sabato
20 Giugno 2026

Un’altra opera d’arte nella sala d’attesa dell’ospedale grazie agli studenti del liceo artistico

Nei giorni scorsi all’ospedale di Faenza è stata inaugurata una nuova opera del progetto “L’Arte che regala benessere”, un percorso quinquennale di umanizzazione delle cure che dal 2021 intreccia bellezza, arte e salute.

L’opera, ideata da Martina Frecentese, studentessa del Liceo Artistico Torricelli-Ballardini di Faenza, va ad arricchire gli spazi della piccola sala di attesa al secondo piano del blocco 08.

«Grazie al lavoro collettivo degli studenti del Liceo Artistico – commenta il sindaco Massimo Isola -, sono già cinque le opere realizzate, offrendo ai pazienti spazi in grado di ridurre ansia e stress e di donare nuove emozioni positive durante l’attesa. Un ringraziamento a chi ha reso possibile questo progetto».

Il sindaco Missiroli incontra i cittadini per parlare del suo “primo anno di governo”

Lunedì 29 settembre, alle ore 20.30, al Magazzino del Sale Torre, si terrà l’evento pubblico “Un anno di Governo: dall’idea al progetto”, promosso dal sindaco di Cervia Mattia Missiroli per condividere con la cittadinanza il bilancio del primo anno di amministrazione e per presentare i principali progetti che guardano al futuro di Cervia.

La serata sarà aperta dall’intervento di Guido Caselli, economista, direttore del Centro Studi e vice-segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, che offrirà un’analisi e un approfondimento sulle dinamiche socio-economiche del territorio.

A seguire, il sindaco presenterà un resoconto del percorso intrapreso dall’amministrazione in questi primi dodici mesi.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

A Faenza il bus non si paga dal 2023. Il Comune ci mette 50-60mila euro all’anno

Mentre è partita a Ravenna la sperimentazione sui bus della linea 80, abbiamo fatto il punto su Faenza, dove il trasporto pubblico urbano è gratuito per tutti dal 2023 e lo sarà, almeno, fino alla fine del 2026. «È stata una decisione presa nei momenti dell’emergenza per le alluvioni – spiega Luca Ortolani, assessore con delega alla Mobilità –. Molta gente era rimasta senza auto e le tante strade chiuse per allagamenti non consentivano di dare un servizio pienamente efficiente».

In totale tre linee urbane (51, 52 e 53 che un tempo si chiamavano 1, 2 e 3) coperte dai mezzi delle aziende Start e Coerbus, che fanno parte del consorzio Mete che ha l’appalto, e la linea 192 extraurbana che serve Santa Lucia.

Il totale di passeggeri trasportati è un dato non disponibile: «I mezzi non sono dotati di contapersone e non abbiamo rilevazioni puntuali». La misurazione “a occhio” parla di aumento: «Se guardiamo i mezzi oggi li vediamo girare con più persone a bordo».

In realtà già nel 2013 partirono i primi servizi gratuiti finanziati dal Comune. Quell’anno nacque il progetto chiamato Green-Go Bus: piccole navette elettriche che collegano parcheggi scambiatori e aree residenziali con il centro della città. Il gruppo Erbacci, che gestisce il servizio, stima che la linea A, la prima nata, abbia trasportato circa 1,7 milioni di passeggeri in dodici anni tra piazzale Pancrazi e via Pistocchi. Nel 2023 è nata la linea C (non esiste più la B) con partenza dal centro commerciale Borgo verso il centro: in due anni centomila passeggeri.

Le navette Green-Go resteranno gratis. Sulle altre linee tornerà il biglietto solo quando sarà completata una riorganizzazione. «Contiamo di definire tutto nel nuovo anno. Vogliamo disegnare meglio le rotte già esistenti senza variare le percorrenze, evitando alcune sovrapposizioni e facendo in modo che in centro entrino solo i mezzi più piccoli con motore elettrico, lasciando attorno al centro storico i bus più grandi».

