domenica
21 Giugno 2026

La Regione è al lavoro per una legge sugli affitti brevi

«Un intervento legislativo regionale è ormai necessario per mettere ordine e rendere sostenibile il fenomeno degli affitti brevi che ha assunto rilevanza e forte espansione in questi ultimi anni anche in Emilia-Romagna.  Dobbiamo mettere in condizione le sindache e i sindaci dei nostri Comuni di avere uno strumento valido per scegliere come disciplinare la materia all’interno del loro territorio, senza creare problemi a chi già sta facendo legittimamente queste attività. Ci sono Comuni dove la presenza di residenze utilizzate per affitti brevi crea tensioni sul fronte abitativo e altri in cui queste soluzioni stanno dando risposte positive ad esigenze turistiche. Occorre quindi un modello flessibile che tenga conto anche delle diversità territoriali».

Così gli assessori regionali alla Casa, il ravennate Giovanni Paglia, e al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni, al termine del nuovo incontro che ieri (24 settembre) in Regione ha riunito nuovamente attorno al tema associazioni regionali di categoria, sindacati, associazioni dei proprietari e degli inquilini, Booking, Camplus e Airbnb, Università, Terzo settore, Aziende sanitarie.

Un momento di confronto, ampio e condiviso, in vista dell’iter di approvazione del progetto di legge della Giunta regionale che introduce una disciplina urbanistica e edilizia per i Comuni che chiedono di poter gestire il fenomeno con uno strumento efficace per la regolazione e la pianificazione degli affitti brevi assicurando un equilibrio tra la tutela della residenzialità e lo sviluppo dell’attrattività turistica.

«Riteniamo fondamentali, per un approccio completo, misure fiscali e una normativa statale aggiornata e più incisiva – chiudono Paglia e Frisoni-. In assenza di scelte a livello nazionale dobbiamo intervenire a livello regionale per dare risposte immediate al territorio e alla comunità emiliano-romagnola. Momenti di confronto come quello di oggi e dei mesi scorsi sono indispensabili per poter scrivere, con il contributo di tutte e tutti, un progetto di legge equilibrato ed efficace».

Altri obiettivi della legge regionale sono quelli di favorire lo sviluppo della capacità ricettiva di aree a vocazione turistica carenti di alberghi e aumentare la qualità e gli standard dell’offerta di affitti brevi.

A Bologna erano presenti tutte le realtà del settore: Comuni, associazioni di categoria, sindacati, associazioni dei proprietari e inquilini, organizzazioni Host e piattaforme online, Terzo settore, Università. Presenti anche i rappresentanti di Booking, Airnbnb e Camplus, Uppi, Asppi, Sunia, Sicet. E ancora Confcommercio, Confedilizia, Federconsumatori, Federalberghi, Confesercenti, Confartigianato, Legacoop. Oltre a Cgil, Cisl e Uil, Università, Enti del Terzo settore.

All’Albergo del Cuore per vivere un “Sogno d’Inghilterra”, tra brunch, tè e antiquariato

L’Albergo del Cuore presenta una nuova iniziativa per far vivere a ospiti e curiosi un’esperienza immersiva, capace di intrecciare cultura, gusto e raffinatezza. Domenica 28 settembre l’hotel di via Rocca Brancaleone 42 si trasformeranno in un piccolo angolo British, con l’appuntamento “Sogno d’Inghilterra”, che porterà nella struttura gestita dalla cooperativa Sociale San Vitale l’atmosfera di un’epoca elegante e senza tempo.

Per tutta la giornata sarà possibile visitare il mercatino allestito da “Antiche Curiosità Dietro l’Angolo” di Lucca, con una selezione di ceramiche inglesi antiche e vintage, e da “Inchiostrovivo” di Reggio Emilia, con un’esposizione di stampe originali d’epoca. Un’occasione per gli appassionati e i curiosi che desiderano avvicinarsi al fascino dell’antiquariato e del collezionismo. 

Il programma proseguirà con momenti dedicati alla cultura e alla tradizione gastronomica britannica. Dalle 11 alle 14 è previsto un elegante brunch all’inglese, con sandwich e specialità tipiche (su prenotazione, €25 a persona). Nel pomeriggio invece, la storica e collezionista Elisa Anti presenterà il suo libro Blue & White. La meravigliosa storia della ceramica transferware, dedicato all’elegante tradizione ceramica inglese che, con le sue decorazioni in blu, ha conquistato collezionisti di tutto il mondo (ore 16). Alle 17.30 non può ovviamente mancare il tè: l’Afternoon Tea, sarà guidato dalla tea blogger Carlotta Mariani, che accompagnerà i partecipanti in un viaggio tra storia e curiosità legate al rito del tè nella cultura inglese, con degustazione inclusa (€15 a persona). 

