domenica
29 Marzo 2026

Si spegne a 89 anni Genunzio Silvagni, icona romagnola del mondo dei motori

Si è spento a 89 anni Genunzio Silvagni, storica figura dell’automobilismo e motociclismo romagnolo. L’uomo ha accusato un malore in mare intorno alle 13 di ieri, 4 agosto, nelle acque a nord dello stabilimento Oasi di Lido Adriano. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, è stato un bagnante a notare il corpo senza sensi e a trascinarlo a riva, dove sono intervenuti i bagnini di salvataggio e il personale del 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, per Silvagni non c’è stato nulla da fare.

In spiaggia anche la moglie, che ha accusato a sua volta un malore per lo shock ed è stata trasportata in ospedale. Silvegni, originario del forlivese, si era distinto fin dalla giovane età nel panorama dei motori in romagna. Pilota già a 17 anni, nel 1954 era entrato nella scuderia di Moto Morini. Il suo palmarès comprende centinaia di vittorie, anche in competizioni nazionali ed europee.

A ricordarlo con affetto in un post condiviso sui social anche il racing team forlivese Le Fonti: «Per il momento possiamo dire solo grazie per averci fatto da “Maestro”, non solo per la parte sportiva ma soprattutto un “Maestro” di vita, ci hai insegnato valori importanti che non dimenticheremo mai. Genunzio Silvagni sei stato una parte importante della nostra scuderia e se dopo 32 anni siamo ancora qui ad organizzare e partecipare a gare è anche merito tuo, ci mancherai tantissimo».

Arrestato a Riccione anche l’ottavo membro della baby gang dei Cas ravennati

È stato arrestato a Riccione l’ottavo minore coinvolto nell’inchiesta della Procura per smantellare la baby gang di giovani tunisini accusata di rapine, furti e aggressioni nella provincia di Ravenna. Secondo quanto riportato dai principali quotidiani in edicola oggi, il ragazzo sarebbe stato fermato dai carabinieri per un controllo mentre passeggiava per il centro, facendo scattare l’arresto.
Manca un solo nome ora per completare la lista degli indagati: si tratta di nove minorenni, tutti nati in Tunisia tra il 2007 e il 2009 e poi arrivati in momenti diversi in Italia senza famiglie. L’accusa è quella di rapina, furto, lesioni, minacce, ricettazione, porto abusivo di armi e tentato omicidio, per un totale di oltre 30 episodi. La procura per i minori di Bologna, che coordina l’inchiesta condotta dalla polizia di Stato, contesta anche il reato di associazione per delinquere, circostanza di particolare gravità. L’analisi delle modalità di azione, infatti, avrebbe evidenziato un gruppo con una struttura organizzata e ruoli distinti ricorrenti nei diversi casi.
I primi sette sono stati arrestati nelle scorse settimane: due sono stati catturati a Ravenna, due a Parma, uno a Pescara, uno a Sulmona e uno a Caserta e si trovano ora rinchiusi in un istituto penale per minorenni.

Il gip nell’ordinanza parla di “fenomeno ravennate”. Il gruppo infatti si sarebbe conosciuto nell’estate del 2024 all’interno dei Cas della provincia, dando vita alla banda. Da subito il loro atteggiamento si è mostrato problematico, portando in pochi mesi alla chiusura della struttura che li ospitava. I tentativi di ricollocamento in strutture fuori dalla provincia si sono rivelati vani: ogni volta infatti trovavano modo di scappare, per ritrovarsi nelle zone del ravennate, imolese e riminese. 

Oltre ai furti (che prendevano di mira soprattutto coetanei) infatti si contano anche diversi reati contro la persona, volti a stabilire il “controllo” sul territorio, soprattutto nelle aree in prossimità delle stazioni. Tra gli episodi più gravi, l’accoltellamento di un 17enne in piazza Duomo a Ravenna, lo scorso 15 luglio.

