domenica
15 Marzo 2026

Buona la prima per Mandorlini: il Ravenna batte (2-0) la Juventus Next Gen nonostante due espulsioni

RAVENNA-JUVENTUS NEXT GEN 2-0
RAVENNA (3-5-2): Anacoura; Bianconi, Esposito, Solini; Corsinelli (22′ st Spini), Tenkorang (34′ st Poluzzi), Lonardi, Rossetti, Bani; Okaka (11′ st Italeng), Fischnaller (22′ st Rrapaj). A disp.: Stagni, Mandorlini, Viola, Calandrini, Castellacci, Scaringi, Sermenghi, Da Pozzo.
JUVENTUS NEXT GEN (3-5-2): Scaglia S.; Mulazzi, Gil Puche, Van Aarle (1′ st Deme); Pagnucco (35′ st Amaradio), Owusu (22′ st Licina), Faticanti, Gunduz (22′ st Macca), Puczka; Cerri, Anghelè (1′ st Guerra). All: Brambilla.
RETI: 22′ pt Fischnaller, 35′ pt Bianconi.
AMMONITI: Okaka, Italeng.
ESPULSI: 20′ st Bani, 30′ st Anacoura.
ANGOLI: 3-5.
SPETTATORI: 3.860 (di cui 2.735 abbonati).

QUI LE NOSTRE PAGELLE

Inizia con una vittoria la seconda vita in giallorosso di Andrea Mandorlini sulla panchina del Ravenna. Al Benelli finisce 2-0 contro la lanciatissima Juventus Next Gen, al termine di una partita per cuori forti, con il Ravenna che chiude addirittura in 9 uomini per le espulsioni di Bani (distratto su un taglio di Deme, qui già applaudito in serie D con la maglia del Sasso Marconi) e di Anacoura (incomprensibile il secondo giallo subìto subito dopo quello sventolato per perdita di tempo).

Una partita che al suo interno ne ha contenute almeno tre. Mandorlini sceglie un 3-5-2 piuttosto classico con la novità che è rappresentata però da due punte vere, Okaka (preferito a Italeng) e Fischnaller (riportato davanti dopo gli esperimenti da trequartista/ala con Marchionni). Viola rimarrà invece in panchina per tutta la partita.

Il primo quarto d’ora abbondante sembra un allenamento attacco contro difesa, con la Juventus Next Gen che tiene costantemente il pallino del gioco. Il Ravenna si difende quasi in apnea, senza concedere però niente di clamoroso, per poi capire pian piano come far male ai bianconeri: palla avanti, palla dietro e lancio in profondità. La difesa molto giovane della Juve (con due 2006 a comporre il pacchetto dei tre centrali) paga di inesperienza e va in clamorosa difficoltà, prendendo gol prima da Okaka (ma in fuorigioco, annullato) e poi da Fischnaller lanciato direttamente da Anacoura e poi addirittura da Bianconi, bravo a spingere in porta dopo la traversa dell’attaccante altoatesino su bel cross di Tenkorang. A inizio secondo tempo la pratica poteva essere già chiusa, ma lo stesso Tenkorang (portato da Mandorlini trequartista dietro le due punte) si divora il terzo gol.

L’espulsione di Bani complica la partita, quella di Anacoura mette letteralmente i brividi ai 4mila del Benelli, che perlomeno possono iniziare ad apprezzare il nuovo acquisto Poluzzi tra i pali. Qualche minuto di sofferenza, ma in fondo niente di così esagerato. E il Ravenna può tornare a festeggiare per i tre punti, riportandosi momentaneamente a -7 dall’Arezzo (che ha osservato il suo turno di riposo).

Nota a margine per i tifosi della Curva Mero, lasciata vuota nel settore centrale nel primo tempo come forma di protesta contro le squadre B e “il calcio moderno”. Nella ripresa il tifo è tornato, con tanto di doveroso (e apprezzato anche dal resto dello stadio) striscione di ringraziamento per Marchionni, che resterà per sempre il mister della prima Coppa Italia giallorossa.

In piazza contro il Ddl Stupri – FOTO – «Rischia di colpevolizzare le vittime»

Nella mattinata di oggi (15 febbraio) anche le piazze della provincia (nella gallery qui sopra quelle di Ravenna e Lugo) hanno ospitato esponenti di associazioni, organizzazioni sindacali e realtà femministe nell’ambito della mobilitazione nazionale contro il Ddl Bongiorno, promossa da D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Non Una Di Meno e dalla campagna No Sui Nostri Corpi.

