martedì
31 Marzo 2026

Il vicesindaco: «Sulla sicurezza serve serietà, non propaganda. Zero reati è impossibile»

Il tema della sicurezza nel territorio ravennate, soprattutto nelle zone del litorale interessante dal turismo estivo, è al centro dell’agenda politica locale. Le amministrazioni comunali sono sotto accusa dall’opposizione per un presunto scarso livello di intervento per arginare fenomeni di insicurezza e pericolo. Il vicesindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani, è appena stato confermato titolare delle deleghe Sicurezza e Polizia locale nella nuova giunta di Alessandro Barattoni. Quella che segue è una lettera aperta firmata da Fusignani per esprimere alcuni concetti: troppi sfruttano il tema per fare propaganda, zero reati è un obiettivo impossibile, a Ravenna non c’è emergenza, la sicurezza va misurata su basi oggettive e non su sensazioni.

Ecco la lettera del vicesindaco:

Nel dibattito politico contemporaneo, la sicurezza è sempre più spesso trasformata in un argomento da campagna permanente, usato in modo strumentale ogni volta che si vogliono cavalcare paure e disagi. Si parla di “emergenza”, di “città fuori controllo”, si grida al pericolo generale, senza dati, senza analisi, senza rispetto per la complessità del tema.

Ma la sicurezza è una cosa seria e come tale va trattata, intanto partendo dalla consapevolezza che è un concetto relativo che, dunque, va misurato su basi oggettive, non su sensazioni alimentate ad arte. Dire che una città è “insicura” senza specificare rispetto a cosa, rispetto a quali reati, rispetto a quali territori, è un’operazione tanto facile quanto irresponsabile.

Anche a causa di un aumento della violenza giovanile Ravenna vive una condizione analoga a quella di pressoché tutte le realtà delle stesse dimensioni e caratteristiche in Italia e non solo; comunità che devono tenere conto di un contesto nel quale purtroppo si registrano reati ed episodi di criminalità, ma che ogni giorno lavorano per contenerli e arginarli.

Ridurre la valutazione della vivibilità di una città a degli episodi o a una singola tipologia di reato è sbagliato e fuorviante. Lo è ancor di più quando lo si fa ignorando che Ravenna è un territorio ricco, dinamico, imprenditoriale, turistico. E sì, è proprio questa vivacità economica e sociale che, talvolta, rende più probabile l’interesse da parte della criminalità predatoria, ma ciò non significa che la città non sia sicura, anzi.

Una realtà è insicura quando il sistema di prevenzione e contrasto non funziona. Qui c’è qualcuno che può affermare questo? La collaborazione tra Prefettura, forze dell’ordine, amministrazioni comunali e sindaci è solida e continua. Il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si riunisce con regolarità, monitora il territorio, agisce con prontezza.

In questo senso, desidero dare il benvenuto al nuovo Questore Gianpaolo Patruno, e al contempo rivolgere un saluto al Questore Lucio Pennella, che ringrazio per il costante e puntuale lavoro di coordinamento e controllo del territorio svolto dalla Polizia di Stato, in sinergia con tutte le forze impegnate nella tutela della sicurezza cittadina, compresa la Polizia Locale.

È grazie anche a questa presenza attenta e competente e al lavoro integrato tra istituzioni, Forze dell’Ordine e Polizia Locale, se oggi Ravenna è una città in cui si può vivere e circolare serenamente.

Il fatto che i cittadini possano muoversi in libertà, girare in bicicletta anche di notte, frequentare centri storici senza timori, è la prova concreta che il lavoro svolto ha garantito un alto livello di vivibilità e tranquillità urbana.

Certo, il reato zero non solo non esiste nel mondo reale, ma non può esistere. Se non si ha chiaro che il reato zero è una filosofia a cui tendere, non un obiettivo realmente raggiungibile, non si riuscirà mai davvero a comprendere la sicurezza né a distinguere tra ciò che si può (e si deve) fare e quello che si vorrebbe fosse.

Gli episodi ci saranno sempre, ma uno o dieci che siano, resteranno sempre episodi: da valutare e non sottovalutare ma comunque non segnali di un sistema criminale, né sintomi di una città insicura.

È fondamentale non confondere la fisiologia della criminalità occasionale con una patologia sociale. Sono due cose profondamente diverse, e saperle distinguere è responsabilità di chi governa, ma anche di chi fa informazione e politica.

