domenica
29 Marzo 2026

La New Hong Kong Chamber Orchestra in concerto a Cotignola e Brisighella

La cooperativa Emilia Romagna Concerti, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Capire la Musica”, organizza una breve tournée della New Hong Kong Chamber Orchestra, considerata in Asia tra i complessi barocchi più significativi.

Guidata dalla sua direttrice Harthy Tam (nella foto), l’orchestra si esibirà il 13 agosto alle ore 21 a Cotignola nella Chiesa di San Francesco, il 14 agosto sempre alle 21 nella Chiesa dell’Osservanza a Brisighella e il 15 agosto alle 18.30 fuori provincia, nella Chiesa di San Lorenzo in Bocconi a Portico di Romagna.

In programma musiche di Benedetto Marcello e di Johann Sebastian Bach integrate dai brani di due autori contemporanei cinesi: Mui Kwong Chiu e Liu Tai Shan.

Il progetto è reso possibile dai contributi di Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna e Amministrazioni comunali coinvolte.

La storica villa di Raul Gardini tra Ravenna e il mare in vendita per 9,5 milioni di euro

La celebre residenza di Raul Gardini, la “Monaldina”, immersa nella campagna tra Ravenna e il mare, in vendita per 9,5 milioni. A riportare la presenza sul mercato deIl’immobile appartenuto all’imprenditore romagnolo, guida del Gruppo Ferruzzi e una delle figure di spicco dell’economia italiana tra gli anni Ottanta e Novanta, è il quotidiano Corriere Romagna oggi in edicola.

Definito “un pezzo di storia, il luogo dove l’élite industriale italiana prendeva decisioni” è finita – secondo il giornale romagnolo – sul sito di un’agenzia immobiliare romana specializzata in lusso.

Cuore della tenuta la villa costruita nel 1780 e firmata da Camillo Morigia, architetto della tomba di Dante, al centro di un parco che si estende su cinque ettari al cui interno spicca l’antico fienile, trasformato da un progetto congiunto tra Gardini e l’architetto Gae Aulenti in cui, sottolinea il Corriere Romagna, domina, sospeso al centro dello spazio, il modellino originale del Moro di Venezia.

Nel dettaglio la tenuta Monaldina è composta dalla villa settecentesca, affiancata da una guest house di 144 metri quadri disposta su due livelli, una residenza per il personale di 100 metri quadri, racchiusi da una siepe di lecci lunga 1,6 chilometri e alta tre metri. Nel grande giardino, trovano posto anche un eliporto; una scultura monumentale in ferro alta 14 metri, “Il cavallo di Leonardo'” creata da Ben Jakober e Jannick Vu, protagonista della Biennale di Venezia del 1993 e due piscine collegate da un ponte in legno.

Sbanda e si schianta contro le auto in sosta: 42enne al Bufalini

Alla guida di una Nissan, ha improvvisamente sbandato andando a schiantarsi contro due auto parcheggiate lungo la strada, vicino all’incrocio con viale Alfieri. È successo nella tarda mattinata di oggi (10 agosto) a Lido Adriano, lungo viale Metastasio.

L’automobilista, un 42enne, è stato soccorso dagli uomini del 118 – arrivati sul posto anche con l’elimedica – e portato al Bufalini di Cesena con il codice di massima gravità. Le sue condizioni, però, non desterebbero preoccupazione.

Sul posto la polizia locale per eseguire i rilievi di rito. Praticamente nessuna ripercussione sul traffico.

L’assemblea del centro sociale Spartaco: «Sgomberi contro chi ha solo la colpa di essere povero»

Continua a tenere banco il caso del centro sociale Spartaco, in questi giorni al centro dell’attenzione mediatica per un dibattito in consiglio comunale e segnalazioni varie di cittadini per occupazioni abusive e degrado. Il centro sociale in quanto tale, come spiegato dal sindaco nei giorni scorsi, non è al momento affidato a nessun gruppo, in quanto la convenzione è scaduta e i locali inagibili. Lo stesso Comune, però, ha annunciato la bonifica delle aree verdi di pertinenza e limitrofe, che in questi giorni sono state di fatto sgomberate da tende e occupazioni considerate abusive.

Sul tema ora interviene con una nota inviata alla stampa l’assemblea del Csa Spartaco, che ribadisce come il centro non sia stato sgomberato, «non essendo effettivamente occupato».

