sabato
09 Maggio 2026

Cinque querce private sotto tutela del Comune Alte tra 14 e 15 metri, circonferenza di 2-3 metri

Le piante si trovano a Bastia. In totale sono cinquanta quelle curate dal pubblico: pini, pioppi, tigli, un cedro del libano, un gelso nero, un ginkgo biloba, un ciliegio

Diventano 50 gli alberi privati tra quelli considerati di pregio e per questo tutelati dal Comune di Ravenna. Su proposta di Guido Guerrieri, assessore all’Ambiente, la giunta ha approvato il verbale della commissione che ha valutato le istanze avanzate dai cittadini: ai quarantacinque già tutelati – ventisei pini, undici querce, due pioppi, due tigli, un cedro del libano, un gelso nero, un ginkgo biloba, un ciliegio – se ne sono così aggiunti altri cinque, tutti querce che si trovano a Bastia, in via Erbosa 88. Sono alte tra i quattordici e i quindici metri, con circonferenza tra i due e i tre metri circa. La commissione ha ritenuto opportuno procedere alla loro tutela «in quanto di dimensioni tali da costituire un segno nel paesaggio agricolo sia per l’esemplare più isolato che per le altre quattro piante in filare».

Con l’avvenuto riconoscimento della tutela il Comune provvede, a proprie spese, alla manutenzione delle alberature protette anche private, tramite l’azienda che esegue le ordinarie manutenzioni del verde pubblico. Cinque i criteri utilizzati per la valutazione: la vetustà della pianta; il buono stato fitosanitario generale; la preferenza per specie autoctono/naturalizzate; l’elevato valore paesaggistico; la rarità della specie arborea.

Recentemente il platano che si trova nell’area del complesso monumentale della basilica di San Vitale e del mausoleo di Galla Placidia, alto 33 metri e con una circonferenza di quasi cinque, è stato inserito dalla Regione tra le alberature da includere nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, ai sensi della legge 10/2013.

Domande online e chiacchiere al bar Così il Comune ridisegna la mobilità

Oltre a workshop e focus group, il percorso partecipato per le nuove linee guida passerà anche da due incontri informali in un locale

Ideare e pianificare forme di mobilità coniugate con il rispetto dell’ambiente, la qualità della vita e la tutela del patrimonio artistico monumentale: è la sfida che il Comune ha intrapreso mettendosi al lavoro per la redazione del Pums, piano urbano per la mobilità sostenibile. L’ambizioso obiettivo – attraverso un percorso partecipato di cui saranno protagonisti i cittadini di ogni età e gli stakeholder attraverso modalità di partecipazione già sperimentate in questi casi, quali i work shop e i focus group – è disegnare le abitudini di spostamento da adottare nei prossimi anni, nel segno dell’efficienza energetica e della qualità urbana. Si parla di mobilità sostenibile riferita alle abitudini quotidiane delle persone come il raggiungimento del posto di lavoro, la sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento e del consumo di energia, il trasporto di persone e merci, l’attrattività e la salvaguardia dell’ambiente urbano.

Gli strumenti del percorso partecipato sono cinque. Questionario: fino al 10 febbraio sarà possibile compilare on line un questionario sul sito del Comune, al 14 gennaio ha registrato 323 compilazioni. Facebook: è stata attivata una pagina Fb sulla quale sarà possibile seguire l’andamento dei lavori, delle attività legate alla partecipazione e lasciare suggerimenti e consigli. Focus Group: nelle giornate del 10 e 11 febbraio si svolgeranno incontri, saranno protagonisti del dibattito le persone di età superiore ai 65 anni, le istituzioni scolastiche, i giovani, i residenti e le attività commerciali ed economiche del centro storico, i residenti circoscrizioni forese, i residenti nei lidi. Workshop: gli incontri si svolgeranno il 16, il 17 e il 18 marzo e verteranno su trasporto pubblico locale, Ztl e sosta, superamento delle barriere architettoniche, ricadute e problematiche ambientali del traffico e del porto, mobilità ciclo-pedonale e intermodalità. World caffè: il 15 aprile e il 2 maggio si svolgeranno incontri dedicati ai temi all’interno di un bar in un clima informale, alla presenza di un facilitatore che si limiterà a fornire spunti per orientare la discussione.

