domenica
15 Marzo 2026

Oltre 1.300 nuovi iscritti al campus di Ravenna: il 2,2 percento in più dell’anno precedente

Sono 26.818 le nuove immatricolazioni all’Università di Bologna per l’anno accademico 2025/2026, un numero che conferma la tendenza dello scorso anno. Di queste, 1.326 si registrano all’interno del campus ravennate, con un aumento del 2,2 percento (pari a 29 iscrizioni) sull’anno precedente.
Bologna conferma i numeri del 2024/2025, con 20 iscrizioni in meno su un totale di quasi 20 mila, Cesena cresce del 3,5 percento con 56 nuove iscrizioni, Forlì del 3,2 percento con 76 iscritti. Solo Rimini registra un leggero calo di iscrizioni (-6,9 percento), dovuto alla chiusura di due corsi di laurea, con 1.471 nuovi studenti contro i 1.580 dello scorso anno.

Questi i dati riportati alla stampa dal rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, che precisa però come le stime non siano definitive, in quanto soggette a scorrimenti verso corsi di laurea affini dovuti al semestre filtro di Medicina.

Il numero più positivo si registra sui flussi di studenti internazionali, che crescono del 10 percento rispetto all’anno scolastico 2024/2025 e del 53 percento se paragonati a quelli di tre anni fa. Oggi gli iscritti internazionali rappresentano oltre il 15 percento degli iscritti totali all’Università di Bologna: la maggior arriva da Cina, Iran, Camerun, Romania, Turchia, Kazakistan e Russia, ma anche da Albania, Spagna, Germania, Bulgaria, Polonia, Egitto, Francia e San Marino. Crescono le adesioni est europee e americane, mentre calano leggermente quelle orientali. Ravenna è l’unico polo universitario che registra un lieve calo degli studenti stranieri, non contando gli iscritti provvisori al corso internazionale Building Construction Engineering.

A calare del 6 percento sono invece le immatricolazioni da fuori regione, in particolare dal sud Italia. Dato già emerso dai dati dello scorso anno e dovuto probabilmente per ragioni legate al calo demografico, all’aumento del carovita alla conseguente tendenza di scegliere atenei vicini alla propria città di residenza (soprattutto nel caso di lauree triennali) e alla scarsità di alloggi e studentati in regione.

In calo anche la percentuale di iscritti che provengono da licei classici, scientifici e linguistici, mentre resta invariato il numero di immatricolazioni per diplomi tecnici, magistrali e professionali. In generale, calano del 2,3 percento le iscrizioni ai corsi triennali, mentre per quanto riguarda magistrali e lauree a ciclo unico si registrano 34 immatricolazioni in più sull’anno precedente, anche grazie alla crescita della facoltà di Medicina che registra 180 nuovi iscritti tra Ravenna e Forlì (50 in più dell’anno precedente).

Gli abbandoni agli studi tra il primo e il secondo anno calano del 2,6 percento mentre gli studenti esonerati totalmente dal pagamento dei contributi universitari scendono del 1,8 percento (oggi sono 23.877 in totale).

«Non abbiamo fatto una corsa all’aumento degli scritti – commenta il rettore -. Questi sono i numeri che Unibo può tenere e che vogliamo mantenere. Come ateneo non possiamo coprire la costruzioni di nuovi studentati, e non sarebbe comunque obiettivo dell’università farlo. Negli scorsi anni ci siamo comunque mossi in questa direzione, e verranno completati i progetti attualmente in corso a Bologna: lo studentato al Navile e il San Giuseppe Sposo».

Nell’ultimo anno, gli alloggi del multicampus sono cresciuti di 159 unità, anche grazie all’apertura degli studentati nel Ravennate e nel Forlivese, per un totale di 2.400 posti disponibili.

Nuova isola ecologica interrata di Piazza delle Erbe: le proteste di opposizione e commercianti

Sono partiti dallo scorso 2 febbraio i lavori per la realizzazione dell’isola ecologica interrata di piazza delle Erbe, a Faenza. La durata stimata del cantiere è di circa tre mesi, con un investimento di 370 mila euro per l’installazione dei 5 cassonetti per la raccolta differenziata. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino i finanziamenti provengono principalmente dalle risorse Pnrr (250mila euro) mentre i restanti 128 mila sono in carico a Hera.

La realizzazione della nuova isola ecologica è stata però al centro di diverse discussioni: Ascom-Confcommercio è stata la prima a esprimersi negativamente sul progetto, avanzando le rimostranze dei commercianti della zona (la nuova area sostituirà 4 posti auto nel parcheggio in corrispondenza dei civici 33 e 34). A fine agosto poi l’esito dei sopralluoghi archeologici della soprintendenza aveva acceso ulteriori polemiche. Nell’area di scavo sono infatti emerse pavimentazioni attribuibili a una domus romana di età imperiale, oltre ad altri reperti di età romana e strutture rinascimentali. Da qui l’ipotesi di un fermo del cantiere, smentita poi dal consiglio comunale. Il pavimento mosaicato romano, composto da “esagonette laterizie” è stato messo in sicurezza e trasferito nel deposito archeologico di Palazzo Mazzolani, mentre gli altri ritrovamenti sono stati documentati e messi in sicurezza all’interno del sito per consentire l’avanzamento dei lavori.