Chi invece continua a soffiare sul fuoco dell’insicurezza, facendo di pochi casi un caso nazionale, non sta facendo il bene dei cittadini. Alimenta ansia, sfiducia, senso di abbandono. E mina proprio quella coesione sociale che è il primo vero baluardo contro ogni forma di criminalità.

La sicurezza non è un feticcio elettorale. È una condizione necessaria per lo sviluppo, la democrazia, il vivere civile. Dove manca, mancano anche crescita, investimenti, opportunità. Ravenna, al contrario, è una città che vive, cresce e lavora, e questo è già, di per sé, il più potente indicatore di sicurezza reale.

In questa direzione si è mosso anche il progetto SicURa, una straordinaria opportunità per valorizzare e rafforzare il controllo di vicinato, evoluzione dei cosiddetti “gruppi WhatsApp” nati spontaneamente tra cittadini. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di costruire una rete di comunità consapevole e attenta, in sinergia con le istituzioni. Valuteremo come riprenderlo e potenziarlo, per renderlo disponibile in modo strutturato e diretto alla cittadinanza, come strumento di partecipazione e prevenzione attiva.

Inoltre, nell’ambito delle politiche di sicurezza urbana, voglio ricordare con orgoglio la recente approvazione da parte della Giunta della delibera per l’istituzione dell’Unità Cinofila della Polizia Locale. Un presidio fondamentale per aumentare la legalità e la sicurezza, con un’azione mirata al contrasto delle attività di cessione e consumo di sostanze stupefacenti. L’Unità Cinofila opererà in particolare nelle aree più sensibili della città: nei pressi dei plessi scolastici, nei nodi del trasporto pubblico locale, nei parchi e nei giardini, così come nelle zone della movida del centro storico e dei lidi ravennati.

Continueremo su questa strada. Con attenzione, con rigore, con impegno quotidiano. Ma anche con la consapevolezza che chi amministra non può permettersi il lusso di alimentare la paura, perché ha la responsabilità di garantire il territorio e il dovere di costruire fiducia, tanto nei cittadini quanto nelle realtà economiche e produttive del nostro tessuto sociale.
Eugenio Fusignani, vicesindaco con delega alle Politiche per la sicurezza

Un barista ravennate è campione italiano di spillatura birra: «Ne servo centinaia al giorno»

Un barista ravennate è il miglior spillatore di birra d’Italia e ora si giocherà il titolo mondiale. Si tratta di Luca Losurdo, barista dell’Amsterdam Pub di Marina di Ravenna. Ieri sera, 3 luglio, il 25enne di Ravenna ha vinto la competizione “Star Serve” promossa da Heineken, noto marchio di birra. La finale si è tenuta a Milano, al locale Santeria Toscana. In gara sedici sfidanti da varie parti d’Italia che già avevano superato una prima selezione online partendo da 50 locali italiani tra cui l’Amsterdam Pub.

«Ognuno ha spillato due birre per ogni round – racconta il vincitore –, i sedici di partenza sono stati dimezzati ogni turno fino alla finale. Non nego che qualcuna delle birre spillate me la sono bevuta anche per smaltire un po’ la tensione».

La giuria giudicava solo la qualità della spillatura: l’importante, infatti, era spillare la birra correttamente a prescindere dal tempo impiegato. I parametri di valutazione erano il lavaggio del bicchiere, la giusta posizione del bicchiere, il taglio della schiuma, la consistenza della schiuma stessa e infine il servizio. «Per rimanere conservata bene e per essere spinta fino alla spina, la birra ha bisogno di anidride carbonica – spiega Losurdo –. Ma l’obiettivo è sempre quello di togliere il gas quando si prepara il bicchiere, per non farlo rimanere nello stomaco, dando così solo una leggera sensazione di frizzantezza sulla lingua».

Losurdo fa il barista dal 2021 e ha vinto alla prima partecipazione: «Era per me un’esordio assoluto. Ho la fortuna di lavorare in un pub che in estate mi consente di spillare ogni giorno centinaia di birre, toccando quota mille durante il fine settimana. La gara richiedeva la spillatura di poche birre in confronto, ma cerco sempre di lavorare con qualità: è questo il mio segreto».

