sabato
14 Marzo 2026

Cercansi bagnini, alloggio a canone agevolato per chi viene da fuori regione

La Cooperativa Spiagge Ravenna offre l’alloggio estivo a canoni calmierati ai bagnini di salvataggio che arrivano da fuori regione.  I concessionari balneari sono obbligati per legge a garantire il servizio di salvamento. In Romagna viene gestito dalle cooperative degli stabilimenti.

Negli ultimi anni è diventato più difficile trovare personale, a causa soprattutto degli stipendi ritenuti inadeguati rispetto al livello di rischio e di specializzazione richiesta: i salari vanno dai 1.500 ai 1.700 euro netti al mese, per otto ore al giorno e sei giorni alla settimana, ma il bagnino rischia la vita in caso di soccorso col mare agitato e ripercussioni legali in caso di annegamento di un cittadino. A ciò sembrava essersi aggiunto l’obbligo di assumere solo bagnini maggiorenni (eventualità poi scongiurata da un emendamento al Milleproroghe), oltre alla riforma dei corsi di formazione che dal 2025 ha lasciato solo alla Federazione italiana nuoto la possibilità di rilasciare i brevetti.

Di conseguenza si è ridotto il numero di corsi, che prima venivano organizzati anche dalla Società nazionale di salvamento e dalla Federazione italiana salvamento acquatico. «La Cooperativa Spiagge Ravenna ha bisogno ogni anno di 120 bagnini di salvataggio per coprire tutti i turni nelle 88 torrette», sottolinea il presidente Maurizio Rustignoli. «Negli ultimi anni abbiamo faticato a trovarli, perciò abbiamo deciso di investire 35mila euro per quattro appartamenti da 6 posti letto ciascuno a Casal Borsetti, Marina di Ravenna, Punta Marina e Lido di Savio. Li metteremo a disposizione a canone calmierato di 24 professionisti che assumeremo da fuori regione, e se servirà ne affitteremo altri». Inoltre, aggiunge Rustignoli, «dallo scorso anno abbiamo iniziato a rimborsare il costo del corso di formazione a tutti i bagnini di salvataggio che fanno la stagione con noi».

Per comunicare queste opportunità, aggiunge Rustignoli, «siamo partiti a Natale con l’iniziativa “Trova un lavoro sotto l’albero”: sotto gli addobbi in Piazza del Popolo c’era un codice QR da fotografare per ottenere tutte le informazioni sui corsi in programma e le posizioni aperte». Quest’anno la Cooperativa Spiagge ha investito altri 80mila euro per acquistare nuovi mosconi, torrette e defibrillatori destinati al servizio di salvataggio.

Impresa di Faenza sul campo della capolista Roma. Terza sconfitta consecutiva per Ravenna

Grande impresa di Faenza, nuova sconfitta per Ravenna. Le due formazioni della provincia di Ravenna impegnate nel girone B del campionato nazionale di Serie B di basket vivono periodi agli antipodi, con i manfredi in piena lotta play off e i ravennati scivolati fuori dai play-in. Ecco la classifica aggiornata e a seguire cronache e tabellini.

Screenshot
La classifica (Sofa Score)

Impresa “capitale” per la Tema Sinergie. I faentini sono la seconda squadra a sbancare il campo della capolista Virtus Roma e lo fanno con una incredibile prestazione dove riescono a rialzare la testa nel momento più difficile e ad assestare il colpo del ko ad una delle migliori squadre di tutta la serie B Nazionale di basket. Eloquente è il dato dei rimbalzi a favore dei Raggisolaris, decisamente meno fisici dei romani, a testimonianza di quanto volessero a tutti costi vincere. La quarta vittoria consecutiva arriva con una grandissima prestazione corale e tutti meritano dieci dal direttore d’orchestra Pansa al suo vice Pio e a tutti i musicisti.
GVM Roma-Tema Sinergie Faenza 74-81 (15-21; 35-44; 60-54)
GVM ROMA: Cane 3, Toscano 9, Visintin 11, Battistini 9, Majcunic 4, Lenti 2, Bazan, Barattini 19, Rodriguez 9, Leggio 8, Fokou ne. All.: Calvani
TEMA SINERGIE FAENZA: Rinaldin 13, Vettori 12, Van Ounsem 2, Romano 9, Longo 2, Di Pizzo 9, Fragonara 10, Aromando ne, Santiangeli 8, Fumagalli 16. All.: Pansa
Arbitri: Schena – Lillo – Caldarola
Note. Tiri da 2: Roma: 17/44, Faenza: 18/34; Tiri da 3: Roma: 8/23, Faenza: 10/23; Tiri liberi: Roma: 16/23, Faenza: 15/25; Rimbalzi totali: Roma: 38, Faenza: 42 Uscito per falli: Leggio

