venerdì
19 Giugno 2026

Omicidio Genini: un anno fa un dito rotto in una lite, ma il codice rosso non si attivò

Un anno prima di essere ammazzata a coltellate dal 52enne compagno Gianluca Soncin, la 29enne Pamela Genini riportò la frattura di un dito della mano destra durante una lite nell’abitazione dell’uomo a Cervia e al pronto soccorso di Seriate (Milano), dove si rivolse per essere medicata, disse che gli episodi di violenza erano aumentati di frequenza e gravità nei sei mesi precedenti, che era stata minacciata con un’arma e riteneva Soncin capace di ammazzarla.

Sono dettagli delle indagini sull’omicidio del 14 ottobre scorso, avvenuto nell’abitazione della donna a Milano, che si apprendono dalla lettura delle pagine del quotidiano Il Corriere della Sera di oggi, 18 ottobre.

La lite risale al 3 settembre 2024. Nell’abitazione di Cervia intervennero i carabinieri, ma la ragazza non fece denuncia. La mattina successiva, alle 10.33, la giovane si presentò all’ospedale lombardo e ci restò per circa cinque ore. Genini raccontò della lite con Soncin e questo avviò il protocollo chiamato Brief Risk Assessment: uno strumento standardizzato per identificare vittime di violenza ad alto rischio, valutando 5 domande specifiche su frequenza/gravità degli atti, uso di armi, minacce di morte, violenza in gravidanza e gelosia dell’aggressore. Una risposta positiva a 3 domande indica un elevato rischio di violenza grave e permette di attuare un intervento tempestivo. Genini diede 4 risposte positive, ma il cosiddetto Codice Rosso non si attivò. Anche questo è un aspetto che dovrà essere chiarito dalle indagini.

La visita in pronto soccorso cominciò con la ricostruzione dei fatti della sera precedente. Queste le parole sul referto medico riportate dal Corsera: «Buttata a terra e colpita alla testa con pugni, trascinata poi per i capelli per diversi metri. Inoltre ha lanciato oggetti addosso provocandole un trauma al IV dito mano dx. Plurimi graffi agli arti inferiori. Le strappava una ciocca di capelli. Nega violenza sessuale in questa occasione, avvenuta però in passato».

La prognosi fu di 20 giorni, un tempo inferiore ai 40 che avrebbero fatto partire d’ufficio l’indagine per lesioni personali. Con la cosiddetta “riforma Cartabia” (Dlgs 150/2022) una serie di reati prima procedibili di ufficio sono divenuti procedibili a querela di parte, al dichiarato fine di “decongestionare” il carico degli uffici giudiziari. Per le lesioni personali la procedibilità a querela, originariamente limitata a quelle condotte che avessero prodotto una malattia fino a 20 giorni, è stata estesa, in linea generale, alle lesioni sino a 40 giorni, salvo alcune specifiche eccezioni previste.

I medici milanesi allertarono comunque le forze dell’ordine con il consenso della paziente che arrivarono in ospedale. Sul documento dell’ospedale si legge: “Alle 15.37 colloquio con le forze dell’ordine non vi è indicazione ad attivazione del codice rosso”.

I carabinieri di Seriate acquisirono il referto e lo inviarono a Cervia per competenza. I militari di Cervia trasmisero a loro volta a Seriate l’annotazione dell’intervento in casa del 3 settembre (quando fu sentita anche una vicina), chiedendo ai colleghi bergamaschi di sentire la 29enne e raccoglierne la denuncia. Ma Pamela si rifiutò. Secondo il Corriere della Sera nella banca dati della forze dell’ordine venne inserito un intervento per «presunta violenza di genere», senza seguito. Nulla finì nel software “Scudo”, adottato per monitorare gli interventi “spia” anche in assenza di denuncia.