Al centro della manifestazione, la modifica dell’articolo 609-bis del Codice penale, che sostituisce il principio del “consenso libero e attuale”, approvato all’unanimità dalla Camera lo scorso 19 novembre, con il riferimento al “dissenso”.

«Quel testo votato all’unanimità è stato modificato introducendo il dissenso al posto del consenso – ha dichiarato la presidente di Linea Rosa Alessandra Bagnara -. Un ribaltamento che non tiene conto della condizione psicologica in cui spesso si trovano le donne che subiscono violenza sessuale. Molte si congelano, si estraniano dal proprio corpo per sopravvivere. Con questa riformulazione rischiano di essere nuovamente colpevolizzate, perché non avrebbero espresso un dissenso esplicito».

Secondo le realtà promotrici, il Ddl rischia di riportare l’attenzione sul comportamento della vittima, invece che sulla responsabilità di chi agisce la violenza. In molti casi il dissenso esplicito non è concretamente esprimibile: accade quando una persona resta paralizzata dalla paura (la cosiddetta condizione di freezing), in presenza di disabilità, in condizioni di dipendenza economica o abitativa, sotto effetto di alcol o sostanze, o dentro relazioni segnate da forti squilibri di potere.

«La violenza non sempre permette di dire No ad alta voce. Per questo ribadiamo che il silenzio non è consenso», aggiunge Bagnara.

La mobilitazione proseguirà con la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma e con le iniziative previste per l’8 e 9 marzo.

Russi entra nella “Élite” del calcio a 5 italiano

Vera e propria impresa del Futsal Russi che vince il proprio girone con quattro giornate di anticipo e viene promosso matematicamente nella seconda serie del Calcio a 5 nazionale.

La vittoria per 8-2 contro Corinaldo (la 14esima su altrettanti incontri) tra le mura amiche del Pala Valli, permette infatti al Russi di festeggiare in anticipo la vittoria del girone B del campionato di A2 che porterà la piccola località della provincia di Ravenna a competere con diversi top club italiani nella A2 Élite (campionato introdotto tre anni fa, suddiviso in due gironi, con al momento un’unica altra squadra romagnola, Cesena), la seconda serie nazionale dopo il girone unico della vera e propria Serie A.

Le ultime quattro partite di campionato saranno quindi una formalità per gli arancio-neri, che saranno però impegnati anche in Coppa Italia, a partire da martedì 17 febbraio.

Lo sportello nato per “ascoltare” gli adolescenti e aiutare le loro famiglie: «Richieste in crescita»

Continuano in Bassa Romagna gli incontri del progetto “Ti ascolto” per approfondire le tematiche dell’adolescenza dedicati a famiglie, insegnanti e operatori che lavorano con i ragazzi. Si tratta di una serie di incontri atti a sensibilizzare le famiglie sulle difficoltà e le problematiche tipiche del periodo adolescenziale, nonché l’intercettazione precoce dei segnali di disagio.

Il prossimo appuntamento, in programma venerdì 20 febbraio alle 20.30 alla sala Oriani di Bagnacavallo, si intitola “Le persone oltre l’identità: parliamo di transgenerità in adolescenza e vita adulta” e sarà condotto da Francesco Cicconetti, divulgatore per la comunità transgender e autore del libro Scheletro fe . A seguire, giovedì 12 marzo alle 20.30 nell’aula magna del Polo tecnico di Lugo, ci sarà “Pensare la scuola: imparare insegnando”, a cura di Eleonora Orsi, insegnante e autrice e di Silvia Demozzi, docente l’Università di Bologna. Il ciclo si concluderà venerdì 17 aprile alle ore 20.30 al centro civico di Conselice con “Adolescenti in relazione: l’Ai ci capisce? Cosa resta della comunicazione umana nell’epoca degli algoritmi”, a cura del docente e filosofo Nicola Donti.

