lunedì
13 Aprile 2026

Una squadra di Ravenna al mondiale di pesca sportiva in Costa Rica

Il Rocksea Club a caccia di tonni, Marlin e pesci vela nell’Oceano Pacifico dal 6 al 10 aprile per sfidare i team più forti del mondo. La qualificazione grazie alla vittoria in Croazia dove pescarono un esemplare di 144 kg

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Un gruppo di ravennati contenderà il titolo mondiale di pesca sportiva. Il Rocksea Club di Marina di Ravenna parte oggi, 3 aprile, per raggiungere l’Oceano Pacifico: a Quepos, in Costa Rica, si svolgerà il Costa Offshore World Championship, uno dei tornei di pesca sportiva più prestigiosi al mondo. 

Dal 6 al 10 aprile il team ravennate sarà alla ricerca di tonni pinna gialla, grandi pesci vela e Marlin. La gara sarà “catch and release”, una pratica per la quale non si uccide il pesce pescato, ma lo si rilascia in acqua. Ogni cattura dovrà essere filmata, compreso il momento del rilascio della preda sotto gli occhi dei giudici.

L’equipaggio di Marina di Ravenna è formato da Carlo Pezzini, Vittorio Impellizzeri, Daniele Tarroni, Bernard Kulundzic, Diego Bondi, Florin Vieru Bucur. Si tratta dell’unico team italiano che si è qualificato grazie alla vittoria ottenuta nelle acque croate di Parenzo nel settembre 2024. In quell’occasione è stato pescato dai ravennati il tonno più grande, dal peso di 144 kg.

La partecipazione ai mondiali è un motivo di orgoglio e soddisfazione per un gruppo di amici uniti innanzitutto dall’amore per il mare e per la pesca che praticano settimanalmente in modo non professionistico, spinti dalla loro passione: «La nostra è una passione importante, la definirei un voto – afferma Stefano De Ruvo, uno dei protagonisti della vittoria in Croazia che però non è partito per il Costa Rica per motivi di salute –. Le tecniche le abbiamo imparate e migliorate nel tempo: abbiamo iniziato da ragazzini pescando ognuno alla propria maniera, fino a riunirci e decidere di partire per queste avventure».

Rocksea
Il team in una sessione di allenamento

Nel paese del Centro America si sfideranno le squadre vincitrici dei tornei di qualificazione provenienti da tutto il mondo. «Ci sarà un livello molto alto e la pesca sarà totalmente differente rispetto a quella che ci ha visto trionfare in Croazia – prosegue De Ruvo –. In Costa Rica la tecnica sarà a traina, mentre noi ci siamo qualificati con la tecnica a drifting. Altra cosa che influirà sarà il sorteggio delle barche e il mare, a cui noi non siamo abituati dato che ci alleniamo a pescare nell’Adriatico. A mio avviso i favoriti saranno gli equipaggi angolani, statunitensi e gli stessi costaricani».

Ambientalisti contro Omc e rigassificatore: «Ecco “come uscire dalla camera a gas”»

Al via una serie di incontri che culmineranno con la manifestazione nazionale del 12 aprile

Manifestazione Nazionale Ambientalisti Ravenna 6 Maggio

“Uscire dalla camera a gas” è il titolo che una rete di associazioni ambientaliste ha scelto per una serie di iniziative che si svolgeranno a Ravenna proprio nei giorni in cui si svolge la fiera dell’oil&gas Omc (vedi articolo a questo link), che sfoceranno il 12 aprile in una manifestazione nazionale e che è accompagnata negli stessi giorni da altre iniziative portate avanti dal mondo studentesco raccolto attorno al Collettivo Mangrovie e alla campagna universitaria End Fossil. Nel presentare l’iniziativa, un forte accento è stato posto sullo stretto legame fra le economie fossili e gli scenari di guerra sempre più drammatici, per cui, dicono gli organizzatori, «la mobilitazione per uscire dalla dittatura del fossile lavora anche in favore della pace».