Ora il ravennate andrà in scena ad Amsterdam, questa volta non il pub di Marina, ma la capitale olandese: «A novembre rappresenterò l’Italia durante i mondiali organizzati sempre da Heineken. Sarà una bella emozione gareggiare con 400 persone provenienti da tutto il mondo».

 

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Nuova vita per i medicinali inutilizzati: altre sei farmacie di Faenza aderiscono a Farmaco Amico

Faenza si amplia Farmaco Amico, l’iniziativa volta a dare nuova vita ai medicinali inutilizzati e non ancora scaduti. I prodotti vengono destinati alle fasce deboli della popolazione o per progetti di cooperazione. Da luglio al progetto di Hera e Last Minute Market hanno aderito altre sei farmacie, che vanno ad aggiungersi alle tre comunali (via Forlivese, via Laghi e viale Marconi) dove l’iniziativa è già attiva.

In particolare, i sei nuovi punti di raccolta sono nella Farmacia del Duomo in piazza della Libertà 8, Farmacia Torricelli in corso Giuseppe Garibaldi 44/B, Farmacia delle Ceramiche in via Ravegnana 75, Farmacia ‘Le Cicogne’ in via Galilei 4 (Centro commerciale), Farmacia del Levante in via Fornarina 12/B e presso la distribuzione diretta farmaci di Faenza in viale Stradone 9.

L’iniziativa consiste nella raccolta di medicinali con ancora almeno sei mesi di validità, conservati correttamente in confezioni integre, donati dai cittadini e destinati a enti non profit che li utilizzano in progetti di assistenza alle fasce deboli della società o di cooperazione decentrata.

Da quando nel 2013 è partito il progetto, nella provincia di Ravenna sono state avviate al riuso più di 130 mila confezioni di farmaci ancora perfettamente utilizzabili (oltre 6 tonnellate), per un valore economico di quasi 1,7 milioni di euro. Solo nel 2024, sempre nel ravennate, sono state avviate al riuso quasi 20.500 confezioni di medicinali (oltre 1 tonnellata), per un valore economico che sfiora i 300 mila euro.

Il Gruppo Hera rifornisce le farmacie che aderiscono a FarmacoAmico di materiale informativo e contenitori verdi, facilmente distinguibili da quelli invece dedicati ai farmaci scaduti destinati allo smaltimento. I cittadini possono quindi donare farmaci in confezioni chiuse, complete di foglietto illustrativo, con data di scadenza e numero di lotto ben leggibili. Sono esclusi dalla raccolta i medicinali che prevedono particolari precauzioni per la loro conservazione, come la catena del freddo, quelli contenenti sostanze stupefacenti, quelli a solo impiego ospedaliero e quelli esteri la cui commercializzazione non sia stata autorizzata da Aifa.

La presa in carico dei farmaci presso i punti di raccolta è garantita dagli operatori di Last Minute Market e dalle associazioni partner autorizzate che, attraverso rigorose procedure, selezionano i medicinali raccolti e verificano che abbiano tutti i requisiti per essere donati. Una volta inventariati, i farmaci vengono messi a disposizione degli enti non profit accreditati che si occupano di assistenza sanitaria in Italia o all’estero. Nel corso degli ultimi anni, grazie ad esempio alla collaborazione con gli enti del territorio, molti farmaci raccolti sul territorio regionale sono stati riutilizzati in Italia o consegnati a ospedali in varie parti del mondo anche per l’assistenza alle persone in fuga dalla guerra.

«Il progetto Farmaco Amico – spiega l’assessore di Faenza con delega all’ambiente Luca Ortolani – rappresenta un’iniziativa di grande valore per il nostro territorio, unendo sostenibilità, solidarietà e responsabilità sociale. Grazie a questa rete solidale, possiamo dare nuova vita ai farmaci non scaduti, evitando sprechi e garantendo un supporto a chi ne ha bisogno. L’economia circolare è una delle chiavi per costruire un futuro più equo e sostenibile, e questa iniziativa dimostra come, attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, sia possibile trasformare un problema in un’opportunità. Il Comune di Faenza sostiene orgogliosamente questo progetto, che incarna i valori di condivisione e attenzione al benessere della comunità».