Domenica 5 ottobre si replica con una seconda iniziativa dal titolo A corte con Maria Antonietta, con mercatini, brunch e degustazioni dedicate alla Francia.

Interventi da oltre sei milioni per il ripristino post alluvione della strada provinciale Valletta-Zattaglia

Proseguono gli interventi di messa in sicurezza e di ricostruzione sulle strade provinciali del territorio: i lavori sulla strada provinciale 63 Valletta – Zattaglia, divisi in due distinti interventi, hanno preso il via secondo le tempistiche definite con la Struttura commissariale.

Nel mese di giugno ha preso il via il primo intervento, per un importo complessivo di 3 milioni e 59mila euro, che prevede il ripristino di 50 piccole frane lungo l’intera strada. In questa fase il cantiere è concentrato sul tratto Casola–Zattaglia, dove si registra circa il 70% del dissesto, poi si sposterà nel tratto Fognano-Zattaglia. La durata dei lavori prevista è di un anno e si sta procedendo come da cronoprogramma.

Il secondo intervento, del valore di 3 milioni e 390mila euro, prevede la ricostruzione del tratto di strada interrotto a Zattaglia. L’intervento è stato reso possibile grazie a uno studio geologico e a un approfondimento progettuale per definire le migliori soluzioni di ricostruzione del crinale. A fine giugno è stato sottoscritto il contratto con la ditta esecutrice, che ha eseguito le attività propedeutiche all’allestimento del cantiere. In questo caso i lavori partiranno nella seconda metà di ottobre.

«Abbiamo massima premura per la preoccupazione dei tanti cittadini e cittadine che ancora stanno convivendo con i dissesti causati dagli eventi calamitosi del 2023 e 2024 – spiegano la presidente della Provincia Valentina Palli e il consigliere delegato alle Strade e Mobilità Luca Della Godenza -. La Provincia di Ravenna sta per questo procedendo con la massima attenzione alla messa in sicurezza di quanto di propria competenza. Questi interventi, diversamente da quelli “in somma urgenza”, sono stati autorizzati con tutti i presupposti delle opere pubbliche, a garanzia di una coerente progettazione ed esecuzione delle stesse».

Sempre sulla strada provinciale 63 sono stati recentemente eseguiti interventi puntuali di pulizia dei fossi nel tratto Fognano–Zattaglia non interessato da frane.

La Cigl attacca: «Mancano le auto per l’assistenza sanitaria a domicilio». L’Ausl risponde: «Nel 2025 già 7 nuove»

Scontro tra Cgil e Ausl Romagna. Il sindacato ha accusato l’ente sanitario di una mancanza di auto necessarie a garantire l’attività a domicilio del personale. L’Ausl Romagna ha risposto per le rime, riportando i dati dei mezzi presenti nel territorio.

Cgil afferma: «Gli operatori dell’assistenza domiciliare, che svolgono un lavoro fondamentale e delicato direttamente nelle abitazioni degli utenti, non dispongono di un numero sufficiente di mezzi per coprire i turni e garantire le prestazioni assistenziali, in particolar modo nel distretto di Lugo, dove in molti casi, i veicoli disponibili presentano un chilometraggio elevato, guasti ricorrenti e condizioni meccaniche non sicure, mettendo a rischio l’incolumità del personale e rallentando il servizio. È inaccettabile che, in un servizio essenziale come l’assistenza domiciliare, il personale sia costretto a lavorare in queste condizioni, con veicoli inadeguati o addirittura assenti».

