giovedì
02 Aprile 2026

Fruttagel: fatturato a quota 156 milioni di euro, occupati stabili

Nonostante guerra e inflazione. «Azienda in salute». Allo stabilimento di Alfonsine lavorano 640 personeFruttagel

La Fruttagel di Alfonsine ha presentato i dati di bilancio 2024 durante l’assemblea svoltasi a Faenza venerdì 30 maggio. Il fatturato, in leggero aumento nel 2024, si attesta sui 156 milioni di euro (era meno di un milione in meno l’anno precedente), di cui il 36% di succhi di frutta, bevande frutta, bevande vegetali e tè, il 46% di ortaggi surgelati, il 16% di derivati del pomodoro.

Fruttagel ha occupato, nel 2024, 640 persone nello stabilimento di Alfonsine (di cui 444 donne) e 176 persone nello stabilimento di Larino (di cui 138 donne), numeri che si mantengono stabili.

Nel corso dell’assemblea gli esponenti di Fruttagel hanno parlato della  “tempesta perfetta” che si è abbattuta sull’economia e sui consumi – formata dalla guerra in Ucraina che ha aumentato i prezzi dell’energia e delle materie prime, e l’aumento dell’inflazione, che si sono aggiunti al cambiamento climatico ormai in corso negli ultimi anni. Queste problematiche hanno portato i consumatori italiani a contrarre i propri consumi riducendo l’acquisto di prodotti considerati meno indispensabili. Tuttavia, segmenti come le bevande vegetali e le verdure surgelate hanno mostrato una crescita sostenuta, indicando una tendenza verso scelte alimentari percepite come più salutari e sostenibili. Il mercato mostra infatti evidenti andamenti che premiano il segmento “senza zuccheri aggiunti”, “zero zuccheri aggiunti”, “free from”, “rich from”, così come le bevande vegetali e il “bio” in generale.

«I numeri che portiamo all’assemblea – ha dichiarato Stanislao Giuseppe Fabbrino, presidente Fruttagel – sono positivi e di questo ringraziamo tutti i lavoratori perché ciascuno è responsabile di quei risultati. Gli indici sono in crescita, l’azienda è in salute e nel 2024 è accaduto un importante cambio nel capitale dell’azienda: Deco Industrie ha acquisito le quote di Coind e questo ci lega e ci avvicina ancora di più. Con questa energia, questi numeri e questo spirito, credo che possiamo affrontare con grande serenità i prossimi 30 anni».

«Nonostante le difficoltà esterne – dichiara Paolo Cristofori, direttore generale – Fruttagel rimane solida pur asciugando la marginalità. Il futuro ci impensierisce: i clienti ci chiedono di abbassare i prezzi mentre le materie prime e l’energia continuano ad aumentare. Dobbiamo essere più efficienti, prestare massima attenzione ai costi e investire integrando gli elementi di sostenibilità ambientale nel nostro business».

Due colpi in gioielleria da 45mila euro: il “palo” era sulla sedia a rotelle

I furti a Punta Marina e Cervia in aprile, facendo un buco nella vetrina. Indagate due persone

Controlli Carabinieri

È stato sufficiente praticare un foro nella vetrina – con una fresa circolare di tipo professionale – per arraffare gioielli e monili vari per un bottino complessivo da 45mila euro.

Sono stati però individuati e poi denunciati i due ladri che hanno preso di mira, nel mese di aprile scorso, dapprima una gioielleria in pieno centro a Cervia e poi in un’altra di Punta Marina Terme. In entrambi i casi, l’allarme non era scattato e i due furti sono stati scoperti dai rispettivi titolari alla riapertura del negozio dai rispettivi titolari.

In particolare, a Punta Marina, nella notte tra giovedì e venerdì 18 aprile, sono stati rubati anelli, bracciali, catenine e orecchini dalla mensola centrale in esposizione alla gioielleria “Merendi”. Gli investigatori hanno potuto constatare che, una volta praticato il grosso foro, i ladri erano riusciti ad afferrare i preziosi presenti in vetrina, non prima di aver spostato, con l’aiuto di un bastone telescopico, le telecamere presenti fuori dal negozio. Sempre grazie all’analisi dei filmati, i militari sono riusciti a verificare che il furto era stato consumato in poco tempo, verso le quattro del mattino da due ladri, entrambi travisati da sciarpe e cappellini, uno dei quali, “il palo”, nei paraggi della gioielleria, su una carrozzina tipo handbike elettrica. Dopo il colpo, i responsabili si sono allontanati a bordo di un’utilitaria.