Il primo incontro pubblico della kermesse ambientalista è in programma oggi, giovedi 3 aprile alle 20,30 a Ravenna in Sala Ragazzini con la presenza di Vincenzo Balzani ed Elena Gerebizza, moderati da Barbara Domenichini della Casa delle Donne. Sabato 5 aprile invece l’appuntamento è a Palazzo Corradini, in via Mariani 5, con Federico Maria Butero (Politecnico di Milano) e Margherita Venturi (Università di Bologna) con un incontro dal titolo “Quando la tecnologia ci inganna. Ccs e altre storie”, alle 15.30. Martedì 8 aprile alle 20.30 ci si sposta invece a Cervia, nella sala 25 aprile (piazza 25 aprile) con Ugo Biggeri (Univ. di Roma, Stanford University) e Simone d’Alessandro (Università di Pisa).

La rassegna prosegue poi con altri due incontri l’11 aprile e il 14 aprile e, come anticipato, con la manifestazione nazionale del 12 aprile, in concomitanza con l’avvio della operatività del rigassificatore al largo di Punta Marina. Ma il dito degli ambientalisti è ovviamente puntato anche contro l’Omc. «Un incontro di alto livello – si legge nella nota degli ambientalisti -, nel quale, come nelle precedenti edizioni, ricorreranno fino allo sfinimento espressioni come transizione ecologica, decarbonizzazione, sostenibilità, mentre si tratteranno affari copiosi, che produrranno grandi finanziamenti ancora una volta alle fonti fossili, utili soltanto ai profitti di petrolieri e colossi del mondo dell’estrattivismo metanifero. E oltre al rigassificatore, assistiamo all’avanzata senza soste dei cantieri per il gasdotto della Linea Adriatica, che sta devastando l’Appennino e le nostre campagne, sul quale le nostre istituzioni si sono ben guardate dal sollevare la benché minima obiezione. E poi c’è il progetto del Ccs, uno dei grandi imbrogli con i quali si cerca di vendere alla pubblica opinione la falsa transizione. E poi ci sono le invocazioni a riprendere e potenziare le trivellazioni ovunque, ancora una volta mentendo sulla reale utilità di queste scelte distruttive, costosissime, pericolose e drammaticamente impattanti per il futuro delle nuove generazioni. Tutto ciò quando si è appena conclusa l’annata più calda della storia e mentre i disastri climatici non danno tregua».

A organizzare la rassegna sono la rete “Per il Clima Fuori dal Fossile”, l’associazione “Energia per l’ Italia”, la rete “NoRigassNoGnl”, Legambiente Emilia Romagna, la rete “Emergenza Climatica e Ambientale Emilia Romagna” e la Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale.

Dopo 64 anni il festival internazionale di musica d’organo di San Vitale non si farà

Lo scorso settembre, la Curia arcivescovile aveva revocato alla Polifonica la concessione della basilica

Festival Organo

Non si terrà la 64esima edizione del Festival Internazionale di Musica d’Organo di San Vitale. Si arresta tra le polemiche quella che viene definita dagli organizzatori come la più longeva rassegna musicale ravennate.

L’ex direttrice artistica Elena Sartori, commenta in una nota stampa: «Nessun cenno di disponibilità al confronto è arrivato da Opera di Religione e Curia Arcivescovile; nessun intervento di mediazione, di commento, di rammarico  è arrivato dagli assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia Romagna, che pure il Festival hanno promosso e finanziato».

Non è servita la raccolta firme lanciata dall’Associazione Polifonica per riottenere l’accesso alla Basilica di San Vitale e proseguire così il tradizionale Festival Internazionale di Musica d’Organo che nel 2025 sarebbe arrivato alla 64° edizione.

I motivi della rottura tra le parti sono culminati nel settembre 2024 nella revoca da parte della Curia arcivescovile della concessione della Basilica per l’organizzazione, e la conseguente realizzazione, dello storico festival ravennate. Alla richiesta di potere spostare in Duomo la rassegna, sarebbe arrivato un ulteriore no.