Dalla Regione 23 milioni di euro per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze

La Regione Emilia-Romagna stanzia oltre 23,2 milioni di euro per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze. Le risorse fanno parte del pacchetto di oltre 57 milioni di euro del Fondo regionale per le politiche sociali 2025, che prevede diverse e articolate linee di intervento, tra cui quelle riservate alle persone in condizione di povertà estrema e senza dimora e al reinserimento sociale degli ex detenuti.

«Sebbene la nostra regione continui a collocarsi tra le aree più coese e solidali del Paese, non possiamo ignorare un dato sempre più evidente: la povertà, come attesta anche il recente Report della Caritas italiana, è un fenomeno in crescita, che assume forme nuove e colpisce anche fasce della popolazione finora considerate meno vulnerabili, come le famiglie con minori – dichiara l’assessora regionale al Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni. Con questo piano intendiamo rafforzare in modo strutturale la capacità della rete dei servizi territoriali di intercettare il bisogno, accompagnare le fragilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Non si tratta solo di contrastare la povertà nella sua dimensione economica, ma di prevenirne le conseguenze più profonde: la marginalità, la solitudine, la perdita di prospettiva. Contrastare la povertà non è solo una responsabilità istituzionale: è un atto concreto di giustizia sociale».

Tra i servizi finanziati, il principale è il servizio sociale professionale, cioè gli interventi a carico degli assistenti sociali. Sono previste iniziative come il pronto intervento sociale, rivolto alle persone in condizione di povertà estrema e ai senza dimora, con implicazioni trasversali a tutta l’offerta di servizi sociali, oppure i progetti utili alla collettività, destinati ai beneficiari dell’assegno di inclusione. Tali progetti rappresentano un impegno sociale e formativo per i beneficiari: sono attività in diversi settori organizzate dai Comuni sulla base di interessi e abilità dei destinatari, che hanno l’obiettivo di favorirne l’inclusione sociale e la crescita personale, offrendo al contempo un contributo alla comunità locale.  Per le persone con disabilità sono previste azioni per migliorarne l’autonomia e offrire opportunità di accesso nel mondo del lavoro anche attraverso la tecnologia informatica.

In particolare, un fondo di 1,18 milioni è destinato alla lotta alla povertà estrema, quella che affligge le persone che vivono in sistemazioni di fortuna, in dormitori o strutture di accoglienza notturna, o sono in procinto di uscire da strutture di protezione, cura o detenzione e non dispongono di una soluzione abitativa. La Regione provvederà a ripartire le risorse tra i Comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti. Ulteriori 558mila euro saranno invece destinati direttamente al Comune di Bologna.

In divisa da 30 anni: il vicequestore Claudio Cagnini promosso a primo dirigente

Il 55enne vicequestore Claudio Cagnini, da settembre 2024 a capo della divisione Anticrimine della questura di Ravenna e portavoce del questore, è stato promosso primo dirigente.

Originario di Forlì e laureato in Giurisprudenza, Cagnini si è arruolato in polizia nel 1995. Fino al 2002 ha svolto servizio effettivo a Milano e poi, dopo la frequentazione del corso per commissari alla scuola superiore di polizia, è stato assegnato alla questura di Ravenna in veste di dirigente delle volanti. Dal 2008 è stato dirigente della squadra mobile di Forlì e dal gennaio 2017 della squadra mobile di Ravenna. Tra le indagini più importanti figura quella sul delitto di Ilenia Fabbri a Faenza nel 2021.

Il questore Gianpaolo Patruno ha espresso le proprie congratulazioni per il traguardo raggiunto.

Lavori in zona stazione, dal 6 luglio modifiche alla viabilità in piazza Battisti

Nell’ambito dei lavori di rigenerazione urbana dell’area della stazione ferroviaria di Faenza, a partire dalle 6 di martedì 6 alle 18 di venerdì 11 luglio (e comunque fino al termine dei lavori), saranno introdotte modifiche temporanee alla viabilità in piazza Cesare Battisti.

Le aree evidenziate in rosso nella planimetria in foto saranno interdette e recintate. I lavori si concentreranno in particolare nella zona adiacente all’ex officina ferroviaria (lato sud-est della piazza), ma, per ridurre la pressione del traffico e garantire maggiore sicurezza per l’utenza debole, sarà interdetta anche la parte della piazza in prossimità del Caffè del Viale. Si tratta di una fase intermedia del cantiere, durante la quale l’asfaltatura non sarà definitiva e sarà assente la segnaletica orizzontale. La decisione di mantenere l’area più ampia interdetta al traffico risponde all’esigenza di limitare al minimo, per la sicurezza, l’intersezione tra flussi pedonali e ciclabili, diretti soprattutto alla stazione, e il traffico veicolare.