L’Ausl ha risposto in questi termini: «Ci siamo sempre impegnati a mettere in atto tutte le soluzioni organizzative possibili per supportare gli operatori e garantire loro la dotazione di auto necessarie per svolgere il loro importante lavoro. Un esempio concreto di questi impegno è l’incremento, a livello aziendale, del parco auto di 100 veicoli in più negli ultimi due anni, che ha portato a 811 auto in dotazione, con ulteriori 13 mezzi in attesa di consegna. Per quanto riguarda nello specifico l’ambito ravennate, il parco auto consta di 292 veicoli, rispetto ai 251 mezzi presenti nel 2022. In particolare, a partire da febbraio 2025 ne sono arrivati 7 nell’ambito di Ravenna di cui 3 a Lugo, rispettivamente 2 al Servizio di Assistenza domiciliare di Lugo e 1 al Servizio di Riabilitazione territoriale di Lugo. Il quadro attuale per il territorio di Lugo prevede un parco auto complessivo di 22 veicoli a disposizione del servizio di assistenza domiciliare – prosegue Ausl-. Tutte le auto sono regolarmente revisionate e sottoposte a manutenzione secondo le normative vigenti, garantendo standard di sicurezza conformi alle disposizioni del codice della strada e del manuale di uso e manutenzione aziendale».

La Cgil ha esposto anche la mancanza dei dispositivi di sicurezza “Beghelli” – già attivi nei territori di Forlì, Cesena e Rimini – che permetterebbero agli operatori di lanciare un allarme in caso di necessità o aggressione: «Tali dispositivi non sono ancora stati distribuiti né attivati nel territorio di Ravenna, nonostante la loro importanza per garantire l’incolumità del personale. A peggiorare il quadro è la mancanza di telefoni cellulari aziendali: non tutti gli operatori ne sono dotati, rendendo ancora più difficile la comunicazione in caso di emergenza».

Anche qui è arrivata la risposta dell’ente sanitario: «Per quanto riguarda invece i sistemi di sicurezza Beghelli, la dotazione attuale di 17 dispositivi è stata regolarmente assegnata ed è già programmata la configurazione che si concluderà in circa 15 giorni. Analogamente, la distribuzione dei telefoni cellulari aziendali è in corso, compatibilmente con le fasi di configurazione già avviate che si concluderanno entro il mese di ottobre».

Nasce l’Accademia Spadoni: l’incontro tra parola e teatro per riscoprire il mondo attraverso la poesia

Il Circolo degli Scrittori si arricchisce di un nuovo corso dedicato alla poesia, sotto la guida del maestro Nevio Spadoni. Le classi sono due: una dedicata agli adulti e una per adolescenti dai 12 ai 16 anni. «L’idea è quella di creare un’agorà contemporanea, un facilitatore di un pensiero gentile – spiega Deda Fiorini, fondatrice del Circolo -. ci muoveremo tra poesia, performance e teatro, lasciando ampio spazio all’aspetto sociale e sperimentale del progetto».

L’Accademia Poetica Spadoni ha preso vita nell’ultima settimana di settembre, con appuntamento fisso ogni lunedì per gli adulti e ogni mercoledì per i ragazzi. Per garantire una formazione attenta e dedicata, il numero dei partecipanti è stato limitato a 10 per i ragazzi e a 20 per gli adulti, attraverso selezioni che hanno favorito l’attitudine dei candidati alla preparazione accademica.

Durante l’inverno, saranno organizzate serate di stand-up poetry aperte al pubblico, mentre a fine corso (tra maggio e giugno) il lavoro dei partecipanti sarà restituito alla cittadinanza con uno spettacolo, immaginato, ma non ancora fissato, al Ridotto del Teatro Rasi. «L’obiettivo profondo è dare vita a una nuova generazione di interpreti-autori, capaci di ideare, scrivere e interpretare testi propri in forma di lettura scenica, monologo poetico, recital – continua Fiorini -. Proprio come esiste lo stand-up comedian, così potrà nascere lo stand-up poet un artista consapevole, che sa leggere il mondo e raccontarlo con le proprie parole, sul palco».

Il programma lascerà ampio spazio alla tradizione, dai componimenti dialettali «lingua madre che sa come toccare corde nascoste del cuore» come sottolinea il poeta, con approfondimenti che spazieranno tra i grandi del nostro territorio, da Guerra a Baldini, fino al rapporto tra poesia e teatro: «Il teatro non è un punto di partenza, ma un arrivo a cui si accede tramite pittura, poesia, e altre forme d’arte» continua Spadoni, sottolineando in fine l’idea di linguaggio poetico come salvezza e rivoluzione: «Fare poesia non significa chiudersi in sé stessi, ma cercare dentro di sé l’universalità. Il linguaggio poetico è un faro di luce in un mondo martoriato dalla violenza, perché chi fa poesia non può odiare».

