venerdì
19 Giugno 2026

Arrestato 50enne residente a Ravenna per ricettazione e detenzione di armi da fuoco

È stato arrestato un 50enne residente nel ravennate, ritenuto essere responsabile dei reati di ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. L’uomo avrebbe in diverse occasioni detenuto, portato in luogo pubblico e riparato per conto di altri alcune armi da fuoco clandestine. I fatti, accaduti in provincia di Caltanissetta, si sarebbero verificati nel corso del 2024.

L’arresto dell’uomo si inserisce in una più ampia operazione, denominata “The Wall” ed eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della provincia siciliana, che ha smantellato un’ associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto abusivo e detenzione di armi e munizionamento, con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra, con particolare riferimento alla famiglia mafiosa gelese del “clan Rinzivillo”.

L’attività investigativa ha accertato che il sodalizio criminale, tra maggio 2024 e giugno 2025, avrebbe messo in atto una fiorente attività di traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente di hashish e cocaina e in misura minore anche di crack, attraverso un canale di approvvigionamento dal nord Italia, principalmente dalla Lombardia e dalla Liguria, e in alcune circostanze anche dalla Calabria e da Palermo. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti riscontri che hanno portato all’arresto di 2 persone, alla denuncia a piede libero di altre 8 e al sequestro di complessivi 1.250 Kg di hashish e 121 grammi di cocaina, nonché di una pistola marca Beretta mod. 71 calibro 22 con matricola abrasa completa di caricatore con 49 cartucce calibro 22, e di numerosi bossoli, inneschi e materiale utile al confezionamento di cartucce calibro 12 e 16.

Giocatore di Seconda Categoria colpito da un pugno al termine di una partita, il Santerno: «Ora porte chiuse»

Un giocatore del Vita Granarolo è finito al Bufalini di Cesena dopo essere stato aggredito senza apparenti motivi da uno spettatore di casa al termine di una partita di Coppa regionale di Seconda Categoria, mercoledì sera, a Santerno.

L’episodio è avvenuto fuori dall’impianto sportivo, dopo che il calciatore aveva già fatto la doccia post partita e mentre stava per andarsene. Sarebbe stato colpito al volto con un pugno, aggredito alle spalle, da uno spettatore di casa, che lo aveva evidentemente aspettato fuori. Un gesto improvviso – secondo una prima ricostruzione – senza che ci fosse stato nessun litigio.

La società di casa, Giovanili Santerno Asd, «stigmatizzando e colpevolizzando quanto accaduto» e «rinnovando le scuse alla società Vita Granarolo e al suo tesserato coinvolto», comunica sui social di aver deciso di svolgere le prossime partite casalinghe di campionato a porte chiuse. «L’episodio non ha visto coinvolto alcun nostro tesserato – specificano dalla società, che si sente parte lesa, non potendo certo essere considerata responsabile di quanto può accadere per strada – ma non rientra assolutamente nei valori sportivi, capisaldi di questa associazione».

Il viale dei Navigatori del futuro: 30 alberi in più, 25 parcheggi in meno, un tratto a senso unico

Più spazio per i pedoni, una pista ciclabile, più alberi e più verde, meno parcheggi, veicoli a velocità ridotta in transito a senso unico. In sintesi sarà così il viale dei Navigatori di Punta Marina nel futuro, probabilmente dal 2028 al termine di un investimento di 4,6 milioni di euro finanziato da Snam nell’ambito delle misure di compensazione per il rigassificatore in mare di fronte alla località (come già accaduto per il parcheggio da 435 posti).

Sono tre le ipotesi sul tavolo per cambiare volto al tratto di mezzo chilometro tra il lungomare e via delle Americhe. Le ha elaborate Teprin Associati di Ravenna, studio di progettazione architettonica, urbanistica e ambientale (che ha realizzato la passerella in legno sulla banchina destra della darsena di città). Sono state presentate alla cittadinanza nella serata di ieri, 16 ottobre, in un’assemblea pubblica organizzata dal Comune di Ravenna all’albergo Nettuno. Altissima la partecipazione: circa duecento persone presenti.