Terza sconfitta consecutiva invece per l’OraSì Ravenna che perde di misura al PalaCosta contro la Malvin PSA Casoria al termine di una sfida a basso punteggio, con molta fisicità e rimasta in bilico fino all’ultimo possesso. Nonostante gli infortuni di Dron e Naoni, i ragazzi di coach Auletta hanno avuto il merito di rimanere in partita fino all’ultimo momento con il possesso per vincere la partita.
OraSì Basket Ravenna-Malvin Psa Basket Casoria 62-64 (15-20; 18-8; 15-20; 14-16)
OraSì Basket Ravenna: Ghigo 0, Dron 3, Jakstas 12, Paiano 0, Brigato 4, Paolin 4, Cena 18, Naoni 5, Feliciangeli 16, Morena 0, Venturini (n.e), Catenelli (n.e)
Malvin PSA Basket Casoria: Vijber 14, Mehmedoviq 8, Berra 14, Spizzichini 8, Seck 14, D’offizzi 0, Petrazza 3, Ruggiero 3, Rota (n.e), Zanier (n.e)

Il 70 percento del personale di nidi e materne del Comune chiede salari migliori e più assunzioni

Il sindacato Cisl annuncia di aver raccolto 153 firme tra lavoratrici e lavoratori dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Ravenna, corrispondenti a oltre il 70 percento degli addetti totali dei servizi educativi 0-6 anni, e chiede un incontro con il sindaco «per il giusto riconoscimento del personale e sull’emergenza organici»

Al centro della vertenza aperta dalla Cisl Fp Romagna c’è la critica alle recenti gestioni dei fondi per la produttività. Il sindacato denuncia la scelta di «perseguire una produttività “al ribasso”, frutto di una logica di mero compromesso al risparmio, che ha finito per indebolire la forza della trattativa e, di conseguenza, per sminuire il valore sociale ed educativo del lavoro svolto quotidianamente nelle strutture comunali».

Così si legge in una nota inviata alla stampa: «Il riconoscimento delle competenze professionali non può trasformarsi in una compressione delle risorse già esistenti. Al contrario, deve essere alimentato da stanziamenti aggiuntivi e risorse strutturali, capaci di dare certezze a un personale che opera con responsabilità elevate. Solo attraverso un investimento reale si possono evitare disparità interne e garantire che il riconoscimento economico sia finalmente coerente con l’impegno profuso».

Oltre alla questione salariale, la Cisl accende i riflettori sulla carenza di sostituzioni in caso di assenze: «Si sta generando un effetto domino insostenibile, il personale in servizio è costretto a una riorganizzazione costante, con un ricorso sistematico ai doppi turni e un aumento vertiginoso della pressione psicofisica».

Secondo i rappresentanti dei lavoratori il sistema sta reggendo solo grazie allo spirito di sacrificio dei singoli: «È urgente l’attivazione di un piano di assunzioni a tempo in numero adeguato che permetta la piena copertura delle sezioni e garantisca la sicurezza e il benessere sia dei lavoratori che dei piccoli utenti».

Monossido di carbonio: 14 interventi dei vigili del fuoco nel 2025. I consigli utili per la sicurezza

Nel 2025 in provincia di Ravenna i vigili del fuoco hanno compiuto 14 interventi per casi di possibili intossicazioni da monossido di carbonio, il gas tossico che si genera da combustibili contenenti carbonio (come legna, carbone, benzina, gasolio, metano, Gpl, ecc.) in presenza di ossigeno. Una inalazione eccessiva può essere letale.

In Emilia-Romagna si registrano mediamente ogni anno tra i 150 e i 250 accessi in pronto soccorso per questo motivo. Oltre l’80 percento dei casi si concentra tra novembre e marzo, come facilmente comprensibile visto che nella quasi totalità la causa sono sistemi di riscaldamento e processi di combustione in ambito domestico.

Grazie anche alla presenza di centri specializzati per l’ossigenoterapia iperbarica (come a Fidenza e Ravenna), il tasso di letalità è relativamente basso: tra i 5 e i 10 decessi annui a livello regionale. Negli ultimi 10 anni il trend è in lieve calo grazie a normative più stringenti sulle caldaie, ma aumentano gli incidenti legati a “metodi di fortuna” (bracieri o stufe a legna maltenute) in contesti di povertà energetica.

Il comando provinciale dei vigili del fuoco fornisce alcune informazioni per capire meglio cos’è il monossido di carbonio, come comportarsi per evitare pericolose emissioni ed eventualmente come gestire un’intossicazione.