Per dare vita a questo progetto e coordinarne le fasi e i contributi che emergeranno, sono nati il gruppo di lavoro tecnico composto dalle professionalità interne all’ente supportato dalla società Sistema Susio srl e coordinato dal mobility manager del Comune Nicola Scanferla; un Tavolo di Negoziazione composto da: Fiab Amici della Bici; Arpa Emilia-Romagna; Ausl Ravenna; Cgil; Cisl,Uil, Confindustria – Ravenna; Fondazione Unipolis; Legambiente; Start Romagna; Università di Bologna – Polo di Ravenna.

«Il Piano urbano per la mobilità sostenibile – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Roberto Fagnani è l’atto più rilevante sulla mobilità per le ricadute che produrrà in termini sociali e ambientali nel nostro territorio. Quello di modificare la realtà legata agli spostamenti nei prossimi anni è un obiettivo ambizioso che possiamo realizzare a vantaggio e col contributo di tutti».

«L’unico mezzo per ideare il piano per la mobilità sostenibile per gli anni futuri – ha affermato l’assessora alla Partecipazione e al Decentramento Valentina Morigi – non può che essere la voce di tutti i cittadini. Per perseguirne gli obiettivi vanno ribaltati i vecchi schemi su cui è stata costruita l’organizzazione attuale, all’interno della quale si consumano contraddizioni quotidiane: un esempio il trasporto pubblico locale che sempre più deve essere connesso non solo alle utenze fragili come studenti, immigrati, anziani e residenti che risiedono e si muovono a ridosso della cintura urbana ma deve sempre più essere connesso con i residenti e i lavoratori che si spostano dal forese in città. Anche questo sarà uno dei temi emergenti nei sette incontri fissati per il confronto con i cittadini».

Il referendum sulle trivelle si farà Le reazioni della politica a Ravenna

Ammesso il quesito sulla durata delle concessioni già attive in mare
Mingozzi (Pri) preoccupato. Vandini (M5s) e Sutter (Ric) più cauti

La decisione della Corte Costituzionale di ammettere uno dei sei quesiti referendari, promossi da nove Regioni tra cui non compare l’Emilia Romagna, contro le trivellazioni e le ricerche di idrocarburi in mare ha smosso le reazioni del mondo politico ravennate, territorio in cui le attività offshore rappresentano un comparto importante con migliaia di posti di lavoro tra addetti e indotto. Il referendum che ha superato il vaglio della Consulta (data del voto da fissare tra il 15 aprile e il 12 giugno) è quello sulla durata dei titoli per sfruttare i giacimenti lì dove le autorizzazioni siano già state rilasciate, un termine che la norma collega alla «durata della vita utile del giacimento».

Il primo a commentare la decisione della Corte è stato il repubblicano Giannantonio Mingozzi, vicesindaco con delega al Porto: «Ravenna e l’Emilia Romagna hanno il dovere di difendere un comparto imprenditoriale e di ricerca tecnologica fondamentale per la bilancia energetica del Paese e per la capacità dell’Italia di essere sempre più autosufficiente e non condizionata dai paesi esteri produttori. Quello che rappresenta l’off shore per l’economia ravennate ed emiliano romagnola non ha pari in nessuna altra città, anche dal punto di vista dei passi avanti che le nostre imprese hanno compiuto per rendere sicuro l’ambiente e le attività economiche della costa. Dobbiamo fare il possibile affinché ai più alti livelli decisionali del Governo la tutela e le garanzie verso questo settore siano effettive e concrete. Il progetto Angela Angelina che sperimenta l’immissione di acqua, come compensazione degli idrocarburi, può aiutarci a superare ostilità e motivazioni divergenti».