Il sindaco Alessandro Barattoni, presente insieme all’assessore Massimo Cameliani (Lavori pubblici) e ai tecnici degli uffici comunali, è stato chiaro: «Presentiamo le proposte ideate dai progettisti, ascoltiamo le opinioni dei cittadini e poi prenderemo una decisione: una delle tre opzioni si farà». Con questo cronoprogramma: apertura cantiere a settembre 2026, interruzione a primavera 2027 per affrontare la stagione estiva senza lavori, ripresa a settembre 2027 per arrivare al completamento.

I progettisti hanno elencato gli obiettivi perseguiti: migliorare la qualità urbana del viale, favorire la mobilità sostenibile e il passeggio, limitare il traffico veicolare, aumentare il verde, valorizzare piazza Saffi.

Per dare più spazio a pedoni, biciclette e aiuole, la scelta è stata quella di restringere la sezione stradale a disposizione del traffico e sacrificare parcheggi. Attualmente i posti auto sui lati della carreggiata sono 85 in totale. Tutte le tre opzioni prevedono una riduzione. L’opzione 1 addirittura li eliminerebbe tutti, una proposta che è parsa quasi buttata là allo scopo di far apparire più digeribili le altre due che ne cancellerebbero 25 (oltre a 8 in piazza Saffi e 4 all’inizio del lungomare Colombo).

Mettendo quindi da parte per un attimo l’ipotesi 1, la 2 e la 3 hanno alcuni punti in comune: su entrambi i lati un marciapiede da circa due metri e un’aiuola da 2,7 metri, una fila di parcheggi solo su un lato, senso unico per le auto con direzione verso il mare a partire dall’incrocio con via della Prora. L’opzione 2 prevede una corsia per autobus e bici in direzione opposta. L’opzione 3 prevede una ciclabile a doppio senso da 2,5 metri di larghezza e bus insieme ai veicoli privati.

Ci sarà più verde, circa cinque volte come superficie rispetto a oggi (tremila mq contro 600). Verranno allargate le aiuole, conservati tutti i pini presenti e aggiunti circa 30 alberi (non pini) nei punti dove mancano. Le zone verdi avranno anche una funzione di raccolta delle acque piovane: avranno una depressione modellata di circa 20 cm rispetto al piano viario che potrà aiutare la rete fognaria in caso di precipitazioni copiose in tempi ristretti.

Le nuove piante andranno ad arredare in particolare piazza Saffi che i progettisti ambiscono a valorizzare per renderla un punto di incontro, un’area pedonale con funzione di socialità. Oggi è un angolo di asfalto con parcheggio semiselvaggio senza ombra. Il primo tratto del viale che si snoda da piazza Saffi e oltre la rotonda Acqua Marina verrà incluso nell’area del mercato ambulante che quindi si estenderà su un tratto più lungo per dare spazio a tutte le 67 postazioni che non potrebbero più trovare posto in doppia fila con il restringimento della carreggiata.

Ancora un incidente: muore un trentenne a Conselice, grave in ospedale il passeggero

Un altro morto sulle strade, ancora una vittima residente nella Bassa Romagna ravennate. L’incidente è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, poco popo le 3, lungo via Canalazzo, a San Patrizio, frazione del comune di Conselice.

Secondo una prima ricostruzione, un’auto con a bordo due trentenni della zona è finita fuori strada, schiantandosi contro la recinzione di una casa. Violentissimo l’impatto, che non ha lasciato scampo al conducente, classe 1995 di Conselice. Il passeggero, coetaneo, è stato invece portato d’urgenza in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna, con il codice di massima gravità. La strada è rimasta chiusa fino alle 7 del mattino per i rilievi.

Rissa in zona Bassette, sparati anche cinque colpi a salve – FOTO

Far west in zona Bassette nella serata di ieri, 16 ottobre. Secondo quanto finora ricostruito, sarebbe andata in scena una rissa tra due bande rivali, in via Achille Grandi. Rissa culminata con l’esplosione di cinque colpi da arma da fuoco, risultati a salve.