Vietato vendere e consumare alcol ai giardini Speyer e in piazza Baracca: due nuove ordinanze del Comune

Il Comune di Ravenna ha emanato nelle zone dei giardini Speyer e di piazza Baracca, in centro a Ravenna, due identiche ordinanze antialcol e antidegrado valide da mercoledì 6 agosto a domenica 30 novembre.

«Come avevamo annunciato sulla stampa e in consiglio comunale – afferma il vicesindaco con delega all’Ordine pubblico e sicurezza Eugenio Fusignani – abbiamo emanato due ordinanze che vietano la vendita e il consumo di alcolici con l’obiettivo di contrastare tali fenomeni in due zone sensibili della città».

Le due ordinanze impongono il divieto di vendita delle bevande alcoliche e superalcoliche da parte degli  esercizi di vicinato del settore alimentare o promiscuo e delle attività artigianali del settore alimentare, fatta salva, per queste ultime, la vendita per il consumo sul posto nelle aree appositamente attrezzate nonché il divieto di consumo di alimenti e bevande con stazionamento su scalinate, marciapiedi, arredi urbani e, più in generale, stazionando sulla pubblica via o nelle aree private ad uso pubblico.

Nel dettaglio i divieti saranno in vigore nella zona della stazione ferroviaria e dei giardini Speyer, in particolare via Candiano dopo il passaggio a livello sino all’intersezione con viale Pallavicini, viale Pallavicini dopo l’intersezione con le vie Candiano e Alberoni sino a piazza Farini, piazza Farini, viale Farini, piazza Mameli, via Carducci, via Monghini e via San Giovanni Bosco nonché nella zona di viale Francesco Baracca dopo l’intersezione con via Guglielmo Oberdan, piazza Baracca, Porta Adriana, via Maggiore, nel tratto ricompreso tra la circonvallazione vie Fiume Montone Abbandonato – San Gaetanino.

Ferma restando l’eventuale applicazione delle sanzioni penali e amministrative previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, le violazioni alla vendita sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 400 euro a un massimo di 500 euro, quelle al consumo con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 150 euro a un massimo di 450 euro.

Chiuso dal questore il bar dell’accoltellamento di Lido Adriano

Nella mattinata di lunedì 4 agosto il questore di Ravenna ha disposto la sospensione della licenza del bar Cristallo di Lido Adriano. Il locale – secondo le indagini di polizia e carabinieri – era diventato luogo di ritrovo di soggetti gravati da precedenti penali e di polizia ed è stato teatro dell’accoltellamento dello scorso 13 giugno, quando un 51enne, poi arrestato, aveva colpito un 23enne al culmine di una lite.

Alla luce di quello che viene definito dalla questura come un «particolare pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica», il questore di Ravenna, con decreto, ha disposto la chiusura del bar con sospensione della licenza per sette giorni.

Trattore tampona una moto alla rotonda tra Adriatica e Ravegnana: una giovane ferita e traffico in tilt

Attorno alle 5 del pomeriggio di oggi (4 agosto) un giovane alla guida di un trattore ha urtato una moto 125cc con in sella due sorelle residenti nel ravennate. La moto viaggiava da Ravenna in direzione Forlì e al momento dell’urto si trovava ferma alla rotonda, in attesa del proprio turno per immettersi. Il ragazzo alla guida del mezzo agricolo è sopraggiunto alle spalle delle ragazze, dichiarando di non essersi accorto della moto in attesa e finendo con il travolgerla.

La guidatrice, di appena 18 anni è riuscita a disarcionarsi velocemente dalla moto, evitando l’impatto. La sorella però non ha avuto la stessa prontezza, venendo colpita violentemente dal trattore. Fortunatamente, la ruota si è fermata a pochi centimetri dal corpo della ragazza, scongiurando il peggio.