Che cos’è il monossido di carbonio?

Il monossido di carbonio (CO) è un gas tossico e infiammabile che si genera durante le reazioni di combustione di combustibili solidi, liquidi e gassosi contenenti carbonio (come legna, carbone, benzina, gasolio, metano, Gpl, ecc.), quando il comburente è l’ossigeno presente nell’aria. Anche pochi minuti trascorsi in un ambiente contaminato possono essere estremamente pericolosi.

Questo gas ha la pericolosa caratteristica di essere incolore, inodore e insapore: la sua presenza in un ambiente non è quindi percepibile dai sensi umani e ci si può rendere conto dell’intossicazione solo quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi sull’organismo.

Il monossido di carbonio ha una densità molto simile a quella dell’aria, per cui in ambienti confinati tende a diffondersi uniformemente in tutto il volume, senza stratificarsi in modo significativo. Inoltre, ha una capacità di legarsi all’emoglobina dei globuli rossi (responsabili del trasporto dell’ossigeno nell’organismo) con un’affinità circa 300 volte superiore a quella dell’ossigeno, riducendo drasticamente l’ossigenazione dei tessuti.

I sintomi dell’intossicazione

L’intossicazione da monossido inizia in modo subdolo e i primi sintomi sono spesso ignorati o facilmente confondibili con disturbi comuni:

  • MAL DI TESTA: è il sintomo più frequente e spesso il più sottovalutato;
  • CAPOGIRO O SENSO DI VERTIGINE: sensazione di “testa leggera” o di svenimento;
  • NAUSEA E MALESSERE GENERALE: spesso confusa con indigestione;
  • SONNOLENZA E STANCHEZZA ANOMALA: sonno improvviso e affaticamento sproporzionato (molto insidioso perché favorisce l’addormentamento);
  • DIFFICOLTA’ DI CONCENTRAZIONE E CONFUSIONE;
  • DISTURBI ALLA VISTA;
  • PALPITAZIONI E RESPIRO ACCELLERATO;

 Se più persone nello stesso ambiente presentano sintomi simili nello stesso momento, il sospetto di monossido di carbonio deve essere immediato.

Come si forma il monossido di carbonio?

In condizioni ideali di combustione completa, ad esempio del gas naturale o della legna, il carbonio si combina con due atomi di ossigeno formando anidride carbonica (CO₂), un gas relativamente innocuo alle basse concentrazioni normalmente presenti nell’aria. Un esempio di reazione di combustione completa del metano è: CH₄ + 2 O₂ → CO₂ + 2 H₂O

Quando invece l’ossigeno disponibile non è sufficiente o la combustione avviene in modo inefficiente, il carbonio si combina con un solo atomo di ossigeno, dando origine al monossido di carbonio (CO), altamente tossico. Un esempio di combustione incompleta del metano è: 2 CH₄ + 3 O₂ → 2 CO + 4 H₂O

 Le principali cause per la formazione di monossido di carbonio

Spesso non esiste un solo motivo per la formazione di monossido ma una combinazione di cause, molte delle quali dovute a mancata manutenzione o comportamenti sbagliati.

Di seguito le principali cause:

  • Mancata manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento: tutti gli impianti di riscaldamento, siano essi caldaie, camini, boiler, stufe ecc, necessitano di manutenzione programmata e controlli periodici. Il mancato rispetto di tali obblighi è una delle principali cause di incidenti da intossicazione da monossido di carbonio. La mancata pulizia delle canne fumarie può provocare il ritorno dei gas di scarico negli ambienti interni, oltre ad aumentare significativamente il rischio di incendio;
  • Allo stesso modo, l’assenza o l’irregolarità dei controlli periodici sulle caldaie, siano esse tradizionali o a camera stagna, può determinare malfunzionamenti del bruciatore o dei sistemi di evacuazione dei fumi. Queste condizioni favoriscono la produzione di monossido di carbonio e il ristagno dei gas combusti nei condotti, con possibile successivo rientro negli ambienti abitati;
  • Mancata o insufficiente aereazione dei locali: questa è una delle cause principali di intossicazione, poiché molti dispositivi di produzione di calore, come le caldaie non stagne, prelevano l’ossigeno necessario alla combustione direttamente dall’ambiente in cui sono installati. Se tale ambiente è privo di adeguate aperture per l’ingresso di aria dall’esterno, nel tempo la concentrazione di ossigeno diminuisce, la combustione diventa incompleta e si ha produzione di monossido di carbonio. In queste condizioni, la mancanza di apporto di aria dall’esterno può generare una depressione che favorisce il richiamo dei prodotti della combustione all’interno dei locali. Il monossido di carbonio, lentamente ma in modo inesorabile, può così accumularsi fino a raggiungere concentrazioni estremamente pericolose;
    L’apertura di aerazione che è obbligo di legge per aver impianti a norma nei locali cucina con piano cottura alimentati a gas va lasciata completamente aperta anche in inverno e soprattutto nell’arco temporale di uso del piano cottura. Se comprate un appartamento o entrate in affitto chiedete la dichiarazione di conformità dell’impianto di adduzione e utilizzo del gas;
    Le prese d’aria, pertanto, non rappresentano una dispersione inutile di calore, ma costituiscono un vero e proprio dispositivo di sicurezza indispensabile per il corretto funzionamento degli impianti e per la tutela della salute degli occupanti.
  • Braci: dopo gli impianti malfunzionanti o installati in ambienti insufficientemente aerati, un’altra delle principali cause di intossicazione da monossido di carbonio è rappresentata dalle braci, siano esse generate da bracieri utilizzati per scaldarsi, da camini aperti lasciati accesi a lungo in locali poco ventilati o da altre fonti analoghe. Durante la fase di brace non è presente una fiamma viva: la temperatura di combustione si abbassa e la produzione di fumo visibile si riduce quasi completamente. Tuttavia, la legna o il carbone continuano a reagire con l’ossigeno dell’aria; in assenza di condizioni sufficienti per completare la combustione, si formano grandi quantità di monossido di carbonio. Questa situazione è particolarmente insidiosa perché, con la diminuzione del fumo e dell’odore, le persone tendono a sottovalutare il pericolo, restano nell’ambiente contaminato e, in molti casi, si addormentano.  La fase di brace è quindi la più pericolosa, poiché produce elevate concentrazioni di monossido di carbonio in assenza di fiamme o segnali evidenti, proprio nel momento in cui il rischio è massimo e le possibilità di percepirlo sono minime.

Cosa fare in caso di sospetta intossicazione

La prima azione da compiere è arieggiare immediatamente i locali, aprendo porte e finestre. Contestualmente, se possibile e senza esporsi a rischi, è necessario spegnere l’apparecchio che potrebbe essere la fonte del monossido (come una caldaia o una stufa) oppure allontanarlo dall’ambiente, nel caso di dispositivi mobili come i bracieri.

Subito dopo è fondamentale chiamare il Numero Unico delle Emergenze 112, che attiverà tempestivamente i soccorsi, inviando personale sanitario e i Vigili del Fuoco.

Qualora si venga a conoscenza di una possibile intossicazione da monossido di carbonio e si tenti di prestare soccorso, è fondamentale ricordare che anche pochi minuti trascorsi in un ambiente contaminato possono essere estremamente pericolosi. La presenza di persone gravemente intossicate o decedute indica infatti concentrazioni molto elevate di monossido di carbonio, tali da poter causare gravi intossicazioni anche a chi entra per prestare aiuto.

L’Italia del bob a 4 con il ravennate Bilotti è quinta a 15 centesimi dal bronzo

L’Italia del bob a 4 chiude i Giochi di Milano Cortina al quinto posto. Sfumato il sogno di una clamorosa medaglia per l’equipaggio composto anche dal ravennate Lorenzo Bilotti (nato a Faenza e residente a Barbiano di Cotignola). A bordo insieme a Bilotti il pilota Patrick Baumgartner, autentico punto di riferimento della disciplina, Robert Mircea ed Eric Fantazzini. Il gradino più basso del podio, occupato dalla Svizzera, è distante 15 centesimi.

Il 32enne Bilotti è alla sua terza partecipazione olimpica, dopo le esperienze di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Il suo percorso sportivo è cominciato sul campo da calcio delle Stuoie Lugo come centrocampista. Bilotti lascia il pallone e passa all’atletica: a 17 anni titolo italiano Allievi nei 100 metri. Nel 2013, a 19 anni, medaglia di bronzo nella staffetta 4×100 ai Campionati europei juniores con la Nazionale. Il 2014 rappresenta l’anno della consacrazione: a febbraio vince il titolo italiano Promesse nei 60 metri, mentre nella stagione all’aperto conquista l’oro nei 100 metri sia ai Campionati universitari sia ai Campionati Promesse. Pochi giorni dopo, ai Campionati del Mediterraneo Under 23, porta a casa l’argento nei 100 metri e l’oro nella 4×100 con la maglia azzurra, fissando anche il suo primato personale nei 100 metri con un notevole 10”33.