Gli appuntamenti tematici si affiancano allo sportello “Ti ascolto”, attivo in Bassa Romagna (al centro per le famiglie di Lugo) da quasi 5 anni e nato durante gli anni della pandemia per cercare di contrastare i primi fenomeni di ritiro sociale. «Dalla sua nascita – ci spiega in un’intervista Petra Benghi, responsabile dello sportello – il numero delle richieste è in crescita, perché nel corso del tempo abbiamo valutato di destinarlo anche a una serie di altre problematiche che si pongono in fase adolescenziale, ad esempio il rischio di abbandono scolastico. Stando alle ricerche che la nostra regione porta avanti sul territorio, emerge infatti che i ragazzi sono sempre più stressati a causa del sistema scolastico e difficilmente riescono a gestire questi stati di ansia e preoccupazione».

Lo sportello d’ascolto prevede percorsi di consulenza gratuiti per ragazzi, famiglie, adolescenti, insegnanti e operatori che lavorano con i ragazzi. «I giovani sono abituati a prendersi cura di loro stessi, grazie ai professionisti dell’ascolto presenti fin dalle scuole medie. Al contrario, nella generazione dei genitori, lo psicologo continua a essere l’ultima spiaggia. Noi ci teniamo a sottolineare – aggiunge Benghi – che lo sportello Ti ascolto è psicoeducativo: forniamo il supporto necessario per uscire da un momento buio, ma se c’è una situazione che ha bisogno di un percorso più strutturato li invitiamo a iniziare una terapia».

«Un consiglio per le famiglie? – termina Benghi, rispondendo a una nostra domanda – Partecipare alle proposte del territorio, essere informati e consapevoli, perché questo aiuta i genitori in un mestiere che nessuno insegna».

Sorpresa a Modena: la capolista Olimpia Teodora perde contro la penultima

Clamorosa sconfitta della capolista Olimpia Teodora, sconfitte 3-0 nella palestra dell’Anderlini Modena contro una squadra composta da tante giovanissime che fino a ieri (14 febbraio) aveva vinto solo 3 partite su 14 e occupava la penultima posizione nel girone B del campionato nazionale di B1.

Irriconoscibili le ravennati che solo nel secondo set danno battaglia, perdendo invece il primo e il terzo senza riuscire neppure ad arrivare a 20 punti.

Forte comunque di 13 vittorie in 15 partite fin qui disputate, l’Olimpia Teodora resta capolista solitaria, con 5 punti di vantaggio sulla quarta in classifica, che è la posizione da continuare a tenere d’occhio: saranno infatti promosse direttamente nel nuovo campionato di A3 le prime tre alla fine della stagione regolare (mancano 11 partite). Sabato prossimo (21 febbraio) le ravennati torneranno al Pala Costa per cercare un pronto riscatto contro Piacenza, settima in classifica.

ANDERLINI MODENA – OLIMPIA TEODORA 3-0 (25-19, 27-25, 25-15)
Anderlini:
Guerra 16, Sartori 5, Jakic 5, Monari Gamba 11, Rademacher 7, Penati 11, Cornelli (L).
Ne: Cervi, Mazzieri, Gollini, Rinieri, Fino, Bampi.
All. Maioli.
Olimpia: Poggi 4, Marchesano 6, Monaco 5, Boninsegna 13, Fabbri 8, Casini 8, Franzoso (L); Balducci 2.
Ne: Ratti, Bendoni, Piani.
All. Rizzi.
Note: durata set 22’, 31’, 22’. Tot. 75’.

Incendio al centro commerciale “fantasma” di Faenza – FOTO

Un incendio si è sviluppato nel pomeriggio di sabato 14 febbraio al centro commerciale “fantasma”, mai ultimato, alle porte di Faenza, “Le Perle”. La colonna di fumo nero è rimasta ben visibile a chilometri di distanza per diverso tempo.

Sul posto i vigili del fuoco, con una squadra del distaccamento di Faenza e a supporto anche mezzi provenienti da Ravenna. Le fiamme hanno interessato materiale edile e di vario genere presente all’interno della struttura.

L’incendio è stato rapidamente circoscritto ed estinto, evitando il coinvolgimento delle strutture portanti, che non hanno riportato danni. Sono attualmente in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell’evento.

Mandorlini torna sulla panchina del Ravenna dopo 28 anni: «Primo obiettivo ritrovare entusiasmo in casa»

Il Ravenna Fc presenta il suo nuovo allenatore nel giorno di San Valentino, festa degli innamorati, e in effetti tra la società che oggi è seconda in serie C e Andrea Mandorlini c’è un amore di vecchia data. Il 65enne è originario di Ravenna, iniziò a giocare nella squadra della sua città (da libero poi vinse lo scudetto 1988-89 con l’Inter) e sulla panchina giallorossa c’era già 32 anni fa. Dal 1994 al 1998, compreso quindi il sesto posto in B del 1996 che resta il miglior risultato nella storia del Ravenna, Mandorlini fu vice allenatore. «Sembra una favola», sintetizza il mister a margine della conferenza di presentazione alla stampa.