Sul posto si è fermato immediatamente un mezzo del 118 di passaggio, che ha prestato i primi soccorsi, in attesa dell’arrivo delle due ambulanze e automedica. La passeggera è rimasta cosciente per tutto il tempo ed è stata stabilizzata sul posto per poi essere trasporta al Bufalini di Cesena con codice media gravità. Tempestivo anche l’intervento della polizia stradale di Ravenna, che ha effettuato i rilievi nel minor tempo possibile per non gravare ulteriormente sul traffico.

Entrambe le arterie, già molto trafficate nel periodo estivo, hanno subito un blocco della circolazione: la Ravegnana è stata chiusa fino a Ponte Assi, mentre lungo l’Adriatica i mezzi in transito sono rimasti fermi per un tempo prolungato.

Il Teatro Goldoni presenta la nuova stagione tra grandi classici, anteprime e nuova drammaturgia

Il Teatro Goldoni di Bagnacavallo presenta la Stagione 2025/26, realizzata grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Bagnacavallo e Accademia Perduta/Romagna Teatri, con la Direzione Artistica di Claudio Casadio e Ruggero Sintoni. In cartellone oltre 30 appuntamenti, di cui 12 produzioni proprie e un’attesa Anteprima Nazionale. Non mancheranno spettacoli di Prosa Contemporanea, Nuova Drammaturgia, Teatro Ragazzi (sia per Scuole sia per famiglie), di Teatro Musicale, Comico, d’Impegno Civile e Sociale e Incontri con gli Artisti.

La rassegna principale della Stagione, rappresentata in doppia replica, sarà inaugurata da Brokeback Mountain, spettacolo di Ashley Robinson presentato in “Anteprima Nazionale” (18 e 19 ottobre), diretto da Giancarlo Nicoletti e interpretato da Edoardo Purgatori, Filippo Contri con Malika Ayane accompagnata da una live band.
Tratto dal racconto Gente del Wyoming di Annie Proulx e co-prodotto da Accademia Perduta, Teatro Carcano, Altra Scena e GF Entertainment, Brokeback Mountain è una sontuosa produzione dove la musica dal vivo si intreccia al racconto di una storia d’amore universale, quella di due cowboy che si incontrano per caso e si amano per scelta.

Seguirà Oltre. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande, uno spettacolo di Linda Dalisi e Fabiana Iacozzilli che, ispirato a una storia vera, porta in scena il racconto dei sopravvissuti di un disastro aereo, con una contaminazione originale ed emozionante tra teatro di figura e le voci delle testimonianze (venerdì 5 e sabato 6 dicembre). La Stagione proseguirà con la commedia brillante, divenuta famosa anche sul grande schermo, L’anatra all’arancia, interpretato nei ruoli principali da Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli (mercoledì 17 e giovedì 18 dicembre). Claudio Casadio, Loredana Giordano, Valentina Carli e Leone Tarchiani saranno poi protagonisti, insieme a un affiatato gruppo di giovani attori, de Gli Innamorati di Carlo Goldoni, nuova co-produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri, adattata in chiave contemporanea e diretta da Roberto Valerio (martedì 27 e mercoledì 28 gennaio). Due giovani innamorati mostrano come un amore dolce e limpido possa trasformarsi in folle gelosia: da qui nasce una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri in una girandola di colpi di scena: un testo che, scritto nel 1759, si rivela ancora in tutta la potente contemporaneità.

Parte da Bagnacavallo la tournée 2026 di Gente di facili costumi, commedia “cult” di Nino Marino e Nino Manfredi interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume (venerdì 20 e sabato 21 febbraio). Il geniale regista Alfredo Arias, con il suo stile unico e inconfondibile, mette in scena La Tempesta di Shakespeare. Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritta dal grande autore inglese, in una nuova edizione interpretata da Graziano Piazza e Guia Jelo (mercoledì 4 e giovedì 5 marzo). Chiude il cartellone (martedì 21 e mercoledì 22 aprile) The Other Side di Ariel Dorfman, interpretato da Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori, un testo grottesco, divertente e amaro al contempo, che affronta il tema delle divisioni, dei muri, mentali e geografici, che le persone creano intorno a loro.