Sul posto la polizia, che si sta occupando delle indagini. Sul luogo della rissa sono state ritrovate, oltre ai proiettili, anche un accendino, un cappellino e tracce di sangue.

Gli agenti stanno analizzando anche un’auto inizialmente rubata e poi riportata in via Grandi, danneggiata, con tracce di sangue a bordo.

Incidente mortale al porto di Ravenna, i sindacati proclamano lo sciopero

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero per protestare contro la morte del 67enne Giuseppino Zuccoli, il camionista (dipendente di una ditta esterna) travolto nel piazzale della Sapir (da un altro camionista di un’altra ditta esterna) nella mattinata di giovedì 16 ottobre, durante operazioni di carico-scarico. Una morte sul lavoro ritenuta «inaccettabile» dai sindacati.

«Non è che l’ennesimo grave infortunio, purtroppo questo con esito mortale, avvenuto in provincia nelle ultime settimane – commentano i sindacati in una nota inviata alla stampa -: un lavoratore investito da un macchinario nei lavori di ampliamento della statale Adriatica, un lavoratore travolto da un catasta di pallet alla Deco Industrie, un altro investito da un carrello in Marcegaglia. Tutti infortuni avvenuti con la presenza di aziende in appalto e con investimento da parte di mezzi in movimento». Già nella giornata di oggi (17 ottobre), come avvenuto anche per i precedenti infortuni, le organizzazioni sindacali incontreranno la direzione aziendale per analizzare cosa non ha funzionato, se le procedure sono state rispettate, e valutare congiuntamente cosa modificare e migliorare perché questi incidenti non si ripetano più.

«Le organizzazioni sindacali, nell’esprimere il proprio grido di allarme rispetto alla situazione richiamano tutti i soggetti, aziende, associazioni e istituzioni a una azione concreta per praticare e innalzare la salute e sicurezza sul lavoro. Quanto avvenuto, inoltre, ci interroga e ci impone nuovo impulso nel percorso di rinnovo, già avviato, del Protocollo sul miglioramento della salute e sicurezza nel sito portuale di Ravenna», termina la nota dei sindacati che proclamano un’ora di sciopero (l’ultima del proprio turno) per sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti, lunedì 20 ottobre, per tutti i lavoratori di tutte le aziende dei settori portuale, facchinaggio e trasporti.

Un altro incidente nel Ferrarese, un’altra vittima di Alfonsine

Un altro incidente mortale nel Ferrarese, vicino al confine con la provincia di Ravenna, con un’altra vittima residente nel comune di Alfonsine. Si tratta di Mauro Farina, 70 anni, di Longastrino, morto sul colpo in uno scontro avvenuto nella prima mattinata di ieri, giovedì 16 ottobre, lungo la provinciale 10, a Filo di Longastrino.

Secondo una prima ricostruzione, il 70enne avrebbe tentato un sorpasso, finendo con lo schiantarsi con un’auto proveniente dalla direzione opposta, con alla guida una donna incinta di 31 anni e i suoi due figli di 11 e 12 anni. Entrambe le auto sono finite fuori strada. Coinvolto nell’incidente anche un furgone. Nessuna delle altre persone coinvolte risulta in gravi condizioni. È morto sul colpo, invece, il 70enne Farina, rimasto incastrato all’interno della propria Alfa.

Si tratta della terza vittima delle strade nell’ultima settimana residente ad Alfonsine, che mercoledì scorso aveva proclamato il lutto cittadino.

Un uomo investito da un’auto durante una lite, è ricoverato in gravi condizioni

Un uomo è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Bufalini di Cesena nella tarda serata del 16 ottobre dopo essere stato investito da un’auto durante una lite avvenuta a Porto Corsini attorno alle 22. Soccorso dal personale del 118, il ferito è stato trasportato in elicottero.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri partendo dalla ricostruzione dei motivi del litigio e della dinamica dell’investimento.

Dal centro della località costiera sono state portate via due autovetture evidentemente coinvolte nei fatti: una Subaru Xw bianca da via 6 dicembre 1944 e una Peugeout 5008 grigia da via Mazzesi, entrambe con il lunotto posteriore in frantumi. La Peugeot ha anche il parabrezza crepato, all’interno della Subaru è stata gettata della benzina.

