sabato
14 Marzo 2026

Velox fisso non omologato, il giudice annulla il verbale. È il terzo caso in provincia

Il giudice di pace di Ravenna ha annullato un verbale per eccesso di velocità emesso da un autovelox fisso a Cervia (nella frazione di Tantlòn sulla strada provinciale 254 Salara, all’altezza del km 20+460) perché il Comune non è stato in grado di dimostrare la regolare omologazione dell’apparecchiatura utilizzata. L’amministrazione comunale è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio quantificate in 43 euro. L’udienza si è tenuta il 19 gennaio 2026, quasi un anno dopo la notifica del verbale da 230 euro e 3 punti della patente (91 km/h in un tratto con limite 70).

Il ricorso al giudice di pace è stato il terzo tentativo dell’automobilista per arrivare al riconoscimento delle proprie ragioni. Inizialmente l’uomo, per verificare la legittimità dell’accertamento amministrativo, aveva fatto una richiesta di accesso agli atti alla polizia locale di Cervia, richiedendo la documentazione tecnica e amministrativa relativa al dispositivo di rilevazione. Il Comune non ha mai risposto. Il secondo tentativo è stato con un ricorso al prefetto: respinto, senza che venisse trasmesso alcun documento tecnico, certificazione o prova concreta a supporto delle affermazioni contenute nel rigetto. La bocciatura del ricorso alla prefettura ha fatto anche raddoppiare il verbale fino a 460 euro. Il giudice di pace ha messo la parola fine e il Comune si è attivato per inviare i 43 euro tramite bonifico.

Il cittadino protagonista di questa vicenda sottolinea che il percorso è stato «lungo, complesso e psicologicamente logorante per difendere un diritto che dovrebbe essere garantito con trasparenza fin dall’inizio. Parliamo di mesi di attese, documenti richiesti e mai ricevuti, ricorsi, spese legali, tempo sottratto al lavoro e alla vita privata, e il peso di dover dimostrare ciò che l’amministrazione avrebbe dovuto chiarire spontaneamente».

Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi giorni sono emersi altri pronunciamenti di tribunali nello stesso senso: verbali annullati perché gli apparecchi non erano omologati. È successo a Fosso Ghiaia e già a Cervia. La Corte di Cassazione ha ribadito più volte che una multa per eccesso di velocità è valida solo se l’autovelox utilizzato è omologato e non semplicemente approvato. La differenza sostanziale è spiegata dal sito “Al Volante”: «L’approvazione certifica che lo strumento funziona, l’omologazione invece ne attesta la conformità ai requisiti tecnici previsti dalla legge». Fino a poco tempo fa mancava il decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture che consente di omologare effettivamente i nuovi dispositivi. In totale in provincia di Ravenna sono installati poco più di 40 velox fissi.

Clienti con precedenti e casi di risse e aggressioni: la questura chiude due bar per 5 giorni

Il questore di Ravenna ha sospeso la licenza di due bar per 5 giorni con la conseguente chiusura temporanea delle attività a partire da ieri, 20 febbraio, quando è stato notificato il provvedimento. Le chiusure sono state decise per ragioni di ordine pubblico dopo diversi episodi che hanno riguardato la clientela dei due esercizi, il New bar Bomber in via Nicolodi (quartiere Gulli) e il Byblo’s bar in via Romea (zona via dei Poggi).

Il provvedimento è stato adottato in seguito a una articolata attività istruttoria svolta dalla divisione di polizia amministrativa e di sicurezza della questura di Ravenna. Nei controlli effettuati nei mesi precedenti dagli agenti della polizia di Stato, in molte occasioni gli avventori sono risultati persone con precedenti, circostanza che secondo le norme del testo unico per la pubblica sicurezza consente al questure di configurando gli esercizi quale luogo di ritrovo di persone pericolose per la sicurezza della collettività. Inoltre in uno degli esercizi pubblici si sono verificate risse e aggressioni.

Una nota della polizia – che non riporta i nomi dei due bar – segnala che «l’intervento dell’autorità di pubblica sicurezza tende anche a restituire al titolare la possibilità di gestire l’attività in un contesto d’ordine».