Per tutti i protagonisti della Stagione, si confermano gli Incontri con gli Artisti al Ridotto alle ore 18 del secondo giorno della loro permanenza in città. Tutti gli spettacoli inizieranno alle 21.

Il cartellone “più giovane” del Goldoni, Teatri d’Inverno – sguardi sulla drammaturgia contemporanea, sarà composto invece da cinque appuntamenti, tra i quali due nuove produzioni di Accademia Perduta.

Apre il sipario I Mezzalira, con Agnese Fallongo, Tiziano Caputo e Adriano Evangelisti, già applauditi in passato al Goldoni con lo spettacolo Letizia va alla guerra. Un racconto tragicomico che, ai toni brillanti della commedia all’italiana, mescola le tinte fosche del giallo e del thriller e che invita lo spettatore a guardare attraverso il buco della serratura di una casa “qualsiasi” per rintracciare il proprio personalissimo passato e ricostruire così la propria storia (martedì 2 dicembre). Raffaello Tullo, anch’esso noto al pubblico di Bagnacavallo grazie ai suoi spettacoli con la Rimbamband, insieme a Martina Salvatore, porta in scena la nuova produzione di Accademia Perduta AlgoRitmo, esilarante pièce di musica, poesia, incanto, magia e ritmo sulle disavventure di un uomo e un futuristico robot umanoide in grado di acquisire qualunque tipo di informazione (venerdì 16 gennaio).

Matthias Martelli porterà poi in scena il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame, Mistero buffo. Lo spettacolo, diretto dall’indimenticato Eugenio Allegri, ha all’attivo oltre 200 repliche in Italia e all’estero (martedì 24 marzo). Si prosegue sabato 28 marzo con N.E.R.D.s – sintomi, spettacolo di Bruno Fornasari diventato un “cult” della “commedia crudele”. Un racconto che parte dalla famiglia come rassicurante paradigma di una società sana per raccontarci il rovescio della medaglia. Il collettivo Les Moutaches, sostenuto da Accademia Perduta, presenta venerdì 17 aprile la nuova creazione La Fame, uno spettacolo di Alberto Fumagalli che ne è anche interprete con Chiara Liotta e regista con Ludovica D’Auria. Sagrestano e Virtuosa sono i protagonisti assoluti: intensi, amorali e allegorici, sono gli antieroi di una nuova parabola tanto immaginaria quanto reale, apparentemente lontana, tremendamente contemporanea.

Infine una proposta ampia e qualificata per i più giovani, modulata nelle rassegne Favole e Teatro Scuola e anticipata, in occasione delle celebrazioni di San Michele, dallo spettacolo Storia della terra della compagnia TCP tanti Cosi Progetti. Con le proposte per le scuole, Accademia Perduta coglierà anche l’occasione di presentare alcune nuovissime produzioni destinate alle nuove generazioni: Sorpresa della compagnia Teatro Perdavvero, I vestiti nuovi dell’Imperatopo di e con Danilo Conti e L’oca Lucia di Vladimiro Strinati.

Grazie alla consolidata collaborazione con Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, oltre alla rassegna teatrale, la musica colta di Libera la Musica sarà nuovamente protagonista al Goldoni, ampliando così l’offerta culturale per il pubblico così come, per gli amanti delle tradizioni, torneranno le rappresentazioni in lingua vernacolare portate in scena da alcune delle più seguite compagnie del territorio.

Il rinnovo del proprio abbonamento può essere richiesto da sabato 13 giovedì 25 settembre dalle ore 10 alle ore 13 (festivi esclusi), mentre i nuovi abbonamenti possono essere sottoscritti da sabato 27 settembre a venerdì 3 ottobre. Per informazioni sugli spettacoli o prezzi dei singoli biglietti è possibile consultare il sito web di Accademia Perduta.