La sperimentazione della gratuità, quindi, sarà durata per quasi quattro anni. Ortolani si augura che sia stata un’occasione per far conoscere il servizio a nuovi utenti: «Io stesso penso di aver usato il bus due volte in vita mia perché a Faenza ci si muove bene a piedi o in bici. In altre città italiane della stessa dimensione (circa 60mila abitanti, ndr) il servizio di bus urbani non esiste nemmeno. Averli gratis senza bisogno di capire dove e come fare un biglietto, potrebbe aver incentivato qualcuno in più a usare quel mezzo così che in futuro possa considerarla un’alternativa all’auto».

Il trasporto pubblico su gomma è sostenuto da Regione, Provincia e Comune. Per quest’ultimo il costo annuale è di circa 1,7 milioni di euro, una cifra che tre anni fa era 1,4 (nell’aumento ha inciso pesantemente il caro carburante). La spesa comprende 600mila euro per il trasporto scolastico (rimasto a pagamento con le rette delle famiglie) e i restanti 1,1 milioni per gli autobus urbani (comprese le navette Erbacci). La quota che veniva dalla bigliettazione, e quindi ora è coperta dal Comune di Faenza, era di circa 50-60mila euro annui.

Una quota tale da valutare il mantenimento della gratuità? «Partiamo dicendo che è una cifra che consente al Comune di fare altre cose. Ma credo che sia più una questione di principio e sia giusto un contributo dell’utente».

A piedi verso Roma per consegnare il sale di Cervia al Papa

È iniziato oggi (sabato 27 settembre) “Il cammino del sale di Cervia”, che culminerà con la consegna dell’oro bianco a Papa Leone XIV. Iniziativa oramai consolidata, quest’anno toccherà 9 tappe che si snoderanno lungo le antiche via Romea Germanica e via Flaminia.

Sulla scia delle vie dei pellegrini, il Cammino del sale parte da Cervia per giungere a Roma, la meta dedicata proprio alla consegna del sale, per la prima volta a Papa Leone XIV. Come consuetudine, all’arrivo della burchiella, durante la manifestazione Sapore di Sale, i salinari hanno consegnato al sindaco Mattia Missiroli la panira carica di sale che sarà donata al Papa l’8 ottobre e simbolicamente portata in cammino lungo il percorso a piedi.

Il gruppo di podisti del cammino del sale è partito da piazza Garibaldi, con il parroco della parrocchia di S. Maria Assunta don Pierre che ha benedetto la panira di sale prima di affrontare il lungo cammino per giungere alla mensa papale come avveniva in passato quando la città omaggiava il pontefice del sale migliore e del primo salfiore, il “fior fiore” del sale. L’usanza partita con Pietro Barbo nel 1444 fu interrotta nel 1870 per poi essere ripresa nel 2003. Dopo il saluto delle autorità, il gruppo di camminatori è partito a piedi alla scoperta dei luoghi storici legati alla economia salinara: dalla pineta hanno toccato la Chiesa della Madonna del Pino, per poi entrare in salina fino all’area di Cervia Vecchia. Dopo la tappa ad Acervum per il pranzo sono tornati in cammino alla torre San Michele.

Domenica 28 settembre il gruppo partirà alle 8 dal parcheggio della scuola alberghiera per proseguire alla volta dei luoghi sacri per la comunità cervese. Dal centro, attraverso la pineta si arriverà nuovamente alla volta della Chiesa della Madonna del Pino per poi raggiungere il Bosco del Duca d’Altemps attraverso il canale circondariale delle saline. Lungo l’argine del fiume Savio i camminatori toccheranno l’oratorio di San Lorenzo a Castiglione per poi proseguire alla volta della Pieve di Pisignano. Un itinerario di 24 chilometri che si concluderà a pranzo presso il bar Barbaciga di Pisignano per poi tornare in cammino a Cervia attraverso i sentieri all’interno della Salina.

Sono 9 le tappe previste, che culmineranno in un trekking urbano a Roma il 7 ottobre e la consegna del sale di Cervia al Papa il giorno seguente 8 ottobre. Dopo le prime due tappe, il gruppo di podisti partirà poi alla volta di Assisi, la città di San Francesco, dalla quale, toccando le località di Foligno, Trevi e Spoleto, si muoverà attraverso l’Umbria e il Lazio in sei tappe. Numerose saranno le occasioni di incontro con le Amministrazioni, enti e associazioni che promuovono prodotti tipici che ben si abbinano al sale di Cervia, con la possibilità di allacciare rapporti di amicizia e di promozione turistica.