Lite in strada in via Carducci, interviene la polizia e scatta il foglio di via per un 24enne

Il quartiere della stazione ferroviaria di Ravenna è di nuovo teatro di un episodio di violenza in strada. Nel primo pomeriggio di ieri, 20 febbraio, la polizia è intervenuta dopo la segnalazione di una rissa in strada in via Carducci. Arrivati sul posto i poliziotti hanno fermato un 24enne tunisino e avviato gli accertamenti.

Dalle immediate ricostruzioni dei fatti, svolte anche la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, si è accertato che non si trattava di una rissa (reato specifico che richiede la partecipazione di almeno tre persone), ma una colluttazione fra due giovani, uno dei quali era il 24enne appena fermato. Il secondo protagonista, immortalato dalle telecamere, è già stato identificato da parte degli investigatori.

Accompagnato in questura per accertamenti, per il 24enne è stato emessa una misura di prevenzione di natura amministrativa: un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune per tre anni. Va infatti considerato che la lite fra due persone potrebbe configurare un reato procedibile solo a querela di parte (cioè l’altro fuggito).

I giovani e la Shoah: «Che emozione essere ricevuti dal Presidente Mattarella»

Gli studenti e le insegnanti dell’Itip “L. Bucci” di Faenza, dopo essere stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono stati accolti a Palazzo Manfredi dall’amministrazione comunale per raccontare il percorso che li ha portati a vincere il premio de “I giovani ricordano la Shoah”. Si tratta di un concorso nazionale rivolto agli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione con l’obiettivo di favorire la riflessione e la consapevolezza su quanto accaduto, ma anche sensibilizzare i più giovani per mantenere vivo il ricordo nel tempo.

Durante l’incontro, gli studenti che hanno fatto parte della delegazione a Roma e quelli che hanno partecipato al viaggio della Memoria in Polonia, hanno portato la propria testimonianza di un’esperienza che ha unito lo studio della storia all’impegno civile.
I ragazzi hanno ripercorso i momenti salienti del loro lavoro, nato quasi spontaneamente durante le ore di religione, spiegando come il progetto sia stato un modo per dare voce al silenzio delle vittime e per riflettere sull’impatto delle leggi razziali. 
Gli studenti hanno infine descritto come il contatto diretto con la memoria li abbia aiutati a comprendere che il ricordo non è un esercizio passivo, ma un dovere quotidiano contro l’indifferenza.

«Essere ricevuti dal Presidente Mattarella – hanno detto gli studenti in viaggio a Roma – è stata un’emozione indescrivibile, ci ha fatto capire che il nostro impegno non è passato inosservato e che la nostra voce di giovani conta».

«Vedere con i propri occhi i luoghi dove tutto è accaduto – hanno poi raccontato i colleghi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria in Polonia – come il Binario 21 o i campi di Auschwitz, trasforma quello che leggi sui libri; non è più solo storia, ma diventa una responsabilità personale che ci portiamo a casa».

Nataly Maier, ogni tecnica al servizio dell’espressione

Attiva fin dagli anni ‘80, Nataly Maier è un’artista tedesca che ha fatto del suo percorso un’indagine rigorosa nonostante l’utilizzo di vari media – dalla scultura alla tela, dall’installazione alla fotografia fino alle recenti prove pittoriche –, spesso mescolando in uno stesso lavoro uno o più linguaggi espressivi. In questo senso il suo lavoro è un buon esempio per comprendere come nello sviluppo dell’arte degli ultimi 50 anni non sia per forza importante o necessaria la fedeltà a una tecnica ma che l’idea che impronta il progetto possa esprimersi in vari modi, mantenendo solo la garanzia della qualità espressiva.

Può darsi che la formazione di Maier, laureata in Filosofia a Tübingen, abbia a che fare con la parte fondamentalmente concettuale della sua arte, una linea che si evidenzia fin dai suoi primi lavori, in esposizione a cura di Cristina Casero alla Sabe di Ravenna. Non è difficile seguire questa interpretazione attraverso le opere esposte che costituiscono più una retrospettiva dell’artista che un’esposizione della produzione recente, che sappiamo più virata verso la pittura.