Infine, prima dell’avvio dei lavori è stato comunicato che il cantiere potrebbe comportare interruzioni della rete del gas nei prossimi periodi: «Tre mesi di disagi pesanti, decisi senza confronto, senza ascolto e senza rispetto per chi vive e lavora in centro», commenta Roberta Conti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. La consigliera sottolinea l’assenza di dialogo tra amministrazione, commercianti e residenti senza la discussione di ipotesi alternative.

Tra le richieste dell’opposizione faentina, anche quella di tutele e compensazioni per i commercianti: «L’isola è a pochi metri da un esercizio di somministrazione, negozi e attività – continua Conti -. eventuali rumori, odori, aumento del traffico dei mezzi di servizio potrebbe portare a una perdita di clientela, oltre che al peggioramento del decoro urbano. Il centro storico è una risorsa da proteggere, non un problema da gestire senza confronto».

Anche Ascom torna a ribadire la propria contrarietà al progetto: «Non è un intervento consono alla zona. Se emergeranno criticità per le attività ce ne ricorderemo».

La risposta di Fdi: «Nessun declassamento per Brisighella e Riolo Terme, erano già fuori dalla lista»

«Nessuna esclusione di comuni montani in provincia: Brisighella e Riolo Terme non erano classificate come “montane” neanche nelle documentazioni ufficiali del 2021». Fratelli d’Italia interviene sul presunto declassamento di Brisighella e Riolo Terme dalla lista dei comuni montani annunciato nei giorni scorsi. A seguito della pubblicazione degli elenchi ministeriali aggiornati, infatti, l’unico comune montano della provincia di Ravenna risulterebbe Casola Val Senio. Il Pd aveva condannato la scelta, definita ingiusta e penalizzante per famiglie, giovani e imprese del territorio.

«Parlare di “rimozione” è allarmistico e fuorviante – commentano la senatrice di FdI Marta Farolfi e il consigliere regionale Alberto Ferrero -. Sarebbe più corretto affermare che non hanno ottenuto la caratteristica di montanità, qualifica non raggiunta neanche con i parametri del governo precedente».

La conferenza Stato-Regioni si sarebbe chiusa con un accordo di massima che verrà discusso e ufficializzato nel corso delle prossime riunioni.

Gruppo Realco in crisi: i lavoratori del supermercato Economy in sciopero

Lavoratori e lavoratrici del supermercato Economy in via Faentina a Ravenna sono in sciopero oggi, 12 febbraio. Il personale aderisce all’iniziativa di protesta proclamata dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per i dipendenti di Realco, storica cooperativa della distribuzione con sede a Reggio Emilia con una rete complessiva di circa 120 punti vendita in Emilia-Romagna e 5 fuori regione, a insegna Sigma, Ecu ed Economy. In totale circa 1.500 lavoratori.

«Ad oggi – affermano le sigle sindacali –, le lavoratrici e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio del mese di gennaio e vivono in una condizione di totale incertezza, senza sapere se la prossima settimana avranno un ufficio in cui recarsi o una saracinesca da alzare».

Sono state le tre categorie di Cgil, Cisl e Uil a riaccendere un faro sulla situazione, dopo che circa una settimana fa il gruppo Realco, già da tempo alle prese con una pesante crisi finanziaria, ha depositato istanza di concordato preventivo al tribunale di Bologna.

«Negli ultimi mesi – sostengono Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil Emilia Romagna – nonostante le nostre continue e reiterate sollecitazioni e richieste di chiarimento, la direzione aziendale del gruppo ha continuato spudoratamente a sostenere che la continuità aziendale e, di conseguenza, quella occupazionale non fossero in discussione».

I fatti riportati dai sindacati descrivono una realtà diversa: negozi vuoti, richiesta di cassa integrazione per cessazione per l’intero perimetro aziendale (sede centrale e punti vendita a gestione diretta) e richiesta di concordato preventivo. «Non risulta essere pervenuta alcuna proposta vincolante di acquisizione da parte di grandi operatori del settore, contrariamente a quanto più volte dichiarato da portavoce aziendali, e l’unica certezza è rappresentata dal senso di responsabilità e dalla diligenza che tutte le dipendenti e tutti i dipendenti continuano a garantire anche in queste giornate estremamente difficili».

«Stiamo valutando uno sponsor per dare un nuovo nome allo stadio. Pronti a rifare il centro sportivo di Fosso Ghiaia»

«Siamo qui per rimanere, siamo di Ravenna, viviamo per il Ravenna». Tra i pochi che possono parlare anche a nome del presidente Ignazio Cipriani, Paolo Scocco – cresciuto come manager proprio nell’azienda della famiglia Cipriani, con una lunga esperienza di vita anche negli Stati Uniti – è il direttore generale della nuova società che è riuscita a far riavvicinare la città bizantina alla sua squadra di calcio, portandola nel giro di pochi mesi dal fango della serie D al titolo (per quanto platonico) di campioni d’inverno in serie C.

Amico d’infanzia dello stesso presidente, con Cipriani ha condiviso il progetto del ritorno a Ravenna. «Lo abbiamo fatto per la nostra città, con obiettivi reali. Il presidente (come noto, nipote di Raul Gardini, ndr) e noi della dirigenza siamo consapevoli di cosa la sua famiglia rappresenti in città. Siamo dei sognatori, spinti da una grande passione. E ora quei sogni stiamo cercando di metterli a terra».