Non sono nemmeno servite le dimissioni della direttrice artistica Elena Sartori (mai rimpiazzata), avvenute nel gennaio 2025 con l’obiettivo di favorire  la ripresa di un dialogo tra la Curia e la Polifonica. «Si chiude un pezzo importantissimo della storia culturale della città di Ravenna – commenta la Polifonica -. Un Festival che ha saputo incantare, servire da modello ispiratore e richiamare a Ravenna innumerevoli turisti per 63 anni,  promuovendo la carriera di  decine di giovani musicisti poi divenuti famosi nel mondo. Particolare rammarico esprimiamo per le modalità con cui si è consumato questo finale, ovvero nella totale mancanza di dialogo e di confronto democratico, bensì con un inspiegato gesto d’imperio e di forza».

Arriva anche in provincia di Ravenna il “programma punti” di Satispay

Con l’introduzione delle commissioni per i commercianti, il servizio di pagamenti elettronici annuncia nuovi sconti

Satispay Instore Cassa

Arriva anche in provincia di Ravenna il programma punti di Satispay, il popolare servizio di pagamenti elettronici via smartphone, dopo quelli che vengono definiti come «ottimi risultati» nelle aree test in provincia di Cremona e Vicenza. Il programma – che verrà rilasciato gratuitamente agli utenti nelle prossime settimane – è stato progettato per incentivare gli acquisti nei negozi aderenti e sostenere le economie dei territori. In sostanza, verrà premiato ogni acquisto pagato con Satispay con dei Punti che potranno essere trasformati in sconti, finanziati da Satispay e utilizzabili in tutti gli esercizi commerciali convenzionati.

«Si tratta del più vantaggioso programma di loyalty in Italia per rete e tipologia di accettazione – sottolineano dal gruppo -, che coinvolge centinaia di migliaia di attività indipendenti oltre ai pagamenti di bollettini, ricariche telefoniche e gift card. L’iniziativa è infatti pensata per portare un grande vantaggio anche al commercio locale: un modello di promozione finanziato da Satispay, che genera un impatto positivo sul territorio, senza alcun costo per i commercianti».

L’annuncio arriva a pochi giorni dall’introduzione (dal 7 aprile) di una commissione dell’1 per cento ai pagamenti nei negozi fisici anche sulle somme inferiori ai 10 euro, a carico degli esercenti. «In occasione della recente revisione del pricing avevamo anticipato che la scelta era stata pensata anche per riversare ulteriore valore sulla nostra community e rete di commercianti – commenta Alberto Dalmasso, co-founder e Ceo di Satispay -. Con il programma Punti Satispay manteniamo fede alla promessa e stimiamo di re-investire oltre 10 milioni di euro all’anno, già nei prossimi tre anni, a supporto del potere di acquisto dei consumatori e generando più vendite per i piccoli commercianti».

Inaugurata la nuova sala d’attesa del Cmp di Ravenna

La riqualifica è stata finanziata con i fondi del Pnrr, mentre la Banca di Credito Cooperativo ravennate ha donato arredi e fioriere

Foto Inaugurazione Sala Attesa CMP

Il Cmp di Ravenna inaugura la sua nuova sala d’attesa, completamente riqualificata e ristrutturata grazie ai fondi del Pnrr. La progettazione è stata affidata all’architetto Luca Amadesi, dell’Ufficio Tecnico di Ausl Romagna, e il risultato finale è stato reso possibile anche grazie al generoso contributo della Bcc ravennate forlivese e imolese che ha permesso l’ammodernamento attraverso nuovi arredi dell’intero spazio, migliorando significativamente l’esperienza di attesa per i pazienti.

«La nuova sala d’attesa rappresenta un passo importante nel processo di modernizzazione e miglioramento dei servizi sanitari offerti alla cittadinanza» commentano dal distretto sanitario di Ravenna. L’intervento, infatti, ha avuto l’obiettivo di creare un ambiente accogliente e funzionale, in grado di rispondere alle esigenze di comfort e sicurezza degli utenti. All’inaugurazione, svoltasi oggi (mercoledì 2 marzo) erano presenti i rappresentanti di Ausl Romagna e della Banca di Credito Cooperativo.