Grazie allo scambio operativo di informazioni tra i vari reparti dei carabinieri, i militari di Marina di Ravenna hanno poi accertato che la stessa coppia di malviventi, sempre praticando un grosso foro sulla vetrina, aveva già messo a segno un colpo analogo durante la notte tra il 7 e l’8 aprile ai danni del negozio situato in pieno centro a Cervia, arraffando orecchini ed anelli con diamanti presenti in vetrina (per un valore di circa ventimila euro).

Informata la procura, è stata emessa un’adeguata misura cautelare personale a carico di entrambi gli indagati. Nel primo pomeriggio del 30 maggio, dopo averli rintracciati, i carabinieri di Marina di Ravenna hanno notificato e dato esecuzione alla misura cautelare personale dell’obbligo di dimora, con permanenza notturna in casa, a carico di un 64enne, con precedenti specifici per rati contro il patrimonio, e di un 52enne, incensurato, entrambi abitanti a Lido Adriano.

La proclamazione ufficiale in municipio: Barattoni nuovo sindaco di Ravenna

A cinque giorni dai risultati delle elezioni del 25-26 maggio che hanno visto trionfare la coalizione di centrosinistra

Barattoni sindaco fascia tricolore

A cinque giorni dagli esiti del voto (che lo hanno visto trionfare con oltre il 58 percento delle preferenze), Alessandro Barattoni è stato ufficialmente proclamato nuovo sindaco di Ravenna.

Questa mattina (31 maggio) ha ricevuto la fascia tricolore dal sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia, che l’aveva indossata temporaneamente dopo l’elezione di Michele de Pascale alla presidenza della Regione.

«Oggi – è stata la dichiarazione di Barattoni – inizia la fase in cui, punto per punto, inizieremo a porre le basi della Ravenna che avremo nei prossimi cinque anni. La fascia tricolore con il simbolo giallorosso del Comune e della Repubblica italiana è una grandissima responsabilità, che onorerò ogni giorno prendendomi cura di Ravenna. Ho fatto tesoro di questi mesi di incontri, ascolto e confronto e sono pronto a restituire la fiducia di ogni singolo voto ricevuto. Lavorando ogni giorno per combattere la disaffezione verso la politica e restituire fiducia e speranza nell’amministrazione comunale. Starò poco dietro la scrivania e più sul nostro vasto territorio, in contatto diretto con i tanti e le tante che ogni giorno si prodigano per gli altri, per chi non ha voce, impegnandomi risolvere tempestivamente questioni della vita quotidiana, senza però dimenticare di guardare al domani. Mai solo, e nel modo più concreto e coraggioso possibile, senza lasciare indietro nessuno. Nell’interesse unico di Ravenna, delle e dei ravennati, di oggi, ma soprattutto di domani».

Nuovi Cavalieri del Lavoro, c’è anche un’imprenditrice faentina

Si tratta di Luisa Quadalti Senzani, presidente dell’azienda Senzani Brevetti

Luisa Quadalti Senzani

C’è anche un’imprenditrice della provincia di Ravenna tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro nominati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Si tratta della 70enne Luisa Quadalti Senzani, presidente dal 2000 di Senzani Brevetti, azienda fondata dal nonno (anche lui nominato Cavaliere in passato) nel 1953 attiva nella progettazione e produzione di macchinari automatici e tecnologie per l’imballaggio destinati a molteplici settori, tra cui l’alimentare, il chimico e il tabacco. Ne ha guidato la crescita attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, arrivando a detenere oltre 40 brevetti.

L’azienda ha installato più di duemila soluzioni nel mondo per multinazionali quali Nestlè, Barilla, Procter & Gamble, Philip Morris e Unilever. La produzione è sviluppata interamente nello stabilimento di Faenza. L’export è pari al 90%. Occupa 100 dipendenti.