Ospitiamo Scocco nella nostra redazione – alla vigilia della trasferta di Terni – per capire come procede il progetto. «Siamo pieni di entusiasmo, come il primo giorno; lo stesso entusiasmo che siamo già riusciti a trasmettere alla città e al gruppo squadra. Fuori dal campo, in questo anno e mezzo, siamo riusciti a ottenere risultati sopra le aspettative. A partire dal coinvolgimento delle realtà locali: sponsor e aziende, a spanne, direi che rispetto a prima del nostro arrivo sono quintuplicati».

«Siamo sempre più coinvolti – continua Scocco -, abbiamo lasciato i nostri rispettivi lavori per poter seguire il Ravenna al 120 percento; le ambizioni ti spingono a fare sempre di più e in particolare noi di Ravenna (il riferimento è anche al diesse Davide Mandorlini, ndr) sentiamo una responsabilità aggiuntiva. Ci teniamo a rendere la nostra gente contenta, che si appassioni sempre più al progetto. È bello vedere allo stadio bambini, famiglie o notare in giro per la città gente anche solo con il cappellino del Ravenna, piccole cose che fino a qualche anno fa potevano sembrare fantascienza».

La città si è avvicinata, ma sicuramente i margini per creare una piazza ancora più importante ci sono. «Servono tempo e lavoro. Stiamo battendo il territorio, andiamo nelle scuole per “costruire” i tifosi del domani. Cerchiamo anche di coinvolgere le società sportive di altre discipline, perché crediamo che lo sport ravennate debba restare unito. Abbiamo cercato fin da subito di rendere un’esperienza venire allo stadio, lavorando sul “percepito”: il dj, l’area hospitality, il telone in curva per dare identità, i nuovi bar, i due store di merchandising. Siamo partiti da zero ed è inevitabile che ci siano stati anche dei piccoli problemi. Ma miglioreremo; per esempio stiamo lavorando per avere in futuro un punto fisico in città, un Ravenna Store che possa unire il brand Cipriani con il marchio Nike. Ma lo faremo solo quando potremo farlo per bene. Ora abbiamo tanti progetti da seguire». In primis le strutture sportive.

Per quanto riguarda lo stadio Benelli, è il Comune a investire (con circa 1 milione di euro) nel rifacimento del manto erboso e nei tanto attesi lavori nel settore dei Distinti, che nella prossima stagione riaprirà al pubblico, quasi raddoppiando la capienza attuale dello stadio (che è di circa 5mila posti). «I lavori, sia per il campo che per i Distinti, partiranno a fine campionato, l’obiettivo è terminarli entro l’estate, anche se non è da escludere che possa essere necessario trovare un’alternativa al Benelli per le prime giornate della prossima stagione». I Distinti, come noto, verranno demoliti e ricostruiti, ricalcando grossomodo solo la parte in cemento armato (sempre scoperta, con l’utilizzo di prefabbricati) e l’aggiunta di seggiolini (presumibilmente giallorossi). Lo stadio nuovamente fruibile nel suo complesso, potrebbe essere ribattezzato sfruttando il nome di un importante sponsor, come capita sempre più spesso ad altissimi livelli. Nelle scorse settimane era circolata tra gli addetti ai lavori la suggestione della Redbull Arena… «No, non sarà quello il nome e ne approfitto per sgombrare il campo da ogni dubbio: la Redbull non entrerà in società. C’è stato un avvicinamento per una futura collaborazione, di cui non possiamo che essere orgogliosi, ma niente di più. Per quanto riguarda il nome dello stadio, ci sono trattative per trovare un partner importante, che contiamo di poter chiudere entro l’anno».

Sarà invece la stessa proprietà del club a portare avanti l’investimento (ancora non è stato possibile capire a quanto ammonta) nel centro sportivo di Fosso Ghiaia, dove verranno realizzati due nuovi campi in erba sintetica (di cui al momento il comune è clamorosamente sprovvisto, fatta eccezione per l’ormai obsoleto campo di Classe) e risistemati i due in erba naturale. Verranno realizzati anche una palestra e un ristorante, a servizio in primis dei frequentatori ma aperto a tutti. «Contiamo di partire in aprile e di terminare in dicembre, ma facendo lavori a step, in modo da essere pronti a ospitare una parte delle nostre squadre già in tempo per la nuova stagione sportiva», dice Scocco. Il nuovo centro ospiterà tutto il settore giovanile giallorosso – oggi diviso su più campi, con un aggravio di costi – e inizialmente anche la Primavera, in attesa che sia pronto quello comunale in fase di progettazione al quartiere San Giuseppe che nelle intenzioni del club giallorosso sarà destinato proprio alla formazione più grande del vivaio e alla prima squadra.

A proposito di settore giovanile, c’è chi sottolinea come il Ravenna non abbia finora puntato su giovani in prima squadra. «Abbiamo poggiato ora le basi per la ricostruzione del nostro vivaio e sappiamo che per avere i primi risultati concreti servono anni. In futuro l’obiettivo è quello di portare i nostri ragazzi in prima squadra, ma al momento siamo stati costretti a fare altre scelte. Voglio però sottolineare come la società, a differenza della stragrande maggioranza dei club di C che puntano solo su prestiti, abbia fatto operazioni a titolo definitivo, con giocatori che ora sono un patrimonio anche futuro. È la conferma di un progetto importante, che ha convinto anche gente come Donati, Okaka e Viola…».

Inevitabile, infine, un commento sulla parte sportiva in senso stretto. «Io ci credo – assicura Scocco, sulla stessa linea del presidente Cipriani, recentemente intervistato dal Corriere Romagna -. Ce la possiamo fare a vincere il campionato e ci proveremo fino alla fine. Play-off? Ci penseremo solo quando saremo sicuri di doverli fare…».