«La collaborazione tra il settore pubblico e privato si conferma nuovamente un modello efficace per la realizzazione di interventi a beneficio di tutti i cittadini – concludono dall’Ausl – Il progetto dimostra l’impegno del distretto nel promuovere l’innovazione e migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari per la comunità del territorio. L’inaugurazione è stata quindi un’opportunità per presentare il risultato di un lavoro di squadra che ha visto, ancora una volta, la collaborazione tra enti pubblici e privati». 

Perde il controllo dell’auto a causa di un malore e finisce contro un albero

Tragedia sfiorata in via Bellucci, dove un trentenne avrebbe attraversato due strade e una pista ciclabile privo di conoscenza prima di finire la sua corsa nel giardino di un’abitazione privata

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L’incidente è avvenuto intorno alle 15 di oggi, quando un trentenne al volante di una Volkswagen Polo avrebbe perso il controllo dell’auto a causa da un malore improvviso. L’uomo stava transitando su via De Sanctis quando ha iniziato a sbandare, attraversando privo di coscienza due strade (via destra Canale Molinetto e via Bellucci), superando anche l’isola spartitraffico e la vicina pista ciclabile per poi finire a schiantarsi contro un albero nel cortile di un’abitazione. Fortunatamente, non c’erano pedoni, ciclisti o altri veicoli lungo la traiettoria e non ci sono terze parti coinvolte nel sinistro. L’auto si sarebbe infine scontrata con l’albero a velocità moderata, richiedendo comunque l’intervento dei sanitari del 118 con auto medica. Una volta stabilizzato, il giovane è stato trasportato al Bufalini di Cesena con codice di media gravità. Sul posto anche vigili del fuoco e agenti della polizia locale.

Infortunio durante il lavoro nei campi: agricoltore rischia l’amputazione di un arto

L’incidente è avvenuto nelle campagne di Santa Maria in Fabriago. L’uomo si trova al Bufalini, ricoverato con un grave trauma cranico e profonde ferite al braccio

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L’incidente è avvenuto intorno alle 12.30 di oggi, mercoledì 2 aprile, quando durante il quotidiano lavoro sui campi un agricoltore sessantenne di Santa Maria in Fabriago (Lugo) è rimasto gravemente ferito da un attrezzo collegato al suo trattore.

Le dinamiche dell’infortunio non sono chiare, sembra infatti che l’uomo si trovasse alla guida del proprio mezzo, accessoriato di tagliola, quando è dovuto scendere per fare manutenzione al pezzo. Improvvisamente il dispositivo si sarebbe rimesso in funzione, ferendo gravemente il braccio dell’agricoltore e portandolo a sbattere la testa contro lo stesso attrezzo. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 che, dopo i primi accertamenti, hanno valutato un grave trauma cranico e la concreta possibilità di amputazione parziale dell’arto. L’uomo è stato poi trasportato d’urgenza al Trauma Center dell’ospedale Bufalini di Cesena con elisoccorso.

Gli ultimi accertamenti sul luogo degli incidente sono stati svolti dai militari della compagnia San Lorenzo di Lugo e dei tecnici della medicina del lavoro.

Il Csi non commenta le accuse di condotta violenta contro la squadra dei poliziotti

Il presidente ravennate del Centro sportivo italiano non vuole influenzare le decisioni del giudice sportivo. Il Punta Marina denuncia «provocazioni, intimidazioni e atteggiamenti arroganti» da parte dei giocatori della Siulp Calcio 2022

Pexels Fabtruji 54567I vertici del comitato ravennate del Centro sportivo italiano (Csi), ente senza fini di lucro per la promozione sportiva e sociale, scelgono di non commentare la denuncia pubblica fatta dalla dirigenza del Punta Marina Amatori, squadra partecipante al campionato Csi di calcio 11, che accusa di condotta violenta la squadra Siulp Calcio 2022, nota anche come “Policesportiva nel Cuore”, organizzata dalla sezione ravennate del Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia. La rosa è composta anche da appartenenti alle forze dell’ordine.