Il Corriere Romagna di oggi riporta alcuni passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare per Soncin. Emerge che l’uomo usava oppiacei e cocaina, ma anche farmaci come il Contramal (oppiaceo sintetico) e Xanax che prendeva in una farmacia di Cervia senza ricetta. Un tassello in più per ricostruire non solo la personalità di Soncin ma anche lo stile di vita che conduceva, a quanto pare grazie anche all’aiuto economico del padre, titolare di un’azienda di pellame ad Arzignano (Vicenza) di cui Soncin si è dichiarato dipendente prima di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Consigliere comunale muore poco dopo la morte della madre, probabile malore per entrambi

Un consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Bagnacavallo, il 57enne imprenditore agricolo Gianfranco Rambelli, è morto nella serata di ieri, 17 ottobre, poco dopo il decesso della madre, Anna Luisa Baldini di 88 anni.

Secondo le informazioni disponibili, sembra che entrambi siano morti per un malore: prima la donna e poi l’uomo dopo aver chiamato i soccorsi e tentato invano di rianimarla. Sono state disposte le autopsie, i carabinieri eseguiranno accertamenti investigativi per escludere altre ipotesi, come un’eventuale intossicazione alimentare. Madre e figlio vivevano insieme a Bagnacavallo. Rambelli aveva tre fratelli, non era sposato e non aveva figli.

Il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, proclamerà una giornata di lutto cittadino nel giorno dei funerali, non ancora fissato, in segno di partecipazione e rispetto, con l’esposizione delle bandiere a mezz’asta.

Giacomoni e il presidente del consiglio comunale, Lorenzo De Benedictis, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del consigliere comunale: «Pur nella diversità delle posizioni politiche, Rambelli era una persona franca e diretta, animata da un profondo amore per la sua città e da un forte senso civico. Ha sempre partecipato con impegno alla vita amministrativa, contribuendo al dibattito pubblico con passione e convinzione».

La direzione provinciale di Fratelli d’Italia a Ravenna si stringe alla famiglia di Gianfranco Rambelli: «Componente del direttivo provinciale, l’impegno politico e sociale di Gianfranco è stato particolarmente intenso e trasversalmente apprezzato. La sua tenacia e il suo ricordo non saranno dimenticati».

Tentato omicidio: arrestato un uomo accusato di aver investito con l’auto il padre di un rivale

Un uomo di 37 anni originario di Napoli, ma residente a Porto Corsini, è stato arrestato dai carabinieri di Ravenna con le accuse di tentato omicidio aggravato e danneggiamenti per i fatti accaduti nella piccola frazione ravennate verso le 22 del 16 ottobre. Alla guida di un’auto in via 6 dicembre 1944, il 37enne ha investito un 70enne, padre di un 38enne con cui l’investitore aveva rapporti tesi, probabilmente per questioni di denaro. L’anziano è ancora ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena in gravi condizioni per un’emorragia cerebrale. L’arresto è arrivato poche ore dopo l’accaduto, la notizia è riportata dai quotidiani locali, Il Resto del Carlino e Il Corriere Romagna, nell’edizione di oggi, 18 ottobre.

Ancora non è stata ben delineata con precisione la dinamica dell’accaduto, ma pare che i fatti si siano svolti in due momenti ravvicinati ma distinti. Dopo una telefonata dai toni minacciosi, il 37enne sarebbe andato a casa del rivale, in via 6 dicembre 1944, e usando un gancio da traino per roulette avrebbe mandato in frantumi il lunotto della Subaru del 38enne parcheggiata nel vialetto dell’abitazione per poi andarsene. Poco dopo sarebbe tornato con una bottiglia piena di liquido infiammabile, forse benzina. A quel punto in strada ci sarebbero stati padre e figlio, richiamati dall’azione precedente, e sarebbe nata una lite. Il 37enne avrebbe gettato il liquido addosso all’anziano e sulla vettura per poi montare in auto e andarsene. In quel momento avrebbe bruscamente frenato per ingranare la retro e investire il 70enne.

Porta Adriana ha un nuovo Pavimento in mosaico: l’opera di Montalbini per la Biennale

Ha creato un certo scalpore l’inaugurazione – nella serata di ieri, venerdì 17 ottobre – dell’installazione dell’artista Nicola Montalbini, che in occasione della Biennale di Mosaico Contemporaneo ha regalato a Porta Adriana un nuovo pavimento in mosaico.