I Cavalieri del Lavoro sono imprenditori insigniti dell’Ordine al “Merito del Lavoro” dal Presidente della Repubblica per essersi distinti nei cinque settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’attività creditizia e assicurativa. L’onorificenza cumula i requisiti imprenditoriali e manageriali con quelli civili e sociali, indicando come “motivo di particolare benemerenza” quello di “aver operato per l’elevazione economica e sociale dei lavoratori”.

Tre appuntamenti tra musica e diritti per promuovere il “Sì” ai referendum

Tra Marina, Faenza e Ravenna. Organizza la Cgil

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Davide Shorty

Ultimi giorni di campagna elettorale sui cinque referendum in programma l’8 e 9 giugno. La Cgil continua a promuovere il voto per cinque “Sì”, con l’obiettivo «di rafforzare diritti, dignità e un mondo del lavoro più protetto, dignitoso, stabile e sicuro per tutte e tutti».

I tre appuntamenti conclusivi saranno scanditi dalla musica e dai diritti. Martedì 3 giugno è in programma, dalle 19,30 al bagno Finisterre di Marina di Ravenna, “Beat per il cambiamento”: freestyle, parole e live per una serata di musica e partecipazione. Dalle 19,30 Cypher – sessione di rap collettiva con y0, Divisier, Gio Pera, Foresto, Eden, Jacum, Clave, Paco, Albino. Alle 20,30 “parliamo del Referendum! con Bebo Guidetti e Francesco Zani. Per l’occasione Guidetti presenterà il suo libro “Con rabbia e con amore”. Dalle 21,30 Solo Live di Davide Shorty che presenta il nuovo album “Nuova Forma”. In collaborazione con Cisim e Incontrarci di Marina di Ravenna.

Il 4 giugno, al parco Liverani di Faenza, alle 20,30, è in programma l’iniziativa “Note per 5 Sì. Musica e diritti al parco”. Tra un brano e l’altro spazio all’approfondimento con la musica dal vivo di Artistation Big Band. Ingresso gratuito.

Venerdì 6 giugno, alle 17, a Ravenna, nell’area ristoro del Parco Teodorico, ingresso da via Pomposa, si terrà “Rock’n Referendum”, una serata di musica, parole e paella. Si partirà alle 17 con la mostra fotografica “I Grant you Refuge”, per proseguire con le letture a cura dello Spazio A. Alle 17,30 esibiranno i Cous Cous a colazione, un mix fresco di pop, jazz e R&B con groove mediterraneo. Alle 19 si esibiranno “WelcomeFico”, suoni contaminati e vibrazioni che uniscono, e alle 21 To Be Choir, amore per la musica moderna e la voglia di cantare insieme. Alle 20 sarà servita la paella di pesce (18 euro, prenotazione entro il 5 giugno al 342 0781133).

Info: https://bit.ly/iniziativereferendum

È morto sei giorno dopo in ospedale l’anziano investito da un’auto pirata

Era uno storico dell’economia di fama internazionale. Alla guida dell’auto un 90enne individuato poco dopo

Auto Pirata Milano Marittima 24 Maggio

È morto in ospedale sei giorni dopo l’incidente, l’87enne travolto sabato scorso a Milano Marittima da un’auto pirata (l’automobilista è poi stato successivamente individuato).

Si tratta di Marzio Achille Romani, storico dell’economia di fama internazionale ed ex direttore dell’Istituto di Storia economica dell’Università Bocconi.

La notizia è riportata sui due quotidiani in edicola oggi (31 maggio).

L’anziano era solito trascorrere qualche giorno di vacanza a Milano Marittima. È stato investito nella mattinata di sabato scorso, 24 maggio, mentre attraversava la strada per raggiungere l’edicola fra via 2 Giugno e la Prima Traversa. Le sue condizioni sono parse fin da subito molto gravi. L’uomo è morto ieri al Bufalini di Cesena.

Il conducente dell’auto è risultato essere un novantenne, medico di base in pensione, indagato per omissione di soccorso, fuga e ora omicidio stradale.