La quota di partecipazione compreso il pranzo per la camminata di domenica 28 settembre è di 10 euro. Per prenotarsi contattare 3403751735 o franco.diticco@gmail.com.

I container con esplosivi bloccati al porto di Ravenna sono stati ritrovati vuoti a Praga

I container contenenti esplosivi bloccati al porto di Ravenna il 18 settembre sono stati ritrovati pochi giorni fa a Praga. Vuoti. Molto probabilmente il contenuto è stato spostato in altri container per depistare gli attivisti che lo stavano tracciando ed è presumibile che sia arrivato a destinazione, in Israele, su una nave.

Lo ha rivelato la giornalista Linda Maggiori ieri (26 settembre) nel corso del dibattito pubblico con Francesca Albanese (qui il nostro report), presentando l’esposto firmato dall’avvocato Andrea Maestri e da altri cittadini che vuole fare chiarezza sul transito di armi dal porto, chiedendo più in generale una disposizione nazionale.

La stessa Maggiori ha rivelato che ieri avrebbe attraccato a Ravenna la nave Msc Melania III, proveniente da Koper e diretta a Israele (alla quale è stato impedito l’attracco a Trieste a causa dello sciopero dei portuali) e che tra i camion in fila per entrare al terminal (fotografati dalla giornalista) ce ne sarebbero stati anche alcuni che trasportavano container con «etichette a forma di rombi rossi con numero 2 (gas infiammabile) e 3 (liquido infiammabile) e 8 (acido corrosivo)». La nave dovrebbe partire oggi per Haifa.

«Il presidente Tcr – chiede Maggiori – ci può urgentemente dire se questi container vanno a Israele? Siamo sicuri di voler mandare a Israele questi carichi pericolosi? Cosa potrebbe fare con liquidi infiammabili e acidi corrosivi? Francesca Albanesee ha invitato a bloccare tutti i carichi, anche commerciali, anche civili, diretti a Israele. Tanto più liquidi infiammabili».

«Questo è il primo genocidio che possiamo fermare»: applausi in Darsena per Francesca Albanese – FOTO

«Questo è il primo genocidio che possiamo fermare. In passato c’è chi si è opposto agli stermini, ma non c’era una consapevolezza diffusa. Oggi invece siamo tanti e dobbiamo metterci di traverso». Così Francesca Albanese davanti a una folla di 500 ravennati radunati in Darsena (e altre centinaia sono rimaste fuori, per limiti di capienza). La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati aveva già incontrato il Comitato autonomo portuale (Cap) nella mattinata, a seguito dei container di armi diretti in Israele delle scorse settimane bloccati grazie all’intervento dei lavoratori.

Dalle 15.30 invece è stata protagonista di un intervento aperto alla cittadinanza nell’ambito di Manualetto, il festival di Denara e Studio Doiz che si propone, tra vari obiettivi, di dare nuovo risalto a luoghi dimenticati della città.

Il civico di via Zara 27 (ex magazzino granaglie) si è riempito in fretta, con un nutrito gruppo di sostenitori che ha atteso il proprio turno per entrare non appena si liberasse un posto e altri costretti a restare fuori. Accolta dal fragore degli applausi e dal coro «siamo tutti Francesca Albanese», la relatrice ha iniziato il suo dialogo con Linda Maggiori, giornalista e attivista faentina che nelle scorse settimane ha firmato l’inchiesta sul traffico di armi e munizioni dal porto di Ravenna a Haifa. Con loro, anche l’assessora alla pace Hiba Alif, che ha introdotto il dialogo con un ringraziamento: «Abbiamo bisogno di voci come quella di Albanese, la pace è difficile, faticosa e richiede coraggio, ma la città di Ravenna ha preso una decisione chiara».