«La brutta notizia per noi – continua la nota – è invece che, durante lo smantellamento dell’area verde adiacente alla ferrovia, si è consumata l’ennesima prova muscolare delle autorità ai danni di persone in difficoltà. Chi aveva infatti trovato riparo in questa zona a fronte della sempre più acuta crisi abitativa ha trovato le proprie tende distrutte dalle ruspe e i propri possedimenti buttati in mezzo all’immondizia. Ci lascia rammaricate e arrabbiate assistere ancora una volta impotenti alla spirale razzista e classista che si approccia alla vita umana come un ostacolo da spostare, espellere, ricollocare a proprio piacimento, facendo leva sulla debolezza e sulla miseria intrinseca al nostro “ordine sociale”. Non sorprendono quindi parallelamente i comportamenti intimidatori delle forze dell’ordine, presagio di orizzonti non proprio limpidi per il futuro di questo spazio».

«Senza voler saltare a conclusioni affrettate o creare inutili allarmismi – continua la nota -, sappiamo da parte nostra che gli sgomberi avvengono per lo più approfittando dei momenti di debolezza ciclici caratteristici degli spazi autogestiti, come questa torrida estate che ricorda molte altre esperienze analoghe scomparse negli anni passati». L’assemblea dello Spartaco, nella nota, rinnova l’invito «a stringerci collettivamente attorno ai sempre più rari presidi di autogestione sul territorio, a riscoprire questi come palestra di partecipazione attiva, mutualismo e confronto politico».

Dallo Spartaco arriva infine «solidarietà incondizionata verso chiunque in questo momento sta pagando le peggiori conseguenze di questo sistema omicida per la sola colpa di essere povero. Pensiamo agli innumerevoli altri sgomberi coatti di persone senza fissa dimora avvenuti qui a Ravenna negli ultimi giorni, come al vecchio sito Pop up e in via Tommaso Gulli».

Aggredisce la compagna in strada e poi nella sua abitazione: arrestato

Dopo la lite, ha aggredito la compagna in strada e poi all’interno della sua abitazione di Ravenna, con schiaffi e spintoni, buttandola più volte a terra e provocandole diverse contusioni. Allertati da alcuni passanti, i poliziotti hanno rintracciato l’uomo nei pressi dell’abitazione della ragazza, in quel momento già accompagnata al pronto soccorso per le cure del caso.

L’uomo – cittadino tunisino – è risultato già gravato da diversi precedenti penali sia per reati contro la persona che contro il patrimonio, nonché per fatti legati allo spaccio. Inevitabile l’arresto per maltrattamenti e lesioni personali.

Manca il custode e il campo di atletica leggera di Ravenna resta chiuso

Dal 31 luglio il campo di atletica leggera di Ravenna, in via Falconieri, è chiuso al pubblico (e agli atleti) perché senza gestore. Il Comune, che ne è proprietario, non ha trovato un custode che possa garantire la regolare apertura e sta effettuando ora le selezioni pubbliche per individuare il nuovo concessionario.

Sulle pagine del Carlino Ravenna in edicola oggi (10 agosto) e che sottolinea i disagi (tra cui anche quelli del giovane azzurro Enrico Ricci, costretto ad allenarsi per strada o al parco Baronio), l’ex assessore Federica Del Conte (oggi nel gabinetto del sindaco) assicura che il Comune è al lavoro per riaprire l’impianto (che avrebbe bisogno anche di importanti lavori di manutenzione) a settembre.

Tremenda caduta al Giro di Polonia, Filippo Baroncini in coma farmacologico indotto

Il 24enna ciclista di Massa Lombarda Filippo Baroncini – campione del mondo Under 23 nel 2021, professionista dall’anno successivo – si trova in coma farmacologico indotto all’ospedale di Walbrzych – non in pericolo di vita – dopo la tremenda caduta di giovedì nella terza tappa del Giro di Polonia. Dopo un violento urto contro un muretto a 60 km all’ora, il giovane atleta ha riportato fratture multiple alla clavicola e allo zigomo, oltre ad altre lesioni al volto e a un danno a una vertebra cervicale. Il coma è stata ritenuta dai medici la misura necessario per favorire l’immobilità e ridurre i rischi legati proprio ai traumi subìti al volto.