Una nuova Ztl: le vie Marconi e Marzabotto diventano “strade parco”

Una nuova zona a traffico limitato (Ztl) a Ravenna attiva 24 ore su 24, ma non in centro storico. Gli spazi interessati sono in zona stadio: via Marconi e via Marzabotto.
Nelle scorse settimane la giunta comunale ha approvato un progetto per realizzare un’area di quiete a servizio del polo scolastico che si trova in quelle vie: circa 3.500 alunni tra elementari, medie e superiori. È stato il quotidiano Corriere Romagna a riportare la notizia per primo all’inizio di gennaio.

Il principio di ispirazione è quello di voler creare una sorta di campus attorno alle scuole con la riqualificazione di via Marconi come strada parco e street school riservata ai pedoni, alle biciclette e agli autobus scolastici. In via Marzabotto già oggi la Ztl entra in vigore negli orari di entrata e uscita da scuola.

Le due strade avrebbero limite di velocità a 20 km orari, con telecamere ai varchi di accesso, e nella vicina via Cassino il limite sarebbe a 30. Il parco della Pace, area verde poco distante, sarà coinvolto nel progetto, agganciandolo al nuovo spazio urbano riqualificato. L’importo complessivo per il restyling è 738mila euro.
Il progetto prevede inoltre un intervento strutturato di collegamento ciclopedonale continuo e sicuro tra il polo scolastico e la stazione ferroviaria di Ravenna, con l’obiettivo di integrare mobilità scolastica, lavorativa e pendolare.

La riqualificazione di via Marconi costituisce il punto di partenza di una rete che si estende verso l’esterno attraverso il rimagliamento di percorsi esistenti e la realizzazione di nuovi tratti ciclabili, in particolare lungo via Cassino, dove sono previste due corsie ciclabili monodirezionali, e lungo le vie Romolo Ricci, Gabici e Renato Serra. Questo sistema consente un collegamento diretto e protetto non solo con la stazione, ma anche con servizi strategici come ospedale, uffici comunali, questura, mercato cittadino e università, intercettando inoltre la Ciclovia Adriatica di interesse nazionale.

Le giornate di raccolta del farmaco: in provincia di Ravenna l’obiettivo è raggiungere le 3.500 confezioni donate

Tornano le giornate di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa di Banco Farmaceutico che si svolge da martedì 10 a lunedì 16 febbraio. Si tratta di una settimana dedicata alla solidarietà per sopperire alla carenza di farmaci delle fasce più fragili della popolazione.

Sono circa 6 mila le farmacie italiane aderenti (elenco completo su www.bancofarmaceutico.org) all’interno delle quali i cittadini potranno donare uno o più farmaci da banco.
Si contano 502 mila persone in condizioni di povertà sanitaria, di cui 145mila minori, per un fabbisogno stimato superiore a 1,2 milioni di confezioni di medicinali.

In Emilia-Romagna la raccolta si svolgerà in 566 farmacie nella giornata di sabato 14 febbraio. A Ravenna il fabbisogno espresso è di 3.412 confezioni, che saranno poi consegnate a 22 enti benefici del territorio per la distribuzione: servono soprattutto farmaci per l’influenza e pediatrici, decongestionanti nasali, analgesici, antistaminici e antifebbrili, farmaci ginecologici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, preparati per il trattamento di ferite e ulcerazioni, antinfiammatori, farmaci per i dolori articolari e disinfettanti.  

L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di 21.000 farmacisti che sostengono le giornate: anche quest’anno i volontari saranno oltre 27.000 a livello nazionale.
Gli organizzatori puntano a migliorare i numeri dell’edizione 2025 che raccolse 653.339 confezioni, pari a un valore di 5.980.898 euro, con una media di 111 confezioni donate in ogni farmacia.

«Anno dopo anno – dice Massimiliano Fracassi, delegato di Banco Farmaceutico Emilia-Romagna – constatiamo la crescita del numero di persone in povertà sanitaria, anche in una Regione come l’Emilia-Romagna da sempre sul podio nazionale per l’eccellenza del suo sistema sanitario pubblico. Conosciamo però anche la grande generosità dei nostri concittadini e siamo certi che anche quest’anno tanti risponderanno al nostro appello».

Piano sosta e Ztl, il sindaco: «Così bilanceremo le esigenze di cittadini, turisti e commercianti»

Impegnato da settimane in incontri con la cittadinanza per spiegare le ragioni del nuovo piano sosta in centro storico, il sindaco Alessandro Barattoni in un incontro nel suo ufficio ha voluto illustrare anche a noi di Ravenna&Dintorni – che avevamo sollevato alcuni dubbi in un editoriale a firma del direttore Luca Manservisi – le linee guida, che si potrebbero definire di “filosofia urbanistica”, per le nuove disposizioni.

Cominciamo dalle Ztl dove auto ibride ed elettriche non possono più entrare, con il lasciapassare che era finora una delle misure che forse aveva maggiormente incoraggiato l’acquisto di questi veicoli da parte di tanti ravennati per evitare il traffico delle strade più esterne. «Le Ztl – spiega Barattoni – erano nate per essere zone appunto a traffico limitato, ma basta andare, come faccio io, in via Mariani la mattina davanti all’Alighieri e vedere che ormai non è più così. E questo accade perché le auto ibride ed elettriche sono passate a quasi diecimila nel giro di pochi anni e sono ovviamente destinate a crescere, oggi non c’è più bisogno di quell’incentivo che fu deciso nel 2012 e che allora mi vide d’accordo. Noi vogliamo invece tornare ad avere un centro sicuro, dove anche l’utenza debole non corra rischi e dove siano protetti i nostri monumenti e dove, infine, possa essere invitante e piacevole sedersi nei tanti tavoli all’aperto dei locali».