Si tratta di un’opera di arte pubblica concepita appositamente per la porta di via Cavour, immaginata e realizzata da Montalbini in collaborazione con Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, l’Accademia di Belle Arti e l’associazione Marte (progetto a cura di Daniele Torcellini ed Eleonora Savorelli).

Il pavimento vuole essere sia un passaggio fisico – ci si può camminare o passare sopra anche in bicicletta -, sia un viaggio nel tempo e nelle memorie della città. “Un mosaico vivente, abitato da mostri e mostresse, creature che provengono da ricordi, letture, fantasmi del passato, citazioni dirette ad antichi mosaici e fantasticherie sul futuro”, si legge nella cartella stampa.

In tanti, sui social, stanno apprezzando l’opera d’arte. E c’è già chi chiede di lasciarla lì anche dopo il 18 gennaio, quando invece è previsto il suo smantellamento.

Licenziamenti e mancato riconoscimento dei ratei a Diemme Enologia. I sindacati proclamano lo stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil della provincia di Ravenna, insieme alla Rsu aziendale, esprimono forte preoccupazione e contrarietà per quanto sta avvenendo all’interno della Diemme Enologia, azienda storica con sede a Lugo che vanta una ottantina di dipendenti ed è punto di riferimento nella produzione di macchinari per l’enologia.

Secondo i sindacati, dopo mesi di discutibile gestione della cassa integrazione ordinaria, l’azienda ha effettuato quattro licenziamenti individuali e unilaterali, per poi richiedere successivamente alle organizzazioni sindacali l’attivazione di un altro accordo di cassa integrazione. «Un comportamento cinico e inaccettabile – dichiarano le sigle –, a causa del quale hanno perso il posto di lavoro quattro persone, mentre i lavoratori ancora in forza si vedranno ridurre ulteriormente il potere di acquisto dei propri salari e aumentare le incertezze per quanto riguarda il futuro dell’azienda. Come sempre più spesso avviene, un certo tipo di aziende scarica le conseguenze di momenti di crisi e difficoltà su lavoratori e lavoratrici. Facciamo notare che, oltre a essere un comportamento eticamente più che discutibile, questa condotta contravviene al patto per il lavoro e per il clima a cui dovrebbero attenersi le aziende della Regione e le loro rappresentanze datoriali».

A ciò si aggiungerebbe il rifiuto aziendale di riconoscere la maturazione completa dei ratei mensili (tredicesima, ferie, permessi) a tutti i lavoratori, indipendentemente dai giorni effettivamente lavorati: «Una scelta che penalizza fortemente i dipendenti – proseguono i sindacati –, già colpiti nei mesi scorsi da una significativa riduzione del salario dovuta al ricorso agli ammortizzatori sociali».

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm, unitamente alla Rsu, proclamano quindi lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e delle flessibilità, riservandosi di attuare ulteriori iniziative di mobilitazione, compresi scioperi, qualora non si aprisse un confronto. I sindacati sottolineano come «il rispetto delle persone e dei diritti dei lavoratori non possa essere considerato una variabile economica: rappresenta la base stessa su cui si fonda la dignità del lavoro e la credibilità di un’impresa».

Oltre 500mila euro per quattro interventi di messa in sicurezza a Casola Valsenio e Riolo Terme

Tre interventi a Casola Valsenio e uno a Riolo Terme, per un totale di oltre mezzo milione di euro di lavori. La Giunta dell’Unione della Romagna Faentina ha dato il via libera a quattro cantieri di ripristino e messa in sicurezza di aree fortemente colpite dagli eventi alluvionali del settembre 2024.

Il primo dei cantieri di Casola Valsenio riguarda la prosecuzione della messa in sicurezza di via Colombarina, per un totale investito di 80 mila euro. Si tratta di una delle aree più colpite dagli eventi alluvionali, già interessata da interventi emergenziali. Altra opera, del valore di 120 mila euro, riguarda il rifacimento del muro sotto-strada di via Laharnar, compromesso dal maltempo del 18 settembre 2024. Ulteriori 180 mila euro sono state infine investite per effettuare dei lavori di movimentazione del terreno e di messa in sicurezza di un versante collinare franato tra Rio Casola e Rio Peschiera, sempre nel territorio di Casola Valsenio.