Turista uccisa, il 54enne alla guida della ruspa è risultato positivo alla cocaina

Interrogato dalla procura, ha dichiarato di essersi sentito autorizzato a fare quei lavori in spiaggia

Ruspa Accertamenti

Il 54enne di Montaletto che ha travolto con una ruspa e ucciso una turista sulla spiaggia di Pinarella è risultato positivo alla cocaina. La notizia è riportata dal Corriere Romagna in edicola oggi, 31 maggio, all’indomani dell’interrogatorio. L’uomo era risultato positivo alla cocaina anche nel 2022, quando alla guida di un furgone aveva ucciso l’83enne Giuseppe Quercioli (finendo poi arrestato).

Come sottolinea sempre il Corriere, gli esami accertano la presenza di stupefacenti nel sangue dell’indagato, ma non necessariamente sono indice di un’assunzione avvenuta a ridosso dell’incidente.

L’indagato, Lerry Gnoli – citiamo invece un’agenzia dell’Ansa -, in tribunale (interrogato per quasi quattro ore) ha spiegato di essersi sentito autorizzato a fare quei lavori in spiaggia. E, abilitazioni alla mano, di potere guidare quel tipo di mezzo sebbene con patente revocata (per quell’incidente del 2022).

Davanti alle domande del Pm Lucrezia Ciriello e alla presenza del suo avvocato Vittorio Manes, il 54enne ha ammesso la contestazione (omicidio colposo, a piede libero) e si è detto annichilito per quanto accaduto e desideroso di scusarsi con i familiari della defunta (la 66enne vicentina Elisa Spadavecchia, insegnante in pensione), della quale proprio ieri (30 maggio) a Creazzo (Vicenza) si sono celebrati i funerali. Ma ha detto che da 36 anni fa quel lavoro e che tutti in spiaggia lo vedevano manovrare senza che nessuno gli avesse mai detto nulla. Ha negato di essere stato ingaggiato in nero dal titolare di uno stabilimento o di avere agito di sua iniziativa.

Ha inoltre negato di trovarsi sotto l’effetto di alcol e stupefacenti.

In 3mila da tutta Italia per cantare diretti da Riccardo Muti al Pala De André

Nel segno di Verdi, domenica 1 e lunedì 2 giugno il viaggio dell’Amicizia “arriva” a Ravenna

Muti Mirandola ©MaurizioMontanariIMG 0220

“Cantare amantis est” è fra gli appuntamenti più attesi dell’intero cartellone di Ravenna Festival 2025, un evento unico, irripetibile: Riccardo Muti ha chiamato a raccolta tutte le voci del Paese, cori e coristi professionisti e amatoriali, principianti ed esperti, di qualsiasi età e tessitura, e li riunisce in un unico grande coro dando vita un’esperienza di comunità musicale di altissimo valore simbolico. E di straordinario valore musicale: perché domenica 1 giugno (dalle 15 alle 20) e lunedì 2 giugno (dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30), nel grande spazio del Pala De André le oltre 3.000 voci che da tutta Italia hanno risposto all’appello prenderanno parte a lunghe sessioni di prova dirette proprio da Muti. Una sorta di preziosa masterclass, aperta al pubblico, in cui studiare, approfondire e provare alcune delle più significative e celebri pagine corali di Giuseppe Verdi (l’appuntamento è stato organizzato in collaborazione con Feniarco).

Si tratta del nuovo progetto curato da Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, che si inserisce nel solco delle Vie dell’Amicizia e dei “ponti di fratellanza” tracciati nell’ultimo quarto di secolo attraverso il mondo intrecciando fedi e culture diverse, ma soprattutto richiamando alla speranza e alla pace popoli feriti da guerre e catastrofi e secolari incomprensioni: da Sarajevo a Gerusalemme, da Kiev a Mosca, fino a New York e a Teheran. In questo caso la meta del viaggio è Ravenna stessa, o meglio è la voce, l’anima, il cuore, di tutti coloro che in questa città stanno arrivando da tutto il Paese per prendervi parte, per unirsi al grande coro di pace. Il cui significato profondo è riassunto nelle parole di Sant’Agostino: “cantare amantis est”, cantare è proprio di chi ama.