Al centro di tutto i fatti accaduti a Punta Marina il 31 marzo durante e dopo la partita del campionato di calcio amatoriale tra le due squadre. La dirigenza del Punta Marina, in un post pubblicato su Instagram, ha criticato la condotta degli avversari: «Provocazioni, intimidazioni e atteggiamenti arroganti che nulla hanno a che vedere con il rispetto e la correttezza che dovrebbero caratterizzare una competizione sportiva. Dopo il triplice fischio vetri in frantumi per un’esultanza fuori controllo, spogliatoi lasciati in condizioni indecenti, una totale mancanza di rispetto verso tutti, avversari e organizzazione compresi».

Il Csi è l’organizzatore della competizione. Il presidente provinciale del Csi è Alessandro Bondi, da sempre figura di riferimento nel mondo del volontariato locale, che sceglie di non fare dichiarazioni per non influenzare le eventuali decisioni che verranno prese dal giudice sportivo.

Intanto, tra i commenti al post del Punta Marina, con l’attacco alla Policesportiva, ne è comparso uno firmato dal profilo dei Melardot, altra squadra dello stesso campionato: «Purtroppo è capitato anche a noi nella gara di andata. Stesso copione. Molto grave».

In attesa di eventuali decisioni del giudice sportivo, da segnalare un dettaglio di cronaca: la squadra del Siulp è ora al secondo posto del campionato, ma occupa l’ultima posizione nella classifica della coppa disciplina che tiene conto di ammonizioni, espulsioni e squalifiche incassate dai tesserati delle varie squadre. Al primo posto i Melardot.

Ordine pubblico, chiuso per 15 giorni il bar sotto i portici di piazza Caduti

La decisione del questore dopo una serie di controlli e una violenta rissa

Il Methiu’s Caffè di piazza Caduti, in centro a Ravenna, è stato chiuso per 15 giorni dal questore, sulla base dell’ormai noto articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Sarebbero infatti venuti meno, nelle ultime settimane, «l’ordine e la sicurezza pubblica». Nel corso di svariati controlli effettuati da polizia di Stato e polizia locale di Ravenna, «in più occasioni all’interno dell’esercizio sono state identificate persone pregiudicate», si legge in una nota della polizia.

L’episodio più grave, una violenta rissa, sedata solo grazie all’intervento di sei pattuglie.

Milano Marittima punta sul “turismo emozionale”: in arrivo una torre panoramica

L’idea nasce dopo il successo della ruota installata a Cervia nel periodo festivo. Aperto il bando per aggiudicarsi la gestione

Milano Marittima

Milano Marittima punta sul “turismo emozionale”, con l’installazione di una nuova torre panoramica in piazzale Forlì, nei pressi dell’Ex Garage Europa. Secondo quanto riportato sull’edizione di oggi del Corriere di Romagna il Comune di Cervia avrebbe infatti promosso una gara per i servizi di trasporto, montaggio e smontaggio dell’impianto, con una base d’asta di 11.500 euro e una prospettiva di offerta al ribasso. Chi vince, potrà gestire l’attrazione nel corso della stagione.

L’idea nasce dopo il successo della ruota panoramica installata nei pressi dei Magazzini del Sale nel periodo natalizio, dando questa volta la possibilità di ammirare (dal primo giugno al 28 settembre) il panorama dei lidi a est, le città costiere a nord e a sud, la pineta e il profilo degli Appennini a ovest.

L’iniziativa è di carattere temporaneo, con un eventuale rinnovo nel 2026, e nasce nel tentativo di rilanciare Milano Marittima allontanandola dalla “movida”, con nuovi investimenti e attrazioni a misura di famiglia. Tra le novità in calendario anche la riqualifica dell’intera area dell’ex Garage Europa, nei pressi dell’installazione della nuova torre, un investimento pubblico-privato da 8,5 milioni (5,5 dal bando, 3 a carico del privato che si aggiudicherà la gara).