È anche una favola di affetti familiari perché il tecnico si troverà ad avere a che fare con entrambi i figli: il 42enne Davide è direttore sportivo, il 37enne Matteo è in rosa (e come curiosità mettiamoci pure che il nipote 15enne è nelle giovanili). «Ultimamente non sentivo mai Davide – scherza l’allenatore –, adesso dovremo vederci tutti i giorni. Umanamente è una bella emozione, siamo di Ravenna e tutti abbiamo avuto una storia in questa società». Affari di famiglia.

L’ingaggio arriva in sostituzione di Marco Marchionni che, con una squadra neopromossa tra i professionisti, ha vinto il titolo di campione d’inverno e ha raccolto 49 punti in 25 partite (dieci in meno della capolista Arezzo e 18 in più del Livorno che al momento è la prima esclusa dai playoff). La spiegazione dell’esonero, con le parole del ds, sta nel trend negativo cominciato con l’ultima partita di dicembre. Da allora a oggi 2 vittorie, 2 pareggi e  4 sconfitte: «In questi casi paga l’allenatore per un tentativo di dare una scossa all’ambiente e invertire l’andamento».

Il ruolino degli ultimi due mesi (8 punti in 8 partite contro i 41 delle prime 17) sembra mostrare come se qualcosa a un certo punto si fosse guastato in un giocattolo che girava bene (forse anche sopra le potenzialità reali). «Difficile dire cosa è cambiato – afferma Davide –. Sicuramente sono cresciute le aspettative e la pressione sui giocatori, ci sono stati degli infortuni lunghi e il girone di ritorno è spesso un campionato diverso. Purtroppo dispiace dover prendere decisioni anche dolorose per i rapporti umani che si creano con il tempo, ma in certi momenti serve la lucidità per andare oltre i rapporti umani. A Marchionni va il nostro in bocca al lupo e possiamo solo dire grazie per quello che ha fatto da ottobre 2024». Nello specifico, oltre al ruolino già ricordato per quest’anno, un secondo posto e una Coppa Italia di serie D.

Se per licenziare Marchionni è servito uno sforzo di lucidità per superare il lato umano, quanta lucidità servirà per analizzare l’operato del proprio padre? Il dirigente non ha dubbi: «Siamo professionisti e tutti sappiamo di essere legati ai risultati. Il lavoro è lavoro».

Domani al Benelli (fischio d’inizio alle 14.30) arriva la Juventus Next Gen: quarta in classifica a dieci punti dai giallorossi (19 collezionati nelle ultime otto partite). La missione di Andrea Mandorlini potrà poggiare su un solo allenamento diretto oggi. Del resto fino poche ore prima era ancora in Romania per completare le ultime incombenze burocratiche dopo l’esonero di ottobre dal Cluj (serie A romena): «Avevo un volo prenotato per il rientro per il 16 febbraio. Ho trovato l’ultimo biglietto disponibile per anticipare di tre giorni».

L’entusiasmo è a mille per l’allenatore, ma sa che non sarà facile: «Ho visto la squadra per un’ora e mezza. Si può fare poco, ma non era una squadra per me sconosciuta». Nei mesi scorsi l’ha vista spesso dalla tribuna e i figli sono una fonte privilegiata. Alla stampa però nessuna anticipazione su moduli e titolari: «La prima necessità è ritrovare entusiasmo, soprattutto in casa, per invertire il periodo».

Comincia un nuovo corso, l’obiettivo resta lo stesso: «Come ha detto il presidente – conclude il direttore sportivo – punteremo al primo posto per la serie B fino a quando la matematica non dirà che è impossibile (l’1 marzo scontro diretto con la capolista in Toscana, ndr). E quando questo dovesse succedere cominceremo a pensare ai playoff».