L’intervento di Albanese si apre con un ringraziamento al festival («Sono felice di trovarmi in uno spazio recuperato»), all’amministrazione (nella prima parte della giornata anche l’incontro con il sindaco Barattoni), a Maggiori («perchè se il giornalismo non è investigazione, allora cos’è?») e ai portuali, per il coraggio dimostrato: «C’è chi dice che potevano esporsi prima, ma le vite da salvare sono ancora tante. Non è troppo tardi e ogni persona in più che si unisce alla causa è preziosa».

Il dialogo con Maggiori ha spaziato dalle criticità nazionali, come la posizione di un governo che si preoccuperebbe più «di bloccare la Flottila invece che il genocidio di Israele», ai temi che mettono al centro della questione palestinese anche la stessa città di Ravenna, come i traffici di armamenti e materiali bellici verso Israele o il progetto Undersec, finanziato da fondi europei, con la partecipazione dell’Autorità Portuale di Ravenna e di tre enti israeliani: il ministero della difesa, l’armatore Rafael e l’università di Tel Aviv (ne parlava Maggiori nella nostra intervista a questo link). Qui l’appello è stato netto: «L’Autorità Portuale deve uscire dal progetto: non è così complicato».

L’imperativo della giurista è quello di recidere ogni contratto con il Paese di Netanyahu: «Il problema del porto di Ravenna non è solo il traffico d’armi, ma qualsiasi rapporto commerciale con Israele, che va interrotto. Cosa significa la rottura dei rapporti istituzionali voluta dal presidente della Regione se non si interrompono quelli commerciali? Il traffico di prodotti israeliani è poco meno grave di quello delle armi e non ci sono scambi autorizzati con un paese che sta commettendo violazioni al diritto internazionale. Continuiamo a tenere spazi aerei aperti, questo andrebbe impedito». Le accuse sono quelle di genocidio, colonialismo e sostituzione etnica, sfruttamento delle risorse naturali e territoriali: «La Palestina viene riconosciuta con clausole coloniali. Sapete che deve essere disarmata? Sono d’accordo, ma dovrebbero esserlo anche tutti gli altri Stati» e riferendosi direttamente all’azienda a controllo pubblico Leonardo, produttrice di armamenti: «Non temete, che con intelligenza è possibile riconvertire quell’industria letale».

La parola è passata poi ad Axel Viroli, del direttivo del Cap: «Siamo apartitici, ma non apolitici. Ai tanti che ci chiedono “cosa pensate di fare, tanto non cambierà nulla” rispondo, non lo facciamo perché speriamo che cambino loro, ma per non cambiare noi», ha detto commuovendosi.

C’è stato poi spazio per le voci di universitari, la testimonianza di chi è nato e cresciuto in Palestina, le parole del comitato Per il clima fuori dal fossile, di Casa delle donne, Usb (promotori dello sciopero generale del 22 settembre) e dell’avvocato Andrea Maestri: «Linda Maggiori è stata vittima di un depistaggio burocratico, non abbiamo paura e finiremo le indagini per conto nostro».

Durante l’intervento, Maggiori ha avuto modo di sottolineare come proprio in quegli istanti la nave diretta in Israele MSC Melania 3 stesse attraccando al porto ravennate, e in mattinata fossero stati notati camion con il simbolo assegnato ai materiali infiammabili, lasciando presagire, secondo la giornalista, un nuovo scambio illecito di esplosivi. La ripartenza di Melania 3 è in programma per sabato 27 settembre.

L’intervento si chiude con l’invito della relatrice a una battaglia unica e condivisa: «La chiamata a un’unione di popoli, di persone e di cause. Dal queer, all’ambiente, ai lavoratori, se non partoriremo un mondo migliore, continueremo a vedere quello che sta succedendo a Gaza, in tante piccole dosi di repressione» e l’appello alle comunità ebraiche: «Nessuno mette in discussione il vostro amore per Israele, ma se vi considerate religiosi, non rinnegate i valori più belli del vostro credo».