Nel 2016 arriva la svolta decisiva: Bilotti accetta la proposta della Nazionale italiana di bob, alla ricerca di frenatori, atleti fondamentali nella fase di spinta iniziale della slitta. Il passaggio non è semplice: servono un aumento di peso, nuovi carichi di lavoro e un completo ripensamento della preparazione. Ma l’adattamento riesce e tra Bilotti e il bob scatta l’intesa.

Il medico della rete contro i Cpr: «Mi aspetto una perquisizione anche a casa mia»

Il medico infettivologo Nicolo Cocco, membro della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) e coordinatore della rete “Mai più lager – No ai Cpr”, ha dichiarato pubblicamente di aspettarsi una perquisizione domiciliare disposta dalla procura della Repubblica di Ravenna. Cocco ipotizza di essere nel mirino dei magistrati nell’ambito dell’inchiesta che ha indagato finora 8 medici su 11 del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna con l’accusa di falso ideologico per presunti certificati medici che hanno impedito il rimpatrio di migranti irregolari perché ritenuti inidonei al trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

Cocco ha espresso le proprie previsioni ieri sera, 21 febbraio, quando è stato ospite della trasmissione “In altre parole” su La7, il talk settimanale condotto da Massimo Gramellini.

Il medico è convinto che l’indagine sia mossa da una volontà politica: «Si attaccano i medici per colpire i migranti. La denuncia va a toccare l’autonomia di medici che hanno rilasciato i certificati in scienza e coscienza perché hanno ritenuto che ci fossero persone in condizioni non idonee all’ingresso nei Cpr che da sempre denunciamo come luoghi patogeni con enormi criticità per la salute».

Cocco ha parlato di un clima diffuso, non limitato all’ambiente di Ravenna, di intimidazioni nei confronti dei medici da parte delle autorità di pubblica sicurezza con forze di polizia che farebbero pressioni su medici o dirigenti sanitari affinché l’emissione del certificato sia fatta con rapidità: «Trattano i medici da burocrati, ma non sono questo».

Gramellini ha chiesto una fotografia dell’ambiente nei Cpr che il medico ha potuto vedere come consulente di persone autorizzante all’ingresso: «Dentro ci sono persone che si ritrovano in detenzione perché non hanno un permesso di soggiorno e non per reati. Sono persone spaventate e terrorizzate dal rimpatrio che rappresenta la fine di un progetto di vita e il ritorno all’inferno da cui sono partiti. L’autolesionismo è diffuso perché diventa l’unico linguaggio per farsi sentire: ci sono stati casi di migranti che si spaccavano le braccia su muri e sui lavabi per esser portati in ospedale e avere inidoneità al rimpatrio».

Prima uscita della nuova autoemoteca di Avis: il 2 marzo in piazza a Russi

La nuova unità mobile dell’associazione Avis per la raccolta di donazioni di sangue è pronta per entrare in funzione. Russi sarà la prima tappa del nuovo mezzo. Lunedì 2 marzo, dalle 7.30 alle 11.30 l’associazione parcheggerà il veicolo in piazza Gramsci.

La prima uscita di Avis Go, il nome assegnato all’autoemoteca, è possibile grazie alla collaborazione e al supporto del Comune di Russi, che ha accolto con favore l’iniziativa, e all’impegno dei volontari e delle volontarie di Avis comunale di Russi.

Avis Go è pensato per rendere la donazione sempre più accessibile, portandola direttamente nei territori e andando incontro alle esigenze di chi, ogni giorno, sceglie di compiere un gesto di solidarietà fondamentale per la comunità.

Esposto di Ancisi al prefetto: «Da 10 anni il Comune di Ravenna non aggiorna il piano del traffico»

Il vicepresidente del consiglio comunale di Ravenna, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna (Lpr), ha presentato un esposto al prefetto per segnalare la presunta irregolarità della delibera adottata dalla giunta Barattoni alla fine del 2025 che modifica le regole di accesso e sosta dei veicoli nel centro storico.

L’irregolarità sostenuta dal decano dell’opposizione, già esposta alla stampa in occasione di una recente conferenza, discende dal mancato aggiornato del piano generale del traffico urbano (Pgtu): «Secondo il decreto legislativo 285 del 1992, il Pgtu deve essere aggiornato ogni due anni. Come tutti i piani territoriali, competente ad approvarlo è il consiglio comunale, che infatti ne approvò l’aggiornamento tuttora vigente nel lontano 2016. Non è valido l’aggiornamento adottato dalla giunta De Pascale nel 2023, perché le osservazioni presentate dai cittadini non sono mai state sottoposte al consiglio comunale, che deve valutare se approvarle o no, e solo dopo approvare il testo conseguentemente riformulato».