Alle parole del numero di Palazzo Merlato hanno fatto seguito, a stretto giro di posta, quelle di Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale: «Mingozzi parla per far piacere a qualcuno, per questioni puramente elettorali. Le trivellazioni in mare producono petrolio di infima qualità, appena il 10 percento dei consumi nazionali, e coprono l’11 percento dei consumi di gas , secondo Adnkronos per il 2014, con royalties spesso inferiori al 5 percento. Nulla. Sarebbe sbagliato, dannoso e irresponsabile pensare di chiudere tutto dall’oggi al domani. Il punto è un altro e riguarda la improcrastinabile necessità di cambiare le politiche energetiche del nostro Paese: il team del Technology and Policy Assessment dell’Ukerc, il centro per la ricerca energetica inglese, ha studiato i dati analizzati da cinquanta studi pubblicati dal 2000 sul rapporto tra investimenti in energia verde e la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti, Europa e Cina, e l’ha paragonato a quello impiegato nel settore della produzione di energia da fonti fossili evidenziando come l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica creino, per ogni Gwh prodotto, fino a 1 posto di lavoro in più rispetto ai combustibili fossili».

È intervenuta sul tema anche Raffaella Sutter, candidata sindaco per la lista Ravenna in Comune, neonato soggetto che si presenta alle prossime elezioni aggregando diverse formazioni e soggetti politici di sinistra alternativi al Pd: «Non comprendiamo i timori espressi dalle forze di governo ravennati, che in diverse occasioni hanno sottolineato come il referendum in questione possa arrecare danni all’economia locale. In questi casi l’espressione della volontà popolare è sempre un valido indicatore per capire le tensioni che animano la società, migliorando le capacità di amministrare un territorio. Non condividiamo l’impostazione che si sta delinenando sul tema occupazionale. Il numero dei lavoratori nel settore oil&gas cambia in continuazione, a seconda degli umori, delle stagioni o degli interessi di chi parla. Siamo stanchi di dati variabili, soprattutto per una situazione delicata che riguarda temi trasversali come la difesa dell’ambiente, lavoro e salute pubblica. A quale gioco giochiamo? Non è credibile che la questione dei posti di lavoro venga utilizzata come ricatto in determinati settori e che sia completamente tralasciata in altri. Vogliamo che il dibattito sulle trivellazioni mantenga un approccio più ampio e dignitoso, in grado di far dialogare tutti gli importanti aspetti che contiene».

Inizialmente le Regioni avevano presentato sei quesiti referendari, ai quali il 27 novembre la Cassazione aveva dato il via libera. Il governo Renzi era intervenuto con una serie di modifiche nella legge di stabilità, che avevano in parte a che fare con i quesiti stessi. La Cassazione aveva dovuto quindi valutare di nuovo i referendum e l’8 gennaio, viste le modifiche introdotte dalla legge di Stabilità, aveva accantonato cinque quesiti. La Cassazione aveva però ritenuto che la modifica del Parlamento sulla durata delle concessioni non avesse recepito completamente la richiesta referendaria e aveva dichiarato che il sesto quesito continuava a mantenere i requisiti necessari per la presentazione. Lo aveva rinviato alla Corte Costituzionale che il 19 gennaio lo ha dichiarato ammissibile.

Ma su due dei cinque quesiti che la Cassazione ha dichiarato decaduti dopo gli interventi del governo nella legge di stabilità, sei regioni hanno deciso di presentare un conflitto di attribuzione sostenendo che l’azione del governo sia servita ad aggirare la questione. Se venisse stabilito che c’è stato effettivamente un conflitto di attribuzione sarebbero annullate le modifiche legislative introdotte con la legge di stabilità; tornerebbero in vigore le vecchie norme dello Sblocca Italia e due dei referendum decaduti dovrebbero tornare ad essere validi. L’obiettivo dei promotori del referendum è quindi far votare tre quesiti e non uno solo. Il governo potrebbe decidere di fissare la data del voto del quesito attualmente ammesso in aprile, prima che la questione del conflitto di attribuzione (i cui tempi sono piuttosto lunghi) venga risolta. I promotori chiedono che il voto venga deciso almeno per il 12 giugno, in coincidenza con le elezioni amministrative, in modo che ci sia il tempo per risolvere il conflitto.