Partendo dai lavori meno recenti – Pezzo di luna e Fotoscultura – datati al 1989, un anno spartiacque per l’Europa e in particolare per la Germania, si può facilmente risalire al contesto artistico dell’epoca, che predilige la scultura all’interno di allestimenti e forme geometrizzate. Per comprendere il clima, valga il riferimento alle sculture e allestimenti dello statunitense Donald Judd, che li ammorbidisce con la vivacità squillante della gamma cromatica. Per Maier si tratta di mettere in dialogo allestimento, scultura e fotografia – un bianco e nero severo – circoscrivendo il proprio interesse al rapporto fra bidimensionalità e sfondamento nella terza dimensione. Nell’indagine acquisiscono importanza soprattutto i valori di superficie e le possibili relazioni fra realtà e doppio rappresentativo, fra questo e il suo forzato rapporto con lo spazio, perduto nell’origine fotografica e riacquisito poi nella scultura.

Si delinea così la matrice fortemente concettuale dei lavori appartenenti alla prima metà degli anni ‘90, dove Maier ritorna su questi temi, evidenti in Albero girevole (1991) e in Mare in scatola (1994), in cui si segnala un omaggio al mare allestito da Pino Pascali ma rivisto attraverso la macro oggettivazione Pop di Oldenburg.
Il sovradimensionamento delle scatole di sardine e la forzata bidimensionalità del contenuto – con l’impiego del dispositivo ironico tipico nei maestri della Pop Art – rafforzano il cortocircuito fra realtà, sua rappresentazione, linguaggio e rapporto con la terza dimensione, vista come testimone più eclatante del reale.

Un passo oltre è costituito dalla Fotoscultura con rami di salice (1994), in cui l’analisi si spinge a inserire il dato di vimini reali, tangibili, che prolungano le immagini fotografiche sottostanti, approfondendo il rapporto fra reale e immagine, fra arte e possibilità spaziali. Maier prosegue i temi principi della sua ricerca ampliando il dialogo con quella necessità fisica oggettuale che è stata portata avanti da Arte Povera e allo stesso tempo segna la sua distanza dalla produzione coeva della Trans Avanguardia internazionale, sia italiana che tedesca.

Il gioco del rapporto fra rappresentazione e realtà, e fra i due campi in cui questi dati si situano nella nostra esperienza quotidiana, viene esaltata in Censimento (2001), in cui la reiterazione fotografica di un frutto di limone sfida le due dimensioni oggettive della riproduzione fotografica nel tentativo di esondare nel campo della nostra profondità percettiva. 

La radice concettuale si esprime anche nel momento in cui l’artista riacquista la dimensione del colore, spesso a tinte brillanti, che squillano come un giallo limone o un arancio da spremere. Fin dal 1995, in Sonnenblumen il colore viene prosciugato nelle foto che sormontano i pilastri scultorei: dove il girasole e il suo cuore di semi vengono sintetizzati in fotografie precise, in un bianco e nero netto che scolpisce le forme, il colore del fiore diventa quasi un approdo metafisico.
Il giallo trapassa infatti dal reale e si trasforma in categoria di pensiero, confermato dalla sua uniformità e geometrizzazione. Proprio su questa linea di analisi rigorosa e complessa della relazione fra realtà – in tutte le sue declinazioni percettive – e doppio rappresentativo proseguono poi i dittici e i trittici più recenti di Maier del 2001 fino al più recente Getreidefeld di sei anni fa, in cui la fotografia in bianco e nero di un campo di grano vede di nuovo riassumere nel campo sottostante il colore che gli è proprio.

Nataly Maier. Immagini nello spazio
Fino al 12 aprile 2026 Ravenna, fondazione Sabe per l’arte, via Pascoli 31
Orari: gio-do 16-19 – ingresso libero

Giacomo Poretti alla biblioteca Classense

Venerdì 20 febbraio alla biblioteca Classense di Ravenna Giacomo Poretti, del celebre trio Aldo, Giovanni e Giacomo, ha dialogato con lo scrittore Matteo Cavezzali per il ciclo di incontri di Invèl, scuola di narrazioni di ScrittuRa Festival.

Poretti e Cavezzali hanno parlato della scrittura come forma di comicità e riflessione partendo dall’ultimo libro di Poretti “La fregatura di avere un’anima” (Baldini+Castoldi).

