del dramma del Cristianesimo carica di umanità e commozione, ma anche di un eloquio prezioso e sapiente, che si traduce in una allegoria capace di trascinare l’ascoltatore fuori dal tempo e dalla storia. Solisti per questa performance Alysia Hanshaw, Delphine Galou, Žiga Čopi e Christian Senn.

Info e prevendite 0544 249244 www.ravennafestival.org

L’omaggio al liscio romagnolo del fotografo Luigi Tazzari

È stata inaugurata giovedì 23 ottobre al centro sociale Le Rose di Ravenna (via Sant’Alberto 73), alla presenza di un folto pubblico (e tra gli altri, del sindaco Alessandro Barattoni), la mostra fotografica di Luigi Tazzari dal titolo “… E vai col liscio”. L’esposizione – realizzata in collaborazione con il Circolo Fotografico Ravennate – è tratta dall’omonimo libro dello stesso Tazzari, noto fotografo ravennate, dedicato al mondo del liscio.

«Mi sento un diamante raro». Laura Pausini riceve a Miami il Billboard Icon Award

«Il fatto di essere considerata un’icona mi fa sentire un diamante raro, mi commuove profondamente e mi riempie di immenso orgoglio. Essere italiana e allo stesso tempo sentirmi così latina è un privilegio enorme, possibile solo perché il mondo latino me lo ha permesso adottandomi da quando ero un’adolescente. È incredibile per me essere parte della storia della musica latina, che nonostante le barriere arriva sempre più lontano nel mondo». Sono le parole, commosse, di Laura Pausini ricevendo lo scorso 23 ottobre, al James L. Knight Center di Miami, il Billboard Icon Award durante la serata di gala dei Billboard Latin Music Awards 2025.

Il premio, consegnato dall’artista internazionale Ozuna, le è stato conferito per la sua carriera trentennale e per la sua influenza sulla musica, prima artista italiana ad essere insignita di tale riconoscimento. Il Billboard Icon Award viene infatti riservato agli artisti che vantano una carriera di grande rilievo per la musica contemporanea, e che si sono affermati come personalità più illustri del proprio genere, celebrati a livello mondiale per aver raggiunto un successo sia musicale che commerciale.

«Per la prima volta voglio ringraziare anche la Laura testarda e lottatrice che non si è arresa davanti ai no e ha seguito il suo cammino con onestà. Grazie a tutti i compositori e artisti che tutti i giorni mi ispirano e a cui dedicherò il mio prossimo album», ha aggiunto l’artista che ha dedicato un pensiero anche a Giorgio Armani. «Sono circondata da tanto amore e sono avvolta in questo abito meraviglioso, l’ultimo che Giorgio Armani ha disegnato per me. Lo sento abbracciarmi e sono sinceramente commossa di indossarlo oggi come desiderava lui. Giorgio, mi hai accompagnata da quando ero adolescente fino a questo importante traguardo. Sei con me. Ancora. Per sempre».

Laura ha cantato per la prima volta live “Mi historia entre tus dedos” (versione spagnola de “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani), brano che anticipa il suo atteso album Io Canto 2 / Yo Canto 2, in uscita nel 2026 per Warner Music: due distinti album – uno in italiano e uno in spagnolo – che rendono omaggio sia ai cantautori italiani che ai grandi artisti della Spagna e dell’America Latina.

Il 2026 segnerà per Laura Pausini un ritorno discografico ma anche dal vivo con il nuovo live Io Canto World Tour 2026/2027, al via il 27 marzo da Pamplona (Ansa.it).

Hera, a Faenza nuovi interventi per rafforzare la rete fognaria e prevenire allagamenti

Hera interviene lungo il fiume Lamone per ridurre il rischio di allagamenti. È già stato completato il ripristino del manufatto con ‘valvola clapet’ in via Ponte Romano, mentre proseguono i lavori in via Silvio Pellico e via Fratelli Bandiera. A Orto Bertoni è in corso la posa di una nuova condotta per deviare le acque della rete bianca, ed è stato pianificato il progetto della nuova rete fognaria di via Cimatti.