Per Riolo Terme, invece, la Giunta dell’Unione della Romagna Faentina ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di un rivestimento di protezione dalle erosioni sulla sponda destra del Senio, nella parte più vicina a via Bertozzi. Intervento che punta a rimettere in sicurezza la strada comunale, dove l’erosione provocata dalle piene aveva indebolito la stabilità dell’argine e messo a rischio la viabilità.

«Si tratta di opere rilevanti nell’ottica di un ritorno sempre più graduale alla normalità per Riolo Terme e per i nostri territori più volte martoriati dalle alluvioni degli ultimi due anni – sostiene Federica Malavolti, sindaca di Riolo e componente della Giunta dell’Unione della Romagna Faentina -. Sono progetti che sbloccano risorse importanti per la messa in sicurezza dei nostri cittadini, che arrivano a compimento grazie anche a un lavoro di squadra tra amministratori, tecnici dell’Unione e della Regione Emilia-Romagna, ai quali va il ringraziamento di tutta la comunità».

«Lavorare in sinergia è fondamentale per completare l’opera di ricostruzione e di ripartenza dei nostri Comuni – sottolinea Maurizio Nati, sindaco di Casola Valsenio e assessore ai Lavori pubblici dell’Urf -. Tutti gli interventi che abbiamo approvato per i centri dell’Unione sono la testimonianza concreta di come siamo ripartiti ancora più forti di prima, consapevoli della resilienza e della capacità di rimboccarsi le maniche di tutti gli attori del nostro territorio».

Le opere sono finanziate da un decreto della Presidenza della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del piano regionale di Protezione civile per la ricostruzione post emergenza.

I genitori scendono in piazza contro il trasferimento delle elementari dal Mordani

Dopo il sit-in alla Riccardo Ricci, ora è in arrivo una manifestazione per il Mordani. Appuntamento per sabato 18 ottobre, con partenza alle ore 12 dalla scuola elementare dell’omonima via Mordani e arrivo in Piazza Kennedy. Come spiegato anche in questo articolo, i bambini della storica scuola elementare del centro storico sono destinati a trasferirsi negli spazi della media Guido Novello di piazza Caduti, in modo da lasciare spazio alle classi della media Damiano.

La scelta dell’Amministrazione è contestata dai genitori, che si sono espressi tramite una nota inviata alla stampa, in cui chiamano a raccolta «tutti coloro che hanno a cuore la scuola e la comunità cittadina».

«Riteniamo illogica l’imposizione del Comune e soprattutto non siamo d’accordo con il modo e i tempi con cui la decisione è stata presa e comunicata. Perché crediamo che la scuola sia uno dei cardini sui quali si basa una comunità cittadina, crediamo in un centro non solo fruito dai turisti, crediamo che lavorare in un ambiente adatto e di piccoli numeri possa aiutare a risolvere le nuove sfide della scuola, crediamo che si possa ancora trovare un equilibrio sostenibile tra piccoli numeri e grandi accorpamenti, perché nella scuola bisogna sempre investire e non pensare al puro calcolo economico, perché soprattutto crediamo che la scuola vada progettata insieme, nel tempo e per tempo».

«La decisione unilaterale del Comune – prosegue la nota stampa – è avvenuta senza ascoltare le necessità dei genitori, degli insegnanti e del personale scolastico, senza costruire dunque insieme e nell’interesse di tutti un percorso partecipativo. Avremmo voluto confrontarci su un progetto, su un’idea lungimirante che ponga le premesse per un miglioramento delle condizioni scolastiche di alunne e alunni che frequenteranno medie ed elementari e per tutto il corpo educante. Ma ciò non è avvenuto e a rimetterci è la nostra scuola e il futuro dei nostri figli».

Nuova pista ciclabile tra Roncalceci e Ghibullo: sarà lunga 750 metri

Al via lunedì 20 ottobre i lavori per la realizzazione della pista ciclabile lungo la strada provinciale 5 “Roncalceci”, nel tratto compreso tra i centri abitati di Roncalceci e Ghibullo. Il nuovo tracciato, lungo 750 metri, sarà bidirezionale, con una larghezza di circa 2,50 metri, e  sarà completamente separato dalla carreggiata stradale e dal traffico veicolare. La separazione sarà garantita da un cordolo insormontabile largo 50 centimetri, posizionato a 50 centimetri dalla linea bianca che delimita attualmente la corsia stradale.