Il responsabile per Ravenna e la Romagna del movimento Terra nostra Italia con Giorgia Meloni, Federico Baldini, teme che il referendum sulla durata si trasformi in un voto pro o contro trivellazioni: «Noi siamo nettamente favorevoli alle trivellazioni in Adriatico: riteniamo infatti che questo sia un problema che riguardi la difesa della sovranità economica dell’Italia ed il futuro di un’eccellenza ravennate ed italiana come quella dell’offshore, industria nata negli anni ’50 e ’60 a Ravenna proprio grazie alle prime trivellazioni in Adriatico. Inoltre come ha ben evidenziato in una recente intervista l’amministratore delegato di Eni Descalzi le trivellazioni potrebbero a pieno regime coprire il 20 percento del fabbisogno energetico italiano, limitando la dipendenza dal gas e dal petrolio stranieri».

«Quattro frane sull’argine alla foce dei Fiumi Uniti da riparare da un anno»

Rosetti (Lista per Ravenna) scrive alle autorità: «Perché non è stata ripristinato il danno? Rischi gravi in caso di mareggiate»

«La scogliera nord della foce dei Fiumi Uniti e l’argine in terra, che proteggono dall’ingressione marina i fondi retrostanti e non solo, hanno subito quattro ampie frane durante la grande mareggiata del febbraio 2015 e non sono ancora state riparate». È Luca Rosetti, consigliere territoriale della Lista del Mare, a sollevare la questione con una lettera aperta inviata alle autorità corredata da alcune fotografie che testimoniano lo stato dell’area.

«Si può notare la gravità del danno, tale che in un ampio tratto, scogliera e argine sono franati di circa 1,5 metri e lo spessore attuale della fragile protezione in terra rimasta, è di circa 70/80cm. Quattro frane, di cui tre molto grandi. La situazione penso fosse già nota agli enti preposti, e comunque ne venne data notizia anche dagli organi di stampa locali nell’aprile del 2015, grazie ad un comunicato di Legambiente Ravenna. Nelle settimane e mesi successivi, anche i proprietari delle terre retrostanti l’argine, denunciarono l’accaduto alle istituzioni locali, senza ricevere nessuna risposta, e ancora oggi, dopo quasi un anno, nulla è cambiato. Una situazione del genere doveva essere già stata oggetto, se non di sistemazione definitiva, di un urgente tamponamento adeguato, per cercare di arginare una eventuale mareggiata di grande intensità. Credo che se il mare dovesse sfondare in questi punti, i danni potrebbero portare a cifre ben più alte rispetto ai costi di riparazione». L’argine è ancora fruibile con biciclette o mountain bike e allora Rosetti «chiede di interdirne il passaggio per evitare la possibilità di grave infortunio, a causa del notevole restringimento del passaggio e di un eventuale nuova frana».

Truffa e falso, quattro poliziotti indagati

Nei verbali di servizio registrati passaggi davanti a obiettivi sensibili che invece non sarebbero avvenuti ottenendo 6 euro di indennità

Quattro poliziotti in servizio alla squadra volante della questura di Ravenna sono stati raggiunti da un avviso di conclusione indagini della procura, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, con le accuse di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e truffa allo Stato. I quattro agenti, secondo quanto si legge su Il Corriere Romagna che riporta la notizia, avrebbero certificato alcuni passaggi di controllo a cosiddetti obiettivi sensibili durante un turno notturno, circostanza che invece non si sarebbe verificata. L’ipotesi della truffa consisterebbe invece nell’aver indotto l’amministrazione a corrispondere in busta paga l’indennità in ambiente esterno: un bonus di 6 euro che scatta dopo tre ore consecutive di lavoro fuori dalla questura.

Alla fiera del matrimonio Dal trucco al viaggio, tutto si sceglie a Faenza

Due giorni negli spazi espositivi di via Risorgimento: ingresso gratuito con aperitivi, prove e musica live

Anche nel 2016 torna l’appuntamento con “Faenza Sì Sposa”, tappa conclusiva della stagione fieristica organizzata da Bussolaeventi. I futuri sposi avranno nuovamente la possibilità di conoscere idee e proposte di atelier, catering, fioristi, fotografi e di tutti coloro che possono aiutarli a organizzare le nozze che hanno sempre sognato. Quaranta gli espositori presenti con proposte e per tutti i gusti e i budget, per nozze last minute e chi pensa di fare il fatidico passo non prima del 2018.