Alla vista dei carabinieri scappa e tenta di disfarsi di tre etti di hashish e 26 grammi di cocaina: arrestato

Lo hanno visto aggirarsi con fare sospetto nei pressi della stazione di Savio di Ravenna. Una volta deciso di fermarlo per un controllo, si è dato alla fuga. Raggiunto dai carabinieri, ha cercato di opporre resistenza, ma è stato bloccato. Nel frattempo, aveva cercato di disfarsi di alcuni panetti di hashish (circa 300 grammi) e di alcune dosi di cocaina (circa 26 grammi in totale). Tutto sequestrato, insieme a denaro contante ritenuto essere il provento dell’attività di spaccio.

Il giovane, un 21enne straniero senza fissa dimora, risultato anche irregolare sul territorio italiano, è stato arrestato per spaccio e resistenza. Dopo la convalida, il giudice del tribunale di Ravenna, ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

Ai giardini pubblici di Ravenna torna la festa dei bambini: il ricavato va in beneficenza

Torna domenica 28 settembre (dalle 10.30 fino a sera) ai giardini pubblici di Ravenna (viale Sante Baldini) “I Bambini in Festa”, evento giunto alla 19esima edizione.

Si tratta di una giornata dedicata ai bambini e alle famiglie, con finalità benefiche. In programma iniziative di animazione e spettacoli, la possibilità di fare un giro in trenino o in sella ai pony, “pompieropeli” e automobiline, go-kart a pedali, pesca di beneficenza e musica dal vivo.

Non mancheranno gli stand gastronomici. Come ormai tradizione, ai giardini si terrà nella stessa giornata anche una sorta di fiera dello sport, con i bambini che potranno provare e sperimentare tantissime discipline sportive, rappresentate dalle associazioni del territorio.

Tutto il ricavato della manifestazione verrà devoluto alle associazioni Onlus: A.G.E.O.P. (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica), Auxilia, Il Sorriso di Giada, Bimbo Tu, Comunità Papa Giovanni XXIII “Casa Famiglia Don Benzi”, A.G.E.B.O. (Assistenza Genitori e Bimbi Ospedalizzati), O.R.S.A. (Organizzazione Sindrome di Angelman) e Marinando.

A organizzare, la Round Table 11 Ravenna e il Club41 Ravenna, che hanno comunicato come in tutti questi anni sia stato possibile donare in beneficenza circa mezzo milione di euro.

Morìa di pesci nel Lamone: sospeso l’approvvigionamento idrico a Punte Alberete e alla Piallassa

In relazione alla notizia relativa alla moria di pesci nel fiume Lamone (pubblicata dal Resto del Carlino della giornata di oggi, 26 settembre) causata verosimilmente da scarichi fognari e reflui industriali nelle acque e dal guasto del depuratore di Formellino, il Comune di Ravenna e il Parco del Delta hanno concordato di sospendere cautelativamente per il periodo necessario l’approvvigionamento idrico a Punte Alberete e ai chiari della Pialassa Baiona.

Il provvedimento del Comune è arrivato dopo il ritrovamento di centinaia di pesci morti nel tratto a valle del fiume Lamone all’altezza del ponte della Castellina, sulla Ravegnana.

 

Una mostra sulla nave Life Support di Emergency: storie di salvataggi nel Mediterraneo

Arriva a Russi la mostra itinerante sulle attività della Life Support, la nave di EMERGENCY per la ricerca e soccorso dei naufraghi nel Mediterraneo centrale. L’esposizione si terrà dal 4 al 18 ottobre presso la Biblioteca comunale (sala Bovini), in via Godo Vecchia 10 (inaugurazione sabato 4 ottobre, alle ore 10.30)

Quella del Mediterraneo centrale è una delle rotte migratorie più pericolose al mondo, dove secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sono oltre 22 mila le persone morte o disperse dal 2014: una media di dieci persone al giorno. La Life Support, operativa da dicembre 2022, ha già all’attivo 35 missioni concluse e 3.001 persone salvate; può arrivare ad accogliere fino a 175 naufraghi, oltre al personale di bordo, offrendo assistenza sanitaria, protezione e supporto psicologico. In questi giorni la nave è in viaggio verso Gaza con la delegazione italiana della Global Sumid Flotilla.