La durata complessiva dei lavori è stimata in circa sei mesi. L’opera ha un costo di 560mila euro ed è interamente finanziata dal Comune di Ravenna. Non sono previste interruzioni del traffico, ma potranno essere istituiti sensi unici alternati per garantire la sicurezza del cantiere.

«Il progetto – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – è condiviso tra Comune e Provincia di Ravenna, che ringrazio per la preziosa collaborazione, ed è molto atteso dalla cittadinanza. Gli obiettivi sono quelli di garantire la continuità dei percorsi ciclopedonali già esistenti nella zona, promuovere la mobilità sostenibile e l’uso della bicicletta come mezzo utile alla valorizzazione del territorio e al miglioramento della qualità urbana e sociale, tutelando al contempo la sicurezza».

La presidente del consiglio territoriale di Roncalceci Susanna Tassinari e il presidente della commissione Viabilità Valerio Calistri sottolineano che si tratta di «un intervento fortemente voluto dalla cittadinanza e inserito da tempo tra le priorità del consiglio territoriale, grazie al quale si andrà a creare un percorso ciclabile sicuro e adeguato per tutti, compresi gli utenti più fragili, i bambini e gli anziani. È con la realizzazione di infrastrutture come questa che si tutela la sicurezza, si promuove la mobilità sostenibile e nel contempo l’utilizzo della bicicletta come mezzo per valorizzare il territorio e la qualità della vita dei cittadini».

Trovato un boschetto con 60 piante di marijuana alte due metri: arrestati zio e nipote

Due uomini stranieri, zio e nipote di 36 e 24 anni, sono stati arrestati dai carabinieri di Ravenna con l’accusa di produzione e detenzione di droga a fini di spaccio.

Dopo alcune segnalazioni sul giro di spaccio nella zona di Mezzano, seguite da accertamenti, i militari della Compagnia di Ravenna hanno deciso di perquisire le abitazioni dei due uomini. A casa del 24enne sono stati trovati un sacchetto con 10 grammi di cocaina, altre dosi già pronte per la vendita e migliaia di euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illegale. A casa dello zio, invece, inizialmente sono stati scoperti solo pochi grammi di cocaina e marijuana, oltre a una somma di denaro in contanti simile. Ma il suo comportamento nervoso ha insospettito i carabinieri, che hanno deciso di estendere la perquisizione anche a un casolare di campagna nelle vicinanze, sempre di proprietà dall’uomo. Proprio in una stanza del casolare c’erano diversi sacchetti sottovuoto, ognuno contenente circa un chilo e mezzo di marijuana, insieme a bilance di precisione, materiali per confezionare la droga e macchinari per il sottovuoto. Poco lontano, in un boschetto adiacente, è stata trovata una vera e propria piantagione: circa 60 piante di marijuana alte oltre due metri e in piena fioritura. Oltre allo stupefacente e i vari materiali usati ai fini della lavorazione e dello spaccio, sono stati sequestrati quasi 11.000 euro in contanti.

I due uomini, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari, in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari.

Il turismo cambia il centro storico: più affitti brevi, ristoranti e catene

La crescita del turismo è tra le principali cause dei mutamenti nel centro storico di Ravenna. Ne sono convinti i titolari di alcune agenzie immobiliari della città, che attribuiscono l’esodo dei residenti e l’aumento di bar e ristoranti al maggiore numero di visitatori nel capoluogo bizantino. Un fenomeno che non sembra avere ancora raggiunto dimensioni preoccupanti, ma che è comunque in corso e da monitorare.

Sul fronte residenziale, segnala Francesco Berardi di Idea Casa, «la maggior parte dei proprietari preferisce sfruttare gli immobili per gli affitti brevi». Lo conferma anche Andrea Stecca dell’Agenzia Nuova Casa in piazza Baracca: «Gli appartamenti per le locazioni abitative sono sempre meno. Molti li stanno ristrutturando per convertirli al mercato turistico. Ravenna non è ancora ai livelli delle grandi città d’arte, la situazione resta accettabile, ma la direzione è quella. La nostra città ha un turismo più stagionale rispetto a Roma, Firenze e Venezia, dove è diventato quasi impossibile trovare casa. Ma dall’altra parte, ha prezzi molto più abbordabili e competitivi».