Seguendo questa linea di pensiero, viene quindi spontaneo chiedersi perché strade come via Mariani vengano aperte a tutto il traffico dopo le 20.30 della sera, anche nei venerdì estivi o quando ci sono gli spettacoli all’Alighieri. «La situazione non è omogenea e a oggi non abbiamo deciso cambiamenti di orari, ma ci stiamo pensando. Intanto, ci saranno alcuni aggiustamenti per evitare le “scorciatoie” che tanti ravennati hanno scoperto per eludere le telecamere, come in vicolo Porziolino. Per via Mariani posso dire che la prossima estate sarà rifatta e che da lì non passeranno più gli autobus più grandi, ma solo quelli piccoli elettrici. Per gli altri stiamo studiando strade alternative». Strade alternative che potrebbero non prevedere più nemmeno via Carducci dove è prevista l’unica nuova pista ciclabile in centro città, a discapito di alcuni posti auto che sono stati però recuperati nei pressi della stazione ferroviaria. Nessuna novità in vista per una strada Ztl particolarmente dissestata, ossia via Guaccimanni.

Ma è in particolare il tema della sosta che ha fatto molto discutere e suscitato anche le reazioni dell’opposizione (vedi articolo a questo link). «La premessa – dice su questo il sindaco – è che il piano parcheggi così come lo conosciamo non era stato rivisto da oltre dieci anni. Durante la campagna elettorale tantissimi mi hanno posto il problema del numero dei parcheggi in centro, ma quando, una volta eletto, ho analizzato i dati, è emerso che a Ravenna non c’è un numero di posti inferiore alle altre città, il problema sta semmai nell’utilizzo di quelli disponibili, dove non c’è sufficiente rotazione. Per mettere mano al tema, siamo partiti dall’idea che serva un equilibrio tra esigenze fondamentali diverse: quelle dei commercianti, dei residenti e dei turisti. Abbiamo quindi deciso di semplificare, passando da cinque a tre fasce, e di intervenire sulle tariffe rimaste inalterate negli anni. Se, quando è stata introdotta, l’ora a 35 centesimi poteva rappresentare un disincentivo alla sosta lunga, oggi è diventato vero l’opposto. Abbiamo quindi adeguato le tariffe (vedi i dettagli in fondo all’articolo, ndr), ma abbiamo anche introdotto la prima mezz’ora gratuita, che di fatto serve anche a calmierare i prezzi, e la tariffa giornaliera a otto euro invece di quindici per i turisti e gli abbonamenti in fascia tre per chi viene in centro per lavoro e che si troverà a pagare 1,66 al giorno».

Un tema questo su cui il sindaco ci tiene a soffermarsi in vista anche dell’intenzione di riportare alcuni uffici dell’anagrafe nel centro storico, un po’ come antidoto al rischio gentrificazione che corrono un po’ tutte le città turistiche. Nel giro di qualche mese un primo presidio aprirà in piazza del Popolo nell’ex negozio Miccoli per poi traslocare nell’ex Anagrafe che ha bisogno però di un intervento di recupero che si aggira sui 3 milioni di euro e che potrebbe quindi richiedere anni. «Vogliamo che chi abita o lavora in centro non sia costretto ad andare in via Berlinguer per sbrigare le pratiche amministrative».

Ma il concetto che sembra stare più a cuore a Barattoni è che «lo spazio pubblico ha un valore» anche quando si tratta di un parcheggio. Ed è per questo che novità sono previste anche per i residenti che fino a oggi, una volta ottenuto un pass da 20 euro di durata triennale, potevano parcheggiare gratuitamente negli stalli blu. Da marzo dovranno invece pagare 50 euro l’anno. «Una cifra molto bassa, se si pensa che a Verona si pagano intorno ai 200 euro l’anno, ma è un segnale». Oggi sono 1.146 i residenti che hanno un permesso e che risultano senza posto auto di proprietà. «Vedremo cosa succederà, magari qualcuno deciderà di ripristinare un garage che possiede e che magari nel frattempo è diventato una rimessa per biciclette…».

In generale, su cosa accadrà con il nuovo piano sosta il sindaco dice che non possiamo sapere con certezza come reagiranno i ravennati: «Possiamo sperare che più persone scelgano una mobilità alternativa, che molti decidano di fare ducento metri in più a piedi e parcheggiare in zona tre, che più persone vengano in centro perché, con una maggiore rotazione, sanno di poter trovare più facilmente parcheggio. Il nostro auspicio è anche che magari vengano più persone verso sera, dopo il lavoro, considerando che in virtù della prima mezz’ora di sosta gratuita di fatto per molti il parcheggio sarà gratuito dalle 18 e non dalle 18.30».