Baroncini – i cui parametri vitali sono buoni e non ha mai perso conoscenza dopo la caduta – rientrerà in Italia su un volo sanitario privato, destinazione Milano, ospedale Niguarda, uno dei centri di riferimento nazionali per la gestione di traumi complessi e dotato di una terapia intensiva ad alta specializzazione.

Sgombero in Darsena, gli “avvocati di strada” non ci stanno: «Servizi insufficienti per chi è senza fissa dimora»

L’associazione Avvocato di Strada – che fornisce assistenza legale gratuita alle persone senza dimora, con l’obiettivo di tutelare i loro diritti e favorire l’inclusione sociale – in una lettera al sindaco contesta l’operazione di sgombero dei giorni scorsi della polizia locale di Ravenna nell’area ex Pop Up in darsena, dove è stata riscontrata la presenza di nove cittadini stranieri – tutti in regola con il permesso di soggiorno – lì accampati per dormire e, a seguito del controllo, allontanati e denunciati per invasione di terreni ed edifici.

«Premesso – si legge nel testo dell’associazione, formata anche da avvocati volontari – che l’occupazione abusiva di un suolo configurerebbe un reato (salvo il ricorrere di uno stato di necessità) e che, non conoscendo nello specifico i fatti, non sappiamo se le persone in questione, prima di arrangiarsi presso quell’area, si fossero rivolte al servizio accoglienza del Comune di Ravenna per chiedere aiuto, non possiamo non sottoporle delle riflessioni su quanto accaduto e, in generale, sull’approccio verso queste situazioni, purtroppo frequenti nel territorio locale».

«In primo luogo – continua il testo -, dobbiamo rilevare che i servizi messi in campo a favore delle persone senza fissa dimora del ravennate appaiono insufficienti rispetto alla reale e attuale portata del fenomeno, che riguarda donne e uomini (stranieri come italiani) impossibilitati – per le più svariate motivazioni personali, spesso molto complesse – a trovare un alloggio dignitoso e di fatto costretti a dormire per strada o in sistemazioni di fortuna; il mese di agosto, poi, è notoriamente critico a causa della chiusura del “dormitorio del Buon Samaritano”, ma anche negli altri periodi (compresi quelli invernali) le liste di attesa per accedere al sistema di accoglienza comunale sono particolarmente lunghe e l’accesso alle strutture è molto difficile. Purtroppo, come sportello seguiamo le posizioni di diverse persone in tali condizioni, in specie due donne ravennati che stanno affrontando da diversi mesi una situazione di emergenza abitativa e per le quali i Servizi Sociali – con grande sforzo – stanno cercando di attuare dei progetti di accoglienza compatibili con le difficili esigenze socio-sanitarie delle interessate».

«In secondo luogo, facciamo presente – avendolo appreso direttamente dal contatto con i gestori delle varie strutture – che in particolare il “dormitorio del Buon Samaritano” arrivi spesso ad ospitare fino a 7-8 cittadini stranieri richiedenti asilo, i quali dovrebbero trovare accoglienza presso le strutture gestite dalla Prefettura (Cas) che non riesce ad organizzarne l’ingresso, se non con tempi troppo prolungati; ciò comporta inevitabilmente l’impossibilità di accesso al dormitorio da parte delle (molte) persone che non hanno alcun titolo per entrare nel sistema di accoglienza dei cittadini stranieri e questo “cortocircuito” – che in ogni occasione segnaliamo prontamente alla Prefettura – genera una situazione di emergenza che costringe la gente a trovare alloggi di fortuna, anche per strada».

«In terzo luogo, sarebbe stato bello leggere nell’articolo che a seguito dell’intervento delle sei pattuglie, preso atto dello stato di necessità delle nove persone coinvolte (le quali, quasi sicuramente, in questo periodo non avrebbero potuto trovare spazio nell’accoglienza comunale), la questione fosse stata affrontata non solo sotto il profilo della sicurezza, ma anche dal punto di vista sociale, indirizzando gli interessati verso i servizi sociali o le associazioni territoriali per tentare di trovare un rimedio ed evitare il reiterarsi del problema in altre zone della città».

«Per concludere, pur ritenendo che – nei limiti della propria competenza – sia compito dell’amministrazione/politica locale affrontare i problemi della sicurezza, non possiamo non segnalare come, nel contempo, sia dovere dello stesso ente attivare tutte le misure di carattere sociale necessarie per scongiurare o, quanto meno, per limitare il verificarsi di situazioni come quella affrontata ieri, comunque tendendo sempre la mano verso chi – molto spesso non per colpa – si ritrovi costretto a vivere per strada; e ci pare di capire che questo approccio ieri, come in altre occasioni passate, sia del tutto mancato».