Lugo verso un gemellaggio con una città palestinese: approvata la mozione in consiglio comunale

Il consiglio comunale di Lugo ha approvato, durante la seduta del 31 luglio, una mozione che propone di dar vita a un patto di amicizia o gemellaggio tra Lugo e una città palestinese. Il testo è stato validato con il voto favorevole dei consiglieri della maggioranza mentre, a parte un voto contrario, i consiglieri di opposizione si sono astenuti.

«Ci troviamo questa sera a discutere e votare la mozione per l’Istituzione di un Patto di Amicizia o Gemellaggio tra Lugo e una Città Palestinese. Questa proposta si lega alla storia più profonda della nostra città, tanto a quella più antica quanto a quella recente, e intende guardare al futuro con lo stesso senso di responsabilità che ha da sempre contraddistinto l’azione del nostro Comune, in linea innanzitutto con la politica di gemellaggi avviata dall’allora sindaco Adriano Guerrini. Questi, a soli 15 anni dal termine del secondo conflitto mondiale, fu in grado di accogliere una richiesta proveniente da cittadini tedeschi e avviare rapporti che portarono successivamente, nel ’76, a un gemellaggio con la città di Kulmbach» si legge nell’intervento discusso in consiglio.

Come indicato nelle premesse alla mozione, la storia di Lugo è fortemente legata a quella della propria comunità ebraica che, a partire dal XIII secolo, contribuì in maniera essenziale allo sviluppo della città, così come della propria coscienza e identità. Dal 2006 è in atto un gemellaggio con la città israeliana di Yoqneam, il cui sindaco era allora Simon Elfassi, collaboratore di Yitzhak Rabin che promosse (a fianco di Yasser Arafat) gli accordi di Oslo.

«In risposta agli atti terroristici del 7 ottobre 2023 – continua il testo della mozione – l’Amministrazione Comunale ha condannato in modo inequivocabile quanto accaduto ed ha espresso vicinanza e solidarietà alla comunità ebraica e al popolo israeliano. La Città di Lugo si è infatti sempre battuta affinché ogni forma di pregiudizio nei confronti del popolo ebraico sia definitivamente bandita. Tuttavia, è proprio in ragione del profondo legame che ci unisce ad esso che non possiamo tacere o rimanere indifferenti di fronte al dramma che si sta perpetrando nei confronti del popolo palestinese. Come ha affermato in questi giorni il Presidente Mattarella, la situazione sta divenendo “di giorno in giorno drammaticamente più grave e intollerabile”. È anche in ragione di quanto sottoscritto nel patto di gemellaggio tra Lugo e Yoqneam, in cui si afferma che le due città “si impegnano ad agire per costruire legami di amicizia e di comprensione reciproca con la volontà di costruire insieme il nostro futuro, in una visione globale di pace”, che abbiamo inteso proporre questa mozione. La riteniamo, in tal senso, il naturale completamento del gemellaggio avviato nel 2006. La proposta di gemellaggio con una città palestinese, infatti, non rinnega ma anzi rafforza la volontà di contribuire alla logica di pace che animò quel percorso. Questa mozione non può che rappresentare un gesto di fraternità concreta verso entrambi i popoli, a prescindere dai governi che li amministrano. Speriamo che, un domani non troppo lontano, attraverso lo sviluppo di questo patto si possano promuovere iniziative trilaterali che vedano coinvolte le città gemelle in Israele e Palestina».

Marco Scardovi, promotore della mozione sottolinea: «La logica con cui vorremmo procedere è quella incarnata dalla West-Eastern Divan Orchestra, all’interno della quale suonano musicisti provenienti da Israele e Palestina. Così come la musica può unire ciò che la politica divide, speriamo che, attraverso questa proposta, il dialogo tra città possa aprire spazi di comprensione. Servono compromessi, e ancora prima la capacità di ascoltare e comprendere la storia e le ragioni dell’altro. La nostra mozione non intende essere un gesto simbolico, bensì un impegno concreto, orientato a un orizzonte di medio-lungo periodo su cui lavorare al fine di permettere – a noi e alla nostra comunità in primo luogo – di crescere in una logica di dialogo e comprensione».