Tra i progetti dell’Accademia, anche un festival di poesia cittadino che vede Spadoni come padrino, con appuntamenti diffusi e a stretto contatto con la natura: «Ravenna è una città aperta e vivace dal punto di vista culturale – puntualizza il Maestro -. anche a livello di poesia, si fa tanto per Dante, come è giusto che sia, ma sarebbe bello dare voce ai nuovi sviluppi di questa arte, anche per continuare a stimolare nuove generazioni». Per il futuro, si guarda anche all’idea di inserirsi all’interno di cicli di produzioni teatrali, partecipando alle Stagioni cittadine o in circuiti nazionali, grazie alla direzione artistica di Spadoni.

L’assessora Barbara Monti commenta: «In questo progetto non vedo solo un luogo d formazione artistica, ma un laboratorio di identità. Sono sicura che questa iniziativa porterà valore alla città facendosi custode della cultura, che verrà al tempo stesso vissuta e reinventata».

Mancate risposte per lavoratori di S. Pier Damiano e Maria Cecilia Hospital. I sindacati: «È una presa in giro»

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl si schierano contro S. Pier Damiano Hospital e Maria Cecilia Hospital con una lettera inviata agli organi di stampa, in cui si accusano le due cliniche private di mancate risposte su temi come la gestione dei turni di lavoro, la carenza di personale infermieristico, l’eccessivo carico di lavoro, i buoni pasto e gli incentivi. «Sono temi su cui la Direzione Generale si era impegnata, ma che, ad oggi, sembrano essere stati del tutto disattesi, trasformando le promesse in una vera e propria presa in giro».

Secondo i sindacati, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sarebbe il rinvio di due incontri sindacali consecutivi, comunicati dall’azienda con un preavviso di sole 24 ore: «In un settore sanitario già profondamente in crisi, sarebbe auspicabile – e nell’interesse degli stessi datori di lavoro – aprire un confronto serio, schietto e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali, finalizzato alla sottoscrizione di accordi in grado di garantire risposte adeguate ai lavoratori e, allo stesso tempo, rendere più attrattive e funzionali le strutture del territorio. Al contrario, si riscontra un atteggiamento elusivo da parte della Direzione, che non fa che aggravare la situazione, alimentando un clima di frustrazione e conflittualità interna».

«Si registra infatti un forte malessere tra i professionisti, generato anche da scelte aziendali non condivise – aggiungono i sindacati -. Come è il caso degli incentivi distribuiti in modo arbitrario in favore solo di alcuni dipendenti, senza criteri oggettivi e con importi differenziati anche tra professionisti dello stesso reparto o con pari mansioni. Una gestione che ha inevitabilmente generato malumori, demotivazione e divisioni tra colleghi, abbandoni da parte di numerosi lavoratori che hanno preferito cercare condizioni più dignitose altrove. Oggi, S. Pier Damiano e Maria Cecilia Hospital si trovano in evidente difficoltà, costretti a reclutare personale sanitario da altri Paesi, spesso con forti barriere linguistiche, senza fornire strumenti adeguati né tempi sufficienti per un corretto inserimento professionale. Tutto ciò mette a rischio anche la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate».

FPCGIL, CISLFP e UILFPL chiedono alla Direzione Generale del Gruppo una risposta chiara e definitiva: «Intende finalmente affrontare le problematiche segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori, o continuerà a ignorarle?»

La Serie A1 è realtà per lo Zavaglia: si parte il 5 ottobre con tanto di nuovo campo e tribuna da 50 posti

Tutto pronto al Circolo Tennis Zavaglia per l’esordio in A1 della compagine ravennate. Il circolo che per la prima volta nella sua storia ospiterà la massima serie del campionato di tennis italiano è stato tirato a lucido: rinnovata e ampliata la copertura del campo 1, al quale si è aggiunta una tribuna da 50 posti. Inoltre sono state curati gli spazi interni ed esterni che ospiteranno atleti di caratura mondiale nelle domeniche del 5 ottobre, 19 ottobre e 2 novembre a partire dalle 10.