Alluvione 2024, l’inchiesta della procura: «Eventi prevedibili»

Gli eventi catastrofici legati alla alluvione che nel settembre 2024 aveva colpito perlopiù Traversara e Faenza non erano imprevedibili. E, in relazione al Lamone – il fiume le cui esondazioni portarono i danni maggiori – i tempi di ritorno di fenomeni di quella portata non erano né sui 200 anni, né sui 30 anni.

È questo in sintesi il risultato fissato nella prima consulenza (parziale) disposta dalla Procura sulla ultima delle tre alluvioni, quella del settembre 2024, che in circa un anno e mezzo avevano colpito il territorio ravennate.

Per parlare delle conclusioni, come riportato dai due quotidiani locali il Resto del Carlino e Corriere Romagna, di recente in Procura a Ravenna c’è stato un incontro con il legale del comitato ravennate “Noi ci siamo”. Il fascicolo, come per le altre due alluvioni del maggio maggio 2023, è stato aperto contro ignoti per disastro colposo. (fonte Ansa.it)

Un presidio davanti all’Autorità portuale: «Stop ai rapporti commerciali con gli israeliani dei droni militari Rafael»

Pubblichiamo un report dell’attivista Marina Mannucci dalla manifestazione di oggi (sabato 9 agosto)  a Ravenna.

Davanti alla sede dell’Autorità Portuale di Ravenna si è tenuto nella mattinata di oggi (sabato 9 agosto) il presidio “Stop ai rapporti con l’azienda israeliana che fabbrica droni militari”, promosso da Slai Cobas per il sindacato di classe di Ravenna, assieme alla Rete studenti4Palestine di Ravenna. Hanno aderito anche Coordinamento Ravennate per il Clima Fuori dal Fossile, Associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna, Organizzazione di volontariato Rekko di Ravenna, gruppo teatrale Tôchi bellezza formato da ex-studenti dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, Organizzazione di Volontariato Avvocato di Strada Sportello di Ravenna, il collettivo di cittadine/i Faenza per la Palestina, il collettivo di cittadine/i Rimini con Gaza, l’Associazione culturale Un filo rosso di Forlì, il collettivo di cittadine/i Station to station-è troppo tardi per provare odio di Bologna, Organizzazione di volontariato Forlì Città Aperta, Associazione Romania Mare di Ravenna, Reteinterculture sui temi dell’Immigrazione R.I.T.I. di Ravenna, Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba di Ravenna.

I manifestanti, oltre alle proteste contro il trasporto di armi destinate a Gaza attraverso il porto di Ravenna, hanno richiesto la rottura immediata dei rapporti commerciali, avviati per un progetto internazionale, tra l’Autorità Portuale di Ravenna e la Rafael Advanced Defense System, azienda statale attiva nel settore della difesa, controllata dal Ministero delle finanze israeliano, produttrice di sistemi di sicurezza in campo militare. Il presidio ha visto una buona partecipazione di studenti e studentesse, oltre agli operai/falegnami di Gruppo 8 e Sofalegname di Forlì attualmente in sciopero (di cui si è data notizia nei giorni scorsi sulle testate locali), diverse identità e organizzazioni della società civile impegnate contro la guerra, contro gli armamenti, per la pace, per la giustizia sociale e climatica, contro il patriarcato, per i diritti e la democrazia globale, che hanno scandito a gran voce lo slogan Free Free Palestine. Un gruppo determinato di persone impegnate con trasporto e passione civile per una richiesta di legalità e giustizia che ci si aspetterebbe dall’intero establishment politico e legale, locale, nazionale, mondiale. In tutti gli interventi è stato ribadito che non schierarsi contro il genocidio di Gaza significa essere complici. Al presidio non era presente alcun  rappresentante delle istituzioni locali. La Rafael Advanced System è tra le aziende citate nel rapporto di Francesca Albanese (relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, giurista, docente di Diritto internazionale, specializzata in Diritti Umani e Medio Oriente) che denuncia le responsabilità delle aziende di armi, tra queste anche l’italiana Leonardo, nel genocidio a Gaza. Nei giorni scorsi è circolato sul web il video promozionale della Rafael Advanced Defense Systems in cui un drone Spike Firefly in azione rincorre e uccide un civile inerme e disarmato. Rafael riceve finanziamenti europei attraverso fondi Horizon per il progetto UnderSec (Horizon Europe è il principale programma di finanziamento dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione), si tratta di risorse finanziarie che dovrebbero servire esclusivamente per scopi civili, ma, a ben leggere le linee guida del programma, è prevista l’eventualità di applicazioni dual-use, cioè in ambito sia civile che militare. Da un’inchiesta del quotidiano belga francofono L’Echo e del suo partner fiammingo De Tijd che mette in luce il legame tra centri di ricerca europei e israeliani, emerge che il Ministero della difesa israeliano è partner del progetto Horizon – UnderSec che mira, tra l’altro, a proteggere infrastrutture sottomarine con sensori e tecnologie, e riceve a questo scopo quasi 6 milioni di euro; la Rafael Advanced Defense Systems riceve mezzo milione di euro, mentre l’Israel Aerospace Industries (Iai), gruppo di difesa israeliano, partecipa a otto progetti Horizon, ricevendo quasi 2,8 milioni di euro.