Qui sopra il video integrale dell’incontro.

Un Ravenna rimaneggiato torna al Benelli: in arrivo una Sambenedettese in crisi e senza tifosi

Sarà un Ravenna molto rimaneggiato quello che tornerà di nuovo in campo al Benelli, per la seconda partita consecutiva davanti ai propri tifosi, contro la Sambendettese (calcio d’inizio alle 17.30 di sabato 21 febbraio). Soprattutto nel reparto offensivo, dove oltre al lungodegente Motti mancheranno lo squalificato Okaka e anche il trequartista Viola (un paio di settimane di stop per un problema muscolare all’adduttore). «Una brutta notizia – commenta il nuovo allenatore dei giallorossi Mandorlini – Viola è un giocatore che stavo cercando di recuperare, ci avevo parlato. Dalla prossima settimana, perlomeno, Motti tornerà ad allenarsi con la squadra».

Saranno indisponibili anche gli infortunati Falbo e (novità dell’ultima ora) Di Marco, oltre agli squalificati Bani e Anacoura. Sulla fascia sinistra quindi rientrerà dal primo minuto capitan Rrapaj, mentre in porta farà il suo debutto da titolare Poluzzi. Rientra tra i convocati Donati dopo uno stop più lungo del previsto. Ma è probabile che il resto della formazione (con Italeng al posto di Okaka) sia la stessa di quella che sabato scorso ha battuto la Juventus Next Gen finendo la partita addirittura in nove uomini. «Mi pare che qualcuno abbia dato scontato quella vittoria – commenta Mandorlini in conferenza stampa, ricordando il suo debutto sulla panchina contro i bianconeri – mentre invece è stata una grande prova, perché non è semplice giocare così tanto in inferiorità numerica senza prendere gol».

Difficile presentare la squadra avversaria, una Sambenedettese in crisi (finita in piena zona play out) che ha però appena cambiato l’allenatore, con l’ingaggio di un tecnico esperto come Roberto Boscaglia. I marchigiani non potranno neppure fare affidamento sul calore dei propri tifosi: il prefetto di Ravenna ha infatti vietato la trasferta per motivi di sicurezza. Una decisione contro cui protesteranno anche i “rivali”, padroni di casa, che si asterranno dal tifare nel corso del primo tempo.

Tornando al campo di gioco, il Ravenna secondo in classifica tenterà di sfruttare il fattore campo, sperando magari in un passo falso delle più dirette rivali: la capolista Arezzo è attesa dall’insidiosa trasferta di Gubbio, mentre l’Ascoli (2 punti sotto i giallorossi) ha un impegno sulla casa più facile sul campo del Pontedera, penultimo in classifica.

Lavori alla scuola “Pasini”, Fratelli d’Italia: «Colpa del Comune se verranno persi 660mila euro di fondi Pnrr»

I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Patrizia Zaffagnini e Nicola Grandi puntano il dito contro il Comune di Ravenna per la possibile perdita di un finanziamento Pnrr da 660mila euro destinato ai lavori della mensa e dell’aula magna della scuola primaria “Bruno Pasini”.

Secondo i due esponenti di opposizione, la vicenda dei lavori di demolizione e ricostruzione avrebbe già prodotto «effetti gravissimi», tra cui la quasi certa perdita del cofinanziamento Pnrr a fronte di un milione di euro già stanziato dal Comune e il fallimento della procedura di affidamento dell’appalto. I consiglieri attribuiscono la responsabilità a una verifica ritenuta insufficiente sulle capacità tecnico-organizzative dell’impresa appaltatrice. Zaffagnini e Grandi ricordano che il contratto con la ditta aggiudicataria, affidataria dei lavori nel 2023, è stato risolto il 25 marzo 2025 per grave inadempimento e ritardi nell’esecuzione. A loro avviso, l’impresa presentava già elementi di fragilità economica e organizzativa che avrebbero dovuto emergere da controlli più approfonditi da parte dell’ufficio tecnico comunale.