Tra i primi effetti sperati c’è anche quello delle famiglie che portano e porteranno i figli a scuola, in particolare nella zona di piazza Caduti che dovrà ospitare anche l’elementare Mordani. «Molti potranno parcheggiare a Santa Teresa dove ci sono gli stalli blu che alle otto del mattino sono ancora in parte disponibili». A fronte di alcune nuove zone a strisce blu in particolare nella zona della Rocca, dove dalla prossima estate potranno svolgersi eventi che ospiteranno fino a mille persone, il sindaco assicura però che resteranno i parcheggi con le strisce bianche oggi in uso (vedi articolo a questo link), e che oltre a quello già annunciato di via Beatrice Alighieri (realizzato con Azimut sul modello del Guidarello), sarà realizzato anche un secondo parcheggio multipiano (da tempo si parla dell’ex Macello, ma conferme non ne arrivano).

A raddoppiare saranno anche le linee degli autobus, dopo la 80 che attraversa la città da Ovest a Est, il sindaco ne immagina una nella direttiva Nord-Sud, ma, ci spiega «poiché l’utenza è soprattutto quella giovane, ho chiesto agli studenti delle superiori che sto incontrando in questi mesi di esprimere una preferenza per ragionarci insieme».

LE NUOVE TARIFFE PER LA SOSTA IN CENTRO A RAVENNA, IN VIGORE DA MARZO

Mappa Aree Sosta Ravenna
La mappa con le nuove tariffe dei parcheggi a pagamento nel centro di Ravenna

ZONA TARIFFARIA 1 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): sosta gratuita per periodo inferiore a 30 minuti (1 sola volta nell’arco di una giornata), allo scadere del 30° minuto 2,00 €/ora.

ZONA TARIFFARIA 2 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): sosta gratuita per periodo inferiore a 30 minuti (1 sola volta nell’arco di una giornata), allo scadere del 30° minuto 1,50 €/ora. Con importo pari a € 8,00 la sosta viene automaticamente garantita per tutta la giornata.

N.b. Sia per la zona tariffaria 1 che per la 2 anche per la prima mezz’ora occorrerà ricorrere all’utilizzo del parchimetro che emetterà, gratuitamente, il tagliando da esporre.

ZONA TARIFFARIA 3 (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato): 1,00 €/ora. Con importo pari a € 4,00 la sosta viene automaticamente garantita per tutta la giornata. Per questa zona è possibile acquistare un abbonamento mensile (solare) a tariffa scontata da € 35,00.

ZONA TARIFFARIA LARGO GIUSTINIANO (dalle ore 8.00 alle ore 18.30 – giorni feriali, dal lunedì al sabato) Tariffa unica giornaliera (non frazionabile): € 3,30 totali. Per questa zona è possibile acquistare un abbonamento mensile (solare) a tariffa scontata da € 45,00.

Scuola e orientamento: «Oggi i ragazzi si sentono più liberi di cambiare»

Partner della provincia di Ravenna in tema di orientamento scolastico è Aeca il cui referente è Michele Zarri, a cui chiediamo se, dati i numeri in aumento degli studenti che cambiamo corso di studi esista un problema di orientamento. «Oggi parlerei di orientamento e riorientamento – ci dice Zarri, che in autunno ha organizzato anche un evento sul tema rivolto a tutte le scuole del territorio -. Direi che sicuramente dal Covid in poi è molto aumentato il livello di fragilità e necessità dei giovani, oggi c’è una sensibilità diversa. I ragazzi si sentono liberi di modificare le proprie scelte».

Come fare la scelta migliore, che consigli dare ai ragazzi e alle famiglie?
«Personalmente credo che conti moltissimo conoscere e vedere gli spazi in cui si trascorrerà tanto tempo e non basarsi solo sulla misurazione teorica e anche tentare un confronto con gli ex studenti, penso che il ruolo dei pari sia un elemento funzionale per sentirsi meno soli nella scelta, sentirsi rinforzati nella propria decisione».

Zarri si occupa in particolare di formazione professionale dei progetti Iefp, una realtà che vede numeri in aumento nonostante il calo demografico. «Credo che nel leggere questo dato ci siano due valutazioni: i percorsi Iefp accolgono spesso un’utenza con background migratorio e questo compensa la forbice del calo demografico, ma è anche vero che se la formazione professionale in passato è stata spesso ghettizzata e appannaggio di chi era stato “scartato” dal sistema scolastico, oggi è molto spesso una scelta. La formazione professionale sta cambiando e non è più addestramento professionale e di certo è uno strumento molto utile per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico».

Non solo, Zarri ci spiega che «dal 2018 è nata una possibilità per gli studenti che al termine della terza media vogliono capire meglio quale sia il loro interesse, si tratta del cosiddetto “anno propedeutico”. A Ravenna il capofila è Engim, ma i ragazzi che dopo la terza media scelgono questa opzione hanno la possibilità di entrare in più laboratori, in accordo con gli altri enti, per capire dove vorranno poi concentrare la propria formazione nei due anni successivi prima di prendere la qualifica».
In media riguarda una ventina di ragazzi l’anno in tutta la provincia e ci si può iscrivere tramite la piattaforma Unica del Ministero.

A Faenza il tavolo regionale per fare il punto sull’agricoltura. In arrivo un nuovo bando da 20 milioni

A Faenza un tavolo per fare il punto sulle necessità delle imprese e le misure per l’agricoltura in Regione. Tra i temi principali affrontati oggi (11 febbraio) dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e dalle associazioni agricole del territorio spiccano i quasi 63 milioni di euro di pagamenti alle imprese agroalimentari del Ravennate, la liquidazione delle richieste di risarcimento per danni alluvionali, le misure in atto per mitigare l’impatto della popolazione di lupi sul territorio, il bilancio del progetto “Frutteti protetti e il quadro dell’andamento delle produzioni del settore ortofrutticolo regionale.