Sarebbero quindi dieci anni di inadempienza con cinque aggiornamenti biennali mancati: «Questo contribuisce a invalidare la disciplina della circolazione e della sosta nelle zone a traffico limitato del centro urbano deliberata dalla giunta Barattoni il 30 dicembre 2025, che ha sottratto al consiglio comunale la propria competenza anche sullo “Schema di regolamento”, da cui questa disciplina dipende, in merito alla scelta delle categorie e dei veicoli esenti dal divieto di accesso a tali zone».

Ancisi chiede l’applicazione di quanto prevede il decreto legislativo del 1992: i Comuni inadempienti sul Pgtu sono invitati, su segnalazione del prefetto, dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti a provvedere entro il termine assegnato, trascorso il quale il ministero provvede alla esecuzione d’ufficio del piano e alla sua realizzazione.

Nel frattempo Lista per Ravenna ha presentato, perché sia discussa e votata in consiglio comunale, una mozione riformatrice.

Di seguito il testo dell’esposto inviato alla prefettura di Ravenna:

Illustre Prefetto di Ravenna,

con deliberazione n. 603 del 30 dicembre 2025 (allegata) la Giunta comunale di Ravenna ha deliberato l’APPROVAZIONE DELLA DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE E DELLA SOSTA NELLE AREE PEDONALI, NELLE ZTL, NELLE ZPRU E NEI CENTRI ABITATI DEL COMUNE DI RAVENNA”, basandosi, tra l’altro, sul fatto che (dalle premesse iniziali dell’atto):

  • “con deliberazione del Consiglio Comunale n. 77 del 07.04.2016 è stato approvato l’Aggiornamento 2014 del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU);
  • con deliberazione del Consiglio Comunale n. 9 del 29.01.2019 è stato approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS);
  • con deliberazione della Giunta Comunale n. 617 del 19.12.2023 sono stati adottati l’aggiornamento del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) e lo schema di regolamento della circolazione nelle aree pedonali, nelle ZTL, nelle ZPRU e nei centri abitati del Comune di Ravenna”.

Con la suddetta deliberazione n. 617 del 19.12.2023 (allegata), la Giunta comunale ha disposto anche:

  • “di DEPOSITARE e pubblicare gli elaborati del PUMS e del PGTU sopra elencati secondo le modalità e le forme di pubblicazione previste dalla legge, affinché siano resi disponibili a chiunque intenda esprimere osservazioni nel periodo di 45 giorni decorrenti dalla pubblicazione dell’avviso sul BUR Bollettino Ufficiale Regionale, circa l’avvenuto deposito” (punto 4 del dispositivo);
  • “di dare mandato al Dirigente del Servizio Mobilità e Viabilità di attivare le procedure necessarie per la pubblicazione sul B.U.R. dell’avviso di avvenuto deposito del PUMS, del relativo Rapporto Ambientale e del PGTU” (punto 5 del dispositivo);
  • “di dare mandato al Dirigente del Servizio Mobilità e Viabilità di proseguire nel completamento delle attività necessarie propedeutiche alla conclusione del procedimento, anche in esito alle eventuali osservazioni e controdeduzioni, al fine di trasmettere il PUMS,il PGTU e lo schema di Regolamento al Consiglio Comunale per la successiva approvazione (punto 6 del dispositivo).

In effetti, i suddetti PUMS e PGTU rientrano tra i “piani territoriali” che il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), legge 267 del 2000, art. 42, comma 2, lettera b, assegna alla competenza esclusiva del Consiglio comunale. Nonostante ciò, i loro aggiornamenti adottati dalla Giunta comunale il 19 dicembre 2023 non sono stati a tutt’oggi neppure trasmessi al Consiglio comunale, a cui sono sconosciute perfino le osservazioni nei loro confronti pervenute al Comune entro i termini fissati. Stessa inadempienza per lo “Schema di regolamento della circolazione nelle aree pedonali, nelle ZTL, nelle ZPRU e nei centri abitati del Comune di Ravenna”.

Da quanto sopra deriva, senza ombra di dubbio, che gli aggiornamenti del PUMS e del PGTU vigenti sono tuttora quelli approvati dal Consiglio comunale rispettivamente nel 2019 e nel 2016. Illegittimi sono gli atti pubblici prodotti sul presupposto degli atti adottati dalla Giunta comunale nel 2023 che il Consiglio non ha approvato. È il grave caso attuale della DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE E DELLA SOSTA NELLE AREE PEDONALI, NELLE ZTL, NELLE ZPRU E NEI CENTRI ABITATI DEL COMUNE DI RAVENNA”, con cui la Giunta comunale “ha dato corso”, tramite la suddetta deliberazione 603 del 30 dicembre 2025, a quanto previsto dagli strumenti di pianificazione vigenti (PUMS e PGTU) e relativi aggiornamenti (quarto paragrafo della premessa), intendendo con “aggiornamenti” anche quelli (primo paragrafo della premessa) del 19 dicembre 2023.