I due consiglieri sostengono inoltre che, tra maggio 2024 e febbraio 2025, i sopralluoghi della direzione lavori avrebbero evidenziato avanzamenti minimi, carenza di personale e attrezzature inadeguate, fino alla risoluzione del contratto e alla necessità di individuare una nuova impresa con il cantiere ancora nelle fasi iniziali. Tutto ciò, sempre secondo Fratelli d’Italia, comporterebbe la perdita definitiva dei fondi Pnrr e un ulteriore aggravio per i conti comunali.

Zaffagnini e Grandi chiedono quindi chiarimenti su come il Comune intenda recuperare i danni e sollecitano verifiche più rigorose nell’assegnazione degli appalti pubblici.

Aumentano i biglietti dei monumenti di proprietà statale: «Atto dovuto per l’aumento dei costi e la valorizzazione»

Dal 1° aprile entrerà in vigore la revisione delle tariffe di ingresso alle sedi dei Musei nazionali di Ravenna. Quelle attualmente in vigore – fanno sapere dai Musei – «sono sostanzialmente ferme almeno dal 2013, con interventi limitati nel 2016 e 2017. In questo stesso arco di tempo, tuttavia, i Musei nazionali di Ravenna hanno conosciuto un importante percorso di sviluppo: nuovi apparati didascalici e informativi, percorsi di visita ripensati, ampliamento e valorizzazione delle collezioni, maggiore attenzione all’accessibilità e alla qualità dell’esperienza. Un impegno costante che ha reso i siti sempre più accoglienti, leggibili e coinvolgenti».

Tra le novità più significative, il nuovo allestimento accessibile del Mausoleo di Teodorico, in fase avanzata di realizzazione e in apertura nel mese di marzo, con l’esposizione stabile di materiali originali provenienti dal Museo Nazionale. Il biglietto d’ingresso per il mausoleo è quello che vedrà l’aumento più sensibili, passando dagli attuali 4 ai 6 euro per l’intero. Per gli altri siti l’aumento sarà invece di 1 euro (Sant’Apollinare in Classe da 5 a 6 euro; Museo Nazionale da 6 a 7 euro; Battistero degli Ariani da 2 a 3 euro; Palazzo di Teodorico da 2 a 3 euro; Villa Romana di Russi da 3 a 4 euro). Sono poi previsti due biglietti cumulativi validi per sei giorni (Mausoleo+Battistero+Palazzo a 7 euro; Mausoleo+Battistero+Basilica+Museo+Palazzo a 14 euro) e abbonamenti validi per 6 o 12 mesi per tutti e sei i siti.

«La revisione tariffaria rappresenta un atto dovuto – si legge ancora nella nota dei Musei -, reso necessario dall’evoluzione dell’offerta e dall’aumento dei costi di gestione e valorizzazione, ma è pensata in un’ottica di equilibrio e gradualità anche in rapporto alle altre realtà del territorio. Le previsioni di legge relative a gratuità e agevolazioni saranno ampliate con riduzioni per gruppi superiori a 10 unità e per i soci degli enti convenzionati. Verrà prevista inoltre una tariffa scontata per gli abbonamenti di persone maggiori di 65 anni. Il nuovo sistema punta a favorire una fruizione più ampia e integrata, grazie a biglietti cumulativi con validità di 7 giorni e ad abbonamenti semestrali e annuali particolarmente vantaggiosi, che consentono di visitare e rivedere i sei siti, costruendo un’esperienza culturale distribuita nel tempo».

Per incentivare la visita integrata del territorio, chi presenterà alla Villa romana di Russi un biglietto emesso nei 7 giorni precedenti per uno dei siti ravennati potrà accedere con tariffa ridotta.

Alla scoperta del cimitero monumentale di Ravenna grazie a un gioco e mappe interattive

“Cimitero dal vivo” è il progetto di Panda Project che continua a raccontare il cimitero monumentale di Ravenna e a stimolare cittadini e visitatori a scoprirlo. Si tratta di un progetto di aggregazione reso possibile grazie alla collaborazione di più associazioni per la creazione di mappe interattive, il gioco urbano R-tales e un percorso audio che unisce momenti teatrali a passaggi più introspettivi.