Per quanto riguarda il riconoscimento dei danni alluvionali, sono 133 le domande ammesse a contributo: 88 per strutture, 30 per produzioni apistiche e 15 per produzioni zootecniche. Il totale degli importi ammessi a contributo a livello regionale è pari a 11.822.389 euro, di cui 9.385.098 già liquidati.
Nel corso del 2025, inoltre, la Regione ha erogato alla provincia di Ravenna 62.755.542 euro a sostegno del comparto agricolo, coinvolgendo4.824 imprese e attivando 16.484 iter di pagamento.

La distribuzione delle risorse ha riguardato: la Domanda unica Pac (29.046.938 euro per 4.714 aziende); il Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 (7.154.109 euro per 802 aziende); il Piano di sviluppo rurale 2014-2022 (12.685.230 per 694 aziende); i programmi operativi ortofrutta-patate (4.304.248 per 2 aziende); le calamità naturali e aiuti nazionali in regime de minimis (3.903.713 per 144 aziende); il settore vitivinicolo (5.537.671 per 348 aziende) e gli interventi per la mielicoltura (123.633 per 8 aziende).

«A partire dal 2024, abbiamo registrato un’importante ripresa del comparto ortofrutticolo -afferma l’assessore Mammi -, un dato che ci incoraggia a continuare a investire in questa filiera per rendere il settore più competitivo e attrattivo. Come abbiamo fatto con il bando Frutteti protetti, un progetto innovativo finalizzato a rendere la frutticoltura più resistente ai cambiamenti climatici e all’aumento dei costi. Si tratta di un intervento che vogliamo rendere strutturale e per il quale abbiamo già in programma un nuovo bando che partirà a breve».

Al termine dei lavori, è stato dedicato un convegno proprio al progetto “Frutteti protetti”, promosso dalla Regione nel 2024. In arrivo un nuovo bando per le protezioni meccaniche degli impianti frutticoli per un valore di 20 milioni di euro.

Il programma punta all’affermazione di un nuovo modello di frutteto per far fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, delle fitopatie e dei fenomeni atmosferici estremi che hanno causato, insieme ad altri fattori, quali le difficoltà con la manodopera e l’aumento dei costi, un netto calo produttivo e di superficie dedicata alla frutticoltura negli ultimi anni.
L’obiettivo è sostenere e rafforzare il comparto frutticolo, investendo su un modello integrato che combina il ricorso alla coltivazione di varietà certificate e l’installazione obbligatoria di almeno due sistemi di protezione tra reti antigrandine, sistemi antibrina, irrigazione di precisione, raffrescamento o coperture anti-insetto. Per sostenere il piano la Regione ha messo a disposizione complessivamente 70 milioni di euro fino al 2026, provenienti da risorse del Programma regionale di sviluppo rurale e dei Programmi operativi delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli per il biennio 2024-2025.

Attraverso il primo bando sono stati distribuiti 24,4 milioni di euro di contributi, a copertura del 60% della spesa relativa ai progetti presentati, con 153 aziende beneficiarie, a dimostrazione del forte interesse del comparto nei confronti del programma. Il totale della superficie interessata è pari a 592 ettari e grazie alle risorse distribuite sono stati generati investimenti per quasi 41 milioni di euro. La provincia di Ravenna è risultata quella maggiormente coinvolta, con con 275 ettari e 11,2 milioni di contributi.

Le colture più utilizzate per la costituzione di nuovi frutteti sono state albicocco, pesco, susino, melo, pero e kiwi. Per quanto riguarda i sistemi di protezione, a livello regionale 467 ettari sono stati dedicati all’installazione di reti di protezione multifunzione, 336 ettari a impianti di irrigazione di precisione e 80 ettari a dispositivi antigrandine, mentre sono stati 96 i dispositivi antibrina installati. 

Per dare continuità alla strategia è già stato previsto un secondo bando: ò’avviso pubblico partirà nel primo quadrimestre del 2026 e dovrebbe interessare circa 500 ettari per una dotazione totale di 20 milioni di euro, oltre alle risorse dei programmi operativi.

Per quanto riguarda il quadro del comparto ortofrutticolo, i dati del 2024 evidenziano una ripresa del settore delle produzioni vegetali in Emilia-Romagna rispetto al 2023, segnato da gelate tardive e alluvione.
A trainare è principalmente il comparto frutticolo che, rispetto al 2023, fa segnare un +57,2% di produzione lorda vendibile, pari ad un totale di oltre 728 milioni di euro. Si contrae, invece, la superficie frutticola coltivata, che scende a 37.962 ettari, in diminuzione del 10% rispetto al 2023.
Aumentano le rese per ettaro per diverse produzioni: pere (+186,0%), ciliegie (+98,9%), albicocche (+81,2%), kaki (+69,5%), nettarine (+64,1%), pesche (+63,2%) e susine (+62,8%) e kiwi (+46,9%). Il calo della superficie frutticola coltivata ha interessato prevalentemente: pere (-15,7%), pesche (-15,1%), susine (-6,9%) e kiwi (-11,1%). Cresce anche il comparto ortofrutticolo che, nel 2024, migliora del 10% la produzione lorda vendibile, rispetto all’anno precedente, raggiungendo nel complesso un valore di circa 758 milioni di euro. Il risultato è dovuto principalmente all’aumento della produzione lorda vendibile delle patate, che aumenta del 43,7%, e delle cipolle, che sale del 31,3%, mentre il pomodoro da industria, la principale produzione del comparto, del 9,2%. Anche per quanto riguarda la produzione orticola, sono in calo le superfici coltivate che scendono a 50.015 ettari, in diminuzione del 2,4% rispetto al 2023. In questo caso il calo però non è generalizzato e alcune coltivazioni fanno registrare significativi aumenti di superficie, tra cui le zucchine (+17,2), i fagioli (+15,9%) e lo stesso pomodoro da industria (+4,9%). Tra le superfici orticole in calo, il dato più evidente è quello dell’asparago (-33,5%).