Perché, come sottolinea lo stesso Riccardo Muti, «cantare e far musica insieme è l’esempio più vivo di una società che attraverso l’armonia e la bellezza tende al bene comune». È sempre Muti a spiegare: «in questo momento drammatico, in cui il mondo è una polveriera accesa, in cui le persone continuano a morire sotto le bombe, i popoli europei si chiedono se investire sulle armi mentre i terremoti fanno migliaia di vittime e distruzione, i bambini vengono privati della vita e di un futuro; in questo momento, ho voluto lanciare una Chiamata, un appello rivolto a tutte e a tutti, senza distinzione di provenienza, età, sesso, professioni, religioni».

Se le voci bianche, i bambini, siederanno in prima fila, vicini al Maestro, le altre voci, divise per sezioni (dai soprani ai bassi), saranno dislocate nelle ampie gradinate del Pala, ma ogni singolo corista potrà immergersi nell’esperienza anche attraverso grandi schermi che consentiranno di apprezzare al meglio l’espressività e gli insegnamenti di Muti. Mentre per il pubblico che non riuscirà ad accedere direttamente alla grande sala, sempre al Pala saranno allestite con schermi anche la Sala Rossa e la Sala dei Marmi.

Infine, dopo la conclusione del grande affondo corale, Cantare amantis est continua con Another Bach in the Wall: lunedì 2 giugno, alle 21 all’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Muratori”, un appuntamento a ingresso libero per inaugurare l’opera collettiva commissionata ad alcuni dei giovani partecipanti alla Chiamata alle arti lanciata nel 2024. Giada Quaglia, Sara Carfagno e Nicola Ceccherini hanno realizzato un grande “murale” restituendo nuova vita a un muro situato nel giardino dell’Istituto Comprensivo Statale “Ricci-Muratori”. Il murale è realizzato con una vernice “fotocatalitica” che ne riveste la superficie con una sorta di velo antismog, perché alla luce del sole abbatte gli agenti inquinanti e quindi “respira” come fanno gli alberi. Per la sua inaugurazione, si esibiscono altri giovani partecipanti alla Chiamata 2024: Federico Marangon, Eleonora Buscherini, Lucia Bazzi, Adele Monti.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Una nuova ambulanza per salvare le tartarughe marine nei lidi ravennati

Il centro recupero Cestha si dota di un nuovo mezzo grazie al sostegno di alcune imprese del territorio e di un progetto comunale

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Un nuovo mezzo di soccorso dedicato alla fauna marina si aggirerà nei lidi del Ravennate e nei territori a nord, grazie alla nuova dotazione del centro ricerche e tutela della fauna marina Cestha. L’ambulanza, unica nel suo genere, è stata progettata e attrezzata per garantire il massimo comfort e sicurezza durante il trasporto di tartarughe marine in difficoltà, provenienti da spiagge, porti o pescherecci.

Questo nuovo strumento consentirà al team Cestha di intervenire in modo più rapido ed efficiente, migliorando le possibilità di recupero per animali spesso vittime di catture accidentali, collisioni con imbarcazioni o debilitate in spiaggia. L’innovativo mezzo rappresenta un traguardo fondamentale per migliorare le operazioni di soccorso, cura e reintroduzione in natura di questi esemplari, contribuendo in maniera concreta alla protezione della biodiversità marina.

«L’acquisto di questa ambulanza è un sogno che si realizza per il nostro centro e per tutti coloro che si impegnano ogni giorno nella protezione delle tartarughe marine – ha dichiarato Sara Segati, responsabile scientifica del centro -. Ringraziamo di cuore i nostri sostenitori, senza i quali questo progetto non sarebbe stato possibile. Questa ambulanza ci consentirà di salvare un numero ancora maggiore di animali e di sensibilizzare ulteriormente il pubblico sull’importanza di preservare gli ecosistemi marini».

Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo di Cooperativa Spiagge di Ravenna, Pet Village Srl e Finisterre Beach, mentre l’allestimento e le dotazioni sono stati supportati da Safari Ravenna e da Sapir tramite il progetto promosso dal Comune di Ravenna “Adotta un progetto sociale, diventa un’azienda solidale 2024”.

Pd e Avs organizzano pullman per la manifestazione nazionale per Gaza

L’iniziativa si terrà sabato 7 giugno a Roma

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Sabato 7 giugno, Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra della provincia di Ravenna si uniranno alla manifestazione nazionale per la pace in Palestina “In piazza per Gaza. Basta complicità”, convocata a Roma.