In tanti all’inaugurazione del nuovo Terminal dei fratelli Gentile

In tanti hanno preso d’assalto a Fornace Zarattini il centro Mir per l’inaugurazione del Terminal Gentile. Si tratta del cambio di gestione del Terminal, chiuso da diversi mesi, che ora prende il nome appunto dai fratelli Gentile, Nicola e Massimiliano, storici imprenditori ravennati del settore (noti in particolare per il Babaleus, in centro a Ravenna, e Le tradizioni di Nick, ad Alfonsine).

Il locale resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 del mattino alle 15, per colazioni, brunch e pranzi all’insegna della varietà (dalla pizza alla pasta fatta in casa, passando anche per il pokè), senza servizio al tavolo e senza dover pagare coperto e acqua. Il venerdì è in programma un’apertura anche dalle 17 in avanti, con la formula aperitivo.

De Pascale: «La politica lascia i problemi sulle spalle di medici, forze dell’ordine e magistrati»

«Tutta la comunità medica dell’Emilia-Romagna è profondamente scossa dall’indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Ravenna. Per quasi 9 anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell’ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna».

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna.

«In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l’autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati – prosegue il presidente -. In questo momento, l’unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese. I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario».

«Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale – sottolinea de Pascale -, il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l’idoneità all’invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale».

«Di fatto, la politica, tutta vorrei essere chiaro, non si assume le proprie responsabilità – chiude de Pascale – e lascia i problemi, umanitari, sanitari e di sicurezza, sulle spalle di medici, forze dell’ordine e magistrati».

Concessioni balneari da assegnare entro 16 mesi: Cervia è pronta per le gare, Ravenna attende

Salvo ulteriori e improbabili proroghe, mancano pochi mesi alle gare delle concessioni balneari. Mentre il Comune di Cervia pubblicherà i bandi entro maggio, quello di Ravenna è attendista. Prima di spiegare come si stanno muovendo i due municipi, occorre fare un riepilogo della situazione normativa nazionale.

Gare entro il 30 giugno 2027. O forse prima
La direttiva europea Bolkestein del 2006 impone di riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche, ma in Italia non è mai stata applicata. Dopo quattro proroghe di altrettanti governi, nel 2021 il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza perentoria: le concessioni balneari devono essere riaffidate entro il 31 dicembre 2023 e non sono più possibili ulteriori rinvii. Il governo Draghi aveva recepito questa decisione col decreto Concorrenza ma il governo Meloni, col decreto Salva-infrazioni, ha dato tempo agli enti locali fino al 30 giugno 2027 per concludere i bandi.

Il rinvio al 2027 è illegittimo, perché va contro la sentenza del Consiglio di Stato e perché la direttiva Bolkestein proibisce rinnovi automatici e generalizzati sulle concessioni balneari. Il governo non lo ha imposto, bensì ha lasciato la facoltà ai sindaci di applicarlo (andando incontro a possibili ripercussioni legali) oppure fare subito le gare (scontentando i balneari). Quasi tutti i Comuni – compresi Ravenna e Cervia – hanno scelto la prima strada, ricevendo di conseguenza una diffida dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che ha intimato di annullare la proroga e avviare subito i bandi. L’Agcm ha fatto ricorso al Tar contro gli enti che non hanno rispettato la diffida e, nei processi già arrivati a giudizio, ha sempre vinto e ottenuto la disapplicazione della proroga. Ma dati i tempi dei tribunali, di fatto si è comunque arrivati vicino al termine del 2027.

L’impasse sugli indennizzi e il “bando-tipo”
Il decreto Salva-infrazioni aveva anche stabilito che, entro il 30 marzo 2025, il ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto approvare un decreto attuativo per decidere i criteri con cui calcolare gli indennizzi economici ai concessionari che dovessero perdere le gare. Il provvedimento non ha mai visto la luce perché la Commissione Ue e il Consiglio di Stato hanno bocciato la proposta di legge del governo, in quanto gli indennizzi sarebbero in contrasto con la direttiva Bolkestein che impedisce qualsiasi forma di vantaggio per i gestori uscenti. Al contrario, nel decreto Infrastrutture licenziato lo scorso 5 febbraio il consiglio dei ministri ha deciso di adottare entro trenta giorni uno schema di bando-tipo da sottoporre alla Conferenza Stato-Regioni e far seguire a tutti i Comuni.