Nuova gestione per l’Orangerie, la concessione a due imprese di moda e rigenerazione

I primi eventi (nell’area esterna) sono in programma per la primavera. La struttura ospiterà le sedi direzionali delle aziende, due showroom e un’area dedicata a incontri e laboratori. Si cerca un partner per il bar

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Si apre un nuovo capitolo per l’Orangerie, la struttura riqualificata più di un anno fa grazie all’intervento di rigenerazione urbana nell’Area della Darsena di città. Accantonata l’idea originale della serra-giardino, i nuovi concessionari sono due imprenditori specializzati in rigenerazione nei settori di moda e design: “Regenesi” (azienda che dal 2008 si dedica al recupero di materiali di post-consumo trasformandoli in oggetti e accessori moda) e “Lamone”  (realtà specializzata nella gestione di progetti di sviluppo delle risorse umane con un focus sulla creazione di valore condiviso e ad impatto positivo).

La nuova identità dell’Orangerie guarda quindi in questa direzione, e gli spazi ospiteranno uno show room con laboratorio artigianale e tecnologico di upcycling e direzione di Regenesi, uno show room delle tecnologie di recycling e gli uffici di RegensTech, gli uffici della sede direzionale di Lamone, una piccola “Agorà” per eventi dedicati ad arte, creatività, moda e design circolari, con apertura a cittadini e studenti interessati ai temi della rigenerazione. Verrà poi implementato un servizio di piccola ristorazione, e si è attualmente alla ricerca di una realtà partner a cui affidare la gestione.

La nuova gestione comunica l’avvio delle prime iniziative aperte al pubblico già durante la primavera, nella zona esterna della struttura.

La Fondazione Luce’ dona all’ospedale un apparecchio per trattare il dolore cronico 

Il reparto di Terapia Antalgica dispone ora di un macchinario di ultima generazione per la “Scrambler Therapy”

Donazione Fondazione Lucè

La Scrambler Therapy è una terapia innovativa che viene utilizzata per trattare il dolore cronico, specialmente quello neuropatico, ovvero causato da danni al sistema nervoso. La terapia si basa sull’uso di un dispositivo che invia segnali elettrici non dolorosi attraverso la pelle, con l’obiettivo di “disturbare” i segnali del dolore che il corpo sta inviando al cervello. Grazie alla donazione di Fondazione Luce’, anche il reparto di Terapia Antalgica Romagna del Santa Maria delle Croci dispone ora di un macchinario di ultima generazione per la Scrambler Therapy. Tra gli usi più comuni del dispositivo c’è il trattamento di dolore neuropatico (come la nevralgia post-erpetica o la neuropatia diabetica), Dolore post-operatorio o post-traumatico ma anche fibromialgia e dolori muscolari e articolari cronici. La terapia di solito richiede più sedute (tipicamente da 10 a 20 sessioni), a seconda della gravità del dolore e della risposta del paziente.

La cerimonia di ringraziamento di lunedì 31 marzo erano presenti Massimo Innamorato, direttore dell’U.O. di Terapia Antalgica Romagna, Umberto Carioli, medico della Direzione di presidio, Laura Ruocco, presidente della Fondazione Luce’, e Atos Bagnoli, vicepresidente. Non si tratta del primo gesto di solidarietà della fondazione nei confronti dell’ospedale: ricordiamo, tra gli altri, l’implementazione del servizio di pronta disponibilità infermieristica per i pazienti in assistenza domiciliare e l’ecotomografo donato al centro di prevenzione senologica.

«Ci sono eventi nella vita che, seppur drammatici, ti regalano la possibilità di vedere il mondo con altre lenti e di sentirti responsabile nel mettere a servizio degli altri l’utilità nata dall’esperienza vissuta – ha dichiarato la presidente Laura Ruocco, che continua: questi siamo noi, la Fondazione Luce’ che, facendo tesoro dell’esperienza vissuta da Lucia Bagnoli, una giovane donna di 40 anni morta per un tumore al seno, si adopera per migliorare la qualità della vita dei malati di cancro. La Scrambler Therapy rientra in uno dei nostri progetti e il suo spostamento da villa Adalgisa all’U.O. Terapia antalgica di Ravenna è proprio la dimostrazione della sua efficacia e della volontà di metterla a disposizione di più cittadini possibili. Fare la nostra parte: questo è il senso, rafforzato dall’importanza di un dialogo storico e costante con la struttura pubblica e con l’impegno di lavorare insieme nell’interesse dei pazienti».

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