Approvato uno stanziamento da 150 mila euro per la manutenzione straordinaria delle aree verdi

La giunta comunale di Ravenna ha dato il via libera a un progetto da 150mila euro per la manutenzione straordinaria delle aree verdi di competenza del servizio edilizia pubblica. L’intervento, finanziato nel Piano Investimenti 2025-2027, riguarda gli spazi esterni di edifici comunali come asili nido, scuole di ogni ordine e grado, sedi associative e impianti sportivi.

«Il Comune – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e rigenerazione urbana Massimo Cameliani — oltre a occuparsi dei parchi e giardini pubblici, è responsabile anche delle aree verdi che circondano scuole, strutture pubbliche e campi sportivi. Si tratta di un impegno importante che affrontiamo per garantire sicurezza e piena fruibilità a studenti, famiglie e sportivi, nel rispetto dell’ambiente».

Gli interventi previsti comprendono potature, consolidamenti, abbattimenti di alberi pericolanti ed eliminazione delle ceppaie. Alcune attività particolari sono poi attivabili in caso di necessità. L’appalto, assegnato al Conzorzio nazionale servizi (CNS) per tre anni, prevede la possibilità di attivare prestazioni straordinarie fino a 150mila euro affidandole direttamente allo stesso gestore, che già cura la manutenzione ordinaria degli immobili comunali e delle aree di pertinenza.

Musica e animazione sotto le stelle: tornano le serate “di giovedì al Pavaglione”

Tornano per quattro serate in centro a Lugo gli appuntamenti «Di giovedì al Pavaglione». L’appuntamento è tutti i giovedì, con una rassegna tra musica dal vivo, dj set, mercatini, e animazione nella centralissima piazza Mazzini, all’interno del Pavaglione.
Ogni serata partirà alle 19.30 con i dj-set, mentre alle 21.30 ci saranno i concerti dal vivo. Si parte giovedì 7 agosto con Gli Taliani gruppo che presenta un repertorio di sola musica italiana, seguiti il 14 agosto dai Flints che proporranno un viaggio musicale tra gli anni ’60, ’70 e ’80 con le canzoni intramontabili del rock e del pop. Il 21 agosto toccherà ai Revolution, con il loro repertorio che abbraccia più generi e generazioni, per chiudere il 28 agosto con i Root 883, ossia la tribute band ufficiale di Max Pezzali e del suo gruppo che ha marchiato a fuoco gli anni ’90.
Ogni serata vedrà locali e punti di ristoro del Pavaglione aperti, con mercatini artigianali e tematici, animazioni e spettacoli per bambini e l’appuntamento con la «Magia sotto le stelle». La rassegna è patrocinata dal Comune e organizzata con la collaborazione di ProLoco, Consulta del Volontariato della Bassa Romagna, Jolly e Lug.

Numeri in crescita per le imprese del ravennate: tra aprile e giugno le apeture superano le chiusure con un +0.21%

Nonostante le incertezze del contesto economico internazionale, il motore imprenditoriale di Ferrara e Ravenna continua a girare: a comunicarlo è la Camera di Commercio che conta con soddisfazione un numero di aperture superiore a quello delle chiusure tra aprile e giugno 2025, con un saldo positivo di 201 imprese, e un tasso di crescita dello 0,29%.

Secondo l’analisi trimestrale dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, basata su dati Unioncamere e InfoCamere, nel periodo considerato sono nate 796 nuove attività, mentre 595 hanno cessato l’attività. A fine giugno lo stock complessivo conta 67.915 sedi di impresa e 18.167 unità locali, per un totale di 86.082 aziende attive sul territorio.