Per quanto riguarda il campo, Ravenna ha confermato la rosa che ha conquistato la categoria più nobile del tennis italiano: come primo violino ci sarà il bosniaco Nerman Fatic (attuale 230 della classifica Atp), coadiuvato dal talento del classe 2005 Carlo Alberto Caniato (267 del ranking). Dietro di loro il giovane ravennate Daniel Bagnolini, attuale 1228 al mondo a causa di guai fisici che sembrano superati. La rosa, più corta rispetto alle altre compagini di A1, è completata da Tomasetto, Satta, Valletta, Mucciarella, Licciardi e Spadoni.  «La squadra è più forte di anno scorso ed è pronta per affrontare partite di grande livello – afferma il direttore del CT Zavaglia Omar Urbinati -. Tranne Fatic, sono tutti ragazzi cresciuti nel nostro vivaio e per noi è un onore portarli alla ribalta. Siamo riusciti a trattenere tutti i giocatori grazie allo sforzo di soci, sponsor e di un circolo che sta crescendo in maniera esponenziale (attualmente sono 65 i ragazzi e ragazze iscritte dai 4 ai 17 anni ndr)».

Il campionato di A1 di tennis si articola in due fasi: una fase a gironi iniziale e una fase finale con playoff e playout. Nella prima fase, le squadre vengono divise in gironi da quattro. Ogni circolo affronta le altre squadre del proprio gruppo in sfide di andata e ritorno. Ogni incontro tra due squadre comprende: 4 singolari e 2 doppi e chi vince più match in una giornata si aggiudica la vittoria dell’incontro. La prima classificata di ogni girone accederà ai playoff, mentre le ultime due si incroceranno con gli altri girone per evitare la retrocessione in Serie A2.

La prima serie di partite sarà in casa contro Tennis Comunali Vicenza alle ore 10 di domenica 5 ottobre. Dzumhur (66 atp), Tirante (99 atp), Boyer (120 al mondo) sono solo alcuni dei nomi della larga formazione vicentina. Una settimana dopo (12 ottobre) lo Zavaglia giocherà a Forte dei Marmi contro il prestigioso TC Italia. Il circolo toscano annovera nell’ampia rosa Jannik Sinner (che salvo sconvolgimenti non gioca la competizione), Stefano Travaglia (attuale numero 239 al mondo) e Andrej Martin ( 384 atp). A conclusione del girone d’andata arriverà a Ravenna SC Selva Alta (19 ottobre) che presenta tra i propri atleti il francese Muller (38 atp), Mattia Bellucci (64 atp) e Vit Kopriva (92 atp).

«Non abbiamo una squadra lunga a differenza di altre formazioni, dato che come riserve abbiamo solo giovani – aggiunge il direttore Urbinati. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria, arrivando secondi nel girone o salvandoci ai playout. In questa grande avventura vogliamo coinvolgere tutti, a partire dai più piccoli che faranno da raccattapalle o sparring partner. Invito tutta la cittadinanza a vedere partite di altissimo livello a pochi passi da casa».

Anche il sindaco di Ravenna con delega allo sport Alessandro Barattoni è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione della stagione ha inaugurato la nuova struttura: « Lo Zavaglia è un luogo storico per i ravennati e si trova all’interno di una sorta di cittadella sportiva, in cui il circolo è il cuore pulsante. Faccio un grande in bocca al lupo a chi inizierà questa nuova avventura, che possa essere da traino per le nuove generazioni. La serie A sarà una vetrina per tutta la città, che porterà i colori giallorossi nei circoli più importanti d’Italia. Sono contento che lo Zavaglia abbia deciso di fare una scelta identitaria non semplice, costruendo una squadra ricca di giovani ravennati».

Sorpreso alla guida con la cocaina nascosta in una matrioska: denunciato

Durante un controllo notturno, i carabinieri hanno fermato a Massa Lombarda un’auto con a bordo due persone di origine straniera, una coppia di 38 e 34 anni. La donna, nel sedile del passeggero, stava cercando di nascondere qualcosa tra i piedi, che si è poi rilevato un cucchiaio preparato per il consumo di cocaina.

Ne è quindi scaturita una perquisizione più dettagliata dell’auto, con i carabinieri che hanno trovato sotto il sedile dell’uomo una matrioska con nascosto all’interno un involucro di cellophane con altra cocaina. A quel punto l’autista è stato sottoposto al test salivare per accertare l’uso di sostanze stupefacenti, che ha dato esito positivo. L’uomo però si è rifiutato di sottoporsi a ulteriori accertamenti ematici in ospedale, decisone che gli è costata una denuncia penale e l’immediato ritiro della patente di guida.