In primis proseguono i lavori, iniziati i primi di agosto, per il ripristino definitivo dei manufatti di scarico a servizio del sistema fognario lungo il tratto urbano del fiume Lamone: si tratta di strutture dotate di ‘valvole clapet’ (di non ritorno), fondamentali per impedire il reflusso dell’acqua dal fiume verso la rete fognaria e particolarmente importanti in caso di eventi di piena. Il primo intervento concluso riguarda il sistema fognario all’altezza di via Ponte Romano, totalmente ripristinato in modo definitivo e in grado di garantire condizioni di piena sicurezza. L’intervento, ha previsto la costruzione di un nuovo manufatto in calcestruzzo con l’obiettivo di proteggere la ‘valvola clapet’ dagli impatti con materiali galleggianti trasportati dalla corrente del fiume e assicurare la tenuta della struttura stessa anche durante eventi di estrema entità, migliorandone le durabilità e resistenza. L’opera si inserisce nel corpo arginale e contribuirà a garantire il corretto funzionamento dello scarico anche in condizioni di criticità idraulica. A breve sarà completato il manufatto all’altezza di via Silvio Pellico, mentre per quello in corrispondenza di via Fratelli Bandiera (nella zona del Borgotto) è in corso l’allestimento del cantiere.

Per quanto riguarda i lavori fognari all’Orto Bertoni, l’intervento prevede la posa di una nuova condotta scatolare delle dimensioni di 2000×1250 mm, che devia il tracciato della rete bianca di via Firenze a monte della rete di Orto Bertoni. Obiettivo dell’intervento è la riduzione delle portate, con conseguente riduzione del grado di riempimento in caso di eventi meteorici intensi. L’ intervento è stato consegnato all’impresa per l’esecuzione delle opere e a breve si proseguirà con la posa della nuova condotta fognaria. 

Riguardo alla progettazione delle reti fognarie, è in fase di completamento il progetto di fattibilità tecnico-economica da parte di Hera per la realizzazione della nuova rete bianca di via Cimatti, che sarà poi trasmesso agli enti competenti per l’iter autorizzativo. L’intervento prevede la realizzazione di una nuova condotta di fognatura bianca di 60 cm di diametro suddiviso in due tratti: il primo della lunghezza di 240 m (Ramo Sud) e un secondo tratto di lunghezza 116 m (Ramo Nord). Tali tratti andranno a confluire in un pozzetto di progetto che sarà posto sulla condotta di scarico al Lamone (chiavica n.24), proveniente da via Ragazzini. L’obiettivo del progetto è quello di drenare le acque di via Cimatti e contestualmente quelle provenienti da un bacino aggiuntivo.

La nuova scuola di Lugo: qualche mese di ritardo e costi aumentati del 5,5%

Entro la fine dell’anno scolastico sarà operativa la nuova sede della scuola dell’infanzia “Filastrocca” a Lugo. L’edificio è in costruzione al posto di un’area di verde pubblico tra via Bertazzoli e via Corelli – la vicinanza con il già esistente nido “Corelli” andrà a creare un polo 0-6 anni – e sostituirà la sede attuale in viale degli Orsini con una dotazione maggiore di spazi: ci saranno cinque sezioni contro le tre attuali. Il costo totale è di tre milioni di euro (tutti finanziati dal Pnrr) che sono il 5,5 percento in più della stima iniziale a causa dei rincari dei materiali in edilizia. La settimana scorsa la giunta comunale ha deliberato l’acquisto dei nuovi arredi per 140mila euro totali. Dieci anni fa l’ultima inaugurazione di un nuovo edificio scolastico nel comune di Lugo: il nido di Voltana che costò 600mila euro.

«I lavori si concluderanno nei primi mesi del 2026 – dice l’assessora comunale Veronica Valmori – poi bisognerà definire le modalità migliori di trasloco tenendo in considerazione l’inserimento dei bambini nei nuovi spazi. In seguito saranno fatti i lavori da 80mila euro nell’area esterna per la sistemazione degli spazi ludici e verdi».

La vecchia sede, di proprietà del Comune, sarà conservata e avrà un nuovo utilizzo: «Ci sarà bisogno di lavori di manutenzione e intanto stiamo valutando il suo uso. Ci sono un paio di ipotesi, entrambe nel settore scolastico».

In questi giorni si sono conclusi i lavori di adeguamento sismico della scuola Codazzi (260mila euro a carico del bilancio comunale) con tinteggiatura e parziali ristrutturazioni. Per l’estate 2026 è in programma un intervento di miglioramento energetico della materna di San Bernardino: infissi, impianti idraulici, fotovoltaico (costo 250mila euro).