Secondo Stecca, le conseguenze sono positive: «Da una città chiusa e ferma, Ravenna è diventata piena e dinamica. Fino a pochi anni fa il centro era molto più spoglio e silenzioso; ora invece stiamo diventando attrattivi per il mercato internazionale. A mio parere bisogna lavorare sempre di più per attirare capitali dall’estero, che ancora mancano. Lo si può fare solo aprendosi al mondo».

Per Berardi invece «il turismo può aiutare ad avvicinare i grandi investitori da fuori, ma dall’altra parte può mettere in difficoltà i cittadini che cercano affitti a lungo termine». Il co-titolare di Idea Casa, che si trova in via IV Novembre da 40 anni, sottolinea anche che «la difficoltà di parcheggio e lo spostamento di alcuni servizi essenziali, come l’anagrafe, hanno inciso nel trasformare il centro storico in un quartiere per lo shopping. Di conseguenza è cambiata anche la situazione sul fronte delle attività commerciali».

Un altro mutamento riguarda infatti le vetrine: i negozi tradizionali tendono a scomparire a favore delle grandi catene di abbigliamento. «Una tendenza in atto in tutta Italia, anche a causa della concorrenza dei colossi dell’e-commerce», precisa Berardi. Sta di fatto che «oggi una piccola azienda ha più difficoltà rispetto a una multinazionale, che ha una maggiore possibilità di affrontare il rischio di aprire e chiudere».

Ad aumentare sono anche le attività di ristorazione, come evidenzia Stecca: «È un’altra conseguenza del turismo. I visitatori giornalieri, soprattutto i passeggeri delle navi da crociera, cercano locali in cui bere e mangiare tra un monumento e l’altro. Non hanno tempo né interesse a comprare vestiti». In questo senso, prosegue il titolare dell’Agenzia Nuova Casa, «bene ha fatto il Comune a favorire i tavoli all’aperto, che hanno ravvivato la città. Un’altra tendenza positiva è lo snellimento delle procedure burocratiche per le ristrutturazioni: fino a dieci anni fa gli architetti lamentavano le difficoltà e lungaggini degli uffici, mentre oggi finalmente Palazzo Merlato ha capito la necessità di cambiamento e velocità. Di conseguenza, sono partiti molti progetti che porteranno un grande beneficio al centro storico». Degno di nota lo spazio che occuperà il marchio Rolex: «Un negozio di tre piani che aprirà entro Natale in via Matteotti (si tratta della nuova sede della gioielleria Errani, ndr)», rivela Stecca. «Un marchio così importante mancava in centro; l’investimento è stato notevole ed è in corso un lavoro di altissimo livello».

In generale, ammette l’agente, «sono sempre di più i grandi gruppi che prendono vetrine e metri quadrati al posto dei piccoli negozi». Ma c’è una conseguenza anche sulla tranquillità dei cittadini: «I primi ad andarsene dal centro storico sono stati i residenti che non erano abituati al flusso di visitatori e al rumore», chiosa Stecca. «Ma è un’evoluzione che aspettavamo, perché porta ricchezza». Bisogna solo vedere se sarà distribuita tra tutti o se, come di solito accade, resterà nelle mani di pochi.

Alex Giuzio

Milano Marittima guida il mercato delle case vacanza: fino a 7.700 euro al metro quadro

Milano Marittima si conferma anche nel 2025 la regina indiscussa del mercato immobiliare turistico in provincia di Ravenna. Secondo i dati diffusi da Fimaa Ravenna e Confcommercio, la celebre località balneare ha raggiunto valori record: a Milano Marittima gli immobili nuovi, in posizione ottimale, costano fino a 7.700 euro al metro quadro.