«Un’iniziativa – fanno sapere dal Partito Democratico e da Alleanza Verdi Sinistra – che arriva dopo la presentazione in Parlamento della mozione unitaria con un impegno deciso per la pace e la giustizia in Medio Oriente e per riaccendere i fari su Gaza dove la catastrofe umanitaria in corso non può più essere ignorata».

I pullman da Ravenna partiranno sabato 7 giugno alle ore 6, con fermata anche a Lugo o Faenza. Per prenotarsi e richiedere ulteriori informazioni è possibile scrivere a organizzazione@pdravenna.it o chiamare lo 0544.281611.

Motocross: inaugurato da Abodi il Centro Tecnico Federale e lo 04 Park Monte Coralli

L’impianto da 4 milioni di euro sarà gestito per la maggior parte dall’ex pilota della Ducati Andrea Dovizioso

La Motor Valley emiliano romagnola si arricchisce ufficialmente con un nuovo impianto a Faenza. Si sono tenute oggi le inaugurazioni del Centro Tecnico Federale della Federazione Motociclistica Italiana e dello 04 Park all’impianto Monte Coralli di Faenza. Un complesso polifunzionale per appassionati di motocross e mountain bike. L’impianto, del valore di 4 milioni di euro, è stato realizzato grazie ai fondi del Pnrr ed è stato assegnato per una gestione ventennale alla società RPM S.r.l. dell’ex pilota Ducati Andrea Dovizioso, tramite concessione del Comune di Faenza.

Lo 04 Park – Monte Coralli (che sarà utilizzate anche dalla Federazione Motociclistica Italiana) è uno spazio all’avanguardia dedicato al fuoristrada e a tutti gli appassionati di due ruote. All’ormai consolidata pista di motocross (funzionante da agosto 2023), si affianca il tracciato da enduro e la bike area – che verrà aperta nel fine settimana e che comprenderà un pump track, due sentieri di mountain bike, uno shop, il bar e ristorante del complesso. Presto sarà anche inaugurata la pista di Minicross dedicata ai più piccoli e non solo. Il centro ha visto la ripiantumazione del parco con 340 nuovi alberi, la creazione di un impianto con tecnologia led per l’illuminazione notturna delle piste,una architettura di ultima generazione con ampio uso di legno, vetro e pannelli fotovoltaici.

I presenti hanno potuto visitare le strutture osservando le caratteristiche della pista e del nuovo Centro Tecnico Federale. Quest’ultimo è composto da un ufficio, un’aula didattica ed un ricovero moto; locali che saranno utilizzati per la formazione di piloti e tecnici, per i raduni collegiali dei Talenti Azzurri e per i molteplici progetti educativi della Fmi.

La cerimonia ha coinvolto 200 persone e  si è svolta alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, del Presidente Fmi Giovanni Copioli, del titolare di Rpm Andrea Dovizioso, del sindaco di Faenza Massimo Isola e del vicesindaco Andrea Fabbri.

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani ha dichiarato: «Il Centro Tecnico Federale FMI e il crossdromo 04 Park Monte Coralli rappresentano un ulteriore e importante tassello della cosiddetta “Motor Valley” che trova nell’Emilia-Romagna la sua consacrazione. Oggi si apre un nuovo capitolo dello sport italiano e, in particolare, del motociclismo tricolore, con l’auspicio che sempre più giovani possano trovare in strutture virtuose come questa, un luogo di eccellenza non solo per gli allenamenti di chi partecipa alle competizioni, ma anche per i neofiti che possono così cimentarsi nelle prime sgommate in totale sicurezza, un luogo dove coltivare quotidianamente la passione e il sogno, offrendo opportunità anche a  chi si avvicina alle discipline della Federazione Motociclistica per il solo piacere di praticare».