Il pubblico potrà ripercorrere le fasi cruciali delle missioni: dall’avvistamento delle imbarcazioni in difficoltà al soccorso, dall’accoglienza a bordo fino allo sbarco nei porti sicuri. Foto e video permettono di conoscere da vicino l’attività di una nave SAR (Search And Rescue), l’impegno dello staff a bordo e le storie dei naufraghi soccorsi. Dalle fasi di avvistamento, passando per il soccorso e l’accoglienza, fino al momento dello sbarco la mostra racconta l’impegno di EMERGENCY per salvare vite nel Mar Mediterraneo. Il percorso si articolerà attraverso le immagini dei fotoreporter Giulio Piscitelli, Gabriele Micalizzi, Dario Bosio, Davide Preti, Francesco De Scisciolo, Giorgio Dirindin e Francesco Pistilli.

Grazie alla realtà virtuale, durante la mostra si potrà anche salire a bordo della nave di EMERGENCY indossando uno speciale visore. I visitatori potranno assistere così a un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale e a un salvataggio in mare, dal punto di vista delle persone soccorse e di chi soccorre. Il video è stato infatti realizzato durante una missione della nave Search and Rescue. Il visore sarà a disposizione del pubblico nelle seguenti giornate: 4, 11, 18 ottobre; 17 ottobre (sera); 9 e 16 ottobre (pomeriggio).

«Con questa mostra – dichiara l’assessore alle politiche internazionali del Comune di Russi Gianluca Zannoni – vogliamo sensibilizzare il pubblico sull’urgenza di garantire vie di accesso sicure a chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà. L’iniziativa si inserisce nel percorso del Tavolo per la Pace, istituito dal Comune di Russi per promuovere l’educazione alla pace, l’accoglienza, la solidarietà, la non violenza, la cooperazione, il senso civico e la convivenza pacifica. Allo stesso tempo, sostiene i rapporti di cooperazione e solidarietà internazionale, così come i patti di gemellaggio, grazie anche alla collaborazione con le realtà già attive sul territorio».

La mostra è visitabile negli orari di apertura della biblioteca: dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 ed è organizzata dal gruppo di volontari di EMERGENCY Faenza in collaborazione con il Comune di Russi e il locale Tavolo per la Pace.

La quinta edizione della Piazza Universale esplora la vita in scena tra parole e musica

Sarà dedicata a “La vita in scena: parole e musica” la quinta edizione del seminario di alta formazione “La Piazza Universale”, che si svolgerà dall’1 al 4 ottobre presso l’ex convento di San Francesco, la Biblioteca Taroni e il Teatro Goldoni di Bagnacavallo. La manifestazione è diretta da Carlo Ossola (Collège de France, Accademia dei Lincei, presidente della Treccani), Domenico De Martino (Università di Pavia), Giacomo Jori (Università della Svizzera italiana, Lugano) e Valerio Gigliotti (Università di Torino).

Nelle varie sessioni di studio saranno affrontati i più diversi aspetti del tema scelto per questa edizione, attraverso autori fondamentali della letteratura di tutti i tempi, da Shakespeare a Pasolini, da Dante a Montale, da Fellini e Zanzotto fino alle opere liriche di Ottocento e Novecento.

Nel dettaglio il programma degli incontri si aprirà mercoledì 1 ottobre, dalle 15.30 alle 18, con i saluti istituzionali e la prima sessione di lavoro in programma presso la Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco. La giornata di giovedì 2 ottobre sarà dedicata a due momenti di approfondimento: la seconda e terza sessione di lavoro si svolgeranno alla Biblioteca Taroni, rispettivamente al mattino (ore 9.30–12.30) e al pomeriggio (ore 15.30–17.30). In serata, alle ore 21, è previsto un concerto aperto al pubblico presso il Teatro Goldoni. Venerdì 3 ottobre, dalle 9.30 alle 12, si terrà la quarta sessione di lavoro presso l’Ecomuseo delle Erbe Palustri. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30, spazio al dialogo con le nuove generazioni con un incontro rivolto agli studenti delle scuole superiori, nuovamente al Teatro Goldoni. Il ciclo di incontri si concluderà sabato 4 ottobre, dalle 10 alle 12, con un momento di sintesi e riflessione finale nella Sala consiliare del Comune di Bagnacavallo.