Confermate tutte le aggravanti, Soncin resta in carcere. In casa a Cervia trovati coltelli e pistola

Una “spedizione” a casa di Pamela pianificata da almeno una settimana e un filo conduttore basato sul «o con me o con nessun altro» che martedì sera lo ha spinto a piombare nell’appartamento della ragazza con il mazzo di chiavi che aveva duplicato di nascosto, “munito di ben due coltelli a serramanico, di cui uno lasciato” in auto e l’altro usato per colpire almeno 24 volte.

Sono questi alcuni degli elementi evidenziati dal gip di Milano, Tommaso Perna, nella ricostruzione del femmicidio di Pamela Genini, 29 anni, accoltellata dall’imprenditore cervese Gianluca Soncin, il 52enne, in isolamento in cella a San Vittore.

L’uomo, rimasto in silenzio durante l’interrogatorio, si è visto notificare, nel tardo pomeriggio di giovedì, il provvedimento con cui il giudice ha convalidato il fermo e disposto la misura della custodia cautelare in carcere come chiesto dalla pm Alessia Menegazzo e dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella. L’ordinanza ha anche confermato tutte le aggravanti contestate dalla Procura: la premeditazione, la crudeltà, i futili motivi, il vincolo della relazione affettiva e lo stalking, condividendo così l’esistenza di quel “quadro agghiacciante”, messo in risalto dagli inquirenti e dagli investigatori della Polizia di Stato, e per il quale si prefigura la pena dell’ergastolo.

Nelle 13 pagine il gip spiega che Soncin, oltre al fatto che “possa riservare lo stesso trattamento violento” anche ai genitori e all’ex fidanzato e confidente di Pamela – colui che ha dato l’allarme in quanto negli attimi precedenti il delitto era al telefono con lei – è incapace “di controllare i propri impulsi”. Ma soprattutto che ha pianificato il suo proposito omicidiario quantomeno dalla scorsa settimana. Si è piazzato a casa della ragazza, con cui non conviveva, e approfittando della sua assenza – lei era fuggita a Bergamo da suoi per le continue botte e la paura – ha fatto la copia delle chiavi. Così due sere fa, di soppiatto, è entrato nell’abitazione di Via Iglesias, alla periferia di Milano, e non ha esitato a usare uno dei coltelli a serramanico che aveva portato con sè e che si aggiungono ai 13 trovati giovedì, assieme a una pistola, nel suo appartamento, a Cervia. Ha sferrato 24 fendenti molti dei quali “non hanno attinto organi vitali, con la conseguenza che hanno determinato una sofferenza non trascurabile” a Pamela, la quale “peraltro per un tempo” al momento “non quantificabile, ma sicuramente non istantaneo, ha acquisito consapevolezza dell’imminente fine“.

Quanto basta per affermare che ha agito senza pietà e poi per una “ragione futile e bieca”: lei voleva interrompere la loro relazione burrascosa cominciata nel marzo 2024 e andata avanti con continue vessazioni e violenze. E per il timore di essere ammazzata non ha mai sporto denuncia. Cosa per cui resta “l’amarezza”, scrive il magistrato costatando che il 9 maggio scorso, quando la polizia arrivò a casa di Pamela dopo una “richiesta di aiuto”, lei stessa “ha dipinto un quadro non sufficientemente allarmante della vicenda, limitandosi a invocare l’intervento delle forze dell’ordine in quanto il Soncin” che aveva “descritto agli agenti come un mero amico” che con lei aveva “un debito di denaro (…), si era presentato presso la sua abitazione senza preavviso”. Insomma quello che viene a galla anche nell’ordinanza è una relazione “che va ben oltre la tossicità, ma si tinteggia invece, dal principio, per la sua inaudita e nitida violenza” e una “follia omicidiaria” basata su un filo conduttore: “o con me o con nessun altro”. Intanto per venerdì è fissata l’autopsia, mentre l’inchiesta andrà avanti su più fronti e punterà anche a setacciare la personalità e gli affari, non molto limpidi, di Socin. (fonte Ansa.it)