Gravissimo, in particolare, che l’aggiornamento vigente del PGTU sia invece quello antidiluviano del 7 aprile 2016, in flagrante ottonnale violazione del decreto legislativo n. 285 del 1992, nel cui art. 5 è scritto che: “Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni” e nell’art. 10 che: “I comuni […] inadempienti sono invitati, su segnalazione del prefetto, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a provvedere entro il termine assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede alla esecuzione d’ufficio del piano e alla sua realizzazione”.

Illustre Prefetto,

Le segnalo, ai sensi degli artt. 1 e 2 della legge 241 del 1990, quanto sopra esposto riguardante l’esercizio delle Sue funzioni, con particolare, anche se non esclusivo, riferimento all’art. 10 del decreto legislativo n. 285 del 1992. In attesa di riscontro, mi consideri a Sua disposizione per ogni opportunità di confronto che Lei ravvisasse utile.

Ossequi.

Alvaro Ancisi 

(vicepresidente del Consiglio comunale di Ravenna)

La capolista Olimpia Teodora torna subito alla vittoria. Sabato big match contro la seconda in classifica

Dopo l’inopinata sconfitta di Modena, la capolista Olimpia Teodora torna subito alla vittoria al Pala Costa. La Pallavolo San Giorgio è travolta 3-0 (25-20, 25-11, 25-19 i parziali) e a dieci giornate dalla fine ora le ravennati possono gestire un vantaggio di 6 punti sulla quarta in classifica nel girone B. Le prime tre squadre al termine della regular season, infatti, saranno promosse direttamente nella nuova serie A3.

Sabato prossimo, 28 febbraio (ore 20.30), big match nella palestra della Transport Ripalta, seconda in classifica a -4 dall’Olimpia Teodora.

Le pagelle del Ravenna che ha battuto la Samb: Tenkorang è recuperato, con Lonardi la palla è in “banca”

Le pagelle del Ravenna che ha battuto la Sambenedettese (qui cronaca e tabellino).

POLUZZI 6,5: torna titolare, diversi mesi dopo l’ultima volta (in B con il Sudtirol), impegnato una sola volta con un tiro nello specchio, si fa trovare prontissimo. Sicuro anche nelle uscite. Con centro presenze in serie B e centinaia in C, non ce n’era bisogno, ma senza dubbio fa capire a tutti che su di lui si può contare.

BIANCONI 5,5: stava portando a casa un’altra buona partita, ma l’errore con cui regala la palla all’avversario a venti minuti dalla fine è troppo grave e poteva rivelarsi troppo pesante (se Martins non avesse ciccato la palla) per arrivare alla sufficienza piena.

ESPOSITO 6,5: alla centesima in giallorosso, termina come ne ha terminate almeno una novantina, tra i migliori in campo della sua squadra. Sempre il più applaudito dal Benelli.

SOLINI 7: qualche imprecisione all’inizio, poi il gol che deciderà la partita e un secondo tempo impeccabile.

CORSINELLI 6,5: tra i più propositivi, il Ravenna spinge quasi solo dalla sua parte: serve prima Bianconi per la prima occasione pericolosa, poi Tenkorang per il gol poi annullato, nel mezzo permette anche a Rossetti di tirare dal limite. Nella ripresa parte con un altro bel cross, poi cala e in generale forse non riesce a incidere come potrebbe (26′ st DONATI 6: contribuisce a difendere il fortino nel finale, un po’ arrugginito nelle ripartenze, ma ci sarà tempo).

LONARDI 6,5: tra le sue versioni migliori, sempre nel vivo del gioco, la palla nei suoi piedi è spesso in banca, va anche vicino al gol al termine di un bel inserimento a inizio ripresa.

ROSSETTI 6: una partita alterna, con qualche errore tecnico, ma che alla fine porta a casa facendosi trovare quasi sempre al posto giusto, sia in fase di possesso che di interdizione.

RRAPAJ 6: più efficace in fase difensiva che offensiva, ha il merito di battere l’angolo sulla testa di Solini per il gol decisivo.

TENKORANG 6,5: nella nuova posizione da incursore dietro le punte ha meno compiti di costruzione e questo è sicuramente un bene. Si butta negli spazi, segna un altro gol, poi annullato. Utile anche nel sofferto finale (45′ st Mandorlini sv).