Dal sogno di due giovani fratelli cervesi arriva alla Malva Nord la gastronomia “Magna Magna”

Dal profumo inconfondibile del ragù al sapore sorprendente delle sfiziosità veg: alla Malva Nord di Cervia la tradizione gastronomica romagnola incontra l’innovazione, in un ambiente giovane e informale. Dall’idea di due giovani fratelli cervesi arriva la nuova gastronomia “Magna Magna“: Luca Magnani, di 32 anni, si occuperà della cucina, mentre il 25enne Andrea Magnani accoglierà i clienti al banco. «Questo locale è la realizzazione di un sogno nel cassetto – raccontano i titolari -. abbiamo sempre lavorato a contatto con il pubblico, e sognavamo da tempo di farlo nel mondo della ristorazione».

La gastronomia prende il posto della storica attività di riparazione di elettrodomestici “Fratelli Fontana”, in via Malva Nord 45. «Siamo cresciuti in questo quartiere e adesso vogliamo fare il nostro per valorizzarlo agli occhi di turisti e locali, dando nuova linfa al tessuto cittadino» continuano.

La zona infatti, sebbene a pochi passi dal centro e abitata per la maggioranza da famiglie residenti e non stagionali, per lungo tempo è stata poco considerata dai più giovani. Negli ultimi anni, grazie all’impegno dell’Amministrazione con la creazione della Sala Polivalente Malva e ai privati che hanno deciso investire con l’apertura di nuove attività come gelaterie, pizzerie bar e ristoranti, si presenta sempre di più come un ritrovato polo di attrazione per gli stessi cervesi.

Ad occuparsi dei lavori di ristrutturazione del locale l’architetta Ilaria Fusignani, che racconta così il progetto: «La sfida più grande è stata quella di dare calore e personalità a un ambiente asettico come quello di un negozio di elettrodomestici: abbiamo lavorato seguendo la psicologia del colore, utilizzando i toni caldi del rosso nella sala principale per richiamare l’ambiente domestico del focolare».
La gastronomia dispone anche di una seconda sala dove è possibile fermarsi a pranzo e cena e di tavoli all’esterno per la stagione estiva. Sempre con l’idea di creare un ambiente accogliente e al tempo stesso sostenibile, gli arredi sono principalmente vintage, scovati in mercatini second hand e personalizzati dagli stessi proprietari.

Le porte del locale si sono aperte per la prima volta oggi, 24 settembre, ma l’inaugurazione ufficiale è in programma per sabato 11 ottobre, con un brindisi e la degustazione di alcuni piatti simbolo della gastronomia. I protagonisti del menù sono i grandi classici della tradizione, come cappelletti e tagliatelle al ragù, ma anche qualche sfizio come alette di pollo al barbecue, costine alla birra e miele e alcuni piatti veg: «Oltre alle proposte in carta, invitiamo a scoprire giorno per giorno i fuori menù – concludono i fratelli Magnani -. che immaginiamo come golosità per coccolarsi alla fine di una lunga giornata di lavoro, quando proprio non si ha voglia di mettersi ai fornelli…».

I nuovi direttori artistici Leonardi e Rossi si preparano alla progettazione della nuova edizione

Sul finire della trentaseiesima edizione del Ravenna Festival, con il coronamento della Trilogia d’Autunno dal 12 al 16 novembre, l’organizzazione si prepara ad entrare in una nuova fase della propria storia, nel doppio segno della continuità e del rinnovamento. Lo scorso agosto infatti, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ravenna Manifestazioni ha infatti deliberato all’unanimità la nomina di Anna Leonardi e Michele Marco Rossi come co-direttori artistici a partire dall’edizione 2026, accogliendo l’indicazione della fondatrice del Festival Cristina Mazzavillani Muti.

Si tratta di un mandato triennale, che nel 2026 prevede la collaborazione di Angelo Nicastro per la cura e la programmazione del Festival, mentre nel 2027 e 2028 Leonardi e Rossi saranno chiamati a delineare in autonomia i percorsi artistici della manifestazione. La delibera del CdA della Fondazione è stata anche occasione per rinnovare i ringraziamenti a Franco Masotti, per lo straordinario lavoro compiuto in questi anni di direzione artistica del Festival.