L’analisi per settori mostra una crescita diffusa, con risultati particolarmente positivi per servizi di alloggio e ristorazione (+54 unità), costruzioni (+50). Buoni i dati anche di commercio e servizi alle imprese, noleggio e agenzie viaggio (+35). In percentuale, spiccano fornitura di energia elettrica, gas e aria condizionata (+1,9%), servizi informatici e comunicazione (+1,3%) e attività artistiche e sportive e di intrattenimento (+1,2%). In calo, invece, manifattura (-7) e agricoltura (-30).
Dal punto di vista della forma giuridica, le società di capitali guidano la crescita (con un saldo positivo di 163 unità, +1,02%). Le imprese individuali sil primato numerico, con uno stock pari a 37.366 e contribuiscono al bilancio positivo del trimestre con un saldo di 65 imprese in più rispetto alla fine di marzo (+0,17%). In controtendenza le società di persone (-21), con 70 cessazione a fronte di 49 iscrizioni. Le e altre forme giuridiche (sostanzialmente costituite da cooperative, meno rilevanti solo in termini quantitativi sul totale delle imprese), chiudono il trimestre con un piccolo saldo negativo di 6 imprese in meno.

Le imprese giovanili rappresentano il 28% delle nuove iscrizioni, con un saldo positivo di 123 unità, mentre quelle straniere crescono di 128 (+1,48%). Le imprese femminili aumentano di 45 unità, raggiungendo quota 15.160, il 22,3% del totale. Buoni segnali anche dall’artigianato, con un saldo trimestrale di +65 attività, pari al 26,5% del sistema produttivo locale.

Il prefetto: «La comunità ravennate chiede un alto livello di sicurezza»

«Il livello di sicurezza richiesto da una popolazione dipende dagli standard cui è abituata. Dove il senso civico è forte e il tenore di vita è alto, c’è grande aspettativa e anche un piccolo episodio dà fastidio. Ma è giusto che sia così, la percezione del cittadino è una questione importante». Sono parole di Raffaele Ricciardi, prefetto di Ravenna da otto mesi. Un periodo in cui il territorio si è trovato a fare i conti con un dibattito sulla sicurezza urbana come non era mai accaduto.

Quali sono stati i momenti più significativi del suo incarico finora?
«Il primo giorno di insediamento all’inizio di dicembre ho passato la notte al centro coordinamento soccorsi per un’allerta meteo, l’inizio è stato subito intenso. Poi la visita di Re Carlo e del presidente Mattarella in aprile: un evento di tutt’altro genere, ma molto impegnativo per l’organizzazione della sicurezza delle autorità».

Che idea si è fatto della comunità ravennate?
«Si vive bene e il senso civico è altissimo. La gente non butta a terra le cartacce, so che è un esempio banale, ma rende bene l’idea. Si parte dalle piccole cose, ma si arriva a quelle più importanti. Ecco perché è così elevata la richiesta di sicurezza».

La sicurezza è il tema di attualità delle ultime settimane, trattato anche nelle riunioni del comitato per l’ordine pubblico da lei presieduto. È un fenomeno comune a molte parti d’Italia, Ravenna può adottare contromisure specifiche?
«Per arginare la violenza non basta la risposta delle polizie. Se i giovani diventano autori di reati, significa che bisogna offrire loro un’alternativa perché non scelgano la criminalità. Nella risposta bisogna saper distinguere quando siamo di fronte a fenomeni di criminalità e quando invece è solo un ge- sto stupido compiuto da un vandalo. Non sono la stessa cosa e non vanno confuse».

Si è soliti dire che in questi territori le persone de- nunciano ancora ogni singolo caso, mentre da altre parti non avviene più.
«E io mi auguro che continuino a denunciare tutto, perché solo così si può intervenire. È giusto che la popolazione voglia la sicurezza cui è abituata».

Le discussioni sulla sicurezza spesso, anche senza attinenza reale, finiscono per tirare in ballo immigrazione e sbarchi. Quali sono i numeri che descrivono i flussi in arrivo via mare?
«Ci sono stati 22 sbarchi in due anni e mezzo, sono arrivate 2.036 persone, principalmente da Bangladesh, Etiopia e Eritrea. In media l’8,8 percento dei migranti sono rimasti nei centri accoglienza della provincia, gli altri distribuiti in regione. Sono ripartizioni definite dal ministero».