«Attraverso i secoli l’essere umano ha costantemente manifestato il bisogno di mettere in scena la propria esistenza – spiegano i direttori della Piazza Universale. – La vita, con le sue gioie e sofferenze ma anche con le sue molte contraddizioni e ambiguità, trova nella rappresentazione artistica, in particolare nella parola e nella musica, un potente strumento di espressione, di condivisione e di comprensione. Portare “la vita in scena” significa riflettere su come il teatro, la canzone, la poesia, l’opera lirica (ma anche altre forme diversamente performative della parola come la filosofia, il diritto o il cinema) siano stati, nella storia, non solo strumenti retorici o estetici, ma veri e propri specchi dell’animo umano»

Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico e promosse dal Comune di Bagnacavallo con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Per il concerto è consigliata la prenotazione a questo link https://forms.gle/G1bhpoDADb8xHf526

 

Il “Festival Internazionale dell’Aquilone” insieme a mostre e incontri dedicati alla pace

Dopo il successo della primavera, Il Festival Internazionale dell’Aquilone torna dal 3 al 26 ottobre 2025 con “One Sky One World – Aquiloni per la Pace”, spin off autunnale che conclude la 45ª edizione del festival. Il cuore dell’iniziativa è la celebrazione dei 40 anni della Giornata Mondiale del Volo degli Aquiloni per la Pace, trasformando Cervia in un laboratorio di libertà, fratellanza e sostenibilità. La manifestazione si inserisce all’interno del nuovo Festival “Voci per la Pace. Percorso nei valori di comunità”, organizzato dal Comune di Cervia con il sostegno della Regione Emilia Romagna e la speciale partecipazione di ARTEVENTO. Un mese di appuntamenti pensati per stimolare riflessione, dialogo e partecipazione sui grandi temi della pace, dei diritti umani e dell’impegno collettivo.

Il weekend inizierà il 3 ottobre con l’apertura della grande mostra “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni” (visitabile fino al 26 ottobre) presso i Magazzini del Sale Torre, uno straordinario viaggio visivo attraverso le culture del mondo attraverso l’aquilone, simbolo universale di libertà. In programma anche laboratori di aquiloni e origami per adulti e bambini, che proseguiranno per tutto il mese. Il giorno seguente (4 ottobre) saràuna giornata all’insegna dell’impegno e della solidarietà: nel pomeriggio si svolgerà la Parata per la Pace, seguita in serata da una cena di solidarietà a favore della popolazione palestinese. Domenica 5 ottobre, gran finale del primo weekend con “One Sky One World – Volo degli Aquiloni per la Pace”, evento internazionale che vedrà la partecipazione di alcuni dei più importanti aquilonisti del mondo. La spiaggia di Cervia si trasformerà in uno spettacolo colorato e carico di significato, con decine di aquiloni lanciati contemporaneamente come gesto simbolico di pace e unità.

Il festival “Voci per la Pace” si estenderà per tutto il mese di ottobre con convegni, incontri, spettacoli, passeggiate, proiezioni e testimonianze organizzati in collaborazione con associazioni umanitarie e testimoni provenienti da zone di conflitto. Dal 12 al 19 ottobre, numerosi appuntamenti si svolgeranno nei suggestivi spazi dei Magazzini del Sale e in vari luoghi della città, grazie al coordinamento della giornalista Alessia Arcolaci. Il programma si arricchisce poi con le celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione di Cervia (22 ottobre 1944), ancora una volta con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in una riflessione collettiva sulle conseguenze dei conflitti e sull’importanza della pace.

Il Sindaco Mattia Missiroli e l’Assessora alla Pace Michela Brunelli sottolineano il valore del festival come momento di impegno civico e comunitario: «Abbiamo voluto fortemente organizzare questo Festival per ribadire l’impegno di Cervia su un tema fondamentale come la Pace. Due parole chiave guidano il nostro percorso: voci e comunità. Con questo festival vogliamo stimolare la cittadinanza a riflettere, ad alzare la voce contro l’indifferenza e a diventare portatori attivi di una cultura della pace».

Orari e programma dettagliato in artevento.com/one-sky-one-world

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