Durante il periodo indicato (6-11 luglio), in piazza Cesare Battisti sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata. Nella carreggiata centrale di Viale Baccarini, tra il piazzale della stazione ferroviaria e Via Oriani/Laghi, verrà istituito il senso unico di marcia con direzione Ravenna-Firenze (dalla Stazione FS verso il centro città). Per quanto riguarda la controstrada di viale Baccarini lato Forlì, viene istituito un divieto di sosta con rimozione forzata e divieto di accesso, da via Oriani verso via Roma/piazza Cesare Battisti (dal divieto sono esclusi i veicoli in uso ai residenti e/o frontisti, per i quali viene istituito il doppio senso di circolazione). Nella controstrada di viale Baccarini lato Bologna, divieto di accesso dal piazzale ex Scalo Merci-Via Laghi, tranne per i veicoli in uso ai residenti e/o frontisti.

Specifiche restrizioni riguarderanno anche la sosta: divieto di sosta con rimozione forzata in via Roma, tra via Salvolini e piazza Cesare Battisti, su entrambi i lati della strada. Negli ultimi 20 metri di viale Baccarini in adiacenza a Piazza Cesare Battisti (lato Rimini) verrà istituito temporaneamente il divieto di sosta con rimozione forzata per permettere la sosta dei velocipedi e dei taxi. Allo stesso modo, negli ultimi 40 metri di viale Baccarini, in adiacenza a piazza Cesare Battisti (lato Bologna), sarà presente un divieto di sosta con rimozione forzata per consentire la sosta temporanea delle bici e dei mezzi del trasporto pubblico locale. Infine, in piazza Cesare Battisti (fronte Stazione FS), saranno istituite delle fermate provvisorie per i bus sostitutivi di RFI e per il trasporto extraurbano.

Il percorso ciclopedonale rimane garantito lungo tutto il perimetro del cantiere, assicurando l’accesso in sicurezza alla stazione ferroviaria per studenti, lavoratori e cittadini in transito.

Per chi deve raggiungere la stazione ferroviaria provenendo da viale Tolosano (percorso segnato in blu sulla mappa) si consiglia di proseguire lungo Viale IV Novembre e Viale delle Ceramiche, svoltare a sinistra in Corso Garibaldi, nuovamente a sinistra su Via Caldesi proseguendo dritto su Via Roma per raggiungere Piazza Cesare Battisti. Si ricorda inoltre che il parcheggio di Piazzale ex Scalo Merci è fruibile con accesso e uscita da Via Laghi/Scalo Merci.

Per facilitare la comprensione delle modifiche alla viabilità, la legenda relativa alla foto indica che il tratteggio arancione segnala le strade soggette a divieto di accesso eccetto per i residenti. Il tratteggio nero rappresenta i percorsi ciclopedonali sicuri e garantiti durante i lavori. Le frecce blu indicano il percorso carrabile per accedere alla stazione ferroviaria in auto, mentre il simbolo “P” identifica il parcheggio pubblico consigliato presso l’ex Scalo Merci.

Caduto con il monopattino, 25enne in coma. La polizia locale: «Non poteva circolare in quella strada»

Restano gravi le condizioni del giovane caduto ieri sera, 3 luglio, mentre guidava un monopattino elettrico in via Ravegnana a Ravenna. Il 25enne marocchino è in coma in prognosi riservata all’ospedale Bufalini di Cesena. Nella caduta, avvenuta all’altezza del civico 421 mentre viaggiava in direzione Forlì, ha sbattuto la testa sull’asfalto riportando un trauma cranico: quando sono arrivati i soccorsi aveva già perso conoscenza.

Una nota inviata alla stampa dalla polizia locale, che ha svolto i rilievi dell’incidente, specifica che «il giovane sembra avesse con sé il caschetto per il monopattino, ma il tratto di via Ravegnana dell’incidente, fuori centro abitato, risulta interdetto ai monopattini». La nota dei vigili urbani non fa riferimenti alla buca nell’asfalto proprio nei pressi della caduta e evidenziata dai segni del gesso durante i rilievi.