Sembra che sugli indennizzi il governo voglia seguire la stessa strategia adottata per la proroga: non imporli con una legge nazionale, bensì scaricare la responsabilità della scelta ai Comuni. Se li applicheranno, potrebbero andare incontro ad altri ricorsi dell’Antitrust; mentre se non lo faranno, a ricorrere saranno i balneari, come preannunciato dal loro presidente Maurizio Rustignoli.

La decisione sul bando-tipo è arrivata dopo oltre un anno di inerzia del governo sul tema, mentre la Regione Emilia-Romagna stava lavorando alle sue linee guida per i bandi. Per farlo ha avviato lo scorso ottobre un tavolo tecnico con i 14 Comuni costieri e le associazioni di categoria.
Il presidente Michele De Pascale e l’assessora al Turismo Roberta Frisoni hanno annunciato la pubblicazione delle linee guida entro la fine di febbraio e hanno criticato la mossa del governo: «Il coinvolgimento delle Regioni, sulle quali il provvedimento impatta direttamente in termini economici e occupazionali, avviene con annunci a mezzo stampa quando sarebbe meglio sedersi operativamente insieme. Non capiamo perché questo non sia possibile e dispiace che non si riesca a trovare una modalità che metta in primo piano le specificità dei singoli territori».

Riserve anche da Legacoop Romagna: «Il riscontro diventerà positivo solo se il bando-tipo contribuirà a indirizzare le evidenze pubbliche nel senso di una forte tutela del lavoro, delle microimprese familiari, del riconoscimento del valore aziendale e della professionalità, della valorizzazione dei modelli di aggregazione co- operativa e della loro attività, della continuità del servizio e qualità dell’offerta».

Cervia pubblicherà i bandi in primavera
Nel frattempo il Comune di Cervia ha deciso di avviare le gare. A mettergli fretta è stato l’Antitrust, ricorrendo contro le delibere di giunta che avevano disposto la proroga delle concessioni. Lo scorso anno il Tar Emilia-Romagna ha respinto il ricorso per motivi formali (l’Agcm non avrebbe dovuto avvalersi di un avvocato del libero foro, bensì dell’Avvocatura di Stato), ma il garante ha impugnato la sentenza in Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi il 17 febbraio.

A dicembre la giunta Missiroli ha approvato le sue linee guida dei bandi e annunciato la pubblicazione entro il prossimo 31 maggio, in modo da riassegnare le concessioni per la fine dell’autunno. Nel frattempo, in seguito alle dimissioni del sindaco è subentrato il commissario Michele Formiglio: questi deve preoccuparsi solo dell’ordinaria amministrazione e non del consenso politico dei balneari, perciò è probabile che, in caso di sentenza negativa, deciderà di anticipare i tempi. L’applicazione della Bolkestein è stata al centro di un incontro tra Formiglio e i rappresentanti delle categorie economiche cervesi, tenutosi lo scorso 5 febbraio.

Cervia metterà a bando tutte le 289 concessioni del suo litorale, di cui 216 stabilimenti balneari pubblici, 44 stabilimenti a uso privato delle colonie e altre 29 attività tra noleggi pedalò, scuole vela, il traghetto che attraversa il portocanale e il cantiere nautico De Cesari.

I partecipanti saranno valutati per l’offerta tecnica, l’esperienza professionale e l’offerta economica. Saranno privilegiati i progetti di riqualificazione delle strutture esistenti con l’utilizzo di «materiali e soluzioni innovative finalizzate al contenimento dei consumi energetici», il «miglioramento dei servizi pubblici (wc, arredo urbano, spogliatoi, docce)», l’accessibilità ai disabili e agli animali di affezione, il «prolungamento della stagione balneare con servizi offerti per tutto l’anno». Priorità a chi ha già esperienza professionale nel settore balneare, turistico e ricettivo, a chi si impegna ad assumere personale under 36 e a chi offre «in- vestimenti pubblici destinati a interventi per la valorizzazione naturale della località o per opere pubbliche funzionali alla riqualificazione dell’arenile».

Ravenna non ha date e attende le linee guida della Regione
Anche Ravenna ha ricevuto una diffida dall’Antitrust, ma il garante ha deciso di presentare ricorso al Tar in un secondo momento rispetto a Cervia, senza richiedere la sospensiva. La data dell’udienza deve essere ancora fissata, ma visti i precedenti simili in tutta Italia, l’esito del ricorso appare scontato e in ogni caso Palazzo Merlato dovrà procedere presto con i bandi, in quanto resta meno di un anno e mezzo di tempo al termine indicato dal governo Meloni per concluderli.