Pronta la nuova arena da 1.400 posti alla Rocca, studentato in piazza Farini a fine 2026

A marzo 2026 sarà pronta la palestra del liceo classico, nella primavera 2026 apriranno la nuova arena per spettacoli all’aperto alla Rocca Brancaleone e la nuova sede del centro per l’impiego all’angolo tra via Venezia e via di Roma, alla fine del 2026 sarà pronto il nuovo studentato universitario all’Isola San Giovanni. È l’aggiornamento dell’agenda dei principali cantieri pubblici del quartiere Farini a Ravenna, fatto dal sindaco Alessandro Barattoni nel pomeriggio di oggi, 16 ottobre, in occasione di una passeggiata con la cittadinanza per le vie del quartiere. La camminata di un paio di ore, a cui ha partecipato una trentina di persone, si è conclusa alle 18 con l’inaugurazione della riqualificazione del parcheggio centrale in piazza Mameli.

Piazza Mameli: si torna a parcheggiare

Tre mesi di cantiere hanno rimodellato l’area centrale di sosta che è stata ampliata per consentire di disegnare stalli più larghi in linea con le misure delle auto attuali. I posti con strisce blu sono 40, più due riservati ai disabili: la disponibilità è la stessa rispetto a prima del cantiere e non è calata come invece era stato riportato in altri articoli su queste pagine facendo riferimento al dato sul sito del Comune che citava 62 (e ora è stato modificato a 42). Sul perimetro esterno della piazza erano presenti cinque posti con righe gialle (2 per carico e scarico e 3 riservati all’albergo Nh) che sono stati convertiti in posti blu.

La caratteristica principale dell’intervento è l’approccio green: fondo in cemento drenante che funziona come una sorta di spugna per facilitare lo smaltimento delle acque verso la falda sottostante con minore aggravio sulla rete fognaria e l’inserimento di spazi verdi contro le isole di calore. Sono stati piantati otto alberi di medie dimensioni, la misura massima possibile perché la pianta regga al trapianto: aceri rossi, aceri campestri e un ginkobiloba a impianto colonnare. Alla base degli arbusti: salici di due tipi che daranno colorazioni diverse agli inserti naturali. Le essenze, tutte caduche, sono state scelte per richiamare i colori della città. L’intervento rientra in una serie di opere simili nel comune per un costo complessivo di un milione di euro.

Arena Rocca: ottobre 2025

Il 30 ottobre chiuderà il cantiere che ha rifatto l’arena estiva della Rocca Brancaleone: rifatta la pavimentazione, montate nuove tribune e un nuovo palco con buca per l’orchestra e spogliatoi per gli artisti. In totale la capienza è di circa 1.400 posti. Costo complessivo 5 milioni di euro finanziati dal ministero della Cultura. «Appena chiusi i lavori potremmo preparato il bando per trovare un gestore, sarà quindi operativa nella primavera-estate 2026 e tornerà a ospitare il cinema all’aperto». La vecchia area di parcheggio tra le mura e circonvallazione alla Rotonda dei Goti resterà fruibile per i pedoni, con l’accesso all’area sgambamento cani e il percorso pedonale verso la darsena, ma l’accesso carrabile sarà solo per i mezzi di servizio per gli eventi.

Palestra liceo classico: marzo 2026

Cantiere della Provincia, proprietaria di tutti gli edifici che ospitano scuole superiori. Demolizione e ricostruzione delle palestre su via Carducci. Spesa totale 5,5 milioni di cui 3,5 dal Pnrr che impone la conclusione per giugno 2026. «Contiamo che sia pronta per marzo 2026. Non avrà allacci al metano, ma sarà alimentata solo a corrente elettrica con fotovoltaico sul tetto».

La riapertura della palestra consentirà agli studenti di evitare trasferimenti per le ore di educazione fisica che da gennaio 2023 si svolgono tra Pala Costa, circolo tennis Zavaglia e ragioneria.