Sono state ultimate le mappe interattive – grazie all’associazione Spazi indecisi di Forlì – che permettono di visitare il monumentale attraverso percorsi tematici che intrecciano memoria, arte e storia della città. Oltre alla versione online (consultabile tramite un Qr Code) saranno disponibili anche in formato cartaceo allo Iat di piazza San Francesco.
La mappa e il gioco urbano propongono percorsi interattivi che accompagnano i visitatori alla scoperta dei personaggi sepolti al cimitero monumentale che hanno fatto la storia della città, come Luigi Rasi e Filippo Mordani, immergendoli tra misteri, memorie collettive e meraviglie artistiche.

Per presentare al pubblico i risultati del progetto è stato organizzato un appuntamento il 28 febbraio alle 15.30 all’interno del monumentale. Verranno condivisi i percorsi per scoprire il luogo e conoscere la storia di Ravenna e sarà possibile prendere parte al gioco “R-tales” (si può giocare a squadre e qualificarsi) e in aggiunta si può seguire il percorso audio nei sotterranei con il supporto del team di progetto.
Attraverso il gioco, eventi storici prendono vita grazie all’interpretazione di attori e attrici del territorio e non solo, tra cui Claudio Morganti, Alessandro Renda, Enrico Caravita e Denis Campitelli.
La partecipazione all’evento ha un costo di 9 euro ed è gratis per i minori di 14 anni. La prenotazione è obbligatoria sul sito di Visit Ravenna: https://www.visitravenna.it/it/cimitero-dal-vivo-alla-scoperta-del-monumentale-con-mappe-suoni-e-percorsi-interattivi

«I cimiteri – dichiara l’assessore alle Politiche culturali Fabio Sbaraglia durante la presentazione alla stampa – sono luoghi di raccoglimento e di memoria, ma sono anche luoghi in cui la storia di una comunità si stratifica e costruisce identità. Questo progetto, di cui si parla da 3-4 anni, si è concluso grazie a una rete di collaboratori che ha dimostrato la solidità del piano. L’iniziativa è un nuovo strumento per scoprire e conoscere uno dei luoghi più significativi della nostra città».

«Forse non tutti sanno quello che abbiamo realizzato per il cimitero monumentale – aggiunge Delia Trice di Panda Project – per questo siamo felici di accogliere le persone il 28 febbraio e mostrare loro cosa offre la nuova mappa. Abbiamo puntato sulla valorizzazione del monumentale e speriamo che diventi per la comunità un luogo da vivere nella quotidianità, come già succede in altre città europee, dove dei cimiteri monumentali non si ha più “paura” anzi, vengono vissuti come parchi dove poter leggere un libro».

“Cimitero dal Vivo” è vincitore del Bando Pnrr finanziato dall’Unione europea.

Le ore di cassa integrazione straordinaria in provincia di Ravenna nel 2025 sono state il triplo del 2024

Il monte ore totale di cassa integrazione (Cig) in provincia di Ravenna è sceso da 3,96 milioni nel 2024 a 3,18 nel 2025, ma la cassa integrazione straordinaria (Cigs) è triplicata, passando dalle 419mila ore del 2024 a una quota che nel 2025 ha superato la soglia di 1,3 milioni di ore. Sono dati resi noti da Cisl Romagna.

«Questo picco della Cigs – si legge in un comunicato – certifica che le difficoltà del polo industriale ravennate sono passate da una gestione legata a rallentamenti ciclici, come quelli che avevano portato al record di 831.608 ore complessive nel solo mese di luglio 2024, a crisi aziendali di natura complessa e strutturale. La triplicazione della straordinaria rappresenta l’indicatore più chiaro di una riorganizzazione industriale profonda che sta interessando i siti produttivi della provincia».

L’analisi dei flussi relativi agli ammortizzatori sociali nelle tre province della Romagna delinea un panorama economico in profonda trasformazione. I dati elaborati dall’Osservatorio Cisl Romagna evidenziano come il passaggio dal 2024 al 2025 non sia stato caratterizzato da una semplice variazione dei volumi, ma da una mutazione della tipologia di assistenza richiesta dalle imprese. Complessivamente, le ore autorizzate nel territorio romagnolo sono passate dalle 14.129.434 del 2024 alle 12.222.468 del 2025, segnando una flessione aggregata del 13,5 percento. «L’incremento rilevante della cassa straordinaria è un segnale di criticità che si stanno spostando da una dimensione temporanea a una strutturale».