L’ex pilota forlivese Andrea Dovizioso, titolare di RPM S.r.l., azienda concessionaria della gestione dell’area parco romitorio e pista Monte Coralli ha affermato: «Oggi è davvero un giorno importante per me e per tutto il gruppo di persone che con me ha creduto e lavorato intensamente su quello che, finalmente posso dirlo, è un sogno realizzato. Se la pista di motocross, primo tassello di questo progetto, è una certezza da diversi mesi, oggi inauguriamo lo 04 Park – Monte Coralli. Un complesso in cui convivono diverse anime e che, anche grazie alla fiducia e all’impegno della FMI e del Comune di Faenza, diventa realtà. Sono orgoglioso che questo luogo ora rappresenti un punto fermo per i Talenti Azzurri dell’off-road e, allo stesso tempo, il punto di partenza per i futuri portabandiera di questa disciplina. Ma sono anche felice di sapere che, a partire da oggi, lo 04 Park verrà identificato come quel luogo di aggregazione che tanto desideravo. Lo sento come un piccolo lascito alla popolazione di Faenza e a tutte le persone che verranno a trovarci».

Massimo Isola, Sindaco di Faenza ha concluso: «Parlando di sport, voglio rimarcare come questo risultato si sia potuto ottenere con un perfetto gioco di squadra in cui ognuno ha svolto un ruolo da protagonista: il Comune di Faenza con la decisione di ristrutturare l’impianto con risorse importanti, la Federazione Motociclistica Italiana pronta ad investire nel cross tramite un progetto dalla forte impronta educativa e innovativa e l’imprenditoria privata tramite l’interesse e la passione di Andrea Dovizioso. Si è trattato di un’intesa perfetta che ha consentito di raggiungere un obiettivo altrimenti impossibile da realizzare in tempi così brevi e che consente di consolidare il prestigio di Faenza nel panorama della Motor Valley».

«Siamo contro la guerra, ma dirlo non è sufficiente»

Conversazione con Luigi Dadina sul Grande teatro di Lido Adriano, che mette in scena un testo sacro dell’induismo per interrogarci sulla violenza e sul conflitto

Dall’1 all’8 giugno, nell’ambito del Ravenna Festival, il Grande teatro di Lido Adriano torna con Bhagavadgītā – Il canto del divino, progetto diretto da Luigi Dadina e Lanfranco Vicari con drammaturgia di Tahar Lamri (info a questo link).

Dadina, cos’è il Grande teatro di Lido Adriano?
«È una realtà che esiste da tre anni, ma che è nata da un’esperienza di due decenni, tra i laboratori della non-scuola del Teatro delle Albe e il Cisim. Nel 2022 abbiamo avuto l’idea di costruire un teatro comunitario, senza sapere bene dove ci avrebbe portato. La nostra fonte di ispirazione è arrivata da Buenos Aires, dove il gruppo Catalinas Sur ha messo in piedi un teatro di quartiere con attori, danzatori e musicisti di ogni età. I desideri erano due: mantenere una dimensione aperta e orizzontale, che permettesse a chiunque di partecipare, e rivolgere lo sguardo a Oriente».

Perché?
«L’orizzontalità ci ha permesso di avere un gruppo nutrito ed eterogeneo: la persona più giovane ha 4 anni, la più anziana 83. Guardare a Oriente era un impulso alla ricerca di nuovi spunti poetici, che non fossero le solite fiabe occidentali. Ma restando lontani dalle volgarizzazioni più modaiole e new age dell’Oriente, quelle fatte di yoga, incensi e campane tibetane».

Da dove proviene questo desiderio profondo di Oriente?
«Soprattutto dal suo stretto rapporto con Ravenna, di cui si è scritto tantissimo. Questa vicinanza passa dall’Adriatico: in Breviario mediterraneo, Predrag Matvejević lo definisce “mare dell’intimità” e molti lo considerano una pozzanghera, ma è la nostra porta di collegamento con Gerusalemme e Istanbul. Una porta aperta sull’approccio mistico di cui l’Oriente è ancora pregno, mentre noi occidentali l’abbiamo perso con l’illuminismo, che ha imposto la civiltà della ragione e della tecnica. Quel tipo di spiritualità – non intesa in senso religioso – è l’unica che consente una certa profondità di sguardo e di visione sul mondo, oggi più che mai necessarie. Per questo abbiamo voluto portare al pubblico un testo scomodo, che non appartiene alla nostra cultura ma che ci porta in viaggio verso un altrove».