«Siamo felici e onorati dell’incarico che ci viene affidato – dichiarano Anna Leonardi e Michele Marco Rossi – La tradizione del Ravenna Festival affonda le sue radici nella visione di Cristina Mazzavillani Muti. Lavoreremo al nostro meglio per portare avanti quegli ideali, per continuare questa visione nel solco della multidisciplinarietà e della trasversalità culturale, generazionale e artistica. Ravenna è una grande casa delle artiste e degli artisti, un laboratorio del presente e una lente della contemporaneità. La nostra felicità va di pari passo con la speranza di contribuire a costruire un futuro in cui arte e cultura possano rappresentare sempre più uno strumento fondamentale di espressione per la vita delle persone, anche e soprattutto in questi tempi pieni di guerra e sofferenza».

Anna Leonardi e Michele Marco Rossi hanno già curato per la manifestazione i progetti Chiamata alle arti nel 2024, che ha portato a Ravenna oltre 300 giovani artisti tra orchestre, ensemble, performer, rapper, artisti visivi, compagnie teatrali e fotografi, creando uno spazio unico di espressione e scambio tra le nuove generazioni, e Cantare amantis est nel 2025, a inclusione delle due giornate di masterclass che hanno visto il Maestro Riccardo Muti guidare oltre tremila coristi provenienti da tutt’Italia in pagine di Verdi e nell’inno di Mameli.

“Al di là del fiume: Bidente, Acquedotto, Ronco”: una “storia di Ravenna” al Rasi

Domenica 28 settembre al Teatro Rasi alle 21 Ravenna Teatro presenta lo spettacolo Atlante delle Rive. Aldilà del fiume: Bidente, Acquedotto, Ronco, una Storia di Ravenna con Elisa Emaldi, del Museo Nazionale di Ravenna, Alex Giuzio, giornalista e autore, Tito Menzani, docente di storia economica Università degli studi di Bologna. Letture di Luigi Dadina, musiche dal vivo Rocco Castellani (contrabbasso), regia di Roberto Magnani.

L’evento fa parte del progetto triennale Atlante delle Rive, ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo nato con l’ambizioso obiettivo di cambiare radicalmente la percezione dell’importanza dell’acqua nella nostra vita e promuovere un rapporto sostenibile con questa risorsa fondamentale. Un’opera corale che non ha l’ambizione di risolvere i problemi legati alla gestione idrica, ma di raccontarli, creare connessioni profonde e far nascere una nuova consapevolezza collettiva per prendersi cura dei nostri fiumi.

Il progetto nasce da una riflessione sul nostro rapporto disconnesso con l’ambiente idrico. «I nomi dei fiumi – osserva Marco Paolini – non ci appartengono. Non abbiamo chiaramente la percezione che ciascuno di noi vive all’interno di un bacino, sulle rive di un corso d’acqua. Anche se non scorre sotto le nostre finestre, da un fiume attingiamo l’acqua per bere, e in questo fiume torna l’acqua che abbiamo depurato. Eppure siamo più legati a un campanile che non al bacino idrico in cui ci troviamo».

«Partecipiamo per il secondo anno a questo grande progetto – spiega Luigi Dadina, fondatore delle Albe – con un contributo il cui modello si ispira al format di Ravenna Teatro Storie di Ravenna, con cui da diversi anni intrecciamo il teatro alla storia della nostra città. Quest’anno abbiamo scelto di raccontare la storia di un fiume che si intreccia con molte delle radici della nostra identità di romagnoli e ravennati. L’ultima alluvione ci ha ricordato ancora una volta la fragilità del nostro territorio, la violenza del cambiamento climatico e anche l’insipienza delle nostre azioni».

«Ricostruire la consapevolezza del tessuto idrogeologico del nostro territorio è la mission di Storie di fiume – sottolineano gli organizzatori di Trail Romagna – un calendario di eventi che scorre dalla sorgente alla foce ideato da Trail Romagna con i patrocini della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna, e che, grazie al sostegno del Consorzio di Bonifica della Romagna e di Romagna Acque, è a partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria sul sito trailromagna.eu»

La forza di Atlante delle Rive è la sua coralità che si manifesta nella Giornata Mondiale dei Fiumi del 28 settembre, con 40 eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale che coinvolgeranno cittadini, artisti, ricercatori e tecnici del settore idrico in un’unica, grande celebrazione dell’Italia dei fiumi. Una straordinaria mappa dell’Italia fluviale che tocca nove Regioni, dal Nord al Sud, dalle Alpi alla Sardegna. Programma completo eventi 28 settembre: https://lafabbricadelmondo.org/progetti/atlante-delle-rive

Ravenna da record: dopo 6 giornate ha più punti delle tre stagioni in cui fu promosso in B

Con il 2-1 di Carpi (tabellino, pagelle) è arrivata la quinta vittoria del Ravenna nelle prime sei partite del campionato di serie C: i 15 punti totali sono più di quanti fatti a questo punto della stagione nelle tre annate della storia giallorossa in cui poi arrivò la promozione in serie B. L’amarcord statistico emerge spulciando tra le pagine di “Ravenna Calcio, una passione infinita” (Geo Edizioni), il libro firmato da Massimo Montanari e Carlo Fontanelli nel 2007.