Anziani: oltre cinquemila casi di demenza in provincia. A Cotignola un aiuto per i malati

Secondo i dati Ausl, in Emilia-Romagna si contano 64.058 persone affette da una forma di demenza, di cui 1.569 con esordio precoce, cioè prima dei 65 anni. La prevalenza è di 23 casi ogni 1.000 abitanti, mentre tra gli over sessantacinquenni la percentuale sale al 5,59%. Nel territorio dell’Ausl Romagna le persone con demenza sono stimate in 15.826, e tra queste oltre 5.000 risiedono in provincia di Ravenna. In circa sei casi su dieci si tratta di malattia di Alzheimer, la forma più diffusa, che provoca un progressivo declino della memoria e delle funzioni cognitive, portando a una perdita di autonomia e alla necessità di un’assistenza costante.

Per rispondere a una condizione che ha ormai un forte impatto non solo sanitario ma anche sociale, nel Distretto sanitario di Lugo è stato avviato il percorso per fare del comune di Cotignola una “Comunità Amica delle Persone con Demenza”, riconoscimento promosso dalla Federazione Alzheimer Italia.  Le azioni previste comprendono incontri di formazione e sensibilizzazione (due già svolti a settembre e ottobre) per aumentare la comprensione della malattia e ridurre lo stigma sociale, la promozione della diagnosi precoce presso i medici di base per garantire una presa in carico tempestiva, il miglioramento dell’accessibilità alle attività culturali e sociali e la revisione dei percorsi urbani nell’ottica di una mobilità più sicura. Saranno diffusi questionari per la rilevazione dei bisogni delle persone con demenza e dei loro familiari, così da programmare interventi mirati e concreti.

«Il percorso intrapreso – sottolinea la dottoressa Federica Boschi, direttrice del Distretto Sanitario lughese – è un importante passo avanti per supportare la salute affettiva, cognitiva e sociale delle persone con demenza attraverso la costruzione di contesti comunitari adatti a favorire la partecipazione e le relazioni sociali sostenendo contestualmente il ruolo dei caregiver».

Codice Rosso: in provincia seicento all’anno. Aumentano ammonimenti del questore

Alla procura di Ravenna arrivano circa seicento denunce di Codice Rosso all’anno. Lo ha detto il procuratore capo Daniele Barberini, in un’intervista dei giorni scorsi al quotidiano La Repubblica sul femminicidio di Pamela Genini.

Cos’è il Codice Rosso?

L’espressione Codice Rosso identifica una legge del 2019 approvata con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle vittime di violenza. «È stata creata una procedura specifica – spiega l’avvocata Valentina Bartolini di Ravenna – che accelera l’attività di indagine per ridurre i tempi di azione delle autorità che devono proteggere le vittime. Quando viene presentata una denuncia, il fascicolo passa davanti agli altri casi trattati dal pubblico ministero: c’è l’obbligo di ascoltare la vittima entro tre giorni e agire immediatamente per la verifica dei fatti. Vale solo per situazioni di violenza domestica o violenza di genere. Per un caso di stalking in ambito lavorativo, per esempio, non è prevista l’applicazione del Codice Rosso».

Per violenza domestica si intendono tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva. Per violenza di genere, invece, ci si riferisce a tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica.

Il Codice Rosso ha inasprito le pene per alcuni reati specifici, ha aggiunto aggravanti (per esempio commettere il fatto in presenza di minori) e ha anche introdotto quattro nuove fattispecie di reato: il cosiddetto revenge porn (condivisione non consensuale di materiale dal contenuto sessualmente esplicito), la deformazione del viso, la costrizione al matrimonio, la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento. Ora è anche prevista la “flagranza differita” per eseguire arresti di soggetti le cui condotte sono state individuate a distanza dai fatti in base a documentazione o video. Infine, il termine per la denuncia di una violenza sessuale è passato da sei a dodici mesi dal fatto. Di contro va segnalato che la riforma Cartabia (2022) ha portato da 20 a 40 giorni la durata della prognosi necessaria per la procedibilità d’ufficio in caso di lesioni.