Com’è strutturata oggi la rete di accoglienza?
«I Cas, centri di accoglienza straordinaria, sono gestiti da 7 soggetti privati che si sono aggiudicati i bandi di gara. Attualmente ci sono 40 posti disponibili e sono già ospitate 1.142 persone richiedenti asilo, di cui 776 sono uomini soli, 72 sono donne sole e il resto compongono nuclei familiari in cui sono presenti anche dei minori. È un tema che considero importante perché davvero sono storie di persone che cercano una vita migliore».

Si può essere allontanati dalle strutture?
«Si può restare nella rete di accoglienza fino a quando è pendente la domanda di richiesta di asilo e non si ha un reddito. In alcuni casi è successo che è stata disposta la revoca dell’ospitalità».

La tendenza ravennate è quella di un’accoglienza diffusa, cioè con strutture piccole e distribuite. È meglio rispetto a concentrazioni in grandi centri?
«Entrambe le scelte hanno pro e contro. I grandi centri favoriscono il controllo di entrate e uscite, ma creano una ghettizzazione e impattano di più sul contesto circostante. Le piccole realtà invece agevolano l’integrazione, ma è più complesso controllare eventuali infrazioni. Quando gli alloggi sono piccoli, di solito, è più facile che abbiano ricadute positive per il territorio».

In questi sette mesi è riuscito a vivere la città anche da cittadino comune?
«Nel weekend, di solito, rientro a Bologna dove vive la mia famiglia, però quando posso cerco di vivere la città. C’è un’offerta di cultura talmente ampia che non mancano le opportunità: mi faccio i miei biglietti e visito monumenti e musei. Il mausoleo di Galla Placidia è il più bello per me. Per il resto mi perdo ancora tra i sensi unici, ma sto migliorando».

 

Fortitudo, Sigur Ros e portiere con i pompieri
Nato a Benevento nel 1965, laureato in Giurisprudenza a Napoli, Raffaele Ricciardi è alle dipendenze dell’amministrazione dell’Interno dal 1990. Dopo la promozione alla qualifica di viceprefetto, è stato assegnato alla sede di Treviso nel 2008. Nel 2012 è stato designato viceprefetto vicario di Alessandria fino al 2018, poi a Padova fino al 2021. Dal 2021 a dicembre 2024 è stato prefetto di Gorizia. Grande appassionato di sport: tifoso della Fortitudo basket che segue in casa a Bologna dove vive la famiglia, in gioventù ha giocato a pallamano e oggi è portiere nella squadra di calcetto dei vigili del fuoco di Ravenna. La musica è l’altra grande passione: questa intervista, nell’ufficio in piazza del Popolo, si è svolta con i Sigur Ros in sottofondo…

Chiama i carabinieri per dei rumori sospetti in casa: sorprendono il ladro aggirarsi nelle stanze

L’allarme è scattato sabato scorso (2 agosto), quando un uomo ha telefonato alla stazione dei carabinieri di Castel Bolognese per segnalare alcuni rumori sospetti all’interno della sua abitazione. Il pronto intervento dei militari e l’ispezione dell’abitazione hanno permesso di cogliere sul fatto un ladro, sorpreso mentre si aggirava tra le stanze con circa 500 euro in contanti già in tasca. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe entrato forzando la saracinesca del garage, per poi introdursi. La refurtiva è stata immediatamente sequestrata e restituita al proprietario.

L’uomo, un 52enne di origine straniera già noto alle forze dell’ordien, è stato quindi identificato e arrestato. Dopo le formalità di rito è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia carabinieri di Faenza, in attesa di comparire davanti al Giudice del Tribunale di Ravenna per la convalida dell’arresto e il processo per direttissima.

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