Zona logistica semplificata: prima riunione del comitato di indirizzo sei mesi dopo l’istituzione

La zona logistica semplificata (Zls) dell’Emilia-Romagna, istituita con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 10 ottobre 2024, muove i primi passi. Ieri pomeriggio, 3 luglio, a Bologna si è tenuta la prima riunione del comitato di indirizzo (istituto sei mesi fa) che ha dato il via operativo a un progetto strategico destinato a rafforzare e potenziare l’intero sistema produttivo regionale. Il comitato svolge un ruolo centrale di coordinamento delle politiche, delle semplificazioni e degli investimenti.

La Zls interessa 28 amministrazioni distribuite su 9 province, per una superficie complessiva di oltre 4.560 ettari. Un’area vasta e strategica che comprende 25 aree produttive, 11 nodi intermodali e l’intero porto di Ravenna. È qui che si concentreranno azioni mirate a rendere più agevoli e rapidi gli investimenti, grazie a una governance multilivello a regia regionale, incentivi fiscali dedicati e strumenti digitali per semplificare le procedure amministrative. Attrarre investimenti, semplificare le regole, valorizzare il porto di Ravenna come porta di accesso alla Regione sono i punti cardine del progetto.

La Zls prevede un pacchetto articolato di misure per attrarre investimenti e accompagnare la crescita delle imprese. Accanto al credito d’imposta statale per l’acquisto di beni strumentali nelle aree che rientrano negli aiuti di Stato, è prevista l’istituzione di una Zona Franca Doganale Interclusa al porto di Ravenna o in altre aree della Zls, che offrirà significativi vantaggi fiscali per le operazioni di import-export verso i Paesi extra-UE. Sul fronte regionale, invece, saranno attivate ulteriori misure di semplificazione amministrativa, come la piattaforma digitale “Accesso Unitario” per la gestione delle autorizzazioni uniche, oltre a premialità specifiche nei bandi finanziati con fondi FESR 2021-2027 e a riduzioni degli oneri legati alle pratiche ambientali. I Comuni potranno inoltre prevedere sconti fino al 30% sul contributo di costruzione e agevolazioni sulla Tari.

Il primo incontro del comitato è stato presieduto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, cui spetta anche la presidenza del comitato stesso, insieme all’assessora alle Infrastrutture e Trasporti, Irene Priolo, al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico centro-settentrionale, Francesco Benevolo, e ai rappresentanti dei Ministeri competenti, della Camera di Commercio, della Città metropolitana, delle Province e dei Comuni coinvolti.

Entro il 31 agosto le domande per il rimborso degli abbonamenti a bus e treni

I residenti nel comune di Ravenna che hanno acquistato o acquisteranno un abbonamento annuale al trasporto pubblico locale e regionale su ferro e su gomma tra l’1 febbraio e il 31 luglio 2025, sostenendo un costo superiore ai 50 euro, potranno chiederne il rimborso grazie al cosiddetto fondo idrocarburi. Si tratta di una agevolazione riservata ai residenti nei comuni interessati da attività di estrazione di idrocarburi.

Il rimborso, che avverrà a partire da novembre 2025, è pari al 70 percento del costo effettivamente sostenuto dall’utente per l’acquisto dell’abbonamento, ma aumenta al 100 percento per gli abbonamenti Under 26.

La richiesta di rimborso dovrà essere presentata entro il 31 agosto 2025 all’azienda di trasporto che ha emesso l’abbonamento:

Start Romagna per il trasporto pubblico locale (Tpl);

Trenitalia (Tper) per gli abbonamenti al trasporto su ferro.

Gli utenti sprovvisti di collegamento a internet possono rivolgersi agli uffici del Punto digitale facile per ricevere assistenza gratuita, previo appuntamento, telefonando allo 0544.482482 lunedì dalle 9 alle 12; martedì mercoledì giovedì e sabato dalle 8 alle 13.

Scavi per la condotta del nuovo potabilizzatore, un tratto di via Canalvecchio chiuso per tre settimane

Procedono i lavori per la realizzazione della rete idrica dell’impianto di potabilizzazione di Hera e Conami in costruzione a Bubano, frazione di Mordano nell’Imolese, che riguarda 13 comuni del Ravennate e dell’Imolese, per un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro. È in corso l’esecuzione delle condotte che porteranno l’acqua nel comune di Castel Bolognese. È stato già realizzato un tratto su via Lunga, sono in corso lavori in proprietà private, si stanno avviando gli attraversamenti no-dig (no scavo) e da lunedì 7 luglio inizierà lo scavo e la posa della condotta in via Canalvecchio.