Il Porto di Ravenna, e in particolare l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale (che opera per indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le altre attività commerciali e industriali esercitate nel Porto, oltre ad amministrare i beni del demanio marittimo, provvedere al mantenimento dei fondali e alla realizzazione delle grandi infrastrutture portuali finanziate dallo Stato) è il partner italiano di maggior rilievo e partecipa al progetto di cui sopra. Il porto di Ravenna è anche un importante snodo di traffici verso il Medio Oriente in cui approdano le navi della Zim Integrated Shipping Services, compagnia navale israeliana che trasporta armi per Israele in modo regolare. Dopo il carico illegale di componenti di cannoni diretto a Israele, sequestrato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli il 4 febbraio scorso, Weapon Watch, osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo, ha riferito di un nuovo carico di munizioni (codice 4.1) partito da Ravenna il 30 giugno e diretto ad Haifa. Il 30 luglio 2025 sul sito della Scuola Normale Superiore di Pisa – fonte Commissione Europea del 29 luglio 2025 –, si legge: «La Commissione europea ha proposto la sospensione parziale della partecipazione di Israele al programma Horizon Europe. In particolare, la misura si applicherebbe alle entità israeliane coinvolte in attività finanziate dall’Accelerator dell’European Innovation Council (EIC), lo strumento europeo dedicato a start-up e PMI [Piccole e Medie Imprese] con soluzioni tecnologiche altamente innovative, spesso a doppio uso. Affinché la proposta sia adottata è necessario il sostegno della maggioranza qualificata del Consiglio dell’Unione europea. La proposta è stata fatta alla luce della revisione dell’articolo 2 dell’Accordo di associazione UE-Israele, che sancisce il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici come elementi essenziali della cooperazione bilaterale, anche nel campo della ricerca e dell’innovazione. Nonostante l’annuncio da parte di Israele di pause umanitarie quotidiane e alcuni progressi nell’attuazione degli impegni sull’assistenza e sull’accesso umanitario, la situazione umanitaria a Gaza continua a restare drammatica. La sospensione sarebbe mirata e reversibile: non intaccherebbe la partecipazione delle università e dei ricercatori israeliani nei progetti collaborativi previsti dal programma Horizon Europe».

La proposta di Bruxelles mira a escludere temporaneamente Israele dall’accesso a uno dei segmenti più strategici del programma Horizon, l’European Innovation Council (Eic), dedicato allo sviluppo di tecnologie emergenti – come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e i droni – spesso con potenziali usi sia civili che militari, come sopra riportato. La misura, se approvata dagli Stati membri, potrebbe rappresentare una risposta politica, ancora molto debole e, in ogni caso, insufficiente per auto-assolversi, alla grave crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza.

«La nozione di “banalità del male” si riferisce al paradosso creato dalla società totalitaria, in cui un crimine senza precedenti viene eseguito in modo ottimale da un apparato burocratico ordinario; suggerisce la disparità tra le vaste dimensioni del crimine e la persona non eccezionale del criminale», così scriveva nel 2019 in un articolo di Haaretz, Michal Aharony, ricercatrice di filosofia politica. L’auto-assoluzione europea consentirebbe, quindi, di eludere una consapevolezza delle atrocità commesse. «Sconsideratezza» che la storica, filosofa e politologa tedesca Hannah Arendt riconosceva con «l’incapacità di pensare dal punto di vista dell’altro» e di confrontarsi con la propria coscienza e, quindi asserire, come facevano i gerarchi nazisti, «ho solamente eseguito gli ordini». Struttura mentale sempre più diffusa nelle democrazie contemporanee.