Non mancheranno come sempre eventi interattivi completamente gratuiti, che permettono alle coppie di sposi di approfondire la conoscenza degli espositori e di toccare con mano le loro proposte. Sia sabato che domenica nell’area eventi si alterneranno presentazioni di viaggi di nozze, prove di trucco e acconciatura, musica dal vivo da riproporre eventualmente nel fatidico giorno e alle 17 un esclusivo aperitivo gratuito per assaggiare quelli che potrebbero essere i sapori del matrimonio.

“Faenza Sì Sposa” è in programma presso i padiglioni della Fiera di Faenza, in via Risorgimento 3 a Faenza, sabato 23 e domenica 24 gennaio dalle ore 10 alle ore 20, ingresso e parcheggio gratuito. Info: www.circuitosisposa.it

Alla fiera del matrimonio Dal trucco al viaggio, tutto si sceglie a Faenza

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Anche nel 2016 torna l’appuntamento con “Faenza Sì Sposa”, tappa conclusiva della stagione fieristica organizzata da Bussolaeventi. I futuri sposi avranno nuovamente la possibilità di conoscere idee e proposte di atelier, catering, fioristi, fotografi e di tutti coloro che possono aiutarli a organizzare le nozze che hanno sempre sognato. Quaranta gli espositori presenti con proposte e per tutti i gusti e i budget, per nozze last minute e chi pensa di fare il fatidico passo non prima del 2018.

Non mancheranno come sempre eventi interattivi completamente gratuiti, che permettono alle coppie di sposi di approfondire la conoscenza degli espositori e di toccare con mano le loro proposte. Sia sabato che domenica nell’area eventi si alterneranno presentazioni di viaggi di nozze, prove di trucco e acconciatura, musica dal vivo da riproporre eventualmente nel fatidico giorno e alle 17 un esclusivo aperitivo gratuito per assaggiare quelli che potrebbero essere i sapori del matrimonio.

“Faenza Sì Sposa” è in programma presso i padiglioni della Fiera di Faenza, in via Risorgimento 3 a Faenza, sabato 23 e domenica 24 gennaio dalle ore 10 alle ore 20, ingresso e parcheggio gratuito. Info: www.circuitosisposa.it

Non solo selfie e foto di cibo Una serata per trasformare il telefonino in una risorsa

Il 29 gennaio allo studio Lilith in via di Roma il settimo appuntamento delle Girl Geek Dinners

Dopo la pausa di fine anno tornano gli appuntamenti delle Girl Geek Dinners (Ggd) di Ravenna – cene o incontri per sole donne, in cui ogni partecipante può invitare un uomo, allo scopo di incentivare il networking e la condivisione delle competenze digitali – e il 29 gennaio alle 19 il titolo della serata sarà “Fotografia Evolutiva – beyond the selfie” allo Studio Lilith (via di Roma 82).

La serata offrirà lo spunto «per trasformare in risorsa il nostro smartphone, iPad e macchina fotografica, al fine di vedere meglio noi stesse e ciò che ci circonda», dice Silvia Bigi di Lilith. Si parlerà della consapevolezza dell’utilizzo dello strumento fotografico, di come imparare a comprenderlo e gestirlo. «È in corso un cambiamento sociale che sta alterando il rapporto con le immagini – racconta Bigi –. Nessuno è preparato a comprenderlo e gestirlo. Il web imperversa di selfie e immagini di ciò che mangiamo. Il corpo femminile è più distorto e lontano dalla realtà di quanto lo sia mai stato».