Codice Rosso: indagini anche senza la denuncia

Bartolini, che collabora da tempo con l’associazione Linea Rosa di Ravenna rappresentandola anche in tribunale come parte civile, sottolinea una caratteristica centrale del Codice Rosso: «Si parla di procedibilità d’ufficio. Cioè una volta venuti a conoscenza di un episodio, gli inquirenti possono agire senza bisogno di una formale denuncia contro il presunto autore. È sufficiente l’informazione ricevuta da un medico di pronto soccorso che ha visitato una vittima di violenza, senza che quest’ultima faccia denuncia. Può essere anche un conoscente o un parente della vittima a fare denuncia se ritiene che ci sia una situazione di pericolo».

Dall’osservatorio di uno studio legale e delle aule di tribunale, per l’avvocata si tratta di un miglioramento notevole: «Però la conseguenza diretta è l’aumento delle denunce e quindi dei casi da trattare, per cui nelle procure c’è bisogno di più risorse, di ufficiali di polizia giudiziaria e di psicologi, per la gestione delle segnalazioni senza compromettere la qualità delle indagini». Un concetto espresso anche dallo stesso procuratore capo nell’intervista già citata: «Sarebbe bello avere una polizia dedicata – ha detto Barberini –. Un reparto interforze con lo psicologo e con dentro molte donne, che facesse solo quello, perché l’esperienza è fondamentale. Io ne avverto l’esigenza. Ma bisognerebbe investirci».

Le misure preventive. Focus sull’ammonimento del questore

Il Codice Rosso prevede misure preventive restrittive qualora vengano ravvisati elementi di pericolo: il divieto di comunicazione con la parte offesa e di avvicinamento ai luoghi frequentati, l’allontanamento dalla casa familiare. In caso di violazione è previsto l’arresto e la detenzione carceraria cautelare.

Tra le misure di prevenzione figura l’ammonimento del questore. Lo spiega Claudio Cagnini, vicequestore a capo della divisione Anticrimine della questura di Ravenna. «Il decreto legge 11/2009 consente di adottare il provvedimento nei confronti dell’autore di atti persecutori o diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Il questore, se ritiene fondata l’istanza presentata dalla vittima, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge».

Il decreto legge 93/2013 invece prevede l’ammonimento a tutela delle vittime di violenza domestica: «Può essere emesso sulla base di una segnalazione, non anonima, proveniente da chiunque: medici del pronto soccorso, personale di polizia giudiziaria, vicini di casa, familiari o amici».

L’importanza dell’ammonimento emerge in particolare in cosa di episodi successivi: «Le pene sono aumentate e c’è procedibilità d’ufficio se l’autore di quei reati è già ammonito anche se la persona offesa è diversa da quella per la cui tutela è stato già adottato l’ammonimento».

Finora nel 2025 dalla questura di Ravenna sono stati emessi 36 provvedimenti di ammonimento, 16 dei quali per atti persecutori (stalking) e 20 per violenza domestica a tutela di donne che il più delle volte non hanno ritenuto denunciare l’accaduto. Sono state archiviate 11 istruttorie su richiesta delle richiedenti. Nel corso dell’anno 6 uomini ammoniti si sono rivelati recidivi e perciò sono stati indagatio arrestati per ulteriori violenze domestiche, violazioni del divieto di avvicinamento o ripresi atti persecutori. Nel 2024 emessi 33 ammonimenti, 9 nel 2023, 19 nel 2022, 21 nel 2021.

L’avvocata Bartolini riconosce che le misure di prevenzione sono strumenti in più a disposizione delle forze dell’ordine, ma c’è il tema della loro effettiva applicazione: «Un ammonimento a tenersi lontano dalla vittima può essere facilmente infranto anche con conseguenze violente. Del resto non si può tenere in carcere chiunque abbia una denuncia. Però ora le misure cautelari sono più frequenti e la loro infrazione porta al carcere, così facendo aumenta la protezione».

Allora mentre la giustizia insegue nuovi percorsi di prevenzione e repressione, è necessario essere vigili e cogliere i segnali che possono precedere eventi tragici: «Per la mia esperienza non esiste un femminicidio senza alcun preavviso. Nelle storie delle donne uccise ci sono sempre i cosiddetti “reati spia”:  lesioni personali, minacce, offese, umiliazioni, denigrazioni, violenza psicologica». E c’è bisogno di una rete di protezione: «Le associazioni e le organizzazioni che possono aiutare le donne sono importantissime. Dobbiamo pensare al paradosso di una donna che trova la forza di denunciare un partner e poi deve tornare a casa da quell’uomo perché non ha altri posti dove spostarsi».

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