Marina Mannucci

Millecinquecento anni dalla morte di Teodorico: istituzioni e realtà culturali impegnate per le celebrazioni del 2026

In vista del 2026, anno in cui ricorrerà il quindicesimo centenario della morte di Teodorico (30 agosto 526) Comune di Ravenna, Musei Nazionali di Ravenna, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Galeata e Archidiocesi di Ravenna-Cervia hanno avviato una collaborazione operativa per un progetto condiviso di valorizzazione del patrimonio teodoriciano attraverso un programma unitario di iniziative sul territorio. In tal senso la giunta comunale ha recentemente approvato uno schema di un protocollo d’intesa tra tutti i soggetti coinvolti.

«L’occasione del centenario – sostiene l’assessore alle Politiche culturali e turismo Fabio Sbaraglia – riafferma la centralità storica del nostro territorio e della nostra città, e ci consegna l’opportunità di dare vita a un percorso di valorizzazione che dovrà coinvolgere tutte le forze istituzionali ma anche le migliori energie creative e culturali. Questo protocollo è il primo passo a cui seguirà subito la costituzione di un comitato scientifico e organizzativo la cui prima missione sarà quella di ottenere dal ministero della Cultura l’istituzione delle celebrazioni a livello nazionale. L’obiettivo è strutturare un programma che tenga insieme eventi, attività di ricerca e studio, attività di divulgazione ma anche azioni di conservazione».

La rete che si è costituita attraverso il protocollo attiva tutti gli attori titolari di competenze in termini di proprietà, valorizzazione e conservazione del patrimonio direttamente collegato a Teodorico. Coinvolge quindi anche anche il Comune di Galeata, nella Valle del Bidente, nell’entroterra forlivese, un territorio ricco di storia e bellezze culturali, che ospita l’area archeologica della Villa di Teodorico, residenza di età tardoantica (V-VI secolo), testimonianza unica del periodo gotico, e la storica Abbazia di Sant’Ellero (V secolo), antico centro di spiritualità e meta di pellegrinaggi sin dal Medioevo.

Tra i partner che saranno chiamati a collaborare, sarà importante la collaborazione della Fondazione RavennAntica per il coinvolgimento negli aspetti di valorizzazione dei siti – Mausoleo di Teodorico, Battistero degli Ariani e il cosiddetto Palazzo di Teodorico – testimonianze materiali di eccezionale valore storico, archeologico e identitario, la cui conservazione e valorizzazione rientrano fra le priorità dell’azione amministrativa e istituzionale del Comune e dei soggetti pubblici competenti.

Il Comune di Ravenna farà da capofila, anche per i profili economici e in coerenza con l’Accordo di Valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico ravennate già sottoscritto con i principali enti istituzionali competenti, e favorirà, attraverso la stipula del protocollo, la costituzione di un rinnovato partenariato operativo per la pianificazione e la realizzazione coordinata delle celebrazioni teodoriciane.

Truffa dello specchietto, denunciato un 36enne

I carabinieri della stazione di Faenza – Borgo Urbecco hanno denunciato un pregiudicato 36enne di origini siciliane, per aver raggirato un anziano faentino con la cosiddetta “truffa dello specchietto”.

Il 36enne era dentro la propria auto, ferma lungo il ciglio di una strada, e mentre transitava la macchina guidata dall’anziano, ha simulato un urto accidentale tra i due veicoli. L’uomo alla guida si è subito fermato e il truffatore lo ha indotto in inganno, mostrandogli la portiera graffiata della sua auto, che in realtà lo era già in precedenza, facendosi consegnare dei soldi per la riparazione.

La vittima, dopo l’accaduto, ha capito immediatamente di essere stato raggirato e ha chiesto aiuto ai carabinieri, che si sono messi subito alla ricerca dell’autore della truffa, sfruttando le immagini della videosorveglianza. I militari sono riusciti a identificare l’uomo, denunciandolo all’Autorità Giudiziaria, scoprendo che anche in passato era già stato segnalato numerose volte per fatti analoghi.

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