Come prevede la formula alla fine dell’esposizione e del confronto con le professioniste, è previsto un momento conviviale. Il costo della serata (comprensiva di aperitivo) è di 5 euro. Iscrizione necessaria su Eventbrite: i posti disponibili sono 20 e gli uomini possono partecipare purché invitati da una donna iscritta. Questo evento è il settimo dalla nascita del gruppo Girl Geek Dinners a Ravenna. Fondato lo scorso aprile dalle ravennati Sara Baraccani, graphic designer e social media manager, Valentina Crociani, giornalista e blogger, Camilla Panebarco, grafica, Marianna Panebarco, imprenditrice del settore media, e Silvia Versari, copywriter. Il gruppo, presente in molte altre città d’Italia e in diversi Paesi esteri, nasce con lo scopo di riunire a cena e senza scopo di lucro donne appassionate di tecnologia, internet, digitale, media, comunicazione, per fornire loro occasioni di nuove conoscenze e scambio di competenze professionali. Per maggiori informazioni sulla serata è possibile scrivere all’indirizzo ggdravenna@gmail.com.

Lavoro e precariato La sinistra ne discute al circolo Dock61

La rete Act! il 22 gennaio organizza un incontro-dibattito per parlare dei temi legati all’occupazione

In vista dell’assemblea nazionale del 19-20-21 febbraio a Roma, il Dock61 e la rete Act! (Agire costruire trasformare) nata nella campagna elettorale a sostegno della lista Altra Europa con Tsipras organizzano l’iniziativa “Lavoro è dignità. Per la sinistra di tutte e tutti” il 22 gennaio alle 18.30 al circolo Arci in via Magazzini posteriori 61 a Ravenna (zona Darsena).

All’iniziativa parteciperanno Giovanni Paglia (deputato Sinistra italiana), i segretari provinciali di Fiom-Cgil ed Flc-Cgil (Milco Cassani e Marcella D’Angelo), Manila Ricci (Casa Madiba Network-Rimini), Valentina Bazzarin (Ricercatrice precaria e Coordinamento nazionale Act!), Massimo Manzoli (portavoce Ravenna in Comune), Marinella Isacco (Libertà e Giustizia Ravenna) e Nicola Fabrizio (portavoce provinciale L’Altra Emilia Romagna).

L’incontro vuole essere «l’opportunità di discutere di lavoro, quello che manca, quello precario, quello senza diritti, partendo dalle esperienze locali di welfare e mutualismo dal basso». L’obiettivo: «Contribuire al processo locale con le nostre proposte, ma allo stesso tempo di portare le piccole buone esperienze e i problemi delle città all’assemblea nazionale di Roma del 19-21 febbraio 2016, lanciata dall’appello “Per la sinistra di tutte e di tutti”».

Lavoro e precariato La sinistra ne discute al circolo Dock61

La rete Act! il 22 gennaio organizza un incontro-dibattito per parlare dei temi legati all’occupazione

In vista dell’assemblea nazionale del 19-20-21 febbraio a Roma, il Dock61 e la rete Act! (Agire costruire trasformare) nata nella campagna elettorale a sostegno della lista Altra Europa con Tsipras organizzano l’iniziativa “Lavoro è dignità. Per la sinistra di tutte e tutti” il 22 gennaio alle 18.30 al circolo Arci in via Magazzini posteriori 61 a Ravenna (zona Darsena).

All’iniziativa parteciperanno Giovanni Paglia (deputato Sinistra italiana), i segretari provinciali di Fiom-Cgil ed Flc-Cgil (Milco Cassani e Marcella D’Angelo), Manila Ricci (Casa Madiba Network-Rimini), Valentina Bazzarin (Ricercatrice precaria e Coordinamento nazionale Act!), Massimo Manzoli (portavoce Ravenna in Comune), Marinella Isacco (Libertà e Giustizia Ravenna) e Nicola Fabrizio (portavoce provinciale L’Altra Emilia Romagna).

L’incontro vuole essere «l’opportunità di discutere di lavoro, quello che manca, quello precario, quello senza diritti, partendo dalle esperienze locali di welfare e mutualismo dal basso». L’obiettivo: «Contribuire al processo locale con le nostre proposte, ma allo stesso tempo di portare le piccole buone esperienze e i problemi delle città all’assemblea nazionale di Roma del 19-21 febbraio 2016, lanciata dall’appello “Per la sinistra di tutte e di tutti”».