Infine, l’incontro è stato anche occasione per mettere sul tavolo il tema degli sporadici avvistamenti di lupi in città: tra dicembre e gennaio sono stati organizzati incontri con le aree protette e le polizie locali per affrontare il tema, autorizzando l’uso di pallini di gomma da parte degli agenti dei Comandi unità forestali, ambientali e agroalimentari (Cufaa) e delle polizie. All’interno dei parchi la presenza e gli spostamenti degli animali saranno monitorati con fototrappole. I capi predati negli ultimi quattro anni ammontano a 12 e sono stati tutti indennizzati. Nel 2025 dalla provincia di Ravenna la richiesta per misure di prevenzione totale ammonta a 5.800 euro.

Il Ravenna fa visita alla Ternana. Mister Marchionni: «Il risultato ci dirà molto del nostro futuro»

A quattro giorni dalla vittoria casalinga contro il Carpi, il Ravenna torna in campo. Lo fa in uno contesto non facile: lo stadio Libero Liberati di Terni per cercare una vittoria che manca in trasferta dal 29 novembre contro il Pineto. Nel turno infrasettimanale di giovedì 12 febbraio, i giallorossi scenderanno in campo contro la Ternana alle 20,30, per una volta in concomitanza con l’Arezzo, impegnata al Cabassi di Carpi. «Dopo la partita di sabato i ragazzi stanno bene – dichiara mister Marco Marchionni in conferenza stampa -. Turnover? Guardo partita dopo partita. Domani abbiamo una grossa occasione contro una squadra con elementi forti che ti possono mettere in difficoltà. Dobbiamo scendente in campo con la determinazione giusta: il risultato di domani ci dirà molto per il nostro futuro».

Risultati alla mano, la Ternana è nona in classifica ed è una squadra molto altalenante (2 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio nelle ultime 5 gare), che ha raccolto 17 dei 30 punti ottenuti tra le mura amiche. La rosa delle “Fere” è profonda, qualitativa ed esperta soprattutto nel reparto offensivo. Tra le carte del mazzo di mister Liverani ci sono giocatori del calibro di Ferrante, Panico, Dubickas, Aramu e Pettinari che nelle ultime stagioni hanno anche lasciato il segno “al piano superiore”.

Marchionni invece non avrà a disposizione Donati (ancora dieci giorni out), Motti, Di Marco e Falbo, mentre sono partiti per Terni Bani e Da Pozzo, nonostante non si siano allenati a causa di un attacco influenzale. Come con il Carpi  sarà della partita Stefano Okaka, recuperato dall’infortunio muscolare che lo ha tenuto ai box per quasi due mesi: «Ci vorrà ancora un po’ di tempo per averlo a disposizione dall’inizio. Con il duro lavoro sta migliorando la sua condizione fisica per darci una mano e ripetere ciò che di buono ha fatto nel girone di andata. Ha sicuramente qualche minuto in più nelle gambe».

Il Ravenna nelle ultime settimane è parso in evidente calo nei secondi tempi. La partita contro il Carpi è stata simile a quelle viste nel nuovo anno: buoni primi tempi con tante occasioni create e vistoso calo nella ripresa sia fisico che d’iniziativa. «Sono preoccupato fino ad un certo punto. È normale che quando spendi tanto nel primo tempo, puoi ritrovarti ad avere qualche piccolo problema nel secondo, anche vista la mancanza di cambi dovuta agli infortuni. Il periodo di appannamento lo hanno avuto tutte le squadre. Ci sta soffrire, ma l’importante è che si portino a casa i 3 punti».

Per i tifosi del Ravenna che resteranno a casa, sarà allestito un maxi schermo al Mercato coperto.

Fermato per un furto al supermercato, viene sorpreso in possesso di un coltello. Denunciato dai carabinieri

Fermato all’interno di un supermercato di Massa Lombarda per il sospetto di furto, un uomo è stato trovato in possesso di merce rubata e armato di coltello. La segnalazione è arrivata nel fine settimana tra 6 e l’8 febbraio. A seguito della chiamata, i carabinieri sono intervenuti all’interno del punto vendita identificando il soggetto, già noto alle forze dell’ordine.
La perquisizione ha permesso di scovare all’interno del suo zaino alcuni prodotti sottratti dagli scaffali e un coltellino svizzero, potenzialmente idoneo a ferire.
Non riuscendo a giustificare il possesso della lama, l’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per furto e porto d’armi, mentre il coltellino è stato sequestrato dai militari.

Negli scorsi giorni, i carabinieri di Lugo e Massa Lombarda hanno inoltre rinforzato i controlli sul territorio, soprattutto in orari serali e notturni, impiegando un totale di 55 pattuglie e 110 militari in oltre 100 posti di controllo.
Sono stati controllati 122 veicoli e identificate circa 160 persone. Si aggiungono poi 19 interventi domestici per segnalazioni pervenute alla centrale operativa.

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