È stata disposta, tramite ordinanza, l’interruzione temporanea della circolazione su via Canalvecchio per un tratto di 250 metri, a partire dall’incrocio con via Lunga e verso via Sant’Ilario. La disposizione sarà in vigore da lunedì 7 fino a venerdì 25 luglio. Saranno indicate le deviazioni del traffico in particolare su via Borello attraverso le vie Paoline Lesina e Sant’Ilario e via Prati provvedendo all’installazione ed al mantenimento della necessaria segnaletica di cantiere e di deviazione.

«Insieme ad Hera e Conami – commenta il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza – stiamo puntando a un obiettivo ambizioso: avere acqua di qualità, con una durezza ottimale, con un sistema idrico potenziato e più resiliente in grado di rispondere anche ai cambiamenti climatici. Tutto ciò sarà possibile con l’impianto di Bubano e le nuove condotte che si stanno realizzando. Siamo consapevoli che ci saranno piccoli e inevitabili disagi, ma questi saranno ampiamente ripagati da una disponibilità di acqua potabile senza interruzioni e buona qualità».

«Un’ala dell’ospedale di Ravenna senza aria condizionata, controsoffitti marci, pazienti svenuti»

Secondo una segnalazione documentata, dal 9 giugno scorso – giorno in cui è crollato il controsoffitto in vari uffici a causa dell’umidità generata dalla condensa degli impianti – l’aria condizionata non funziona più in tutta un’ala dell’ospedale di Ravenna che ospita dietiste, ambulatori preoperatori (anche cardiologici) e parte della chirurgia.

Da allora, il personale è stato costretto a lavorare con temperature insostenibili. Alcuni ventilatori sono stati forniti dall’Azienda, ma molti altri sono stati acquistati o portati da casa da medici e infermieri per garantire un minimo di refrigerio a pazienti e operatori.

Lo riferisce in una nota inviata alla stampa il responsabile provinciale della Democrazia Cristiana, Giovanni Morgese, invitando il sindaco Alessandro Barattoni a intervenire, in qualità di massima autorità sanitaria locale.

«Nella sola ultima settimana – secondo Morgese – si sono verificati almeno quattro episodi di malori, con pazienti svenuti durante visite o accertamenti, poi trasferiti al Pronto Soccorso. Si tratta di soggetti fragili, in fase preoperatoria, messi ulteriormente a rischio da un ambiente non conforme agli standard minimi di sicurezza e benessere».

La situazione strutturale resterebbe preoccupante: «i pannelli del controsoffitto risultano ancora marci, danneggiati o mancanti, con evidenti presenze di muffa e umidità, che hanno già provocato disturbi respiratori e allergie in diversi lavoratori», conclude Morgese, che si impegna a portare il caso anche in Regione e in Parlamento.

Ubriaco in strada aggredisce i carabinieri: arrestato 39enne appena uscito dal carcere

La libertà riacquisita da pochi giorni, dopo aver scontato una condanna in carcere, è durata poco. Un 39enne di Faenza, in stato di ubriachezza, ha cominciato a disturbare i passanti in corso Saffi e ha concluso la serata in manette: è stato arrestato dai carabinieri per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. È accaduto nella notte tra il 2 e il 3 luglio.

I carabinieri del radiomobile della compagnia di Faenza sono intervenuti nel centralissimo corso Saffi su richiesta di un cittadino. Alla vista delle divise, il 39enne ha tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga, ma una volta raggiunto si è scagliato contro i militari ingaggiando una colluttazione (uno dei carabinieri ha dovuto ricorrere a cure mediche per le contusioni riportate). In ausilio è intervenuta anche una volante del locale commissariato di polizia.

L’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere dei reati di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato: durante le concitate fasi dell’arresto, il 39enne ha anche danneggiato la gazzella con un calcio.

L’arresto è stato convalidato dal tribunale di Ravenna dove l’interessato è comparso nella stessa giornata per l’udienza direttissima. Nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di permanenza notturna in casa.

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