Centro per l’impiego: fine primavera 2026

L’immobile di proprietà della Provincia che un tempo ospitava il comando provinciale dei carabinieri è stato riqualificato con un investimento di tre milioni di euro (la maggior parte dalla Regione che gestisce i servizi per l’impiego) e aprirà i battenti a fine primavera 2026.

Sarà ancora anche la sede della polizia provinciale, ma avrà anche spazi per l’archivio storico del Novecento. Negli uffici riqualificati traslocherà l’agenzia del lavoro che oggi è in via Teodorico.

Studentato: fine 2026

Nella palazzina tra via Carducci e giardino Speyer, di proprietà di Ravenna Holding, troverà posto uno studentato universitario convertendo gli spazi che un tempo erano uffici comunali tra piano interratto, piano terra e primo piano. In totale 112 posti letto (42 camere doppie e 12 singole). L’intervento è realizzato da Fondazione Flaminia con fondi statali.

Il Comune ha già fatto incontri con i titolari delle attività commerciali sotto i portici di via Carducci dando la disponibilità all’acquisto dei locali per destinarli a servizi utili alla cittadinanza e alla popolazione studentesca. «Abbiamo preso contatti con una dozzina di proprietari – ha spiegato il sindaco –, alcuni hanno dato disponibilità alla cessione e altri no. Formuleremo offerte in base a quello che consente la legge e in base alle metrature degli spazi che riusciremo ad acquisire valuteremo che tipo di servizi potranno trovare posto».

Episodio degno di cronaca quello avvenuto proprio mentre il primo cittadino illustrava il progetto e faceva cenno alle ordinanze antivetro e antialcol in vigore nel quartiere: un passante, a piedi con una bottiglia di vetro in mano, si è lasciato andare a qualche grido sguaiato sotto gli occhi del sindaco e di alcuni agenti della polizia locale per poi allontanarsi.

Il Comune mette a disposizione gratuitamente una sala da 99 posti per “l’aggregazione giovanile”

È on line (al seguente link https://bit.ly/4nMqVOs) l’avviso pubblico per la ricerca di associazioni con cui il Comune di Ravenna desidera interagire per la realizzazione di progetti di aggregazione e partecipazione giovanile che saranno ospitate nella sala Morigi (in via Gramsci n. 27, zona Gallery).

La giunta ha approvato la delibera che individua i criteri e le modalità di ricerca delle associazioni con le quali sottoscrivere accordi di compartecipazione per la concessione in uso temporaneo e gratuito della sala di proprietà comunale. Si potrà fare domanda per presentare progetti nell’ambito della promozione di attività artistiche, culturali, sociali e di libera aggregazione volte a “valorizzare il protagonismo giovanile” che dovranno rivolgersi prevalentemente a persone di età compresa tra 11 e 35 anni.

«Con questo avviso – dichiara l’assessora alle Politiche giovanili Hiba Alif – desideriamo favorire la crescita e l’aggregazione giovanile e lo scambio costruttivo di idee e conoscenze; sostenere la progettazione di iniziative utili per rafforzare la propria crescita personale e professionale, realizzate da giovani per altri giovani. La sala Morigi è un luogo ampio che può ospitare fino a 99 persone e si presta a molteplici attività e iniziative che possono favorire il dialogo intergenerazionale».

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente con modalità telematica, inviando la documentazione richiesta dall’avviso a decentramento.comune.ravenna@legalmail.it con oggetto “Domanda di partecipazione avviso pubblico per utilizzo gratuito Sala Morigi” entro e non oltre le 12 di venerdì 14 novembre.

La progettualità, da concludersi entro giugno 2026, prevede una compartecipazione del Comune che consiste nell’uso temporaneo e gratuito della sala; nell’utilizzo del logo del Comune sul materiale pubblicitario; nella stampa del materiale presso il centro stampa comunale e la pubblicizzazione delle iniziative.

Il cordoglio di Sapir e Autorità portuale per l’incidente mortale al porto di Ravenna

I vertici di Sapir, il presidente Riccardo Sabadini e l’amministratore delegato Mauro Pepoli, esprimono profondo cordoglio per l’incidente mortale avvenuto nel terminal, con il coinvolgimento di camionisti di aziende esterne.