FISCHNALLER 6: bel giocatore, sicuramente. Cerca lo scambio palla a terra ma vicino a lui manca spesso qualcuno che parli la stessa lingua. Un paio di imprecisioni nella ripresa, quando non riesce a essere pericoloso come dovrebbe (45′ st Calandrini sv).

ITALENG 5,5: lotta, le prende, le dà, ci prova. Ma ci riesce davvero poco (26′ st SPINI 6: ha una gran voglia di riprendersi il ruolo da protagonista che si era conquistato meritatamente nel girone d’andata. Troppa voglia, probabilmente, e sbaglia qualche pallone che non dovrebbe. Poi nel finale aiuta a far respirare la squadra).

 

Raggira due anziani e sta per rubare due Rolex, ma arrivano figlio e polizia: 43enne arrestato

Fingendosi carabiniere, un 43enne italiano è riuscito a raggirare una coppia di anziani e stava per sottrarre due orologi Rolex, ma l’arrivo del figlio dei coniugi e poi della polizia ha permesso di evitare il furto e arrestare l’autore. È successo stamani, 21 febbraio, a Faenza.

I coniugi avevano ricevuto una telefonata a casa nella quale l’interlocutore si presentava un maresciallo dei carabinieri che avrebbe inviato, da lì a poco, un appuntato per un controllo sui gioielli di casa per finalità di indagine. Il sedicente appuntato è entrato in casa e prima che se ne andasse con la refurtina è stato sorpreso dal rientro del figlio.

Alla richiesta di spiegazioni si è sentito scoperto e il truffatore ha cercato di fuggire con una parte dei preziosi, aggredendo la famiglia che cercava di bloccarlo: lesioni alla donna (21 giorni) e al marito (5 giorni) e quindi l’accusa di rapina. L’intervento degli agenti del commissariato ha bloccato definitivamente il 43enne.

Al malfattore è stato notificato anche il provvedimento del questore di Ravenna del divieto di ritorno nel comune di Faenza per 4 anni.

Il Ravenna di Mandorlini batte anche la Sambendettese (1-0). Ora lo scontro diretto in casa della capolista Arezzo

RAVENNA-SAMBENEDETTESE 1-0
RAVENNA (3-4-1-2): Poluzzi; Bianconi, Esposito, Solini; Corsinelli (26′ st Donati), Lonardi, Rossetti, Rrapaj; Tenkorang (45′ st Mandorlini); Italeng (26′ st Spini), Fischnaller (45′ st Calandrini). A disp.: Stagni, Morigi, Scaringi, Sermenghi, Da Pozzo. All.: Mandorlini.
SAMBENEDETTESE (4-2-3-1): Cultraro; Zini, Lepri, Dalmazzi, Piccoli (45′ st Tosi); Moussa Touré, Candellori (45′ st Alfieri); Konate (13′ st Marranzino), Stoppa, Parigini; Eusepi (13′ st Martins). A disp.: Orsini, Ponzanetti, Chelli, Lulli, Bongelli, Zoboletti, Pezzola, Chiatante, Lonardo. All. Boscaglia.
ARBITRO: Di Francesco da Ostia.
RETI: 34′ pt Solini.
AMMONITI: Lepri, Candellori, Italeng, Rossetti.
TIRI (in porta): 5(3) – 7(1)
ANGOLI: 4-3.

Al Ravenna basta un gol nel primo tempo di Solini (su calcio d’angolo battuto dal capitano Rrapaj) per battere una Sambenedettese apparsa in un primo momento ancora traumatizzata per il cambio in panchina e la posizione in classifica sempre più critica, e poi più convinta dei propri mezzi, con gli ultimi venti minuti giocati interamente nella metà campo giallorossa.

Mister Mandorlini può festeggiare così la seconda vittoria in due partite dal suo ritorno sulla panchina della sua città. Un ottimo antipasto in vista dello scontro diretto di domenica prossima (1 marzo, ore 17.30) in casa della capolista Arezzo, che nel frattempo ha vinto anche in casa del Gubbio, mantenendo 7 punti di vantaggio sui giallorossi (che hanno però una partita in più).

Una vittoria sofferta, per quanto meritata, quella del Ravenna, la cui colpa è stata quella di non essere riuscito a chiudere la partita a inizio ripresa (occasioni di Lonardi e Rrapaj), dopo averne tenuto quasi sempre le redini in mano. Quasi inevitabile il calo finale, con Poluzzi (all’esordio dal primo minuto) che (oltre a disimpegnarsi bene in uscita) che si è dovuto impegnare per deviare in angolo l’unico tiro (di testa) nello specchio degli ospiti.

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