Coldiretti dichiara guerra alle nutrie «Danni al verde dei monumenti Unesco»

Secondo l’associazione la grande proliferazione ha spinto i roditori fino in città nelle aree verdi della Rocca o del Mausoleo di Teodorico

«In provincia di Ravenna il rapporto nutrie/abitanti è in linea con quello da bollino rosso registrato da censimenti fatti in altri territori della Lombardia dove si conta una nutria ogni dieci persone». Il direttore della Coldiretti provinciale, Walter Luchetta, torna a lanciare l’allarme sul proliferare di questo roditore e sui danni che provoca: «Nel mirino dei mammiferi roditori, non solo le sponde di fiumi e canali, sempre più indebolite e rese colabrodo, ma anche oasi ambientali, come Punta Alberete e persino le aree verdi di siti Unesco, come il parco del Mausoleo di Teodorico o, ancora, i giardini della Rocca Brancaleone». I cambiamenti climatici, con temperature a lungo miti anche nei mesi invernali, ha favorito il propagarsi delle nutrie: cresciute di numero, si sono spinte ben oltre le campagne.

L’associazione di categoria, tramite il suo massimo dirigente, parla di «invasione incontrollata»: la nutria sta creando seri danni in tutto il territorio per la tenuta degli argini e per le colture d’eccellenza. In tutta la provincia – ricorda Coldiretti citando gli importi relativi ai danni lordi accertati dall’ente di piazza Caduti dal 2003 al 2014 – quelli da fauna selvatica ammontano in totale ad oltre 4 milioni di euro, di questi oltre 300mila sono imputabili alle sole nutrie.

«Se fino ad una ventina di anni fa la loro presenza nelle nostre campagne poteva essere tollerata, perché considerata quasi esotica o folcloristica, ora la proliferazione incontrollata sta diventando un serio problema. Di tutto ciò sono ben consapevoli i sindaci dei Comuni della provincia che proprio per bloccare l’invasione e al fine di eradicare la specie avevano predisposto apposite ordinanze che ne consentivano la caccia, ordinanze poi ‘congelate’ nell’attesa della riforma della legge 157 sulla gestione della fauna selvatica e della caccia in capo alla Regione». Coldiretti auspica che «si velocizzi l’iter per l’attuazione dei piani di controllo di questa specie non autoctona e che si stanzino al riguardo ulteriori, adeguate risorse».

«Stiamo già lavorando alla redazione del Piano regionale per il contenimento delle nutrie sul territorio emiliano-romagnolo, uno strumento che è stato introdotto dal Collegato ambientale alla legge di Stabilità, grazie al quale potremo operare in modo organico e omogeneo, ovviando alle inevitabili difficoltà operative riscontrate specialmente dai piccoli Comuni». È quanto precisa l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli in risposta a Coldiretti.

Fuga di gas, una famiglia evacuata Pompieri al lavoro per tutta la notte

Un foro nel serbatoio Gpl interrato ha reso necessario lo svuotamento con combustione di circa 3,5 mc e il riempimento con acqua

Una fuga di gas da un serbatoio di Glp interrato a servizio di una abitazione ha reso necessario l’evacuazione temporanea della famiglia residente e ha tenuto impegnati i vigili del fuoco per tutta la notte per lo svuotamento e la combustione di circa 3,5 metri cubi di prodotto e il riempimento della cisterna con acqua.

L’intervento dei pompieri, concluso stamani 21 gennaio, è andato in scena in via Donesiglio a Pieve Cesato di Faenza. Il gas fuoriusciva da un foro creatosi al di sotto del riduttore/evaporatore, quindi non intercettabile con le valvole a corredo del serbatoio. Le squadre hanno provveduto a effettuare una prima azione di tamponamento del foro per mitigare la perdita, misurazioni con rivelatori di gas, sigillatura di fogne, intercettazione degli impianti elettrici e rimozione a spinta delle auto parcheggiate. È poi intervenuto sul posto il nucleo regionale Nbcr del comando di Venezia per emissione e combustione in torcia d’emergenza del Gpl. Il serbatoio dovrà ora essere rimosso.

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