In conclusione, il bilancio del biennio evidenzia che, pur a fronte di un calo delle ore complessive a Ravenna e Rimini, la “qualità” dell’intervento sociale è peggiorata. «L’industria romagnola è in una fase estremamente delicata – afferma il segretario generale Cisl Romagna, Francesco Marinelli –. La flessione del 13,5 percento delle ore totali non deve trarre in inganno: non siamo di fronte a una ripresa, ma al sintomo di una pericolosa mutazione della crisi. Siamo passati da rallentamenti ciclici a una vera e propria ristrutturazione del sistema produttivo. Casi come quello di Ravenna, dove la cassa integrazione straordinaria è triplicata, o la sofferenza cronica del calzaturiero nel Rubicone e della metalmeccanica, confermano che le imprese affrontano nodi strutturali che non si risolveranno in tempi brevi. Dietro questi numeri vivono persone e famiglie la cui stabilità è a rischio. Ogni ora di integrazione salariale si traduce in una perdita di potere d’acquisto e in un’incertezza che logora il quotidiano di migliaia di lavoratori. Non possiamo permettere che il welfare diventi una condizione cronica o, peggio, l’anticamera della chiusura definitiva delle fabbriche. In questo scenario, l’assistenza non può più essere un semplice sussidio passivo, ma deve evolversi in un ponte dinamico verso il futuro. In quest’ottica, la riqualificazione professionale e la formazione continua non sono più semplici opzioni, ma rappresentano l’unico binario reale per gestire la transizione industriale. Dobbiamo investire con decisione sulle politiche attive, guidando il transito dei lavoratori tra i vari comparti per evitare che le crisi aziendali sfocino in un dramma sociale permanente».

Cisl Romagna chiede che i piani industriali siano vincolanti e legati a investimenti certi che guardino oltre l’emergenza: «È fondamentale che la formazione diventi un pilastro obbligatorio durante i periodi di sospensione, trasformando le ore di fermo in opportunità di crescita professionale. Serve un patto per il lavoro che metta in rete istituzioni e imprese per gestire i flussi occupazionali, affinché nessuno sia lasciato solo in questo cambiamento. La nostra priorità resta la tutela del reddito delle famiglie, un obiettivo che si raggiunge solo rigenerando il tessuto industriale e trattenendo valore e competenze nel nostro territorio».

Un unico grande coro, sotto la guida del maestro Muti: una nuova chiamata aperta a tutti

«Visto il successo straordinario, inatteso in questa misura, penso che forse nei prossimi anni valga la pena continuare»: con queste parole Riccardo Muti si congedava lo scorso anno dagli oltre tremila coristi che, accorsi da tutta Italia, avevano preso parte alla prima edizione di Cantare amantis est: il “viaggio nella coralità” voluto proprio dal Maestro nel segno delle parole di Sant’Agostino. Ecco allora che, sempre nel segno delle parole di Sant’Agostino, “cantare è proprio di chi ama”, il progetto corale, curato da Anna Leonardi torna inevitabilmente a imporsi nel cartellone di Ravenna Festival 2026, che lancia una nuova chiamata (1 e 2 giugno al Pala de Andrè) aperta a cori e coristi di tutto il Paese, cori amatoriali e professionali, cantori esperti e principianti, di ogni età e livello, per partecipare a questo evento unico: per condividere la passione per la musica e il canto riuniti in un unico grande coro, insieme al maestro Muti.

A questo link info utili e iscrizioni, che saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili e comunque non oltre le ore 24 del 15 aprile 2026.

In questa edizione del Festival dedicata a San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte, il tema di Cantare amantis est sarà quello della preghiera comune, intesa nel senso di una spiritualità che non conosce distinzioni di religione o di cultura: per lanciare al mondo, oggi più che mai, un messaggio di pace attraverso il linguaggio universale della musica. Allora, al centro di questa sorta di “masterclass”, libera e gratuita, ci saranno quattro celebri pagine corali: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito. Pagine che saranno approfondite sotto la guida di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, lunedì 1 giugno (dalle 15 alle 20) e martedì 2 giugno (dalle 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30) di nuovo sotto la volta del Pala De André.

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