«È una tragedia immensa e il nostro primo pensiero va alla famiglia della vittima – si legge in una nota inviata alla stampa – alla quale ci stringiamo, esprimendo le più sentite condoglianze. È un dramma per tutti, ed esprimiamo vicinanza anche all’autista dell’altro mezzo coinvolto».

La società comunica di stare collaborando fin dalle prime ore con le autorità competenti per fornire ogni informazione utile sull’accaduto. «Per noi, da sempre – concludono Sabadini e Pepoli – la sicurezza è la prima delle priorità, il valore di riferimento imprescindibile di ogni nostro operato».

Sul tema interviene anche il commissario dell’Autorità Portuale di Ravenna, Francesco Benevolo: «In attesa che le autorità competenti chiariscano la dinamica dei fatti che oggi sono costati la vita a Giuseppino Zuccoli, mentre svolgeva il suo lavoro all’interno di un terminal del porto, sento il bisogno di esprimere il mio personale dolore e la mia sincera vicinanza a tutta la famiglia di questo lavoratore. Desidero, inoltre, manifestare il mio partecipe cordoglio a tutta la comunità portuale, drammaticamente colpita da quanto accaduto. Il nostro impegno continua, incessante e determinato, per rafforzare, sempre e con ogni mezzo possibile, tutte le azioni e le procedure finalizzate ad innalzare strutturalmente i livelli di sicurezza del lavoro attraverso, l’informazione, la prevenzione, la formazione, l’organizzazione ed il controllo».

In mattinata era intervenuto anche il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ricordando di aver lavorato oltre 15 anni nel mondo della logistica e di aver assistito centinaia di volte a operazioni di carico, scarico, manovra e pesatura: «Ancora non riesco a comprendere come, ciclicamente, possano accadere eventi di questo tipo. Se prevenzione e protocolli non riescono ad azzerare i rischi, tutti noi, a partire dalle istituzioni pubbliche, dobbiamo fare un salto di qualità nell’affrontare il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Mi stringo in un forte abbraccio ai familiari dell’uomo deceduto, così come al camionista dell’altro mezzo coinvolto e agli operatori che erano al lavoro nel turno di stamattina».

Sull’episodio è intervenuta anche Ouidad Bakkali, deputata ravennate del Pd: «Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia della vittima, al collega coinvolto e a tutti gli operatori che erano in servizio. Episodi come questo non possono più essere considerati fatalità. È necessario capire cosa non ha funzionato e agire con decisione affinché la sicurezza non resti un principio astratto ma diventi una pratica concreta, quotidiana, condivisa tra aziende, lavoratori e istituzioni. Il richiamo dei sindacati è giusto e urgente: vanno riviste le procedure di carico e scarico e potenziati i protocolli di prevenzione e formazione. Ma serve anche un salto di responsabilità politica. Occorre ripensare un nuovo Testo Unico sulla sicurezza, aggiornato e calato nella realtà di oggi, che superi strumenti inefficaci e renda davvero operative le tutele. La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un dovere collettivo e morale».

«Esprimo il cordoglio, anche a nome della giunta regionale, ai familiari e ai colleghi dell’autotrasportatore deceduto questa mattina al porto di Ravenna. Pochi giorni dopo il tragico incidente a San Giorgio di Piano, dove ha perso la vita un giovane bengalese mentre lavorava, ci ritroviamo ancora una volta di fronte a un fatto drammatico che getta nello sconforto una famiglia e che rattrista tutta la comunità». Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, commenta la scomparsa di un autotrasportatore di 67 anni, deceduto questa mattina in seguito a un investimento su un piazzale del porto di Ravenna. «Un evento inaccettabile che deve richiamare tutti, per l’ennesima volta, al massimo impegno e al senso di responsabilità per garantire la massima sicurezza sul lavoro. Nel rinnovare la mia vicinanza alla famiglia voglio assicurare che, come istituzione, continueremo a fare ogni sforzo per assicurare che tragedie come questa non debbano ripetersi, e che il luogo di lavoro sia uno spazio in cui la sicurezza abbia sempre la priorità».

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