Nelle nove località balneari ravennati le concessioni da rinnovare sono 171, di cui 158 per stabilimenti balneari e il resto per bar, ristoranti e altre attività turistico-ricettive. Il Comune intende metterle tutte a gara, tranne un caso in cui si starebbero facendo valutazioni con l’ipotesi di non rinnovarla, ma al momento non c’è una previsione dei tempi per la pubblicazione dei bandi. Ad oggi l’ufficio comunale per il Demanio ha censito le concessioni e definito per ognuna una scheda tecnica che rappresenta una sorta di carta d’identità del titolo.

L’assessore al demanio Massimo Cameliani fa sapere che «l’amministrazione comunale ha già preparato una bozza di ipotetico bando, che andrà uniformata con le linee guida attese dalla Regione. L’obiettivo è ridurre al minimo il margine per contenziosi futuri da parte di chi perderà le gare». Secondo l’assessore, «la questione più delicata riguarda gli indennizzi per chi dovesse perdere la concessione di cui era titolare. La speranza è che arrivi il prima possibile il decreto promesso dal governo, ma se dovesse tardare, sarà il Comune a individuare la procedura».

Alex Giuzio
Andrea Alberizia

Un furgone per raccogliere sangue e plasma lungo tutta la provincia

È stata presentata questa mattina (14 febbraio) in piazza Kennedy a Ravenna “Avis Go!”, la nuova unità mobile per la raccolta di sangue e plasma di Avis provinciale.

Il mezzo, lungo quasi 11 metri e dotato di tecnologia avanzata, dalle prossime settimane si sposterà in tutta la provincia, offrendo maggiori opportunità di accesso alla donazione: prima tappa il 2 marzo a Russi, per poi fare tappa a Brisighella, Riolo Terme, San Pietro in Vincoli, Conselice e in altri comuni della provincia, secondo un programma che verrà reso noto attraverso i canali ufficiali dell’associazione e un’adeguata campagna informativa nelle sezioni comunali e nei punti di raccolta sangue. Si prevedono circa 150 uscite all’anno, finalizzate a garantire una presenza regolare e capillare nei diversi comuni del territorio, a partire da quelli più lontani dai punti di raccolta.

La nuova autoemoteca è stata progettata come un ambiente sanitario mobile a tutti gli effetti. Le superfici interne – pavimentazioni, rivestimenti e chiusure – sono realizzate con materiali idonei alle procedure di detersione e sanificazione. L’attività clinica si sviluppa in un’area dedicata alla valutazione medico sanitaria, concepita per garantire riservatezza e qualità del colloquio anamnestico, e in una zona di prelievo attrezzata con quattro poltrone da donazione, funzionali anche alla gestione degli eventi avversi (ad esempio reazioni vaso-vagali) secondo le prassi di sicurezza. Gli spazi sono completati da dotazioni per l’igiene delle mani e da soluzioni organizzative per la corretta gestione dei dispositivi e dei materiali, con attenzione alla conservazione e alla separazione dei flussi.

Sassaiola in zona stazione, i carabinieri hanno denunciato tre persone

Si è conclusa con l’identificazione e la denuncia dei responsabili l’indagine dei carabinieri relativa ai disordini avvenuti lo scorso 30 gennaio nella zona della stazione ferroviaria di Ravenna.

L’episodio aveva visto protagonisti diversi cittadini stranieri coinvolti in una violenta rissa scoppiata verso l’ora di pranzo in via Carducci. Le numerose e concitate segnalazioni giunte al 112 da parte di residenti e passanti avevano descritto un fitto lancio di sassi, nello specifico sampietrini divelti dal manto stradale.

All’arrivo dei carabinieri, i partecipanti si erano già dileguati. Le indagini si sono quindi concentrate principalmente sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, nonché sugli esiti di un sopralluogo. In base a quanto ricostruito, la sassaiola sarebbe scaturita da un conflitto presumibilmente legato all’attività di spaccio di stupefacenti. I carabinieri, analizzando minuziosamente i filmati, hanno identificato tre persone, tutti di origine straniera e senza fissa dimora, denunciato in stato di libertà alla procura. Uno di questi nei giorni scorsi è stato denunciato per spaccio, mentre un altro è stato accompagnato dai carabinieri al Cpr di Brindisi per l’espulsione.

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