Quest’anno mettete in scena la Bhagavadgītā, uno dei testi sacri più antichi e prestigiosi dell’induismo.
«C’è stato un processo di avvicinamento. Il primo anno ci siamo confrontati con Il verbo degli uccelli, un poema del poeta persiano Farid Ad Din Attar, vissuto nel 1200. Il secondo anno abbiamo attraversato il Panchatantra, una raccolta di favole in sanscrito risalente al 3° secolo; e quest’anno ci siamo sentiti pronti per una sfida più ardua. Il Bhagavadgītā è un dialogo tra due persone, Krishna (Dio) e Arjuna (un combattente), ma noi lo mettiamo in scena con 150 cittadini. Tutti arrivati grazie al passaparola, senza nessuna chiamata pubblica».

Di cosa parla il testo?
«È un’opera meravigliosa, ma anche complessa e urticante sin dall’inizio. Arjuna si rifiuta di fare la guerra e Dio lo costringe, invitandolo a seguire il suo dharma (destino, dovere). Questo incipit è stato subito problematico: ci sono state perplessità, rivolte e pianti; non tutti accettavano di trattare un’opera in cui Dio impone il conflitto. È un aspetto su cui si sono interrogati molti intellettuali e filosofi: alcuni hanno interpretato il Bhagavadgītā come un testo per guerrafondai, mentre altri – tra cui Gandhi – ci hanno letto l’essenza della non-violenza».

Avete trovato un equilibrio?
«Ci siamo arrivati grazie alla discussione. Ci siamo confrontati sulle difficoltà che si affrontano nella vita, sulle scelte che talvolta siamo costretti a prendere anche se non ci piacciono. Una chiave di lettura fondamentale è stata la storia della resistenza italiana: oggi celebriamo il 25 aprile, ma la liberazione è stata l’esito di una guerriglia civile, di una lotta fratricida. Quella guerra ha generato una Costituzione che afferma di ripudiare la guerra. Un paradosso simile all’incipit della Bhagavadgītā».

Quindi volete portare un messaggio contro la guerra?
«Ovviamente siamo tutti contro la guerra, ma dirlo non è sufficiente. È troppo semplice affermare di odiare la guerra e poi fregarsene dei conflitti in corso. La storia dell’umanità è costellata di guerre. La violenza e lo scontro sono un impulso umano, fanno parte di noi. È una questione irrisolvibile. Se qualcuno ci picchia, ci difendiamo nello stesso modo. Se oggi qualcuno tentasse di imporre una dittatura in Italia, cosa faremmo?».

La lotta armata?
«Probabilmente sì, ci siamo già passati. Nella Bhagavadgītā, i soldati non vogliono fare la guerra ma sono costretti. Per questo è un testo importante: affronta un problema tremendo che si perde nella notte dei tempi e ci interroga sul fatto che la guerra è dentro di noi, anche se sappiamo che è sbagliata. Perciò ogni individuo ha la responsabilità spirituale di uscire da questa condizione. È una domanda molto politica e radicale».

Come la affrontate?
«Attraverso immagini e racconti. Iniziamo con Max Penombra che dirige le onde del mare, un uomo che cerca di condurre un fenomeno naturale ingovernabile. Poi rappresentiamo noi stessi che non abbiamo mai conosciuto la guerra da vicino, ma ne ascoltiamo parlare la sera davanti alla tv, mentre ceniamo nella tranquillità delle nostre case. Ci sono racconti da tanti paesi: una ragazza ucraina che porta una visione intima del conflitto, due tunisine arrivate in barcone, alcuni africani che parlano lingue diverse e non si capiscono tra loro, un ragazzo del Ghana portato pochi giorni fa a Ravenna dalla nave ong Solidaire, che non so nemmeno come sia finito nel gruppo. Dio sarà interpretato da una masnada di bambini e Arjuna da 80 figuranti, di tutte le provenienze e le età. Siamo una “tribù profetica dalle pupille ardenti”, per dirla con Baudelaire, che si mette in viaggio e porta il pubblico nello spaesamento. Che è l’unica zona in cui possiamo ritrovarci».

Info: https://www.ravennafestival.org/events/bhagavadgita/

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