2006-2007: la coppia Chianese-Succi trascina il gruppo

Nella C1 2006-07, l’ultima in cui i giallorossi conquistarono la cadetteria, alla sesta giornata del girone B la squadra allenata da Dino Pagliari aveva 13 punti:

  • Taranto-Ravenna 1-0
  • Ravenna-Avellino 5-2 (in gol per il Ravenna Succi, Chianese 2, Gorini, Pizzolla)
  • Ancona-Ravenna 1-2 (Chianese, Succi)
  • Ravenna-Lanciano 1-1 (Fasano)
  • San Marino-Ravenna 1-2 (Chianese 2)
  • Ravenna-Martina 2-0 (Succi, Chianese)

La classifica finale fu Ravenna 69, Avellino 66, Cavese 62. Miglior marcatore Vincenzo Chianese (19), più presenze per Davide Succi (34 su 34). Il presidente era Gianni Fabbri. Nel girone figuravano tre squadre che fanno parte anche del raggruppamento del Ravenna di quest’anno: Perugia, Sambenedettese, Ternana.

1995-1996: Buffoni parte bene, ma lo stratega è Rumignani

Dopo sei giornate della C1 1995-96 il Ravenna era ancora imbattuto, ma quattro vittorie e due pareggi fruttarono 14 punti:

  • Spezia-Ravenna 0-1 (Rinaldi)
  • Ravenna-Spal 2-0 (D’Aloisio, Marrocco)
  • Leffe-Ravenna 1-1 (Schwoch)
  • Ravenna-Pro Sesto 2-1 (Gadda, Mero)
  • Ravenna-Fiorenzuola 2-1 (Schwoch, Agostini)
  • Monza-Ravenna 2-2 (D’Aloisio, Gadda)

Il Ravenna cominciò bene l’annata con Adriano Buffoni in panchina, ma 5 punti raccolti dalla settima alla dodicesima giornata gli costarono l’esonero con l’arrivo di Giorgio Rumignani dalla 13esima partita. Il presidente era Luca Corvetta. A fine anno Ravenna 68 punti, Spal e Empoli 62. Capocannoniere Stefan Schwoch (21), Rodolfo Giorgetti record di presenze (34 su 34). Nel girone A di quell’anno il Carpi è l’unica squadra che oggi è nel gruppo dei giallorossi.

1992-1993: la prima volta non si scorda mai

La stagione 1992-93 è stata quella della prima promozione in B. Era il Ravenna allenato da Francesco Guidolin e la vittoria valeva ancora 2 punti: dopo sei gare i giallorossi erano a quota 8, ma anche facendo i conti con tre punti per vittoria, il totale sarebbe 11 (tre successi, 2 pari e una sconfitta):

  • Spezia Ravenna 1-1 (aut. Bergamaschi)
  • Ravenna-Chievo 1-2 (Fiorio)
  • Siena-Ravenna 0-1 (Pradella)
  • Ravenna-Leffe 0-0
  • Vis Pesaro-Ravenna 0-1 (Fiorio)
  • Ravenna-Alessandria 2-0 (Fiorio 2)

Il bomber dell’annata fu Cosimo Francioso (15), il record di presenze fu di 31 per quattro giocatori: Leonardo Rossi, Cristiano Scapolo, Mariano Sotgia, Francesco Toldo. Il presidente era Daniele Corvetta. Classifica finale: Ravenna 45, Vicenza 43, Empoli 37. Curiosità: l’Arezzo che oggi condivide il primo posto con il Ravenna era tra gli avversari dei giallorossi anche quell’anno, ma alla 28esima giornata venne escluso dal campionato per difficoltà economiche (poi arrivò il fallimento) e annullati tutti i suoi risultati. Tra le avversarie figuravano anche Carpi, Sambenedettese e Vis Pesaro.

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