Completano il podio Cervia, con un massimo di 4.900 euro/mq, e Pinarella, con 4.100 euro/mq. A seguire, Marina di Ravenna e Lido di Savio (3.700), Punta Marina Terme (3.400), Marina Romea (3.300), Lido di Classe e Lido di Dante (3.000), Casal Borsetti (2.950), Porto Corsini e Lido Adriano (2.700).

Nazario Fantini, presidente Confcommercio Ascom Cervia e presidente Fimaa Cervia, ha evidenziato il buon andamento della stagione immobiliare nella zona: «Milano Marittima guida il mercato, ma anche Cervia e Pinarella confermano il loro valore strategico. La domanda di seconde case è alta e gli investitori continuano a guardare al nostro territorio con interesse. Serve però un equilibrio: essere una località esclusiva è positivo, ma dobbiamo pensare anche a un’edilizia più accessibile per i residenti, in particolare per i giovani».

Il quadro generale è stato arricchito dall’intervento di Stefano Stanzani dell’Università di Bologna, che ha analizzato i dati su scala nazionale: «Il mercato delle case vacanza continua a crescere grazie al turismo, con oltre 466 milioni di presenze nel 2024 e un 2025 che si preannuncia ancora positivo. Le seconde case rappresentano ormai circa l’8,5% del patrimonio abitativo italiano, e in alcune località i rendimenti possono toccare anche il 10% annuo».

Ivano Venturini, presidente Fimaa Emilia-Romagna, ha spiegato le ragioni della resilienza del mercato: «Il turismo resta il motore principale. L’aumento delle presenze straniere sulla Riviera (+14,8% nei primi otto mesi dell’anno) ha rafforzato la domanda, soprattutto per seconde case e investimenti a reddito. Gli immobili turistici sono percepiti come un bene rifugio, in un contesto macroeconomico che rimane favorevole».

I prezzi in Italia vedono un picco di oltre i 10.000 euro/mq nei casi top – come Porto Cervo, Portofino, Capri, Santa Margherita Ligure e Forte dei Marmi – mentre quelli medi variano sensibilmente: da circa 1.500 euro/mq per un immobile usato in località lacustri, fino a quasi 4.000 euro/mq per una nuova costruzione in località di mare.

Non mancano, però, segnali di rallentamento sul fronte delle compravendite generali: secondo l’analisi Fimaa, il 70% degli operatori rileva un calo degli scambi rispetto al 2024, a causa di una riduzione dell’offerta disponibile. Ciononostante, i prezzi medi continuano a crescere: per il 2025 si stimano 2.320 €/mq in media nelle località del Comune di Ravenna (+2,5% rispetto all’anno precedente) e quasi 3.000 €/mq nelle località del cervese (+2,8%).

Arrestato 50enne residente a Ravenna per ricettazione e detenzione di armi da fuoco

È stato arrestato un 50enne residente nel ravennate, ritenuto essere responsabile dei reati di ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. L’uomo avrebbe in diverse occasioni detenuto, portato in luogo pubblico e riparato per conto di altri alcune armi da fuoco clandestine. I fatti, accaduti in provincia di Caltanissetta, si sarebbero verificati nel corso del 2024.

L’arresto dell’uomo si inserisce in una più ampia operazione, denominata “The Wall” ed eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della provincia siciliana, che ha smantellato un’ associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo e detenzione di armi e munizionamento, con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra, con particolare riferimento alla famiglia mafiosa gelese del “clan Rinzivillo”.

L’attività investigativa ha accertato che il sodalizio criminale, tra maggio 2024 e giugno 2025, avrebbe messo in atto una fiorente attività di traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente di hashish e cocaina e in misura minore anche di crack, attraverso un canale di approvvigionamento dal nord Italia, principalmente dalla Lombardia e dalla Liguria, e in alcune circostanze anche dalla Calabria e da Palermo. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti riscontri che hanno portato all’arresto di 2 persone, alla denuncia a piede libero di altre 8 e al sequestro di complessivi 1.250 Kg di hashish e 121 grammi di cocaina, nonché di una pistola marca Beretta mod. 71 calibro 22 con matricola abrasa completa di caricatore con 49 cartucce calibro 22, e di numerosi bossoli, inneschi e materiale utile al confezionamento di cartucce calibro 12 e 16.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi